La “prova regina”…

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Non ci fossero di mezzo cinque vite (un bambino, due ragazzine e due giovani donne) spente da una follia incubata nella più banale e monotona normalità sociale, si potrebbe scrivere un best seller alla Dan Brown. La mattanza che ha ucciso Samuele Lorenzi, Meredith Kercher, Chiara Poggi, Sarah Scazzi e Yara Gambirasio, pare esser figlia di una sola malvagia entità che ha armato e guidato la mano dei cinque carnefici. Eclatanti fatti di sangue molto diversi e geograficamente distanti tra loro ma con una impressionante sequela di punti in comune: 1) non esistono rei confessi, 2) in tre casi le sentenze sono state ribaltate e tutto lascia pensare che ciò avvenga anche per gli altri due, 3) i RIS non sono riusciti a cavare un ragno dal buco, 4) i delitti sono avvenuti tutti in realtà provinciali, particolare non di poco conto, 5) in nessun caso sono state vincenti le due “micidiali” armi in dotazione agli inquirenti Italiani: intercettazione e delazione, 6) in nessuno dei casi si è giunti alla individuazione certa del movente, 7) tutte le sentenze fin qui emesse sono zavorrate da un forte condizionamento mediatico e popolare, 8) nonostante l’efferatezza degli omicidi, le indagini sono state sempre condotte in modo approssimativo, pressappochista e con clamorose sviste e/o omissioni. Non trascuriamo le squallide sbronze da “sangue-auditel” senza precedenti delle reti tv, un laido gozzoviglio, come se i luoghi di morte fossero lupanari, altrettanto penosa l’esplosione del “turismo macabro” di massa. Quando era in auge Avetrana si è provveduto a organizzare pullman charter per “ammirare” la casa dei Misseri, possibilmente davanti alle telecamere collegate, così, tanto per salutare con la manina amici e parenti. Facciamocene una ragione, l’Italia è anche questa.

Dalle considerazioni che non vorremmo mai essere costretti a fare emerge un’altra verità da pelle d’oca, chiunque… casalinghe, studenti, manovali o contadini, “Fantozzi” qualsiasi incensurati e totalmente fuori dalle logiche criminali, possono commettere un omicidio e gabbare la macchina investigativa/giudiziaria. L’unico caso passato in giudicato è quello della Franzoni, serenamente a casa dopo solo sei anni. Per farla franca è sufficiente seguire un protocollo ormai standardizzato: non lasciare tracce-firma, evitare di confidarsi con terzi, non fuggire, assumere un atteggiamento da “Signor nessuno” (niente arroganza né eccessivo vittimismo),  sfruttare la risonanza mediatica per proclamare la propria innocenza, meglio se sul luogo del delitto come fosse un set per fiction. Tutto il resto lo fanno l’inefficienza della giustizia e i giornalisti, particolarmente bravi nel dividere il popolo tra innocentisti e colpevolisti insinuando dubbi/scoop in quantità industriale. Conquistare una significativa quota di innocentisti aiuta, il miglior avvocato difensore si chiama “vox populi”.

Nel nostro Paese manca una struttura come la FBI, una cellula investigativa capace di reclutare potenziali agenti da addestrare in modo adeguato dopo rigidissime selezioni, non solo, dovrebbe avere anche il potere di avocazione nel caso in cui si ritenesse inadeguato l’operato della procura competente, come accade negli USA e in alcuni Paesi Europei. Si dovesse giungere, per qualsivoglia cavillo, a una NON colpevolezza di Massimo Bossetti, ci ritroveremmo di fronte a un fallimento giudiziario di portata epocale, nonostante anni di indagini e mezza bergamasca sottoposta al test del DNA. Inaudito apprendere che l’ipotesi di una fecondazione extraconiugale sia stata ventilata da un tecnico di laboratorio, non dall’ufficio preposto alle indagini.

Veniamo al vero plot del post… L’arresto di Bossetti ha dato vita a un vortice di comunicati interpretabili e notizie mal gestite affiancate a quelle inventate di sana pianta, non sta a me stabilire se il muratore sia colpevole o innocente ma ho la sensazione che la tanto sbandierata “prova regina”, si stia trasformando in “prova cortigiana”, vedremo quanto peserà nella fase dibattimentale. Su una cosa ci hanno erudito magistralmente, la prova del DNA non è bibbia giuridica e/o comunque, nel caso lo diventasse, si aprirebbero agghiaccianti scenari sul panorama delinquenziale, galeotta una dichiarazione dell’indagato: “non so come sia capitato il mio DNA sul corpo di Yara”. Ci troviamo di fronte alla involontaria teorizzazione del delitto perfetto, quando ho sentito questa affermazione mi è venuta in mente la paternità estorta a Boris Becker con una fellatio. Non è assolutamente complicato impossessarsi dell’altrui DNA, dello sperma in particolare (basterebbe la complicità di una donna), spargerlo sulla vittima e poi agevolare indagini e sospetti verso il “colpevole” designato. I giudici giudicanti si troveranno di fronte a un bivio rischiosissimo. Qualora il muratore venisse condannato sulla sola base del DNA, si creerebbe un pesante precedente, non è fantasia cinematografica immaginare innocenti sprovveduti all’ergastolo e machiavellici assassini in assoluta libertà.

Tullio Antimo da Scruovolo

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92 thoughts on “La “prova regina”…

  1. Salve TADS trovo molto vera questa tua analisi.
    Il triste scenario di una giustizia evidentemente incapace è davanti agli occhi di tutti. Oltre al peggio che deriva da giornalisti o presunti tali, onnipresenti in salotti televisivi, affamati di scoop, sfruttando mezze verità, e speculando tutto il possibilie dal dolore e dalle tragedie, in nome di una parola che spesso io chiamo per loro “è tutto grasso che cola” E temo che spesso in nome di questo “grasso” anche la giustizia rallenta il suo corso.
    Ciao
    Elena

    • ciao Elena,
      lo rallentasse solo sarebbe ancora accettabile,
      la sensazione è che il corso subisca spesso deviazioni imposte dai media,
      giornalismo e giustizia, bell’accoppiata

        • diciamolo pure, il potere mediatico di creare fronti innocentisti e colpevolisti e tremendamente condizionante per la magistratura. Se la Franzoni non fosse stata trasformata dai giornalisti in una “vittima” di chissà cosa si sarebbe beccata l’ergastolo, invece grazie a Costanzo & C. se l’è cavata con sei anni di detenzione rischiando seriamente di essere assolta.

          • e su la Franzoni ancora mi scontro quando sento persone che giurerebbero sulla genuinità delle sue lacrime.Per carità sono lacrime vere di dolore vivo e lacerante certo piange perchè ha ucciso suo figlio. Perchè nulla la scagiona totalmente da quel reato.
            Ciao TADS buona serata

  2. Concordo alla grande, soprattutto per quanto riguarda l’inefficienza delle indagini su questo tipo di delitti. Riguardo poi ai processi, se siamo stati, tanti secoli fa, la culla del diritto, come ci piace ripetere, non c’è dubbio che ci siamo trasformati nella patria d’elezione del cavillo. L’unica cosa certa, in tutte queste storie, è la vittima, mentre tutto il resto si perde in un mare di chiacchiere e congetture, per non dire tifo calcistico (che, come forse hai compreso, apprezzo poco).

    • commento ineccepibile,
      allucinante ciò che evidenzio nell’ultimo capoverso, ci stanno insegnando che se mettiamo il DNA di un altro sul luogo del delitto la scantoniamo alla grande, bella roba.

  3. Tads io sono veramente schifata da tutto questo ma del resto Bossetti e’ l’unico indagato, mah, come finira’, non si sa, hai ragione tu, questa e’ l’Italia! Un bacione, buona serata, guarda che il bagnetto e’ pronto, 😀 detto cosi’, 😀

  4. Concordo in toto. Tuttavia, i media, TADS, oggi più che mai, sono una forma di attività commerciale, e come tutte le altre, che sia un bar o un negozio di scarpe, offrono quanto la “clientela” chiede…

  5. Per quanta riguarda Yara non mi pare che come prova ci sia poi solo i dna….ma tante altre circostanze…..sono semplici coincidenze? Non lo so…..ma le coincidenze mi hanno sempre convinto poco. Per gli altri casi penso che, come succede molto spesso, si siano volute deviare le indagini verso direzioni sbagliate…..e i motivi possono essere milioni. I RIS quando e se possono, il loro lavoro lo sanno fare molto bene. Penso piuttosto che anche in queste vicende siano entrati in campo altri interessi…..che probabilmente non verranno mai a galla.

    • sui RIS… sono molto perplesso, dati alla mano non danno quasi mai soluzioni ed esiti inconfutabili, nonostante sia una struttura costosissima e tecnologicamente dotata

      che questo sia il Paese dei misteri e del “c’è sempre qualcosa sotto” non vi è dubbio, però non vi sono dubbi nemmeno sulle madornali e palesi lacune della giustizia

      al processo vedremo quali altre prove verranno prodotte oltre al DNA, mi auguro tirino fuori dalla manica un sostanzioso asso tenuto nascosto, altrimenti sarà impresa ardua

      mi scuso per il mio risponderti in ritardo, il commento, stranamente, è finito nella casella spam, a volte capito, comunque spesso controllo

      • Mi ricorda tanto il comico di Zelig, Giacobazzi, che ironizzava sul fatto che appena compaiono i RIS i delinquenti si sentono più tranquilli. Sul caso di Chiara Poggi rilievi effettuati sulla bicicletta sbagliata, quando il testimone continuava a ribadire che Stasi quel giorno usasse un’altra bicicletta, su Meredith Kercher comprovati errori nell’acquisizione delle prove e così via. Comunque non assocerei il giornalismo a “Libero”! 🙂
        Silvia ha ragione, l’accusa non si basa tutto sul DNA. Esistono tanti piccoli indizi su attrezzi da lavoro, calce sui vestiti di Yara, prove sulle celle telefoniche della sua presenza nell’area, cambiamento nelle sue abitudini giornaliere subito dopo la sparizione, come il solarium e il bar degli amici. O questo è sfigato come Fantozzi che ha trovato una battona che gli ha rivenduto lo sperma per questo scopo o effettivamente è implicato nella vicenda. Altrimenti chi avrà più il coraggio di gettare il profilattico usato nella spazzatura?

        • caro Pinza,
          io guardo le cose dall’alto, su cinque omicidi i RIS non ne hanno risolto nemmeno uno, statisticamente parlando è una percentuale allucinante

          ripeto quanto già scritto ad altri, gli inquirenti devono acquisire prove inconfutabili, arrestare e mandare sotto processo. In questo paese prima si arresta e poi si cercano le prove, il più delle volte si finisce sotto processo solo grazie agli indizi, non è un problema episodico né di aneddotica, è il sistema che è sbagliato. Come può essere che cinque pirla qualsiasi facciano fessi procuratori, ris e tribunali per anni???

  6. Quando si parla di giustizia italiana vengo assalita da una nausea ed un disprezzo totale.
    Se un qualche mio caro fosse una vittima ed io sapessi per certo chi e’ L assassino lo ucciderei nel modo peggiore possibile.tanto con i protocolli da te elencati potrei anche farla franca.e se così non fosse …lo farei cmq. La tv non la guardo mai salvo i vecchi film i giornali che ti sbattono in faccia il dolore altrui li schifo e se la vicina di fila inizia a chiedermi cosa penso del caso di Yara faccio finta di essere straniera!

    • infatti il padre del ragazzo ucciso a Roma pochi giorni fa ha messo una taglia di 100.000 euro dichiarando: “voglio solo sapere chi è stato ad ammazzare mio figlio, se qualcuno sa e vuole la taglia deve dirlo a me, la polizia non c’entra niente”. Questa cosa la dice lunga, molto lunga cara Ariel.

      • Che cosa vuoi che ti dica? I soliti luoghi comuni sulla legalità L ordine costituito la democrazia ed altri stereotipi con cui drogare la massa? No.certi reati vanno puniti con il vecchio occhio per occhio.punto.
        Nessun innocente di mezzo, discrezione.e caccia fino all ultimo sangue.il suo ovviamente.

  7. Non mi appartiene la teoria del “gomblotto”, ma certo è che tutta questa attenzione, sempre più pressante, dei media, a tutto tondo, su delitti, cronaca nera, scomparsi, e quant’altro mi fa venire in mente a tecniche di “distrazione di massa” per evitare di pensare (ad esempio) al fatto che qualunque politicante si permette di affermare con la stessa veemenza l’esatto contrario di quanto affermato solo pochi mesi prima. E non mi riferisco solo alla TV, ma anche a giornali (scopro di una pubblicazione denominata “Giallo”, cadenza settimanale, che parla solo di queste storie) e a quotidiani online. Mala tempora currunt, ahimé.

    • stavolta condivido in pieno il tuo pensiero, non ci sono complotti ma è evidente la volontà di sfruttare episodi di “nera” per distrarre il popolo. Non solo la nera, sicuramente ti ricorderai cosa fecero i governi Craxi e Prodi dopo le vittorie dei mondiali 1982 e 2006, mentre il popolo festeggiava, dal cielo di Montecitorio grandinavano tasse a non finire

  8. Realtà provinciali significa anche che magistrati inquirenti e poliziotti probabilmente non sono il massimo(tipo, a Perugia o a Cogne non succede mai niente, mandiamoci quelli meno svegli o dinosauri a fine carriera).
    E poi la cosa del DNA, soprattutto nel caso Gambirasio: l’accusa non si sente proprio sicurissima, non si spiegherebbe il continuo accanimento di perquisizioni seguito da notizie più o meno bomba sulla stampa.
    Una bella riforma del processo penale non sarebbe proprio una cattiva idea, ma le riforme camminano sulle gambe delle persone: i politici che devono farle, i magistrati ed i poliziotti che devono applicarle.

    • faccio mio il tuo commento, le realtà provinciali sono tendenzialmente tranquille, in fondo mandarci le “aquile” sarebbe uno spreco… io credo che prima di riformare la giustizia bisognerebbe riformare i criteri di collocamento, mettere in mano la sicurezza dei cittadini e l’onere di indagini complesse a degli impiegati statali che hanno vinto un concorsino non mi pare una genialata

      se i fondamentali delle inchieste consistono in delazioni, intercettazioni e rilievi scientifici neanche tanto sicuri.. significa che anche un venditore di lupini potrebbe coordinare una indagine

      mi spiace passi in sordina l’aspetto più importante del post, la questione DNA, da questo processo dipendono molte cose, io ci andrei piano prima di diffondere la convinzione che cospargendo il DNA di un altro sul cadavere la si scantoni.

      buona serata

  9. Viviamo in un epoca di finto buonismo, per cui i barconi fanno comodo non solo alla malavita, ma anche a certa parte politica in prima linea per fornire assistenza. E viviamo in un epoca di finta ricerca della giustizia e della verità, dove basta alimentare un ragionevole dubbio per ignorare tutti gli indizi.
    Così a me pare, da profano e dall’esterno e… Da telespettatore

    • sicuramente hai ragione ma io penso sia farlocco proprio l’apparato, di suo, obsoleto, deresponsabilizzato, troppo spesso incompetente, facilone. Una giustizia VERA, SANA e GIUSTA, prima cerca le prove e poi arresta, in Italia si arresta e si processa su basi indiziarie, non su certezze probatorie, questo aumenta tantissimo il margine d’errore, è allucinante pensare che in galera ci siano innocenti, così come lo è il mettere in libertà i delinquenti.

  10. Quoto tutto. Bossetti alla fine lo scagioneranno. Come nel caso di via Poma. Se è innocente anche questa volta avranno fatto scempio di una vita. Anzi, nello specifico caso, dati i particolari privati diffusi (molti dei quali totalmente irrilevanti afi fini dell’indagine), avranno fatto scempio della vita di molti

    • tra gli umani coloro che si riempiono la panza sulle altrui morti e disgrazie vengono definiti impropriamente sciacalli e avvoltoi, impropriamente perché tale usanza lede la dignità di animali utili, fondamentali per il mantenimento degli equilibri biologici. Direi che il termine più appropriato sia “merde”.

  11. Ma sì, sono d’accordo, è l’ennesimo scandalo della Giustizia italiana. Non mi pronuncio né pro né contro Bossetti, anche sul DNA bisogna andarci cauti. Ma questo rimescolare nel pentolone non fa altro che esasperare la gente. A me scappa da ridere quando sento dire “ho fiducia nella Giustizia. Ma quale? Ma dove?

  12. A me la storia puzza di occultamento di qualche uomo importante, che si è servito della ragazzina e ha comandato di realizzare un meccanismo davvero bizzarro.
    Pensa se un uomo di importante notorietà, preso da un raptus abbia commesso l’atroce delitto e, per uscirne pulito, ha macchinato un’intera vicenda che ha l’incredibile svolta di aver scoperto un figlio naturale….

    • infatti, dovesse andare in porto la “macchinazione” creerebbe un pericolosissimo precedente, questo è il lato più preoccupante di tutta la questione

      • Ma il precedente, se non confermato dalla Corte Costituzionale e soprattutto in campo penale, non ha poi molto riscontro. Ricorda che in diritto penale è fatto espresso divieto dalle preleggi l’utilizzo del metodo analogico, peggio se interpretativo. Inoltre il precedente ha maggior valore nei paesi di common law, qui in Italia assume importanza più che altro in campo civile….

        • cara Aida,
          questo commento rende onore ai tuoi studi ma qui stiamo parlando della magistratura Italiana, quella che manda a casa frotte di mafiosi perché si dimentica di depositare in tempo utile le sentenze, stiamo parlando della magistratura che ha “ucciso” Enzo Tortora. Stiamo parlando di quella magistratura che a Milano ha allestito un costosissimo processo senza reati e senza parti lese, stiamo parlando di magistrati che si mettono a giocare a braccio di ferro tra loro sulla pelle della gente, vedi stamina. Potrei andare avanti all’infinito, comunque io non ho parlato di “precedenti in grado di fare giurisprudenza”, infatti ho usato altri termini, mi riferivo a un precedente pericoloso a livello di struttura dibattimentale e sentenza. Se Bossetti sarà condannato all’ergastolo e nella motivazione della sentenza il DNA avrà peso determinante, molti assassini penseranno che spargere il DNA di terzi sulle loro vittime garantisca loro una sorta di immunità, ovviamente mandando in galera un innocente.

          • Se però il caso mediatico assume una veste di rimprovero nei confronti della magistratura, se davvero renzi riesce a legiferare in materia di responsabilità dei giudici, la cosa sarà diversa. Conta che cmq una sola prova non può giustificare una condanna e spesso in alcune sentenze neanche centinaia di prove hanno giustificato una condanna. Ora tutto sta nella magistratura con la speranza che l’influenza mediatica, che nei casi penali dovrebbe rimanere fuori fino alla pronuncia delle sentenze, non influenzi il giudice, altrimenti saremo di fronte alla possibilità di traslare il giudizio altrove onde evitare che l’ambiente esterno sia una valida base per giustificarne l’ergastolo. Ovviamente tutto dipende dal giudice…

  13. Sono d’accordo con te, anche questa volta, su tutta la linea.

    Invece di condannare o assolvere secondo il principio dell’ “oltre ogni ragionevole dubbio”, si condanna e assolve sulla base di elementi che appaiono quantomeno “deboli”, si condanna e assolve, ancora prima, sulla base delle voci di corridoio, della ricostruzione televisiva fondata sui “plastici” di Bruno vespa, sulla base del fatto che, la faccia del “presunto” colpevole, sia più o meno fotogenica, e che appaia, con un servizio “ad hoc” pro o contro, su giornali e riviste “popolari e scandalistiche” come Chi, Vip, Novella 2000 che fanno breccia nell’immaginario collettivo più del Tg1 o del Corriere della Sera…

    E questo perché, usando un doppio senso, è nel nostro DNA il pressappochismo, il qualunquismo, lo sciacallaggio selvaggio, la totale mancanza di empatia rispetto a certi dolori, non frega un cazzo a nessuno della verità, ma tutti voglio avere un pezzo di carne da sbranare, una belladrammetica storia su cui “scommettere” al bar con gli amici, di cui parlare a tavola con la moglie, sulla quale vomitare le proprie frustrazioni, grazie alla quale sentirsi “diversi”, o “migliori”. O “puliti”.

    ll nostro stato di diritto, attualmente, non garantisce nessuno. E fa riflettere l’effettiva ipotetica facilità cui accennavi di spargere sperma sul corpo di qualcuno per incastrare qualcun altro.
    Fa riflettere Corona (non che voglia empatizzare con lui in nessun modo, sia chiaro) sedici anni di carcere e la Franzoni nemmeno sei (il primo non ha ucciso nessuno, la seconda il figlio).

    Fanno riflettere molte altre sentenze (e io credo fortemente nella buona fede e qualità della magistratura italiana, e ritengo che l'”anello debole” sia la totale mancanza di mezzi ed elementi messa a disposizione dei magistrati per fare bene il loro lavoro) e relativi ribaltamenti.

    In Italia abbiamo più paura di Enrico Lucci e del Gabibbo che della legge, questo restituisce, ed è triste, il senso chiaro della situazione globale.

    P.s. detto questo, credo che il cambiamento debba partire dai singoli, da noi. Non basta dire che tutto va male, e stare sedurti a guardare. Per questo ho in mente di battermi, in modo feroce, perché certi diritti vengano garantiti. E lo farò…

    P.p.s. scusa come sempre per la lunghezza

    • Non bado alla lunghezza dei commenti, anzi, credo che una riflessione articolata meriti il giusto spazio per essere meglio espressa

      Sullle battaglie sfondi una porta aperta, tralascio ciò che ho fatto e continuo a fare nella mia vita reale limitandomi alla rete, questo blog è uno spazio virtuale che da quasi undici anni mi consente di cimentarmi in sfide e lotte su più fronti, principalmente quello del disincanto e della ricerca della verità seguendo le linee del pensiero sofista, seppur personalizzato. E’ questo che intendo quando affermo che qui si osservano e sviscerano gli argomenti da un punto di vista scomodo, non allineato, non politicamente corretto. Una scelta alimentata anche dai numeri, mi riferisco al periodo d’oro di tiscali quando ogni post veniva letto mediamente da 7/8.000 IP (per le mie idee sono incappato anche in un lungo periodo di pseudo-censura ma non mi sono spostato di un millimetro dalle mie posizioni). So bene che è poco, cioè, considerato l’andazzo di WP verrebbe da dire “niente” ma non demordo. Piccola premessa per comunicarti quanto io sia sensibile alla lotta.

      La giustizia Italiana… mi impongo pensare che sia una istituzione sempre pronta ad agire in buona fede ma in cuor mio non ne sono affatto convinto. Chi ha l’onere di gestire e garantire sicurezza, diritti, libertà (il bene più prezioso), dignità e onorabilità, non può avere ampi margini d’errore, per niente, tali margini dovrebbero essere prossimi allo zero. Non penso nemmeno sia un problema di fondi bensì di metodo, nessuna inchiesta si è mai bloccata per mancanza di fondi, nessun processo è mai stato annullato per mancanza di fondi, ecc. ecc. I magistrati Italiani sono una casta intoccabile, totalmente deresponsabilizzata che spesso si eleva al di sopra delle regole, a tutto ciò dobbiamo aggiungere una inefficienza da terzo/quarto mondo (centinaia di mafiosi assassini scarcerati per “pigrizia” o cavilli ignorati, ecc. ecc.) I casi citati in questo post sono emblematici.

      I mass media vampirizzano tutto ma spesso lo fanno con la complicità “illegale” delle procure stesse, in un Paese civile quando si diffondono fascicoli secretati saltano teste togate e giornalisti. Ti riporto alcuni esempi, nel 2010 cinque governatori tedeschi si sono dimessi perché coinvolti in scandali pruriginosi, processati e condannati ma senza che una sola riga delle chilometriche intercettazioni sia stata pubblicata o mandata in video. Sempre nello stesso anno, alcuni giornali francesi pubblicarono illazioni sulla fedeltà tra Sarkò e la Bruni, l’allora presidente con una sola telefonata chiese e attenne il licenziamento in tronco di un caporedattore e VENTICINQUE giornalisti, in Italia sarebbe scoppiata la rivoluzione.

      Da noi spettacolarizzazione delle inchieste, dei processi, cultura del sospetto e gogne mediatiche sono un malcostume alimentato da giornalisti e magistrati, bell’accoppiata. Genesi di tale becerume “mani puliti”, fu in quel periodo che le toghe cedettero alle lusinghe della visibilità mediatica, infatti nel periodo successivo ne abbiamo viste di ogni, tutt’ora continuiamo a vederne di ogni, nei tempi andati i magistrati vivevano e operavano nella riservatezza assoluta.

      Su Corona concordo, sta scontando una pena esagerata, altro esempio di giustizia interpretata, è stato punito non tanto per i reati commessi quanto per il suo irrispettoso e oltraggioso atteggiamento nei tribunali. Per dirla in termini da vicolo… sono state “castigate” le buffonate, non le malefatte.

      • (Complimenti per i numeri che facevi in Tiscali. Erano numeri molto molto importanti, ma credo tu ne faccia anche qui su wp).

        Poi, non per niente, in Italia, i ‘poteri forti’ hanno come comun denominatore, e “credo”, il “low profile” e il “politicamente corretto”.

        Hai ragione, però, ecco, io dico che, l’ “errore” primordiale, è nel nostro Dna, nella cultura.

        Siamo il paese dei mille puntini (mai solo tre come, tra l’altro, vorrebbe la regola) dopo certe ambigue affermazioni, quasi come se, più puntini ci sono, più è profonda la verità assoluta che sappiamo ma evitiamo (per chissà quale motivo) di dire, siamo il paese di omuncoli che mettono tanti puntini dopo mezze frasi e nessuno sulle i, e, anzi, a chi lo fa è riservato il ruolo del “cagacazzi” e va allontanato.

        Siamo il paese dove parlano tutti e pochi hanno davvero da dire, dove si giudica facendo circolare informazioni (di fonti anonime) nel sottobosco e nessuno ha mai le palle di produrre un’accusa chiara e netta facendo Nomi e Cognomi.

        TADS, ho come l’impressione che è fin dal “basso” il marcio, dalle radici. E un albero senza radici non sta in piedi, sei d’accordo?

        Non ho motivo di dubitare sul tuo impegno sociale e sindacale sia nella tua vita virtuale sia in quella reale. E ti porgo i miei complimenti.

        Da parte mia, a breve, lancerò un’iniziativa, per la difesa di certi diritti e contro certi reati legati al web, parteciperanno avvocati penalisti, psichiatri, informatici, magistrati e forze dell’ordine. Sarà una cosa, manco a dirlo, no profit. Solo per fare un pezzetto di quello che ci spetta come cittadini, e come essere umani. Solo per fare qualcosa PER, e non CONTRO.

        • niente da opinare, un paio di anni fa scrissi un post intitolato. “la furbizia è il buco del culo dell’intelligenza”, credo ti basti questo per comprendere quanto condivida ciò che dici. In fondo, imbiancare e ristrutturare un palazzo pericolante trascurando le fondamenta non ha senso.

          l’iniziativa che menzioni pare interessante, fammi sapere.

  14. Non sanno come dare
    l’assassino a questo caso
    poi ci sono i mass media
    che spingono i giudici
    a fare cazzate.
    Bisogna prendersi le responsabilità
    ma noi come società
    da tempo
    abbiamo fallito.

    Nyno.

  15. Ho letto il post e tutti i commenti. Quante parole, “ammazza”!. Perdona l’ironia per l’utilizzo dell’intercalare, ma devo prendere una boccata d’aria di quelle mie…
    Tutto vero, lucido, onesto. Cosa dovrei aspettarmi dallo splendido osservatore del mondo quale tu sei? Ma l’argomento è truce ed io non lo so sostenere con argomentazioni intelligenti. Leggendoti mi hai fondamentalmente ricordato che, oltre a vivere in una società dove abbiamo una giustizia obsoleta, siamo TUTTI alla mercè della plateità, del giornalismo contaminato, del pubblico ludibrio. Delitti perfetti, inquirenti sprovveduti o show televisi?
    Stavolta mi mancano le parole, perdonami. Ho la sensibilità di una farfalla e luccicano gli occhi. Hai detto veramente tutto tu.
    Un abbraccio
    S

    • credo di capirti e ti comprendo, queste situazioni, questi eventi, questi contesti, sono le latrine della società, il nauseabondo fetore che emanano non sempre è sopportabile ma comunque si espande e raggiunge tutti. Sapere che il magistrato boia di Tortora sia stato premiato con un incarico istituzionale prestigioso mette angoscia, è solo uno dei tantissimi esempi.

      ricambio l’abbraccio

  16. Ciao Tads, mi piace molto questo post. Mi ha colpito l’ultimo capoverso, effettivamente se il rinvenimento di DNA su un cadavere viene considerato una prova schiacciante, tanti innocenti potrebbero essere condannati all’ergastolo….. 😦

      • Potrebbe succedere come x il test con la macchina della verità che nel giro di qualche anno è risultato inattendibile, certo che mi viene la pelle d’oca… Un conto è tentare di farla franca sparendo dalla circolazione…. Ma far passare per assassino un altro…ci vuole un bel coraggio!

        • effetto boomerang, qualora si accertasse una manfrina simile, anche una sola volta, la prova del DNA sarebbe bella e sepolta. Cosa che manderebbe all’aria tutto il cucuzzaro della investigazione scientifica

  17. Evito come la peste tutto quel discorrere su questi orridi delitti, appena mi passano davanti queste riunioni di icone blateranti (tutti professoroni) corro su un altro programma e, solitamente, finisco su qualche film antico. Pescano nel torbido e danno spago al sadismo sfruttando i casi di agonie e morti che suscitano curiosità nei vergognosi sottosviluppati umani. La gente è totalmente diseducata all’amore e alla “normalità”, i ragazzi diventano squilibrati con alcool, droghe e sesso scatenato, ma insomma, finiamola. Sanno solo lamentarsi che non c’è lavoro, allora che se lo meritino. Deridono la cultura, non conoscono più nemmeno le tabelline, deificano il denaro e l’ignoranza, campano sfruttando i genitori che hanno la pensione e, soprattutto, si sentono furbi. Certamente sono furbi, di questo non dubito, visto che la mamma gli prepara i pranzetti buoni finché muore per vetustà e i pargoli hanno cinquant’anni e oltre. Perché la giovinezza, ormai, è stata prolungata “quasi” fino all’immortalità. I maschi si sposano in extremis, le femmine entro i quaranta, poi si lamentano che non hanno figli e trovano una buona ragione per pasticciare ulteriormente aumentando la montagna di guai nei quali vive la società attuale, uguale sotto altre forme a quella paleolitica.

    • cara Mimma,
      sai qual è l’aspetto più curioso??? che i cinque omicidi in questione non hanno niente in comune con quanto tu hai scritto, non c’è disagio, non ci sono né droga né alcool, non c’è ignoranza, non ci sono ribellioni sociali nè trasgressioni, ecc. ecc. tutta gente apparentemente a posto a senza problemi.

  18. Se non erro le assassine della piccola Sara Scazzi sono in galera da un po’,non credo che almeno loro la passeranno liscia o almeno spero vivamente che restino dentro per i prossimi 30 anni!
    Ciao TADS
    Buona fiornata
    liù

    • ciao Liù,
      anche Raffaele Sollecito e Amanda Knox erano in galera a scontare una sentenza, adesso sono liberi , anche dovessero essere nuovamente condannati Amanda rimarrebbe libera comunque

  19. le tue riflessioni sono interamente condivisibili…e se Bossetti fosse innocente? Se questa macchina investigativa avesse preso la vita di un uomo qualunque e ne avesse fatto scempio?
    Chi potrebbe mai ripagarlo di tutto questo? Non voglio pensarci, potrebbe capitare a ognuno di noi!
    Buona giornata Tads!

    • non l’ho scritto nel post ma l’ho pensato,
      dopo anni di indagini, migliaia di cittadini “testati”, “presunta prova regina”, un bailamme mediatico asfissiante, sputtanamento totale di intimità e segreti famigliari e almeno due processi, se Bossetti sarà assolto sparerà una richiesta danni a sei zeri.
      Dopo tutto questo casino rischiamo ancora di rimanere con un assassino in libertà, una vittima giudiziaria da risarcire e tutto il resto.
      Dico bene, quando intorno a un omicidio si fa troppo baccano e quando il popolo inizia a mettere in dubbio l’efficienza della magistratura, un colpevole da dare in pasto all’opinione pubblica bisogno trovarlo, a tutti i costi.

      mi sono accorto ora che ti avevo risposto con un commento a parte, forse non hai ricevuto la notifica, riporto qui il tutto, scusa il disagio. Ho risposto alle 08.56 dello stesso giorno.

  20. Giustizia: ahi!
    Analisi attenta e lucida, la tua. Concordo nella mancanza o comunque nella poca efficienza dei RIS nei casi che hai citato e in altri che non hanno “goduto” della fama mediatica (chissà perchè).
    Siamo tenuti a pensare che sia impossibile non arrivare a un colpevole certo, sicuro, ma succede che sia così. L’idea di un innocente in carcere mi atterrisce, idem di un assassino in libertà.

    I media ormai decretano ancor prima dei giudici, plasmano e indirizzano, sfumano e esagerano e soprattutto mettono il fiato al collo ai giudici che di certo non giova nella conduzione serena e obiettiva di un’indagine complicata. Dare un colpevole in pasto all’opinione pubblica è aberrante!
    La “prova regina” del DNA può essere fallace, come evidenziato in questo post. E quindi? Occorrono altre strade e maggiore professionalità investigativa e morale. Sì, morale e non solo dei giudici. Il super partes deve essere sempre valido, sempre e in ogni circostanza. E cito a chiarimento due esempi eclatanti:Tortora e Berlusconi. Per quest’ultimo, al di là degli schieramenti politici e di alcune evidenze, l’accanimento giudiziario e mediatico è stato abnorme.

    Sto pensando a un tremendo film che vidi tempo fa, non ricordo il titolo, ma ricordo scene e trama: aeroporto di Cuba, una ragazza serena e spensierata in partenza, un delinquente in fuga che si libera del panetto di droga infilandolo nello zaino della ragazza. Controllo, perquisizione, scoperta e la ragazza va in un carcere di massima sicurezza e brutalità. Impiegherà mezza vita per dimostrare la sua innocenza e uscirà distrutta per sempre.
    Mi dissi allora: no, in Italia questo non potrebbe mai accadere. Ora non so se riuscirei a ripetermelo.
    Ciao,
    Marirò

    • Mi fa piacere leggere un tuo commento totalmente in linea con il mio post, è quasi un evento 🙂

      Tu sei una insegnante, in quanto tale personalmente coinvolta nella decisione governativa di bloccare per un altro anno gli stipendi degli statali, bene, sappi quanti segue:

      i magistrati sono gli unici dipendenti statali che non hanno MAI subito un blocco retributivo, neanche in questa tremenda crisi, i loro stipendi non hanno MAI smesso di crescere né di aggiornarsi regolarmente ma non c’è solo questo. Quando Monti ventilò di coinvolgere anche loro nel “contributo di solidarietà” (una tassazione del 5%), nel giro di 24 ore la ANM emise un comunicato perentorio: “GLI STIPENDI DEI MAGISTRATI NON SI TOCCANO, A PRESCINDERE DA QUALSIVOGLIA CRISI”, nessuno si azzardò a replicare. Non dimentichiamoci che tale categoria si arroga addirittura il diritto di rimandare al mittente ogni tentativo di riforma non gradito, tanto per non farsi mancare niente, prevaricano regolarmente l’attività del legislatore ponendo veti e/o emendamenti a proposte di legge non in linea con le LORO esigenze. Tradotto in parole semplici, questo significa elevarsi a casta privilegiata al di sopra di tutto e tutti, leggi comprese. Cosa che potrebbe anche essere accettata. al limite, se sul piatto della bilancia ponessero una efficienza esemplare da additare come modello continentale, invece la nostra magistratura è l’ultima tra tutti gli stati membri, la più costosa e la meno affidabile.

      Tra i casi citati nel post mi soffermo su quello che ha già completato l’iter giudiziario, il caso Franzoni: Opzione 1) colpevole, sei anni di carcere sono un insulto alla giustizia, un insulto all’onestà, un insulto a tutto il popolo Italiano (le sentenze vengono emesse in nome del popolo Italiano, dovremmo sentirci tutti coinvolti). Opzione 2) innocente, fosse innocente sarebbe una vittima, una martire, una donna che oltre al figlio si è vista portare via, dignità, onorabilità, rispettabilità, sei anni di vita e l’integrità. Non esistono altre opzioni, che sia la 1 oppure la 2, trattasi comunque di un vergognoso fallimento della magistratura, cioè, di quella CASTA che eccelle solo in albagia.

      Un caro saluto.

      • 🙂 No, dai, che non è vero che non concordiamo mai totalmente. E’ che tu metti sempre tante cose stimolanti nel piatto e io mi metto a osservare anche le sfumature e poi sono una gran chiacchierona. 😀

        già 6 anni di stipendio bloccato, 6 anni e un altro ancora faranno 7 e fino al 2018 (già si prevede) saranno 10 anni!! Così quando andrò in pensione faranno il calcolo dell’ultimo triennio di stipendio e di livello (sempre fermo da 10 anni) e quella sarà la mia pensione. Lungimiranti sono!!
        Il 17 ci sarà uno sciopero del comparto scuola: sarà economicamente dura, ma aderirò. Al momento altro non posso fare per esternare la mia indignazione.

        Sicuramente un fallimento il caso Franzoni. L’opzione 3 attuata, arresti domiciliari con 4 ore giornaliere di uscita, è la vergognosa mediazione di chi professionalmente non ha mai saputo che pesci pigliare.

        Ricambio il caro saluto, ciao.

        • accidenti che bella prospettiva (si fa per dire) dopo una vita di lavoro, il casino è che più procrastino lo sblocco più aumenta il monte, questi puntano alla soluzione estrema, prima o poi diranno, vi dobbiamo tanti di quei soldi che l’unica cosa da fare è cancellare gli arretrati, capacissimi. Però migliaia di enti inutili continuano a mungere soldi. Non voglio passare per sovversivo ma questa gente meriterebbe veramente di passare un brutto quarto d’ora tra forconi inferociti, tanto per capire.

  21. Io non so dirti se e’ colpevole o innocente,quello che mi fa incazzare e’ che va a finire in spettacolo,e’ iniziato il pomeriggio 5 della D”Urso e se non parla tutti i giorni dello stesso argomento che lo fa a fare?poi passa ad un altro caso,adesso anche gli avvocati vengono intervistati in studio…quando invece la magistratura dovrebbe lavorare in segreto o in silenzio,non so come dire….ciao

  22. Tutta questa vicenda è davvero tragica! Sembra un thriller e credo che non abbia precedenti. Dal male, spesso (e volentieri), nasce il male…Oggi sono aumentati notevolmente gli uomini che (uno su tre) chiedono il test del DNA per sospetto …davvero uno schifo!

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