What’s your name? My name is Attila

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Immaginate una vecchia Signora un po’ bagascia (l’Italia) madre di due figlie, una bellissima, colta, intelligente e socievole, l’altra racchia, ignorante e stronza… un bel giorno viene indetto un concorso: “ miss turismo”. Il premio in palio è cospicuo ma c’è una regola ferrea da rispettare, può partecipare una sola rappresentante per famiglia. Indovina indovinello… cosa fa la vecchia Signora un po’ bagascia??? Alla competizione manda la figlia racchia, ignorante e stronza. Morale: ogni qualvolta siamo chiamati a dare il meglio sfoderiamo il peggio.

L’estate 2014 verrà tumulata con tutte le sue corone di negatività, alla crisi economica e al maltempo si è aggiunta una nuova fetenzia, il comportamento incivile dei turisti stranieri. Non possiamo certo affermare che fino allo scorso anno l’Italia sia stata un resort esclusivo per vacanzieri a modo ma, ahinoi, i notiziari parlano di una calata dei barbari senza precedenti. Dipendesse da me… a certi animali foresti farei fare un “coast to coast”, Trieste-Reggio Calabria a calci in culo con un paio di deviazioni per non discriminare Aosta e Lecce. Dulcis in fundo, prima di rimandarli nelle loro riserve li omaggerei con un “ricordino” indelebile, un bel tatuaggio sulla fronte: “ in Italia andai, male mi comportai, col deretano rotto mi ritrovai”. Purtroppo non posso farlo, nemmeno idealmente, il mio senso della giustizia me lo impedisce…

Le peripezie di un turista straniero che decide di fare un tour in Italia:

TRASPORTI: A) montare su uno di quei taxi smascherati da “striscia” significa pagare 50/60 euro una corsa da 25/30, B) il muoversi in autobus ha una forte componente di rischio, molti autisti hanno la pessima abitudine di chattare con lo smart mentre guidano. C) Alcuni treni nel loro pacchetto servizi offrono, oltre ai cronici ritardi, la compagnia di zecche e pulci, D) nei periodi di massimo flusso traghetti e aerei, causa scioperi, bidoni e sparizione bagagli, diventano una roulette russa, E) viaggiare con auto propria ha un costo aggiuntivo, i parcheggiatori abusivi che taglieggiano minacciosi.

RINFOCILLARE MEMBRA E STOMACO: numerosi esercenti, ristoratori e albergatori Italiani hanno una delinquenziale predisposizione: applicazione della doppia tariffa, quella per gli stanziali e quella per i turisti. Una mezza minerale passa da 2 a 8/10 euro, un pasto “normale” da 35/40 a 100 euro. Gli alberghi meritano un periodo a parte, quando ci fu la beatificazione del papa polacco, gli hotel a quattro stelle della capitale impennarono il pernottamento da 250 a 1.000 euro, un “operatore”, stupito dal clamore, dichiarò candidamente davanti alle telecamere: “è una forbice consentita dalla legge”. Il pesce puzza dalla testa.

L’ABUSIVISMO: concetto astruso, aleatorio, eversivo, sistematicamente ammantato in nome della solidarietà, dell’accoglienza e della tolleranza, politici e amministratori fingono di ignorare i punti PIL divorati da questa cancrena. Il furbacchione macchietta che vendeva abusivamente ciarpame di poco conto all’insegna del “tengo famiglia”, è stato sostituito da un esercito di venditori abusivi di ogni razza che rompono i maroni ai turisti proponendo, tra le altre cose, prodotti taroccati, giocattoli cancerogeni e “souvenir de Italy” rigorosamente made in China. E’ uno scempio, centri storici e spiagge si trasformano in mercati abusivi totalmente in mano ai “vu cumprà” clandestini. Altra categoria poco gratificante sono i Ciceroni abusivi nei siti archeologici, sorci che incarnano, più di ogni altra cosa, la dappocaggine delle istituzioni.

LE ORDINANZE: una “minchità” tutta italiana le cervellotiche ordinanze restrittive emesse dai comuni nelle zone turistiche, vera e propria annuale “idiotolimpiade” per sindaci che si servono dallo stesso pusher che fornisce i designer dell’ikea. Abbiamo aree, come la riviera Ligure, in cui molti paeselli sono attaccati l’uno all’altro, divisi solo dal cartello che marca il territorio e dalle deliranti ordinanze. Con una bella passeggiata è possibile visitarne diversi, cosa che induce i turisti, stranieri in testa, a incappare in salate sanzioni oppure prodursi in un “togli e metti” di maglie, scarpe, zoccoli, infradito, parei e canotte dando vita a trasformismi brachettiani ad ogni confine. Incombenze fisiologiche, quando un turista deve mingere o evacuare solidi può scegliere tra due alternative: 1) pagare una esosa consumazione non desiderata in un bar, 2) versare l’obolo al guardiano dei cessi pubblici. Eggià, noi lasciamo incustoditi i tesori ma piazziamo la “security” davanti ai gabinetti, chi ha i soldi contati si “libera” strada facendo.

Tra i comportamenti da bestie allo stato brado messi in pista dai turisti stranieri last generation, vi è una new entry al tabasco che certamente farà giurisprudenza: il sesso in pubblico. Una mezza dozzina di casi segnalati, il più eclatante a Venezia, la copula selvaggia è avvenuta su un ponte sotto lo sguardo attonito e lubrico dei presenti. Il messaggio non è affatto criptato, l’Italia è vissuta come un grande bordello. C’era da aspettarselo, stiamo pagando il conto per una demente politica sulla immigrazione, tutto il mondo ne è a conoscenza, questo è il Paese del lassismo no limits, del “cu futti futti dio perdona a tutti”, terra di nessuno, ingenuo pensare non lo sappiano anche i turisti “Unni”.

EDUCAZIONE e RISPETTO sono valori che trovano linfa in quel “do ut des” che abbiamo parcheggiato chissà dove, pretenderli unilateralmente è da arroganti ipocriti. Potremmo vivere di turismo, fare la “ola” nel benessere se solo imparassimo a considerarlo una risorsa indispensabile da coccolare e vezzeggiare. Purtroppo sguazziamo ancora nel becero provincialismo delle “Mandrakate”, una Italianità che non ci fa onore, perseveriamo nel considerare i turisti come allocchi, babbei da depredare e buggerare, nonostante ciò ci indigniamo di fronte alle loro intemperanze. Non dimentichiamolo, in questo Paese fregare il prossimo si chiama “folclore”. Non continuiamo a ringhiare “è vietato fumare” tenendo una sigaretta accesa stretta tra i denti. Ben vengano leggi severe e punizioni esemplari contro i “turisti barbari”, nel frattempo iniziamo a cambiare registro noi, giusto per non essere sullo stesso livello.

Nell’osservare il mondo si colgono strane contraddizioni, le aree in cui impera il degrado sono proprio quelle popolate da abitanti che vivono nella convinzione di essere più furbi degli altri.

Tullio Antimo da Scruovolo

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71 thoughts on “What’s your name? My name is Attila

  1. La questione dei gabinetti è profondamente giusta. Io da non turista piuttosto che dare soldi per andare nei gabinetti di Termini, trattenevo finché non arrivavo a casa. Mingere, per riprendere i tuoi termini (fatto solo per il gioco di parole), era cosí costoso che non sempre me lo potevo permettere: o mangiavo qualcosa o mingevo.

  2. Hai perfettamente ragione, una perfetta analisi di come non riusciamo a valorizzare tutte le meraviglie che abbiamo nel nostro paese e la tendenza tipica italiana di voler fregare gli altri e risultare i più furbi…
    I turisti non fanno altro che adattarsi a ciò che trovano: poco rispetto, sia nei confronti del turismo sia nei confronti della fortuna che abbiamo a vivere in un paese pieno di storia, e di meravigliosi esempi di tutte le forme di arte.

    • il nostro peggior difetto è che viviamo di gloria teorica, come se visitare l’Italia fosse un atto dovuto, intanto retrocediamo nelle graduatorie internazionali. I turisti buoni vanno altrove e qui arriva sempre più feccia.

  3. Ho vissuto per qualche mese all’estero, ed ero molto incuriosita dal comportamento dei turisti italiani, durante le mie passeggiate fra le strade della città.
    Mettendo da parte stereotipi regionali vari, l’atteggiamento era più o meno comune, e credo dipendesse (tralasciando casi limite che si allontanano dalla media) molto dal contesto in cui erano.
    Forse, alle volte, coloro che non hanno ben chiaro il concetto di civiltà dentro di sé e vivono in bilico tra il comportarsi bene perché altrimenti ci sono le conseguenze da parte delle autorità (e non perché siano valori personali) e il me-ne-frego-faccio-come-voglio, tendono ad assumere, quando in vacanza, il secondo atteggiamento, se notano che il Paese di destinazione è propenso al lassismo. Penso anche che siano atteggiamenti comuni al cosiddetto turista della domenica, non a quello che fa del viaggio una possibile esperienza di vita.
    Nonostante tutto, non voglio essere catastrofista, e confido in coloro che di buon senso sono ancora dotati.

    • condivido ciò che scrivi, il comportamento di un turista è fortemente influenzato dal contesto in cui si trova, dove c’è ordine e rispetto passa la voglia di trasgredire, quei pochi che se ne fregano pagano salato.
      Diciamo che se passeggi in un centro storico invaso da venditori abusivi, gente che dorme nei sacchi a pelo per strada, ecc. ecc. la maleducazione è contagiosa, si espande, è un crescendo Rossiniano.
      A me non piacciono gli stereotipi ma gli Italiani “estrosi” che si incontrano girando il mondo provengono, in genere, sempre dalle stesse zone.

  4. dove vivo io c’è un mare meraviglioso. zona turistica e religiosa allo stesso tempo. % minuti in mare, altri 5 in montagna. un turista potrebbe scendere sulla spiaggia al mattino, far pranzo in cima alla vetta, trascorrere il pomeriggio nei freschi meandri dei santuari. Problema è che il mare è uno schifo. le infezioni diramano da ogni dove. spiagge libere dove accanto a neonati che assumono lo iodio per la loro salute, ti ritrovi cani che defecano o fanno il bagno fra i passanti (gli animalisti mi tacceranno di razzanimalismo, ma a me vedere un cane in acqua fa un pò schifo), spiagge tracolme di preservativi, erba incolta, vespe che cercano un gustoso panino al formaggio e, soprattutto, gente che per 5 ore di mare installa gazebo che occupano metri quadri di spiaggia pubblica, con annesso parcheggio del loro suv, piantonato accanto al tuo ombrellone.
    Passi per la stradina che conduce sulla montagna, e se vuoi prender un sorso d’acqua, una famigliola di allegri zingari ti osservano minacciosi, pronti ad aggredirti se poco poco lanci uno sguardo alle loro figliole.
    vai al convento. Credevo che alle sette di sera, un giro in Chiesa fosse concesso, invece le porte sono chiuse, nonostante in pieno giugno il sole cali alle 9. rimane da guardare solo la vista panoramica dal terrazzino del piazzale, con annesso segno della croce alla chiesa vecchia del santuario.
    se si investissero soldi per questi pochi chilometri di paesaggio meraviglioso, la nostra costa sarebbe fra le più floride e le più ricche dell’intera Italia. non è possibile fare un giro in centro, nella cittadina del mare, che non ti ritrovi cozzaglia pronta a graffiarti la macchina e ad appiopparti la colpa per spulciarti 50 euro di fanalino rotto. se non rischi anche un’arancia meccanica qualora il tuo ragazzo, perso nei pensieri, non ha abbassato lo sguardo verso quella tipa fidanzata con il capetto del gruppo.
    ora. lasciamo stare che vivendoci, certe regole le conosco benissimo. per cui al mare si va dove c’è pulito, l’acqua me la porto da casa, il convento si visita nei primi pomeriggi, e cammino bendata per il centro storico. ma un turista straniero, a cosa va incontro?

    • va incontro a tutti i problemi che hai elencato, se poi sono un gruppo di ragazzi un po’ bevuti e un po’ cannati… scoppia la rissa, sono cose all’ordine del giorno.
      Di posti meravigliosi ne abbiamo a migliaia, tutti ridotti a terra di conquista.
      Sai, mi hai fatto venire in mente una persona che conosco, avrà già riverniciato il muro di casa sua una ventina di volte, appena lo ripulisce se lo ritrova di nuovo imbrattato, ecco… dovessero sistemare la zona dove abiti tu, molto probabilmente in pochi giorni tornerebbe come prima, puoi scommetterci.

  5. Sì, è vero che il turista è fortemente influenzato dal contesto in cui si trova, ma è anche vero che a volte sbaglia perchè anche “Attila” sa sbagliare. Come quel turista straniero che ha tentato di rubare tasselli di mosaico a Pompei per farne souvenir agli amici o quei maleducati turisti che hanno urinato (con relativo selfie) nel cestino gettarifiuti di Piazza S. Marco.
    Diciamo allora che ognuno di noi è soprattutto ciò che è in ogni luogo si trovi.
    Allo Stadio Wembley di Londra, concerto di Madonna, si camminava su un tappeto di bottiglie di birra, di bicchieri di plastica, cartacce e lattine di ogni specie. Noi eravamo in sei e giuro che alla fine siamo usciti da quella bolgia con il sacchetto dei nostri rifiuti in mano. Qualcuno se ne è accorto e… “Where are you from?”, “Sicily” e ci ha scattato una foto con il sacchetto della monnezza in evidenza. L’eccezione che conferma la cosiddetta regola?

    • Sicuramente chi ha la buona educazione nel sangue è meno influenzabile dal contesto in cui si trova, anche se non è comunque un numero fisso, durante certe partite di calcio ci sono distinti e facoltosi signori che fanno a cazzotti nelle tribune d’onore.
      La fascia d’età media dei turisti cafoni non è certo quella dei 50/60enni, oggi è possibile girare per l’Europa con pochi soldi, cosa che mette in moto masse di giovani non sempre lucidi, non sempre educati e non sempre rispettosi delle regole. La cronaca ci dice siano proprio loro quelli più intemperanti, poi magari salta fuori l’attempato sciroccato.
      Il turismo giovanile all’insegna della “trasgressione” è nato in Spagna, anzi, è stato concepito dagli Spagnoli per svariati motivi, luoghi simbolo Ibiza e Lloret de Mar, non sarebbe del tutto sbagliato affermare che il turismo barbaro emuli quei modelli di vacanza. La differenza è sostanziale, quelli sono luoghi nati e strutturati per quel tipo di utenza, fare le stesse cose nei paradisi artistici e storici Italiani è tutt’altra solfa. Tuttavia esiste un problema che non ho citato nel post, Spagna e Grecia ci hanno sorpassato da tempo, adottare politiche severe e potrebbe ridurre ulteriormente il gettito, c’è chi pensa sia meglio chiudere un occhio, magari poi anche l’altro per far cassa. Cosa che se aggiunta a certe nostre caratteristiche negative… rende ingestibile la cosa.
      E’ un cane che si morde la coda, mi domando quanto possa essere emozionante pagare 60euro un caffè in piazza san Marco a pochi passi da un gruppo di ragazzi seminudi, sboccati e mezzi fusi che ruttano, fanno caciara, pomiciano e via dicendo. E’ un folclore che i signori di mezza età benestanti non sempre gradiscono. Due mondi opposti incompatibili, è giunto il momento di fare una scelta, Venezia non è Ibiza, come non lo è il resto d’Italia.

      perdona la prolissità ma questo è un GRANDE problema

      • Non so se conosci Portopalo (SR) un paesino di pescatori con mare e spiagge incantevoli In inverno conta 300 abitanti, in estate da una decina di anni, grazie anche all’eco del commissario Montalbano, conta migliaia di turisti settimanali, vip compresi e circa 200.000 presenze SERALI di giovanissimi del circondario che prendono d’assalto le spiagge e le due piazzette per la movida notturna. Il cibo è buono e costa pochissimo, si arriva facilmente da varie province, ci sono stati ottimi dj e un passaparola entusiasta. La giovane amministrazione comunale, preso atto dell’assalto dei giovanissimi spesso indisciplinati, ha deciso quest’anno di vietare la musica in spiaggia. Si è scatenato il putiferio tra i commercianti del paesino e proteste vivissime dei giovani. L’amministrazione ha fatto un po’ di marcia indietro, concedendo solo un’area per la movida e si riserva di decidere il futuro del paese : turismo di massa in massa o turismo parsimonioso (in termini di presenze ) di elite? In attesa della decisione le compagnie aeree hanno raddoppiato i voli per Comiso….

        • non conosco Portopalo ma ho compreso la situazione, come dare torto ai commercianti??? il sano divertimento non è reato, se le autorità locali riescono a tenere sotto controllo la situazione e fare in modo che non si trasformi in una bolgia di alcol, droga e vandalismi… direi che va bene.

  6. Attila: mai nome ahimè fu più azzeccato.
    Le leggi che definiscono il perimetro di tutto ciò che è lecito e giusto mettendo al bando e prevenendo comportamenti incivili diffusi ci sono ma pur indicando la rotta non la perseguono fino alla mèta. E’ un viaggio che si perde tra l’indulgenza e la tolleranza dell’ipocrisia e l’indifferenza dei falsi buonisti. Tutto a discapito della nostra e dell’altrui “civiltà” un termine sempre più difficile da misurare.
    “Educazione” e “Rispetto” – scrivi bene – ecco da dove occorre ripartire. Rieducare il nostro comportamento rispettando le regole della convivenza, un progetto ambito che deve prendere il via dalla testa di ognuno di noi, cittadino-utente, ed arrivare fno al cuore.
    Complimenti hai descritto in modo superbo una faccia dell’Italia. Davvero bravo. 🙂
    un caro saluto
    Affy

    • la penso esattamente come te, sono situazioni in cui indulgenza e ipocrita tolleranza fanno danni seri, non solo, diffondono messaggi negativi.
      Ti ringrazio per i complimenti,
      buona serata 🙂

  7. Questa estate sono andata a trovare L anticiclone delle Azzorre .il furbone era rimasto nei paesi nordici forse anche per i motivi da te elencati.In Norvegia ho trovato pulizia tranquillità gentilezza quasi timida, ogni problema già pensato e risolto in anticipo.in Danimarca idem con un gran senso della cosa comune che come tale va rispettata ancor più della propria.
    Tutti noi stranieri ci adeguavamo in un amen.unica eccezione i soliti giapponesi ma loro si sa sono irrecuperabili 🙂 .non ti dico al rientro come sono stata e sto…. Voglio andare via!!!!!!!!
    😦

  8. la civiltà è un lusso? investire in più controlli e infliggere multe salatissime ai “barbari”, senza remore e senza distinzioni, potrebbe essere una nuova fonte di reddito infallibile .. personalmente amo moltissimo l’Italia per l’enorme tesoro culturale e i suoi paesaggi da cartolina che tolgono il fiato ma devo confessarmi/ti, con dispiacere, che quando mi reco in Francia (tanto per non andare troppo lontano) vorrei rimanerci per il modo di concepire il modus vivendi e per la gestione impeccabile dei loro siti di interesse artistico insieme ai prezzi molto più abbordabili degli stessi.. in Italia la cultura costa troppo ed è forse per questo che la civiltà è un lusso .. l’italia dovrebbe ripartire proprio dalla cultura infondendo conseguentemente l’amore per il bello e l’armonia che inizia nella mente e si conclude nelle azioni personali..

    -Liolucy

    • hai detto niente, sarebbe la soluzione ideale, un cambio radicale di mentalità. Conosco bene anche io la Francia. Loro non avrebbero mai permesso che un monumento storico come il colosseo (uno dei tanti), per decenni, si trasformasse in un ricovero per gatti randagi, spacciatori, marchettari di ogni fatta, venditori abusivi e buffoni vestita da centurioni. la civiltà fondata sulla cultura è certamente un lusso, un extra-lusso.
      In questo Paese i musei fino a ieri chiudevano la domenica e nei periodi delle ferie, la nostra arte e la nostra cultura era gestita dai sindacati, da questo punto di vista noi non dobbiamo crescere, dobbiamo ancora nascere.

  9. Mannaggia TADS! So che non sei mio padre per ovvie ragioni, ma potrei essermi staccata da te come una spora!!! Ho iniziato a pensare la stessa cosa anni fa, quando mi trovavo davanti allo stadio di S.Siro, in attesa di entrare. C’erano tifosi olandesi ubriachi lezzi, non facevano altro che bestemmiare in italiano ( ovvio ) e mi sono vergognata molto, non tanto per la bestemmia in se stessa, inopportuna sempre, ma per il fatto che uno straniero, parecchio molesto tra le altre cose, portasse dell’Italia il baluardo della bestemmia.
    Tutto quello che hai scritto purtroppo è vero in ogni sua parte e si estende alle diverse fasce sociali.
    Anni fa una docente inglese incontrata qua a Pisa, mi chiese come mai i palazzi del centro fossero così trascurati. Al momento non riuscivo a capire cosa intendesse, poi ha fatto un’osservazione. lei chiedeva come mai i privati, cioè i residenti di determinate zone, non tenessero alla città e soprattutto come potessero gli enti locali a non imporre almeno un restauro di quelle palazzine.
    Giuro che è stato molto complicato raccontarle delle lungaggini burocratiche, dei costi di realizzazione e di quanto ci sia poco interesse da parte degli enti verso determinate azioni.
    Non l’ho convinta e nemmeno io lo ero!
    A Pisa è stato ed è difficile organizzare la raccolta differenziata!! Ti rendi conto?
    Un vecchio signore mi ha insegnato una grande verità…
    Mi disse :” Ci sono due categorie di persone <> ed <> basta decide’ da che parte sta’ ” 😀
    Saggezza di altri tempi!!
    Un caro saluto 🙂

      • nooooooooooo, non ci sono termini che vengono bannati in automatico, intendevi i “mettinculi” e i “piglianculi”, poiché qua in Italia non ci facciamo mancare niente, mettiamoci pure i “guardoni”, sono quelli in maggioranza. 😉

    • non per mettere carne al fuoco ma il sospetto che questo casino faccia comodo a qualcuno che l’ho da un bel pezzo. Durante le olimpiadi invernali del 2006, qui a Torino, le premiazioni venivano fatte in centro, sempre in centro si tenevano conferenze, riunioni, dibattiti sportivi e via dicendo. In quelle settimane il centro di Torino divenne qualcosa di fiabesco, come per incanto… albanesi, marocchini, romeni, zingari, tossici, questuanti, ubriachi, venditori abusivi e tutta quella umanità che razzola nei centri cittadini, sparì dalla circolazione, come si fossero vaporizzati, noi Torinesi ci domandavamo sul dove li avessero rinchiusi. Questo significa che quando l’ordine pubblico diventa una priorità assoluta, soprattutto per l’immagine e gli sponsor, le cose cambiano. Ma perché quell’ordine solo in quei giorni??? perché non renderlo la normalità???

      • Perché HA UN COSTO SPROPOSITATO! Questo è il vero problema. Le amministrazioni non si possono permettere un tale sforzo economico e spesso un certo tipo di pulizia è supportata anche dal corpo militare di carabinieri e finanza. Ma sono interventi sporadici e solo per le grandi occasioni.

        • La mia era una domanda provocatoria… ciò che tu dici è quello che vogliono farci credere ma è una balla clamorosa, i danni provocati da vandalismi, abusivismo, incuria, tolleranza e tutto il resto, sono di gran lunga superiori al costo di una efficiente prevenzione sul territorio. Un po’ come i disastri causati dal dissesto idrogeologico, a conti fatti, prevenire ci costerebbe dieci volte meno e nessun morto.

  10. Come hanno scritto in tanti, se i primi siamo noi a comportarsi da incivili i turisti prendono esempio e copiano .
    siamo la barzelletta del mondo per cui …
    L’Italia , un tempo culla di civiltà è diventata un casino a cielo aperto.
    Buon pomeriggio TADS
    liù

  11. Penso di non poter aggiungere molto a ciò che hai scritto tu e hanno sottolineato gli altri nei commenti, mi trovate d’accordo, un po’ su tutto. Spesso mi ritrovo a dire che non è che dobbiamo sempre aspettare che si muova l’alto per migliorare la vita e l’immagine, sia pur piccola, del nostro Paese.
    Io amo viaggiare, per questioni di pelle e metabolismo sono quasi sempre al nord (il nord del nord) e a est (centro est) e ho trovato un po’ di tutto: meraviglie, distruzione, intelligenza e stupidità. Mi piace mimetizzarmi, entrare a far parte del paesaggio fino a sembrare un’autoctona: mangio le tipicità (o ci provo), dormo come dormono i residenti, seguo le loro regole se le so, altrimenti le imparo, oppure sbaglio e se posso rimedio. Se vedo che qualcosa non va (ad esempio, se al supermercato la signora prende la frutta senza guanti), lo dico, con grazia se posso. Sberle ancora non ne ho ricevuto, male parole sì. Ma amo il mondo, il mio mondo, e per amore persevero. Nel mio piccolissimo piccolo.
    Mi è piaciuto molto il tuo post, è una denuncia mischiata a un grido di dolore, e scuote.

    • il tuo pensiero è anche il mio, se hai girato pezzi di mondo anche tu avrai notato che dove tutti si comportano bene i pirla latitano, cioè, latitano le pirlate, dove vige il lassismo ognuno fa quel che gli pare. Io non viaggio in autobus ma se dovessi mai imbattermi in un autista che mentre guida smanetta con lo smart, glielo toglierei di brutto dalle mani e lo sbatterei fuori dal finestrino. La richiesta danni ce la discuteremmo davanti a un giudice, eventualmente.

      mi fa piacere ti sia piaciuto il mio post denuncia/urlo di dolore/incazzatura, è che non ho ancora stabilito se mi irritano di più i barbari oppure l’Italica ipocrisia, facciamo 50/50

      • Io invece in autobus ci viaggio, e sai che quasi quasi la tua idea… ma non solo agli autisti, anche agli automobilisti, magari quelli in coda al semaforo con il finestrino aperto (che mentre viaggiano è più difficile), lesti lesti entrare col braccino e ZUT! sbattergleilo per terra.
        Eventualmente, vieni a trovarmi con le arance 🙂
        A proposito di smart, tu che sei un osservatore, a causa dei selfie ora guardiamo i monumenti di spalle, l’hai notato? Sì, lo facevamo anche prima con gli autoscatti, ma precedentemente le cose le guardavamo meglio di fronte, no? Anche le persone.

        • mi sfugge qualcosa, io non ho mai visto un turista farsi fotografare di spalle mentre osserva un monumento, neanche quando si facevano le foto in b/n oppure con la polaroid.

          arance garantite 😀

  12. Non trovo particolarmente vandalici i turisti che compostamente si mangiano il loro panino in piazza San Marco, a patto che ovviamente raccolgano tutti i rifiuti. La scena fa rosicare i locali intorno….che non possono vendergli una Coca-Cola a 10 euro… Altro discorso è urinare per strada o entrare nelle fontane questo non è ammissibile. Riguardo ai servizi pubblici siamo veramente VERGOGNOSI, a Londra,tanto per fare un esempio, è pieno di servizi pubblici, non solo puliti e gratuiti ma anche dotati di carta igienica, perché da noi tutto ciò è fantascienza? 😦

  13. @ Aida
    Mi spieghi un pò: perché vedere un cane nell’acqua le fa schifo? Teme forse che possa inquinare il mare? Ha idea lei di quali porcherie si trovano nell’acqua di mare, anche quella che sembra cristallina? Magari lei pensa che quella del suo mare meraviglioso sia purissima come Levissima. Provi a prelevare un campione e a guardarlo … E le è mai venuto in mente che mentre lei sguazza giuliva tra le onde siccome sirena la signora vicina a lei sta facendo la pipì? Bene lei pensi che quasi tutti fanno pipì nell’acqua e a volte anche qualcos’ altro! Sei lì che nuoti e … op là eccone uno ! Tanto si sa, galleggiano … e a lei fa schifo un cane nell’acqua?

  14. Il quadro che hai presentato dell’Italia, degli italiani, degli stranieri in vacanza da noi e degli stranieri irregolari è desolante nella sua cruda verità. A volte, però, c’è da chiedersi: come si fa a pretendere dai forestieri quello che, furbescamente, evitiamo di fare noi stessi?
    Nicola

  15. Ho riso e mi sono rattristata, nel leggerti ho riso di gusto perché scrivi benissimo e sei dotato di senso dell’humor davvero eccezionale, la tua ironia è molto, molto accattivante. Ora ti chiederai perché al contempo mi sono rattristata, un ossimoro di emozioni, è semplice: ho provato tristezza per la nostra Italia vilipesa da chi le manca di rispetto, ovvio che i luoghi d’eccellenza andrebbero salvaguardati e curati, quindi la mancanza di rispetto sta nella mancata tutela. Il turista si adegua al comportamento degli stessi italiani, questa è la verità, ma dov’è finita la civiltà e la buona educazione italiana, quella del passato? Siamo in caduta e precipitiamo sempre più e all’estero appena sentono parlare di italiani sappiamo già cosa pensano di noi. Però, gli stranieri che vengono da noi e si adeguano al peggio, proprio non mi vanno giù. Che strano mondo, ahinoi!
    Felice serata, carissimo.
    annamaria

    • è notizia di oggi che una coppia di americani ha rubato un capitello di 30kg a Pompei, per fortuna il reperto è stato recuperato in qualche modo, certe cose non si vedevano neanche nei film di Totò. Tutto questo casino ce l’ha sulla coscienza una parte politica di questo Paese.
      Buona serata anche te Annamaria

  16. I turisti stranieri si permettono certi comportamenti perché pensano che in Italia sia tutto permesso visto che in molto casi siamo noi stessi e non rispettare le regole di civile educazione e ad ogni angolo c’è qualcuno che gonfia prezzi e non perde occasione per cercare di “spennare ” il turista….
    Considerando che il turismo è una delle maggiori risorse del Paese la madre dovrebbe riconsiderare la sua scelta e mandare al concorso la figlia bella e colta…utopia?

    • utopia…
      ormai consideriamo utopia quella che dovrebbe essere la dose minima di buon senso, non dico intelligenza eccelsa e lungimiranza strategica… semplicemente buon senso.

  17. carissimo..ho aspettato a rispondere perché non voglio essere polemica..Però ora mi sento pronta a sparare qualche missile.
    Al punto in cui siamo arrivati in Italia non è stato per caso o per disgrazia .E’ stato un lassismo perpetuato da tanti e da tanto . Causato, secondo alcuni, da troppo benessere ( perché abbiamo avuto anni di benessere economico, anche se i giovani qui non possono ricordarsene). Secondo altri dal crollo di valori come patria famiglia e chiesa…Fatto sta che siamo nella poltiglia fangosa perché ci siamo incamminati su questo pendio con la perfetta incoscienza di chi percorre una strada fregandosene della destinazione. Con lo stesso criterio di chi spende e spande senza fare risparmio per i tempi di vacche magre. Voglio solo dire che un poco ce lo meritiamo, anche se ci fa schifo, ora.
    A proposito di coloro che copulano per strada, io penso a quelli che sparano e ammazzano per strada , farei volentieri senza le situazioni descritte ..entrambe..( la prima è scomoda, la seconda dolorosa) ma se devo scegliere preferisco essere figlia dei fiori che portare fiori sulle tombe.

    I cani in mare.. beh ho i cani in appartamento. Non che faccio il bagno insieme a loro..ma Ne parlavo oggi con la suzieQ. AL telegiornale annunciano più di 600 immigrati morti affogati nel mediterraneo solo fra sabato e domenica. .. non mi piace bagnarmi nelle acque portate dalle correnti dove ci sono cadaveri. Vogliamo parlare degli esperimenti nucleari? Devo ignorarli solo perché sono lontani dalla mia pozzetta Tirrenica o Ionica ? Vogliamo continuare a mangiare il tanto salutare pesce al mercurio o al nucleare? O comunque ingrassato dai cadaveri ? Ma che dire se ci sta il cane, ci posso stare anche io.
    Un abbraccio.

    • guarda… mi tengo fuori dall’osservazione sui cani, mi limito a dirti che io convivo con una cane bagnino, un Terranova che pesa quasi quanto me e appartiene a una razza particolarmente predisposta a salvare la gente che rischia di annegare, non aggiungo altro. Tuttavia rispetto la fobia che molte persone hanno nei confronti dei cani, con il mio lo constato tutti i giorni, nonostante sia mansueto e docile seppur imponente di stazza.

      sulla prima parte, sottoscrivo e aggiungo… siamo giunti a tal guisa perché una nota parte politica di questo Paese spaccia per valori interessi di bottega. Sappiamo tutti benissimo chi ha impedito e osteggiato, con ogni mezzo, un minimo di leggi restrittive sulla immigrazione, il nesso immigrati/turisti barbari non è casuale. Tra l’altro qui vige una ignoranza che lascia sgomenti, in Europa, gli stati cosiddetti civili e additati come esempio (Germania, Benelux, Svezia), sono quelli che hanno le leggi più severe e restrittive in merito, tolleranza zero e applicazione alla lettera.

      Adesso te lo sparo io un missile, il bisogno, la fame e la disperazione incattiviscono, rendono furbi e opportunisti, creano odio di classe, finiamola di considerare questa gente come fossero tutti emuli di San Domenico Savio, chi si gioca la vita attraversando il mare su una carretta è pronto a tutto. Questa è una considerazione psicologica NON razzista. Il nostro benessere non è visto come un sogno bensì come un bottino, esattamente come fanno certi turisti, seppur giustificati dalle nostre pessime abitudini. Chi è alla canna del gas non ha più cuore, subentra la sindrome di Robin Hood. Tutto ciò è possibile e fattibile perché c’è chi nel casino ci guadagna, dai caporalati alla malavita, dalle associazioni succhiasoldi ai politici ipocriti, quelli che predicano l’accettazione a spada tratta ma vivono blindati in quartieri bene. Esistono pezzi di Italia ceduti agli stranieri.

  18. Io credo che sia praticamente impossibile non solo preoccuparsi ma anche semplicemente vedere
    e quindi prendere in considerazione il concetto di accoglienza in tutte le sue forme e sostanze
    quando non tanto il primo ma nemmeno il decimo pensiero che abbiamo non riguarda in nessun modo
    ne i concetti ci collettività ne quelli appartenenza.

    Oggi intendiamo la collettività nel modo in cui gli altri interpretano noi, ieri la intendevamo nel
    modo in cui noi potevamo stare in mezzo ad altre persone.. la differenza è sostanziale.

    Provo a spiegarmi con un esempio, stupido se vogliamo, ma che spero possa far capire ciò che intendo..

    Se nel comune dove abitiamo dei vandali distruggono una statua storica posta nel marciapiede
    difronte casa nostra e la nostra massima reazione (posto che ce ne accorgiamo perchè in precedenza
    ci eravamo accorti che li ci fosse una statua, non esagero dicendo che potremmo anche conoscere
    chi rappresentasse e perchè fosse li) è quella di pensare “ma guarda che gente” per poi procedere
    la nostra giornata allo stesso modo in cui sarebbe andata un attimo prima della scoperta è molto complicato
    pensare che la nostra struttura mentale possa permettersi il lusso di pensare che magari per qualcuno
    quella stuatua potrebbe significare qualcosa di interessante ed importante e per noi potrebbe essere
    motivo non dico di vanto ma quanto meno di condivisione e scambio interculturale.

    Se noi però fossimo spinti da qualsiasi forza divina o meno si voglia interpellare a scoprire e quindi sapere
    che quella statua si trova li perchè fu li che il tizio rappresentato nella statua ha scoperto la cura contro
    una malattia fino a quel momento terminale, e che le persone che ogni tanto vengono ad osservarla compiono viaggi
    magari anche costosi perchè quella scoperta ha permesso a un loro caro di salvarsi, e quello è il loro modo per
    dir grazie a chi ha reso possibile questo, e magari avremmo anche la fortuna di raccantarlo ad un bambino e vedere
    nei suoi occhi qualcosa di magico mentre ascolta le nostre parole… beh ecco che magari invece di dire “ma guarda
    che gente” potremmo dire ai nostri vicini “avete visto?? dobbiamo far qualcosa per riportarla com’era” e magari
    quei bambini, un domani vedendo una statua, si chiederanno chi sia e perchè sia li, e forse avranno un motivo in
    più per rispettarla, assieme al territorio che la ospita..

    La nostra mente non è più abituata a nutrirsi e saziarsi con un certo tipo di emozioni e situazioni che
    richiedono inevitabilmente lo scambio fisico sia esso di gesti, di sguardi, di parole o simili.

    Riesce oggi a ritenersi nutrita e a saziarsi di beni immateriali e virtuali e quindi ciò che ieri era
    impossibile senza azioni fisiche oggi diventa possibile.

    Io penso che solo un educazione diverse e quindi una cultura diversa possa portare a risultati diversi.

    • condivido e sottoscrivo la sostanza del tuo commento, lo dico da anni che il problema bisognerebbe affrontarlo cambiando radicalmente forma mentis.
      lo stare insieme, come collettività o parentesi turistica è un qualcosa che prescinde dal contesto, civiltà, democrazia, libertà d’azione, rispetto ed educazione sono zone comuni che delineano regole precise. Se queste regole non vengono insegnate, valorizzate e rispettate in primis da chi le pretende, il tutto si trasforma in zona franca.
      Ho capito l’esempio del monumento ma penso che una testimonianza storico/sociale debba essere rispettata anche non conoscendone i retroscena.

  19. Sono stata turista anch’io e so che quanto tu scrivi è frequentemente vero, purtroppo, ma ho anche incontrato persone dignitose, ammirevoli, cordiali e sincere. La vita, internet compresa, è tutta fatta nello stesso modo, il male salta all’occhio, ma il bene c’è pure, soltanto non così appariscente. Comunque oggi la faccia tosta, la diseducazione dei giovani, le parolacce e il sesso pubblico fanno davvero repulsione. aae trovo una falsità molto generalizzata, dalla quale pochi si salvano, non so se sia un regresso o una normalità umana.

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