La verginità…

verginita

La “gestione” della verginità è un termometro sociale, uno specchio dei tempi, un indicatore delle tendenze, non è un azzardo definirla una affidabile vetrina dei costumi. Fino a mezzo secolo fa l’imene intatto era parte integrante, fondamentale della dote, indispensabile, come le lenzuola di lino ricamate a mano e il mobilio di qualità. Maritarsi vergine era una “conditio sine qua non”, le sciagurate che concedevano la “prova d’amore” prima di presentarsi davanti al prete venivano, quasi sempre, abbandonate senza clemenza (ciula ciula, ciao ciao). Fenomeno diffuso nelle realtà rurali era “la fuitina”, dichiarazione pubblica della avvenuta deflorazione finalizzata a un matrimonio riparatore, la salvaguardia dell’onore annientava le ostilità del “parentame”. Poi è arrivata la svolta…

A cavallo tra gli anni sessanta e settanta fummo travolti da un micidiale tornado (accoppiata ’68 & femminismo) che spazzò via ogni vincolo morale, il primo “valore” a capitolare fu proprio la verginità, molte ragazze iniziarono a considerarla un fastidio, un limite, una prigionia, una frustrazione. In quel periodo esplose una “moda” che rese felice l’universo maschile, le adolescenti la davano lucidamente al primo ragazzo papabile solo per liberarsene e quindi erigersi a rango di “Donna evoluta”. Nel decennio successivo le nostre case furono invase dalle tv commerciali, altrimenti dette “private”, realtà imprenditoriali con disponibilità economiche limitate che diedero vita alla “fabbrica dei sogni (tutt’ora in auge su scala nazionale)”, la valorizzazione a basso costo della “ragazza della porta accanto”. Qualsiasi sciacquetta presentabile poteva ambire ad apparire in televisione, programmino casalingo, spot pubblicitari locali, concorsini di bellezza, televenditume, vallettame e balletteria varia. Siccome le malelingue asserivano che per essere scritturate e diventare una “diva del quartiere”, fosse obbligatorio sostenere i provini in posizione orizzontale, le ragazze vergini si adoperarono per non dover subire deprimenti discriminazioni.

Oggi viviamo nell’era della “scopata” interpretata come forma di comunicazione, aggregazione, sperimentazione, bisogno fisiologico, crescita, maturazione, molto in voga tra i giovani la figura del/della “trombamico/a”, massima espressione del “sesso senza amore”. E’ notorio, ciò che fa veramente tendenza è l’andare contro tendenza… negli ultimi anni ha preso ad allungarsi la fila delle figliole che vogliono mantenere e dichiarare liberamente la propria verginità, magari custodirla gelosamente per donarla al maschietto capace di “scardinare” prima il cuore. Un rigurgito “sentimental chic” molto apprezzato da sociologi e genitori.

Salendo anagraficamente… una donna non più giovincella con un certo vissuto alle spalle, non è sicuramente vergine, qualora dovesse innamorarsi perdutamente di uomo, quali pietre miliari potrebbe scolpire per sancire storicamente il proprio sentimento??? Semplice, donare le “verginità” alternative, quelle mai concesse prima (fellatio completa e/o lato “B”). A questo punto la situazione si ingarbuglia. Per una Donna che vive serenamente e giustamente varie relazioni nel suo percorso di vita, ha più senso donare tutte le “verginità” a un solo uomo, oppure mantenere qualcosa di intatto per un ipotetico futuro “principe azzurro” sempre presente nelle speranze e nei sogni??? Difficile stabilirlo ma questo è un forte punto di incontro, se per una donna è importante rendere tangibile il proprio coinvolgimento concedendo una “verginità”, per un uomo lo è altrettanto coglierla. La questione è più psicologica che fisica, per entrambi. Una donna che a 40anni incontra, finalmente, l’uomo della vita, se non ha niente di “nuovo” da offrirgli diviene preda di rimorsi??? Un uomo che si “imbarca” di una donna già “collaudata” in ogni anfratto, vive la cosa come una amara lacuna??? Il concetto: “quando c’è amore certe cose passano in secondo piano” non mi ha mai convinto, se la congiunzione carnale fosse, per ipotesi, veramente espressione d’amore, le “esclusive” apporterebbero un grande valore aggiunto. Questo è un capoverso che “teorizza”, mi pare ovvio ma è meglio ribadirlo.

Sono contrario alla verginità prematrimoniale, il sesso è troppo importante per essere vissuto come un “gratta e vinci”, penso sia giusto, opportuno “testarsi” prima di convolare a nozze, quando questa veniva imposta dalla società e dalla religione, molte donne si sono ritrovate a vivere enormi disagi per tutta la vita. In alcune aree geografiche non sono ancora state dissotterrate becere scorie culturali, molte mogli danno all’amante ciò che negano al marito, per contro, molti mariti chiedono all’amante (spesso alle puttane) pratiche considerate tabù all’interno del matrimonio. Nessuno si porta nella tomba “fascicoli inevasi” ma l’importante è che l’altro/a lo creda.

Tullio Antimo da Scruovolo

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72 thoughts on “La verginità…

      • Eccomi, in pensiero, ma no dai, ero nell’orto oggi, ho piantato le fragole e raccolto l’insalatina con i cipollotti per stasera. Hai scritto un bel post Tads, posso dirti come l’ho vissuta io, direi bene, ho conosciuto mio marito giovanissima, lui non ha mai insistito piu’ di tanto ma poi e’ normale, lo abbiamo fatto prima del matrimonio, 6 anni di fidanzamento e chi resisterebbe, erano altri tempi, ma anche quelli di mia mamma e lei lo ha fatto prima di sposarsi e quindi come dici tu e’ un fatto psicologico, io rispetto comunque l’idea di mantenersi integri, si dice cosi’, fino al matrimonio, conosco molte persone che la pensano cosi’, ancora oggi, un bacione caro Tads, se stasera esci fai il bravo e non tornare troppo tardi! 😀

        • cara Laura,
          infatti io sostengo sia necessario farlo prima del matrimonio, in effetti… resistere sei anni diventa una via crucis 😀

          un caro saluto Laura

  1. Il tuo scritto non fa una grinza, sembra un trattato storico sulla vita dell’imene, dalle origini ai tempi contemporanei. Io vorrei solo farti notare un particolare, il fatto ad esempio che ogni storia che ogni donna ha con un uomo è un’esclusiva e che non siamo bestioline atte all’accoppiamento, non si sta assieme ad un uomo per farsi tappare i buchi. Non sto a contare se ho dato , se non ho dato, quante volte, davanti, dietro, sopra, sotto, di lato…trovo questa una visione da settimana enigmistica, tipo pista cifrata. Una donna adulta e matura sessualmente, in linea di massima non ha luoghi conservati intatti, escludendo pertugi di dimensioni inferiori come capienza e non estensibili in elasticità al membro defloratore…(es: orecchie o narici), questo non credo sminuisca l’importanza e l’unicità di un rapporto intimo con un uomo, che sia di solo sesso o che includa un coinvolgimento emotivo/amoroso. La meraviglia del sesso è scoprirsi, l’uno con l’altro… e davvero ogni volta è una prima volta. La verginità emotiva secondo me è un valore da tutelare; noi donne abbiamo il viziaccio di spacciare la voglia, la passione per sentimento (non tutte, una parte…non ci conosciamo molto, ma sono una sostenitrice del relativismo…quindi quando parlo non faccio mai di ogni erba un fascio)e forse è un retaggio culturale inculcatoci nei secoli…”la donna non dovrebbe avere pulsioni sessuali se non corredate da sentimenti” e chi lo ha detto? non è vero niente…la donna ha pulsioni esattamente come l’uomo, forse le veste di romanticismo, di attenzioni e di delicatezze…ma anche quello non è un dato di fatto. La verginità sia quindi una scelta, ma non ipocrita…ma non una moda…io ho già dato da ‘mo! non faccio testo…penso, come te, che giungere alle nozze vergine, potrebbe anche riservare tristi sorprese per entrambi e a scatola chiusa il rischio è quello di prender dei pali…l’intesa fisica in una coppia è importantissima per la riuscita della stessa nel tempo…la scelta di darsi dovrebbe essere dolcemente pensata, dovrebbe nascere da, almeno nelle giovani ancora non disilluse, un sentimento…e questo vale anche per le vecchiette come me…nel senso che non è che se ormai ti sei concessa in ogni modo allora diventi una strada a quattro corsie…poi rispetto e no giudico ogni scelta, ma la consumazione fine a se stessa non è mai tanto appagante quanto un amplesso scelto sulle basi di un sentimento/chimica/infatuazione/alchimia. Diversamente mi sa un po’ di bestioline che nel periodo degli amori si accoppiano (mio opinabilissimo punto di vista).
    Buona serate e conclusione di domenica

    • Non considero e non ho mai considerato la donna “tre buchi da riempire”, tutt’altro, sono fermamente convinto che le verginità alternative vengano donate in misura molto ridotta rispetto a quella vaginale, lo dicono anche i sessuologi. La sessualità è espressa sempre in funzione di… non è un iter precodificato, sono due mondi che si incontrano, non sempre in modo totale, la concessione di certi rapporti spesso esige spinte motivazionali che vanno oltre le logiche diffuse. Le “bestioline” che si accoppiano sono estranee a questo post, nonostante sia innegabile la loro esistenza, credo che ogni donna provi pulsioni differenti rispetto agli uomini che incontra, almeno, me lo auguro. Nel capoverso che tu hai preso in considerazione (come ho scritto trattasi di ipotesi) io pongo una domanda sostanziale, quante sono le donne che decidono di dare tutto a tutti e quante quelle che concedono certe “zone”ad alcuni o addirittura a un solo uomo??? Tra le due tipologie, quale rappresenta meglio la valorizzazione del sesso??? Non è un problema di contabilità bensì il desiderio di dare e ricevere in modo concreto qualcosa di unico , questo è il concetto base. Le donne hanno bisogno di abbinare il sesso ai sentimenti soprattutto o anche, credo, per bypassare certe carenze mascoline. Quando ci si innamora di un uomo che non è esattamente un emulo di Rocco Siffredi il sesso diventa elemento di valenza relativa, quando ci si innamora perdutamente di un uomo che incarna la passione travolgente, il sesso diventa colonna portante, con concessioni esclusive annesse.

      Buona serata anche a te e grazie per tuo interessante commento

      ps: Mi è piaciuto molto il passaggio sulla “verginità emotiva”

      • Torno giusto perchè rileggendomi mi è parso di “esserci andata giù pesante”, il mio commento non voleva essere una critica al tuo post, anzi! Forse ho colorito troppo la mia opinione, tanto da renderla a tratti indelicata, così leggendo la tua risposta che mi trova in perfetta sintonia di pensiero mi è parso giusto dirti che non ero venuta con l’ascia di guerra 🙂 Scrivi molto bene e molto chiaro, nel tuo articolo non vi ho letto ne maschilismo ne giudizio alcuno…questo va detto per dovere. Grazie a te e anzi mi scuso di essermi allargata nel commento. Ciao 🙂

  2. Torniamo alle cose serie. Quanto costa l’imenoplastica? É vero che dopo si torna come nuove? E che volendo si possono anche mettere degli swarovski?
    ( Ho sempre sperato di fare a qualcuno queste domande ma non si é mai presentata l’occasione giusta. Grazie Tads, come sempre!) 🙂

  3. Ciao Tads,
    leggerti è sempre stimolante.

    A proposito di questa tua frase:”(…)tra i giovani la figura del/della “trombamico/a” (…)”, se per giovani intendi fino a 50 anni… allora ci siamo.
    Il trombamico/a non è prerogativa giovanile, ahimè o per fortuna, mi trovo a doverti puntualizzare che l’età si è alzata di parecchio. Qui son tutti amici!!!
    Dipende dai punti di vista e dalle necessità di ciascuno 😉 a volte è un bene, a volte una grande tristezza.

    Ho trovato il tuo post molto orientato alla verginità femminile, ma quella maschile è degna di nota quanto quella di noi donne. E’ che da un certo momento storico in poi, il faro è sempre stato puntato sul nostro imene.
    Per ogni orifizio da noi concesso c’è un uomo che se l’è preso con le buone o con le cattive. Ma questo accade anche al contrario… consentimelo. La rivoluzione è totale in quest’epoca.
    Ormai è di moda un po’ di tutto anche tra i maschietti (come lo fu senza tanti problemi alcuni secoli fa): nemmeno loro hanno nuovi spazi da donare, anche loro hanno una verginità da offrire oltre quella canonica, ma dopo una certa età, forse più nemmeno quella…

    Ammazzàti di sesso frenetico ed estremo a un certo punto si arriva alla saturazione: tante persone mi raccontano della noia e della solitudine che provano e della poca voglia di ricominciare un’altra storia. Spesso per la noia che legano al sesso.

    Cosa fa la differenza dopo i 40? Ti dico la mia.
    Io credo la faccia un amore a occhi aperti, senza proiezioni, un amore consapevole, la capacità di guardarsi sempre negli occhi e sapere sempre a che punto si è, anche quando si fa l’amore. Soprattutto quando si fa l’amore, perchè lì ci si mette a nudo davvero, e forse sopra i 40 ce ne rendiamo conto, finalmente….
    La ricerca del piacere proprio e altrui con consapevolezza totale.
    Quella consapevolezza che solo dopo tanti anni sai raggiungere perchè conosci te stesso a memoria.
    Questo credo che renda diversa una relazione, non un buco in più o in meno da offrire … la differenza sta nel rimanere presenti a noi stessi, nella sessualità e anche nella vita quotidiana.

    “Eyes wide opened” … per citare un film a caso, mi sovviene come nuovo titolo.

    :*
    SaraMaite

    • ciao Sara,
      sulla figura del trombamico ho già scritto:

      https://angolodelpensierosparso.wordpress.com/2013/01/21/lutilita-sociale-del-trombamico/

      sul resto ho poco da opinare, ho parlato della verginità femminile, non credo la cosa mi obblighi a fare riflessioni su quella maschile, salti della quaglia a parte, sicuramente meno traumatica.

      Io di anni ne anni ne ho 56 suonati, ho vissuto appieno gli anni 70 e i successivi ricambi generazionali, l’importanza del sesso la si evince proprio dalla noia da te citata, c’è chi mangia aragoste e chi ali di pollo, secondo te chi si stufa prima???

      che le donne dopo i 40 cessino di fare proiezioni è una bufala clamorosa, negli “anta” le cose si vivono in modo diverso per motivi pratici, terricoli e, perché no, anche per esigenze diverse

      in questo post parlo di alcuni aspetti della sessualità femminile, l’amore è un ospite, si può essere donne avvedute 25 anni e fessacchiotte a 50. In ogni caso le statistiche e la scienza parlano chiaro, le donne, molte donne, iniziano a tradire mediamente intorno ai 40/45, la cosiddetta età del “calore”, in molte di esse i sentimenti sono solo un alibi, le esigenze reali sono prettamente fisiche.

      Un “buco” da offrire fa la differenza… se valorizzato nel modo giusto.

      grazie per il commento

  4. Hai fatto un discorso tra i più elogiabili che abbia mai letto, caro zio! Orbene, la verginità a mio parere andrebbe vissuta come un passo della propria vita. Né con il giusto homo né con il primo. Ma con chi ci si sente in quel momento di farlo. Orbene, detto questo, nelle tue premesse spieghi il caso di verginità talmente valorizzate da de socializzare le più ardue ragazze che hanno dato la prova d’amore. Con la mentalità mia che tutti siamo uguali, e che se andiamo a cena paghiamo il fifty fifty, avrei preteso anche io un ragazzo vergine se fossi nata all’epoca. E si. Che significa che certe prove sono solo delle donne? Purtroppo madre natura vi ha dotato della furbizia. Se lo fate nulla toglie che possiate assurgere a storie del tipo che siete vergini. Noi donne non possiamo nasconderci a meno che se non abbiamo un paio di diecimila euro. E li la vaginoplastica va liscia come l’olio!

    • cara Aida,
      ti rispondo su due punti.

      1) per motivi meramente “tecnici” non so fino a che punto sia conveniente, sessualmente parlando, un matrimonio tra due verginelli

      2) donare una verginità ricostruita chirurgicamente è una presa per il culo, non credi???

      grazie per l’elogio 🙂

      • Non conviene essere vergini fino al matrimonio. Forse un tempo si. Ci si conosceva, tempo un anno e via con le nozze. Il pensiero, vuoi per mancanza di tempo, vuoi per una questione morale, non rea un pensiero fisso. Oggi ci si sposa dopo almeno 10 anni di fidanzamento, si può uscire senza mamma dietro la gonnella che controlla che la situazione non si fiscali. È logico, anzi anormale che la verginità diventa un passo da affrontare insieme. Anzi. Metti che a letto ci si ritrova un maiale o una bigotta e non va bene. È proprio li che si vedono i difetti. Meglio scoprirli e accettarli prima che farsi problemi dopo!

  5. post difficile da commentare, sinceramente mi lascia un po’ così.
    Lucida l ‘”evoluzione” della sessualità femminile , anzi della verginità.
    Dove vedo nero è nella seconda parte:
    “La non giovincella…qualora dovesse innamorarsi perdutamente di uomo, quali pietre miliari potrebbe scolpire per sancire storicamente il proprio sentimento???Semplice, donare le “verginità” alternative ” “.Una donna che a 40anni incontra, finalmente, l’uomo della vita, se non ha niente di “nuovo” da offrirgli diviene preda di rimorsi??? Un uomo che si “imbarca” di una donna già “collaudata” in ogni anfratto, vive la cosa come una amara lacuna???”

    Ecco, in questo punto, teorico ok, mi hai letteralmente fatta saltare dalla sedia!
    Permettimi di pensare anche che un uomo attempatello che trovi una donna 40-50 e più disponibile a costruire un rapporto sentimentale o sessuale, o di entrambe le cose, può intanto prepararsi a fare un viaggio di ringraziamento a piedi da Padre Pio o a S. Alfio!

    Cordialmente e simpaticamente,
    Marirò

    • ahahahahahahah….
      infatti da Padre Pio e a S. Alfio c’è folla 😀

      guarda Marirò,
      mi ha fatto piacere il tuo aver sottolineato il concetto di “teoria” tuttavia, con pari cordialità e simpatia, ti suggerisco di fare un giro sulla blogsfera, non puoi immaginare quante siano le 40/50 che dichiarano apertamente di essere in cerca di un principe azzurro passionale e pronto ad innamorarsi

      • confesso che certi giri sulla blogsfera mi mancano, tuttavia prenderei le note con le dovute pinze. Che, inoltre,l’ essere in cerca può rappresentare un legittimo desiderio o bisogno ( di maschi e femmine), ma questo non implica l’automatica accettazione al 1°-2°-3°- 25°-48°-200°, etc… che clicca.

  6. ho letto tutti i commenti, ma nessuno ha pensato alla funzione dell’imene nel corpo delle donne! madre natura non lascia nulla al caso, ha dotato il nostro corpo di tanti doppioni proprio per darci una possibilità in più: due occhi, due orecchie, due mani, due piedi, due reni, due ovaie, due testicoli….. nel caso ne dovessimo perdere uno ce ne resta un altro. ma l’utero, l’organo senza il quale non ci può essere la riproduzione della specie, è uno solo ed è situato in una posizione facilmente aggredibile da infezioni e malanni provenienti dall’esterno, l’imene non è altro che una protezione, messa da madre natura all’unico organo capace di far crescere la vita fino all’età giusta per la procreazione, non è assolutamente il modo per dimostrare la purezza del corpo che si può perdere a prescindere! il sesso fine a se stesso è un’invenzione degli uomini e delle donne che hanno trovato piacevole, non dico di no, praticarlo, ma non ha nulla a che vedere con l’amore come sintesi della naturale evoluzione dell’essere, a una certa età non si ha più bisogno di protezioni, ma per le giovinette è diverso! Post interessante, scritto con eleganza nel rispetto dei suoi contenuti. Ciao!

    • Ciao,
      apprezzo molto il tuo commento che considero, se me lo permetti, una integrazione scientifica al mio post di taglio sociologico. La natura non fa niente a caso, è vero ma questo gli umani preferiscono ignorarlo optando per una più conveniente interpretazione, quella che attribuisce all’imene il ruolo di sentinella dell’onore e della virtù. A dirla tutta la rottura della suddetta membrana è stata sempre considerata una sorta di rogito notarile che attesta e certifica la proprietà, dell’uomo… ovviamente.

  7. Ciao Tads, spero tu stia bene.

    Sono refrattaria alle convenzioni sociali, salvo siano convinzioni personali nate in seno alla propria coscienza.

    L’aforisma che ti propongo riassume il mio personale concetto di verginità:
    “La natura aborrisce una vergine.
    È un patrimonio congelato”.
    Clare Booth Luce

    Come sai sono per il libero amore e la libera gestione del proprio corpo, senza dimenticare mai che è alla natura che spetta l’atto finale.

    Tutti i tabù con matrice sessuale sono retaggio obsoleto di una cultura cattolica, benpensante e arcaica…che condizionano l’essere umano nella sua personale scoperta del corpo.

    Ciò che conta è la verginità/purezza degli intenti, dei pensieri e dello spirito che portano alla sperimentazione dell’Amore.

    L’imene è solo un centimetro scarso di carne, l’equipollente di un lobo.

    L’ideale di verginità è degli uomini che vogliono sverginare, le donne scaltre nei secoli ne hanno fatto un business, mentre le donne che la perseguono restano per me un inverosimile mistero.

    Ti abbraccio

    S

    • ciao Stefania, tutto ok grazie, tu?

      carina la citazione, anche se più che un aforisma mi pare essere una battutaccia da pub snob (magari partorita proprio in un contesto simile)

      sul resto… sono rispettabilissime visioni personali e quindi inopinabili, mi soffermo un secondo sulle tue ultime parole.:”mentre le donne che la perseguono restano per me un inverosimile mistero”. Anni fa scrissi un lungo post sulla castità, personalmente la considero la più laida, immorale, irritante forma di perversione.

      buona serata

      • Sto abbastanza bene emotivamente, mentre fisicamente ho qualche strascico chiamato extra-sistola da stress che inquieta me ed il mio cardiologo perché non accenna a scomparire.
        La castità è una scelta che ovviamente non condivido, ma rispetto.
        L’importante è che non venga imposta a me😭😭😭
        Buona serata a te

  8. La verginità credo non esista più come concetto, la ragazza sa di avere quel problema iniziale e prima se ne libera meglio è per avere una vita sessuale normale (leggevo che le adolescenti dicono: “oggi sono stata stappata.”). Il fatto è che dopo che hanno sperimentato in fretta ed eliminato il problemino, tante ragazze anziché vivere storie d’amore appaganti, finiscono per rincorrere il piacere inesistente. Allora l’uomo si sente sotto esame e la donna non soddisfatta. L’amore ha i suoi tempi, perchè darsi al primo che capita solo per essere deflorata, questo comportamento ha i suoi rischi e le situazioni sono sotto i nostri occhi.
    Buona giornata, caro Tads.
    un saluto mattutino
    annamaria

  9. Analisi come sempre lucida .io ho quasi 50 anni e per me la verginità non e’ mai stata niente di particolare.quando ho conosciuto un uomo che mi ha fatto tremare i polsi e tutto quanto il resto 🙂 mi sono lasciata andare totalmente verso Di lui e da li non ho più smesso di sperimentare gioire incazzarmi stupirmi godere ecc…cerco di capire cosa piace all altro o all altra essendo bisessuale e mi adatto anzi mi piace offrire scoprire cercando di ricevere spontaneamente.non ho mai capito tutto questo arrovellarsi ,dare tanto poco questa parte e L altra no.boh! Il sesso non e’ mercanteggiare anche se…..te L ho detto che ho un gran rispetto per le puttane? Ecco.:-)

    • sai… non c’è da arrovellarsi, diciamo che ciò che ci distingue dalle bestie, oltre a una presunta intelligenza superiore, è proprio la gestione delle pulsioni sessuali, per effetto domino, la valorizzazione delle stesse. Valorizzazione a volte forzata da contesti ambientali, cultura, religione, usi e costumi. Questo arzigogolo e questo mix di ingredienti generano interpretazioni diversificate, a volte in contrapposizione tra loro. Contrariamente a quanto faccio di solito, questo è un post-riflessione, non un post analitico.

      sulle puttane… io rispetto tutti ma in modo diverso, rispetto tantissimo una donna bella e piacente che, nonostante la sua avvenenza, si alza alle quattro per andare a lavare le scale in cambio di 600 euro al mese. Rispetto un po’ meno le escort che incassano 20.000 euro al mese (IN NERO) aprendo le cosce. Qui è un po’ come la storia del chi è nato prima tra uovo e gallina, le puttane esistono perché gli uomini ci vanno, oppure gli uomini vanno con le puttana perché queste esistono???

      buona serata Ariel 😉

  10. vaginoplastica ? e lo sbiancamento dell’ano? è pazzesco a che punto siamo arrivati….a 20 anni gli ormoni sono in sibulio e si pensa a riempire dei buchi x sentirsi appagati,non esistono più i concetti di un tempo darla solo se si è innamorati o prima di sposarsi, adesso la verginità sembra essere un peso per le ragazzine….l’amore ha il suo tempo e una donna di 50 preferisce essere scopata il cervello più di ogni altra cosa…….buona giornata caro amico

  11. Virginia, un ‘amica del Toni ha dato via il culo per tutta la sua vita prematrimoniale, poi è arrivato quel gonzo di Goffredo e l’ha sposata. Il giorno dopo la prima notte ha messo alla finestra la prova che quella santa donna era vergine. A Goffredo al bar del paese usano accarezzargli amorevolmente la fronte.
    Toni – gli ho detto- ma tu parli del medioevo, oggi non è più così. E lui, di rimando: ma tu ti faresti prendere per il culo da una con il culo rotto!?
    È inutile, Toni oltre che essere comunista è anche ancora pieno di vecchi pregiudizi!

  12. Tutto quello che scrivi è vero e corretto, caro TADS, e per quanto ormai l’argomento sia trito tu sai esprimerti efficacemente e sinteticamente. E poi, perché mai una donna quarantenne non più vergine fisicamente non dovrebbe avere niente da offrire a un uomo (e viceversa, mi pare)? Esistono l’amore, il dolore, il coraggio, la sconfitta, la vittoria e la vita umana così com’è, dura e bella. Quindi abbiamo sempre meraviglie da scambiarci gli uni con gli altri. E credimi: il fatto fisico, senza una convinzione profonda e sincera, non vale niente oggi come due secoli fa o prima o dopo.

    • tu hai perfettamente ragione, diciamo che ho posto qualche domandina in linea con le tendenze moderne, una visione meno aulica, anche dei sentimenti. Il mondo cambia e con lui non cambia certo il sesso ma il modo di concepirlo sì.

  13. Nel ’68 avevo già 13 anni..ma non concessi privilegio alcuno finchè non mi innamorai sul serio, cosa che accadde la PRIMA volta ( di innamorarmi) quattro anni dopo. Mi sono innamorata più e più volte nella vita e lo sono tutt’ora.
    Romanticamente e personalmente ritengo ANCORA che il sesso più bello e appagante lo faccio con chi amo. E questo insegno e condivido quando mi si chiede un parere sul sesso e l’amore e la verginità. E’ probabile che in ogni epoca della vita l’unica cosa davvero bella che sia possibile offrire, NON siano anfratti inviolati del corpo, ma rinnovato entusiasmo e solida passione. Come ebbe a dire Il caro Proust ” Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi “. Romanticamente saluto …<3

    • In linea di massima concordo, tuttavia… i rapporti non sono codificabili, al mondo ci sono oltre sette miliardi di individui, ciò significa oltre sette miliardi di sessualità e oltre sette miliardi di cervelli. Chi sentimentale non è valorizza altri aspetti, ciò che per te è fondamentale per un altro potrebbe essere insignificante e viceversa. Il sesso più praticato è quello senza amore, esistono anche rapporti che si fondano sulla passione e basta, esistono anche unioni articolate che valorizzano altri aspetti. La sfera sessuale è quella meno esplorata, meno conosciuta dalla scienza. Da sempre l’uomo tenta di gestire il sesso perché da sempre ne teme gli effetti. La verginità matrimoniale è OBBLIGATORIA in tre quarti di mondo. Nel quarto rimanente si è ancorato il sesso ai sentimenti, tecnicamente anche questo è un modo per “gestire”.

  14. ahah sempre dissacratorie le tue analisi! 😀 E’ vero, i costumi cambiano, e… va a finire che già oggi sono diversi di quando ero single io, vale a dire non tanti anni fa 🙂 Comunque non credo che la situazione sia drasticamente cambiata in pochi anni e quindi penso di essere ancora attuale dicendo che, al di là di qualche “rigurgito nostalgico”, oggi la verginità non solo conta poco, ma addirittura è vista con un certo sospetto. Credo che molti uomini preferiscano addirittura la donna di “esperienza” a quella ancora illibata (ovviamente, anzi probabilmente di più, è vero anche a parti invertite).
    Sappiamo tutti che ciò non dovrebbe contare in un nascente rapporto di amore, ma ciò che si nasconde nel nostro inconscio e che determina cosa ci piace e fuori dal nostro controllo.
    Un caro saluto 🙂

    http://www.wolfghost.com

  15. Buongiorno Tads, sei fonte inesauribile di ottime riflessioni
    E dico solo due cosucce.
    Non ho mai cercato il principe azzurro ma l’ Uomo ( e di questi tempi…scarseggia)
    Poi, non capisco… se c’ è tutto questo sesso in giro, come mai gli stupratori aumentano?
    Un abbraccio
    Gina

    • ciao Gina,
      in poche righe sei riuscita a piazzare due domande “pesanti” 😉

      gli “Uomini” scarseggiano… secondo me per due motivi fondamentali, 1) la procrastinazione del processo di maturazione (a 40anni sono ancora ragazzi), 2) tendono a scantonare, deresponsabillizzarsi a livello di rapporti (è una conseguenza del punto “1”)

      gli stupri aumentano… recentemente ho letto qualcosa di serio in merito, relazioni che condivido e quindi te le giro in sintesi: 1) stati di alterazione (droga e alcool), 2) reati sessuali commessi da immigrati, 3) sono aumentate le denunce di stupro (nel senso che sono aumentati gli stupri denunciati e diminuiti quelli taciuti)

      ti auguro un buon week end

  16. Discorso interessante. Io sono una donna del secolo scorso, sto con mio marito da trent’anni … Per me il valore principale è la fedeltà, l’amore, il rispetto… se tutte queste cose ci sono il resto va da se. Il resto ch e è tutt’altro che castità ma è essere di una sola persona… sempre.

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