“knockout game”, cazzotti da uno sconosciuto…

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Quando non si hanno i neuroni per giocarsela sul territorio della intelligenza e neanche le palle per salire sul ring del coraggio, ci si consola facendo i “duri” nelle cloache della vigliaccheria. Il “knockout game” è una agghiacciante competizione a punti, vince chi riesce a “stendere” il maggior numero di ignari passanti usando quella tremenda arma chiamata “cazzotto”. Il “competitor” sceglie una vittima a caso e la colpisce a tradimento, non differenzia maschi dalle femmine, anzi, le donne sono quelle che maggiormente garantiscono il “KO” con un solo colpo. IL “blitz” avviene sempre in luoghi affollati in presenza di un complice che filma l’esecuzione per poi immetterla in rete. Un videogioco reso tragicamente reale da volti tumefatti e setti nasali fratturati, viene spontaneo prevedere che il livello successivo possa essere la coltellata e quello finale il cecchinaggio omicida.

La gratuità della violenza agevola la “missione” lampo, non c’è rapina né scippo, non c’è aggressione a scopo di libidine nè vendetta punitiva, non c’è nemmeno provocazione perché il “knockout game” non è un duello, uno scontro, una sfida, uno street fighter, no, è un “bowling” in cui si abbattono birilli umani. Ennesima defecata made in USA che sta appestando l’Europa, Inglesi e Italiani hanno risposto per primi all’appello. Per questi “diversamente Rambo” la certezza di farla franca è pressoché assoluta, le forze dell’ordine sono in altre faccende affaccendate e fin quando non ci scapperà il morto o non andrà al tappeto una vittima illustre, le denunce dei colpiti rimarranno lettera morta.

Guardando i video di quei pirla “neorealisti” che organizzavano finte aggressioni a vittime vere per realizzare “documentari verità” (ricordate quei ragazzi vestiti di nero con una maschera bianca che terrorizzavano malcapitati di turno portandoli a rischiare l’infarto???), ho pensato che se avessero pizzicato un pericoloso latitante con tanto di pistola nella cintola, alcuni di loro sarebbero diventati cadaveri. Lo stesso pensiero mi ha sfiorato apprendendo l’espandersi di questo nuovo conato sociale. Polizia e carabinieri di certo non spaventano i “giocatori” ma il rischio di sbagliare “cliente” è più che teorico, dubito concili sonno e vanterie scoprire di aver spaccato la faccia a un “intoccabile” che passerà la vita a cercare l’aggressore per fargli patire le pene dell’inferno. C’è poi sempre l’incognita “bersaglio cazzuto”, soggetti con la faccia da Fantozzi capaci di schivare/ammortizzare il colpo e appoltigliare in pochi secondi le ossa dell’improvvisato pugile, una imponderabile componente rischio.

Quando i cittadini sono costretti a vivere con un piede nel baratro, con l’ansia, con la paura di non riuscire a tornare a casa integri o addirittura vivi ogni volta che mettono il naso fuori dalla porta, c’è qualcosa di marcio nella gestione del sistema. Non è complicato individuare la tenia divoratrice della serenità individuale e collettiva, sarà sempre peggio se continuiamo a chiamare “intemperanze adolescenziali” il bullismo. Quel bullismo impunito che nel tempo si trasforma in “knockout game”, in “giochi” come quello che hanno devastato il ragazzino violentato con la pompa di un compressore, in violenza da branco e in un perpetrarsi di prevaricazioni e cattiverie sulla pelle dei deboli e degli indifesi.

L’escalation della crudeltà fine a se stessa da anni non è più peculiarità di sacche sociali indigenti abbandonate dalle istituzioni, è un adattamento naturale imputabile alla ignavia radicata in ogni target. Anni addietro si diventava bulimici di violenza per soddisfare bisogni, oggi lo si diventa per non soccombere alla noia e occupare nuovi spazi, quelli creati dal web, dalla incapacità genitoriale, dall’impotenza della scuola e dal lassismo legislativo vissuto come civile indulgenza.

Il “knockout game”entrerà a far parte della nostra quotidianità, una nuova violenza che produrrà altra violenza e fornirà rinnovata energia al frantoio che macina merda evolutiva.

Tullio Antimo da Scruovolo

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144 thoughts on ““knockout game”, cazzotti da uno sconosciuto…

    • pirla quella troupe che realizzava video sulla paura, non hanno mai toccato nessuno ma comunque hanno rischiato di provocare infarti… sì, anche questo potrebbe essere un tentato omicidio

  1. Ammetto che proverei un certo piacere se qualche latitante li sforacchiasse un poco… Charles Bronson era il giustiziere della notte, che possa diventare realtà? Che i vigilantes siano un bene?
    Il solo fatto di avere dei dubbi sull’uso della violenza per scacciare la violenza vuol dire che davvero c’è qualcosa di sbagliato in qualche ingranaggio sociopedagocico.
    Mi si obietterà che la colpa è della società che genera i suoi sottoprodotti violenti a partire da un lassismo istituzionale, ed è vero, ma qual è il modo per difendersi? Girare armati? Rispondere con tutta la rabbia? Perdonare? Denunciare?
    Io… se dovesse succedere qualcosa ai miei cari, non avrei alcuna pietà. Neanche un briciolo di pietà. Neanche l’ombra lontana di qualcosa che possa ricordare la pietà. Non potendo cambiare il mondo, almeno penso a me. Se può essere sbagliato, chiedo di riflettere sul fatto che se tutti non avessimo pietà verso questi atteggiamenti violenti, probabilmente il fenomeno non esisterebbe. È facile scaricare le colpe sul sistema. Che forse è la causa. Ma quello non lo cambi. Puoi solo muoverti al suo interno secondo le sue regole. Io odio e aborro la violenza. Ma esiste e spesso è solo l’unica pratica risposta possibile. Purtroppo.

    • il sistema ha colpe, pure pesanti, indulgenza e perdono in primis, comunque il sistema siamo ANCHE noi, se non educhiamo i nostri figli, se li difendiamo e giustifichiamo sempre, se continuiamo a volerli vedere più bravi degli altri, se chiamiamo “ragazzate” veri e propri reati da galera… immettiamo nella società individui al di sopra delle regole. La violenza non è mai positiva ma potrebbe servire con chi parla solo quel linguaggio.

      • Concordo. Io sono stato cresciuto a pane e calci in culo e non ho mai avuto bisogno della violenza per stare bene. E non è un fatto di estrazione sociale. Spesso sono proprio i figli della borghesia “bene” a commettere questi reati. Bisogna giustificare il meno possibile e solo quando è giusto farlo. Non solo perché è più facile dire “si” e disattendere l’affetto colmandolo con regalizie al fine di avere più tempo per la propria individualità piuttosto che esercitare la funzione genitoriale.
        Lo dico sempre. Abbiamo dato (e diamo) ai giovani libertà che non avrebbero mai dovuto avere. Il modello diabolico del “posso quindi faccio” è la fonte di questi problemi. Il sistema garantista a tutti i costi fa la sua parte e il grasso che continua a colare rende concepibile che tutto deve essere concesso.
        I giovani sono ANNOIATI.
        Zappa e cinturate: da sempre lo strumento educativo più efficiente ed efficace. E ricordo la mia infanzia come bellissima. Nonostante le botte. Che altrimenti, per come sono strutturalmente, sarei stato uno degli attori di questi “giochi” idioti.
        Mazz e panell fashn figghj bell. Pan e prsutt fashn l figghj brutt. (Mazza e panella fanno figli belli. Pane e prosciutto fanno il figlio brutto). Saggezza popolare che ha sempre funzionato.
        Ovviamente, in modo ponderato e calibrato. Quando è giusto, senza esagerare e con i dovuti contorni di coerenza educativa.

        • sono d’accordissimo, l’educazione è fatta anche di regole, premi e punizioni, valori, capacità di distinguere il giusto dallo sbagliato e il rispetto dalla prepotenza. La comprensione a pioggia e la giustificazione a fiumi creano mostri.

              • Lo credo anche io. Altrimenti prevaricazione diviene il modo di agire, mentre bisognerebbe insegnare che la propria libertà finisce dove comincia quella dell’altro, entro i limiti dell’oggettivo buon senso. E viceversa. Accettazione è rispetto.

                  • Perché tanto… mi spetta ugualmente. “Basta frignare, gridare, puntare i piedi e alla fine i miei genitori si stancheranno e mi accontenteranno, come sempre è stato”, ecco cosa echeggia nella mente di un ragazzo.
                    Mio figlio lo manderò a lavorare quando avrà 14 anni. Forse prima. Non lo so. E non avrà niente da me, se non se lo sarà guadagnato. Mi danno del “fascista”, del “retrogrado”, del “medioevale”.
                    Ma andassero a cagare: mi basta guardare quanti ragazzi insoddisfatti della loro fortuna ci sono in giro.
                    Sarà che quando ero bambino ho frequentato l’asilo e le elementari in un istituto cattolico, che era anche orfanotrofio e, siccome i miei genitori lavoravano entrambi, mi lasciavano lì. Sai cosa ricordo? Appesi ai muri quadri di bambini africani senza una gamba, persa a causa delle mine antiuomo, che camminavano abbracciati a bambini bianchi che li sostenevano per le spalle. Oggi sarebbe scandaloso. Sai cosa ho imparato dagli orfani con i quali giocavo? Il vero senso della vita. Il fatto che tutto si può superare. Che i problemi, quelli veri, sono sempre relativi. Basta un po’ d’amore sincero e la giusta austerità.
                    Che società di merda. Bigotti più di quanto lo siamo mai stati. Pudici e ipocriti. Giustifichiamo le angherie e condanniamo l’immagine. Risultato? Eccolo, il sottoprodotto della noia.

  2. Ci proverei proprio tanto gusto e piacere se colpissero qualcuno che ha una pistola in tasca e li facesse fuori senza che facciano in tempo a rendersene conto!
    Ma da quale mente malata e bacata escono fuori questi cosiddetti “Giochi” ??
    Non mi paiono per nulla divertenti,
    Le forze dell’ordine se prima non ci scappa il ferito grave o il morto se ne fregano altamente.
    Buona domenica TADS
    liù

  3. Da tempo mi faccio giustizia da sola. Chi dovrei aspettare? Sono stata aggredita pesantemente, e più volte, quando scendo o salgo dalla macchina nonostante l’evidente cartellino degli invalidi. Certo che non sono paraplegica , ma ho problemi di cuore e polmoni. La prossima volta arriverò alle mani! Lo sento. Ma a monte di tutto dovrei denunciare l’idiota che crede solo alle difficoltà dei paraplegici, con tutto il massimo rispetto per loro… mettendoci anche il disegnino…Oggi ,anche un semplice cartellino crea violenza.

      • Forse non mi sono spiegata bene. Posso dire che in questo caso il vile-idiota e’ chi ha ideato questi cartellini? Posso dire che ci sono violenze peggiori di chi, dall’ altro, crede di poter manovrare tutto e tutti togliendo a loro anche la dignità? E nemmeno tanto ai più deboli, o sfortunati, io non mi ritengo tale, ma solo chi non ha coraggio. E purtroppo sono in tanti. Solo con il coraggio si più osare di più . Poi davvero la paura, ignoranza e privazioni si scatenano in atti violenti. Davvero, per altri, emerge la giustizia fai-da-te.
        Purtroppo queste persone che aggrediscono senza motivi sono malati gravi che andrebbero rinchiusi. Li manderei tutti a casa degli eredi di Basaglia.

  4. Grande Tads. Trovo realmente soddisfazione nel leggerti. Le tue parole sacrosante parlano di un fenomeno che lascia inorriditi. E’ di questi giorni il caso di due fratelli, uno di 25 anni e l’altro più piccolo, che volendo passare tranquillamente un pò di tempo insieme, sono andati alle giostre di S. Giorgio al Cremano. Bè all’improvviso mentre la giostra era in funzione, quello più grande ha ricevuto un ”cazzotto” sulla nuca assieme ad uno sputo. Sceso, ha chiesto spiegazione e per tutta risposta è stato insieme al fratello aggredito da una trentina di giovani armati di catene, bottiglie rotte e cinture. Meno male che non sono morti. Ecco questo è il mondo oggi in cui si vive. Grazie delle tue analisi sempre precise. Un abbraccio e buona domenica. Isabella

  5. Non sapevo di questa cosa… la cosa che mi spaventa ancora di più è che i sistemi per arginare questi fenomeni finiscono per non funzionare, bisogna aspettare che la “moda” passi.

  6. Credo che ci sarà un momento in cui questi vengano a loro volta menati dalle vittime della situazione, e spero così a sangue da rimanere paralizzati per l’intera esistenza.
    a parte lo sfogo, tempo fa mi capitò una cosa del genere, o comunque simile. essendo la sfigata del gruppo un paio di ragazzi mi fecero uno scherzo. il primo mi infilò una scatola trovata nell’immondizia in testa, l’altro prendendo la rincorsa mi sferrò un pugno sulla testa.
    gli spettatori erano il resto del gruppo che se la rideva di gusto mentre pregavo che schiattassero tutti quanti, non tanto e solo per il dolore, quanto per l’umiliazione subita. non c’erano all’epoca i telefonini con le videocamere, o comunque c’erano ma costavano molto, però ciò che mi fece male fu il fatto di essere stata vittima perchè sfigata. cioè qualcuno si arrogò il diritto di pestare un pugno per il solo fatto che fossi una sfigata e per giunta donna. come se non fossi alla loro apri ma mi meritassi il pugno perchè sfigata e brutta.
    per fortuna io che non mi becco manco un raffreddore, ho solo avuto un giramento di testa e basta. fatto sta che per cretinaggine adolescenziale non ho neanche denunciato il fatto.

    • sono le tipiche idiozie da comitiva, il problema è che denunciare non serve a niente, questa gente meriterebbe di stare una settimana in qualche braccio carcerario popolato da detenuti poco disponibili a comprendere e giustificare quelli che fanno i lupi con gli agnelli.

      • se fosse successo oggi, credimi, con l’odio che ho dentro per la gente ipocrita e la sfiducia nei confronti della giustizia, avrei preso un martello e gli avrei spaccato la testa, o l’avrei fatta spaccare. almeno, u minimo di soddisfazione.

  7. Non sapevo di questa cosa Tads, ma che razza di gioco e’, con un pugno dato male si puo’ uccidere, spero che, come dici tu, trovino qualche delinquente e vengano presi a botte come si deve! Internet e’ stata una bella invenzione ma ha creato troppi imbecilli!! Un bacione caro amico e buona domenica, 🙂

    • ho sempre difeso a spada tratta la rete ma quando diventa strumento che incentiva merdate simili vengo assalito da una marea di dubbi.
      un abbraccio Lauretta

  8. Credevo avessimo toccato il fondo, ma ogni volta mi accorgo che c’è ancora un gradino più in basso 😦 Ti dirò, mi sembra la fine che potrebbero fare molti miei alunni, drogati di videogames e usciti da scuola più ignoranti di quando ci sono entrati non hanno nessuna possibilità di un inserimento onesto nella società. Ma il carrozzone va avanti senza che nessuno ritenga necessario fermarsi e intervenire…

    • a voi insegnanti hanno tolto ogni potere educativo però i sociologi della domenica accusano sempre la scuola, è più facile prendersela con una istituzione, ci vuole coraggio per affermare che le colpe sono tutte o quasi sulle spalle dei genitori

      • Purtroppo sì. Vengo da una zona di Roma dove queste cose, per i motivi che dicevi tu, non succedono. Ma resto a bocca aperta nel guardare quelle immagini, nonostante io sia nato per strada. Per questo quando qui, su wp, leggo post basati sulla violenza resto basito. Come immagino anche tu…

        • stiamo assistendo allo sgretolamento della serenità, questo è terrorismo da marciapiede, può colpire chiunque in qualsiasi posto, non basta più frequentare gente sana e posti sicuri. Non è un bel vivere dover stare sempre con le antenne dritte anche nei momenti di spensieratezza. In questi giorni mi ha colpito molto anche la questione della case occupate, non solo quelle popolari, c’è gente che torna da un viaggio e non può più entrare in casa propria perché invasa da estranei, lo stato non fa niente. Di questo passo cominceremo a sentir parlare di giustizia privata, ormai siamo in un girone Dantesco, nessuna protezione, nessuna garanzia, nessuna sicurezza, nessun futuro, neanche più la libertà di farsi una passeggiata tranquilli. Te lo ricordi quel film americano in cui un gruppo di persone crea un comitato segreto di giustizia per ovviare alle lacune delle leggi??? ecco, prima o poi arriveremo anche a quello.

          • Non sono intervenuto sul tuo post sulla pena di morte, quando qualcosa non mi piace o dissento, e lo faccio per ragioni simili a chi mi ha preceduto, evito di intervenire, per una questione di rispetto verso chi ha scritto il post, poi parrebbe un accanimento gratuito, e non lo trovo affatto utile o carino, visto che, in fondo, si tratta solo di idee diverse. Tutto questo, come premessa, per dirti che sono assolutamente contro la pena di morte, senza se e senza ma. Sono contro la legge del taglione. Ma davanti a certo sgretolamento della civiltà, della moralità, dei diritti civici, quando vedo minacciata quella che dovrebbe essere una serenità di diritto, ecco, vacillo. Davanti alla violenza gratuita, io, vacillo. E, come dicevo, ho paura, paura di non riconoscere più umanità intorno a me. E magari poi IN me. E questo è un quadro che vale per molti aspetti della nostra società, TADS, anche, come sai, il web. (non ho abbandonato l’idea del mio portale, ma avere a che fare e instaurare rapporti e collaborazioni con forze dell’ordine e ufficiali pubblici è una cosa che richiede tempo e formalità burocratiche assurde. Ti aggiorno.)

            • E’ la logica delle vertenze sindacali di antica concezione, chiedere cento per ottenere almeno venti, forse se si partisse dalla pena capitale come richiesta estrema qualche legge severa e/o comunque meno lassismo lo si otterrebbe. Non sono un fan del patibolo, l’ho detto più volte, tuttavia di questo passo tra una decina di anni ogni mattina conteremo morti sui marciapiedi, l’esasperazione e la paura sono virus pericolosi. Noi vogliamo fare gli Americani ma solo nel subire, non nel reagire, da quelle parti le porte blindate non esistono, chi viola il domicilio può essere ucciso, lo prevede la legge, da noi se ti trovi una famiglia di zingari in casa devi stare zitto altrimenti la legge punisce te. Roba da incubo, come il ritrovarsi al pronto soccorso con la faccia spaccata da un bullo che gioca al knockout game sapendo di non incorrere in sanzioni, la vedo male, molto male.

              • TADS, nel 2012 sono intervenuto in un’aggressione, stavano massacrando un tipo che conoscevo da due mesi, era tanti, cattivi, determinati e sapevano colpire. Lui era lì con due dei suoi “migliori” amici, per strada, di notte, davanti a un bar per cornetti. Sono intervenuto solo io, per far sì che non venisse ucciso. Non avrei più dormito, e avrei dovuto staccare gli specchi da casa. Max, e molti altri che mi conoscono possono testimoniarti le due cicatrici sotto il sopracciglio, di fianco (12 punti) e lo zigomo fratturato in modo scomposto che non ho ridotto e si vede ad occhio nudo. Solo per dirti che io capisco molto bene di cosa tu stia parlando. Per questo mi stupisco di leggere certo schifo in giro, mi sono stupito di osservare qualcosa che è successo mesi fa qui su wp. E, per questo, nonostante io sia contro la pena di morte e la legge del taglione, a volte, come dicevo, vacillo, e la rabbia delle brave persone è molto pericolosa…

  9. Merda INvolutiva. .. ne avevo letto, ora ne rileggo da te. Cavernicoli? No quelli nn giocavano. Non so dire altro. Mi sfugge davvero la motivazione a questi ‘riti’ aberranti, insacco il collo nelle spalle e…speriamo che io me la cavo.
    Sherallaberrazionenncefine

  10. Devi sapere che sono appassionata di armi sopratutto da taglio.ho una discreta collezione di coltelli di generi diversi presi un po’ ovunque.una volta non c’erano tutte queste restrizioni.quando giravo da ragazza lo tenevo sempre a portata di mano.se mi fermavano le forze di polizia dicevo che mi serviva per la frutta…quando sono diventata madre ed adulta ho pensato di smettere ..ora mi chiedo se non devo metterne uno in borsa ..già giro con un bastone con il pomo di metallo quando porto in giro il cane ,lo spray al peperoncino e scarpe basse e comode ..cosa devo ancora fare a parte guardare chiunque si avvicini con aggressività malcelata? Roba da matti…il problema è’ che poi ti ritrovi ad usarla L arma che hai…

    • è vero, quando hai un arma in situazioni di pericolo finisci con l’usarla, tra il serio e il faceto ti riporto un vecchio detto che calza: “meglio un brutto processo che un bel funerale”.
      Ho una certa confidenza con alcune arti marziali, anni fa ho insegnato a una mia amica certe mosse per difendersi da eventuali aggressioni, quando le ho spiegato come fare per accecare un potenziale violentatore mi ha risposto: “infilargli le unghie negli occhi? mi fa troppo senso”

  11. Ciao Tads. La tua analisi è ineccepibile.
    Sono informata del “fenomeno”, la cronaca parla di casi recenti successi in questi ultimi giorni a Milano.
    Superfluo forse dire che la “legge del branco” domina e annulla le individualità, ma sarebbe anche il caso che qualcuno si assumesse le proprie responsabilità personali, una volta tanto. Il vero problema è che questi ragazzi non si rendono conto delle conseguenze, per loro è un gioco e ogni volta alzano l’asticella del livello di difficoltà da superare.
    E secondo me il grado di aberrazione è sempre maggiore perché fin da piccoli sono cresciuti nella giustificazione.
    Abbiamo una grande responsabilità anche noi adulti in questo, genitori e insegnanti o educatori vari di turno; si iniziano ad assolvere i primi comportamenti sopra le righe, magari piccoli gesti banali, ma tutto è proporzionato all’età. Si deve, e ripeto, DEVE, insegnare sempre la distinzione tra ciò che è civile e ciò che non lo è; mi baso sulla mia esperienza di prof, l’insegnante-amico è una grandissima stronzata (perdonami il termine), è figo, piace ai ragazzi, li capisce, è accomodante, ma fa il loro male.
    Giustifica oggi, giustifica domani, ecco che l’asticella di cui parlavo prima si alza sempre di più, è naturale. Con questo non intendo affatto sminuire la gravità di questi gesti, anzi, li condanno fortemente, convinta anche che questi ragazzi presi singolarmente e “spaventati” a dovere diventerebbero degli agnellini. Perché sono fondamentalmente codardi, e purtroppo la codardia l’hanno imparata da qualche adulto che nel loro percorso formativo gliel’ha inculcata con la propria “indifferenza educativa”. Ergo, meglio essere un insegnante “stronzo” ma ottenere risultati umanamante accettabili che essere un educatore “buonista” (che per me equivale a indifferente) e ottenere ciò che ben sappiamo.
    Come vedi sono sempre molto critica nei confronti della categoria, anche se le generalizzazioni penalizzano chi lavora seriamente, e sono molti.
    Buona serata Tads, è sempre un vero piacere legere i tuoi pezzi. 🙂
    Primula

    • ciao Primula,
      hai scritto:
      “Superfluo forse dire che la “legge del branco” domina e annulla le individualità”
      temo di non aver capito bene cosa intendi, se ti riferisci alle responsabilità concordo, se invece punti alla essenza del singolo credo sia esattamente l’opposto, è all’interno del branco che meglio si esaltano le individualità, chiaramente negative, in quanto banco di prova e competizione per stabilire gerarchie. La codardia nasce dalla inutilità delle “imprese” compiute in solitaria, non si colpisce per soddisfare una propria pulsione bensì per affermarsi all’interno di un gruppo, di un contesto, aspetto pericolosissimo trascinante e coinvolgente.

      Sul resto condivido in pieno il tuo pensiero, anche se tendo a caricare le colpe principalmente sulla famiglia, la scuola non ha più poteri educativo/formativi come un tempo, non è più un tutor che integra le direttrici famigliari.

      è sempre un piacere averti qui,
      buona serata anche a te.

      • Mi riferivo esattamente alle responsabilità. Davo per scontato che ciò che il singolo compie all’interno del branco (anche negli animali) è funzionale alla sua collocazione nel branco stesso.
        Infine, sarà per il fatto che ho conosciuto una varia umanità nell’ambito scolastico, io tendo invece ad attribuire responsabilità ancora agli insegnanti. Non solo a loro ovviamente perché in realtà ciò che manca è una fattiva collaborazione docenti/genitori per il bene dei figli. E non è utopia, basta solo una dose di buona volontà, anche in modica quantità.
        Primula

        • forse prima di educare i figli bisognerebbe educare i genitori, pagare meglio gli insegnanti e dotarli di maggiori mezzi e poteri. Forse basterebbe ritornare a considerare la scuola un luogo sacro e non un parcheggio, forse… 😉

  12. Un’altra manifestazione del degrado generale purtroppo…..e se non si inizia a prendere seri provvedimenti sarà sempre peggio…..

  13. davvero si resta senza parole. Solo a leggere si avverte un freddo agghiacciante.
    Ma che dobbiamo fare? rintanarci in casa per paura del branco di delinquenti di turno?
    Non lo so, non lo so proprio. Io stento a riconoscere gli alunni di oggi se solo li paragono a quelli di 25 anni fa, rispettosi ed educati. E sai che ti parlo di bambini. Bambini che non sanno più stare fermi oltre i 5 minuti, bambini bulli a 9 anni, bambini verbalmente violenti e minacciosi (ancora mi riecheggia la frase di un mio alunno dopo una lite con un compagno “in piazza scorrerà sangue, il tuo!”), bambini che non ci pensano un attimo a sferrare calci e pugni, intolleranti, schizzati, petulanti, annoiati che non sanno più nemmeno giocare. Intelligenti e sagaci, sì, ma che ce ne facciamo se poi tutto si trasforma in lotta? Mi metto in discussione e dico che sono io che non riesco più a tenere l’ordine. Può essere.
    Il cassetto della mia cattedra è già colmo di biglietti dei genitori :giustificazioni x assenze per motivi di famiglia, giustificazioni x compiti non fatti per motivi di famiglia, richieste di cambio posto con questo o con quello. Metto nel diario note di merito ma anche di demerito chiedendo la firma dei genitori. Firma che manca quasi sempre. Sono pieni di zaini e orpelli firmati, carichi di impegni pomeridiani , videogiochi che di nascosto portano anche a scuola. Rinunciano anche alle festicciole pur di drogarsi a casa di games violenti.
    All’incontro scuola famiglia della scorsa settimana su 50 aventi diritto e DOVERE di partecipare, ne sono venuti 10 e tutti con una fretta del diavolo. 2 mamme non hanno aspettato il turno per parlare con me e sono andate via: la palestra le attendeva.
    Ma sì, sì, manca l’insegnante autorevole, certo, certo. Sempre colpa della scuola.
    Scusa lo sfogo.
    Ciao

    • ho letto il tuo commento due volte, più che uno sfogo mi pare una testimonianza, seppur virtualmente ormai credo di conoscerti, tu ci metti il cuore nella tua professione, non sei una di quelle che vanno a lavorare solo per lo stipendio. Tra l’altro, come tutti gli insegnanti delle elementari rappresenti, incarni l’approccio con la scuola, il primo passo, la base, l’inizio di un lungo e articolato percorso, scavi le fondamenta per consentire agli altri di costruire. Mi limito a dirti che io ho vissuto la scuola autorevole e autoritaria, i miei figli sono adulti e quindi anche la loro in parte lo era ancora, oggi credo sia tutt’altra cosa. Siamo in calando, c’è una caduta perpendicolare dei valori, si è rotto il meccanismo, l’adolescenza è una bolgia in cui sempre più prepotentemente si espandono maleducazione, alcol, droga, prostituzione, violenza, trasgressione e il vangelo dell’apparire, dell’avere e dalla indipendenza fuori controllo. Questi “ragazzi” che prendono a cazzotti i passanti sono bestie allo stato brado che mettono a rischio l’altrui incolumità senza nessuna ragione, lo fanno contando sulla complicità dei genitori e dello stato.
      Cara Marirò, non vedo sbocchi.

      • sfogo- testimonianza, sì, forse. il dubitativo lo metto perchè per mia indole non voglio arrendermi, nemmeno davanti all’evidenza e mi piace vedere il bicchiere mezzo pieno e dire che uno sbocco deve esserci e ci sarà. E per onestà e sincerità aggiungo che oggi una parte di bambini è come da me descritta, quella parte che magari viene prima in evidenza, ma ci sono anche e soprattutto bambini splendidi, cresciuti con tanta attenzione da famiglie esemplari.
        Permettimi di continuare con una testimonianza dove la risoluzione è avvenuta grazie al tempestivo ed efficace connubio scuola-famiglia.
        (penso che questi idioti dei cazzotti a caso siano dei giovanissimi, lo spero almeno).
        Accadde che un gruppetto di ragazzini alle medie (tre miei ex alunni) si gasarono davanti a un famoso social network e misero su una pagina fortemente razzista. Lo fecero dall’aula informatica della scuola. Pochi mesi dopo furono scoperti e vennero informate le famiglie. I genitori piansero davanti al preside e davanti ai figli e poi si diedero da fare, sul serio e lasciandosi consigliare anche dai proff. Ora questi ragazzi sono all’università, hanno cambiato rotta, si infastidiscono anche a ricordare quei mesi che gli procurano profonda vergogna, sono attivisti nel volontariato e nel sociale.
        Non voglio pensare che questo sia stato un isolato caso andato a buon fine.

        • le riflessioni testimonianza di chi opera nella infanzia sono importantissime 😉

          ciò che racconti è la prova provata di quanto sia importante intervenire nel modo giusto, al momento giusto e con le idee chiare, se tutti i genitori ragionassero e si comportassero nel modo da te descritto, di ragazzi ok ce ne sarebbero tantissimi e le teste bacate si ritroverebbero isolate

  14. tempo fa accadeva con il filo di nylon tirato da parte a parte della strada, la “scommessa” era vinta se passava un motociclista e il filo “tagliava” all’altezza giusta.
    anch’io, come mm, credo che bullismo non sia il termine appropriato. c’è dell’altro, e non è facile capire il perché.

      • sì, avevo capito, ‘un t’arrabbià! 😀
        infatti, dicevo che secondo me non è bullismo il termine più appropriato, ma c’è dell’altro dietro, di natura più individuale e con radici più profonde del bullismo.

        • tranquilla, non mi arrabbio mai,
          non c’è niente di misterioso dietro il bullismo e quindi dietro tutti i derivati di una aberrazione culturale, sono meccanismi psicologici arcinoti, monitorati e straconfermati. L’unico mistero è dato dalla non volontà di cambiare percorso, poi… ognuno ha il diritto di vedere quello che vuole. Pensa che certi percorsi psichici li aveva già individuati Freud.

  15. Qua con questo “simpatico gioco” c’è morto un ragazzo, cadendo ha sbattuto la testa. Hanno fatto passare la cosa come una lite “per futili motivi finita in tragedia” peccato che due giorni dopo, un altro giovine si sia ritrovato un occhio nero sempre con le stessa modalità. E’ stato un periodo di alta tensione quello, seguito dall’intensificazione di controlli e pattuglie e si son fermati lì.
    La mia soluzione sarebbe di prendere per le orecchie i genitori e metterli insieme ai figli a pulire i tombini o le fogne.
    Ma io sono un po’ drastica…

  16. Io abito in un piccolo paese dove queste cose fortunatamente non arrivano.
    Ricordo che quando sono andato ad Hannover a trovare parenti sono rimasto
    piacevolmente sorpreso dalle enormi possibilità sociali e culturali che
    offriva la città ai suoi abitanti.
    Ricordo anche che sono rimasto decisamente sorpreso dal grado di degrado
    e di pericolosità che si respirava perfino nei parchi pubblici, e pensando
    ai bambini e alle famiglie che crescono i figli li, come quella che siamo
    andati a trovare mi sono detto che rinuncio volentieri alle possibilità
    a fronte di poter vivere la vita in ogni attimo senza sperare nella fortuna
    ogni volta che varchi le pereti di casa.

    Sono contrario alla violenza perchè la reputo l’arma della persona inutile,
    del debole, di chi non ha capito che mezzi e che potenza ha la nostra mente
    però quando leggo di fatti simili mi spavento per l’odio che sento nascermi
    dentro.. mi sento cattivo e capace di tutto e non ne vado certo fiero, però questo
    istinto non so se si può sempre comandare con la ragione.

    Quest’anno abbiamo iscritto nostro figlio di sei anni ad una scuola di corpo
    libero per seguire un corso di un arte marziale.. lo scorso anno ha praticato
    la pallacanestro, io ho giocato per 30 anni a calcio e spero sia l’ultimo sport
    a cui si appassionerà perchè purtroppo specialemente da noi, non è uno sport;
    dicevo che lo abbiamo iscritto a quest’arte marziale non tanto per la preoccupazione
    del suo futuro, per questioni legate all’autodifesa o peggio ancora all’attacco ma
    per il concetto di “disciplina”. E’ fondamentale secondo me far capire ai nostri figli
    concetti legati storicamente alla parola “sport” ma anche alla parola stessa di “umanità”
    e questi concetti non possono non passare per l’educazione e la disciplina.

    Secondo me è sbagliato, pensando ai nostri figli, pensare a fargli capire come difendersi
    attraverso la forza ma è fondamentale pensare a fargli capire quanto sia sbagliato e stupido
    attaccare. Un uomo che ferisce un altro attaccando con la sua forza non è un esempio ma un
    demente… un uomo in realtà piccolo piccolo.

    Purtroppo però i messaggi che passano dai cartoni animato ai vari rambo e terminator, per passare
    dai videogiochi costituiscono esempi esattamente opposti.

    E i media, tutti, sostengono il gioco non condannando mai come emeriti idioti e deficenti questi minorati
    mentali che compiono questi atti ma in qualche modo li giustificano cercando nelle molecole dell’aria i responsabili..

    cazzo ma è mai possibile che non si sia in grado di dire apertamente che i colpevoli sono loro e le loro famigie,
    mettendo i nomi e i cognomi le foto i profili social di questa gente invece di scrivere e documentare che Belen
    ha preso il vestitino viola al suo cane??

    Quando un giornalista intervista una famiglia di un “colpevole” e gli da la possibilità giusta di “parlare” perchè non avviene
    mai che questo stesso giornalista non contrasta le giustificazioni generiche?? perchè non dicono mai qualcosa di “politicamente
    scorretto”??? passa sempre e solo un messaggio di silenzio… i giornalisti di oggi non hanno più opinioni, sono dei corrieri
    d’informazione inutili… chi ha il coraggio non fa il giornalista o almeno non per i grandi numeri, e di coneguenza i grandi numeri
    della società sono abbandonati a se stessi.. e invitati al silenzio…

    Fintanto che questa gente viene tutelata, come possono cambiare le cose??

    • se un giornalista dovesse dire semplicemente che le colpe risiedono nel deficiente che ha fatto la cazzata e nella maleducazione ricevuta dai genitori, andrebbe contro i propri interessi. Purtroppo questo è un meccanismo pernicioso, se un genitore incapace vive le problematiche del figlio come frutto di una società malata, non correggerà mai i suoi errori e continuerà a pensare di essere nel giusto e quindi giustificare le cazzate del figlio.

      • eh ma il senso reale del giornalismo dovrebbe esser quello…

        eh sia chiaro, lo so che non è così, ma io sono convinto nella mio piccolo pensiero che in questo ci siano grandissime, enormi, responsabilità dello stato delle cose.

        Sulla parte del genitore mi trovo perfettamente d’accordo, e mi sale l’ansia di potermi un domani sentirmi così…

        • il termine “sistema” indica un incrocio molto articolato di svariati fattori, provo a sintetizzare.

          il mercato degli adolescenti è uno dei più appetibili e redditizi in tutto il mondo occidentale, per incrementarlo progressivamente ci si aggrappa ad alcune leve psicopedagogiche che comunque hanno un fondamento:

          1) i ragazzini DEVONO avere determinate dotazioni, un certo smart, una certa marca di zainetto, un certo look, marche di scarpe e via dicendo

          2) quelli che non tengono il passo rischiano di essere emarginati dal gruppo con tutte le negatività del caso, questo ha di fatto annullato le logiche del “NO” educativo

          3) l’accondiscendenza materiale imposta obbliga, per ovvietà, ad allargare la manica anche sul fronte comportamentale, le uscite serali degli adolescenti devono attenersi a tendenze diventate costume, sempre per non creare turbe

          4) una libertà prematura brucia la tappa e proietta i ragazzini nelle lande successive, a 14anni si vive e si ha la libertà che una volta si acquisiva a 17 (prendilo come riferimento), la conseguenza naturale è che si adottano atteggiamenti non in linea, questo non significa crescere prima, significa fare un salto che non è positivo

          questa strada forzata, scritta da interessi, crea disorientamento e squilibri con l’inevitabile perdita dei valori di base e il nascere di nuove esigenze, a questo aggiungi che i nativi digitali sostanzialmente vivono agganciati alla rete e alla comunicazione tecnologica. Cosa che penalizza ulteriormente l’aspetto formativo dato dal confronto diretto

          per completare l’opera è doveroso menzionare il lassismo dei genitori separati e di quelli ricattabili (sono milioni) e/o comunque immersi nei sensi di colpa. Un ragazzino o una ragazzina che sgama un genitore in chat con l’amante non è più gestibile né punibile. L’emulazione della altrui libertà allarga il baratro e produce effetti collaterali deleteri

          la scuola non ha più nessun potere educativo, l’insegnante deve attenersi a insegnare la propria materia e segnalare eventuali anomalie comportamentali non sempre accettate dai genitori. I genitori si comportano con la scuola nello stesso modo in cui si comportano con l’allenatore sportivo, difficilmente accettano l’inferiorità performante dei figli. Se poi sono genitori sotto scacco si creano situazioni assurde di difesa. Quando noi prendevamo una nota erano cazzi, oggi sono i genitori che vanno a contestare, pure con veemenza, le note prese dai figli.

          Per sommi capi, quando si cresce in questo modo non è difficile diventare un bullo oppure un picchiatore seriale da strada, tra l’altro nella consapevolezza che le istituzioni puniscano ancora meno della famiglia.

          Chiudo riprendendo un passaggio, i ragazzini che non possono permettersi di acquistare alcune cose, le rubano a chi le ha, anche qui consci di essere intoccabili.

          il discorso è molto più complesso ma queste sono le linee di massima.

          • dio, devo inghiottire la saliva…
            cioè messa così sembra un vicolo cieco…

            eppure partendo dal basso, non dico che si possa cambiare il sistema, ma qualcosa dobbiamo fare e quel qualcosa non dev’essere una resa…

            mi “piace” (passami il termine) quello che hai scritto e quello che ho letto perchè mi torna molto utile come linea guida del ragionamento… però mi mana la parte “soluzioni possibili” che reputo potrebbe essere altrettanto utile..

            in questo senso così di getto, d’istinto puro mi verrebbe da pensare ai ghetti, al piccoli gruppi, a rimpicciolire e spezzare la massa in tanti piccoli insiemi… infondo l’erba nasce anche nel cemento…

            • non credo esistano soluzioni collettive, vincente sarà colui che riuscirà a trasmettere ai figli valori più solidi delle strategie commerciali e delle tendenze. Le masse giovanili sono già spezzettate, divise per gruppi di appartenenza ma non cambia la sostanza, purtroppo. L’individualismo è humus, crea competizione e quindi business su ogni fronte rendendo indispensabile il superfluo. Repetita iuvant, vince chi riesce a non farsi fagocitare dal sistema, non più del minimo dovuto.

  17. questa violenza gratuita fa “notizia” . io credo non sia solo mal costume, mancata educazione o diffusa inaffettività. sono convinta che più il dolore, la violenza e il gioco al massacro faranno notizia, scalpore e interesse più finiremo in un punto di non ritorno. La verità è che siamo più abituati a sentire notizie negative, che raccolgono interesse morboso, che quelle positive e costruttive.
    ci sono cose dalle quali non possiamo difenderci e questa è una di quelle.

    • sicuramente, i mass media sono la moderna arena di Nerone, il popolo ha bisogno di sangue, c’è poi anche il rischio emulazione, a volte sono gli stessi notiziari a suggerire le malefatte.

  18. Caro T,
    sono pienamente d’accordo con la chiusura del tuo articolo, tranne l’ultima frase pessimistica che spero non si realizzi nel contenuto della sua profezia.
    Le notizie di violenza mi lasciano sempre una tristezza immensa e un vuoto alla bocca dello stomaco che affonda nel profondo, in quell’oscuro abisso che vorrebbe ingoiare le speranze della vera riscoperta dell’umanità che alberga in ogni uomo..

    -Liolucy

    • …”in quell’oscuro abisso che vorrebbe ingoiare le speranze della vera riscoperta dell’umanità che alberga in ogni uomo.. ”
      questa è da incorniciare 😉

      l’ultima frase del post è una costatazione, non una profezia,
      ci sono andato leggero

  19. ho visto pochi giorni fa un servizio su questo argomento e sono rimasta scioccata, la violenza mi fa restare senza parole e schifata. Io (nonostante sia una giornalista) sarei per non divulgare queste notizie: l’emulazione è sempre dietro l’angolo e i cretini pure.

  20. Io mi chiedo quanto la deficienza umana potrà ancora andare avanti. Lo fanno per sentirsi forti, per sentirsi superiori e anche per molti altri motivi. Idiozia ovunque!

  21. nel 1977 lo scrittore di fantascienza David Compton scrisse un libro tradotto in Italia con il titolo di: “L’occhio insonne”, da cui il regista Tavernier nel 1980 trascrisse e diresse un film molto bello: “La morte in diretta” in cui (libro e film), viene impiantato nell’occhio di un volontario un
    microtelecamera, il cui scopo era quello di registrare per delle trasmissioni seguitissime, appunto, le morti in diretta o la vita dei malati terminali, o gli omicidi avvenuti davanti agli occhi del protagonista. Tragico apologo poi avvenuto con l’avvento di “youtube” e delle “rete” perché nella morbosità della nostra epoca siamo arrivati e questi estremi. Mi spiego meglio: io vedo in queste idiote esagerazioni soltanto l’inizio di un’escalation a cui seguirà, dopo il cazzotto, anche il colpo di pistola e altro ancora, perché un pubblico di degenerati (e di normali) vivrà solamente con queste “dirette” legate alla violenza.
    Preparati… io inizierei un corso di altri marziali come protezione personale (chissà se basterà?) (…)

    • il film lo ricordo benissimo, credo sia passato su qualche rete negli anni recenti. Lo penso anche io, come ho scritto nel post può essere che il passo successivo sia la coltellata e poi il cecchinaggio. La cosa più deprimente è che ci abitueremo anche a questo in breve tempo.

    • ma mi permetto! che film emozionante e che bel richiamo ha colto il nostro barman. Anzi me lo ricerco in rete perchè un brividino nn guasterebbe.
      Mi preparo al dentista per domani 😦
      I miei rispetti,

      sheraohohpoverodentinononosisisi

  22. Ciao
    La violenza gratuita mi fa paura ,fare del male per divertirsi è una cosa talmente inumana che non ci sono parole per definirla.
    Come si possono avere certi comportamenti?
    Come si ci può divertire facendo del male ad altre persone?
    Prendere questi imbecilli e i loro genitori e portarli a fare un giro negli ospedali dove la gente soffre e lotta per la vita forse ,ma è un forse…,servirebbe ad aprire loro la mente .

  23. Ah beh…. in svizzera si vendono tranquillamente le armi…..legittima difesa e vedrai che puf….spariscono tutti.
    …e non serve il porto d’ arma, ma solo un permesso eccezionale.
    Ho appena visto quinta colonna….sono un pochino turbata. Il cazzotto sarebbe il meno peggio. Domani vado a Lugano
    …scherzo. 😦

  24. Ma perché gli italiani devono emulare solo le idiozie? Non abbiamo già abbastanza problemi? I giovani vanno alla ricerca di esperienze forti e questo perché, come tu giustamente rimarchi, hanno famiglie che li assolvono e li difendono. Meglio quando ci educavano a suon di schiaffoni e non avevamo tutti i comfort di ora, perché anche se c’è la crisi, la gente non rinuncia a certi agi.
    Grazie per quest’informazione.
    Ma guarda, uno esce di casa e potrebbe incappare in un Knockout game senza aver provocato nessuno? Poveri noi, che stupida società, società che si annoia e non trova di meglio da fare.
    Buona giornata, caro amico.
    un affettuoso saluto
    annamaria

    • c’è da farsi venire i travasi di bile solo a pensarci.
      Proprio così, uno schiaffone ben assestato vale più di cento teorie educative.
      Buona giornata cara Annamaria

  25. L’idiozia regna sovrana! CI stanno svuotando la testa creando pupazzi vuoti..terreno fertile per ogni C…AZZATA.
    Eppure ci sarebbe tanto da fare nel mondo per rendere l’esistenza di tutti più piacevole. Mi allontano sempre di più da questa società… 😦

    • penso sia quello che vogliano i pupari, dividere, staccare, creare aree delimitate, ghettizzare concettualmente e materialmente, non riesco a dare spiegazioni diverse a questa deriva

        • su certi fronti schiavi già lo siamo.
          Percepisco la volontà di dividere per strati la società, come un tempo, non penso sia casuale la vessazione che colpisce il ceto medio, l’anello di congiunzione tra i piani bassi e quelli alti. Anche l’ordine pubblico e mode come il “KG” contribuiscono a dividere, inibire, separare, creare zone off limits. Già esistono quartieri residenziali super controllati e quartieri popolari abbandonati al loro destino.

  26. Caro Tads sono venuta a conoscenza dai vari TG. Sarò breve. Bisogna prenderli e dargli tante mazzate sui denti. Non ci sono nè attenuanti nè giustificazioni. Smettiamo di reimpallare le cause dei problemi tra scuola, famiglia e società. Ripeto A MAZZATE SUI DENTI e basta

  27. L’idiozia, purtroppo, è una delle più gravi malattie dei nostri giorni: è una malattia infettiva, come la peste. Gli idioti sono come degli appestati, bisognerebbe isolarli, altrimenti contagiano chi gli sta accanto. Servirebbero dei “monatti” di manzoniana memoria per rinchiuderli in moderni lazzaretti. Oltre che stupidi – e sarebbe il male minore – questi gonzi sono anche pericolosi. Quando ti trovi di fronte ad uno stupido, sappiamo bene che la battaglia è persa. Non ci sono parole per combatterlo, perché quello ti abbatte con le sue considerazioni cretine, con i suoi insulti, con le sue parolacce. E lo lasci perdere. Lo stupido pericoloso, invece, non si accontenta di abbatterti con le sue insulsaggini, ma fa un salto di qualità e ti atterra con i cazzotti.

  28. Avevo sentito e visto queste sceneggiate in televisione, come persona di indubbia fede cattolica, donna ormai più che adulta e quasi decrepita, fino ad ieri piuttosto paziente con le stupidaggini quotidiane che mi vengono regolarmente ammannite, sono ormai giunta ad una conclusione : prendiamoli, tagliamogli una mano e dopo lasciamoli liberi a guadagnarsi il pane anziché mangiarlo a ufo.

  29. Trattasi di bestie. Non mi sovviene nessun’altro termine più adeguato.
    Ho in testa qualche idea di tortura… prima di applicare la pena di morte per direttissima entro le 48 ore dal fatto…

  30. Interessantissimo post, come sempre. E interessante anche la discussione che riesci a instaurare con i tuoi follower. Il tuo articolo, già esaustivo di per sé, viene così sviscerato in ogni sua parte.
    Che dire di questo fenomeno di cazzotti dati a caso? Spero che questo orribile “gioco” termini presto, beccando e punendo severamente boxer e pure coloro che filmano.
    Nicola

  31. frantoio che macina merda evolutiva” 🙂
    Ma io mi chiedo: come fanno quei ragazzi a restare anonimi? Possibile che nel vantarsi dei knokout all’interno del giro di conoscenze non finiscano mai col confidarsi con 1 che non sia omertoso?
    Ai miei tempi ,quando si faceva una ragazzata, nel giro di un paio di giorni lo sapeva tutto il paese.
    OK che le grandi città affollate non sono paesotti, ma mettere un video su un socialnetwork (e youtube lo è) significa voler condividere… e sappiamo cosa succede a non tenere la bocca ben chiusa.
    Vuoi che non lo venga a sapere un fratellino che ingenuamente lo confida alla maestra o lo scrive in un tema?
    Mi sembra strano.

    • mi sono posto e mi pongo anche io la stessa domanda, l’unica risposta plausibile è che non ci siano né mezzi né uomini per contrastare questa becera moda, ovviamente fin quando non ci scappa il morto oppure non venga “abbattuto” qualche vip

  32. Cercare emozioni in questo modo è da grandissimi vigliacchi.
    Le perversioni sono in aumento, non so più a questo punto cos’altro dovremo subire, che rabbia e quanto schifo nel leggere di questo nuovo “fenomeno” di cui ignoravo l’esistenza 😦
    Un caro saluto
    Affy

  33. Caro Tads, i genitori di questi mentecatti, sanno, in cuor loro, di come sono e cosa fanno i loro pargoletti.
    Ma amano difenderli fino alla morte.
    Perché così si autogiustificano del loro Operato
    Lieto pomeriggio
    Eloisa

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