Io intellettualo, tu intellettuali, egli intellettuala…

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quando il saggio indica la luna lo stolto guarda il dito”. In questo adagio si annida una eclatante manipolazione concettuale, in TEORIA vorrebbe significare la differenza tra i superficiali (quelli che vedono il dito) e i lungimiranti (quelli che guardano la luna). Ho scritto TEORIA in maiuscolo perché “approfondite” analisi mi hanno portato a conclusioni opposte. Superficiale è colui che guarda la luna ignorando il dito, “non ci sarebbe luna da indicare senza dito”, ha scritto qualcuno crogiolandosi in una gorgheggiante Jacuzzi poetico/filosofica.

L’aforisma galeotto è orfano di un indispensabile antefatto, la motivazione del perché si dovrebbe indicare la luna. Esclamazione: “bella la luna stasera”, domanda: “dov’è?”, risposta (col dito che indica): “là, da quella parte”. Coloro che indicano la luna senza che gli venga richiesto se ne assumono la responsabilità, cosa che non vincola altri alla condivisione, un razionale spirito di osservazione potrebbe rendere il dito più interessante della luna. In questo caso, stolto è colui che la indica non chi guarda il dito, lo è maggiormente se allungando il braccio per indicare la luna mette il Rolex sotto gli occhi di un creditore, vanificando così tutte le menzogne raccontate per ritardare il saldo del debito. Può capitare, ordunque, che nell’indicare la luna alcuni si sbugiardino clamorosamente. Ho testé descritto il comportamento dei “sedicenti intellettuali della sinistra Italiana”, autoproclamatisi depositari della cultura e di quella “intellighenzia” lungimirante che ci ha cronicizzato l’orchite.

I “sedicenti intellettuali della sinistra Italiana” sono larve, strane amebe prive della benché minima utilità biologica e sociale, altro non fanno che arrecare danno alla comunità per parassitare benefici personali. L’infame mansione consiste nell’indicare la luna al popolo, ritenuto gregge da pascere con il campanaccio dell’albagia. Habitat naturale… salotti impropriamente definiti “radical-chic” ma definibili, ad onor del vero, “radical-shit”.

Sono loro che ci hanno indicato la luna della immigrazione descrivendola come una insperata opportunità di arricchimento grazie a un mix di fratellanza, tolleranza, culture, costumi, integrazione, solidarietà e umanità. Noi abbiamo guardato il dito e… abbiamo visto caos, delinquenza, clandestinità, quartieri espropriati, abusivismo, prevaricazioni sociali, concorrenza sleale, Italiani discriminati, danni economici, solidarietà conto terzi e ipocrita esterofilia, un coacervo di negatività. Prende sempre più corpo la sensazione che si voglia scientemente provocare la xenofobia, insurrezioni xenofobe distribuite a macchia di leopardo creerebbero ulteriori “trincee umanitarie mangiasoldi”.

Sono loro che ci hanno indicato la luna del sogno Europeo descrivendolo come un mega resort del benessere in cui raccattare ricchezza e progettare favoleggianti destini, un’aggregazione concepita per partorire una società evoluta, democratica, libera, a misura d’uomo. Noi abbiamo guardato il dito e… abbiamo visto fame, fallimenti, suicidi, disperazione, rivolte, disoccupazione, povertà, recessione, deflazione, una dittatura che ci ha privato della sovranità, un complotto che ci ha commissariato, un futuro tristemente ipotecato, un tunnel senza uscita. Onore ai Francesi (sempre i primi a ribellarsi) che hanno avuto il fegato di mandare a cacare la troica e la Merkel, Fraulein “fateicompitiacasa” ha trasformato il Mein Kampf di Hitler in manuale perfetto per “educare” e sottomettere i Paesi membri.

Sono sempre loro, i “sedicenti intellettuali della sinistra Italiana” che ci hanno indicato la luna dello snobismo saccente definendo la Lega Nord una accozzaglia di campanilisti, Berlusconi un Gabibbo di passaggio, Di Pietro uno zappaterra e Grillo un venditore di pomate per calli. Noi abbiamo guardato il dito e… abbiamo visto La Lega prendersi il produttivo e ricco nord, Berlusconi diventare il premier più duraturo della Repubblica, Di Pietro rafforzare il potere dei magistrati e Grillo respingere altezzoso le avances di un Bersani genuflesso.

Ancora loro, indefessi ed esonerati da ogni vergogna, ci hanno indicato la luna della moralità, la luna di “mani pulite”, una grande, epocale svolta storica positiva. Noi abbiamo guardato il dito e… lo abbiamo visto sporcarsi di fango e sangue nel compiere rastrellamenti nelle lande nemiche. Abbiamo guardato il dito della “questione morale” e… abbiamo visto che a sinistra mangiano e rubano come e più dei democristi e dei socialisti della prima Repubblica.

I “sedicenti intellettuali della sinistra Italiana” hanno attivato tutto il loro potenziale bellico indicandoci la luna come fosse la tana di “Belzebùsconi”, demonio capace di mutarsi in un “babau vampiro” da ammazzare conficcandogli un paletto nel cuore, per il nostro bene, per il bene del Paese, per il nostro futuro e quello dei nostri figli, per il prestigio internazionale di un intero popolo. Noi abbiamo guardato il dito e… abbiamo visto una ventennale “guerra civile”, un immobilismo politico da medio evo, una santa inquisizione con annessi, interminabili, ripetitivi, snervanti roghi mediatici. Solo la Storia potrà dare risposta a un inquietante quesito: “è stato più distruttivo il batterio berlusconiano oppure l’antibiotico antiberlusconiano???”.

“Sedicenti intellettuali…” i veri responsabili della disfatta e dello scolorimento della sinistra, ideatori e promotori di quelle linee guida che hanno anteposto la caccia all’uomo alla democratica competizione politica. Risultati ottenuti (altro dito): eutanasia del comunismo, un grottesco susseguirsi di segretari clonati, cittadini attempati che si sono messi a giocare al “girotondo”, movimenti femministi pro tempore, una armata Brancaleone chiamata governo Prodi, costosissimi processi farsa, un golpe e l’annichilimento della democrazia. A livello internazionale contiamo meno di una scartina a briscola, siamo il Paese più danneggiato dall’embargo alimentare Russo provocato dalle sanzioni imposte dalla Merkel, per non parlare di “mare nostrum” e della vicenda dei Marò, una VERGOGNA STORICA.

Saggezza imporrebbe repentina epurazione dei “sedicenti intellettuali della sinistra italiana” ma la saggezza nulla può contro i poteri forti, eggià, è proprio ai poteri forti che le amebe si sono appiccicate con potentissimi pseudopodi e incondizionato asservimento: “mamma comanda, sedicente intellettuale va e fa”. Quelli che un tempo si fregiavano essere “compagni incazzati duri e puri” con la maglietta del Che e l’eskimo verde, quelli che prendevano le manganellate dai celerini, tiravano le Molotov, difendevano gli operai e occupavano le scuole, hanno subito una metamorfosi. Oggi indossano abiti di Armani, “intellettualeggiano”, regatano a bordo di lussuosi velieri, giocano a golf, frequentano costosissimi circoli esclusivi e partecipano alle feste dell’alta borghesia fondendosi con “uommene schicche e femmene pittate”. Soprattutto fanno “lingua in bocca” con capitalisti e lupi mannari della finanza, gli odiatissimi nemici mortali di un tempo. La coerenza è un preservativo, le pellecchie mosce non ne fanno uso.

Avanti o popolo… alla ricossa…”, “sì ma… la riscossa rimandiamola a domani che stasera in un attico dei Parioli si cena a base di caviale Iraniano e Krug…”, “e il popolo?”, “il popolo guardi la luna, la luna, non il dito, mi raccomando”!!!

Tullio Antimo da Scruovolo

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100 thoughts on “Io intellettualo, tu intellettuali, egli intellettuala…

  1. penso si possa parlare di un grosso problema di canoni più che di direzioni… l’intellettuale è riconosciuto tale da chi asseconda senza distinzioni la sua dottrina… ma in realtà, secondo me ovviamente, tale individuo dovrebbe venir riconosciuto molto più come monologhista che come intellettuale…
    io penso che l’intellettuale sia quel tipo di persona il cui ascolto ti porti a farti domande o ti avvicini a possibili risposte, sia una persona che scambia conoscenza non che impone verità, che stimoli orizzonti e non che li escluda…

    ecco, in questo senso, secondo me c’è un enorme mastodontico problema di canoni….

    • ciao Erik, non vorrei ti fosse sfuggito un particolare tutt’altro che irrilevante, io non parlo di intellettuali bensì di SEDICENTI intellettuali. Personalmente NON riconosco a nessuno di questi il “grado” di intellettuale.

      • Ciao TADS, sempre un piacere leggerti….
        in realtà non mi è sfuggito nel senso che ho ritenuto opportuno trascurarlo e generalizzare…

        non essendoci nomi e cognomi e non essendo secondo me semplice riconoscere tale grado ad una persona ho voluto però cogliere il post a pretesto per discutere sul “termine”…

        mi chiedo se l’intellettuale è uno status “da raggiungere” oppure è una condizione sociale di riflesso a chi lo affronta o valuta…

        detto questo con la tua precisazione il mio commento ha probabilmente poco senso relativamente al post… ma mi sono collegato alle tue parole finali per dire che è complicato (e per me anche pericoloso, quando invece dovrebbe essere un piacere) riconoscere a qualcuno il grado di intellettuale…

        non so se sono riuscito a renderti il senso del mio pensiero

        • ti sei spiegato benissimo, gli intellettuali dovrebbero essere persone dotate di raziocinio, intuito, conoscenza e capacità di leggere dentro le cose, anche senza viverle direttamente, quindi elaborarle con un minimo margine d’errore (è un po’ più lunga ma te la vendo semplice). Il “grado” virtuale lo conquistano per ovvia risposta, secondo me si è ANCHE intellettuali o lo si diventa per conseguenza.

          i SEDICENTI sono prostitute al soldo di determinati interessi

      • se ti trovi a combattere contro un muro di cemento armato, pur mettendoci tutte le tue forze per essere onesto, e quel muro non si sfonda perchè servono 100 persone oneste, ma 99 non combattono, irrimediabilmente anche la centesima farà la stessa cosa.

  2. Le ideologie mi sembra che oramai siano morte e sepolte, questa sinistra è veramente incapace e tutti gli pseudointellettuali privi di senso della realtà e senso pratico sono un’aggravante in una situazione che già è di coma irreversibile.
    Detto questo, un grande applauso al tuo articolo, che meriterebbe la massima risonanza.
    E quanto al dito…ne avrei giusto uno da mostrargli 😉

  3. conversazioni costruttive : il nipotino di 18 mesi è arrivato da me correndo..e urlando : “Nonna nonna… unaaa ..unaaa !!!! ” mi ha preso per mano e portato in balcone e con entrambi i braccini tesi verso la LUNA piena :” unaaah unahh beaaahhh..”
    mio nipote diventerà un GRANDE saggio…
    Con un sorriso, ciao 🙂

  4. Caro Tads, permettimi di fare una mia piccola riflessione. Ma dove sono “questi sedicenti intellettuali della sinistra italiana”. Io non ne vedo in giro. Tu ne conosci qualcuno? Puoi fare qualche nome di rilievo? Secondo me non esiste più, nella nostra società, un’elite intellettuale, capace di smuovere le coscienze delle persone. Quella classe di italiani che Giorgio Bocca chiamava la “società degli eccellenti” è morta. E’ sparita. E se n’é rimasto ancora qualcuno in vita, di intellettuale vero, si guarda bene dal pontificare. Perché oggi le persone intelligenti, in questo nostro paese, vengono completamente emarginate. Escluse. Vanno avanti gli idioti. I cialtroni. Quelli che vengono chiamati intellettuali sono piccoli pennivendoli da bagordo, falsi moralisti che tessono le lodi del potere e sono più corrotti degli stessi politici. Oggi non sono gli intellettuali di sinistra che ci indicano la luna, ma sono quei “sedicenti uomini della sinistra” che governano insieme a quei “sedicenti uomini della destra”. E tutti insieme ci fottono.
    Buona serata

    • i sedicenti intellettuali della sinistra Italiana impazzano in tutti i canali televisivi da 20anni, riempiono le pagine dei giornali, creano fasulle ideologia e propinano terapie a tutto spiano

      un po’ ti sei risposto da solo, “sedicenti” perché fasulli, sono esplosi cavalcando la tigre dei media, molti politici della sinistra cazzuta si sono trasformati in intellettuali, sempre sedicenti.

      Ne conosco diversi ma i nomi lasciamoli perdere, basta guardarsi intorno per scovarli, accendere la tv, girare sulla rete, leggere i giornali, ecc. ecc.

      sono figure che agiscono anche nell’ombra, caldeggiano gli interessi dei lobbysti, ciucciano finanziamenti, quelli più introdotti dettano addirittura linee e strategie, creano movimenti/associazioni, i più bravi riescono ad inventare correnti di pensiero.

      gli intellettuali VERI si stanno estinguendo

      buona serata anche a te Remigio

  5. Non voglio parlare di politica ne di cose simili….ho ancora il mal di stomaco dopo aver visto il servizio sulle pensioni dei sindacalisti delle iene ieri sera…..
    Buona serata!

    • i sindacalisti appartengono a un’altra categoria di parassiti ma spesso mangiano alla stessa tavola degli altri, le iene fanno veramente giornalismo d’inchiesta, dovrebbero guardarla tutti gli Italiani

  6. …e ancora, nella grammatica sgrammaticata di un governo che, dovendo risollevare il paese dalle macerie, mostra solo il peggio di sé, quale articolo si poteva pensare che scegliesse di abolire? Un governo che, fingendo di puntare sull’unica risorsa possibile ovvero il lavoro, abolendo l’articolo 18 finanzierà ulteriore disoccupazione. In termini di diritto, togliendo al lavoratore l’ultima dignità rimastagli, sottilmente, subdolamente e di fatto, sottrarrà al sindacato la propria base perché l’iscrizione ad esso sarà, non dichiaratamente ma realmente, titolo preferenziale in un licenziamento. È perfino superfluo dire che quell’articolo toglie al datore di lavoro solo la facoltà di licenziare senza giusta causa mentre la sua abolizione cancellerà proprio la certezza del Diritto.
    L’articolo 18, in effetti, puzzava troppo d’ideologia in un mondo narcotizzato da quel capitalismo che non viene invece considerata ideologia. Un governo sgrammaticato che cancella l’ultima traccia di sinistra che era sopravvissuta a tutti gli attacchi della destra e lo fa con quello che non è affatto un fuoco amico bensì con quella parte di destra che governa sotto mentite spoglie.

    Caro TADS, chi Sa non dice mai di sapere. Chi non Sa sventola sempre il sapere. Chissà perché è così difficile cercare il sapere?

    Buona serata.

    • non penso che il problema sia sapere o non sapere, qui (mi riferisco al post) si tratta di voler vedere o non voler vedere, di capire che quando ti dicono di guardare da una parte è perché non vogliono farti guardare da un’altra

      l’articolo 18 l’ho volutamente tenuto fuori da questo post semplicemente perché lo ritengo un falso problema, riguarda circa 3.000 dipendenti ogni anno, è una garanzia da prendere con le pinze ed è un problema da risolvere a livello di poteri. Se non lo sai te lo dico io, quella banda di ladri che rubavano alla Malpensa, con tanto di prove documentate, è stata reintegrata in toto da un giudice di manica larga. Non sono gli unici, tantissimi dipendenti ladri, lavativi, sabotatori, ecc. ecc. sono stati sistematicamente reintegrati. In questo Paese rischiano di essere reintegrate le maestre che picchiavano i bambini, Schettino, gli autisti di autobus che chattano mentre guidano e balle varie

      prima di preoccuparmi dell’articolo 18 io preferisco riflettere sul protezionismo che premia i delinquenti, i fancazzisti pubblici che timbrano e se vanno per i fatti loro e tutte quelle persone che RUBANO lo stipendio. La dignità ha senso se è espressione dell’essere, non ha valore se è data a un delinquente.

      l’Italia è in queste condizioni proprio per quel guazzabuglio chiamato “diritto”, una strana cosa interpretabile in svariati modi.

    • D’Alema è il politico Italiano più fallimentare della storia della Repubblica, tutto quello che lui ha toccato è finito in vacca, un Re Mida al contrario, in 40anni di attività politica non è riuscito a scrivere una riga di storia, non c’è legge che porti il suo nome né provvedimento significativo.

      il suo “capolavoro” è stato l’aver barattato con gli Americani i morti del Cermis (niente risarcimento ai parenti delle vittime) per portare a casa la terrorista Baraldini

  7. Che banda di ladri, io di politica non mi interesso ma questi ci stanno rovinando, la sinistra non esiste piu’, quella che difendeva operai e lavoratori, questi, tutti, sono dei magna magna che non hanno altro interesse di riempirsi le loro tasche! Bel post Tads, sei bravissimo, bacioni a te!!!

  8. Ma dove sono questi sedicenti intellettuali della sinistra italiana? ormai si sono estinti..sono tutti una massa di delinquenti…scusa ma sono proprio arrabbiata stringiamo la cinghia e i denti per vivere…che tristezza

  9. Mi inchino davanti a uomo che ha il coraggio delle proprie idee. Che sa esprimerle con sapienza.
    Io odio la politica e a farmela odiare sono stati i sedicenti intellettuali che imperversano in tv e sui giornali. Una risata li seppellirà.
    Nicola

    • Grazie Nicola, anche io ho un pessimo rapporto con la politica e con tutti i satelliti che vi gravitano intorno, i nodi iniziano ad arrivare al pettine ma non è mica finita, il “bello” deve ancora arrivare.

  10. Che tu abbia un pessimo rapporto con la politica me n’ero vagamente accorta.
    Io conosco un’altra politica. Quella che con i suoi errori mi ha catturata nel 1983.
    Ovviamente ho riconosciuto l’attico e super attico della signora Sandra Verusio. In effetti , se vuoi La terrazza di Scola o La grande bellezza di Sorrentino, le caricature erano azzeccate.
    Poi velocemente nel cambiare di sigle alberi e cespugli è rimasto solo il mio lavoro di per sè gratificante con una personalità politica ‘alta’ ma molto marginale alla politica, dimenticavo di sx e per sx intendo il Partito comunista. Nessuno è perfetto…neppure Vendola.
    La mia delusione guardando al presente è tale e tanta che rimangono sulla luna le mie idee irrinunciabili.
    Una vecchia compagna aveva il terrore di morire berlusconiana cmq ob torto collo eletto.
    Bene, morire democristiana nell’era di Renzusconi , toccata giovanilistica! è stata una gran figata.

    sheravaiavantitucheamemiviengcheridere

    • ho un pessimo rapporto con la politica perché la conosco bene, ho imparato da anni a “tradurla” ed ho conoscenze dirette. C’è un altro aspetto, appartengo al partito dei NON votanti da quasi mezza vita, non ho mai messo il piede nelle tagliole ideologiche, nemmeno quando ero studente nella rovente Torino degli anni ’70. Questo mi rende, credo, obiettivo. Tanto per dirla tutta, per motivi che non sto a spiegare, mi sono ritrovato a studiare (non sui motori di ricerca) la biografia dei grandi imprenditori Italiani del ‘900. Ti posso garantire che qualsiasi persona politicamente “serena”, se conoscesse alcune realtà, cambierebbe parere su molte cose. Se nel 2006 gli Italiani avessero avuto coscienza di quello che ha combinato Prodi all’IRI, l’avrebbero preso a sputi, tanto per fare un esempio. Comunque ieri sera Della Valle ha annunciato il suo ingresso in politica, se rompe le balle a chi non deve (ha già cominciato, la famiglia Agnelli se lo mangia vivo), farà la fine di Berlusconi ma non rimarrà in piedi come l’uomo di Arcore perché non ha la stessa potenza. I salotti “radical-shit” la sinistra avrebbe dovuto tenerli fuori dalla sala comando.

      • tralasciando che vi leggo con le bave…perchè invidio la vostra conoscenza della storia recente del nostro paese… vi leggerei per ore e avrei un sacco di domande da farvi…. anche perchè non siete sotto contratto con case editrici e non pubblicate per conto di nessuno, ho letto citato da sherazade il nome di Vendola del quale circa 5 anni fa venni a sapere della sua esistenza e non nascondo che per un attimo ho sperato che fosse il volto nuovo e sul quale avevo riposto diverse speranze.. e poi ho letto che per motivi tuoi hai letto la biografia dei grandi imprenditori del 900 e a questo proposito vorrei provare a farti una domanda che magari va fuori post ma la mia curiosità è più forte del politically correct e allora provo a porti… in poche parole qual’è la tua opinione o la vostra se qualcun altro vuol partecipare di Adriano Olivetti???
        ho letto diverse cose, da diversi punti di vista, però tutti in qualche modo influenzabili e chissàmai influenzati..

        • mi sono interessato prevalentemente dei grandi imprenditori della seconda metà del ‘900, alcuni sono ancora in vita e attivi, vedi Berlusconi e De Benedetti, tanto per citarne due, poi ci sono i manager politici, come appunto Prodi e altri.
          Adriano Olivetti appartiene a una generazione diversa, periodo in cui il si guardava a un futuro tutto da costruire, inventare, la gloria contava più della ricchezza. Dagli anni 50/60 a venire c’è stata una inversione di tendenza, gli obiettivi primari erano, sono tutt’ora, soldi e potere, mete da raggiungere con ogni mezzo in combutta con la politica.

          Vendola è anacronistico, destinato a sparire dalla scena, il comunismo non regge più, i vecchi militanti stanno morendo di vecchiaia e i giovani sono più attratti da movimenti moderni come quello di Grillo.

          • Già, forse per questo tra i tanti moderni quello che mi ha sempre affascinato di più rimane lui…. parlando di Olivetti ovviamente…

            • gli uomini che scrivono pagine di storia, nel bene e nel male, sono sempre il prodotto dei tempi in cui vivono e delle prospettive che quei tempi offrono

  11. Complimenti per il post
    Non seguo più di tanto la politica ma questi sedicenti intellettuali di sinistra proprio non li sopporto ,gli ideali della sinistra si possono condividere oppure o no ma questi non sanno neppure cosa sono…
    Ciao

    • sai Mariella,
      gli ideali mal si sposano con la bella vita e i grassi conti in banca, infatti questi tentano di trasformare in ideali collettivi interessi privati

      buon week end

  12. Gli acculturati di sinistra, gli pseudo acculturati, gli spacconi che ostentano ciò che, poi ,non c’è. Un tempo il comunismo apparteneva al popolo, al lavoratore che si spaccava la schiena e reclamava i suoi diritti, quei comunisti non possedevano lauree e non vestivano firmato, oggi diremmo non avevano un capo di un brand noto. Un tempo non appartenevano alle classi abbienti e sudavano lacrime e sangue, per usare una frase molto gettonata. Quando parlano di lavoro, mi verrebbe da chiedergli: “Ma hai mai lavorato duro?” Conoscevo una ragazza che si dichiarava di sinistra e guardava dall’alto in basso i grandi magazzini, i negozi popolari, per lei solo brand rinomati che acquistava con i soldi del paparino, grosso imprenditore.
    Anche se non va bene, lasciamelo dire, STRACOMPLIMENTI per questo pezzo.
    Buona giornata.
    un abbraccio
    annamaria

  13. Accipicchia Tads, mi sembra di rileggere uno dei post che pubblicavi tanti anni fa. Era un bel po’ che non calavi l’alabarda sulla politica, inutile dirti che condivido tutto. Post straordinario e pieno di verità. 😉

  14. purtroppo il tutto è direttamente proporzionale allo stato delle cose e l’arretramento del paese ha trascinato nel gorgo tutti quelli destinati a credere al babbo natale di turno. Se da una parte il berlusconismo mutava il pensiero culturale del paese, dall’altra parte si faceva di tutto per aiutarlo, cavalcando l’opposizione solo per il proprio tornaconto. Sono innumerevoli gli aneddoti da raccontare (tra l’altro belle le freddure sull’orchite cronica e i radical-shit); a me viene in mente (per esempio) la “frase storica” di Fassino, quando escluse Grillo dalle primarie della sinistra dicendole di provare a formare lui un partito se ne era capace. Già, è questo il livello… non è che dall’altra parte ci siano personaggi migliori, anzi… ma è proprio l’uniformità dell’arretramento a fare paura, su chi indica la luna e chi invece sotto sotto se la compra e ci costruisce un hotel a 7 stelle con vista panoramica su: “ho visto cose che voi umani non potete immaginare”. Io personalmente rido quando rivedo quella famosa satira di Corrado Guzzanti riferita al cambio di simbolo che, da P.C.I. mutò in P.D.S. quando, ridendo disse che nelle “regioni rosse” vennero annullati un sacco di voti perché la gente non fece la croce sulla “quercia” raffigurata, ma sul circoletto piccoletto posto sotto di essa 🙂 Satira che continuava prendendo in prestito la storia di quel famoso astronauta russo rimasto in orbita quasi due anni, mentre l’Unione Sovietica cambiava e al suo ritorno era tutto diverso, e Guzzanti diceva: “compagno astronauta qui è successo questo, compagno astronauta qui è successo quest’altro, compagno astronauta qui è cambiato questo, compagno astronauta qui è cambiato quest’altro… compagno astronauta facce salì !!!!!!!!!!! Già ma dove, sulla luna ?

    • non ci fossero risvolti nefasti il tutto si potrebbe definire una brutta copia di zelig, Berlusconi è andato lì per fare quello che aveva in mente di fare, riconosciamogli un minimo di coerenza. A sinistra è successo di tutto e di più, ciò che mi irrita è il loro rivendicare la “proprietà” della cultura e del pensiero progressista, forse i sedicenti intellettuali pensano che basti chiamare operatore ecologico uno spazzino per dissetare la vena progressista.

      • si è vero, ho capito il concetto; appropriarsi del pensiero culturale è più arrogante dell’ultimo degli ignoranti, ma la cosa più brutta è pensare di essere i depositari dell’eccellenza: guardarsi alle spalle con circospezione pensando che altri copino le loro non-idee. Purtroppo i politici di sinistra (e questo te lo dice uno come me che è sempre stato da quella parte e proprio per questo la conosce bene) hanno il brutto difetto di pensare di essere i migliori, mentre intorno, non solo il mondo sta cambiando, ma c’è tutta un’altra classe sociale che si sta muovendo e vuole un mondo diverso, al passo con i tempi tecnologici. Non voglio dire che tutto deve essere gestito con un concetto di marketing, ma nel chiuso individualismo in cui ci siamo cacciati, la risposta esiste come sempre in un lavoro di gruppo per trovare la soluzione migliore, e non nella solita consuetudine di credersi migliori e proprio per questo non ascoltare nessuno.
        L’altro problema è se dobbiamo riconoscere la “coerenza di berlusconi”, mah… cosa vuoi che ti dica, non mi pronuncio, perché si corre il rischio di regredire nei ragionamenti, nel senso di giustificare un male pensando di coprire un male peggiore (vedi gli sproloqui sul: era meglio la DC).

        P.S. berlusconi l’ho scritto apposta con l’iniziale minuscola, così come d’alema, bertinotti, gasparri, rutelli, capezzone, prodi, franceschini ecc… ecc… ecc…
        ominicchi o quaqquaraqqua, si scrive così ? Non importa, ci sarà sempre un “padrino” a dire l’ultima parola.

        • l’analisi della spocchia di sinistra è semplicemente perfetta, lascia che ti ponga una domanda assolutamente NON provocatoria, tu conosci i TRE motivi REALI, la genesi, dell’antiberlusconismo???

          • pensando al numero tre, la cosa che mi viene subito in mente è che l’ascesa di berlusconi ha rovinato prima le televisioni, poi il calcio e infine la politica. Non è che questi siano i temi esistenziali, anzi… ma sono le soluzioni perfette per una manipolazione di massa. Nel film “il gioiellino” di Molaioli, ispirato al crac della Parmalat, ad un certo punto c’è una scena dove il consigliori di Tanzi le dice che per poter essere potenti in Italia bisognava possedere un giornale, una squadra di calcio e una banca. Chiaramente la risposta fu: “un giornale ce l’ho, una squadra di calcio pure… mi manca una banca” – ” e allora come troviamo i soldi” – “nessun problema, ce li inventiamo”. Il punto è proprio questo: se hai i soldi arrivi dove vuoi…

            Però siamo usciti dal seminato del tema postato: gli pseudo-intellettuali; cosa vuoi che ti dica, abbiamo fatto un po’ di conversazione, d’altronde Pasolini diceva che il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in un paese come l’Italia, e che la televisione era (è) lo strumento più antidemocratico del sistema…
            Bisogna dargli torto?

            • Hai quasi fatto centro, considerazioni personali tue a parte… Ecco i tre errori che l’uomo di Arcore non avrebbe mai dovuto commettere:

              1) quando ha acquistato il Milan ha anticipato di molti anni l’industrializzazione del calcio, cosa che ha danneggiato tantissimo i ricchi industriali che usavano le squadre per creare preziosissimi fondi neri (spesso dirottati alla politica) ed enormi spurghi fiscali.

              2) quando ha creato i network televisivi ha tolto il monopolio della pubblicità alla Sipra, una agenzia che aveva in concessione anche i giornali politici e che, attraverso il meccanismo del “minimo garantito”, finanziava in modo occulto i partiti

              3) la sua discesa in campo nel 1994 ha vanificato l’operazione “mani pulite”, un piano elaborato per consegnare il potere nelle mani del PCI che già brindava e festeggiava. Tre ottimi motivi per odiarlo ad libitum, senza se e senza ma. Il resto sono solo chiacchiere, interpretazioni e alibi per nascondere la pochezza politica della sinistra moderna.

              In questo Paese è stato Giovanni Agnelli il primo a capire che bisognava avere una grande industria per ricattare il governo, un giornale fazioso (i Torinesi chiamano La Stampa “la bugiarda”), una banca per accogliere fondi evasi, una squadra di calcio corruttrice di arbitri, una sorella ministro che con i soldi dei contribuenti e il passaporto diplomatico facesse gli interessi dell’azienda in giro per il mondo, e, tanto per non farsi mancare niente, pezzi di parlamento a libro paga. In confronto al licantropo di Torino Berlusconi è uno scolaretto che si piscia sotto. Quindi, anche la battuta del film è discutibile, diciamo incompleta.

              Vedi caro amico virtuale, io appartengo al partito dei NON votanti da tempi non sospetti, Berlusconi non mi sta neanche simpatico ma non ho mai consentito ai sedicenti intellettuali della sinistra di sciacquarmi il cervello.

              • cosa vuoi che dica, nella virtualità bisogna essere sintetici altrimenti ci leggiamo solo in due. In fondo a un golpe c’è sempre un golpe successivo e ad una riforma una controriforma. In quanto al “voto” caro amico allora possiamo stringerci la mano, non è casuale che in altri tempi non sospetti, l’anarchica Emma Goldman disse che se le elezioni fossero servite a qualcosa le avrebbero rese subito illegali. In quanto al comunismo tieniti forte, per me la sua spinta propulsiva è finita proprio con la rivoluzione d’ottobre…

                • Emma Goldman la sapeva lunga, molto lunga.
                  il comunismo non è morto, non in Italia, giusto ieri c’è stato l’ennesimo tentativo di riproporlo, oddio, non credo la cosa possa impensierire più di tanto ma è ancora vivo, malato, agonizzante ma ancora vivo.

  15. Credo che “comunismo” sia una parola, un concetto, ormai superato. “Comunismo” punta al passato, oggi non esiste più. Non esiste più in Russia, figuriamoci qua. E te lo dice uno che comunista non lo è mai stato. L’unico che parla ancora di comunismo in Italia è… Berlusconi 🙂 Ovviamente non ci crede nemmeno lui, ma gli far comodo far credere che sia vero 😉
    http://www.wolfghost.com

  16. Il pezzo è lungo e lo schermo del mio apparecchio conta poco più di tre pollici. Comprenderai la fatica di arrivare a una sintesi.

    C’è qualcosa che non mi convince nel livore con cui descrivi lo stato di salute della nostra classe intellettuale. Innanzitutto gli attribusci un potere che francamente va ridimensionato. Altrimenti dovremmo riconoscere nella categoria le caratteristiche attribuite ai cosiddetti Poteri Forti. In realtà a quest’ultimi frega poco o nulla dell’esercizio di retorica, poiché mai come oggi la Parola è diventata un elemento accessorio nella pratica della manipolazione delle masse. Paradossalmente fa più tendenza Maria de Filippi di un qualsiasi Umberto Eco.

    Certo può dare fastidio l’inutile chiacchiericcio intorno a problemi per i quali c’è bisogno di prassi, tuttavia sta nell’intelligenza di ognuno cavare dal significante il significato che sta sotto. Chi non ci riesce, e si ferma alla superficie, evidentemente non ha gli strumenti per compiere l’operazione. E dare la colpa alle Cassandre di turno non giova che nell’immediato. Perché è chiaro lo sbaglio: è un problema di onestà intellettuale. O del uso contrario.

    E ora questo: ho grattato la superficie di qualche tuo pezzo e vi ho scorto dei punti di divergenza. Ma il confronto arricchisce, così ho deciso che del blog seguirò il percorso.

    • intanto benvenuto nel mio blog,
      i commenti sono tanti e leggerli tutti richiede tempo, se poi hai qualche problemino sul monitor la cosa non aiuta, ripeto volentieri alcuni passaggi per meglio chiarire.

      Non c’è nessun livore nelle mie parole, proprio no, ho strutturato un analisi evidenziando contraddizioni e ipocrisie, NON ho attaccato gli intellettuali, parlo di SEDICENTI intellettuali, poca roba che messa insieme fa tanta roba. Individui che riescono a spostare numeri spacciando per valore la malafede. Gli ultimi venti anni ci hanno detto molto su questo fronte, il fatto che siano fuochi temporanei non significa non facciano danni.

      Non posso considerare chiacchiericcio il continuare a sbandierare menzogne su fronti che vessano i cittadini, su realtà ormai storiche negate e interpretazioni di comodo

      i SEDICENTI intellettuali sono pagati e manovrati dai poteri forti e spesso ottengono il risultato voluto

      le divergenze, tra menti pensati e civili, sono sempre fonte di arricchimento

      • Non ho memoria di qualcuno che si sia mai autoproclamato Intellettuale. Solitamente l’attributo viene conferito per reazione. È insomma un’etichetta piuttosto diffusa, soprattutto nell’ accezione negativa. D’altronde la sedicenza non è mai un’ operazione obiettiva, cosicché dubitare è in primis un imperativo categorico. Chi non lo fa, deve accettare la conseguenza del pregiudizio.

        E poi i Poteri Forti. Ti giuro che dopo tanto cercare, mi sono arreso. Se qualcuno dovesse mai chiedermi chi siano, io risponderei che le cose sono due:

        1 se sono Forti come da definizione, è difficile individuarli.
        2 se invece serve un paravento, le possibilità di attribuzione sono davvero troppe.

        • filosofeggiare è stimolante ma distoglie l’attenzione dai punti fermi, De Benedetti è un autorevole rappresentante dei poteri forti, il suo gruppo editoriale è un loft molto frequentato da sedicenti intellettuali di sinistra lacchè, ovviamente asserviti alla linea del padrone. E’ solo uno dei tanti esempi che potrei citare ma credo basti.

  17. Splendido articolo, concordo al 100x 100! (segna in agenda l’evento 😉 ) e vorrei tanto lo leggesse un mio ex parente…hai presente il tipo snob che ti guarda con sufficienza dall’alto in basso perchè considera babbeo chi non indossa la camicia rossa o perchè tu simpatizzi per il centro e detesti ogni estremismo e lui sfoggiava il tesserino di rifondazione comunista? Di intellettuale aveva ben poco, una laurea, ma quella ce l’abbiamo in tanti, però intellettuale si professava. Penso ancora oggi si professi tale, ma ho perso le sue tracce da quando è stato costretto a rientrare nei ranghi della bassa borghesia. Divenne onorevole e non esitò un attimo a servirsi delle auto blu con autista, a sistemare le figliole in vari ministeri, a far la bella vita al nord, a mantenere in caldo il suo posto statale senza firmare un giorno il cartellino di lavoro (dovette però rinunciare allo stipendio statale, puaff…a che miseria stava rinunciando in confronto ai compensi e ai privilegi degli onorevoli…). Basta, non farmi parlar di costoro che mi inalbero di brutto…

  18. I nostri sgovernanti non mi piacciono affatto, non mi fido né della destra né della sinistra. E quando io sento una cosa tanto fortemente difficilmente mi sbaglio. Non sono sinceri. Poiché non posso sottrarmi a un filo di speranza malgrado quello che vedo intorno, dico che fra tanti qualcuno ci sarà più umano. Mah.

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