WordPress è affollata da cuori infranti bisognosi d’aiuto… manda un sms, fatti un gavettone gelato, non rimanere insensibile all’eco della solidarietà…

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Ci sono momenti in cui mi acchiappa la voglia di errabondare sulla piattaforma, lo faccio saltellando da un blog all’altro come fossero massi sparpagliati sul greto di un grande fiume, non di rado su alcuni mi soffermo a riflettere. Tra i pietroni l’acqua scorre abbondante e veloce rendendo difficoltosa la risalita di numerosissimi “animaletti” che, stremati dall’immane sforzo, stillano energie residue, nooooo… niente salmoni, sono “cuori infranti” in penitenza votiva che tentano di raggiungere la “sorgente santuario” per implorare miracoli e grazie sentimentali.

Con una certa regolarità aggiorno il fascicolo “amore” scrivendo pensieri e riflessioni partoriti dalla razionalità analitica, razionalità analitica che alcuni/e interpretano come espressione di aridità e cinismo, per non parlare di pittoresche nebbie autobiografiche. Una ceralacca che marca l’inutilità del mio mettere in guardia dal rischiosissimo calar della palpebra illusoria, ancor più se si vuole impugnare il volante per mettersi alla guida della propria vita. In questa circostanza adotterò una formula alternativa per evadere la pratica, un trespolo poco ortodosso, non convenzionale ma incisivo e sbrigativo. Lo faccio con lo spirito del missionario speranzoso di far proseliti e ridurre, il più possibile, l’enorme quantità di taniche quotidianamente riempite da copiose web-lacrime. L’obiettivo è quello di riuscirci prima che i miei coglioni querelino l’amore per lesioni, tra l’altro aggravate da pedissequa reiterazione. Obiezione prevista: “nessuno ti obbliga a leggere le altrui pene d’amore”, risposta rivelatrice: “da sempre sono impegnato nel sociale”.

La sintesi è una dote eccelsa, accorcia le maratone e avvicina le calende greche ma quando è eccessiva diventa fuorviante, come pretendere di infilare la “38” in un corpo “46” (sì lo so, c’è chi ci prova). Saggezza impone di procedere con approfondimenti mirati e valutazioni certosine.

Partiamo dall’ANIMA: per gli atei è una pura invenzione e quindi il problema non si pone, per i credenti esiste ma appartiene a Dio, ergo, coloro che se ne appropriano indebitamente per consentire al demone dell’amore di ricettarla, sottoscrivono la dannazione eterna . Passiamo al CERVELLO: chi ce l’ha perfettamente funzionante, manutenuto e regolarmente tagliandato con acqua, olio e filtri sempre a posto, ben se ne guarda dal fonderlo o farselo cucinare in carpione dall’amore. Tappa romantica, il CUORE: inizia a pulsare prima ancora della nascita anagrafica e lo fa incessantemente, h24, per tutta la durata della nostra esistenza, quanto bisogna essere ingrati, perfidi, crudeli e stolti per imporgli stress aggiuntivi e debilitanti??? Eccoci alle luci rosse: LA VAGINA, area giochi in cui svolgere attività ludiche e “ri-creative”, una giostra accattivante ma insidiosa, bugiarda, infingarda, come ci si può fidare di una cosa che sanguina per giorni e giorni senza morire??? IL PENE: ammennicolo che vanta discutibili valori simbolici, inaffidabile come e forse più della vagina in quanto capace di tradire, sempre nei momenti meno opportuni, anche le aspettative del padrone stesso. Quali garanzie potrà mai dare una cosa che cambia volume e consistenza in totale anarchia e senza preavviso???

Se madre natura avesse voluto gli umani fedeli, avrebbe creato la vagina con il “contavisite” e il pene con il “contatrasferte”, non lo ha fatto perché è perfetta e previdente, fossero stati sempre tutti fedeli ci saremmo estinti da tempo, per noia. Deduzione logica, amore significa fedeltà, la fedeltà è contronatura, quindi, per proprietà transitiva, l’amore è nemico della natura, più del buco ozonico. Ottimo motivo per sdoganare le “zoccolone” con un appellativo nobilitante, da oggi le chiameremo “eco-fiche”!!!

E’ convinzione comune che l’amore sia onnipresente, non vi è luogo né segmento di vita in cui non aleggi, perché considerato il “motore del mondo”, mai copyrighter fu più ingannevole. La verità è un’altra, l’amore è l’unico argomento di cui TUTTI possono parlare… ricchi, poveri, belli, brutti, colti, ignoranti, intelligenti, stupidi, furbi, cristallini, ecc. ecc. Miliardi di riflessioni, deduzioni, considerazioni ed elucubrazioni… favorevoli e contrari, scettici e creduloni, sognatori e realisti, illusi e disincantati. Ammuffita diatriba risolta in un congresso segreto tenutosi a porte chiuse. Al termine dei lavori, non senza insulti, scazzottate e compromessi sottobanco, relatori e delegati hanno ufficializzato la nascita di tre scuole di pensiero: 1) l’amore è la cosa più importante della vita, 2) senza amore si vive lo stesso ma se c’è è meglio, 3) per scopare di più bisogna sostituire la parola sesso con la parola amore (mozione passata grazie ai franchi tiratori). Tutto il resto è storia antica, contemporanea e, perché no, futura.

Dicevamo… l’amore è un “prezzemolo”, invadente alla ennesima potenza, si infila ovunque, anche e soprattutto dove non richiesto, con una incredibile faccia da culo spalanca porte ed entra, neanche la decenza di bussare. Quando ha saputo della nascita di internet ha dato di matto dalla gioia, uno sconfinato “bacino utenti”, il canale promozionale più efficace che mente umana abbia mai concepito. Essendo imperituro Stakanovista, l’amore si è messo subito al lavoro. Primo passo l’individuazione del target locomotiva: “i forum? no, troppo goliardici”, “i social? no, troppo caotici e fagocitanti”, “le chat? no, troppe maialate”, “forse un salotto soft e confidenziale come il blog?  BINGOOOOOOOO”. Poscia ha elaborato una innovativa strategia di marketing arroccata su un concetto subdolo complesso a spiegarsi, meglio passare senza indugi alla dimostrazione pratica… “altrimenti poi la gente a casa non capisce”. Se una persona apre un blog e scrive: “ho trovato l’amore, sono felice come una pasqua, gira tutto a mille, la mia vita è un paradiso”… invidia, malocchi e macumbe a parte, viene quasi ignorata. Se invece scrive: “ho la lametta in mano, voglio tagliarmi le vene perché ho perso l’amore”, oppure: “piango e soffro come non mai, mi manca, come ho potuto essere così imbecille da non capire, non esco più di casa, devo trovare la forza di rinascere”… un esercito di consolatori/trici bussa all’uscio pronto ad elargire pacche sulla spalla, virtuali cucchiaiate di nutella antidepressiva e il proprio vissuto per attivare leve di condivisione come il celeberrimo: “mal comune mezzo gaudio”. Simpaticissimi e creativi, alcuni geniali, i suggerimenti sul come pianificare tremende vendette e spedizioni punitive.

Quest’ultimo passaggio ci regala una chiave di lettura molto interessante, anche l’amore che chiama a raccolta il popolo del web è quello sofferto, non quello gioioso, non ci si lasci influenzare da fattori come solidarietà, comprensione e umana pietà, è l’innata sete di “eros e thanatos” che attrae come un potente magnete. Quelli in odore di misticismo da cilicio vivono le pene d’amore come una espiazione/martirio, una stampella per reggere in qualche modo l’autostima, escamotage certamente meno dannoso e devastante di alcool, droga, Maalox, Lexotan, Xanax e Preparazione H (con l’ingozzarsi tutta questa roba, hai visto mai che spuntino…) Domandina rompicapo riservata agli/alle irriducibili: “ ha senso stravolgere la vostra esistenza, magari perseverando, per “mezze mele” che godono del vostro corpo, infrangono i vostri cuori e tentano di manipolare le vostre menti???

Esiste un’altra trincea, inespugnabile, difesa con lo stesso piglio e stoicismo messo in campo dagli Spartani alle Termopili, le “forze dell’occulto”, no… non quelle serie, parlo di maghi, streghette, cartomanti, chiromanti, fattucchiere, pozionisti e callisti del cuore, insomma, quell’accozzaglia di ciarlatani usa ripulire tasche e conti correnti ai malati d’amore. “Spennano i polli ignoranti e boccaloni”, grande menzogna, nel portafoglio clienti di questi astuti corvi sono presenti persone istruite, facoltose, manager d’acciaio e affermati professionisti in carriera. Un business che introita cifre da capogiro, l’amore ha il potere di rincitrullire a ogni livello e ceto.

Frequento molti blogger intimisti, tecnicamente gli unici che interpretano lo spirito originale delle piattaforme (i blog sono esplosi sulla rete proprio come “diario”), mi appello al loro sense of humor e alla loro sagacia, tra le righe dell’ironia si nascondono sempre verità preziose. I’ll see you!!!

Tullio Antimo da Scruovolo

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229 thoughts on “WordPress è affollata da cuori infranti bisognosi d’aiuto… manda un sms, fatti un gavettone gelato, non rimanere insensibile all’eco della solidarietà…

  1. L’ha ribloggato su squarcidisilenzioe ha commentato:
    Di questi tempi, complice un ginocchio a riposo, scelto il tag “amore” su wp e leggo: mamma mia, c’è da impiccarsi ad ogni riga! Come hai ragione, TADS; viene l’orticaria con tutta questa gente che soffre pene d’ammmore. Ma io che non ne soffro, sarò mica aliena?
    Eh..si sa, senza amore doloroso, triste, senza un richiamo al suicidio, alla morte nera, senza pene, senza sofferenze estreme, l’amore non è AMORE! Se non è corrisposto, ecco, quello è il vero amore…e se fosse invece che non ti ama e bon?
    Guarda TADS, sai come la penso sull’amore, ne abbiamo già scritto. Ma quello che scrivi, mi piace di più e lo ribloggo.
    Ciao e buona domenica 🙂
    Ps. leggiamo Topolino che è meglio 🙂
    Chiara

      • No, nulla di grave ma noioso; passerà.
        Sì, è vera questa cosa dell’audience. E anche dei blog aperti appena un amore finisce, per scrivere dei tormenti e delle notti insonni e dei vaffa all’ex.
        Che mentre il blogger si sta tormentando, l’ex si sta divertendo di già su altri fronti!

        • vedo che hai le idee chiare Chiara,
          proprio così, quando finisce un amore c’è chi piange e c’è chi si sollazza in nuove lande, altro valido motivo per stare alla larga dall’amore 😀

  2. Benedetto uomo! Dopo una prima fase di rincoglionimento ( non capivo dove saresti andato a parare ) mi hai divertito.
    Facendo parte di quella schiera di bloggers che sputtanano parte della propria esistenza intima in rete, non mi son sentita “offesa”, anzi, forse un zinzinnino di (auto)critica in tal senso non fa male.
    Forse “l’amore” in intingoli funesti affama di più! Forse l’amore ha una tiratura maggiore perché è vero che tutti ne possono parlare, ma chi può darne una dimensione oggettiva?
    Secoli di letteratura in merito ci ha affrittellato le gonadi 🙂
    Detto questo, è sempre un gran piacere leggerti e riflettere sui tuoi contenuti.
    Simo

  3. S-T-R-E-P-I-T-O-S-O !!! Posso usare il tuo post come pagina in evidenza del mio blog?
    L’unica mia obiezione, ma non so se posso definirla tale, è che anche i social sono animati da questa vena amorosa-malinconica-tragica, almeno Twitter di cui sono un’assidua frequentatrice. E guarda un po’ il caso, proprio qualche giorno fa mentre stavo riposandomi, passeggiando tra tweet e post ho commentato: “Mi sto perdendo tra i meandri dell’amore tra un blog e l’altro. Variare gli argomenti no, eh? allora, fatene di più e parlatene di meno” .
    Premettendo che ognuno è libero di esternare le proprie emozioni come meglio crede, e che però io sono anche libera di non leggerle o comunque di non commentarle, mi baso su una mia percezione. Viviamo, tutti, nel mondo reale; spesso l’universo blogger mi sembra un universo parallelo, incontaminato, una bolla … non so se ho reso l’idea. Non credo, a differenza tua se ho capito bene, che i blog siano nati per essere dei diari. Possono anche esprimere sentimenti, emozioni ecc. ecc. con un taglio più “professionale/giornalistico”, non ti pare? Partendo anche da esperienze o casi concreti, no?
    Forse sto dando un’immagine di me un po’ snob, e lo sono anche … 😉
    In sintesi, quoto appassionatamente tutto quello che hai scritto.
    Ciao Tads 🙂
    Primula

    • ma certo, usalo pure, anzi, mi fa piacere, diffondiamo il verbo 😉

      faccio mie le tue parole, certo l’amore è presente anche sui social, tuttavia lo spirito di queste community porta a meccanismi diversi, più che salotti sono piazze.

      i blog nascono circa 12/13 anni fa, proprio come diario personale, magari anche intimo, poi ovviamente l’utilizzo si è esteso su altri fronti, come facebook, nasce come strumento per rimpatriate tra vecchi amici e compagni di scuola, poi…

      l’universo parallelo non è negativo se non si trasforma in second life, ironia a parte, io credo che non ci sia niente di male nel postare momenti di sconforto amoroso, magari sperando appunto in una pacca sulla spalla, mi stranisce, mi lascia perplesso la quantità di questi blog. Siamo a livelli “piaga sociale”, non credevo fosse così diffuso il travaglio sentimentale.

  4. Bellissimo, stupendo post Tads, e grazie per le risate! 😀
    Questa poi “Una ceralacca che marca l’inutilità del mio mettere in guardia dal rischiosissimo calar della palpebra illusoria” Eh? Apperò anche io ho una palpebra calante (senza illusioni e allusioni)
    Pensavo a una condizione psicosomatica per non vedere (ne ho viste tante)…
    Che fare? La sistemo o faccio calare anche l’ altra?

  5. Ottima riflessione…ampio specchio della società uomo-donna moderna.

    Che dire…la nostra vita umana è un autocompiacimento specista da secoli, sopratutto quella occidentale industrializzata non animalista….forse già da quando scoprimmo l’uso non benefico della ruota e della clava o forse proprio quando uscimmo dal branco grottesco.

    Oggi più che mai ne facciamo un abuso…

    Le donne poi, manco a parlarne…il dibattito è aperto.

  6. Fiuuuuu…. penso di essermi salvata perchè d’amore e delle sue pene non ho mai scritto 🙂 ma non chiedermi su cosa scrivo perchè non lo so nemmeno io 😦

    Eccezionale post, SUPER ! E quoto anche il commento di Ma Bohème.

    Naturalmente questo non significa che non rispettiamo chi vive e scrive sui tormenti dell’amore, ma davvero di tragico-malinconico-depressivo-lamentoso in prosa e in versi ce n’è troppo. E inoltre non sai nemmeno che dire, che commentare. Spesso sono post di sfogo, quasi terapeutici, catartici, e si può comprendere, ma ogni tanto un pizzichino di allegria, di humor, di respiro( anche per chi segue) sarebbe auspicabile, caspiterina!

    • grazie Marirò,
      massì… mettiamo un po’ di humor, magari si rivela pure essere terapeutico. Vero, in certi momenti è difficile trovare le parole giuste, in particolare quando ti trovi in blog amici.

  7. Aggiungo (leggendo alcuni profili di questa pagina, uno in particolare):
    “……………..”.

    Molto furbo restare in disparte, ma la coscienza è paziente e molto abile…prima o poi salta fuori quando meno te lo aspetti! Cara…
    (chi vuole intendere, intenda)

    • sei nuovo e quindi le regole di questo blog non puoi conoscerle,
      i giudizi sui profili di chi commenta non sono graditi, qui è lecito esprimere il proprio pensiero ma senza attacchi personali. Non lo consento a nessuno, sono certo che comprenderai la mi coerenza

      • …attacco a chi? Non ho fatto nomi e cognomi. Prego.

        Questo è o non è un portale libero?
        Altrimenti chiamalo Persiero Costretto.
        Poi scusami, quali regole? Autocompiacimento?

        Sono certo che comprenderai la mia “coerenza.”

        • questo è il mio blog e ha delle regole,
          chi non intende accettarle può serenamente andare a cantare in altri cortili

          certo coerenza, se non lo permetto agli altri non lo permetto neanche a te, non hai fatto nomi??? hai riportato la didascalia di un profilo, è più che fare nomi

          • Infatti a me piace cantare non solo nel tuo…

            Sei troppo permaloso per scrivere in un blog pubblico.

            Tanto vale non moderare nessuno commento, piuttosto che pubblicizzare solo quelli favorevoli.

            Ricordati che l’autocompiacimento è una prerogativa umana specista…condannabile e criticabile.

            • sì sì, hai ragione tu,
              infatti questo blog permaloso tiene botta da undici anni.
              dacci un taglio, non mi piace bannare i commenti ma se non la finisci con questo infantile atteggiamento provocatorio mi costringi a farlo.
              L’autocompiacimento non c’entra niente, quando ci si presenta a casa d’altri è d’uopo attivare il file dell’educazione. Esordire con un attacco all’altrui profilo non è il modo migliore di presentarsi.
              Chiuso il discorso.

  8. Leggo ‘… Variare gli argomenti no, eh? allora, fatene di più e parlatene di meno” .’

    Non sapevo che fossimo tutti potenziali criceti, tutti Brad Pitt o Angelina uno schiocco di dita e voilà! nessun dolore, copuliamo in allegria.
    Si può essere cinici quanto ti pare ma t.u.t.t.o e da sempre ruota intorno a questo sentimento.
    Persino gli economisti a partire da Amartya Sen hanno scoperto il valore della felicità-amore.
    Come hai detto all’inizio il blog di per se nasce come ‘diario’ e cosa scrivere sul diario altro che il non detto che ci portiamo dentro? Chi se ne frega del lavoro, della macchina rubata, è l’amore la freccia di Cupido che non ci colpisce a farci sanguinare.

    E sia ben chiaro che nn parlo per me che da tempo alle pene d’amore preferisco ‘il’.

    Dopo di che mi scuso non ho letto tutto perchè molto lungo ed io – oggi e sempre più – sono meno incline all’esercizio mentale.

    sheradistintissimisalutiamorosiqb

    • io lo considero un saggio consiglio,

      il blog nasce come diario ma ha impiegato pochissimo a intraprendere destinazioni diverse, il mio ha undici anni ma non l’ho mai usato come diario. Comunque ritengo doveroso riconoscere agli intimisti una fedeltà d’uso

  9. Hahahhhhh! TADS, sono una che ha aperto il mio blog come diario…Oi, mi perdonerai se come Fantozzi va in pensione, ogni tanto depressionamente scrivo, mentre altre volte sono su di giri come se avessi fumato chissà cosa! Mhhhhhhhn….beh….la menopausa avanza e gli ormoni fan capricci…dai, pero’ se poco poco hai letto di me, l’ironia, specialmente verso la mia persona c’è sempre.
    Domandina, c’è il copyright sulla parola “ecofighe”? Vorrei poterla usare, ogni tanto, dato che zoccole e’ diventato un termine trooooppo démodé!
    E complimenti, un post così ben dettagliato e schietto verso gli abitanti del web, non mi era mai capitato di leggere! Un sorriso, anzi una sonora risata!

  10. L’amore, a mio parere, è un compromesso. Odio gli schietti ma accetto di buon grado i loro consigli sfacciati. Dico che però evito di elargire in modo esplicito frammenti della mia storia. Sarei a volte portata a raccontare questa o quella scena strappalacrime o romanticissima con il solo obiettivo inconscio di essere letta e di aumentare il numero dei commenti. Ma non lo faccio. La storia mi appartiene, nel suo bene e nel suo male. Posso usare metafore ma nessuno mai avrà modo di conoscere ciò che davvero succede. In fondo credo che chi sciorina storie della propria vita sentimentale in modo assolutamente soggettivo sia affetto da mania di protagonismo. O da vittimismo. Sentirsi compatiti, credimi, aumenta l’autostima e il senso di appartenenza al mondo circostante. Essere nessuno, non ricevere commenti, vedersi soli davanti ad un bivio fa calare il rispetto verso se stessi. Che poi se devo compatire un tizio appena lasciatosi, credimi, mi vien voglia di ridere e allora via a sciorinare commenti tipici di un barzellettiere….
    Chi scrive cerca un legame verso l’esterno, vuole diventare protagonista, anche solo per poco, di uno spazio infinito, certo che qualche stolto farà visita. Constatare che qualcuno si è abbassato nel consigliare di non tagliarsi le vene (secondo te lo farà davvero????) è davvero aberrante. Chi mi dice che ciò che scrivi sia vero? Chi mi dice che l’ex ti ha cornificato quando magari avevi perso chiave e lucchetto del tuo esser donna/uomo????
    Sono cinica, lo so. Ma di ciò che scrive la gente, a poco ci credo. é più un passatempo quello di civettare su questa o quella storia, perchè anche noi che scriviamo e commentiamo, dai, ci piace fare gli affaracci di questo o quella blogger…..

    • cara Aida, mi soffermo su due punti del tuo commento

      personalmente non mi sono mai posto la domanda se ciò che leggo sia vero o falso, questo è un problema che riguarda chi scrive, internet è una cosa strana, prima o poi ballisti, millantatori e personaggi costruiti mettono il piede nella tagliola e si sputtanano, credimi. E’ umanamente impossibile ritagliarsi un personaggio e mantenerlo per anni senza farsi sgamare. In ogni caso io leggo e rifletto, quando lo faccio, sui concetti espressi, cosa ci sia realmente dietro il monitor non mi interessa.

      i commenti… il pietismo “tira”, sicuramente ma alla lunga ammorba, avere un blog seguito fa certamente piacere, se poi gli interventi sono “pensati” ancora di più, tuttavia la qualità di un blog non data dal numero delle risposte bensì dai contenuti delle stesse. Per capirci, preferisco un commento come questo tuo piuttosto che dieci “buongiorno e buonasera”. E’ anche vero che per ricevere commenti riflessivi bisogna scrivere cose capaci di indurre a riflettere… sinceramente non so quante riflessioni possa produrre una litania immessa continuamente in rete come un play-back che si ripete in automatico.

  11. Sono per la libertà totale di espressione…..sta a noi poi scegliere, chi e dove leggere…..
    A parte questo: non sono credente ma per me l’anima esiste, credo nell’amore e amo e nonostante questo penso pure di avere un cervello!!!! 😛

  12. “mozione passata grazie ai franchi tiratori” è un mito.
    A me pare che spesso si confonda l’innamoramento con l’amore, nei luoghi citati.
    Ah, e un piccolo appunto… La risposta all’obiezione “nessuno ti obbliga a leggere le altrui pene d’amore” dovrebbe essere corretta, visti i tempi, in “da sempre sono impegnato nel social” 😉

    • non ci ho pensato perché i social non li frequento, non male come battuta 😀

      penso anche io che il confondere l’innamoramento con l’amore crei, appunto, confusione. Anche il vivere l’amore come un atto dovuto, un diritto sindacale, un passaggio/rito, non credo aiuti a capire.

  13. L’ “amore” è sopravvalutato. Intendo la parola, il sostantivo astratto che, in quanto tale, di adatta a infiniti usi e deformazioni, più malleabile della plastilina e più inafferrabile dell’aria fritta. Parlare di sentimenti è una cosa diversa. In generale bisognerebbe usare i sostantivi astratti il meno possibile e con la stessa attenzione che se si maneggiasse esplosivo: portano fuoristrada.

  14. Io non so parlar d amore ne tantomeno scriverne.non parliamo neanche di leggerne!
    Però so ascoltare.una strana legge del contrappasso.fin da ragazza mi tenevo dentro le mie pene ed aiutavo per lenire le altrui.succede ancora.che ironia 🙂 . Ci sono persone che trovano sollievo nel trasferire( illusoriamente) le proprie ambasce di cuore sul blog altri nella loro esaltazione fino al delirio poetico quando tutto va alla grande.mah se serve …e che non credo porti a nulla di utile.Secondo me dell amore non si deve parlare ma solo farlo, viverlo conoscerlo domandarsene dubitarne e mai darlo per scontato.qualsiasi forma o sesso o condizione esso coinvolga.sai Tads mentre leggevo mi sono ricordata dello stupendo verso del grande Vinicio ..che cos’è L’ amor ..un sasso in una scarpa… Buona serata 🙂

    • ciao Ariel,
      più che di sassi nelle scarpe parlerei di calli veri e propri 😀

      hai centrato un punto cardine, non bisogna darlo per scontato, ciò che non è scontato produce dubbi e incertezze, il diffuso bisogno d’amore evidenzia una paura collettiva nei confronti delle certezze. I sicuri mirano alle certezze, gli insicuri hanno bisogno di sguazzare nelle incertezze.

  15. Solo il titolo è un vero spettacolo! !
    Ho visto persone stringersi alla sofferente di turno , dopo che ne avevano parlato come arpie. Il dolore dei cuori infranti ci rende esseri migliori? Quanto siamo disposti ad ascoltare sempre le stesse tiritere? Prima ascoltavo le sofferenze di alcune amiche…poi mi sono resa conto che era inutile consigliare, cercare di capire…. il lamento era sempre lo stesso, i passi avanti Zero, l’ auto compassione toccava livelli inauditi e l’orgoglio scendeva ai minimi livelli. Mi sentivo dire che non potevo capire perché loro amavano troppo e una volta ferite soffrivano troppo e si sentivano in diritto di sfrantumare i maroni a destra e manca, anche a perfetti sconosciuti.
    Non potrei giudicare lo sfogo di una vita che non conosco intimamente…. ma a quelle che ho smesso di ascoltare dico: ma ti è mai venuto in mente che non esistono persone che amano troppo. .. ma piuttosto persone che amano la persona sbagliata? tiZ

    • hai scritto un commento che sottoscrivo quasi tutto, dico quasi tutto perché non sono tanto sicuro sulla domanda finale, sul concetto di amare la persona sbagliata, valutazione difficilissima. Se ci si innamora di una “proiezione”, o di un “potenziale” la persona sbagliata è quella che ama non quella amata. Provo a chiarire, se ti innamori di ciò che TU vuoi vedere a tutti i costi in una persona, quando scopri che così non è l’errore è tuo, non suo.

  16. Vogliamo parlare di canzoni, film e libri? L’amore è ovunque, abusato in ogni maniera, e si pretende pure di dargli delle regole. Lamentarsi o dar consigli d’amore paga sempre, spesso è soli questione di marketing. Condivido il tuo colorito sfogo! 🙂

    G.

    • ti ringrazio per il commento ma il mio non è assolutamente uno sfogo, è l’analisi di una tematica sociale, seppur in salsa ironica, l’ho pure scritto chiaramente nel post che quando parlo d’amore non c’è niente di autobiografico. Io e l’amore non siamo compatibili, non sono più un giovincello, parlo a ragion veduta, se scavi in questo blog trovi post NON ironici sull’argomento. Senza amore si vive, pure bene, anzi, benissimo. Lo sai quante persone ci sono nelle comunità di recupero, nelle carceri, ai confini della società e sottoterra per colpa di un amore malato o devastante??? Lo sai quanta gente è caduta in baratri come alcol, droga, psicofarmaci, depressione, ecc. ecc. per un amore vissuto male??? Da un punto di vista psicologico e sociologico l’amore, i derivati infetti dell’amore sono una piaga sociale. L’amore non è quasi mai quello delle canzoni, dei film e dei baci perugina. Ma poi… come potrei mai scrivere uno sfogo??? sarebbe la negazione del post, una contraddizione mastodontica, criticherei me stesso, ti garantisco che anche volendo non ci riuscirei.

      • Mi sono espressa male, evidentemente. Lo sfogo in realtà era il mio. E non volevo sminuire affatto l’amore in sè, solo il modo in cui il concetto di amore viene abusato da (appunto) romanzi, canzoni, film e così via. Ma mica tutti, solo la maggior parte. Penso ci bisognerebbe prenderlo più sul serio, affrontare l’argomento senza cadere nei soliti luoghi comuni. Mi dispiace se hai pensato che io creda che l’amore sia quello dei film, intendevo proprio il contrario. Non era mia intenzione offenderti, forse ho solo capito male. Succede.

        Buona serata

        • non c’è nessun problema, credimi, perché mai avrei dovuto offendermi??? ho solo chiarito il mio punto di vista sull’argomento. Ho capito perfettamente che anche tu non consideri l’amore delle canzonette una cosa seria. Nessun malinteso, giusto per conoscerci meglio.
          sei la benvenuta, buona serata anche a te.

          • Ho creduto di offenderti perché quando si intende male un post ponderato e ben scritto (che io ho definito “sfogo” solo per comodità, perché mi sembrava un termine adatto, dal momento che il post lamenta una situazione reale in modo ironico, e non perché pensassi che il tutto scaturisse da qualche esperienza personale) l’autore potrebbe offendersi, a volte capita.
            Dovrei stare più attenta ai termini che uso, se è stata tutta colpa della parola “sfogo”. 🙂

            Grazie del chiarimento, son contenta che non ci siano malintesi.

            G.

  17. Tads ho le lacrime agli occhi a fuor di ridere, sei troppo forte! Mi avevi promesso un post ironico e dissacrante, eccolo, bravo come sempre! Che dire, hai scritto tutto tu, 🙂 penso che alcune persone che aprono un blog e lo usano come diario per sfogarsi nel web non lo fanno per avere tanti followers, quelli vengono di conseguenza, e’ la natura dell’uomo, l’infelicita’ altrui attira molto di piu’ che la felicita’. Ti mando un bacione, aspetto che mi ridai la paperella rossa, mi manca, 😀

  18. Beh, TADS, hai suscitato i commenti e le reazioni più disparate. Direi quindi che hai còlto nel segno come, del resto, un eccellente blogger deve fare.
    Sottoscrivo tutto quello che hai scritto, parola per parola. Tempo fa e ancora oggi ho notato e noto una continua cantilena on line di cuori spezzati e, a dirla tutta, mi annoiano assai perché il vivere è fatto di molto e molto altro. Poi, diciamocelo, chi ama e chi fa l’amore non ha necessità di parlarne! 😉
    Mi sono trattenuta dal scrivere il post simile al tuo perché ho notato che i blogger più “romantici” sono giovani, molto giovani. Ragazzi e ragazze che ancora non hanno vissuto sul serio quindi pensano che l’amore fra uomo e donna sia l’unico sentimento dell’umano sentirsi vivi. Credo che la vita mostrerà loro altre bellezze che, per carità, non sostituiscono ma recano molta meno confusione e dolore e decisamente qualche soddisfazione in più.
    Poi, TADS, che dire, è più facile cantar l’amore fra i sessi che cantar dei propri limiti o della fatica nel raggiungere gli obiettivi o della semplice soddisfazione per una sfumatura capitata per caso.
    E sta proprio qui la differenza fra una persona matura e una immatura. Questa ultima è alla ricerca esclusiva della conferma di essere nella media, di essere accettata e di essere come il buon senso comune vuole che si sia. I maturi, di tutte le età anagrafiche, son rari e il più delle volte o grandi giornalisti o grandi scrittori o grandi artisti o grandi sceneggiatori e registi o grandi e rarissimi Amici.
    La mediocrità sentimentale regna sovrana e voglio credere che si tratti solo di un momento transitorio attraverso cui tutti dobbiamo passare. Un’altra differenza è che, in tempi remoti prima del web, i nostri confini si limitavano ai romanzi e ai film d’autore, oggi chiunque può urlare come eccezionale una noiosissima, limitatissima e limitante pena d’amore.
    Complimenti, sul serio. 🙂

    • ciao Ninja,
      quoto il tuo commento in ogni sua parte tranne una, l’età dei “cuori infranti”, fossero blogger in erba avrei ragionato come te, invece è l’altissimo tasso di lacrimatori/trici maturi/e che mi ha spinto a scrivere questo post. Forse frequentiamo blog diversi, io mi sono imbattuto in un esercito di over 40 in sofferenza sentimentale.
      Grazie per gli apprezzamenti 🙂

      • 😃 forse frequentiamo blogger diversi. A parte la giovinezza anagrafica ho poi citato anche la maturità che non dipende dall’età ma, credo, dal vissuto e dalla sensibilità per cui non stento a immaginare che alcuni over 40 si perdano in lacrime da ragazzini…come molte mie amichette e amichetti di cui poco tollero i limitati orizzonti.
        Per ora, TADS, buona notte 😉

        • buongiorno Ninja,
          sicuramente l’età non matura, secondo me neanche l’esperienza, il vissuto, quello può fortificare, come sosteneva Nietzsche, oppure rendere più fragile, più sensibile, magari incattivire ma non porta alla maturità. I processi di maturazione sono strettamente connessi alla capacità di leggere dentro ed elaborare, cioè alla intelligenza. Quindi non sarebbe azzardato affermare che la maturità sia, seppur indirettamente, un fattore cromosomico.

  19. I cuori infranti suscitano più interesse di quelli appagati e corrisposti da amore vero. Allora cosa si fa per attrarre l’attenzione? Si parla dei propri drammi, se son veri: ho il sospetto che non sempre sia così. E giù una schiera di consolatori! Quando il problema c’è ,chi riesce a renderlo pubblico, forse trova consolazione nei consigli che riceve, una voce amica fa bene al cuore. Poi vi sono le voci che fingono amicizia e tentano qualcos’altro, occorre essere in guardia. Io personalmente se avessi un serio problema non lo renderei pubblico.
    Il tuo articolo mi ha fatto sorridere a più riprese, sei troppo bravo.
    Buon inizio settimana.
    cari saluti
    annamaria

    • tutto questo una logica ce l’ha, chi vive un travaglio talmente intimo da non poterlo confidare ad amici, parenti, conoscenti e colleghi, ha la possibilità di farlo in rete, magari dietro un nick, può anche capitare che nel mucchio di risposte ci siano suggerimenti utili. Se poi è tutta una farsa per raccattare visite e commenti… la cosa si commenta da sola. Come dicevo sopra, è la quantità ad impressionare.

      buona settimana anche a te

  20. Manifestare pubblicamente le proprie pene d’amore serve a sfogarsi un po’, farsi un po’ coccolare dai lettori e verificare il famoso “mal comune mezzo gaudio” 😉
    Ma nella maggior parte dei casi speri sempre che il traditore voltafaccia legga quanto tu stia male, forse una forma di metacomunicazione? E speri che stia male anche lui/lei ma è pura illusione… 😦
    Personalmente sconsiglio vivamente l’uso della preparazione H per lenire il dolore :mrgreen: forse sarebbe più efficace qualche suppostina effervescente :mrgreen:
    I’ll see you Tads…. Brillante come sempre 😉

  21. La vagina con il contavisite? AH AH AH
    Sarebbe un’idea, che però a madre natura non è venuta in mente.
    Nietzsche diceva che in un paese civile non si può fare a meno della prostituzione. Se vedesse quel che accade oggi, probabilmente, anziché dire “umano, troppo umano”, sbotterebbe: “puttane, troppe puttane”. 😀
    Va da sé che dei cuori infranti e degli imeni sfondati e anche dei sederi scoperchiati me ne frega meno di niente. Non seguo i diari in rete. Talvolta mi ci imbatto e sorrido come un Buddha. C’è da dire che i diari personali, soprattutto quelli femminili, che parlano di cuori infranti e di altre cose infrante, sono perlopiù quelli che vengono commentati. A questo si è ridotta la rete. E pensare che dovrebbe essere un mezzo per fare informazione.

    • no dai, la rete solo informazione sarebbe una purga infinita, credo sia giusto contenga tutta varia umanità, un po’ di sano cazzeggio ogni tanto non nuoce di certo alla salute.

      • Un po’ di sano cazzeggio? Il 99% di chi sta in rete – esagero chiaramente – cazzeggia e basta. Non sorprendiamoci del perché siamo diventati il fanalino di coda: persino l’Uganda ci prende per i fondelli.

        Ricordi quando Gheddafi, nella sua ultima visita in Italia, invitò gli italiani a convertirsi? Be, non + stata quella la parte forte della sceneggiata, bensì un’altra: le donne che l’allora governo lasciò in mano al rais.

        A ogni modo, che ognuno cazzeggi come meglio gli pare, ci mancherebbe altro: in una società civile non si può fare a meno degli idioti. 😀

        • che il cazzeggio sia l’autostrada del web è cosa arcinota, così come il pullulare di idioti, fin qui ci siamo, sull’informazione (post di alleggerimento come questo a parte, in genere in questo blog si affrontano tematiche sociali) ho delle riserve, direi motivate visto che sono in rete dal 1998. Ti posso garantire che nel mondo della web-informazione gli idioti abbondano, forse dovrei chiamarli “esuberi”.

  22. Ciao
    Divertentissimo questo tuo post!
    Chi scrive di amori distrutti trova indubbiamente tantissimi consolatori virtuali! Mi sono imbattuta pure io in alcuni di questi blog “girando” appunto senza meta…
    Per quanto mi riguarda non è che scriva molto sul mio blog,mi piace postare il foto racconto dei miei viaggetti, così serve pure a me per riordinare le foto!

    • ho letto il tuo blog, presto verrò a trovarti, dare suggerimenti e consigli per viaggi o gite è una cosa molto positiva. a me è capitato di scoprire sui blog luoghi che poi ho visitato realmente.

  23. Non importa di cosa si parla ma di come se ne parla. O meglio, di come se ne scrive.
    Personalmente, preferisco largamente il tag “odio” o il tag “rabbia”, giusto per trovare, ogni tanto, qualche genuino scazzo.
    L’argomento amoroso, purtroppo, si presta troppo facilmente a cadere nella fuffaggine più banale, suscitando sbadigli e vaginiti.

      • Oddio Tads, più lo rileggo e più mi viene da ridere. Confesso pubblicamente di essere tra quelli che si divertono a vedere il leone che sbrana il domatore e il trapezista che si sfrittella al suolo. A volte però ho dei cedimenti inquietanti e divento romantica. Ma sto cercando di metterci una pezza.

        • poco male, i circhi sono sempre affollati ed esistono da millenni, ai tempi dei Romani il divertimento consisteva nel vedere i cristiani sbranati e i gladiatori che si massacravano.

          Tieni duro Suzy, prevenire è meglio che curare, per mantenere a bada il romanticismo ti prescrivo una terapia…
          dunque… prendimi il “cattivil” sciroppo tre volte al giorno dopo i pasti e una pasticca di “laidox” prima di andare a dormire, fammi sapere come va tra una settimana.

  24. Prima di diventare blogger sono stato forumista e devo dire che avevo un buon successo: ogni mio thread superava abbondantemente i cento interventi, spesso anche i duecento. Sono diventato blogger per diverse ragioni, principalmente per avere un controllo “a casa mia” (ultimamente qualche mela marcia aveva iniziato a rompere) e perché alla fine iniziavo a desiderare uno spazio più ampio sul quale esprimermi. Comunque, almeno all’epoca ora non so, i forum erano pieni di cuori infranti, molti di più di quelli che oggi popolano i blog. I forum erano perfetti: argomenti, più o meno sempre gli stessi poi, dove in molti, riconoscendosi, si sentivano toccati e cercavano di dare il loro contributo. Comunque il web è semplicemente l’immagine della società, oggi molto più dei suoi albori poiché, a quel tempo (“all’epoca” l’ho già usato, uff…), solo un’elité poteva permettersi di navigare liberamente e dunque c’era una certa, implicita, selezione; ora che scrivono tutti tale selezione non esiste più e davvero il web è diventato lo specchio della società, infatti parole come “virtuale” ormai si limitano ai videogiochi. E di cosa la gente perlava prima della nascita del web, con amici e confidenti? Indovina un po’… 🙂 Cambiano i tempi, i mezzi, ma le esigenze vere – chiamiamole così – dell’umanità vanno molto più indietro di qualunque mezzo creato negli ultimi secoli…

    http://www.wolfghost.com

  25. Ciao TADS!

    Di amore (o passioni, o sentimenti), pur nominandolo poco, scrivo spesso, più in positivo che per lagnarmi… ma anche di rabbia, e, appunto, introspezioni personali.

    Convengo sul fatto che se si pubblica qualcosa ci si sottopone al giudizio di chi legge, e, chi legge, pur non essendo obbligato a farlo, è libero di farsi un’idea, anche negativa. O di trovare la lettura noiosa e stucchevole.

    Mi è piaciuta l’ironia con la quale hai affrontato questo post.

    Poi, credo fortemente che l’amore e la monogamia non abbiano alcuna attinenza, avrei voluto dire “non c’entrano un cazzo”, si poteva dire? 😀

    • ahahahah… certo che si può dire, non siamo mica in una canonica 😀 😀

      Lo penso da sempre anche io che siano cose distinte, l’amore è uno stato d’animo, la monogamia è una imposizione sociale, morale e religiosa, la fedeltà ha un valore quando è frutto di una scelta. Comunque quel passaggio l’ho scritto perché ho colto nel tradimento la causa principale di chiusure e/o sofferenze.

      tuttavia ho rilevato una anomalia (tra le tante),
      se una donna tradisce la colpa è sicuramente dell’uomo,
      se un uomo tradisce è un porco ipocrita che non ha giustificazioni,
      una donna tradita passa per vittima,
      un uomo tradito passa per stronzo che meritava le corna

      niente male come assetto concettuale 😀

      • ci sono ulterirori sfumature nelle anomalie che tu citi e non bisognerebbe dimenticare anche che:
        se una donna tradisce è una poco di buono condannabile al rogo,
        se un uomo tradisce ha avuto una debolezza che si può anche perdonare.
        forse dipende dal modo in cui si tradisce ? .. o dalla realtà sociale in cui accade il misfatto ? ..
        confido nella tua saggezza per illuminarmi

        • non a caso ho usato il termine “anomalia”

          una spiegazione accettabile ce la fornisce la statistica, il discutibile concetto “donna tradita/vittima, uomo tradito/cornuto” ha creato un dislivello, mi spiego, il passare per vittima invoglia a confidare pubblicamente di essere stata tradita, per gli uomini è l’opposto, il passare per cornuti toglie la voglia di confidarsi. Fermo restando che i maschi sono meno inclini a farlo da sempre.
          Sulle donne fedifraghe da mettere al rogo e sugli uomini fedifraghi da perdonare c’è poco da dire, trattasi di “minchiate” (passami il francesismo). I tradimenti non sempre nascono da motivazioni connesse alle problematiche del menage famigliare, penso si tradisca, il più delle volte, per mere pulsioni, attrazione, feromoni, bisogno di trasgredire… chiamiamoli fattori interni.

          • ho capito il tuo concetto.. l’orgoglio maschile radicato da secoli non permette che si possano sospettare protuberanze sulla sua testa, in quanto il suo compito è soddisfare infallibilmente la donna (o le donne a sua disposizione). Ma se ci allontaniamo un pò dalle nostre realtà , in culture diverse all’uomo è permesso avere più donne. In queste stesse culture, però, la donna viene condannata pubblicamente se tradisce il suo consorte.. anomalie terrificanti ..
            Le confidenze pubbliche di tradimenti e questioni interne alle coppie dipende dal grado di discrezione e di controllo della rabbia che possiede una persona.

            (PS: ho difficoltà ad accedere al tuo blog come utente Google per commentare.. )

            • è tutta una compilation di anomalie, anche rimanendo solo in occidente, difficile cancellare millenni di dominio maschilista in un paio di ricambi generazionali, comunque meglio così piuttosto che un allineamento spalmato in un secolo. Purtroppo i repentini cambiamenti di rotta provocano disorientamento tra i generi, in particolar modo tra le persone che si ritrovano a vivere direttamente il “passaggio”. Comunque, lo vedo anche nei miei figli (già adulti), credo che il grosso di questa “guerra dei sessi” sia già in agonia, per fortuna, anche se alcune sacche culturali e alcuni spurghi sociali fisiologici faranno di tutto per resistere. L’arma vincente non è l’uguaglianza omologante bensì la piena consapevolezza delle diversità che DEVONO rimanere tra uomini e donne, dico al positivo. Cominciamo a rivalutare il RISPETTO per la persona come canale prioritario sul fronte educativo/formativo, se si lavora bene su questo il resto viene in automatico. Rispettare la persona significa, anche e soprattutto, rispettare le donne.

              mi spiace per i tuoi problemi tecnici, io non ho la possibilità di intervenire sulla piattaforma, capita solo con il mio blog oppure su wordpress in generale?

              • sono assolutamente d’accordo con te. ho sempre sostenuto che i rapporti interpersonali, di qualunque natura essi siano, non possano prescindere dalla conoscenza reciproca e dall’accettazione delle differenze. parole che vanno avvalorate con i fatti e con l’esempio per trasmetterle alle nuove generazioni.

                per quanto riguarda l’inghippo tecnico, ho già constatato che si presenta solo nel tuo blog ed è per questo motivo che te ne ho dato notizia. è molto probabile che sia un’empasse momentanea gironaliera di GooglePlus dove non funziona nulla e non si sa il perchè 🙂
                un piacere navigare con te.
                buon pranzo e.. alle prossime disquisizioni..

                -Liolucy

      • TADS, vorrei approfittare – visto che si parla di questo – per aggiungere qualcosa, riguardo ai blog (che siano su wp o su altre piattaforme)…

        Vorrei intanto dire che, come chiunque deve sentirsi libero di leggere ed esprimere un giudizio sul contenuto “pubblico”, d’altro canto, ognuno ha il diritto di pubblicarci quello che gli pare, sul suo spazio, senza timore o ansia.
        Usando nome e cognome, o meno. Usando alias, o alter ego.
        Come ho già avuto modo di dire, qui, è, per il novantanove per cento, una fiction, la letteratura stessa è fiction. Il cinema è fiction. La fotografia (come ha avuto modo di dire Ferdinando Scianna in un incontro con Servillo che ho avuto il piacere di seguire dal vivo) è fiction. Le arti in genere, lo sono. Solo la vita è vita, e non si può riprodurre in alcun modo. Nemmeno immortalare. Per questo odio quando qualcuno chiede a qualcun altro se quello che scrive è vero, se è reale, se è autobiografico, se lui stesso è una persona vera, se è sincera. Come se si dovesse firmare un contratto di autenticità con i lettori.Trovo queste domande così inutili e banali… [Questo, sia chiaro, è solo il mio parere]

        L’anonimato, per chi lecitamente lo sceglie, serve a garantire la propria privacy, sempre, fino a che non si delinque, a quel punto non si è più “protetti” (nemmeno in caso di proxy e similari…), ed è giusto sia così.

        Paradossalmente, molti di quelli che si “scandalizzano” leggendo certa roba, sono gli stessi che pubblicano cose patetiche, o diffamatorie, da denuncia.

        Proprio a questo punterà il portale di cui ti parlavo, a sensibilizzare (tramite l’intervento e la consulenza degli addetti ai lavori… giudici, polizia, avvocati, informatici) gli “stolti” a scrivere e stare nel mondo dei “social” in modo responsabile, e le “vittime” a prendere provvedimenti o denunciare senza paura.

        • dici cose che ho fatto mie da anni, le condivido in pieno ma concedimi due precisazioni…
          mi è capitato più volte di scrivere sull’amore, non sempre lo faccio con un taglio ironico/goliardico, anche se pure in questo post ho infilato messaggi subliminali (è un mio vezzo). Quando ne parlo “seriamente” non mi stupisco se qualcuno mi pone la domanda che citi, rispondo sempre chiaramente che qui di autobiografico non c’è niente, eccezion fatta per qualche curioso aneddoto che mi va di raccontare. Il concetto che tutto, letteratura e arte compresi, sia finzione è un po’ grossolano e facilmente opinabile. Se esci di casa vestito sei finto, la natura ti ha creato nudo, tanto per capirci estremizzando, comunque ne parleremo di questo, magari sotto un post scritto da te oppure da me, l’argomento merita approfondimento

          sull’anonimato in rete si può dire tutto e il contrario di tutto, a volte lo si sceglie per tranquillità e per comodità. Può anche essere che ci siano blog di scrittori e/o giornalisti famosi (è solo una ipotesi) che scelgono le mentite spoglie. Mentite spoglie protettive, dovessero palesarsi sarebbero assaliti da internauti a caccia di consigli, pareri, indicazioni, ma anche insulti, ingiurie, minacce, ecc. ecc. Fatto salvo un fattore chiave, l’anonimato non condiziona chi legge, quindi la fa da padrone il pensiero e non chi l’ha scritto, questa è una delle migliori prerogative della rete, secondo me.

          apprezzo tantissimo ogni iniziativa finalizzata a un più corretto e sicuro utilizzo della rete

          • TADS, hai ragione, però, perdonami, “grossolano” perché di difficile esaustività in un commento scritto da cellulare (anzi, scusa eventuali errori).
            Poi, ho usato “fiction” e non “finzione” di proposito, non perché letteralmente significhino cose diverse, ma solo perché, la prima, mi fa pensare anch’essa a una forma d’arte, la seconda, la connoto con un’accezione negativa.
            In ogni caso, sì, andrebbe affrontato in modo più strutturato, ma volevo solo significare la natura potenzialmente “romanzata” di ogni scritto, anche di quelli preceduti da altissimeonorabili dichiarazioni di autenticità.
            Io, invece, rispondo sempre “potrebbe non esserlo”, cioè, il concetto è che parlo davvero spesso di cose autobiografiche o reali, ma non lo dichiaro formalmente per non sentirmici io stesso incastrato, per permettere alla scrittura possibilimprovvisi voli onirici senza che sia venuto meno a qualsivoglia “patto”, non so se mi spiego.

            La fa da padrona il pensiero, tutta la vita. Ognuno sceglie di mostrarsi nel modo che preferisce, senza giustificazioni di sorta, senza che questo debba incidere sul risultato, perché, cazzo, lo faccio mio, la fa da padrona il pensiero, di chi scrive e, aggiungo, di chi legge.

            Sempre un piacere.

            • seguo con una certa regolarità il tuo blog ma se scrivi un approfondimento sul concetto di fction/finzione avvisami, ci tengo a leggerlo e magari pure intervenire

              certo… la fa da padrone il pensiero, proprio così, di chi scrive, di chi legge e di chi interagisce, SEMPRE

              a presto

  26. Hai preso spunto davvero da chiunque ( ogni riferimento e’ puramente casuale )
    Comunque è talmente vero che l’ho inviato via mail all’amico di cui ho scritto sul mio blog.
    Se si riprenderà da ovunque si trovi ora, sarà solo merito tuo 🙂
    Un abbraccio

  27. Io sono d’accordo: l’amore rincitrullisce. Parlo in senso lato, mi riferisco anche all’amica del cuore che vuoi bene, ma a lei ormai non importa più niente di te, oppure l’amore per l’arte o la compassione per gli affamati africani (sto pensando alle tre vecchie suore violentate e macellate). Rincitrullisce sempre e l’attrazione fisica è ingannevole come un miraggio. Io mi sono rincitrullita principalmente per la poesia e la pittura, lo riconosco, mi accontento di così poco, quasi niente, in cambio di una fatica immensa. potevo fare soldi, no, tutto gratis. E scopiazzata abbondantemente pure. Sarebbe più sensato cancellare i blog e dedicarmi al ricamo, so fare anche quello. Oppure vendermi le torte, tanto sono capace di decorarle. Alla fine non concludo niente per eccesso di ispirazione.

  28. Sono una persona che non si scandalizza quasi per nulla ,a parte la violenza sulle donne e sugli animali ,per cui i blog che parlano esplicitamente di sesso non mi fanno nè caldo nè freddo.
    Solo mi domando : perchè far sapere urbi et orbi che si è fatto del bellissimo sesso e quasi fanno anche intuire con chi .
    A che pro ?
    Siamo arrivati ormai al punto che nel blog si racconta anche con chi si va a letto?
    Sono sbagliata io o dovrebbero essere faccende private,
    Buona giornata TADS
    liù

    • capita anche a me di imbattermi in blog che narrano di performance sessuali, in genere passo oltre ma ho il sentore siano più che altro dialoghi a distanza, un gioco sullo spazio pubblico, ammesso non si tratti di vanità o millanterie

      buona giornata anche te Liù

  29. Appello raccolto, alla ricerca del mio senso dell’umorismo. Sai cosa? Io vedo che da un po’ c’è l’abbandono dei blog, più che l’esplosione, in favore di altro più rapido, ed ho l’impressione che chi resta, o chi apre ora, sia diverso da prima, che vada più a fondo e più dentro le cose. Adoro anch’io gli intimisti.
    E la sai un’altra cosa? L’amore non è l’unico argomento di cui tutti possono parlare, c’è anche altro, non so… ad esempio… la cacca. Ecco.
    Mi piace come scrivi, tanto che perfino la tua prolissità è scorsa piacevole e veloce. E io sono una che quando si rompe salta le righe. Con te non l’ho fatto.

    • sono un blogger della prima ora, in tutti questi anni ho assistito a picchi e flessioni, questo è uno spazio che offre opportunità uniche, anche se mirate, non c’è social che tenga, tanto meno le nuove tecnologie, non scriverei un post così lungo con lo smart nemmeno dietro lauto compenso, darei di matto.

      il tuo esempio mi piace, è attinente, in fondo tutti quelli che si innamorano prima o poi… finiscono nella cacca 😀
      come dire… dalla padella alla brace

      benvenuta nel mio blog e grazie per gli apprezzamenti

  30. Ho provato due volte a parlare d’amore, ma non in maniera diretta, e solo quando ero felice.
    Risultato: sfiga immensa in entrambi i casi.
    Meglio scrivere ai diretti interessati.

      • Nel senso che entrambe le storie sono finite dopo poco e non benissimo. In quel momento mi dicevo: “questo blog mi porta sfortuna”, ma sarebbe successo lo stesso anche se non avessi pubblicato quei post, è ovvio.
        Le lettere d’amore vanno consegnate al destinatario, possibilmente evitando intermediari. Quando vedo, sulle bacheche di facebook, ostentare un amore con foto e frasi che mettono a dura prova la mia insulina, mi chiedo se per alcune persone gli altri non siano una colla per il loro rapporto. Come se ne avessero bisogno, quasi come se l’approvazione altrui fosse un termometro che misura l’intensità di un sentimento. Ma forse sto divagando, diciamo che è un post che ispira diverse riflessioni.

        • adesso capisco il tuo commento precedente, ho scoperto il tuo blog solo oggi, non conoscevo il retroscena sentimentale. Anche io mi stupisco quando mi imbatto in manifesti e proclami, a volte penso siano messaggi indirizzati a eventuali ex, forse alla concorrenza battuta. Considero la riservatezza un valore inalienabile, forse è per questo che fatico a comprendere gli amori da comizio.

  31. Come al solito hai detto e scritto tutto tu e i tuoi followers hanno completato qualche piccola tua dimenticanza. A me non resta che prendere atto del tuo e dell’altrui pensiero. Alla mia età l’unico amore che conosco (e pratico ancora) è quello per la letteratura. Dell’amore fisico e chimico che strugge e distrugge mi rimangono vaghi, anche se piacevoli, ricordi.
    Con amicizia.
    Nicola

    • la letteratura è un ottimo surrogato, non toglie appetito né sonno, non tiene incollato al cell, non ti condiziona la vita, non rompe le palle, non tradisce e aiuta a fare le parole crociate 😉

  32. Sono quasi convinta che molte donne inconsolabili, sofferenti per amori non proRio corrisposti sono le più fragili e egoiste! Amano soprattutto se stesse e temono terribilmente la solitudine!!! Se mai ci fosse stato davvero un grande amore, anche a “senso unico”, non avrebbero continuato per molto a …fantasticare illudendosi! Si soffre davvero troppo!

    • molto dipende dalle sensibilità delle singole persone, dalle situazioni che non sono mai tutte uguali, dai sentimenti vissuti e dai tormenti interiori che bisognerebbe provare prima di parlarne.. giudicare a priori un essere umano in cui rispecchiarsi con le sue imperfezioni (imperfezioni che appartengono a tutti), mi appare così triste.. 😦
      rispettiamo i dolori altrui, di qualunque natura essi siano, anche se non li capiamo perchè lontani dalle nostre esperienze.. la sofferenza è un percorso personale che appartiene al singolo, che cerca di superarla secondo il proprio grado di maturità.

      -Liolucy

  33. Sì, dipende proprio dalla vera sensibilità….anche dai vissuti magari poco piacevoli….ecc ecc.
    E allora si preferisce la solitudine, si preferisce non essere nemmeno sfiorati dalla crudeltà di certi uomini. Ma pare che quest’ ultima per le… sensibili non si sente…

      • Certamente, riesci a immaginare come deve sentirsi una poveraccia, appena sveglia, che s’imbatte in un post del genere, pieno di spunti? Come minimo si rimette sotto le coperte e comincia a pensare:
        – perché scrivo su un blog;
        – perché scrivo d’amore su un blog;
        – ma poi, io scrivo d’amore su un blog;
        – e perché lo faccio se non credo nell’amore;
        – ma sono mai stata innamorata;
        – e soprattutto, la mia vagina lo è mai stata????
        Vabbè, ci scriverò sopra!

  34. Hai un’arma micidiale tra le mani che ti permette di distruggere e sdrammatizzare, nello stesso tempo, situazioni e opinioni, presunte verità e incredibili fandonie. Un’arma sottile, raffinata, elegante, di cui pochi sanno servirsi: l’ironia. Questo ti consente di essere più convincente di qualsiasi serioso trattato scientifico al riguardo. E’ sottinteso, naturalmente, che lo scrivente è in linea di massima d’accordo con te sull’argomento del post (post…che brutta parola!). Un saluto 🙂

    • sai Remigio,
      credo sia il modo giusto per affrontare questo argomento con una certa efficacia, tra un sorriso e l’altro magari ci scappa una riflessione 😉

  35. ho letto un pò dei tuoi post,almeno mi regali un sorriso,sull’amore c’è tanto da scrivere e tanto da leggere e ognuno può esprimersi come vuole..io mi astengo da questo argomento come leggi nel mio blog scrivo sulla famiglia e cmq lo faccio in modo ironico xkè non sono una che si piange addosso…ho scritto tempo fa anche un post sul stirare le camicie a mio marito…per lui avere addosso una camicia ben stirata è simbolo di sessualità maschile all’ennessima potenza, ma tanto lo stesso non acchiappa 😀

  36. Hai detto bene, i blog sono stati creati come diario virtuale e quindi è logico trovarci mille storie d’amore e lacrime varie. Del resto la vita degli uomini, in generale, si concentra quasi tutta lì e quindi è chiaro che nella maggior parte dei casi trovi blog che parlino di questo. Mai provato a cercare arte, scienza, filosofia, viaggi,….Leggi altre cose, hai tutta la libertà per farlo e nessuno ti obbliga a leggere quello che non ti piace e non ti interessa. Bella la tua storia riassuntiva dell’iter umano riguardo l’amore 🙂

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