la caccola affezionata…

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La giornata è di un plumbeo deprimente, frotte di decoratori si sbattono energicamente sul ponteggio che circonda il cielo per tingerlo di grigio, una di quelle mattine in cui rimarresti volentieri nel letto a ripassare il kamasutra con una “trombamica” libidinosamente collaborativa e assolutamente non spaccapalle. Invece no, cazzo, il commercialista ha deciso di “scroccarti l’aperitivo” (è un eufemismo), quando “matrigna tassa” chiama, figliastro corre per adempiere ligio e “felice” agli obblighi che lo elevano a rango di contribuente, manco a dirlo, con quella gioia nel cuore impossibile a spiegarsi. Sono in coda al semaforo di corso Inghilterra angolo corso Vittorio, praticamente sotto quella gran cacata di grattacielo in costruzione dell’Intesa-Sanpaolo, la testimonianza tangibile che Renzo Piano sia un accolito del “tavernello fans club”. La tonda luce che tutti guardano diventa verde, il serpentone si muove lento smarmittando come fosse allo start di un Gran Premio, parte la prima bestemmia, è di nuovo giallo e poi subito rosso (l’appalto dei semafori ce l’ha Valentino Garavani?), bene, essere il primo della fila mi rende in qualche modo ottimista. Alla mia destra si affianca un SUV dei poveri, della serie “vorrei ma non posso”, attira la mia attenzione un rimbombante “tunz-tunz-tunz-tunz”. Mi giro, a bordo c’è un Peter Pan sulla 40ina col finestrino abbassato, ha la guancia attraversata da una basetta ad arco molto sottile e porta occhiali da sole a specchio, quelli da sci (forse da saldatore), nonostante il meteo poco consono, tipico dei coglioni urbani in perenne priapismo comportamentale. Ho il cane abusivamente accomodato sul sedile posteriore (è componente della famiglia, per quale minchia di legge idiota dovrei ingabbiarlo nel vano baule?), anche lui alza il testone curioso per capire, si limita a uno “scotolamento” rapido, è troppo snob per abbaiare ma è dotato di un grande spirito di osservazione. Il “roccobillo suvvato”, continuando a scuotere la capa come un beota rispondendo meccanicamente al ritmo imposto dallo stereo, si infila indice e pollice nella narice, scava, scava, scava come gli antichi imbalsamatori egizi che uncinavano il cervello dei morti. L’impegno profuso ottiene gratificazione, con presumibile orgoglio e soddisfazione tira fuori una roba tipo zucchina in carpione formato mignon (i colori sono quelli), l’arte informale è difficile da spiegare, ancor più da capire. Mette il braccio fuori dal finestrino e si improvvisa coreografo, il balletto allestito consiste in un allucinante susseguirsi di figure liberatorie, la “zucchina accozzata” assurge a ruolo di primadonna, non ha nessunissima intenzione di dare soluzione di continuità alla propria esistenza, tanto meno plasmarsi sull’asfalto. Inizia uno stupefacente, straordinario trasferimento della “materia” dal pollice all’indice e viceversa, niente da fare. Il semaforo diventa verde, lui non se ne accorge, io sì ma non intendo perdermi il finale, per niente al mondo, le macchine dietro danno vita a una sinfonia di clacson, partizione musicale da far schiattare di invidia Riccardo Muti, me ne frego, ignoro anche il sopraggiungere degli incitamenti verbali tipici delle “educande timorate”. Piovono i vaffanculo ma tengo duro.  La caccola affezionata è ormai un magnete, “Jack basetta” va in panico, il mio non partire lo condiziona oltre modo, somatizza l’atteggiamento paralizzante, me ne rendo conto e ci marcio da bastardo. Giunge alla resa, appiccica la scoria allo specchietto retrovisore e innesta la prima, io con lui, il destino ci divide, accidenti, svolto in corso Vittorio perdendolo. Peccato, certi individui hanno un innato fascino sociologico, mi rimembrano i “generici” di quella Cinecittà della “golden age” che ho conosciuto nella mia giovinezza. Se avessimo fatto la stessa strada, ne sono certo, al rosso successivo si sarebbe occupato dell’altra narice trasformando il retrovisore in un una moderna “testimonianza” dell’essere, “esposizione” sicuramente meno schifosa di tante iniziative artistiche cervellotiche.

Tullio Antimo da Scruovolo

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77 thoughts on “la caccola affezionata…

  1. “Renzo Piano sia un accolito del “tavernello fans club”
    AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!

    Le potrei andar bene come “Strambamica”? Sono molto collaborativa nel non spaccare le palle.

  2. Sto ridendo a pensare a quel porcello che appiccica quella schifezza allo specchietto come fosse una gomma das masticare,nel contempo mi è venuto un moto di nausea e disgusto.
    Meno male che non è ora di pranzo 😉
    Buona domenica Tads.
    liù

  3. Leggendo l’intro ero già nel mio mood preferito: lo skazzo.
    Invece son caccole.
    Ma non sono delusa, al contrario, hai fatto uso delle virgolette in modo encomiabile.
    😉

  4. Si, lo so, sono momenti di godimento, rari e preziosi. Anche perché ci vogliono molti eventi concomitanti per risvegliare in certi personaggi un’ombra di auto-coscienza. Soprattutto nella corazza posso-tutto dell’automobile.

    PS: anch’io ho difficoltà fondamentali con certe creazioni degli archi-star.

    • la storia di questa “opera” è veramente grottesca, nasce come edificio più alto d’Italia e muore come grattacielo bonsai. Tutto grazie a un movimento politico chiamato “no grattacielo” che di fatto lo ha dimezzato.

  5. Ti è andata bene… si perché se era uno specialista – e per specialista intendo colui che fa del suo passatempo un arte o un arma – te la poteva lanciare contro, e potevi rischiare un vetro o un naso rotto. E poi le conseguenze sono imprevedibili, perché chi di caccola ferisce, di caccola perisce, e il rapporto di causa-azione non finisce mai, a volte anche per generazioni 🙂

  6. Oddio… tali attività sono le preferite di un collega che proprio per questo motivo è chiamato l’Innominato. Abusa delle sue dita anche durante le riunioni d’Area, tutti lo deridono e lui prosegue imperterrito. Personalmente mi diverte osservare il rapporto che hanno i bambini con il loro naso. Negli adulti lo trovo disdicevole e mi sento molto femmina antipatica con la “puzza sotto al naso” quando mi accade di vedere. Non lo faccio apposta. C’è che proprio le scorie umane mi fanno ribrezzo…
    Tralascio la mia opinione sulle scorie cerebrali…
    Un abbraccio
    Stefania

    • ciao Stefania,
      sai… mi appassiona studiare la varia umanità, a volte questa si esprime attraverso comportamenti non sempre esteticamente gradevoli ma comunque affascinanti sotto l’aspetto antropologico 🙂

      ricambio l’abbraccio

  7. Mi sono fatta quattro risate, sia pure un po’ amarognole: che cane hai? Scommetto che è grande, nero e apparentemente minaccioso. Ciao, nipote, sono contenta che ti sia stata risparmiata la seconda narice.

    • ciao Zia,
      ci hai preso parzialmente, il mio cane è sì tutto nero ed enorme (un Terranova), una razza da soccorso/salvataggio e quindi particolarmente mansueto, certo la stazza non passa inosservata 😉

  8. Ma tu guarda se un’osservazione per niente edificante, non si trasformi in scritto esilarante e di qualità. Ma tutto è possibile se chi scrive porta la tua firma.
    Post godibile, molto godibile, bravo!
    Un saluto serale
    annamaria

  9. Avrei voluto risparmiarti il solito giro vizioso, ho provato a cliccare sul mio nick e non si va direttamente da me, mi spiace le ho provate tutte, non viene fuori niente, pare ci sia un doppio percorso obbligato.

  10. Nonostante sia scritto benissimo e mi stessi divertendo un sacco ho poi iniziato ad immaginare vividamente la scena che mi sono venuti i conati, ho dovuto saltare un pezzo e passare alla fine del racconto!
    😀

  11. ahahah terribile! 😀 Chissà perché temo che nel tuo racconto ci sia almeno un pizzico di realtà! 😛
    Mi sono divertito molto a leggere il tuo post, sono così stanco che se non fosse stato spassoso non sarei riuscito ad arrivare al (degnissimo) finale! 😉
    http://www.wolfghost.com

  12. Bleaaah, che schifo!!
    Certo che ai semafori succedono cose pazzesche e sono ottimi punti di osservazione dell’umanità più disparata! Pollice e indice nella narice…ma come ci sono entrati? Aveva crateri di narici il tipo!
    E comunque due risate le ho fatte grazie al tuo eccellente e scoppiettante borbandamento linguistico 🙂

    • veramente, sul cosa facciano gli Italiani al semaforo rosso si potrebbe scrivere un lungo trattato, anche se negli ultimi anni questa sosta forzata è stata praticamente monopolizzata dal leggere/scrivere sms.
      Dunque… inizialmente ha scavato con l’indice poi, una volta staccato il “quadro”, l’ha pizzicato con pollice e indice per tirarlo fuori.
      Poi non venirmi a dire che non sono preciso 😀 😀 😀

  13. Ciao Tads “sull’aperitivo” con il commercialista mi hai strappato un grande sorriso per la classe con la quale hai destreggiato l’ennesimo scucimento di gabella. 🙂 Il sorriso è rimasto impavido quando hai tirato in ballo l’amico cane, una razza che si può solo “amare” se non fosse per l’impegnativa stazza. 😆 Giunta però all’estrazione del “cappero” sono letteralmente morta dal ridere e per una volta ho tirato un sospiro di sollievo pensando che noi donne al semaforo ci trucchiamo (soltanto) 🙂 e chi sta dietro impreca 😳
    Complimenti per come hai saputo descrivere bene tutti i particolari 😉
    un abbraccio e una carezza sulla testolona del bellissimo terranova.
    Affy

  14. assolutamente orripilante ma per fortuna ho già mangiato il mio toast& cappuccino chè a Roma fa un freddo becco e il mio collaborativo ‘trombamico’ (che bel termine diretto, chiaro, insomma quello è ma con un po’ di sentimentono?) mica può fare su e giù (nooo non ‘quello’) da Firenze ogni due x tre.

    sherynfattosiamogiàdinuovofuoriconl’accuso

  15. tads, pensa che io avevo una collega che “ravanava” a lungo le narici e poi ciucciava le dita avidamente… de gustibus.
    Il Toni è sempre agonizzante, non si decide a lasciarci. Lui si che di caccole se ne intendeva; in fabbrica lanciava sfide ai compagni, le lanciava più lontano di tutti ed era l’unico a centrare l’orologio marcatempo dalla distanza di 5 metri!

    • ho sentito dire che tra qualche anno il “lancio della caccola” diventerà un sport olimpico, ci sarà la competizione a squadre e quella individuale, molto probabilmente anche la staffetta 😀 😀 😀

  16. Sono disgustata ,purtroppo sono terribilmente schifiltosa e soffro se ti scacco li sputi quando parli mangi con la bocca aperta ehhhh….e ti ravani 🙂 i gioielli in continuazione! Anch io tengo il cane sul sedile dietro ma con pettorina e cintura apposita ( tutto a prova di vigile) e ritengo quel siluro in costruzione schifido come la zucchina!

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