Le misure del pene… contano o non contano???

panariello-marsupio

Attività sportive e palestre hanno un risvolto angosciante per i mini-dotati, pagare pegno nelle Forche Caudine della nudità da spogliatoio e della doccia open space, momento della verità ancor più imbarazzante degli orinatoi pubblici, frangente in cui gli “sbirciatori” da confronto rischiano lo strabismo. Per le donne il problema non si pone, amano esibirsi, osservarsi e, quando non rosicano, adularsi reciprocamente: “perdindirindina che bel seno, quanto ti invidio”, “grazie mia cara, tu hai un lato B che sembra fatto da Michelangelo”. Se un uomo dovesse dire a un vicino di doccia: “wow… hai un batacchio favoloso”, entrerebbe, tamburo battente, nel club dei “culi chiacchierati”, tessera gold e marchiatura indelebile. Diciamocelo con franchezza, chi gay non è non prova certo sommo gaudio nel passar per tale, negli spogliatoi maschili impera la massima indifferenza. Non c’è evoluzione sociale e culturale che tenga, per gli uomini le dimensioni del pene sono e sempre saranno motivo di orgoglio o frustrazione, tant’è che un ometto insignificante e magari pure bruttino dotato di “totem” è, statisticamente, meno depresso di un figaccione alto, bello e “fisicato” che in massima erezione raggiunge le dimensioni di un accendino Bic, c’è chi parla di legge dei vasi comunicanti e/o regola del nano.

Al meeting delle frasi fatte le racchie se la giocano con: “l’importante è essere belle dentro”, i possessori di “little cock” si aggrappano alla illusione: “le misure non contano (in effetti c’è poco da contare)”, difficile capire come possano andar d’accordo, più è interna la bellezza più sarebbe d’uopo entrare in profondità per stanarla. La sfiga solidale lenisce le pene del pene e gli assemblaggi femminili respinti al collaudo. Durante la pièce teatrale “che co’ SEX?” messa in scena a Torino lo scorso anno, l’attore monologhista rivolse alcune domande al pubblico presente, pizzicò anche me chiedendomi: “le dimensioni del membro sono importanti?”, risposi al brucio: “sotto una certa misura diventa teoria”, la sala gremita mi tributò uno scrosciante applauso. Da secoli proliferano filastrocche da osteria in rima baciata, lezioni di anatomia, mappe per individuare il punto “G” e istruzioni “libretto Ikea”, palliativi. Se averlo magnum è motivo di vanto, qualche fondata ragione dovrà pur esserci ma credo riguardi le donne solo parzialmente.

Ho più volte scritto e detto che le donzelle si rifanno le tette più per suscitare invidia nella concorrenza che attrarre maschi, personalmente non amo le “mammelle Michelin” e non ho mai sentito un uomo affermare di aver lasciato la compagna per la taglia del seno. Mi domando se sia possibile e credibile adottare lo stesso criterio sulle dimensioni del membro, non è detto né dimostrato che i superdotati siano più “cacciafiche” dei mini-dotati, molto probabile il contrario. Sono i “cazzettini da thè” ad avere l’ossessione della quantità, delle tacche sulla cinghia, del continuo bisogno di confermare a se stessi la non valenza delle misure, soprattutto dissociarle dalla mascolinità comunemente intesa come volume. Chi è ben fornito non ha niente da dimostrare a se stesso e non è afflitto da condizionanti gap, ne consegue… se le zinne sono un problema tutto al femminile, la grossezza del “creapopoli” è una questione prevalentemente al maschile. Penso incidano millenni di simbolismo fallico, virilità, fertilità, forza, competizione, scettro del potere ed elargitore di buona sorte, un feticcio ufficialmente non più venerato in occidente ma niente affatto seppellito.

Una “torre” che si impenna fiera e minacciosa provoca in molte donne un susseguirsi di reazioni contrastanti, incute rispetto e timore ma contemporaneamente stimola il gusto della sfida, rende più realistico il concetto del concedersi e dell’essere presa, una espugnazione non solo psicologica. Ha il potere di creare una maggiore intimità che si materializza in un duello fisico in cui vince la complicità. Pare che gli “obelischi” contengano fosforo in abbondanza, difficile dimenticare certi “ospiti”, difficile dimenticare i vuoti che lasciano. Sfigato, nel senso metaforico e metadentrico, colui che arriva dopo, le donne i paragoni li fanno eccome nonostante lo neghino ma credo sia cosa ovvia, istintiva. Le misure sicuramente contano, come conta tutto il resto, soprattutto conta, dovrebbe contare, il cervello che le gestisce, anche se sul web spopolano solo pubblicità (palesemente mendaci) sul come ingrandirlo, non se ne trova nemmeno una che garantisca di rimpicciolirlo.

 Quando la chirurgia plastica sarà in grado di soddisfare ogni richiesta sulle dimensioni, non mancheranno exploit dei dementi versione “melius abundare quam deficere”, vedremo individui camminare a gambe larghe con un carrellino di sostegno tra i piedi, c’è da scommetterci. Gli stilisti si preparino a disegnare pantaloni “tre gambe”, nuovi mercati, nuove frontiere, nuovi orizzonti, nuovi fenomeni da circo ma come sempre saranno, si spera, le fibre naturali a fare la differenza. Forse sarà quello il momento in cui avrà più senso il detto: “piccolo ma sincero”!!!

Tullio Antimo da Scruovolo

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147 thoughts on “Le misure del pene… contano o non contano???

  1. Se mi ricordo bene questo argomento e stato già discusso 30 anni fa quando non cera ancora internet.. Non voglio sembrare una donna facile, ma anche io ho avuto le mie esperienze prima da sposarmi, e posso dire con franchezza non importa la grandezza del pene, ma il fatto di essere capace di usarlo 😀 .. Pif

  2. provo a dare il mio contributo al post:
    Un giorno un mio amico mi disse sorridendo sotto i baffi….
    – “ho trovato il modo per averlo lungo 50 cm….”
    – ” e qual è?” risposi incuriosito
    – “lo piego in due !!!”

        • te la faccio più breve…

          la figlia di un nobile Inglese si presenta a casa con un nero alto due metri: “papà, ti presento il mio fidanzato, si chiama Motumbo”
          il padre contrariato. “se vuoi sposare mia figlia devi prenderti tre lauree”
          dopo un anno: “Motumbo studiato, Motumbo preso tre lauree”
          il padre: “se vuoi sposare mia figlia devi guadagnare un milione di sterline in un mese”
          dopo un mese: “Motumbo lavorato, Motumbo guadagnato il milione”
          il padre incazzatissimo: “per sposare mia figlia devi avere un cazzo lungo un metro”
          lui: “va bene, Motumbo tagliare” 😀

  3. Per ordine. Sai che nella mia ventennale frequentazione di palestra, cambiata soltanto negli ultimi anni per questione di lontananza non mi sono mai chiesta come siano strutturati i bagni maschili? Perché i l nostro è composto di una vasta sala con una ventina docce ognuna separata da un vetro smerigliato nn trasparente di circa due metri che lascia ad ognuna una certa intimità. Gli armadietti e le panche per cambiarci sono open space ma, come dici tu – solo in parte – tutto avviene abbastanza tranquillamente perché i commenti sono tra amiche ed avvengono anche se vai in una boutique e diventa pettegolezzo primario in spiaggia.

    Quanto al pene d’amore..quante pene e gran menate vi fate soprattutto tra voi uomini.
    Le misure, ma io aggiungerei anche quella della circonferenza dell’oggetto in questione 😉 contano (forse) soltanto sotto il minimo storico di 10cm in erezione.
    Iin medio stat virtus , diciamo dai 18 ai 22? Molto dipende anche dalla conformazione della vagina della donna che varia anche da Paese a Paese (e qui si aprirebbe un altro capitolo). Cmq mi sento di poter dire che salvo per un autocompiacimento narcisistico i supersuper dotati hanno vita grama a farlo entrare (mi vien paura solo ad immaginarlo) e soprattutto ad usarlo tant’è che esistono appositi anelli che impediscono oltre l’accesso onde evitare la lacerazione dell’utero.

    Dunque ‘ la torre che s’impenna fiera e minacciosa’ alla fine non serve. Che tristezza, anche se lo si può continuare ad apprezzare per la sua inutile o dimezzata potenza.

    Insomma la mia esperienza mi riporta al vecchio adagio del ‘duro che duri (manco troppo pero) e che sia ben connesso col cervello perché sia l’amore che il sesso sono una questione celebrale.

    Se ho scritto troppo sei autorizzato a tagliare 😉

    sherapopputaèsemprepiaciutissimalmasculodesio

    • non taglio niente, perché dovrei farlo

      sai… le donne si fanno migliaia di seghe mentali per due etti di pesi in più, tra l’altro facili da perdere, non vedo perché gli ometti poco fortunati non dovrebbero farsele, una dotazione troppo scarsa condiziona la vita, anche in modo serio ma qui entriamo in meandri troppo scientifici e psicologici, meglio rimanere sul leggero

      forse abbiamo due idee diverso sulla “torre”, non parlo di “pali” lunghi mezzo metro, per “misure” si intende lunghezza e circonferenza, ovviamente

      da anni la palestra me la sono fatta privata ma quando ci andavo anche le docce erano open space, come gli spogliatoi dei campi di calcio e calcetto, e delle piscine, forse nelle nuove strutture hanno tenuto presente un minimo di privacy ma tanto nello spogliatoio si circola nudi lo stesso

      comunque dici il vero, è importante che si incontrino due conformazioni fisiche compatibili, altrimenti ci sono problemi, pure seri

  4. anche il troppo stroppia, e a fronte di una grande misura, ce ne deve essere un’altra adeguata a contenere l’extra-large…. Sennò, son dolori più che piaceri.
    Come per tutto, ci vuole compatibilità! 😉
    P.S. Vogliamo parlare dello spogliatoio femminile? l’esprit è ben rappresentato da quella battuta: “Dio mio, se non riesco a dimagrire, almeno fai ingrassare le mie amiche” 😉 🙂

  5. Competizione maschile, questione di supremazia nel branco, perenne gara a chi ce l’ha più grosso: il pene, il SUV, lo schermo del telefonino. Indipendentemente – o al più a complemento – dell’effetto sul sesso femminile. Il cervello, è vero, non rientra in questa categoria.

    • ti confesso che avrei scritto volentieri un capoverso sulle “emanazioni falliche” ma ho preferito non dare un taglio troppo psicologico al post, ci sarebbe da spaziare dal ciuffo a banana al pitbull…!!!

  6. Ah ah ah 🙂 divertentissimo!
    Comunque, riflettendo, non tutti i mali vengono X nuocere, chi ha il “calzzettino da the” può sempre usarlo anche come portachiavi :mrgreen:

  7. Penso proprio che le misure contano ,nel senso che non deve essere
    tipo quello che ha bisogno dell’anello o sono dolori in senso letterale ,
    ma non deve essere neppure tanto mignon che una presbite debba fare fatica a vederlo ! 😀
    Come in qualsiasi cosa penso che la giusta misura sia nel mezzo tra questi due!
    Quanto a come qualcuno dice :l’importante è saperlo usare,se in piena erezione
    si raggiungono a stento i 10 cm,penso che ci sia molto poco da usare.
    Spero di non essere stata un po’ troppo volgare,ma l’argomento non si poteva raggirare
    in nessun modo.
    Ottimo post TADS 🙂
    liù

  8. Ma perche’ ci sono uomini che in piena erezione raggiungono a malapena i 10 cm? Non lo sapevo Tads, 😀 😀 :D, hai scritto un bel post, troppo divertente, comunque, nelle giuste dimensioni, basta che ci sia passione! Bacioni e buona serata! 😉

      • grazie! rispondo per pura opinione personale.. ovviamente senza pretesa di esaustività.. a me non me può fregà de meno! posto che ho per età raccolto nel tempo testimonianze delle diverse condizioni di prestanza,…in verità non mi è mai capitato di dover disquisire sull’argomento con niuno… forse perché mi sono sempre scelta misure ben più interessanti quali l’ampiezza del cervello e la capacità di arrapare il mio? boh ma per dirla tutta.. a noi donne serve che ci facciano l’amore in testa che il resto viene non so come dire…
        e adesso mi ricompongo che l’argomento mi sgomenta…:-)

        • non posso che condividere il tuo pensiero ma sullo scopare in primis il cervello ho già scritto e pure più volte in modo approfondito, credo. In questo post faccio una riflessione semiseria su quella che pare essere la fisima maschile per eccellenza.

          • e infatti ho scordato di dire (vorrai scusarmi sono attempata).. che trattasi di preoccupazione tutta maschile.. non mi pare sia mai stata nostra ragione di scelta… una ridicola fisima maschile che fa la quadra con la tartaruga e i bicipite .. se posso dire… anche se il simbolismo fallico ci dice che l’uomo è appoggiato culturalmente sul suo stesso membro.. simbolo di fertilità potere virilità etc.. e questo significa che la fisima ha un retaggio culturale pesante.. l’uomo si misura con il suo fallo, i centimetri gli servono per l’ego affermazione non per il sesso….

            • questo è un blog frequentato prevalentemente da attempati, anche io lo sono, credo si veda nella foto che non ho più l’età di un giovincello 🙂

              hai centrato la questione, come ho detto sopra a ff0rt, ho evitato volutamente di inserire nel post riferimenti all’ego e alle emanazioni falliche, mi sono limitato a citare la simbologia. Da un punto di vista psicologico la cosa è comprensibile, migliaia di anni non si cancellano in un paio di ricambi generazionali, intendo proprio a livello di retaggio culturale. Sono tuttavia ottimista perché c’è un grande movimento verso quella cerebralità che fa e farà sempre più la differenza.

              • ma che dici che sei un fiore 🙂
                sono ottimista pure io in questo senso, salvo poi imbattermi un succulenti portatori sani di retaggi culturali che sono di livello 2 ovvero hanno superato l’imbarazzo della mera questione dimensionale con uno sforzo di elevazione tantrica ma che appoggiano le propriopercezioni maschili sul continuo perpetrato desiderio di possederti il cervello…. e con questo buonanotte mio caro…

  9. Misure o no bisogna saperlo usare, se poi riusciamo anche ad attaccarci un cervello ancora meglio. Perchè, sai, anche i gorilla e gli scimpanzè lo usano e senza neppure preoccuparsi delle misure, ma mi auguro che gli uomini non siano tutto lì…

    • il saperlo usare diamolo per scontato, così, tanto per non dire tutti la stessa cosa 😉
      e mettiamoci anche il cervello, quindi, se un uomo lo sa usare bene ed è dotato un QI 170, averlo mini o super è la stessa cosa???

        • Ti piace provocare… bene 😉
          hai scelto il blog giusto 🙂

          La domanda esprime una NON logica, un uomo scemo non se la porrebbe mai e un uomo intelligente non avrebbe nessun motivo per porsela. Se fossi donna comincerei a pensare che gli atteggiamenti maschili siano di risposta, non di proposta, mi spiego meglio, gli uomini plasmano il proprio modus pensandi su quelle che considerano essere le reali esigenze delle donne. Se avessi posto una domanda diretta a un folto pubblico femminile: “come dovrebbe essere il pene del vostro uomo?” le risposte sarebbero state equamente divise su tre fronti: 1) le misure non contano, 2) l’importante è che lo sappia usare, 3) super. Dunque, i superdotati si sarebbero identificati nella risposta 3, i normali nella 2 e i mini-dotati nella 1. Se ci trasferiamo ai piani alti, diciamo nell’attico in cui alloggia il cervello, la situazione non cambia, gli intelligenti optano per le donne intelligenti, gli idioti per le oche e i quelli della terra di mezzo per le coinquiline. Per me questo è un passaggio fondamentale, intelligenza, sesso e coraggio sono gli unici tre ambiti in cui è impossibile bluffare, prima o poi arriva il momento della verità, da ciò si evince un aspetto importante, una donna che si autodefinisce intelligente, se colleziona idioti significa che non lo è, lo stessi dicasi per gli uomini, chi ha bisogno di interagire cerebralmente con una donna non stabilisce relazioni con una deficiente. Quando si accoppiano soggetti che incastrano i loro bisogni, siano essi fisici, di immagine, economici, vanità o esibizionismo… ci troviamo di fronte a scelte magari non condivise ma comunque chiare.

  10. Penso anch’io che, all’infuori che non si rientri nella “teoria”, il problema al 90% sia solo degli uomini, così come molte delle paranoie che si fanno le donne, ognuno ha le sue 😉
    Buona serata 🙂

  11. Sì, per qualche donna extralarge forse sarebbe meglio un super-dotato.
    Si dice che l’ uomo dotato ha più difficoltà a provare piacere. E’ un problema…”anatomico” mi chiedo. Boh.
    Non credo che siano determinanti quei centimetri in più. Molte, moltissime donne provano il massimo piacere, e non proprio durante il rapporto sessuale.
    C’ e’ molta ipocrita finzione che, voi uomini, spesso non capite.

    • hai ragione, ipocrita finzione???

      sono tre i motivi che possono indurre una donna a fingere l’orgasmo:
      1) quieto vivere
      2) è una puttana
      3) ha bisogno di uno specialista

      l’ipocrita finzione non è prerogativa esclusiva delle donne, sai quante mogli non si accorgono che i mariti quando le scopano per godere devono pensare all’amante???

      • No no Tads non ci siamo. Mi spiego meglio : una mia conoscente molto passionale ( così sostiene) mi ha detto più volte che il piacere più intenso e plurimo l’ ha provato andando in bici.
        Aveva il sellino piccolo. 🙂
        Sognare l’ amante succede, molto spesso, alle donne. Se ci pensi bene tra lavoro, casa, figli, suocera, ecc…siamo loro le più frustrate. 😦 ma anche le più furbe.
        Ps scusa se sono stata scurrile….di fatto sono più timida. 🙂

  12. eheheh,
    hai dato un giusto taglio all’articolo, ironico, divertente ma senza sfottere , ‘che il problema è serio, eh…, insomma, voi maschi questo problema lo avete, nell’adolescenza è quasi roba da incubo a star lì a misurarlo e confrontarlo. Oh, almeno così si legge e si sente dire. Quindi sì, le misure del Generale contano , per voi e per noi femmine. Dai, siamo sinceri: la normalità rassicura, il super senza esagerare esalta, il mini deprime.

    p.s. no, non lo chiamo Generale. Fu la mamma di un mio alunno che una mattina si presentò a scuola per dirmi che il figlioletto non stava bene per via di un’infiammazione e a bassa voce mi disse che l’infiammazione era nel Generale. Impiegai un paio d’ore per capire che Generale stava per Genitale 😀

    • GRANDE Marirò…
      …”la normalità rassicura, il super senza esagerare esalta, il mini deprime”…

      Generale mi piace 😀 😀 😀
      ma ha usato questo termine per mascherare oppure da convinta???

      • ehhhhhhh…..dici che ha usato una metafora???
        Penso abbia tentato di ” Italianizzare” e si è confusa nei termini, ma in fondo chissà… E’ ciò che “comanda” ?
        😉

  13. “sotto una certa misura diventa teoria” ahahah 😀 Non so se avrei avuto la prontezza di spirito di rispondere così al volo! 😉 Però credo tu l’abbia azzeccata proprio con questa frase: non è necessario essere dei Rocco Siffredi o dei John Holmes, anzi credo che la maggioranza delle donne avrebbe qualche problema con… vabbé, ci siamo capiti :-D, però c’è senz’altro una misura limite sotto la quale qualche problema immagino ci sia. Anche se, sono certo, non è di importanza assoluta: a volte le squadre meno blasonate riescono a battere anche le prime della classe… ovviamente se non ci si mette l’arbitro! 😀

    http://www.wolfghost.com

  14. Mi hai ricordato un evento di gioventù ..il mio amico di università detto spillo che io continuavo a stressare sul perché di tale nomignolo un bel di tutto rosso mi disse vabbe vuoi vedere il perché? Ho pensato di darmela a gambe in mutande giù per il condominio! Non combinammo nulla ,io ridevo come un ubriaca e lui era sconvolto all idea di farmi male…hai ragione per gli uomini le dimensioni del Dipendente ( così lo chiamava un amico) e’ mooooolto importante per noi relativamente 🙂 pensa che il mio ex marito ha smesso di andare in palestra per evitare il confronto negli spogliatoi! Si sentiva inadeguato( una delle sue tante fisse)… uomini..e poi ci prendete in giro per le nostre! 😀

  15. Stando al web, pare che l’argomento sia diventato improvvisamente “virale” (si usa dire così, virale). Di pari passo al diffondersi dei tatuaggi, smartphone-mania ecc.
    Ho fatto il militare, frequentato e frequento palestre, mai affiorato il problema di lunghezze e calibri. E ora ricevo mail a pioggia di penis enlargement.
    Come un tempo c’era la gara a fare l’intellettuale di sinistra (vedi tuo post precedente, ormai però memoria storica, perchè quella gente s’è piazzata e gode dell’acquisito), adesso è scoppiata la pene-mania.
    Mi viene da dedurre che siamo in un’epoca del cazzo. 🙂

    • non ho notato questo diffondersi della pene-mania, dopo aver parlato dei sedicenti intellettuali di sinistra, alias teste di cazzo, ho ritenuto doveroso estendere l’argomento 😀

      non esistono argomenti originali, in tantissimi anni non ne ho mai visti, ogni tema è trattato, è stato trattato e sarà trattato da dozzine di blogger, la differenza sta nel modo in cui si affrontano, penso.

      anche io ho fatto il militare e frequentato palestre senza problemi di confronto, infatti non scrivo mai cose autobiografiche, osservo il mondo e rifletto.

  16. Mi limito a farti tanti complimenti per come hai trattato l’argomento, per il resto non saprei che dirti: sai ora la donna fa esperienza, una volta non era così, anche se questo modus vivendi sta toccando il fondo.
    Comunque convengo sul fatto che il cervello conta moltissimo: come in tutte le cose, è il buon uso che fa la differenza.
    Buona giornata, alla prossima.
    un caro saluto
    annamaria

  17. Analisi impeccabile nell’universo umano…
    Credo che oltre al cervello, più che le dimensioni del membro, bisognerebbe avere la capacità di saperlo gestire.

  18. Forse nessun uomo ha mai lasciato una donna perché piatta ma molti uomini non hanno dato vita a un corteggiamento per quel motivo.
    Non ho mai sentito un uomo dire “Carina, peccato sia solo 1,60/abbia gli occhi color nocciola/non abbia capelli folti/abbia un po’ di polpaccio, il naso troppo grosso” etc.
    Ne ho sentiti una marea dire “Peccato sia piatta, cazzo”.
    Quanto ai vasi comunicanti, visto che sei di Torino, ne ho sentita una bella qualche giorno fa.
    Casa Agnelli è l’unica famiglia in cui è verificata, stando alle vicissitudini, la teoria non dei vasi, bensì dei nasi, comunicanti.

  19. Hai mai provato a fare un giro in un sexyshop? Guardando la dimensione della media dei vibratori ci si sente degli sfigati!
    Questo significa che le dimensioni contano, soprattutto se attaccato a quello non c’è altro.
    Penso che la dimensione ,la larghezza più che altro, possa fare la vera differenza solo nel sesso anale (meglio grosso, anche se difficoltoso).

    In ogni caso… uff… ho ormai 40 anni e la semplice penetrazione e lo stantuffare fino all’orgasmo li trovo… *banali*, per non dire addirittura noiosi.
    Più si va avanti, più il sesso si fa col cervello: giochini vari, sperimentazioni non solo fisiche bensì anche emotive/mentali, ecc. Secondo me la bravura a letto si misura ,per gli uomini, nell’apertura
    mentale e capacità di apprezzare ogni fantasia sessuale della propria donna senza scandalizzarsi. Come conseguenza anche la donna poi si lascia andare sempre di più, sicura che il suo uomo non la giudicherà male.

    Da adolescenti invece si pensa che la maialaggine di un rapporto dipenda esclusivamente da quanto è porca la femmina, dando per scontato che il maschio sia sempre ovviamente porco…in quanto brama ,come traguardo, di ficcalo in 3 buchi della donna.
    Molti adolescenti che sono sfrontatissimi con la ragazzina appena conosciuta (o la va o la spacca, chi se ne frega), poi da adulti non hanno il coraggio di rivelare alla moglie le proprie fantasie erotiche per paura di ricevere un riscontro negativo.

  20. la sottile ironia espressa senza volgarità e il tratto lieve dello scrivere mi hanno conquistata….penso che questi argomenti trattati con superficialità e spesso con poco garbo dai media mi hanno ultimamente molto sconcertata
    felice giorno

  21. Buongiorno Tads.
    Giornata iniziata un po’ così così, arrivo qui e mi si è stampato un sorriso dalla prima all’ultima parola. Sarai responsabile delle mie rughe di espressione. XD
    In realtà per qualcuno è un problema serio. So di adolescenti che sono entrati in terapia per lo scherno di compagni imbecilli. E il loro magari aveva le dimensioni di un accendino Bic (quanto ho riso 😀 ) che dovevi sfregare più volte perché si accendesse, e magari non si accendeva nemmeno!
    Rimembranze di quando fumavo … poi si cambiava accendino. 😉
    Tornando al faceto, non ripeto quanto letto nei numerosi commenti; concordo sull’importanza del cervello, sula questione dell’uso e dell’adeguatezza in misure del contenitore ecc. ecc. Non so se conosci la poesia del Belli che parla proprio del membro Er padre de li santi. È esilarante, almeno io la trovo tale
    Quer vecchio de spezziale
    Dice Priapo; e la su’ moje pene,
    Segno per dio che nun je torna bene.
    Ed è l’ultima terzina XD In sintonia con il tono del tuo post, non credi?
    Primula

    • ti confesso che sono andato a rileggerla 😀 😀 😀
      è un “problema” che esiste dall’alba dei tempi,
      è sempre un piacere strappare un sorriso 😉

  22. Oggi ho fatto una scoperta: nel libro di inglese dei bambini di prima (primaria) tra i termini da conoscere riferiti al materiale scolastico è sparito RULER… che sia un segno?

  23. Mettiamola così. Chi è piccolo diventa più perverso e più bravo a manipolare anche cerebralmente, per sedurre (e ha una preferenza per le giovinette). Chi è grande passa all’azione senza troppe storie.
    Col tempo ho capito la differenza.
    Mi spiace dirlo ma credo che la dimensione influisca sulla persona.

    • mettiamola così, i ricchi trombano quello che vogliono quando vogliono, a prescindere dalle dimensioni del pene, gli altri… mentre aspettano i saldi si aggiustano con Federica (la mano amica), a prescindere dalle dimensioni del pene.

  24. Ogni volta caro Tads che vengo a farti visita leggo post che affrontano i più svariati argomenti con un tocco a volte così ironico e simpatico ( visto l’argomento lo preferisco di gran lunga alla volgarità nella quale qualcuno potrebbe cadere) che non posso non sorridere. Del resto concordo con il tuo punto di vista e su come l’uomo e la donna giudichino le ”misure” delle proprie ”protuberanze” in maniera differente. Un abbraccio. Isabella

  25. Dal numero dei commenti, le donne sembrerebbero più interessate degli uomini all’argomento trattato. Tu che te ne intendi, Tads, pensi che ci sia qualche correlazione al riguardo? 🙂

  26. Per me le dimensioni contano….ma con questo non voglio dire evviva il superdotato! Perché gli eccessi non mi sono mai piaciuti! Quindi nè troppo grande, ma nemmeno un accendino bic!!!! La giusta misura… 🙂

  27. io sono stata con un mini dotato… e non ripeterei l’esperienza. deludente, ma forse lui non lo sapeva usare… era sotto alla media….cmq per quanto mi riguarda, le misure contano..

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