Come diventare ricchi senza sbattersi più di tanto…

crowdfunding

E’ in piena espansione, come un crescendo Rossiniano, l’ultima “web-Mandrakata” chiamata “CROWDFUNDING”, non fatevi impressionare da questo inglesismo da brivido, non è un virus e nemmeno il nome di una imminente catastrofe naturale. Attingendo alla fonte del realismo descrittivo, direi che potremmo definirla l’evoluzione internettiana della vecchia “colletta”, sì ma caratterizzata da una virata storica, non ha legami di parentela/amicizia con beneficenza, carità, casi umani e pietismo da share, tutt’altro.

Il “crowdfunding” è una “formula” per reperire quattrini che si regge, nella sua applicazione, sul concetto base del marketing spalmato: “poco da tanti per arricchire tanto pochi”. Avete in testa un progetto serio, una idea innovativa, una fantasia bislacca, una cazzata pazzesca o semplicemente un sogno nel cassetto irrealizzabile perchè “state scarsi a finanze”??? Paranoie zero, lanciate in rete una campagna “crowdfunding” e spaparanzatevi in speranzosa attesa, ci sono buone possibilità che il vostro conto in banca si ingrifi come un verro. Non godete di grande popolarità sul vostro blog o profilo social??? “Elementare Watson”, affidatevi al proliferare di siti specializzati, le “piattaforme crowdfunding” girano a mille. Quando la vacca è piena di latte i mungitori sgomitano.

Negli USA il “crowdfunding” è da anni una miniera d’oro, un Banco di Mutuo Soccorso che distribuisce capitali come fossero figurine doppie. Barak Obama con questo “sistema” ha reperito i fondi per finanziarsi due campagne elettorali, il musicista Neil Young ha rastrellato oltre 6.000.000 di dollari per partorire un suo progetto tecnologico. Ovviamente, mi sarei stupito del contrario, sono cliccatissimi i siti che aggiornano sulle classifiche (autore della richiesta, soldi ricevuti e numero di aderenti, entrare nella top ten è come vincere una medaglia d‘oro, un oscar), gli Americani hanno nobilitato la questua trasformandola in status symbol. Se il tuo “crowdfunding” non entra tra i primi cento, nemmeno temporaneamente, sei uno sfigato.

In Italia le iniziative pubbliche e private portate a termine grazie al “crowdfunding” sono già molteplici, prevalentemente in ambiti culturali, artistici e di interesse comune ma non solo. Eclatante il caso di quelle ragazze di età variabile che hanno creato, onore all’audacia, una “griffe” che produce video hard sfruttando proprio questo metodo di “finanziamento collettivo a fondo perduto”. La “genialata” consiste nell’offrire pornografia totalmente gestita da donne, intendo a livello di canovaccio, troupe, pose, look e via dicendo, i maschi si limitano a fare gli “attori”. Interessante la “forbice di partecipazione” che spazia dai miseri cinque euro ai cospicui diecimila, i “sostenitori” ricevono sempre qualcosa in cambio (gratificazioni commisurate alla cifra elargita, gadget, magliette, video in anteprima, ecc. ecc.). Per la cronaca, le gaie novelle “imprenditrici” del sesso sono state ospitate da “GLOB”, programma RAI condotto dall’acuto e simpatico Enrico Bertolino. Durante il servizio mi sono chiesto se la riconoscenza comprendesse l’inserimento di nomi e cognomi dei “mecenati” nei titoli di coda, una furbata che moltiplicherebbe gli accessi.

Il “crowdfunding” ha peculiarità che calamitano, non è un “multilevel”, non è una stressante catena, non si accendono ipoteche, non si firmano cambiali/postdatati e non si duella con la burocrazia osteggiante. Se la vostra iniziativa produce un gettito superiore al necessario, la differenza potete utilizzarla come meglio vi aggrada senza incorrere in sanzioni né imbarazzanti colpevolizzazioni, l’apoteosi dell’eccedenza. In teoria niente impedisce di attivare un “crowdfunding” per acquistare cosiddetti beni superflui. Questo aspetto fa la differenza, spillare soldi in nome di bisognosi ammalati, affamati o disastrati è da galera, farsi aiutare da soggetti consenzienti per materializzare un desiderio non è amorale né immorale.

Per meglio capire meccanismi e modalità d’uso di questa “fatebenefratelli on-line”, consiglio una surfata sui motori di ricerca, non amo inserire link nei miei articoli, men che meno riportare “copiaincolla”. Una ricognizione, anche solo per curiosare e allargare le conoscenze sulla lava eruttata dall’attivissimo cratere della grande madre rete, non annoierà di certo. Ho il sentore che quando il “crowdfunding” sarà di pubblico dominio ne vedremo di ogni fatta e colore.

Circa 16anni orsono, appena approdato in internet, “pizzicai” un sito che proponeva l’adozione a distanza di una pecora, 30mila lire annue (se ben ricordo) per ricevere qualche chilo di lana grezza e una caciotta di pecorino. Era possibile attribuire alla pecorella un nome a piacere e pure ricevere periodiche mail sul suo stato di salute. Quando si dice l’inventiva Italiana… magari prima o poi salta fuori che il “crowdfunding” l’abbiamo inventato noi.

Per quanto ritenga superfluo precisare… Gli aspetti positivi della “net-colletta pro-impresa” sono notevoli, una grande opportunità per mettere in cantiere ambizioni e velleità aggirando le tagliole di banche, finanziarie e soci squali. Sicuramente apprezzabile anche la solidarietà di settore o nicchia che dir si voglia, quando si condivide una passione la generosità emerge istintiva, è l’inevitabile “lato B” della questione che semina perplessità e dubbi, le menti laide stresseranno i neuroni.

Proverbietto: “il bisogno aguzza l’ingegno” (versione impiegatizia del proletario: “quando l’acqua tocca il culo si impara a nuotare”), può anche darsi sia vero, io penso che il mondo continuerà a girare, diciamo diversamente bene, fin quando si manterrà l’attuale sproporzione numerica tra scafati e cristallini. Come dire… la mamma dei “Pinocchio” è sempre incinta??? Anche il gatto e la volpe non dormono mai ma per altri motivi, a buon intenditor…!!!

Tullio Antimo da Scruovolo

Annunci

82 thoughts on “Come diventare ricchi senza sbattersi più di tanto…

  1. Ma che roba interessante … Non ne ero a conoscenza….. Mmmh vediamo … Potrei chiedere dei fondi per farmi clonare e mandare l’androide a lavorare……. Apperò non ci avevo mai pensato 😉 grazie Tads 😉 mi attivo subito 😉

  2. Quando ho cominciato a lavorare nel lontanissimo lasciamo perdere L anno 🙂 alcuni colleghi furono pizzicati a fare multilevel marketing vietatissimo da mandato ma secondo pratica italiana se la cavarono con una ramanzina ed ora tu mi dici ciò .molto interessante andrò ad approfondire.Pensare che io sono un tipo aiutati che Dio ti aiuta e non chiedo mai niente a nessuno piuttosto muoio! Una cretina .

    • in amicizia ti suggerisco di interpretare la cosa da un punto di vista più redditizio, la questua è, tecnicamente, un “tassa” volontaria, quindi invece di dire: “”vi prego aiutatemi che ho bisogno”, proclama fiduciosa e solenne: “con un piccolo contributo acquisite il diritto di partecipare a una iniziativa epocale, sarebbe un eccesso di vanità ed egoismo se facessi tutto da sola ma io non sono né vanitosa né egoista, le cose belle è giusto condividerle, iscrivetevi alla storia”.

      ps: mi accontento di un 20%

      • Ironia vuole Tads che un promotore finanziario con un po’ di esperienza ( ed intelligenza) questo lo sappia benissimo e che ho un orgoglio proporzionato solo al mio ego perciò il risultato e ‘ nefasto! Cmq il 20 % e’ troppo se fosse ti do il 5 % e tanto basta! 🙂

      • Sono andata a vedere il crowdfunding Italia .com ….sconvolgente la faccia tosta di certa genteeee! Accanto a richieste benemerite come aiuti per bimbi della Siria o simili ci sono richieste ….allucinanti! Però per queste ho notato che le donazioni sono a zero!

        • come al solito alcuni Italiani non capiscono mai bene il senso delle cose, il crowdfunding non c’entra niente con la beneficenza

          vedo che la cosa ti incuriosisce, mi fa piacere, suscitare interesse sull’argomento trattato è lo scopo di un blogger

          • Tads ho capito che non c’entra nulla la beneficenza con questa forma di finanziamento da parte della folla però permettimi di stupirmi per le assurde richieste presuntuose e pretestuose indefinibili di alcuni soggetti! Finanziate il mio libro ( ma chi seiiiiii?) la mia tournée con L orchestra ( ma ballo meglio io di sicuro e canto anche!) per non parlare della tartaruga citata 😀 … Ma ti prego!

            • come ho scritto nel post… quando sarà diffusissimo ne vedremo da mettersi le mani nei capelli, già adesso, come tu puoi constatare.

              francamente era prevedibile, comunque è roba che dura poco, troppe cazzate uccidono le cazzate, ci sarà una scrematura fisiologica, come in tutte le cose, penso e spero

  3. Avevo letto Tads del “CROWDFUNDING” e ho visto anch’io Glob, mi piace troppo Bertolino, che furbette le imprenditrici Gaie, 🙂 , che dire, qualcuno ha avuto molto successo con questa “raccolta fondi” ma come in tutte le cose ci sono anche dei rischi, io posso presentare un mio progetto culinario, 🙂 un bacione grande, i tuoi post sono sempre molto belli e interessanti!!

  4. Ciao Tads,
    ti leggo sempre effervescente. Bene 🙂
    Non conoscevo questo fenomeno in espansione, ma di certo è qualcosa che lascia perplessi e concordo che se ne vedranno delle belle da far rizzare i capelli perchè in fantasia e creatività (e balordaggini) certi tizi non hanno eguali..
    Sto pensando a quella moda che si sviluppò tempo fa di “regalare” all’amata una stella con tanto di certificato di proprietà. Forse non era un crowdfunding, ma era comunque una simpatica e truffaldina cretinata cui tanti aderirono per romanticismo…ah l’amour che fa fare…

    Un caro saluto,
    Marirò

    OT: sto bene, grazie, ma non è un buon periodo per varie situazioni. Ciò mi rende poco tollerante e poco propensa a scrivere. Passerà, spero.
    nell’uovo ho trovato un orsetto che gioca a calcio e con la maglia della Juve (io tifo Catania, quando tifo…).

  5. Gradevole come sempre TADS. E, come sempre, mettendo un nome inglese ad una cosa, meglio ancora se un neologismo su misura, sembra subito nuova e, soprattutto, buona.
    Per intenderci, non ho nulla contro il crowdfunding, in generale, anzi. Direi che ne hai spiegato bene pregi e difetti. E’ un concetto molto anglosassone, in cui dev’essere il singolo a badare a se stesso (e ai propri soldi), senza il filtro, la protezione o l’avallo di enti statali o para-statali finto-neutrali.

    • se memoria non mi inganna…
      credo che la nascita del crowdfunding risalga a circa un secolo fa in Irlanda, un meccanismo che ha risolto problemi economici seri.
      Recentemente è stato adattato alla rete, suppongo che la “botta” pubblicitaria maggiore l’abbia data proprio Obama alle sue prime presidenziali

  6. Sì, ho sentito parlare anche io di questo nome dato ad un’attività che ormai va per la maggiore, come è capitato anche a me di vedere uno spezzone della trasmissione e dell’intervista che citi.
    Francamente mi sono sempre chiesto se iniziative del genere avessero o meno successo. Io mi ritemgo abbastanza nella media, a volte do qualcosa per la ricerca sul cancro, ad esempio, o su altre raccolte fondi ben specificate e di enti “sicuri”. Naturalmente immagino che non tutto finirà comunque dove dovrebbe finire, ma spero e credo che sia la minima parte ad andare persa.
    Sulle altre “richieste”… bé, in genere le considero all’incirca alla stessa stregua dello SPAM e mi stupirebbe e mi stupisce (perché sicuramente è così, altrimenti, per la legge della domanda e dell’offerta, non saremmo nemmeno qua a scriverne) sapere che una buona fetta di italiani invece siano così contenti di mettere mano ai loro gia “esausti” portafogli.

    Dimenticavo… vorrei fare una revisione del mio blog ma pare costi un po’, non è che a te ed ai tuoi lettori avanzerebbe qualche euro? 😀

    http://www.wolfghost.com

  7. prima di commentare ho fatto un giretto a curiosare…mi ero già imbattuta in qualcosa, non sapevo si chiamasse così. c’è pure il tour per Ostia! che dire…senza parole, ma un grazie per aver aperto lo sguardo su un’altra realtà ci sta tutto, perciò “grazie”. Lud

  8. Pingback: Affrancatemi! | Diemme

  9. Già stato detto tutto e cio detto grande Obi che ci ha vinto le elezioni. Come al solito da provinciali quali siamo noi ci arriviamo attraverso un comico con anni di ritardo.
    A parte le sei furbette si possono avviare anche iniziative interssanti convertendo in quote l esborso.
    Sherano foundneeded

    • temo che convertendo in quote l’esborso la cosa si trasformi in una SIMIL-OPA, facendo così scattare tutti quei meccanismi che il crowdfunding elude

        • E’ proprio quello l’aspetto interessante del CF, mi spiego meglio…

          Neil Young per realizzare il suo progetto aveva bisogno di 800.000 dollari, ne ha incassati 6.000.000, quelli in più può tranquillamente metterseli in tasca e dire grazie perché trattasi di “dazioni”, “regalie”, “offerte. Ci fosse stato un problema di quote avrebbe dovuto ridistribuire l’eccedenza… non so se ni sono capito 😉

  10. Farsi finanziare proponendo un’iniziativa interessante, la questua come tu la definisci, che dire se il progetto è giusto mi sembrerebbe una buona idea, tutto sta a saper individuare i lestofanti capaci di spillare quattrini per una stupidata o peggio ancora per una volgare schifezza. Non sapevo di Obama e non conoscevo questo termine davvero strano a pronunciarsi .
    L’ironia del tuo articolo e la bravura nella scrittura sono sempre da encomio.

    Buon proseguimento di giornata.
    affettuosità
    annamaria

  11. la tesi di laurea di mia nipote era proprio su questo tema, in fondo, se ci sono delle persone che vogliono regalare quattrini o vogliono fare della “beneficenza” in un modo diverso. perché non farlo ? Nel tuo post hai sottolineato proprio questa questione: con lo stratagemma della beneficenza abbiamo/hanno arricchito tantissime organizzazioni senza mai sapere dove andavano veramente questi soldi. In questo caso invece sappiamo dove vanno, almeno così pare. Tra l’altro Neil Young a partorito un programma interessante per ascoltare degnamente la musica di oggi, appiattita dall’MP3, se poi ha raccolto di più, chi lo sa, magari userà i soldi in eccesso per pubblicizzare il suo prodotto. Poi come sempre accade bisogna sempre saper scegliere, se vuoi regalare. Su forza… coraggio… visto che scrivi bene, inventati qualcosa di originale, magari azzecchi l’idea giusta, che ne so, tipo, invece che “le ragazze del porno”, qualcosa tipo: “lo scrittore del porno incazzato”, promuovendo un harem da regalare ai lettori. Magari ti va bene…

  12. Michel Bonev avrebbe detto ci sono solo tre modi per diventare ricca: essere figlia di berlusconi, sposare il figlio di berlusconi oppure prostituirsi.
    Banale , scontata ma straordinariamente concreta questa Bonev.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...