La grande bellezza… di essere politicamente scorretti

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Quando sul volto di Paolo Sorrentino, nei servizi tv post-premiazione, ho colto il ghigno perfido tipico di chi è riuscito nella storica, memorabile impresa di gabbare il sistema, ho deciso di vedere “La grande bellezza”, non l’avesse trasmesso “Canale 5” sarei andato a cercarmi il DVD. Questo film mette in evidenza, più di ogni altro, quanto i critici cinematografici siano incompetenti e/o asserviti alle logiche mediatiche e alla tasca di “Pantalone”. Il regista Partenopeo scala l’olimpo cinematografico portando sullo schermo la messa al muro del pensiero “politically correct”. Vado ad argomentare, senza meno, i punti chiave che supportano il mio dire:

1)      Nonostante i gay siano componente fissa, immancabile, della Roma festaiola, Sorrentino li ignora, li taglia clamorosamente fuori, come non esistessero. Fa specie che le associazioni “omo” più integraliste non abbiano parlato di “omofobia” e nemmeno di “discriminazione sessuale” artistica.

2)      Il film riversa una quantità industriale di letame su due concetti base della società, la famiglia (disegnata come un paravento fucina di iatture) e l’amore (un dannoso limite da evitare sempre e comunque).

3)      Tutti i personaggi femminili vengono impietosamente demoliti, resi patetici, donne over 40 dipinte con i tetri colori della decadenza fisica, delle paranoie, dello squallore, del fallimento, della ipocrisia, della “puttanità”, dello sclero, del vuoto interiore e della depressione. Una vetrina che espone  una compilation di problematiche “figlie” del femminismo e della autodeterminazione, messaggio inequivocabile.

4)      L’autore ridicolizza l’universo clericale imbarcandolo sul carrozzone del grottesco. Dalla giovane suora che beve champagne in un locale notturno in compagnia di un vecchio gaudente, alle monache di clausura che da sotto il velo sorridono e ammiccano a nerboruti Africani seminudi. Particolarmente irritante il Cardinale frivolo più incline alle ricette culinarie che a quelle “salva anime”. Il colpo di grazia lo cala creando una contrapposizione micidiale con la suora missionaria semi-santa, ultracentenaria, che si nutre di sole radici, dorme sul pavimento, parla pochissimo e si avventura in un rischiosissimo sacrificio votivo. Il cattivo esempio sputtanato dal buon esempio.

5)      Jep Gambardella (interpretazione eccelsa di Toni Servillo) è quasi surreale, apatico, accidioso, umanamente indefinibile, un alieno sotto mentite spoglie, il suo ruolo è, nella sostanza, quello di fare da anello di congiunzione tra un personaggio e l’altro.

Sorrentino piazza alcuni “colpi d’uncino” (amo definire in questo modo i passaggi che fanno la differenza), “colpi d’uncino” che vorremmo trovare in ogni film e in ogni libro, speranza troppo spessa disattesa. A) Jep dichiara: “io non volevo solo partecipare alle feste, volevo avere il potere di farle fallire (delirio di onnipotenza)”. B) L’unica donna che lui rispetta veramente è la sua editrice nana, con lei si “normalizza” al punto da farsi chiamare “Jeppino” e condividere cene composte da risotto scaldato e minestrone, fugaci pasti proletari consumati sulla scrivania (un forte richiamo all’umiltà). C) La “santa” riunisce, sul terrazzo di Jep, uno stormo di uccelli migratori bisognosi di un tranquillo riposo (qui entriamo nel limbo della genialità).

Parallelismi, paragoni e similitudini con “La dolce vita”, vaneggiati da tanti, non reggono, neanche sforzandosi. Il regista Romagnolo ha raccontato un Roma fresca, vogliosa di mondanità esplosiva incentivata dal boom economico e ubriacata dai fasti di Cinecittà. Fellini amava esaltare la femminilità e la sensualità, soprattutto sviscerava gli aspetti psicologici dei suoi personaggi. “La grande bellezza” mette a nudo il declino, la merda di una mondanità capitolina inarrendevole e puzzona. Sorrentino questo lo fa con uno spudorato cinismo mascherato da maschilismo, non solo, evita accuratamente di fare introspezioni e riduce i protagonisti a una masnada di stronzi che galleggiano nello stagno della superficialità. La dichiarazione di essersi ispirato a Federico Fellini è sicuramente da “interpretare”.

L’oscar è meritato, senza ombra di dubbio, il coraggio di andare controcorrente, di osare, di ribellarsi al pensiero comune paga raramente ma quando questo avviene si sale in vetta. Chiudo con due “note di servizio”, Paolo Sorrentino è rimasto orfano a soli 17 anni e ha fatto il classico dai Salesiani (riflettere su questo può servire a comprendere meglio alcuni punti). Quando nei titoli di coda ho letto i ringraziamenti al contributo della regione Lazio e del comune di Roma… ho giustificato l’immenso marchettone pubblicitario, stile pro-loco, sulle bellezze della capitale che hanno fatto da sfondo per tutta la durata del film, che il mondo guardi e ammiri. Bravo Paolo, bravi tutti.

Tullio Antimo da Scruovolo

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92 thoughts on “La grande bellezza… di essere politicamente scorretti

  1. L’ho visto anch’io ieri sera…e devo dire anche abbastanza prevenuta perchè quando la critica parla tanto bene di un film in genere a me fa schifo! (Tranne “La vita è bella” di Benigni)
    L’inizio non mi è piaciuto….tranne che per le considerazioni e le riflessioni di Gambardella…..poi, invece, ho iniziato ad apprezzarlo sempre di più e devo dire che, soprattutto per la splendida interpretazione di Servillo, mi è piaciuto molto.
    Riguardo alle tue osservazioni, se ricordo bene in una delle solite feste si sono viste chiaramente due donne che ballavano accarezzandosi in modo lascivo….e quindi l’omosessualità c’era….. per quanto riguarda la chiesa credo che nella realtà abbiamo avuto modo di constatare atteggiamenti ben peggiori da parte dei preti e loro superiori…..
    Le donne di cui parli facevano quasi interamente parte del mondo dello spettacolo….o comunque dei cosidetti VIP……..e non sono così?????? A me sembra che sia stato molto realista a dire il vero…..
    Quello che ha voluto mettere in evidenza è il vuoto di quel tipo di vita, con gli annessi e connessi….falsità, opportunismo, incoerenza, egoismo….. e solitudine, mascherata da feste continue e balli ecc. ecc.
    A me è piaciuto, ma è solo un pensiero personale, non sono ne esperta ne appassionata di cinema….vado solo a gusto personale 🙂

    • ti ringrazio per il tuo dettagliato commento, tuttavia ritengo giusto fare alcune precisazioni. Le donne in atteggiamenti lascivi che citi appartengono alla coreografia delle festa, io mi riferisco ai gay, quelli che le feste le organizzano e/o vi partecipano da protagonisti. Perdonami ma di donne VIP “demolite” non ce ne sono, è ovvio che non parliamo di sciampiste, le protagoniste del film sono “signorotte” benestanti senza né arte né parte, esclusa la nana. L’attacco al clero è palesemente, fortemente denigratorio.

  2. Il film lo avevo visto al cinema lo scorso anno con un gruppo di amici. Ne ero uscita entusiasta, con una gran voglia di tornare a Roma e rivedere i luoghi del film e contenta comunque di aver visto un bel film italiano. Immaginavo che questo elogio grottesco della decadenza avrebbe fatto discutere. E così è stato. Piú che al film io l’Oscar lo avrei dato a Servillo e alla sua recitazione (opinione mia e come tale, naturalmente, va presa!) 😉

  3. Mi sa che dovrò rivederlo… non mi ha fatto una grandissima impressione, ma una persona che ha detto chi non l’ha apprezzato si merita i cinepanettoni e Alvaro Vitali in Pierino mi ha fatto un po’ girare. Magari, se capiterà, gli darò una seconda chance.

  4. Mah, come in tutte le cose la fa da padrona il gusto personale. Mi ritrovo molto nel commento di Silvia. A me è piaciuto, ho trovato Il protagonista bravissimo e per quanto se ne dica era lui a riempire lo schermo , il catalizzatore e non come hanno detto in molti, la scenografia. Quella faceva da sfondo, un magnifico sfondo. Per riprendere il tuo commento sul ringraziamento alla regione con conseguente richiamo ad una pubblicità alla città di Roma questo avviene per molti film e se può servire per far lavorare un sttore in crisi. ben venga.
    Poi, non sono un critico e neppure un’esperta ma quando guardo un film bado a ciò che mi trasmette, bado alle emozioni che mi suscita.
    Opinione personalissima 🙂

  5. Mah a me servillo non e’ mai piaciuto perciò sono prevenuta.il penso che il suo successo estero sia dovuto ad un sadico piacere da parte di tutti quelli che godono nel vedere le nostre glorie passate trasformate in quel mucchio di macerie che oggi siamo…cmq preferisco di gran lunga la decadente ed orrida bellezza di Venezia a quella di Roma capoccia… Un caro saluto TAds.ti stimo.

  6. Sorrentino ha girato un film su tutto e su niente.
    La vecchia scuola snob romana, le feste, il botox e la mondanità che fanno a pugni con la rabbia della bambina che si spalma su tela, l’arte e i fenicotteri. Il cardinale con la Roll’s e la Santa senza i denti.
    La grande bruttezza di tutti i giorni e la grande bellezza che è sempre stata con Jep, nei suoi ricordi. La schiettezza, unica di Ramona.
    Servillo non eccezionale ricorda ormai troppo spesso la ‘recitazione precedente’ c’era molto de Il divo nei primi piani.
    L’ho rivisto e devo dire che l’ho apprezzato di più.
    Cio’ detto che cosa c’avranno capito gli ammericani? questo mi preoccupa non molto.

    sherachecmqDallasbuyersclobsarebbestatoilmassimoWl’Italiatoutcourt

    • come ho scritto in una risposta, io esprimo un giudizio tecnico, non amo Sorrentino ma qui si è prodotto in una performance che ho apprezzato, il perché l’ho scritto nei cinque punti. Non è facile portare sullo schermo sceneggiature di questo tipo, intendo a livello concettuale. Se rileggi le prime righe… ho scritto che mi ha incuriosito il suo sorriso strano, lui è conscio di aver preso per il culo una scuola di pensiero. Io gli avrei dato l’oscar solo per questo 🙂

    • Tads la tua è una recensione impeccabile che condivido in pieno. Si denota che sei ( o sei stato) un operatore del settore: mi sbaglio?.
      Ad ogni buon conto a me sembra che Sorrentino la grande bellezza la cerchi ovunque senza riuscire a trovarla , tant’è che viene costretto a ritornare al suo primo rapporto sessuale, che all’inizio viene descritto come idilliaco, ma poi nella scena finale quando il fotogramma va avanti, anche quel momento viene in qualche maniera sporcato, attraverso quella donna ,che seppur giovane e bella, invita Jep alla maniera di una laida puttana di un postribolo.

      • in questo film tutti i rapporti sono in qualche modo laidi, in fondo credo sia giusto così, è un effetto della superficialità, del vuoto, dell’egoismo

    • Shera gli americani come al solito non c’hanno capito niente. Ricordo che Luchino Visconti all’ennesima domanda si chiarimento su quel lungo e fastoso ballo del “Gattopardo”, infastidito rispose: quando la mia famiglia regnava su Milano qui ( in America) c’erano pascoli e selvaggi. Questa è la differenza, la mancanza di storia e di retroterra culturale.
      Per dire che anche Sorrentino ha prodotto un capolavoro che è la summa di quanto sia geniale la cultura italiana nel rappresentare la bellezza. Si può condividere o meno, ma una cosa è certa : sotto l’aspetto scenografico e stilistico la pellicola di Sorrentino è perfetta!

      • linonoli , permetti l’intrusione Tads,
        la mia preoccupazione è che l’ammericani lo abbiano letto come la ‘solita’ macchiettata all’italiana: trimalcioni goderecci, romantici scojonati, massì, anche talentuosi venditori di fumo.

        sherascavascavatrauncrolloel’altrosemolimejo

        • il civile scambio di opinioni non è MAI una intrusione

          Shera, credo che se gli Americani avessero individuato i punti da me elencati, soprattutto i primi quattro, non avrebbero preso in considerazione nemmeno la candidatura del film, altro che oscar. Fermo restando che nella premiazione dei miglior film stranieri ci vedo sempre qualcosa che va oltre il film. E’ molto probabile che abbiano considerato “la grande bellezza” una dolce vita modernizzata.

          Linonoli, ci conosciamo da tanti anni, se non ricordo male di questo ne abbiamo parlato anche sulla vecchia piattaforma. La mancanza di storia e cultura classica penalizza fortemente gli yankees. Questa frustrazione ce l’hanno da sempre, non dimentichiamoci che non hanno neanche un ceppo etnico, sono un crogiolo di varia umanità che nei tempi andati si è riversata sui quei territori.

  7. Non mi attira, infatti non l’ho visto (a parte che ieri ero molto stanco e non so se l’avrei retto). In genere comunque quasi tutti i film finiscono per accentrarsi sugli aspetti che vogliono sottolineare tralasciando gli altri, non sono e non vogliono essere documentari. E anche le “foto” di Roma ci stanno. Se facessi un film sceglierei di ambientarlo nella mia Genova e, ovviamente, cercherei di mostrarne gli aspetti più belli o almeno caratteristici. Naturalmente il tutto non deve essere forzato, e da come scrivi non sono sicuro che per questo film sia così. Ripeto… non mi convince, e anche la tua “recensione” conforta la mia decisione di non vederlo.

    http://www.wolfghost.com

    • caro Wolf,
      alla fine è una questione di numeri, il film è stato visto da 9.000.000 di telespettatori, un grande record di ascolti, sì ma… questo ci dice che i restanti 51.000.000 di Italiani lo hanno ignorato, quindi, se rinunci a vederlo sei in buona compagnia 😉

  8. Io vado ad istinto e simpatia,in questo film c’è Servilio che non mi e mai piaciuto fin dal suo primo filmche ho visto ,Gomorra,poi non mi piaceva neppure il titolo tanto presuntuoso.Per cui non mi sono presa la briga di sprecare due ore del mio tempo a vedere qualcosa che di sicuro non mi sarebbe piaciuto,se parto prevenuta so già che sarà così.
    Come al solito hai scritto un post piacevole e dettagliato.
    ciao,buona giornata
    liù

  9. Buongiorno Tads, dicono che Sorrentino sia bravo, io non lo so ancora
    Questo è l’ unico film che ho visto
    Poche cose da dire : con Roma come sfondo si parte avvantaggiati, Servillo è da Premio Oscar, Giovanna Vignola ( l’ attrice nana) è bravissima.. il film è da rivedere ( parlo di me)
    Grazie, anche Tuoi Spunti meritano premi
    Un simpatico saluto
    Gina

  10. Ciao TADS,
    molto interessante e approfondita la tua recensione.
    Premetto, però, che il film non l’ho visto per scelta e cerco di spiegarti SOLO alcuni dei motivi. Se ne fa un gran parlare, tra ispirazioni felliniane e saggio sulla decadenza morale e non della società e di Roma. Ben felice che l’Italia vinca l’Oscar, ma li vinciamo in molte categorie (il precedente pochi anni fa ai Ferretti con Hugo Cabret), né l’Oscar al film è l’immagine di un paese in ripresa come hanno subito dichiarato i più… Il film quando uscì a Cannes fu aspramente criticato da buona parte della critica italiana; poi arrivarono i primi premi internazionali e quella critica improvvisamente sovvertì il suo giudizio a capolavoro. Il film è prodotto e distribuito da Medusa, i cui capi sono, secondo me, alcuni degli artefici di tale decantato decadentismo moderno. Il carrozzone mediatico è stato talmente ben oleato che a due giorni dalla vittoria vedo la pubblicità di Sorrentino scorrazzare a bordo della FIAT 500 e parlare di bellezza. Per questo e altro, non lo so, sono relativamente interdetto da tutta la faccenda e sicuramente non godrei né guarderei il film con la giusta attenzione e preferisco rimandare a quando fra qualche tempo tutti si saranno già dimenticati di questo film. Ribadisco, è la mia modesta opinione 🙂
    Un saluto!
    Andrea

    • ciao Andrea,
      questo post non è e non vuole essere una recensione, non mi metto certo a fare il “critico” condannando i critici, il mio, come ho scritto, è un giudizio “tecnico”, leggo nella sceneggiatura la voglia di sferrare un duro colpo a quella ipocrisia collettiva chiamata pensiero “politically correct” (nemico mortale di questo blog), cosa che apprezzo tantissimo. Chiarito questo, non stupirti se affermo di concordare su quasi tutto quello che hai scritto.

      un caro saluto anche a te

  11. Noto che, a differenza dei tanti critici, la tua recensione resta nella maggior parte neutra, ponendo in risalto alcune riflessioni che dovrebbero essere obiettive. La frivolezza delle donne, la bellezza dei luoghi, i contrasti, diciamo i chiasmi che si susseguono da un personaggio all’altro. Non influenzi noi lettori con la tua personale opinione, caro ZIO, ma semplicemente, come un docente, sottolinei alcuni punti cardine che a qualcuno potrebbero o non potrebbero piacere. Ecco. mi ha lasciato imparziale questo film. da una parte mi sono detta “meglio morta di fame che ricca”, mentre dall’altra ho colto una superficialità che forse, sotto sotto, esiste davvero per chi ha tutto. Noi lo viviamo in modo apparente. Non conosciamo davvero il modus vivendi della gente perbene. Possiamo intuirlo, ma a volte la cronaca ne da conferma, come il caso della strage del Circeo, o quello ultimo dei Parioli.
    Una cosa mi ha colpito. Come noi, oggi, definiamo arte un qualcosa che di arte non c’è neanche l’appellativo più remoto. Dietro lo scenario della favolosa Roma, l’arte di quella donna nuda che sbatte la testa contro un muro e che non sa cosa significhi per lei “vibrazione”, deve farci riflettere. Un conto è la bellezza regalataci dalla Roma classica, un conto è l’interpretazione priva di significato che ci offrono oggi chi si definisce “artista!”

    • ciao Aida,
      certi personaggi, come l’artista “capra” da te citata e altri, li ho lasciati fuori dal post per non calcare troppo la mano, Sorrentino in questo film mette in risalto gli aspetti beceri delle donne, lo fa pesantemente, non ne salva nemmeno una, eccezion fatta per la “santa”. Mi rifiuto di credere che sia un caso, lo stesso dicasi per gli altri punti elencati.

      Che aria tira lo si capisce all’inizio, quando il turista Giapponese schiatta mentre fotografa Roma, ecco, questa è la metafora del film, la bellezza che ammalia e uccide, uccide soprattutto dentro, così non fosse quella scena non avrebbe alcun senso.

      Quella che si vede nel film, cara nipotina, non è gente per bene, tutt’altro, è gente piena di merda che fa una vita di merda.

      un caro saluto

      • No no, dico gente perbene come metafora, xke sono rimasta colpita dal fatto che perbene sia in realtà un sarcasmo… E ti dirò, parlarne in questa sede ho avuto l’opportunità di scoprire sfaccettature passate inosservate!

  12. Ciao Tads, faccio parte dei 9 milioni di spettatori che l’hanno visto in tv. Mi ha tenuta incollata sul divano fino alla fine. Sembrerà strano ma non riesco a dire se mi sia piaciuto oppure no, mi ha particolarmente colpito la scenografia, certe inquadrature ricalcavano le luci/ombre di Caravaggio, i silenzi….tanti, i personaggi ripresi da dietro che non permettono una interpretazione emotiva. Le donne le fa proprio a pezzi, hai ragione, ad eccezione della nana e della santa che comunque sono già state penalizzate da Madre Natura. Tutto il film mi ha dato l’impressione di essere una grande ragnatela intessuta di messaggi subliminali, Sorrentino sembra quasi che abbia indossato le vesti di una sorte di “vendicatore” verso alcune categorie mettendole alla gogna in un vortice di situazioni estreme, pateticamente ridicole (x es il cardinale). Anche il titolo è un messaggio, un indovinello, una presa in giro….. Chi o che cosa è “la grande bellezza”?

    • cara Veleria hai fatto centro pieno.

      I registi vanitosi (Sorrentino lo è), in particolare quelli che si considerano “impegnati”, hanno il vezzo di infilare nei loro film messaggi paralleli mascherati. Spesso trattasi di piccole o grandi rivalse, ripicche, ecc. ecc. Diciamo che si tolgono qualche sassolino dalla scarpa, in questo film il Napoletano se ne toglie diversi… di macigni.

  13. Che bella recensione, Tads! Complimenti!
    La corruzione, il degrado morale sono il male per tutta la società: occorre sconfiggerli.
    Sorrentino si sofferma nella indegna ricchezza di una società decaduta nell’evidenziare lo stanco cinismo senza ritorno, soprattutto malinconico.
    Il degrado esiste ovunque; in ogni settore della vita e in ogni istituzione, politica-religiosa in primis.
    Irritante, eccessivo è stato l’uso pessimo della parola in chiacchiera e pettegolezzo, di uno squallore solo umano.
    La Chiesa è stata rappresentata da un cardinale sciocco e insignificante. Meglio la santa, anche la nana.
    La grande bellezza è un film che ha vinto l’oscar, i film sono finzioni, ma anche mondi possibili…purtroppo.
    Appunto, una vera provocazione del regista, finchè non accada mai quanto e come la fantasia può immaginare!

    • temo che di fantasia ce ne sia ben poca in questo film

      comunque questo post non è una recensione, è una riflessione sui messaggi paralleli lanciati da Sorrentino

  14. Pingback: La grande Bellezza dei luoghi comuni | Ghost Tomato

  15. io l’ho visto solo a metà e mi sono addormentata,il protagonista è stato bravissimo,il film non è bello ma interessante , voleva essere simile alla dolce vita di Fellini,ma è molto diverso…la Ferilli non sembrava nemmeno lei per come ha recitato….cmq prima di dare un giudizio più preciso lo voglio rivedere.ciao TADS

    • ciao Kore,
      un film che vince l’oscar fa il giro del mondo, in qualche modo acquisisce una immortalità cinematografica, quando pretende di raccontare uno spaccato di vita di un popolo, diffonde l’immagine di quel popolo. Può piacere o non piacere, può interessare o non interessare ma comunque Sorrentino ha esportato una “Italianità”, in questo caso tra le peggiori. Se ancora oggi all’estero ci chiamano “Italiani, pizza, mafia e mandolino”, lo dobbiamo in gran parte, oltre alla cronaca reale, proprio a certi film degli anni che furono. Non stupiamoci se da oggi ci chiameranno “anche” debosciati.

      Io sono, per vezzo, un dissacratore politicamente scorretto, da questo punto di vista non posso far altro che applaudire il film, sono comunque conscio del fatto che se da una parte ha promosso il turismo, dall’altra ha denigrato gli Italiani.

      Buon week end

      • Un buon film è arte, se l’artista vede e sente questa epoca così come l’ha espressa, debosciati o meno, ha fatto un ottimo film. Meritava di vincere ??…Sorrentino mi piace a prescindere, sono partigiana, ignorante perché questo film non l’ho visto e andrò nella saletta d’essai del circolino vicino casa a vederlo in poltrona, grande schermo e…in pellicola.. !!!!

        • ribadisco volentieri,
          io non mi pongo un problema sul valore artistico del film, riconosco a Sorrentino il coraggio di essere stato trasgressivo, politicamente scorretto, di aver lanciato messaggi forti. Se questo avrà una ricaduta turistica positiva… ben venga, sul fatto che il mondo abbia una immagine distorta, negativa, l’ennesima, degli Italiani… la cosa non mi riempie il cuore di Patrio orgoglio.

          Cara Kore, l’arte è soggettiva, anche la merda in lattina di Manzoni è considerata arte, io preferisco le lattine di aranciata ma… de gustibus!!! 😉

          • Sbagliato quello precedente. Dunque, visione distorta e/o solo parziale della società ok. La merda di artista non mi ha mai convinto, se, come dicono, nessuno ci ha mai pensato prima, rispondo per fortuna, è grave che sia stata eletta ad opera d’arte. L aranciata non mi piace, preferisco il pinot grigio. Anche il santa Cristina eh!
            Resta il fatto che lo devo vedere.. ‘sto filme..

  16. Io sono diventata vecchietta e la sera, verso le venti, mi viene la botta di sonno. Mi ero preparata sul quinto canale per vedere il film e invece mi sono svegliata a mezzanotte, naturalmente arrabbiata, so bene che dopo non ho mai tempo di cercarmi le cose su internet, ma dopo avere letto il tuo post e capito bene il genere, capisco che mi avrebbe lasciato quel senso di malessere e di “tutto finito” che mi mette a disagio, come se la mia anima non fosse al suo posto. D’altro canto avevo già visto qualche scena e certe facce patibolari smunte, moribonde mi bastavano. Sono stufa di cose brutte e sporche come sono stufa dei politici e delle persone assetate di soldi. In quanto ai paragoni, li odio in letteratura (il pessimismo di Leopardi, Foscolo e Manzoni) dove almeno hanno una funzione didascalica, perché usarli anche nel cinema? Non è mica un complimento essere paragonati a questo e a quello, io come poetessa sono stata paragonata a una signora che non ho mai letto in vita mia, nemmeno me ne ricordo il nome. Ognuno vale per quello che è personalmente, in quanto alle suggestioni degli autori amati, letti o studiati sono inevitabili, ma se vali qualcosa te ne liberi e la tua anima diventa filtro di te e non della loro arte.

    • cara Mimma,
      hai colto l’essenza, il concetto di “tutto finito” è quello più appropriato.

      I paragoni che riguardano questo film sono una forzatura bella e buona.

  17. Ho visto il film e nonostante i pareri positivi, il film non mi ha entusiasmato, l’ho trovato noioso per la trama non avvincente. L’interpretazione dell’interprete principale è eccezionale, ma non mi sono piaciute le inquadrature oscure della città di Roma. Il protagonista cerca la grande bellezza sin dalla gioventù e in questa ricerca trova persone vuote dentro e incapaci, infatti il regista punta il dito su quella società in declino. Ecco i temi trattati sono interessanti, ma manca a mio modesto avviso il ritmo, forse dovrei rivederlo: a volte una seconda visione aiuta, è come per un libro di non facile interpretazione, occorre una rilettura.
    Le tue considerazioni sono giustissime.
    buon fine settimana
    affettuosità
    annamaria

    • sono d’accordo con te, anche se il modo di riprendere, di inquadrare la scena, è elemento che caratterizza, personalizza l’operato del regista (tra l’altro il film è stato girato prevalentemente in notturna), un po’ come la punteggiatura per gli scrittori, ci sono dei punti fermi e poi subentra l’estro. Fellini amava tantissimo i piani sequenza, ad esempio.

      Credo anche io sia un film da rivedere, magari a distanza di tempo, su questo non c’è problema, canale 5 lo manderà in onda per anni a intervalli regolari di tempo… hai presente Titanic, Rambo, Trinità, ecc. ecc.???

      Un abbraccio

  18. TADS, senta, lei è più misogino o misantropo?
    Non mi chieda il perché di questa domanda: sono un’artista e non devo spiegare un cazzo.
    Lei ha già scoperto che non può permettersi di perdere tempo facendo cose che non le va assolutamente di fare?

    Quante volte l’ho visto? Mai abbastanza.

  19. Mi sono completamente immersa in questa tua riflessione sul Film in questione che, peraltro, mi ha stordito per la “sua” grande bellezza.
    Condivido praticamente ogni parola di questa analisi, forse, non concordo sul fatto che ai personaggi manchi la componente introspettiva. A mio avviso tutto passa dalla narrazione di Jep, che è “tutto” e “niente”, accompagna, conduce attraverso le sue passeggiate in una Roma quasi misticamente silenziosa, come fosse la mente umana.
    Per me è stato amore a prima vista. Un colpo di fulmine.
    Assorbito come uno di quei libri in cui ti sembra di vivere.
    Posso “portare” questo post nel mio blog?
    Chapeau

  20. L’ha ribloggato su Gergo dell'anima e ha commentato:
    Ho visto “La grande bellezza” conoscendo i lavori di Sorrentino, incentivata anche, e soprattutto, dall’amore viscerale che provo per Roma.
    Ne sono rimasta immediatamente ipnotizzata.
    La cura delle immagini, l’eleganza della presentazione di una città quasi deserta, inimmaginabile e surreale, mi hanno condotto per quelle strade a me familiari, in un mistico silenzio, quasi in esplorazione del pensiero.
    Adoro Toni Servillo, impeccabile in ogni suo ruolo, così come lo è stato nel personaggio di Jep. Ruolo particolare, apparentemente schiacciato dal vortice della dissolutezza. Jep è il traghettatore, si districa tra diversi piani di narrazione, accompagnandoci -nei luoghi non luoghi- dell’animo umano. Presenta il vuoto forse di certe decadenze intellettuali o ancora il disincanto di una società alla perenne ricerca di un sogno a cui aggrapparsi.
    Ripropongo la riflessione/analisi di TADS, perché rispecchia molto il mio pensiero in merito al film, e lo ringrazio per avermi concesso di ospitare il suo post qua, tra i miei pensieri.

  21. …da anni mi ero imposta di non guardare nessun film italiano.
    Questa volta,la curiosità ha vinto.
    Non l’ho “visto”:l’ho sorseggiato piano piano,come mi succede
    per un ottimo prosecco.Sorrido.
    E mi ha dolcemente stuzzicata,incuriosita e….inebriata.
    Un po’ di retrogusto amaro.
    Denso di tanti aromi.
    Ma,senza dubbio,un bouquet ricco,intenso…indicibilmente prezioso.

    E inconfondibilmente preziosa,caro amico,è anche la suggestiva interpretazione
    che tu ci hai regalato.

    Un abbraccio

    marilù

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