Il lato “B” dei matrimoni gay…

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Il bailamme pirotecnico innescato dalla circolare ministeriale che annulla le trascrizioni dei matrimoni gay contratti all’estero ha dell’inaudito, uno spuntone di roccia che ha offerto appiglio alla immancabile cordata di strumentalizzazioni politiche. Non me ne vogliano gli interessati ma hanno poco da sbraitare, in Italia il matrimonio tra omosessuali è ancora illegale, rivendicare una legge che lo riconosca è SACROSANTO, farsela in proprio non lo è affatto. Un tornado di menzogne sta scoperchiando il covo, il capanno speculativo, tra le autonomie dei sindaci non rientra certo quella di legiferare a proprio uso e consumo creando, paradossalmente, zone franche avulse dal potere centrale in cui accogliere cittadini prediletti.

Per l’occasione riesumo uno dei più celebri aforismi del trapassato Zio Giulio: “a pensar male si fa peccato ma spesso la si indovina”. Ho una convinzione, la circolare galeotta è stata dettata/imposta ad Alfano dalle alte sfere del Vaticano, non abbagli la dichiarazione di Francesco: “chi sono io per giudicare’”, nessun papa, nemmeno questo, accetterà mai di benedire matrimoni tra persone dello stesso sesso, sarebbe la negazione, tumultuosa, di un principio cardine della chiesa. Qui nasce la catena di montaggio degli interessi, il papa olia la macchina delle aperture teoriche ma delega al cardinal Bagnasco il compito di tracciarne i limiti. In questa fase di restyling il “cupolone” non può permettersi di perdere nè indebolire lo zoccolo duro catto-moralista, l’agonizzante partito NCD si sta arrampicando sugli specchi per sedurre i moderati bacchettoni/bigotti e, fine della cordata, i sindaci emuli di Emiliano Zapata sfruttano il caos imperante per ingraziarsi il sempre più incisivo elettorato “pro gay”. In tutta questa melma il cosiddetto “coronamento” di un amore omo c’entra come il gorgonzola sulla zuppa inglese.

Da giorni la domanda più gettonata è: “ con tutto quello che succede nel Paese Alfano si preoccupa dei matrimoni gay trascritti???”, estendiamo il concetto: “con tutto quello che succede nei comuni i sindaci si preoccupano di trascrivere i matrimoni gay celebrati oltre confine???”. Non nuoto nella piscina dei pregiudizi ma da uomo pensante mi chiedo quanto sia avveduta una classe dirigente, amministratori locali inclusi, capace di porre in cima alle priorità i matrimoni gay in una Nazione alla deriva, materialmente alla deriva, letteralmente alla deriva.

“Matrimoni gay SI’ vs matrimoni gay NO”… disputa poco nobile di palese matrice economica, per i gay matrimonio è sinonimo di assegni famigliari, pensioni reversibili, eredità, alimenti, eventuali adozioni e affidamento in caso di separazione/divorzio. Per lo Stato è sinonimo di “spesa aggiuntiva”, in particolare il prevedibile allargarsi della voragine INPS e di tutto l’indotto assistenziale. La verità nuda e cruda è semplicemente questa, una “morra cinese”, un dato: dal ’94 a oggi la sinistra progressista (area politica di riferimento) è stata al potere per una dozzina di anni, un lungo periodo in cui non è emersa la volontà di affrontare in modo serio e risolutivo la questione, facile fare i demagoghi attendisti. Qualora il problema VERO fosse solo una questione di cassa (anche per il Vaticano), come io penso, si lasci decidere a chi paga, i contribuenti, se legalizzare o meno il matrimonio tra omosessuali indicendo un referendum popolare.

L’Italia non è un Paese omofobo, i gay non sono assolutamente discriminati, sporadici episodi di intolleranza non devono e non possono avere il potere di etichettare un popolo. Detto questo, mi lascia sgomento l’assillante campagna mediatica a favore del mondo gay, non vi è trasmissione che non perori quotidianamente la loro causa, un martellante susseguirsi di rivendicazioni, annunci e appelli, una crociata che rasenta il tedio. Sempre più frequentemente i toni sconfinano nella “eterofobia”, la colpevolizzazione della “normalità” non è la rotta giusta per approdare nel porto della “normalità”. Si coglie, nei loro asfissianti “bombardamenti” finalizzati alla sensibilizzazione, un malcelato desiderio di erigersi a casta privilegiata, obiettivo socialmente inaccettabile. Parità sì, stratificazioni no, di universi elitari ne abbiamo già troppi.

Un plauso a Maria De Filippi, icona gay e paladina dei diritti, recentemente ha dichiarato: “fin quando i gay continueranno a marcare la loro diversità non la renderanno mai “normale”.

Tullio Antimo da Scruovolo

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181 thoughts on “Il lato “B” dei matrimoni gay…

  1. questo tuo articolo mi GARBA UN SACCO, o meglio un casino. Approvo tutto e questo mi preoccupa alquanto. Sto invecchiando , lo spirito critico dov’è andato a finire, oppure tu sei un affabulatore a piede libero, non so ..però mi sono emozionata in più passaggi. Decido di fare un reblog, e introdurlo con il passaggio che più mi piace…

  2. L’ha ribloggato su koreditittie ha commentato:
    Questo passaggio dell’articolo di TADS è da considerare per l’estremo realismo e verità che esprime“Matrimoni gay SI’ vs matrimoni gay NO”… disputa poco nobile di palese matrice economica, per i gay matrimonio è sinonimo di assegni famigliari, pensioni reversibili, eredità, alimenti, eventuali adozioni e affidamento in caso di separazione/divorzio. Per lo Stato è sinonimo di “spesa aggiuntiva”, in particolare il prevedibile allargarsi della voragine INPS e di tutto l’indotto assistenziale. La verità nuda e cruda è semplicemente questa, una “morra cinese”, un dato: dal ’94 a oggi la sinistra progressista (area politica di riferimento) è stata al potere per una dozzina di anni, un lungo periodo in cui non è emersa la volontà di affrontare in modo serio e risolutivo la questione, facile fare i demagoghi attendisti. Qualora il problema VERO fosse solo una questione di cassa (anche per il Vaticano), come io penso, si lasci decidere a chi paga, i contribuenti, se legalizzare o meno il matrimonio tra omosessuali indicendo un referendum popolare.

  3. Zio TADS, non credevo che la negazione di Alfano avesse scie economiche. Credo però una cosa, a prescindere se il gay sia o meno nel giusto. Un matrimonio è un istituto con delle peculiarità. Peculiarità che esistono e differenziano la convivenza dal matrimonio. Chi non vuol sposarsi lo fa per evitare queste peculiarità. I gay, al contrario, vorrebbero far proprie le peculiarità ma sono impediti dalla differenza sessuale che un matrimonio impone. Allora dico io. Una legge dovrebbe riconoscere le coppie di fatto e le unioni civili, serbando il matrimonio come istituto fra uomo e donna. Ovviamente cercando di equiparare al meglio situazioni come l’eredità, gli assegni familiari, la pensione sociale, l’affidamento dei figli e così via, ma cercando di distaccare quanto più possibile il matrimonio. cioè, mi spiego. Più diritti civili agli omosessuali che fanno coppia fissa, pur non riconoscendo loro il matrimonio.
    Sarò all’antica, ma credo che bisognerebbe tener distinti alcuni istituti che provengono da tradizioni millenarie e noi, in Italia, abbiamo avuto il fulcro della tradizione matrimoniale.
    Si dia un’occhiata all’epoca di Roma.

  4. Nulla da aggiungere o obiettare, hai spiegato tutto nei minimi dettagli e nel modo migliore, quoto ogni singola parola!
    Buona domenica 🙂

  5. Te mi vo’i male! Sappilo!
    Parto da questa tua dichiarazione ” Non nuoto nella piscina dei pregiudizi ma da uomo pensante mi chiedo quanto sia avveduta una classe dirigente, amministratori locali inclusi, capace di porre in cima alle priorità i matrimoni gay in una Nazione alla deriva, materialmente alla deriva, letteralmente alla deriva”
    Comprendo il concetto ma:
    tutti siamo – voti-
    tutti siamo – contribuenti –
    Il gioco, nemmeno troppo velato, sembra sia proprio questo. L’omosessualità è una cosa, l’utilizzo della persona omosessuale è un’altra e porta a carico tutta una serie di questioni burocratiche importanti. Per non dire che a me fare distinzione tra etero e omo crea un disagio enorme,
    Insomma la questione, secondo me, gira intorno ai soldi, i denari, la pecunia. I comuni che registrano le unioni acquistano residenti, quindi entrate e voti. Il governo deve bilanciare questa tendenza quindi rema contro, noi assistiamo alla pantomima sui matrimoni e ci trasformiamo in voti opposti ai filo eretici.
    Il Vaticano detta e regola gli umori dei cattolici ( o pseudo tali ) e con Papa Francesco hanno giocato la carta giusta, che ha detto ” Chi sono io per giudicare da uomo gli altri uomini” ma ha aggiunto ” Sarà Dio nostro Signore”. Chi ha voluto capire ha capito benissimo il senso di questa frase: benevolenza sì, ma con le dovute distanze.
    Io invece penso che l’Italia sia un paese fortemente discriminatorio proprio perché si evidenziano sempre e in continuazione le differenze, è un atteggiamento insito nella nostra mentalità. Vale per “discriminati” e “discriminatori”, la frase della De Filippi, che hai riportato, si può applicare a diversi argomenti.

    • non condivido l’ultima parte del tuo commento, il resto sì perché ricalca ciò che ho scritto.
      L’Italia non è un Paese discriminatorio, assolutamente, è un Paese in cui si strumentalizza tutto per fini politici, sono due cose molto diverse, la discriminazione la si inventa per capitalizzarla

  6. Stavo x citare Maria de F. Ché mi son trovata anche io ieri notte a sentire questa sua sensata asserzione che condivido. Ho molti amici gay che nn tanto si pongono il matrimonio tout court col bouquet ma le tutele che anche l unione civile
    prevede. Le stesse di una qualsiasi coppia unita civilmente.
    In Italia fatta o nn la legge spunta l inganno e si pretende di avere ragione. Ebbi a discuterne molto aspramente con una paladina storica la compagna deputato Pd Concia che la sua
    fidanzata Ricarda l ha
    sposata in Germania …
    perché tanto rumore?
    L Italia è oramai ultima in tutto e gli ultimi come categoria sta straripando.

    • carissima Shera,
      qui si entra in ginepraio mica da ridere, la valorizzazione di un orientamento sessuale allineato alla famiglia tradizionale, non è un rompicapo semplice se lo rendiamo scevro da interessi prettamente economici.

      • TADS
        io come molti sono sposata solo in comune eppure mio figlio godeida ogni tutela che permane ben oltre il nostro successivo divorzio.
        gay e single sono trainanti nei consumi e pagano le tasse come chiunque altro.
        la questione religiosa nn mi tange e penso che il Signore nella sua casa e nel regno dei cieli accolga …..
        sherabientot

        • forse mi sono spiegato male, prima di ogni riflessione bisognerebbe mettere a fuoco la trasformazione in “famiglia” di un orientamento sessuale, è una questione più filosofica che sociale. I gay pagano le tasse e usufruiscono degli stessi servizi degli etero

          • Tu ti spieghi xfettamente. Ma appunto perché sono una categoria fiscalmente equiparata alle altre io tralascerei la questione filosofica (che dovrà pure adeguarsi ai mutamenti ) e guarderei al mutamento profondo delle comunità sociali.
            ssshera

            • prima di fare modifiche filosofiche preferisco chiarire il mio pensiero, essere gay è un orientamento sessuale, ok? bene, la domanda è: “siamo così sicuri che sia giusto trasformare un orientamento sessuale in quella istituzione chiamata famiglia??? Non sarebbe sufficiente un riconoscimento dei diritti e delle tutele allargato anche, ovviamente, alle coppie di fatto etero???

              • Non mi rileggo ma a me pare che stiamo dicendo la stessa cosa anche se io ‘ciafrujo’.
                Unioni civili ed erroneamente ci metto dentro anche il mio ma in sintesi per maggiore chiarezza vogliamo chiamare queste unioni PACS (“Patto civile di solidarietà”).
                buona notte o buongiorno.

                shera

  7. É certo che il problema sia principalmente economico. Non ne minimizzerei l’importanza però arrivando a dire che occorrerebbe lasciare che siano i contribuenti a decidere in merito. In primis perché in un regime di democrazia rappresentativa già lo fanno in parlamento tramite i loro onorevoli in secundis petche qualora in questo caso si volesse passare ad una democrazia diretta verrebbe allora da chiedersi perché non farlo per un’altra marea di cose.
    Personalmente non credo nell’istituto del matrimonio ma credo nel concetto di famiglia. E ritengo immorale che ad esempio non sia concesso a conviventi di entrare in sala di rianimazione di loro cari solo perché non regolari. O peggio essere costretti a non partecipare per lo stesso motivo a funerali di STATO (chr strage di Nassyria ).
    Sono per come vedo io le cose aspetti diversi della stessa medaglia.
    L’Italia è un Paese omofobo né più né meno che gli altri. La storiella di italiani brava gente ha stufato. I diversi sono diversi ovunque. Qua come in Russia o America.
    Riconoscere ai propri cittadini per quanto non omologati con la cultura dominante del tempo gli stessi diritti é opera di civiltà. É una cosa alla quale si arriverà inevitabilmente. Occorreranno forse un altro paio di generazioni ma opporvisi é andare contro lo sviluppo e il progresso dell’umanità. Non si può che venir spazzati via.
    Più o meno come decidere di bombardare i barconi di immigranti provenienti dall Africa.
    Ma questa è un’altra storia.

    • non sono d’accordo, l’Italia non è un Pese omofobo, non esiste una matrice politica omofoba e gli Italiani, tendenzialmente, si fanno i cazzi loro, non sono condannabili se esprimono biasimo nei confronti delle ostentazioni e delle provocazioni.
      Il matrimonio gay non è decisione epocale in grado di modificare la vita di tutti i cittadini, come non lo è stato l’aborto e nemmeno il divorzio, cose decise con i referendum, che il matrimonio gay sia un conquista civile è tutto da dimostrare, chi l’ha detto??? io non sono contrario per principio, vorrei che si parlasse di soldi non di amore, quello lo si può esprimere anche convivendo, se mi raccontano una motivazione-balla, alzo le antenne.

      • Devo aver studiato male allora. Mi pareva che le leggi sulla razza le avessimo inventate noi. E che sullo stare in guardia dal diverso forze politiche abbiano raggiunto quorum importanti.
        Probabilmente vivi in un’oasi dove si prendono in giro solo le ostentazioni. Nel resto del Paese non é così. Negarlo é esercizio di stile che funziona con persone di bassa cultura o iscritte a casa Pound.
        Così come negare che il raggiungimento del diritto a divorziare e ad abortire siano stati conquiste epocali.
        FAmiglia significa amore per definizione. Quindi o tu e le scienziate che hanno scritto di sopra urlate forte che due gay non sono una famiglia oppure la distinzione che tiri fuori é ridicola.
        Se avete il coraggio di dire che due omosessuali non sono una famiglia parliamo solo di soldi. Fino a quel momento dovete accettare di parlar d’amore.

        • se fossi in te abbasserei toni e sì, studierei meglio, soprattutto leggerei meglio quello che altri scrivono evitando di parlarmi addosso con frasi fatti obsolete

          in Italia, OGGI, non esistono discriminazioni, cosa pensino a casa pound non credo influenzi 60milioni di cittadini. Tirare fuori le leggi razziali… maddai.

          Stai lottando contro i mulini a vento con una lancia spuntata, qui nessuno è omofobo né razzista, si tratta di capire perché si punti al matrimonio e non semplicemente ai diritti, tra l’altro in un’epoca in cui le coppie etero optano prevalentemente per la convivenza, con tutti i disagi che la cosa comporta, senza giudicare bensì analizzando, magari approfondendo.

          NESSUNO ha negato che l’aborto e il divorzio siano state conquiste sociali, IMPARA A LEGGERE, ho detto che sono state conquiste sociali emerse dalle urne e non dalla democrazia rappresentativa

          Ti sei messo su un trespolo che non ti compete, definire di bassa cultura chi non la pensa come te significa confessare tutta la tua ignoranza, io vivo in un Paese che ne ha le palle piene di essere accusato di razzismo e omofobia da persone che, come te, guardano la pagliuzza senza vedere la trave.

    • chiarisco meglio, la conquista civile sta nel riconoscimento dei diritti alle coppie di fatto, anche fossero gay, l’istituto del matrimonio è un obiettivo politico, tutt’altra roba.

  8. Io dico chi si vuol bene e chi si ama dovrebbe anche avere la possibilità di legalizzare il suo amore… anni fa in america era non da pensare se un bianco si sposerei con un di colore.. non era nemmeno amesso … insomma dbbiamo essere aperto per queste cose non chiudersi.. essere gay non e un reato.. Pif!

      • nemmeno io volevo dire questo.. secondo me ognuno deve pensare quello che è giusto per se… pensi io anni fa pensavo diversamente sui gay.. ma credo con l’età arriva anche la maturità 🙂

              • Sai cosa mi preocupa un pò ( parlo di me ovviamente ) accetto varie cambiamenti, per esempio mettere in dubbio l’essistenza di un Dio, le prostitute mi sono simpatiche con questi posso parlare liberamente non solo del tempo e della cuciana o bambini (parliamo di quelli che fanno il lavoroa conto suo) insomma tutto quello che una volta mi rendeva nercosa o mi iritava .. oggi mi sembra tutto normale .. ho paura quelle pocche cose che non voglio accettare come pedofolia, sesso con animali, violenza, omicidio ecc un giorno mi sembra normale e mi frega più niente.. questo mi preoccupa veramente.. ma non due persone che si amano

  9. Allora, è una questione economica ma non solo. Tanto per dire, se mia moglie si ricovera in ospedale ora come ora non mi dicono neanche come sta, figuriamoci Lei dice che non ha nessuna voglia di andare all’estero proprio per evitare la farsa della trascrizione sì/no, e comunque una trascrizione che non ho idea a cosa possa servire.
    Comunque, è chiaro che non ne dovremmo fare una questione nominalistica, voglio dire, PACS, unioni civili, chiamatele come vi pare, ma lasciateci fare quello che fanno gli etero – anzi meglio, non proprio tutto, tipo andare a baby prostitute e poi farsi vedere in chiesa con la moglie, fulgido esempio di famiglia tradizionale con tanto di figli. Ecco, se questa è la diversità dei gay, una cosa da sottolineare, non ti pare?
    E a proposito di figli, se ne avessi uno, o ne avesse uno mia moglie, l’altra sarebbe una perfetta estranea: vi pare bello? Ed è proprio per questoche io, personalmente, non fido dei pressapoco di cui si parla: se non lo chiamano matrimonio possono mettere drgli orribili paletti come nella legge 40, ed è un paletto che è rimasto in piedi, alla fecondazione medicalmente assistita possono accedere solo le coppie sposate.
    In conclusione, non se se questo è un paese omofobo o meno, io forse ho la fortuna di frequentare persone che non ti chiedono con chi vai a letto, ma certamente il Parlamento lo è.

    • è proprio questo il punto che ho tentato di evidenziare nel post, l’omofobia non c’entra, è un problema di interessi articolati su più livelli. Io credo che i gay dovrebbero allearsi con le coppie di conviventi etero per rivendicare, con più forza, il riconoscimento di alcuni diritti oggi negati a entrambi.
      L’Italia non è un Paese omofobo, assolutamente, esiste una parte politica che ha convenienza a dipingerlo come tale.

  10. Secondo me non e’ lo stato ad avere problemi di accettazione ma siamo noi.Qualche sera fa ero in pizzeria con amici.quaranta cinquanta anni, gente colta educata gentile aperta? Vicino a noi c erano due giovani di trenta quarant anni .Scherzavano ,ridevano come due amici ma io so vedere e non solo guardare ed avevo notato gli sguardi L intimità trattenuta.
    Uno di loro insiste e paga il conto.l altro gli sorride e con spontaneità lo bacia.Io li guardo e sorrido complice lui il tenero mi strizza L occhio.scoppia il putiferio .alcuni sbraitano che si va bene ma in pubblico dovrebbero trattenersi(?????)L altra mi mette la mano sulla coscia e mi chiede se la trovo figa e così via.Mi spiace Tads ma secondo me noi italiani facciamo finta ,ci sforziamo per educazione , voltiamo la testa .io e mio cugino ci litigavamo i ragazxi già da adolescenti, e’ un avvocato piuttosto bravo di una città di provincia.il giorno che e’ uscito allo scoperto ha finito di avere pace.oggi si e’ trasferito con il suo compagno e ha tagliato i ponti con tutto il vecchio giro.Noi accettiamo la diversità sessuale finché non ci viene sbattuta in faccia.questa e’ la verità .Io ho diversi clienti gay e faccio molta pianificazione finanziaria e successoria per aiutarli ma quasi tutti vivono senza mostrare esternare questa loro scelta.quando vado all estero nessuno si volta a guardare due donne o due uomini che si baciano.in questo paese non c’è una cultura del sesso normale….figurati omosessuale o altro! Ed io sono credente e non mi aspetto che la chiesa rinneghi i suoi capisaldi ma io sono anche un essere pensante libero e civile.prima di tutto.

    • esimia Ariel,
      gli italiani sono ipocriti, non omofobi, lo sono quelli appartenenti al pensiero politically correct, sempre pronti a difendere i diritti dei gay e degli stranieri ma solo fin quando il “disagio” resta fuori dalla loro casa, questo lo sai perché l’ho scritto più volte.

      mi domando il perché si debba marcare il proprio orientamento sessuale, che necessità c’è di mettere in piazza le proprie tendenze??? Machissenefrega di sapere cosa fai nel letto e con chi??? Dove nasce questa esigenza??? a queste domande rispondo con dubbi e perplessità, è ovvio che si è intrapreso un percorso mediatico martellante, ma che bisogno c’è di allestire carnevalate come il gay pride??? non sarebbe meglio organizzare meeting e/o forum di confronto e informazione??? Evidentemente un simile meeting non avrebbe la stessa risonanza mediatica, non produrrebbe l’effetto impatto.

      • E’ giusta L osservazione che se vuoi normalità devi dare per normale ogni aspetto della tua vita senza esaltarlo in ogni aspetto.diciamo che tento di giustificare certe messe in scena 🙂 con il fatto che per secoli sono stati condannati a nascondersi a mimetizzarsi .sono D accordo nel trovare certe ostentazioni controproducenti …perché Tads siamo fatti così male? Che danno ti faccio se ho gusti diversi dai tuoi? E perché lo stato che spreca un sacco di soldi in vicende assurde non dovrebbe destinarne una parte a tutelare chi ha L unico torto di voler passare la propria vita con un essere umano che ha i suoi stessi organi sessuali? Io non capisco.non vogliamo chiamarlo matrimonio? Chiamiamole unioni di fatto e tuteliamole come quelle degli etero che ancora aspettano .incivile.questo paese e’ incivile.

      • Scusi signor TADS, leggo con interesse questo post ma noto (dal mio opinabile punto di vista) un paraocchi. Ariel parla di un bacio semplicissimo, come se ne vedono altri mille, la differenza sta nel fatto che a scambiarselo è una coppia omosessuale. Da lí un ondata di indignazione. Dove sarebbe l’ostentazione scusi? È un gesto normale in una coppia… non era un esempio limite come il gay pride.

        • l’ostentazione non è solo data da situazioni eclatanti come il gay pride, è una scuola di pensiero, la citazione della frase di Maria De Filippi risponde alla tua domanda. Anche il marcare e rimarcare il proprio orientamento omosessuale è ostentazione. Nello specifico, mettersi a limonare in un ristorante affollato sarebbe ostentazione anche se a farlo fosse una coppia etero, non sono affatto bacchettone ma credo di saper distinguere l’opportuno dall’inopportuno.

          • Beh Ariel descrive un bacio piuttosto fuggevole in realtà… ma forse mal interpreto. Se ostentare l’amore – e non il sesso badi bene – è da condannare…rimarrà forse nessuno, soprattutto parlando di gioventù.
            Specifico comunque che sono contro gli eccessi ma non bisogna estremizzare ogni gesto perché così ci va.
            Saluti 🙂

  11. Tads condivido in pieno il tuo pensiero, sei bravissimo, hai scritto un bel post comprensibile a tutti, un abbraccio, buona domenica sera piena di allegria, 🙂

  12. Sono d’accordo sul fatto che ci siano motivi che la politica nasconde dietro alla Chiesa, dietro alla tradizione. Se ne farebbero un problema della tradizione se invece convenisse? (Tralaltro, la tradizione è poi così importante quando prendono e tagliano fondi alla cultura?!)
    Io non lo so se l’Italia è un paese omofobo o no. Penso che esistano una miriade di opinioni sparse e un sacco di confusione. No su tutta la linea, si ai diritti e no al matrimonio, si a tutte e due le cose ma esclusa l’adozione, si a tutte e tre… un casino. Mia nonna ad 80 anni passati quando parlava di mio cugino felicemente sposato in Spagna con una persona stupenda diceva (tradotto dal dialetto): non mi state mica dicendo che è un delinquente o una brutta persona? L’importante è che stanno bene e sono felici. Lo accettò senza dubbio…
    Oggi ho sentito Luxuria in tv difendersi sul perché ha rifiutato di fare da giudice a Miss Italia, non se l’è sentita perché in realtà il concorso dovrebbe essere aperto anche alle “non nate donne”. Il matrimonio così come Miss Italia, ha un “regolamento” per cui si accede se la coppia è formata da uomo e donna. Cambierebbe il senso delle regole o degli obiettivi se il gioco fosse aperto per chi esso stesso non è stato pensato? Mi chiedo questo… e credo direi di no.

    • condivido quanto scrivi, io non metto in discussione il diritto alla propria sessualità, evidenzio la strumentalizzazione politica e mediatica della omosessualità, nel casino si attua meglio in cerchiobottismo, un contentino qua e un contentino là ma alla fine non si risolve niente.

      Miss Italia è un concorso che dovrebbe eleggere la ragazza Italiana più bella tra le concorrenti, tutto il resto è roba ipocritamente aggiunta, come quando hanno eletto Denny Mendez. Facciano miss straniera, miss trans, ecc. ecc. niente da opinare.

        • Luxuria all’anagrafe si chiama Vladimiro Guadagno, è un maschio a tutti gli effetti di legge in quanto non si è mai sottoposto a interventi chirurgici per cambiare sesso, bene, detto questo… qualcuno mi spieghi perché ci si debba rivolgere a LUI come fosse una LEI

          • Beh io se urto accidentalmente per strada qualcuno che appare come una donna non è che ho modo di controllare su google se mi ci posso rivolgere con uno “scusi signora” oppure no… E comunque a parte questo e a parte le distinzioni tra chi effettua operazioni e chi no io non mi sento nessuno per non rispettare la volontà di essere identificati con il sesso di cui ci si sente.

            • la cosa è molto più sottile e profonda Bloom, non è l’imbattersi in un passante, se tu UOMO pretendi di essere trattato come una donna non esprimi un desiderio, imponi la tua volontà

                • ragionare sulle cose è sempre positivo 🙂 ,
                  nella sostanza non fa torto a nessuno, è il concetto della imposizione che è sbagliato, io ti obbligo a considerarmi ciò che razionalmente non sono, vogliamo chiamarla arroganza??? che dici???

                  • Io trovo arrogante un modo, non una richiesta… Ed è una richiesta che per me può strappare uno sconto alla razionalità.
                    Il problema nasce solo se non riconosco il suo esser donna e anche in questo caso io non ritengo di poter contraddire ciò.

                    • nel caso specifico lui ha non ha fatto nessuna richiesta, ha imposto di essere chiamato al femminile ed è pure venuta fuori una piccola bagarre parlamentare perché usava i cessi delle donne, per me siamo nell’assurdo.

                    • TADS, secondo me impropriamente si parla di imposizione. Non esiste margine di scelta, che è diverso. Se ci si sente donna o uomo quello è e basta. Nessuno può costringere nessuno ad affermare il contrario.
                      E’ gay e non vedo perché una donna dovrebbe sentirsi offesa dal vederlo entrare nel bagno delle signore, al di là di cosa abbia sotto la gonna.

          • Oh bella questa. Ma per gentilezza Tads …sensibilità : ognuno di noi vuole, vorrebbe esprimere ciò che sente e non quello che appare….a volte nemmeno quello che è in verità, indipendentemente…
            Non credo che in questo caso sia “tassata” o quant’ altro diversamente da altri. E non mi pare nemmeno ipocrisia.

  13. Se mi permetti, TADS, vorrei spostare il problema sul meta-livello. Cioè su un tema che sta sopra al matrimonio gay in quanto istanza del tema che si diceva.
    Chiedo perdono, questo è un artificio di logica matematica. Ma confido che comprenderai, e confido altresì che non sarai in disaccordo, quanto meno sulla fondazione del ragionamento.
    Il ragionamento è in realtà molto semplice.
    In un paese dove i pretori chiudono le tv (anni ’80), dove le adozioni sono un terno al lotto e sono realizzate e implementate in modo surrettizio rispetto alla legge esistente, dove l’evasione fiscale è non solo tollerata, ma da alcuni politici addirittura incoraggiata, dove si dice da 10 anni di voler riformare la legge elettorale per evitare che siano eletti i “nominati” dai capi-bastone, in un paese dove succede tutto questo mi pare abbastanza normale che ci siano persone che vanno all’estero per risolvere un loro problema e tornano in Italia con il problema “risolto”. Son d’accordo con te, la legge non esiste. Ma non esiste neanche la legge sulla fecondazione eterologa, e molte coppie si recano all’estero per effettuarla. Ma quando tornano in Italia, nessuno dice loro che il nascituro non sarà loro figlio.
    Indendiamoci, TADS. Io sono un difensore della legalità. E sono d’accordo con te quando dici “in Italia il matrimonio tra omosessuali è ancora illegale, rivendicare una legge che lo riconosca è SACROSANTO, farsela in proprio non lo è affatto”. Ci mancherebbe anche che ci si facciano le leggi in proprio! Il problema che voglio portare a galla è che troppe leggi sono disattese, anzi, addirittura sbeffeggiate.
    Non vorrei che questo tema sia il solito specchietto per le allodole per nascondere le solite cose: la crisi, la disoccupazione, la mancata crescita, eccetera eccetera.

    • questo è un periodo in cui spesso concordiamo, ho capito bene il tuo ragionamento e lo condivido, per la precisione lasciami fare due puntualizzazioni. quando scrivo “farsi le leggi in proprio” mi riferisco ai sindaci che trascrivono con l’intento di legalizzare

      la fecondazione eterologa PARE sia in dirittura d’arrivo, grazie ai giudici e non al parlamento ma tant’è… sembra un problema risolto

      In questo Paese c’è da sempre l’abitudine di tirare fuori dal cilindro il coniglio nel momento meno opportuno, chissà se per distrarre o per piazzare colpi bassi nel casino generale??? tu che dici???
      questa uscita di Alfano è certamente sospetta, io la collego al fermento che c’è in Vaticano, una coincidenza sospetta.

  14. Lucido ed esauriente post.

    <forse tu ricordi come la penso, ne ho parlato e hai partecipato alla discussione e la pensiamo alla stessa maniera. Massimo rispetto per le sessualità diverse, per le coppie e le famiglie dello stesso sesso, ma anche massimo rispetto per le coppie eterosessuali. Sottolineo questo perchè ormai si tende a demonizzare la normalità.
    Approvo l'operato di Alfano, se c'è una legge occorre che tutti la rispettino e aggirarla con stratagemmi vari e la compiacenza di qualche sindaco non è giusto.
    L'assurdo è che oggi le coppie vanno sempre più per la convivenza e invece nel mondo dei gay si entra in subbuglio per il matrimonio. Ci può essere qualche esigenza, ma soprattutto c'è una questione di principio che si vuole vincere e legata a interessi legali, assegni familiari, assistenza, ecc… Non che siano problemi da poco, ma sono problemi che nemmeno i conviventi etero riescono spesso a risolvere. Il caso Lucio Dalla ultimamente ha colpito, ok, ma mi chiedo perchè Dalla non avesse pensato a un lascito personale, un'eredità al suo compagno mentre era in vita. Forse perchè alla morte dietro l'angolo non pensiamo mai.
    E inoltre il matrimonio gay aprirebbe alla possibilità di adozione. Capitolo delicatissimo e che non mi trova concorde. Mi dirai che comunque ci possono essere bambini che vivono già con due papà o con due mamme. Vero, ma resto dell'idea che un bambino debba avere un papà e una mamma.

    Mi distacco un attimo -e purtroppo- da un tuo pensiero. Non è vero che non siamo un Paese omofobo. Lo siamo e siamo anche razzisti. Non solo verso l'omosessualità ma anche verso gli extracomunitari, verso gli zingari, verso i meridionali italiani. Lo siamo perchè abbiamo paura di ciò che non conosciamo e perchè ci trasciniamo dietro tare ancestrali.
    Vero, sappiamo farci i fatti nostri ed essere eccezionali nei comportamenti di accoglienza, ma basta un nulla, un niente per mettere un grosso lucchetto al nostro portone. La nostra soglia di "tolleranza" è 5-6 da 1 a 10.
    La lega padana non è un caso così come non è un caso appellare ancora oggi qualcuno con terrone e dire di un ragazzo che ce l'ha piccolo o che è un frocio se vuoi distruggerlo.

    • ciao Marirò,
      sono conscio del fatto che sia impresa titanica sostenere la NON omofobia Italiana, purtroppo (per me è una fortuna) io tendo a guardare le cose dall’alto, questo non significa che intenda sminuire una corrente anti gay che sicuramente esiste. Però… bisogna distinguere l’omofobia da un retaggio culturale radicato e bisogna partire da un presupposto base, non è semplice modificare in pochi anni secolari concezioni. I gay sono perfettamente e da tempo residenti nelle stanze di comando, industriali, politiche e mediatiche, non esiste una sola legge che li discrimini e godono di uno spazio mediatico che non ha eguali nel mondo civile. Per non parlare di una costante, lasciamelo dire, asfissiante promozione.
      Dunque, per etichettare uno popolo come omofobo, occorrono presupposti che qui nemmeno aleggiano. Diciamo che gli Italiani stanno imparando a scrollarsi di dosso impostazioni mentali ormai anacronistiche omofobia è sinonimo di persecuzione.

    • scusa Marirò ne aggiungo un pezzo,
      gli Italiani convivono da 40anni con una gestione sulla immigrazione che è a dir poco allucinante, qui vige il lassismo più totale, la tolleranza ogni oltre limite… come si fa a definire razzisti gli Italiani che spesso subiscono in silenzio discriminazioni e soprusi???

  15. L’Italia non è un Paese omofobo.
    Questa tua affermazione non so…non è che la condivida tanto sai?
    Vorrei che fosse così come tu dici.

    “paura nei confronti di persone dello stesso sesso” questa paura c’è. penso che sia un “insegnamento” sbagliato all’origine…chiesa, stato…educazione.

    Chiadiamo ai genitori di questi ragazzi e ragazze che si amano tra loro se effettivamente il Paese non è omofobo.

    I costi sono gli stessi. Se due persone convivono o si sposano …nulla cambia come dici tu dovrebbero esser uniti e chiedere questi riconoscimenti.

    Complimenti per la chiarezza, la semplicità e la profondità nell’affrontare questo stato di cose.

    ciao
    .marta

  16. Il tuo è un bel post perchè fa riflettere… Concordo sul discorso delle strumentalizzazioni, in Italia i politici sanno fare solo quello e pure male. Ritengo inoltre che un omosessuale oggi non scandalizzi più nessuno anche se la mamma dei cretini è sempre incinta. È vero infine che ci sta dietro un discorso economico che poi confluisce con quello delle coppie di fatto. Però trovo ingiusto ed un pò cinico escludere del tutto che una coppia gay possa desiderare di sposarsi semplicemente per coronare un amore come una qualsiasi coppia etero.

    • buongiorno Venere,
      io non lo escludo, tutt’altro, sono convinto che molti gay vivano il matrimonio come espressione massima di un sentimento, sono quelli che sono andati a sposarsi all’estero pur sapendo che in Italia il loro matrimonio non sarebbe stato riconosciuto.
      Sono però convinto, certo, che le battaglie politiche non nascano da sentimenti puri bensì da interessi, perché non dirlo??? Perché parlare ipocritamente solo d’amore??? abbiamo mai sentito un gay affermare in televisione: “voglio sposarmi per tutte le agevolazioni economiche e le tutele” ??? Non ci sarebbe niente di male, anzi, in molti direbbero: “ha ragione”, invece no, parlano solo d’amore, secondo me sbagliando.

  17. Ciao
    Ma non sarebbe più facile fare una legge che riconosca le coppie di fatto?
    Penso che questo sia il primo passo da fare poi si penserà al matrimonio
    Alfano ha semplicemente fatto applicare una legge ,trascrivere i matrimoni sarebbe stato aggirare legalmente una legge che ,giusta o sbagliata,è legge dello Stato.

    Mi sono persa qualcosa?ero rimasta a Maria De Filippi moglie di Costanzo!

    • ahahahah…
      la De Filippi è moglie di Costanzo, l’espressione “icona gay” indica una figura pubblica particolarmente apprezzata dal mondo gay per il suo modo di porsi e di affrontare certe problematiche, non perché sia gay 🙂

  18. Tematica spinosa, dott.Tads. Non mi ci metto neppure ad arzigogolare. La legge è questa e senza dubbio va rispettata (pur avendo idee completamente opposte ovviamente). Nei miei anni spesi ad indagare l’animo di chi vive i cosidetti “amori socialmente discutibili” ho capito solo una cosa: che sono solo sfigatamente contro-cultura. Se tutto questo balailamme si fosse posto prima dell’avvento del Cattolicesimo staremmo a discuterne? Non lo so. Ogni singolo individuo ha il diritto di essere ciò che è e lo Stato deve semplicemnete tutelarlo fornendogli diritti e doveri. Il resto è tempo perso, vergogna, insulto. Esisitono migliaia di bambini negli orfanatrofi che desiderano vivere con una coppia che si ama. Piuttosto di darli agli omosessuali si preferisce lasciarli marcire in letti di ferro.
    Siamo la feccia dell’Europa.
    Stefania

    • c’è una chiara volontà di non risolvere certe questioni, evidentemente a qualcuno fa comodo la contrapposizione, lo scontro, il disagio, cosa che verifichiamo su tutti i fronti sociali

        • vediamo la cosa da punti diversi ma giungiamo alle stesse conclusioni, la paura del cambiamento è fisiologica, naturale, ciò che non è naturale è la gestione governativa del cambiamento/evoluzione sociale. Non si arriva alla “normalizzazione” attraverso processi che mirano a marcare le differenze, questo vale per i gay come per gli stranieri. Se siamo tutti uguali, come credo debba essere, non c’è motivo per creare figli e figliastri, soprattutto è sbagliato convogliare l’altrui pensiero su un percorso obbligato, questo crea sacche di rifiuto. Sacche di rifiuto che alimentano la volontà, il bisogno di marcare le differenze, è un cane che si morde la coda, un circolo vizioso che a qualcuno fa comodo, evidentemente.

  19. Ciao Tads.
    Abbiamo già avuto modo di scambiare le nostre opinioni al riguardo. Ricordi il post che scrissi sul putiferio scatenato dall’uscita dell’opuscolo sulle barzellette gay?
    Mi dai l’occasione per ribadire ancora una volta le mie convinzioni: ognuno ha il diritto sacrosanto di amare chi vuole, di seguire orientamenti sessuali diversi, ed è esattamene ciò che sostieni tu. Altrettanto sacrosanta è la rivendicazione per ottenere il riconoscimento di diritti, ma qui serve secondo me avere le idee molto chiare. Questa azione non deve essere privilegio di alcuni. La legalizzazione delle coppie gay, a mio avviso, dovrebbe rientrare in un progetto più ampio che coinvolga le coppie di fatto, etero o omo che siano, non faccio differenza. Estrapolare il discorso sulle unioni omosessuali da un contesto più generale che ricondurrebbe tutto a un livello di uguaglianza credo ci farebbe recuperare un po’ di razionalità e di sano equilibrio.
    E, lo affermo da sostenitrice delle unioni gay, insistere continuamente su una discriminazione che a mio avviso non esiste e che scaturisce paradossaamnte proprio da un’eccessiva enfasi del problema stesso, aggrava solo il sentimento di diversità. Frase un po’ contorta, ma spero che il concetto sia chiaro. In buona sintesi, la penso esattamente come Maria de Filippi che tu hai citato in chiusura.
    Le registrazioni “locali” da parte dei sindaci, presentate come atti di protesta nei confronti di un Parlamento che non legifera in merito (sono le parole di Marino, le ho lette questa mattina) non hanno alcun senso, oltre che mancare di valore legale e dare anche un pessimo esempio del concetto di democrazia rappresentativa. O il sindaco tiene un registro delle unioni gay a scopi statistici, come ha fatto Pisapia a Milano, ed è libero di farlo ma consapevole dell’effetto nullo sul piano guridico, o si attiene a ciò che è in vigore allo stato attuale. Criticabile, discutible, tutto quello che si vuole, ma la situazione è quella.
    Sono atti di protesta privi di un contenuto propositivo e io non amo l’inutile platealità.
    Piuttosto, e arrivo ad Alfano e chiudo, ritengo che il suo intervento verbale sia superfluo. Perché dire ai prefetti di annullare qualcosa che non ha alcuna validità? Annullo ciò che per noi in Italia non esiste?
    Ora, personalmente auspico una legge in merito, in un senso o nell’altro, il Parlamento per me è sovrano (ho ancora l’idea che operi per il bene nazionale … so già che mi dirai che sono un’illusa, ma credo ancora profondamente nelle isttuzioni e nelle nostra capacità di farle funzionare ); nella confusione si infiltrano interessi che nulla hanno a che fare con il concetto di “coppia” e “unione” di due persone.
    Primula

    • io la penso come te anche se non credo a certi salvataggi in corner come quello di Pisapia. Alfano ha fatto il suo dovere in veste di ministro degli interni, la cosa gli è costata il solito linciaggio mediatico ma a questo ci siamo abituati.

      Cara Primula, questo è un blog particolare, io affronto gli argomenti da un punto di vista scomodo, metto sul tavolo il rovescio della medaglia, spoglio il Re e poi lo proclamo nudo, è la mia linea editoriale (chiamiamola così). tendenzialmente espongo i fatti non esprimo opinioni, questo non tutti lo comprendono, anche perché influenzati dal mio modo di scrivere, detto questo…

      il problema non è matrimoni gay sì oppure no, favorevoli o contrari, la domanda è: “perché???” Siamo poi così sicuri che la legge sui suddetti matrimoni non sia un braccio di ferro ideologico??? perché i gay non si uniscono alle coppie di fatto per rivendicare determinati diritti??? perché si sgolano per ottenere il matrimonio proprio nel periodo in cui le coppie etero scelgono sempre più la convivenza??? è forse un problema di agi e tutele economiche??? se sì, perché non dirlo chiaramente??? perché da anni i gay parlano del matrimonio solo ed esclusivamente come il coronamento di un amore??? Perché si continua a parlare di Paese omofobo quando gli episodi di intolleranza sono abbondantemente al di sotto della media Europea??? Perché si viene aggrediti se si parla di una strisciante “eterofobia”???

      • Blog particolare, blog scomodo? Io direi interessante …
        Inoltre tu dici che non esprimi opinioni; in realtà il tuo modo “giornalistico” (nel senso proprio del termine) di affrontare un determinato tema per quanto oggettivo possa essere rivela una tua visione. Forse sono influenzata dallo studio sulla parola e sulla narratologia, ma non esiste una scrittura totalmente neutra, pura, scevra di un punto di vista. Il Narratore si rivela sempre anche se solo in qualche piccolo particolare, ma non ci vedo nulla di male.
        Detto questo, sinceramente non so rispondere al fuoco di fila delle tue domande. Concordo che non siamo un paese omofobo, con buona pace di Luxuria che ne fa una bandiera e con cui ho avuto su Twitter un interessante scambio di idee, molto civile aggiungo. Ma cosa dire del femminicidio allora? Quello si è una piaga reale. E la percentuale di violenze è statisticamente molto più alta. Esistono imbecilli omofobi, ma non per questo dobbiamo farne un campione nazionale.
        Matrimonio. A parte l’uso scorretto del termine (scusa ma scivolo nel mio ambito linguistico convinta che la forma sia sostanza) che si basa su mater, non vedo altro motivo che quello del riconoscimento di diritti giuridico-economici che sono poi gli stessi rivendicati dalle coppie di fatto che tuttavia non parlano di matrimonio ma di regolarizzare una loro unione di fatto, appunto. Anche l’unione gay è “di fatto”, il matrimonio (cosi come lo
        Intendiamo nel nostro ordinamento giuridico) è superfluo una volta riconosciuti i diritti di coppie omo e etero. Dovrebbero davvero combattere una battaglia insieme perché in effetti è la stessa.
        So che mi ripeto, trovo assolutamente corretto che le unioni gay vengano regolarizzate esattamente come le coppie di fatto, senza corsie preferenziali dell’una sull’altra. Non ho mai usato il termine matrimonio, perché queste unioni non lo sono. E non mi pare un ragionamento discriminante, anzi definisce delle peculiarità. Forse dovremmo iniziare a chiamare le varie realtà con termini più appropriati.
        Perdona la lunghezza …
        Buona serata Tads
        Primula

        • hai ragione infatti ho scritto tendenzialmente, a me preme che il plot del post consista in ciò che sviscero non il come, questo intendevo. Scomodo sì, in tutti questi anni ho avuto diversi problemini, niente di devastante ma comunque problemini. Ho coscienza del fatto che certi post mettano in fuga alcuni commentatori/trici ma tengo la rotta indefesso, evviva il turnover 😀

          usare i termini appropriati è sempre cosa buona e giusta ma in questo caso sono proprio i gay a parlare espressamente di “matrimonio”. Sul resto non posso far altro che condividere il tuo pensiero

          Sul piano sociologico… dovremmo imparare a vedere le cose in modo più razionale, in 30/40anni la nostra vita è cambiata radicalmente, stravolta da modus vivendi che non avremmo mai immaginato. Deviazioni esistenziali non facili da metabolizzare, questo crea spurghi velenosi (come il femminicio), sono sempre stato contrario al trasferimento delle colpe individuali sulla società ma riconosco l’incapacità di rafforzare gli anelli deboli della catena. Abbiamo modificato troppe cose e tutte insieme, questo non è stato un bene, avremmo avuto bisogno di linee guida lungimiranti, come dire, compiere una parabola non un angolo retto

          buona serata anche a te

  20. si potrebbe fare un libro delle argomentazioni dei tuoi lettori che leggerò meglio più tardi, perché sono tutti interessanti… chiedo venia. ho trovato una argomentazione. Non credo nel matrimonio avendo fatto una esperienza sgradevole. Il referendum lo vorrei fare a prescindere dall/gli omosessuali. togliere tutte le forme di reversibilità obblighi post mortem sposati o meno. Oppure darli a tutti con un banale contratto di coabitazione.

  21. Io sono contro ogni forma di razzismo, ogni forma di emarginazione, per cui chi nasce con una diversa sessualità deve vivere la sua vita senza subire discriminazioni e su questo credo siamo ormai d’accordo tutti. Ma un tempo non era così: gli omosessuali erano guardati con sospetto e etichettati. Ora perché tanta enfasi su un problema che è visto come un non problema, i gay possono vivere la loro vita in beata convivenza come fanno anche le coppie normali. Col matrimonio i gay potrebbero adottare i figli e questo non va bene: i bambini devono avere due genitori di sesso differente, è per la loro crescita e per tanto altro. Se anche si facesse un referendum, secondo il mio modesto parere, il matrimonio fra due coppie di egual sesso non sarebbe approvato in virtù di quei figli da salvaguardare. Ora che poi due gay, che tra l’altro sono delle persone squisite, possano assicurare una vita più felice a quei bambini, potrebbe essere, ma non siamo ancora pronti mentalmente per cui il bambino di una famiglia diversa sarebbe emarginato e visto sotto una strana luce, di lì nascerebbero complessi. Apro un’altra parentesi, vi sono famiglie normali che non dovrebbero essere genitori e fanno scempio di quei figli con cattivi esempi che li bollano per sempre.
    Un post che porta a molti approfondimenti, e tu Tads bravo come sempre.
    un caro abbraccio
    annamaria

    • ciao Annamaria,
      noi abbiamo la pessima abitudine di copiare ciò che fanno all’estero, copiamo solo quello chi fa politicamente comodo e questo incasina le cose, la nostra mentalità è diversa da quella Svedese. Non abbiamo un termometro affidabile per stabilire come potrebbe vivere e crescere un bambino con genitori dello stesso sesso. Le statistiche estere non sono importabili in Italia, abbiamo anche un altro problema, la forte differenza tra culture e costumi tra una area geografica e l’altra. Questo vale per tutto.

      ricambio l’abbraccio

      • Condivido in pieno, del resto anche Alberto Sordi faceva la parodia al modello americano proprio per mettere in risalto il comportamento degli italiani. Non diamo valore alla nostra Italia, non siamo nazionalisti e ora ne abbiamo tutti i motivi: i politici hanno fatto in modo che provassimo disamore per il nostro paese.

  22. hai detto tutto tu su questo argomento ed è vero che l’ italia è un Paese in cui si strumentalizza per questioni economiche e politiche,se ne frega dell’amore che possono provare due persone dello stesso sesso,anche se per la religione la coppia è fatta da un uomo e una donna…

  23. Be’ Alfano ha anche il problema di fare capire al mondo che esiste il suo partito.
    I temi sensibili a sua disposizione sono tre.
    a) Ebola, che interessa il ministero della Lorenzin ma che al momento in Italia non è arrivato. Opzione scartata.
    b) Droga. Lì c’è Giovanardi che è un pezzo da novanta ma al momento il tema non è in agenda. Opzione scartata.
    c) Rimangono i gay. Anche lì dopo il gay pride regnava il silenzio. Benedetta circolare ministeriale, quindi ! Fossi malizioso penserei che …

    • dici??? io credo che quella circolare l’abbia scritta Bagnasco, Alfano è nessuno, si trova lì solo perchè il rifiuto dei grillini gli ha dato la possibilità di fare il salto della quaglia, è come un ponteggio, una volta finito di riverniciare la facciata sparirà

  24. Condivido in toto la tua lucida analisi. I commenti sono tantissimi e non riesco a leggerli tutti (sono abituata ad altri numeri nel mio blogghino 🙂 ), quindi mi scuso in anticipo se sto per dire ciò che altri hanno detto.
    In primo luogo l’affermazione di Papa Francesco non vuole essere un’apertura. La Chiesa, come giustamente osservi, non benedirà mai un matrimonio tra omosessuali, né d’altronde credo che i gay vogliano questo. Con quell’osservazione il Papa vuole semplicemente dire che se un omosessuale cerca Dio, è libero di farlo, rispettando comunque quelli che sono i dogmi della Chiesa. Un gay può essere un fervido credente basta che non “consumi” … non so se ci siamo capiti. In altre parole, la Chiesa non giudica né può condannare l’omosessualità in sé, non giudica il “peccato” perché nemmeno Dio lo fa di fronte ad un credente “pentito”.
    Un’altra osservazione riguarda la tua affermazione: «L’Italia non è un Paese omofobo, i gay non sono assolutamente discriminati». Mi spiace deluderti ma per esperienza personale posso dirti che i gay ti considerano omofobo nel momento stesso in cui ti dichiari contrario al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Ne ho scritto qui: http://marisamoles.wordpress.com/2012/03/15/cassazione-alle-coppie-omosessuali-pari-diritti-dei-coniugi-e-alle-coppie-eterosessuali-conviventi-no/ e ne è nata una diatriba con un lettore gay, tale Michele Darling. Se hai voglia e tempo, leggi i commenti così capirai che io e te siamo omofobi. 😦

    • ho letto tutto, alcuni passaggi sono esilaranti, il tipo sogna uno Stato in cui vi siano tutte le leggi pro gay sparse per il mondo, quella di paragonare il gay pride alla processione del venerdì santo è da zelig, mi ha fatto venire in mente il mago Otelma, alla domanda: “non si vergogna ad andare in giro così vestito?”, serafico rispose: “avete visto come si veste il papa?”. La fantasia ha effetti collaterali :mrgreen:

      l’esasperante campagna mediatica degli omosessuali sparge “eterofobia”, la stupidità imperante impedisce a molti di comprendere un aspetto elementare, legiferare per favorire l’universo gay non crea tutele, crea omofobia. I cavilli giuridici hanno una valenza relativa se trasferiti sul territorio, il primo dovere del legislatore è quello di evitare leggi discriminanti. Se dovessero legalizzare il matrimonio gay senza dare tutele alle coppie di fatte, creerebbero una contrapposizione socialmente pericolosa. Immagina una famiglia numerosa con tanto di “cocco di mamma prediletto”, con chi se la prendono gli altri fratelli??? con la mamma??? NOOOO, se la prendono istintivamente con il beneficiario delle differenze, il popolo è così da sempre, non odia chi fa differenze, odia chi da queste ne trae giovamento, lo so benissimo, è sbagliato ma è così. Uno Stato deve essere una mamma accorta capace di trattare tutti i figli allo stesso modo.

  25. Tads sei un grande qualunque cosa tu scriva.
    Mi sono presa la briga di leggere ogni commento, (eppure il tempo per me è sempre preziosissimo) ma devo ammettere che ogni tua risposta la condividevo in pieno, soprattutto la storia di Luxuria. Davvero interessante l’articolo. Un vero piacere leggere ogni tua parola

  26. Un tempo, nemmeno molto remoto, Coppi e Bartali venivano usati come strumenti di distrazione di massa. Oggi ci sono i gay, l’articolo 18…e intanto il paese va a puttane.

      • Ma speriamo. Perché a tanti uomini piacciono le trans?
        La tentazione è più fisica o mentale?
        Non mi dire che la solita minestra stanca….

        • dovresti chiederlo a Marrazzo, secondo me a trans ci vanno gli ometti insicuri mai del tutto sessualmente cresciuti, i trans sono finti come un cartone animato, erotizzano la volgarità più delle puttane, sono simil donne col cervello da uomo, non creano ansie da prestazione e garantiscono, in teoria, una omertosa complicità. C’è anche un altro aspetto tanto caro ai suddetti ometti, le puttane considerano la marchetta unicamente come fonte di guadagno, i trans considerano ogni cliente un applauso alla loro trasformazione e alla loro vanità.

          • Ah! Io pensavo perché….fanno un po’ e un po’…
            Vanità? Il vero trans per come la penso io vuole solo diventare una donna. Il resto è solo perversione.
            Mi piace conversare con te, Tads.

            • dici bene, il trans (transessuale) è colui che si sottopone a interventi chirurgici per cambiare sesso, formalmente e sostanzialmente, quelli come Luxuria non sono trans sono travestiti, uomini a tutti gli effetti che si travestono da donna. Si fanno chiamare trans ma non lo sono.

              • Scusa Tads…. ultima domanda: sono curiosa.
                Cosa intendi per NON sessualmente cresciuti?
                E perché? Si cresce soprattutto quando si vuole bene…anche sessualmente? …o meglio quando l’ attrazione e’ reciproca? In che senso “crescere”, e come è perché si cresce??

  27. ahah applausi! 😀 Sono totalmente d’accordo con te e con la De Filippi, che per altro mi sta davvero antipatica 😀 L’unico punto su cui non concordo appieno, ma solo perché forse non ho sufficienti elementi per farlo, è che la ragione del non riconoscimento dei matrimoni gay sia economica. Io continuo a pensare che dietro ci sia l’opposizione della Chiesa perché altrimenti perderebbe un altro pezzetto di riconoscimento delle sue “leggi”.
    Ad ogni buon conto, l’alzata di scudi contro Alfano è, almeno in questo caso, fuori d’ogni logica. Che senso ha proibire una qualunque cosa per poi riconoscerne legalmente le conseguenze purché fatta all’estero? 😀 Va bene che siamo un popolo di ipocriti, ma è come se, visto che l’eutanasia (per la quale firmerei un referendum anche domani) è illegale in Italia, lo stato mettesse a disposizione un suo mezzo per accompagnare al sito finale (estero, naturalmente) chi ha deciso di farla finita (uhm… non è che lo fanno davvero? In fondo non mi stupirei… ).
    Che i matrimoni tra gay siano o meno giusti è un altro discorso, ma prendersela con Alfano per quanto sopra è francamente ridicolo e, come dici te, altamente strumentale.
    http://www.wolfghost.com

  28. penso che hai centrato il senso di tutto questo “parlare”, perché già è in crisi il matrimonio classico, di conseguenza, non si capisce tutto questo vociare, che poi alla fine disturba anche per il senso di insistenza. In fondo, ognuno fa quello che vuole e nella sua privacy e non ha bisogno di spolverarlo ai quattro venti. E penso che se due uomini o due donne vogliano convivere, non avrebbero per niente dei problemi; come hai detto tu, fondamentalmente l’Italia non è una nazione razzista su queste situazioni. I problemi del paese sono tanti, ed insistere su tematiche “diverse”, è sempre la soluzione mediatica perfetta per allontanare l’attenzione sulle reali avversità che stiamo attraversando. Più si mette colore ad una notizia, più se ne discute. A me viene sempre in mente quando feci un viaggio in Olanda, in cui mi capitò di vedere la protesta di alcuni i quali occuparono tutto un palazzo ancora in costruzione per rivendicare le loro opinioni (non mi ricordo quali fossero). Ebbene, i giornali non ne parlarono, tanto meno le televisioni e meno ancora l’opinione pubblica. Il finale fu che ne andarono sconfortati e probabilmente loro si, che in quel preciso momento, si sentirono dei “diversi”…

    • lo snervante martellamento pro gay ha qualcosa di sospetto, pare si voglia innalzare un muro col criterio dittatoriale: “chi non è con me è contro di me”, chi non sottoscrive e non appoggia la loro causa, finisce sbattuto nel calderone della omofobia. Con questo scudo stanno indottrinando il popolo condizionandolo pesantemente.
      Se un cabarettista/vignettista sbeffeggia il papa, il presidente, i carabinieri o addirittura i militari morti, come ha fatto Vauro, non succede niente, dovesse azzardarsi a satireggiare sui gay si giocherebbe la carriera e scatenerebbe un putiferio. Loro vogliono ogni libertà ma non esitano a limitare quella degli etero.

  29. Buongiorno, grazie per l’articolo e grazie per l’ospitalità.
    Su molte cose hai perfettamente ragione.
    Mi permetto solo qualche riflessione in ordine sparso:
    – Se “con tutti i guai che ha l’Italia, perché parlare di matrimonio gay” è una tesi – sgradevole – ma ricorrente, allora potrei anche capovolgere la questione: perché insistere a opporsi, visto non è importante?
    – La questione economica viene sempre tirata in ballo, a sproposito credo: io pago le tasse esattamente contribuendo, ad esempio, alle pensioni di reversibilità (suona persino ridicolo parlare di pensioni, visto il disastro dell’Inps) delle coppie etero. Perché allora deve essermi impedito usufruirne? E siamo sicuri che quattro gatti di omosessuali porterebbero alla rovina il Paese?
    – l’Italia paga sanzioni alla Comunità Europea perché, a dispetto delle ingiunzioni, non introduce nessuna legge al riguardo. Chi le paga queste sanzioni? A quanto ammontano? Non un giornale ne parla. Facciamo un sacco di cazzate perché “ce lo dice l’Europa”: perché non questa?
    Sapete di quanto siamo stati multati nel 2012? Di ben 120.000.000 (120 Milioni) di €. Solo nel 2012! Una bella cifretta, eh?
    – E’ vero: PACS, Matrimonio, Unioni Civili… poco importa, l’importante è il contenuto. Ma allora se non importa, perché farla così difficile? Che matrimonio sia e basta. “Lo fanno in tutta Europa”, mica sono morti, stanno tutti benissimo, direi.
    – In Germania si è introdotto un matrimonio apposta per le coppie gay per una semplice ragione, non per marcare una differenza: la Costituzione tedesca avrebbe dovuto essere modificata. Per rendere le cose più spicce, hanno creato un istituto a parte, che ha praticamente lo stesso valore di un matrimonio tradizionale.
    – Il Vaticano dovrebbe piantarla di mettere becco in cose che non lo riguardano e di fare pressioni politiche, spero che qualche politico con la schiena diritta abbia prima o poi il coraggio di dirlo. Hollande mica viene a dirci via stampa cosa dobbiamo fare, no? Napolitano non dice ai giornali cosa deve fare il Papa, giusto? Perché devono farlo Bagnasco o Ruini?
    – Il Vaticano e i vari politici catto-cosi si oppongono a qualsiasi tipo di diritto civile (Eutanasia, eterologa, aborto, divorzio breve ecc. non è dolo questione di omosessuali). Quanto costano le mancanze di diritti? Quanto costa allo Stato che i cittadini non possano scegliere di andarsene in modo più rapido e risparmiarsi sofferenze se lo desiderano?
    – e, se proprio di soldi si deve parlare, che dire dei finanziamenti al Vaticano? Quante pensioni di reversibilità si pagherebbero con quei soldi?
    – I gay che chiedono diritti sono noiosi, e sono imbarazzanti quando fanno i Gay Pride e via dicendo? Ma sapete che effetto fa leggere ogni minuto attacchi da parte di sentielle varie, prelati e via discorrendo? Sentirsi sempre dire di non rompere perché c’è altro di cui occuparsi? Che effetto fa perdere una casa perché il compagno muore? Ne avete idea? Non parlo solo del danno economico.
    Direte: anche per le coppie di fatto è così. Ma non è corretto: loro possono scegliere, noi no.

    Forse, alla fine, si è un po’ stufi. Non voglio dignità per il fatto di “lottare” per i miei diritti. Voglio dignità sociale per il fatto di averli. E’ diverso.
    Sarebbe ora di smetterla di nascondersi dietro a un dito.

    Grazie ancora e scusate la lunghezza.

    Silvio

    • in linea di principio non ho niente o quasi da opinare, salvo alcuni punti:

      1) piaccia o meno l’attuale costituzione Italiana è molto chiara sul concetto famiglia/matrimonio: uomo, donna, figli. Per introdurre i matrimoni gay bisognerebbe modificarla, un iter che, allo stato attuale delle cose, non credo sia annoverabile tra le priorità assolute

      2) è sbagliatissimo considerare il Vaticano alla stregua di uno stato estero, in San Pietro alberga un personaggio chiamato Papa, leader spirituale e morale di milioni e milioni di Italiani e non solo che hanno abbracciato la fede cattolica. Perdonami ma paragonare il Papa a Hollande è una forzatura

      3) nel mondo gay esistono due esempi eclatanti, Lucio Dalla ha lasciato per strada il suo compagno, il compagno di Armani ha, direi intelligentemente, lasciato un testamento a favore dello stilista. Praticamente come fanno tutte le coppie di fatto etero previdenti

      4) il comportamento adottato da alcuni sindaci, Marino in testa, in qualsiasi altro paese “civile” sarebbe stato punito penalmente, con tanto di esonero dall’incarico. Un sindaco deve amministrare il proprio comune, non farsi leggi in proprio per difendere gli interessi della categoria di appartenenza e/o racimolare voti.

      5) la questione economica ha una logica essenziale, il matrimonio creerebbe, sicuramente, situazioni deprecabili come le unioni fittizie tra moribondi e giovani marchettari per lasciar loro vitalizi reversibili. Ciò già avviene tra vecchietti e badanti, un malcostume da eliminare non da allargare ai gay

      6) sicuramente tu sarai in buona fede e apprezzo molto i tuoi toni pacati ma è innegabile che la questione matrimoni gay è un evidente scontro politico/ideologico, tradotto significa che è un braccio di ferro tra interessi mascherato da rivendicazione di un diritto. Diritto teorico in quanto non contemplato dalla costituzione. Volere una cosa non è sinonimo di diritto, non è credibile trasformare in diritto una esigenza solo perché alcuni stati l’hanno legalizzata

      7) i gay pagano tasse e contributi??? ci mancherebbe altro, infatti hanno pensione e assistenza sanitaria come tutti gli altri e godono in ugual misura di ogni servizio

      detto questo ribadisco un pensiero base, io non ho nulla contro le rivendicazioni dei gay, semplicemente non condivido questo modo di interpretare e distorcere le cose, soprattutto non condivido questo martellamento assillante da parte dei gay e questo loro trasformare in omofobia ogni pensiero discorde.

      buona serata

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