Quell’alibi chiamato “destino”…

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Quando la natura cliccò “apri file” dando inizio alla grande avventura dell’uomo su questo pianeta, ebbe la perfidia di allegare un bug incancellabile, per sempre quello strano mammifero bipede in grado, chi più chi meno, di elaborare concetti, avrebbe convissuto con un atroce dubbio: “quella strana cosa chiamata DESTINO, la si subisce oppure la si gestisce???”.

Luca Argentero, un futuro da bancario, strada spianata in quanto figlio di un dirigente di un noto istituto creditizio Torinese, “carrieruccia” garantita che gli avrebbe consentito una vita decorosa, senza eccessi nè tribolazioni. Alla giovane età di 24anni (anno 2003) esce dai ferrei schemi famigliari e si infila nel carrozzone del Grande Fratello, il padre lo osteggia in tutti i modi arrivando addirittura a minacciare ritorsioni accusandolo di “minare” prestigio e onorabilità del cognome. Lui non molla, partecipa al reality, non lo vince ma gli si aprono le porte dello “show biz”, un calendario sexy per spargere fregole e poi la fiction “carabinieri”. Oggi Luca Argentero è uno degli attori più bravi, più ricercati e più pagati della sua generazione, il traguardo, il risultato ottenuto, il sogno realizzato, è frutto del “destino” o della sua caparbietà, determinazione, volontà???

Non vi è settore, dalla cultura allo sport, dallo spettacolo all’arte, dalla scienza alla progettazione, ecc. ecc. che non annoveri autorevoli personalità giunte alla vetta dopo aver mangiato e digerito tonnellate di merda, subìto e metabolizzato boicottaggi, attraversato le paludi del sacrificio e percorso le fogne dello scoramento. E’ giusto attribuire il merito di tali faticose scalate al “destino”??? Idem per chi si è perso per strada, è giusto mettere alla sbarra il “destino” imputandogli il fallimento degli arresi???

Al termine “destino” associamo, istintivamente, due vocaboli che incutono terrore e speranza: “sfiga e fortuna”,  uno strano, anomalo triangolo appeso al filo di un’altra parola inquietante: “fatalità”. Ci vorrebbe uno spazio ampio come una galassia per contenere la miriade di soggettive riflessioni in merito, ognuno ha proprie convinzioni, certezze, quando l’oggetto del disquisire è il “destino”. Credo sia IMPOSSIBILE rispondere, senza tema di smentita, alla domanda che chiude il primo capoverso, ciò nonostante ritengo coerente col mio interpretare la vita dare una “spallatina” verso l’agorà della razionalità, mettendo un piede nella logica e tenendo l’altro sollevato da terra in un surplace filosofico.

E’ innegabile che per vincere a un gioco basato sulla casualità sia fondamentale il fattore “C”, ma è altrettanto innegabile che per stimolarlo bisogna fare la giocata, quindi la fortuna bacia chi compie una scelta ragionata. Decidendo di fare una passeggiata nel centro di Trieste mentre la Bora impazza a 180km orari, qualora mi cadesse in testa una tegola o un vaso, sarebbe “sfiga”???, sarebbe “destino”???. E’ forse il “destino” a mandare all’altro mondo individui che hanno condotto una vita di stravizi e dissolutezza? Le teoriche responsabilità del “destino” prendono consistenza nel verificarsi delle situazioni chiamate “disgrazie”, non ci hanno messo niente di loro gli incolpevoli passeggeri uccisi dalla demenza di Schettino… dalla demenza di Schettino, non dal “destino”. Si può morire anche in aereo, in treno, in auto e in tantissime circostanze non agevolate, non cercate, non provocate, questo è un dato inconfutabile ma prima di scaricar colpe sul “destino”, bisognerebbe attingere al pozzo delle ovvietà e ricordarsi che, purtroppo, la morte è un effetto collaterale della vita, anzi, è l’unica certezza che acquisiamo quando veniamo al mondo. Il valore della vita è assoluto, non anagrafico, morire a 20anni, a 50anni o 90anni, non fa nessuna differenza, siamo noi ad aver creato tassi emotivi oscillanti che accrescono o diminuiscono il peso di una dipartita.

Eccoci giunti alle dolenti, brucianti note. Quando il “destino” diventa regista dell’AMORE…!!! Secondo il sentire diffuso si può, volendo, al limite, anche razionalizzare una sciagura ma è assolutamente impossibile, inimmaginabile, escludere il “destino” dalle vicende amorose, nel bene e nel male. E’ certamente questo l’ambito in cui il “destino” si trasforma in ingrediente essenziale, sia esso dolce o salato è di fatto elemento deresponsabilizzante. Rallegra ringraziarlo scaramanticamente quando si sguazza nel brodo di giuggiole, alleggerisce coscienza e pene incolparlo quando una storia va in vacca, insomma, un alibi “double face”. Non è così, non lo è assolutamente, siamo NOI che creiamo/cerchiamo/capitalizziamo gli incontri, siamo NOI che rendiamo belle le relazioni, siamo NOI che le roviniamo, siamo NOI gli unici responsabili di ciò che accade all’interno di una unione, il “destino” è totalmente estraneo alle nostre colpe e ai nostri meriti, ai nostri pregi e ai nostri difetti, alla nostra intelligenza e alla nostra idiozia.

Fosse bastato il “destino” a decidere le sorti di ognuno di noi, su qualsivoglia fronte, la natura non si sarebbe sbattuta fino al midollo per dotarci di cervello, purtroppo quando ha distribuito il manuale con le istruzioni per l’uso, molti se n’erano già andati convinti che nulla avrebbe potuto cambiare… indovinate cosa??? il “destino”, appunto!!!

Tullio Antimo da Scruovolo

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125 thoughts on “Quell’alibi chiamato “destino”…

  1. osservando un pò la mia vita, potrei dire quasi tutto destino… ma rflettando per bene avevo sempre opzioni .. forse a volte e più facile la via meno impegnativio ..

  2. Spetti TADS (nel senso di aspetti), ci sono dei piani, aspetti, elementi, dimensioni, che non possono essere paragonate così alla buona. 2 + 2 non è che fa sempre 4.
    Per quel concerne l’amore, mi piove sul bagnato perchè ho la medesima opinione. Il destino, per quanto mi riguarda lascia il tempo che trova come giustificazione nelle relazioni umane. Anzi, sta storia del destino, in genere mi fa girare un po’ le palle. Principalmente perchè nell’amore l’ambito del libero arbitrio è decisamente più ampio rispetto ad altri ambiti della vita (checchè se ne dica o se ne pensi e tutte le frasi fatte tipo “era destino”, “il destino ci ha fatti incontrare”, ecc.).
    Ammetto la possibilità di eccezioni ed errori incolpevoli e proprio davvero imprevedibili, ma, insomma, me ne vengono in mente solo un paio conosciuti durante la mia carriera professionale.
    In altri ambiti, quelli in cui il libero arbitrio è decisamente più ristretto, mi viene difficile non pensare a un po’ di sfighetta. Penso al tizio nato nel Burkina Faso, che minchia può fare per cambiare la propria condizione? Va bene, mi si dirà che non è colpevole il destino o roba affine, ma un’economia mondiale e una storia che sono quel che sono. Penso anche a chi soffre di malattie assolutamente imprevedibili o poco note e incurabili. Anche in questo caso mi viene da pensare alla sfighetta, no?

    • cara Tilla, purtroppo 2 + 2 fa sempre quattro, sempre.

      credo di aver risposto ai tuoi interrogativi, più che legittimi e, per certi versi, anche condivisi, nel passaggio in cui sostengo che la morte è un effetto collaterale della vita, per “morte” intendo anche la cosiddetta sfiga e tutte le negatività della vita. La natura non seleziona, colpisce nel mucchio, non c’è meritocrazia nella sopravvivenza, non possiamo campare tutti fino a cento anni, ci estingueremmo.
      Alcuni elementi non sono di facile spiegazione, perché si nasce nel burkina faso, perché c’è chi nasce bello e chi brutto, ricco o povero??? gli strati devono essere occupati, da un punto di vista “romantico”, direi che c’è una bella differenza tra il nascere figlio di Berlusconi e il nascere figlio di una coppia rom… sfiga? fortuna? chissà, forse esistono logiche che ancora ci sfuggono, tuttavia riconosco l’esistenza di persone portatrici di negatività e positività ma qui dovremmo entrare nei meandri delle energie, volendo bypassare sfiga e culo per principio. Non credi?

      • Uh! Il discorso delle energie mi interessa da morire, però. No, non sfiga e culo e niente di new age, proprio energie. Quello mi interessa.

        No, non sono di facile spiegazione, lo so. Ma così si potrebbe ben dire, semplicemente, che ogni effetto ha una causa e si taglia la testa al toro e allora chi attribuisce al destino le questioni relazionali avrebbe vita facile. Invece a me piace sottolineare gli ambiti in cui il libero arbitrio è più ampio, perchè è un po’ più difficile sottrarsi alle eventuali responsabilità (soprattutto nei confronti di se stessi).
        Non so se sono stata abbastanza chiara.

  3. Ciao!
    Grossomodo condivido il tuo punto di vista. Siamo noi i responsabili dei nostri successi o dei nostri fallimenti. Il destino tanti lo tirano fuori per giustificare la loro stessa fragilità. Ma non si può certo negare che a volte la casualità, cioè le forze esterne che non possiamo controllare, giochino un ruolo decisivo nella nostra vita. Se a Luca non si fosse presentata l’occasione del Grande Fratello, sarebbe diventato lo stesso attore? Se a qualche povero sventurato non fosse suonata la sveglia, il giorno in cui si è fatalmente imbarcato sulla Concordia, sarebbe ancora vivo? Ecco, solo quando non si può scegliere, forse si può parlare di Destino. Ma a questo punto direi anche di sfiga 😀
    Simone

    • ciao Ghost,
      come ho risposto a Tilla… la razionalizzazione della casualità non è cosa semplice,… se salgo su una nave devo preventivare eventuali incidenti, così per l’aereo ecc, Luca Argentero non sarebbe mai diventato attore se non si fosse messo contro il padre, GF a parte, ho citato lui come esempio proprio perché è emblematico, non è stato fortunato, il suo obiettivo l’ha raggiunto perché voluto contro tutti e tutti.

      • Si, il tuo ragionamento è comprensibile, però se uno vuole fare l’attore, si iscrive a scuola di recitazione, non partecipa al Grande Fratello sperando di poi fare l’attore…va beh magari almeno non in Italia 😀
        Simone

        • giusto, in Italia si passa dal GF, non è mica l’unico, negli altri Stati si frequentano scuole di recitazione, in fondo, se vinciamo un oscar ogni 20anni… 😉

          • Che poi, questo da ancor maggior risalto alla bravura di Luca. Cioè, i passaggi dovrebbero essere almeno due:
            1) Luca si oppone al padre e sceglie di percorrere la propria strada
            2) La strada presenta molti bivi e deviazioni, ma Luca sa scegliere gli unici che lo portano al suo obbiettivo, che magari gli si è palesato solo strada facendo
            La casualità (la sto personalizzando di proposito) è stata sconfitta, ma poteva mandare tutto in vacca se Luca non fosse stato più che motivato.
            Simone

  4. Con me sfondi una porta aperta…..ho sempre pensato che quella del destino sia solo una scusa, il nostro destino ce lo creiamo noi con le nostre scelte, giuste o sbagliate che siano….
    Buon pomeriggio 🙂

  5. Grande.
    Qui siamo oltre i massimi sistemi.
    Mi permetto di dirti che all’argomento da te sollevato Tolstoj ha dedicato le ultime 50 pagine di Guerra e Pace. Senza venirne a capo.
    Ce la possiamo fare noi in poche righe ?
    Libertà di agire e necessità esterne. Libero arbitrio e costrizione ambientale. … quello che siamo, che abbiamo fatto e che faremo tutti noi sta tutto qua, nelle diverse percentuali tra le due.
    Poi capita che ci sia quello che riesce a sfruttare la necessità e girarla a proprio vantaggio. Ed ecco che siamo daccapo…lo vedi che è un casino ?
    Ci si è incartato Tolstoj, vuoi che ne usciamo bene noi ?

    • non ho complessi di inferiorità nei confronti di Tolstoj 😀 😀 😀

      a me non interessa venirne a capo, cioè, parlarne credo serva e sia costruttivo, in qualche modo, trovare la quadra penso sia pressoché impossibile

  6. Sempre sul tema.
    Un mio amico (juventino, chi l’avrebbe mai detto ?) dice che la fortuna ti fa fare in gol al primo minuto su autorete, ma non ti fa vincere la partita.
    Io gli dico sempre: va bene la metafora sportiva, ma se il gol al primo minuto ha le sembianze di un tir che ti travolge mentre stai guidando prudente sulla destra, gli altri 89 minuti quando mai li giocherai ?

    • questa è una metafora facilmente smontabile, quella dell’autorete, la palla rimbalza carambola, praticamente fa il suo lavoro 😀

      rimanendo in tema

      Il calciatore Lentini, anni fa ebbe un incidente abbastanza serio, sull’autostrada forò un pneumatico, lo sostituì con il ruotino, nonostante questo riprese a viaggiare a folle velocità e si schiantò da qualche parte, per fortuna senza danni irreparabili. Qualcuno parlò di destino, in realtà Lentini correva come un matto perché doveva andare a scopare con la moglie di un suo compagno di squadra, questa non è né sfiga né destino, è dabbenaggine.

  7. Hai presente il film “una poltrona per due”? Dove i due cugini scommettono un dollaro perché uno sostiene che una persona è quello che è a causa dell’ambiente in cui vive, leggi destino?

    Hai presente il film “Una poltrona per due”? In esso i due ricchi cugini scommettono un dollaro. Uno asserisce che un uomo nasce
    già con la vita segnata dal destino. E non c’è niente che possa fare per cambiare perché il suo destino ha stabilito così. E prende ad esempio un teppistello nero da quattro soldi sostenendo che sarebbe sempre lo stesso anche se provenire da un altro contesto sociale. L’altro cugino sostiene invece che il destino non c’entra nulla, e che noi siamo quello che decidiamo di essere, quale che sia l’estrazione sociale. I fatti gli daranno ragione. Allora che dire? Che il destino non è altro che una parola romantica che molti usano per giustificare i loro fallimenti? In parte perché purtroppo vi sono persone che, nonostante abbiano fatto il possibile per raggiungere degli obbiettivi, non ci sono riuscite. È colpa del destino? Abbiamo detto che non esiste. È colpa di una serie si circostanze avverse che hanno remato contro, anche se l’individuo c’è l’ha messa tutta. Perché se tu giochi all’Enalotto e vinci magari cercherai di dimostrare che non è stata la fortuna o il destino che ti hanno portato a vincere, bensì una serie di coincidenze apparentemente casuali ma a ben guardare tutte collegate tra loro; ma se una folata di vento ti porta via la schedina voglio vedere se riesco a convincerti che tutto ciò si è verificato per una serie di circostanze, distrazione da parte tua unita ad una presa poco tenace delle tue dita martoriato dall’ar
    trosi che hanno fatto sì che ecc. Scommetto che tu mi mangi la faccia urlando che è stata nera sfiga…che il destino malvagio si è accanito contro di te.
    .

    • l’aspetto più interessante di questo argomento sta proprio nel poter affermare tutto e contemporaneamente il contrario di tutto senza rischiare di essere zittiti. Siamo nelle lande delle opinioni, delle convinzioni. Faccio un paragone, forse per alcuni irriverente, il destino è un po’ come dio, c’è chi ci crede e chi no.

      tu mi offri l’occasione per esternare il mio scetticismo nei confronti del destino:

      1) molte persone non riescono a raggiungere i loro obiettivi, nonostante sforzi e impegni, semplicemente perché si incaponiscono nel crearsi mete al di fuori della loro portata

      2) se vinco al superenalotto è perché ho giocato la schedina, non l’avessi fatto non avrei vinto sicuramente, è questo l’unico dato certo, il più importante

      3) se un babbeo oppure un malato di artrosi se ne va in giro con la schedina vincente in mano e una folata di vento gliela porta via… più che di sfortuna parlerei di coglionaggine

      come ho scritto in una risposta, quando non riesco a dare una risposta razionale tendo, non per scantonarla, a credere che nonostante il progresso e la tecnologia, l’uomo sia ancora ben lontano da certe verità, da certe spiegazioni, ovviamente razionali, ovviamente scientifiche, ovviamente terrene.

      destino, sfiga, culo, fatalità… compongono un bel beverone consolatorio e alimentano anche i sentimenti negativi: “chi quella… ha fatto carriera??? chissà a chi l’avrà data”. Ma ti pare???

      • Non ti dico che sarò telegrafica perché direi una bugia, però posso provare di dilungarmi il meno possibile. Questo in parte è vero, molti fanno progetti molto ambiziosi che non possono andare in porto. Ma è anche vero che molti vengono ricacciati in fondo nonostante il loro progetto non fosse esagerato.
        2) su questo mi piacerebbe ne parlassi con mio marito che sostiene a spada tratta che giocare la schedina non serve perché ci sono presso ché nulle possibilità di vincere. E non serve spiegargli che se la giochi anche una sola possibilità c’è l’hai.
        Cmq e un argomento infinito, senza una soluzione finale. Se ne parla senza arrivare a capo di niente.

        • volendo a capo di qualcosa si arriva, bisognerebbe solo abbracciare quella fredda scienza chiamata statistica, sai… ogni tot di persone una si ammala di tale malattia, ogni tot persone una muore in un incidente, ogni tot schedine una vince, ogni tot richieste questo avviene… ogni tot… ogni tot… ogni tot… ecc. ecc.
          come dicono a Roma… a chi tocca non si ingrugna.

          Sono riflessioni, intendo i post come questo, utili per scambiare quattro punti di vista tra un sorriso e un pensiero magari serio, non c’è una verità, ci sono solo predisposizioni… a credere nel destino oppure no. Magari tra una parola e l’altra si accende qualche luce, tu che dici???

  8. Siamo NOI, sicuramente, ma per molte cose siamo in due, non in uno, NOI, e per NOI intendo io e l’altro/gli altri (ambiente compreso). E così il NOI si spezza in due e con esso si dimezza la forza (premesso che si abbia) di orientare un “destino” verso un altro. Vedi caso Schettino.
    La vita comunque a volte sa dare “regali” non chiesti e sopravvivere ad essi è non facile.
    Ma il ruolo della volontà, della caparbietà, della decisione, dell’autodeterminazione, c’è. Non sempre basta, non sempre funziona, ma c’è.

    Senza andare fuori tema, ecco che mi tornano in mente certe espressioni, tuoi e di altri contatti blogger che ho letto sul tema della procreazione assistita e che spero di non leggere più . Se il destino non esiste, se il destino siamo noi, ecco che scatta il diritto di provare a cambiare certi “regali” della vita. Autodeterminazione ( legale). E nessuno può permettersi di dire su chi decide di fare una scelta legale per tentare di modificare il proprio “destino”.

    Marirò

    • mi soffermo sul tuo ultimo passaggio, sai come la penso e quindi evito di ripetermi, forzare una nascita per farsi un “regalo” significa forzare una vita che la natura nega. Anche qui il destino c’entra poco o niente, manipolare i percorsi naturali per egoismo non è la chiave del futuro.

      su un blog, nei mesi scorsi, partecipai a uno scambio di idee sui figli dello “spermabank”, ti riporto solo la mia ultima frase: “non siamo in grado di prevedere eventuali destabilizzazioni psichiche nei soggetti che scoprono, in qualunque modo, di essere figli di una pippa sparata per 50 dollari”

      • anche tu sai come la penso io e non mi ripeto, nè dibatto l’argomento specifico perchè questo non è il post per farlo e perchè alla fine ognuno resterebbe nelle proprie convinzioni. (Farsi un regalo…brrr…sorvoliamo, dai…)
        Se rileggo con attenzione e ampio respiro la chiusa di questo post non posso, però, non evidenziare la contraddizione. Perchè certi ragionamenti, che approvo, non possono essere applicati a settori.
        Buona serata, vado a cenare. Ciao

          • dire che non esiste il destino, che occorre dare una spallatina, che ci sono le opzioni che possono raderlo al suolo, ma che per altre cose che non garbano, perchè ritenute egoiste (e qui ci sarebbe da discutere per giorni, ma evito categoricamente), c’è la natura -destino che si deve invece rispettare e senza discutere è, a mio avviso, contraddittorio.
            Quel manuale delle istruzioni non è, quindi, su qualsivoglia fronte, ma ha rigidi paletti: questo sì, quello no, quell’altro nemmeno, quest’altro forse.
            Personalmente guardo solo alla legalità e poi che ognuno cerchi al meglio il “proprio destino”

            • cara Marirò, stavolta non ti seguo, chi viene qui ad affermare di essermi contraddetto deve dimostrarlo in modo inconfutabile, se non lo fa mi vedo costretto, mio malgrado, a considerare in modo negativo ciò che scrive

              io non credo nel destino ma non biasimo chi lo vive come linea guida della vita, nel post ho riportato esempi significativi, nell’ultimo capoverso esprimo proprio questa considerazione, c’è chi continua a credere nel destino fuggendo dalla palese razionalità

              decidere di forzare una nascita a fronte di sterilità e/o patologie che impediscono l’evoluzione spontanea di una maternità è una scelta comunque razionale, io non condivido ma nemmeno attivo crociate. Semplicemente non vedo cosa c’entri il destino, è la logica della natura, la sterilità colpisce una percentuale di individui, da sempre, come ogni altra problematica, non possiamo pretendere di essere tutti ricchi, belli, sanissimi e felici, la chiamano legge dei grandi numeri, legge terrena estranea alla aulicità del destino

              Comunque… mettere al mondo figli è sempre una scelta egoista, nel mondo animale ci si riproduce per la conservazione della specie e per mantenere una catena alimentare, gli umani figliano per motivi meno “naturali”. “ho tanto amore da dare”, i figli si amano ma non si mettono al mondo per spurgare il proprio amore, ancor meno forzando la cosa. La legalità è relativa, filosoficamente parlando, le leggi sono fatte da uomini tutt’altro che infallibili.

              buona notte

              • insisti sulla differenza natura-destino, ma guarda che siamo lì lì:la natura determina un destino. Il destino si può tentare di modificarlo, ma ALT, c’è destino e destino.
                c’è chi nasce in Africa e tenta di modificare la propria vita espatriando
                c’è chi nasce povero e decide di studiare per modificare la sua esistenza
                c’è chi nasce con un rene e decide per un trapianto
                c’è chi nasce sterile e decide di tentare di diventare genitore, forzando così la natura
                c’è chi nasce fertile e usa il preservativo o l’aborto per non diventare genitore, forzando così la natura.

                La natura ha una sua logica, ok e nessuno pretende nulla: l’importante, però, è che certe logiche della natura non tocchino me, te, lei, lui. E dall’alto del mio essere stato “risparmiato” butto fuori sentenze. Spesso senza sapere, spesso senza aver provato a pensare -e se fosse toccato a me?-

                Buona giornata Tads
                abbiamo discusso su argomenti non banali, e per quel che mi riguarda forti e coinvolgenti,e non è strano che si abbiano vedute diverse. Io percepisco una contraddizione, tu no:pazienza, ce ne faremo entrambi una ragione 🙂

  9. Per forzare aiutare condizionare il destino ci vogliono perseveranza ed energia e tanto buon senso.
    Così puoi superare gli ostacoli condizionare eo guidare gl altri e gli accadimenti e prevedere anche ciò che ha una percentuale di accadimento minimo!
    Poi un po’ di C e vuola’!
    Devo dirti che ogni tanto ho bisogno di ricaricarmi e di smettere questa mania del controllo….ecco perché ho un cane , amici fidati e poca fiducia nel genere umano! 🙂

  10. È estremente comodo dare la colpa di una scelta sbagliata ad un destino che manovra il tutto. Come dire è come se il genere umano avesse bisogno di un qualcosa di extraterreno che lo manovri in modo da poter SEMPRE trovare un capro espiatorio. Spesso la sfortuna che ci perseguita è il frutto di decisioni sbagliate. Il famoso colpo di fortuna, ad esempio il vaso di gerani che cade in testa a colui che mi sta accanto, è molto raro.
    Ah…..dimenticavo… Quando hanno distribuito il manuale con le istruzioni per l’uso del cervello ero in fila, ma mi hanno dato una copia in giapponese….ACC DESTINO INFAME! 😦
    Grande Tads, come sempre… 🙂

  11. Per conto mio, allora, e’ meglio che non pensi piu’ al mio destino…mi faccia lobotomizzare…
    Perché non e’ stato propriamente come l’ho pensato, voluto e cercato..
    ‘na sfiga! Ma son positiva…ehmmmm almeno mi sembra! 🙂

  12. C’ e’ chi sostiene che l’ amore e’ nel DNA e non nel destino. Uhm….io ci credo. Credo (anche) nell’ amore ” chimico”
    Un buon DNA, ma non solo, e’ già un ottimo passaporto, tu non credi?
    Chissà perché, spesso, la fortuna o fatalità, tocca i tasti (dei) giusti.

    • E il problema non è la fatalità sfidare il destino, remando controcorrente, ne il libero arbitrio, o quanto e tanto altro.
      Trovare ” l’ incastro ” giusto, forse, e’ l’ essenziale.

    • se l’amore sia nel DNA o nel cofano della macchina… non sono in grado di dirlo, ma una certezza ce l’ho, non è l’amore a far girare il mondo, questa è la più clamorosa, duratura illusione delle genti.

  13. Tads la penso come te, destino, fortuna, tutte scuse!! Lo sai che quando lavoravo, nel campo assicurativo, all’inizio, ero giovane, quando raggiungevo l’obiettivo (vuol dire arrivare al massimo delle quote stipulando le polizze) i miei colleghi alle riunioni dicevano: “Laura riesce a raggiungere il massimo delle quote perche’ ha un ….. vabbe’, hai capito, ma io ero brava perche’ ero preparata, mi studiavo tutto, sono sempre stata onesta, per questo non mi sono arricchita, la gente si e’ sempre fidata di me, infatti me lo dicono ancora adesso che ho smesso di lavorare, la fortuna aiuta ma se non ci metti del tuo col cavolo che vai avanti! Un bacione grande e accendi un po’ il condizionatore, altrimenti non hai piu’ energie!!! 😀

    • le energie le recupero con quello che mi cucini tu 😀

      wow, una venditrice di polizze vita, anzi, una promoter di prodotti finanziari, dimmi una cosa, hai rifilato polizze vita a tutti i parenti, amici e conoscenti? in genere si comincia da lì 😉

      ti riporto quello che ho detto ad Ariel, la fortuna aiuta gli audaci… ma è giusto chiamarla fortuna???

      • No! E’ un fottutissimo ” culo” !!
        Insisto: molta fortuna ha un origine a noi sconosciuto, e’ già nel DNA! Non ci è dato di scegliere. E non è certo un merito degli audaci.

      • Ho fatto una polizza vita a mio fratello, quello minore, ha gia’ preso i suoi soldini e reinvestito, l’altro invece, investe in oggetti antichi che poi rivende, da giovane era la sua passione che con il tempo e’ diventato il suo lavoro, direi bellissimo anche se all’inizio, quando doveva farsi i clienti, era davvero stancante, a lui ho assicurato quadri e oggetti di valore. Ai parenti ho fatto polizze auto, poi, naturalmente si cambia, dove conviene e quindi alcuni sono rimasti nella societa’ dove lavoravo e altri hanno scelto quelle online che io personalmente non consiglio, non c’e’ assistenza, magari poi le cose sono cambiate, e’ passato tanto tempo! Ad altri parenti non ho fatto nulla perche’ all’inizio, nonostante fossi cosi’ giovane avevo gia’ un portafoglio fornito di clienti di vecchia data, io ho solo trattato bene queste persone e sai il passa parola, io sinceramente non la chiamo fortuna, baciotti caro Tads, cosa vuoi per cena stasera, con il caldo faccio cose fresche, panzanella, pesce marinato, prosciutto e melone, insalate varie, di tutti i tipi, tartare di carne e pesce e dolcetti freschi con frutta e gelati, ti aspetto, non venire tardi perche’ poi esco in moto, 😀

        • ottimo menù, assaggio un po’ di tutto 😀

          ma quale fortuna… l’impegno viene sempre premiato e quando non è compreso bisogna trasformare l’amarezza in autostima. Le carriere fatte con le minigonne e i parenti giusti non sono mai produttive bensì parassitarie. Se dai un portafoglio clienti (tanto per rimanere nel tuo ex settore) da un milione di euro a un deficiente raccomandato oppure a un “utero estroverso” incompetente… ti salta l’agenzia.

          Quando sento dire: “sono stata/o scavalcato/a da un/a collega solo perché la dava al capo oppure lo dava alla capa”… sorrido amaramente, non ci sono raccomandati incapaci in posti di responsabilità produttiva, quindi in quell’ambito spesso l’affermazione è mendace.

          In moto mettiti il casco altrimenti ti rovini l’acconciatura 😉

          • 🙂 ho i capelli lunghi e lisci e quando metto il casco li raccolgo, rimangono sempre in perfetta forma, a differenza di mio marito che li ha cortissimi e quando toglie il casco, questi di nuova generazione, gli rimangono tutti dritti, 🙂 😀

            • ma se vengo a cena da te, dopo mangiato io te e tuo marito andiamo a farci il giretto digestivo in moto… mi devo mettere nel sidecar??? chi guida la moto, tu o lui???

              • Tads, 😀 sono tornata adesso dal giretto in moto e ho letto il tuo commento, 😀 tu mi fai morire, allora se vieni a mangiare da me poi andiamo a fare un giro, a piedi, e’ meglio, il sidecar, 😀 mi e’ venuto in mente il film “Il federale” con Tognazzi, hai presente, “buca” “buca con acqua” 🙂 La moto la guida lui, io la guidavo tempo fa ma a momenti finisco in un fosso, veramente era un dirupo, da allora mi metto dietro buona buona e mi lascio portare!!!Baci caro Tads!

  14. Io sono stata convinta per anni di poter dominare il destino. Ho creduto per molto tempo che il mio comportamento avrebbe avuto delle conseguenze per cui ho lavorto, lavorato , lavorato in tutti i campi della vita convinta strenuamente che un buon comportamento avrebbe dato i suoi frutti. Ma ora so che non è vero. E’ davvero il destino. Qualcosa al di là e al di sopra che non si costruisce, non si sceglie… purtroppo

  15. cara Marirò,

    “E dall’alto del mio essere stato “risparmiato” butto fuori sentenze. Spesso senza sapere, spesso senza aver provato a pensare -e se fosse toccato a me?-“…

    questo non l’accetto, io e te ci siamo conosciuti sul tuo blog, un vivace scambio di idee su certe zone del mondo… te lo dissi allora e te lo ripeto adesso, IO qualche “vacanza volontaria” nei gironi Danteschi del mondo l’ho fatta, tu??? Sono state proprio queste esperienze a staccarmi dalla logica del destino, esperienze dirette, toccate con mano, più volte e in zone diverse. Ho anche vissuto, sempre volontariamente, il disagio di chi è considerato scoria della società. Il destino è il prodotto di scelte, ci sono tantissimi vincenti nati nella merda e ci sono quelli come il figlio di Agnelli che a 40anni si suicidano, è una questione di forza e di debolezza, non di destino

    il trapianto di organi, anche qui ci sarebbe da discutere, o l’espatrio non c’entrano niente con il forzare la nascita di una nuova vita per appagare propri bisogni ed egoismi, per placare invidie e livori nei confronti di un destino che non esiste

    buona giornata anche a te ;arirò,
    è sempre un piacere dialogare con te

    • Il destino è il prodotto di scelte: pienamente d’accordo! Nell’ambito della legalità posso quindi tentare di scegliere anche io e nel settore che più mi necessita. E quel che necessita a me non è discutibile da te. (te- pronome in generale, si intende).
      Non ho vissuto i tuoi gironi danteschi, ne ho vissuti altri di gironi, sempre danteschi, credimi, e non volontari.
      Sì, ricordo il nostro “esplosivo” primo contatto-blog e si vede che…è DESTINO che noi due ogni tanto dobbiamo accapigliarci. 😉
      Ma come dici tu: continua ad essere un piacere dialogare con te.

      • sei tu che accapigli me,
        io non mi permetterei mai di accapigliare una donna 🙂

        io credo di capirti e sono convinto che tu capisca me, quando i gironi danteschi li vivi sulla tua pelle, intendo parenti, persone care, ecc. ecc. hai una visione condizionata a livello emotivo. Quando li vivi al di fuori della tua cerchia hai una visione più razionale, non fredda (ci mancherebbe), solo più razionale, questo ti porta a guardare le cose da un punto di vista sociale e non privato.

        ti auguro una bella giornata

        • ci comprendiamo aanche se non ci condividiamo. Entrambe le visioni sono comunque da rispettare. Il sociale è formato da tante singole unità private.
          Ora stacco e smetto di accapigliarti (), che forse, dico forse, riuscirò entro la serata a finire di digitare due progetti iniziati da più giorni.
          Grazie, auguro a te buon proseguo di giornata.
          Marirò

  16. Sono una fautrice del “nulla accade per caso”, ma nel contempo ritengo che la volontà sia la “fissione nucleare” che può generare l’energia a catena destinata ad alimentare il caso.
    Parlo di mixaggio. Tra gli eventi ed il nostro spingerli energeticamente (consapevolmente o inconsapevolmente è relativo).
    Buon giovedì caro Tads
    S

    • dire “nulla accade per caso” è come dire “l’acqua è bagnata”,

      esistono persone inarrendevoli e arresi genetici,
      i primi NON sono fortunati e i secondi NON sono sfigati.

      A certe cose non pensiamo mai perché ci fa comodo ignorarle, ogni volta che usciamo di casa non abbiamo la certezza di tornarci, questo non dipende dal destino, è la logica base della vita.

      buon giovedì anche a te

      • Bhè che l’acqua è bagnata è una verità, ancorchè scontata.
        Il “nulla accade per caso” sarà identicamente banale, ma mi aiuta a dare un senso agli eventi.
        Come a dire che ogni più piccola circostanza serve misteriosamente a spiegarne altre.
        Ma è il misero pensiero di una donna fin troppo razionale che ostinatamente ancora cerca il senso nelle cose.
        Sfiga e fortuna non esistono.
        Per quanto concerne la morte nemmeno ci provo a fare elucubrazioni.
        Sarebbe solo un’enorme perdita di tempo.
        La subisco e la accetto per quel che è.

            • sì lo so, ho letto della tua figliola 🙂
              massì… un ripassino…

              il volume della sfera qual è???
              quattro terzi pi greco erre tre 😀

              sono passati quasi 45 anni e ancora me lo ricordo, tra l’altro, in tutti questi decenni non mi è MAI capitato di dover calcolare il volume di una sfera.

  17. “l’uomo è artefice del proprio destino” questo è un dato di fatto, ché sono piuttosto stanca di veder pigrizie ed ascoltare vittimismi. sono certa, però, che qualcosa sfugge alla citazione iniziale.
    perché ti ho incontrato TADS? 😉
    p.s.: bel post che ha scatenato interessanti commenti

  18. Premettendo che i tuoi post sono sempre estremamente interessanti e li segno dalla posta con la bandierina rossa affinchè non mi spariscano nel mare di posta in arrivo e premettendo il fatto che siamo tutti un po vittime dell’entropia, “voto ” per un 50 /50 , almeno secondo il mio punto di vista.
    Sono molto in sintonia con quello che scrivi tu anche se forse sono un tantino più fatalista (giuro che come la intendo io non è una parolaccia), penso ci sia un qualcosa che vada oltre la logica e l’umano raziocinio che in qualche modo ci indirizza verso incontri, situazioni o occasioni. Penso che un malanno di salute arrivi…non te lo cerchi, quello che di sicuro è importante e deve essere tale è agire in ogni senso e secondo buon senso in tutto quello che ci accade; come dicevi tu, uscire con la bora è andarsi a cercare una tegola in testa. Non penso sia tutto controllabile dalla ragione e dalla nostra volontà, seppur ferrea…però penso che una buona e doverosa mano ce la dobbiamo dare, come un dovere verso noi stessi e non rifugiarsi mai dietro la parola sfiga o bearci degli attimi di fortuna…la vita è una ruota che gira e siamo noi a saperci rimanere in equilibrio sopra, magari cascando pure, ma non ci si può deresponsabilizzare come molti fanno…dobbiamo essere parte integrante e soprattutto attiva del nostro “destino”. Poi ci ferma quello che è già scritto per noi…ma anche li, ad esempio un malanno lo si può vivere e affrontare in mille modi. Affettivamente, il destino, è quella cosina che se ci porta belle storie disegna una favola, ma se ci porta storie ad minchium diventa un alibi per codardi.
    Ho scritto di getto e non mi rileggo…accetta il commento così come è, con errori o orrori 😉
    Un caro saluto e una buona notte per te.

    • ciò che dici non fa una grinza, nel tuo commento non ci sono orrori bensì saggezza, io penso che il percorso di vita di un individuo venga tracciato da scelte, volontà, determinazione e capacità intellettive. Le malattie esistono, gli incidenti esistono, parlare di sfiga ha una valenza relativa, noi non siamo padroni della nostra vita, ce l’abbiamo in gestione, come un locale, una attività, possiamo gestirla con successo oppure fallire, è la natura (la vera proprietaria della nostra vita) a premiarci o punirci. Questo concetto filosofico ha basi solide, ovviamente opinabile ma certamente più interessante e accettabile della “soluzione destino”.

  19. il destino lo creiamo noi nel bene e nel male…io ad esempio avrei potuto evitare tante cose….ma era destino che dovevo fare una vita che non mi piace? NO è perchè sono stata una testa di caz…e allora come dice mia madre hai voluto la bicicletta, pedala……ed io pedalo……un bacio

  20. Prendi il commento di “melodie stonate ” e mettici su il mio nome .
    La penso esattamente come lei!
    Ho fatto una cazzata a 15 anni e ne pago le conseguenze da 45 anni,nessuno mi ha costretta .
    Ho deciso io,nel bene e nel male l’errore è stato mio ,certo un piccolo aiutino a togliermi dalle scatole l’ho avuto dal comportamento di mia madre,ma piangere sul latte versato non serve a niente !
    Quanto sono brava con le parole ! Tutte cazzate ,piango tutte le sere .
    Ciao TADS

    • seguo il tuo blog e quindi leggo i tuoi momenti di malumore…
      pacche sulla spalla di circostanza a parte… esistono situazioni impossibili da capire per chi non le vive. Le scelte sbagliate si pagano, il destino non c’entra niente, per contro c’è sempre qualcosa di positivo da ottimizzare, cioè, dovrebbe esserci.

      buon week end Liù

  21. Ciao Tads, mi ha incuriosito quello che hai scritto. Non ho mai preso in considerazione che in una storia amorosa potesse entrarci in qualche modo il destino. Ma se osservo con un po’ di distacco anche il resto della mia vita, direi che tutto o quasi è frutto di conseguenze di azioni fatte o non fatte (che poi anche il non fare e il non scegliere sono scelte). Quasi quasi ti direi che secondo me il destino non esiste, possono esserci delle circostanze che io definisco sincronicità in cui tutto inizia a seguire un flusso che ti fa arrivare esattamente dove vuoi tu, ma anche questo credo dipenda da noi e non da un capriccioso destino. Buon fine settimana Tads.

  22. La vita è fatta di casualità, ovvero trovarsi in un dato momento in un posto a prescindere dalla scelta fatta; per esempio passare sotto un balcone mentre sta per precipitare un vaso pesantissimo è solo casualità, nascere in Siria dove impazza la guerra, o nascere in uno stato islamico e restrittivo è casualità; attraversare la strada mentre a tutta velocità giunge un folle che non possiamo evitare è casualità. Ci si interroga su: “se avessimo preso quel treno?”, già, ma la vita non offre altre opportunità, per cui quando scegliamo un treno, ossia facciamo la nostra scelta libera da vincoli non è casualità, siamo noi i diretti responsabili, per cui Luca Argentero che tra l’altro stimo come attore, ha voluto fortemente ciò che ha raggiunto, ha sfidato il padre e ce l’ha fatta, chi ci mette ostinazione e impegno merita di realizzarsi. Il destino per me è l’equivalente della casualità, e credo che siamo sulla stessa lunghezza d’onda.
    Ottimo e interessante articolo, è sempre un piacere leggerti.
    un caro saluto
    annamaria

    • penso sia una mera questione di termini, certo, in un mondo affollato succede di tutto, diciamo che alla domanda: “perché proprio a me???”, invece di parlare di destino risponderei con un’altra domanda: “perché a un altro???”

  23. Ciao Tads, è un argomento molto interessante e molto vasto. Personalmente non sono certa fermamente dell’inesistenza del destino. Hai portato come esempio Luca Argentero, ti porto un esempio che a mio avviso è l’opposto ed è la storia di Steve Jobs come da lui raccontata nel discorso che ha tenuto per i neolaureati di Stanford. Lui afferma che molte cose che si è trovato davanti x caso nella sua vita sono state fondamentali più avanti. Lui dice proprio che bisogna credere in qualche cosa e di chiamarlo come si vuole anche destino.
    Venne licenziato dalla Apple che aveva fondato, e poi ha scoperto che questo “destino” è stato per lui la cosa migliore che gli fosse capitata.
    Intendo dire che alle volte la vita va in un modo che non possiamo controllare, ma che poi ci porta a nuove cose più belle. Ecco questo a me fa pensare che il destino esista.
    Certo non si può stare seduti sul divano ad aspettare il destino, ma neanche pensare che se ti capita qualcosa nella vita essa dipenda esclusivamente da te.
    Un po’ di destino, almeno io lo chiamo così, esiste, poi come suggerisce Jobs bisogna unire i puntini guardando il passato e capire il perché sia successa quella determinata cosa che non è dipesa dalla tua volontà .
    Ciao buona serata.

    • ciao Maria Emma,
      come ho scritto, non è possibile affermare che il destino non esista ma neanche il contrario, tu ci credi, io no, altri sono indecisi. Modi diversi di interpretare, il discorso di Jobs dice l’esatto contrario, il suo è un concetto filosofico che, in quanto tale, nega l’esistenza del destino. Invero ha spronato i ragazzi a costruirsi il “futuro” (destino) capitalizzando anche le esperienze non pilotate, negative e/o attribuibili alla casualità. Comunque se parliamo di caparbietà, tenacia, volontà, ecc. ecc. Argentero e Jobs hanno molto in comune, secondo me. Come ho detto ad Annamaria, in queste circostanze si gioca molto sui termini ed è facile rimanere aggrappati un po’ da una parte e un po’ dall’altra. “Destino” è una parola come “stress”, mille significati e nessuna certezza

      buon week end

  24. per fortuna ci sono ben 110 tra pensieri e risposte, dunque il mio ‘chissà’ vale a conclusione dei furti perpetrati tra un pensiero e l’altro.

    sheranexildestinoniliberoarbitr(i)o

  25. Io sto con la legge di causa ed effetto: se vuoi sapere cosa ti aspetta da domani in poi, comincia a mettere buone cause (leggi: comportati bene ed eticamente in tutto). il destino ha poco a che fare, secondo me, con quello che ci succede, in quanto noi possiamo comunque controllare, se non – per l’appunto – quel che ci succede, la nostra reazione ad ogni avvenimento della vita. anche il più massacrante, infatti, può essere importante per farci capire concetti profondi che ci aiuteranno a vivere da quel momento in poi, ma in effetti, come dici tu, il discorso è molto ampio. l’importante è avere un’opinione in merito senza cadere dal pero tutte le volte che succede qualcosa. 🙂 ti auguro una felice settimana!

  26. non ho letto le 100 e + risposta …
    per me un certo senso e un geniale interpretazione del essere umano, che umano ormai ce di poco! semplifico; “siamo noi la boia di noi stessi!” non credo nel destino e company!
    E piu ti leggo, piu mi convinco … 🙂
    notte serena e un luminoso inizio settimana a tutti!
    Lisa

    • sicuramente, nel bene e nel male siamo noi a sceneggiare la nostra esistenza,
      più mi leggi e più ti convinci di cosa???

      buona notte anche a te 🙂

  27. Buongiorno Tads. Io sono del parere che un qualcosa, piccolo o grande della nostra vita è incontrollabile e si chiama Destino
    Luca Argentero ( che poi tutta questa bravura nel recitare, per me non esiste), è stato aiutato dal Destino o se vogliamo dirla in altro modo: stava nel posto giusto al momento giusto ( ce ne sono di belli, carismatici e preparati più di lui, ma non hanno sfondato…Perché?…forse non era destino?…
    Michael Schumacher, il pluri campione mondiale di Formula Uno, ne ha subiti di incidenti a 300 all’ ora ma …..illeso
    Una banale sciata, una caduta come tante ( ma non era così) lo ha ridotto come tutti sappiamo.
    Perché il masso ( su cui ha battuto la testa) ha intralciato la sua vita?…Forse, il destino?
    Comunque la mettiamo, la vita è un mistero
    Piacere sempre di farti visita
    Passa un buon fine settimana
    Gina

    • ciao Gina,
      rispetto il tuo pensiero ma forse hai sbagliato esempi, Argentero il trovarsi al momento giusto nel posto giusto lo ha voluto con fermezza e anche entrando in contrasto con la famiglia… Schumacher ha scelto il fuori pista, situazione rischiosa, ne muoiono decine ogni anno, se scegli situazioni a rischio il destino c’entra poco.

      Come ho già detto, non è una lotta tra chi crede nel destino e chi no, sono due convinzioni, due scuole di pensiero che non si cannibalizzano e possono viaggiare parallelamente senza “belligerare”

      buon week end anche a te

  28. hhmmm, tratti argomenti sempre vasti e ingarbugliati che fanno nascere domande e risposte che fanno nascere domande e risposte che fanno nascere damande e ris…. ecc.. ecc… Insomma un blog pensosamente pensante fortemente attaccato alla razionalità del pensiero logico umano.
    O mi sbaglio?

    -Liolucy

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