L’uomo single…

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“Single” è un termine con la “guida a destra” adottato da mezzo pianeta per identificare in modo soft scapoloni incalliti o sfigati, zitelle ripudiate da Eros, vedovi/e, unità umane “smatrimoniate”, sessualità in cerca d’autore e bamboccioni/e appiccicati/e col vinavil alle materne sottane, nella sua crudeltà cacofonica esprime uno status ibrido implacabile che accomuna percorsi di vita diversi. La “singletutine” è una altalenante giostra emotivo/esistenziale percepibile in modi diametralmente opposti, c’è il/la “single” per scelta propria, per scelta altrui, per tigna caratteriale o fetenzia estetica, per incapacità di incrociare feromoni, per alibi/carriera, per condizione sociale, culturale e ambientale, per farfalloneria o troiaggine (il “materassamento” è la tangibile negazione delle teorie ipocrite). Tuttavia il campione qui analizzato, il più interessante sotto il profilo antropologico, è quello del maschio che si ritrova a essere tale, spontaneamente o “spintaneamente”, comunque capace di sfoderare sconcertanti attitudini gestionali, non è facile trasformare in arcobaleno i postumi di una tempesta bastardissima. Ciò che conta è il modo in cui si fronteggiano le situazioni “eco”. Post-it: “l’intelligente è semplicemente un individuo una ‘nticchia meno idiota degli altri”. E’ il cratere che erutta genialità a fare la differenza, cratere allocabile tra le doti innate, inutile scavarselo in proprio.

Modello di riferimento: “uomo 40/50enne, cultura universitaria, economicamente posizionato, tendenzialmente pigro, mediamente disordinato, reduce da matrimonio, convivenza o interminabile fidanzamento iniziato nell’era dei sesterzi, mentalmente strutturato, abitudini radicate ed esigenze irrinunciabili, spirito di adattamento versione “elastico rigido” ma galvanizzato dagli eventi.

Planning operativo di TERZO livello: “rassegnarsi alla deriva

Planning operativo di SECONDO livello: “ripetere l’errore cercando un altro vincolo all-inclusive”

Planning operativo di PRIMO livello: “ottimizzare la propria vita secondo gli innovativi criteri della diversificazione del rischio”

Il livello meritevole di interesse e approfondimento è, guarda caso, il PRIMO.

“Mens sana in corpore sano”, dettame che un single avveduto deve assolutamente far proprio, per molteplici motivi, non avendo “partner crocerossina” in gravitazione è opportuno ridurre al minimo il rischio malanni, non solo, in “corpore sano” funziona meglio il “socio commerciale” (quella protuberanza che distingue i maschi dalle femmine), come vedremo isso ha funzioni operative di rilevante importanza. Per principiare è doveroso bandire stravizi, svacchi e tutte quelle tentazioni che potrebbero minare efficienza e rendimento fisico. Fitness e linee guida salubri devono diventare una priorità.

Uscire di casa con indumenti puliti e ben stirati è sintomo di amor proprio, per essere sempre in ordine  a costo zero, evitando di cimentarsi in improbi duelli psicologici e tecnologici con lavatrice e vaporella, c’è solo una soluzione, diventare l’amante della titolare di una lavanderia. Ovviamente sposata (le femmine maritate hanno spazi d’azione limitati, notti, week end, feste comandate e vacanze sono segmenti di tempo in cui non possono interagire/stressare più di tanto).

Alimentarsi in modo genuino ed equilibrato è importantissimo, per farlo senza improvvisarsi chef da paperissima imbrattando muri, mattonelle e interi set di pignatte per cuocere un uovo, è d’uopo diventare l’amante di una bravissima ristoratrice (possibilmente specialità “pesce”), ovviamente anche lei sposata. E’ cosa giusta limitarsi a 4/5 pasti settimanali da consumarsi in giorni feriali, i festivi sono psicologicamente più vincolanti, fanno tanto matrimonio/famiglia/proiezione.

E’ bello tornare a casa e sentire il profumo di pulito invadere le narici, tutto lucido, tutto lindo a prova di polpastrello, come ottenere un simile piacere senza stipulare trattati di non belligeranza con Mocio Vileda e Cillit Bang? Semplice, occorre diventare l’amante della colf del vicino, anche lei, mi par Lapalissiano, sposata. Si risparmia pure sui prodotti e poi il dirimpettaio è sempre (vado per metonimie) un taccagno antipatico con la moglie isterica, non è peccato mortale incanalarlo nella solidarietà inconscia.

Un single avveduto seleziona con cura frequentazioni e momenti di convivialità, accetta un invito su quattro per non inflazionarsi, valorizzare la propria presenza significa mettere chi ospita in condizioni di dare sempre il massimo. Le aggregazioni culturali tendono ad annoiare ma elevano il target delle conoscenze, si raccomanda comunque di mantenere sempre aperto un canale ludico di matrice terricola, mai privarsi totalmente di momenti relativamente trasgressivi (inciderebbe negativamente sull’umore). Concedersi settimanalmente un happy-hour con i ritrovati compagnoni di zingarate, un bicchierozzo costa 8/10 euro ma ci si ingozza di stuzzichini come maiali intorno al trogolo, non nuoce certamente alla salute.

Cecchine a ore undici. Un uomo single negli anta, curato, agiato, acculturato, magari con l’aria tormentata… diventa preda papabile per donne bisognose di dare amore, cure, corpo e affetto, se poi si è pure “over ganzo”, si verificano veri e propri assalti alla diligenza. Come respingere gli attacchi? Sparando la minchiata più destabilizzante in assoluto: “sono la reincarnazione di uno Sceicco, non riesco a concepire un rapporto fuori dall’harem, se vuoi puoi farne parte ma le regole sono ferree”. Provare per credere.

Il prototipo dell’uomo single ideale è, sostanzialmente, una macchina priva di sentimenti, fronzoli romantici e sporta col miele, vive nel realismo più integralista e ha un solo obiettivo, pensare a se stesso, considera l’habitat globale una scenografia raccenciata, l’uomo single geniale è un etologo consapevole di vivere in un immenso zoo chiamato Terra.

Tullio Antimo da Scruovolo

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126 thoughts on “L’uomo single…

  1. Pensa che io sono single e castissima perché esistono uomini così: da evitare come la peste! Se le vada a cercare altrove quelle disposte a far parte dell’harem, che non essendo in grado di avere un uomo si accontentano di un terzo, un quarto, un quinto d’uomo: che poi, costui, ma chi si crede d’essere? Un puttano, ecco quello che è, un puttano, opportunista e manipolatore, parassita sfruttatore dei sentimenti altrui.

    E tu dimmi, in tutta onestà, in qualità di uomo, consideresti materiale papabile una gran puttana, opportunista e manipolatrice, parassita sfruttatrice dei sentimenti altrui?

    • non ho problemi a dirti la verità,
      di gran puttane, opportuniste e materialiste, parassite e sfruttatrici dei sentimenti altrui… se ne trovano in ogni dove

      il post è palesemente provocatorio/goliardico, tu sai cogliere benissimo la vena sarcastica, forse molte donne meriterebbero di incontrare il “single” che ipotizzo nel post, non fosse altro per capire

      mi ha fatto piacere rivederti qui

      • Ma io non me ne sono mai andata… 😉

        Goliardico sicuramente, mi ha fatto sorridere, ridere, ma pure arrabbiare perché, purtroppo, tipi del genere me li ritrovo davanti in continuazione e, siccome è ben altro quello che vorrei, sola sono e sola resto 🙄

          • Però essere soli è contronatura, di questo sono fermamente convinta.

            La gioia e l’entusiasmo che dà il condividere, il fare le cose con qualcuno e per qualcuno, non è facilmente rimpiazzabile.

  2. In fondo avevo letto enologo, e mi sono sentito chiamato in causa.
    In generale però non mi torna tutto, che seppure precisino e salutista, qui di assalti manco l’ombra 😀

  3. Gli unici “single per scelta” che ho conosciuto mi sembravano dei poveri sfigati che avevano come unica consolazione quella di auto convincersi che la loro fosse veramente una scelta :mrgreen: la vita maschile da single è terribilmente noiosa, infondo vi sentite utili quando ci scaldate i piedini ghiacciati, ci ascoltate pazientemente sulle angherie che abbiamo subito dalla collega stronza di turno, mangiate sorridendo il riso scotto e l’arrosto bruciato, ci date un bacio sul ditino tagliato dal micidiale coltello elettrico….. Maddhai…. Ma quante cose si perde un single? 😉 si deve mangiare le monoporzioni precotte del supermercato, si fa l’orlo dei jeans con lo scotch (talvolta con una pinzatrice) , quando cade un bottone deve andare a pagare e/o pregare qualcuno che lo riattacchi…..ecc 😦

  4. 40/50 e me li chiami single ? A trenta / trentacinque ancora lo capirei. Ma a 50! Attempati signori soli di mezza età . Da fuggire come la peste. Perché credono di essere ancora affascinanti, nonostante evidenti segni di decadenza fisica, e non si rassegnano ad “accontentarsi” di coetanee acquistando viagra come fosse boriclina. Vanno in giro con certe tipe che ti viene da piangere. Meno male che non ne conosco!
    Baci

  5. Pensa che ci sono pure single accoppiati.
    Due che stanno insieme in esclusiva, e che vivono le loro vite separatamente.
    Oddio, mi sembra di aver descritto la maggior parte dei matrimoni di persone che conosco..
    Leggo e rileggo il tuo post e non riesco a collocare la mia singletudine in una delle tue definizioni. Le tocco un po tutte. Credo di essere single perché non do quasi mai possibilità a qualcuno di entrare. Ho migliaia di contatti e due amiche. Voglio e sono chiusa allo stesso tempo. I nuovi single necessitano di molta psicanalisi.

  6. Fermo restando il plauso per il tono divertente, goliardico e provocatorio del post, ai single per scelta-convinzione-costrizione auguro l’innamoramento, giusto per dare colore alla vita. (Anche ai non single, naturalmente, nel senso della continuazione e del perdurare).
    Poi le cose vadano come devono andare, che ci si adatta un po’ a tutto.

      • colgo il senso della tua risposta, ma non leggere il mio “ottimismo” come una semplice ventata di romanticismo. Considero l’innamoramento una scelta, un momento di predisposizione, accoglienza, apertura verso l’altro : mi innamoro se sono pronto/a a innamorarmi. Un single allontana e rimanda sempre più questo momento di predisposizione, specie un single con un passato sentimentale negativo. Non è questione di ottimismo, solo di augurio. Proprio perchè diviene sempre più difficile.

        • sono stato sintetico, ho colto perfettamente ciò che intendevi dire, lo condivido, ho da sempre convinzioni poco positive sull’amore ma certamente la fase di innamoramento è una botta di vita. Comunque il single per scelta esiste e non è detto che conduca una vita di carenze, come ho scritto sopra, la solitudine può essere una fedele compagna capace di assemblare interessi e percorsi.

  7. Un post al vetriolo ma anche un po’, solo un po’ improbabile.
    Quanto ai “ai single per scelta-convinzione-costrizione” magari hanno perso un Freccia rossa ma prenderanno un intercity. Never say never.
    Cmq detto da una donna ‘single per oculata scelta’ della serie ‘è stato bello magari ci sentiamo’ il vantaggio è che sono talmente presi dalla loro condizione che…non rompono troppo.

    sherallargadallecrisiesistenzialidegliuominincercadifamiglia

  8. Come sempre i tuoi post sono illuminanti! La mia convinta singletudine nasce proprio dall’incontro col maschio alfa modello “uomo 40/50enne, cultura universitaria, economicamente posizionato, tendenzialmente pigro, mediamente disordinato, reduce da matrimonio, convivenza o interminabile fidanzamento iniziato nell’era dei sesterzi, mentalmente strutturato, abitudini radicate ed esigenze irrinunciabili, spirito di adattamento versione “elastico rigido” ma galvanizzato dagli eventi”. Pussa via!!!
    E comunque io ho sposato la teoria del grande Alberto Sordi:” Perchè mai dovrei mettermi un’estraneo in casa?” 🙂

  9. Ho cominciato bene la giornata: mi son fatta quattro risate. Sei incredibile: la tua penna affonda piacevolmente nel problema. Veniamo al punto, si sceglie di star soli o ci si adatta? La scelta avviene o per esempi negativi ai quali si fa riferimento, matrimoni di amici o parenti naufragati, o per condizioni economiche che non permettono una vita a due: se il lui o la lei non hanno un lavoro la convivenza è difficile. Oppure la scelta avviene dopo una separazione, dopo una delusione, ma credo che non si scelga mai la solitudine se si incontra l’amore, il sentimento che cambia la vita non pensa a starsene per i fatti suoi buonino buonino: ama condividerlo nello stesso luogo abitativo, tant’è che fioriscono le convivenze, si prova e se non va ci si riappropria della libertà.

    Buona vita, bravissimo come sempre.
    un caro saluto
    annamaria

    • dolce Annamaria,
      se questo post ha contribuito a farti iniziare bene la giornata ne sono felice 😉
      si può anche scegliere di star soli, perché mai dovrebbe essere sempre un adattamento? Io penso che ogni cosa frutto di una scelta sia espressione dell’essere. Risposte a rivendicazioni interiori, non sempre codificabili o monitorabili.

      un abbraccio

  10. Esemplare questa pura verità pur se a tratti estremizzata ma spolverata con sapiente goliardia. Credo che quando si arriva “nel mezzo del cammin di nostra vita” ognuno ha maturato esperienze e aspirazioni difficili da far coincidere con quelle dell’altro/a e la misantropia rispetto ad una condivisione forzata diventa il male minore con il quale è possibile convivere anche con una certa complicità.
    Ho imparato che la rinuncia se sorretta da valide e forti motivazioni che impediscono un entusiasmo infettivo, protegge dalla sconfitta, non è un dogma per carità ma può rivelarsi una gran botta di … fortuna, nel tempo.
    Un caro saluto 🙂
    Affy

    • …”Ho imparato che la rinuncia se sorretta da valide e forti motivazioni che impediscono un entusiasmo infettivo, protegge dalla sconfitta”…

      GRANDE 😉

  11. Grande come sempre! Il ritratto ha un che di milanese – mi ha dato quest’idea – ma è applicabile a largo raggio. Però più che un single reale hai rappresentato l’ideale, la meta, il target inneffabile e iperuranio di ogni single imbranato e semi-disadattato che abita questa nostra landa desolata.

    • il single da me ipotizzato è certamente metropolitano, sì, l’intento era proprio quello di tracciare il profilo di un personaggio quasi cinematografico, seppur teoricamente realistico

  12. Perfetto, preciso e conciso. E ho riso con gusto quando ho letto, nella parte iniziale, questa frase ” interminabile fidanzamento iniziato nell’era dei sesterzi ” e rido ancora rileggendo. E’ cosi, è proprio cosi e, nella tua natura di scrittore sarcastico tragicomico, hai centrato il problema, se problema è. Mi rivedo in tutto e per tutto, forse ho qualche lato diverso, ma nella sostanza è cosi.

    🙂

  13. Mi fanno sorridere gli uomini single! Ne conosco pochissimi. Diversamente, la donna è più coraggiosa se single! 🙂
    Io lo sono, per sano egoismo e per puro altruismo! 😀

  14. Non sono un’esperta dell’argomento essendomi inguaiata a 15 anni 😉
    per cui sarei molto curiosa di sapere cosa si prova ad essere “LIBERI” solo per un po’,
    ma ripensandoci bene , alla mia età la “singletudine” sarebbe patetica e si potrebbe abbinare solo a solitudine.
    Un caro saluto Tads
    liù

  15. Un’amica mi raccontò che l’uomo amato era apparso carico di seduzioni e, una volta consumato, scomparso con regolarità, ricomparso quando gli è tornata la voglia con nuove bugie, dopo scomparso fino a nuovo ordine quando, alla protesta della ragazza, disse che egli poteva sopportare un rapporto amoroso solamente a quel modo e tentò di gettarsi di sopra, al che lei si difese, lo mandò in bianco e ben presto se ne prese uno che le voleva bene, magari meno esaltante, ma sincero.
    A cinquant’anni, poi, vogliono un figlio e la brava ragazza casa e chiesa, ma è già l’ora di fare testamento coi parenti esultanti che aspettano.

        • sarebbe noioso andarsi a cercare statistiche e dati, a livello personale posso dirti che dopo anni di matrimonio sono tornato single, uno status che ormai è componente fondamentale della mia vita, non ho nessuna intenzione di cambiarlo.
          Alla mia età è anche più semplice, secondo me.

          • no, ti prego…niente dati alla mano..niente psicanalisi o analisi….niente statistiche!!
            ultimamente sono contorniate di gente che parla solo per bocca dell’analista o di osho o di statistiche…
            un po’ di sana sponte…la apprezzo veramente 🙂
            resti single rinunciando ad Amare?

            • io vivo nella convinzione di non rinunciare a niente, non vivo, non ho mai vissuto l’amore come una priorità esistenziale, ho scritto molto sull’amore, creando anche fronti di discussioni accese.

              • priorità essenziale..io da sognatrice h24 al contrario ritengo che l’Amore sia l’unica vera realtà di una vita intera…ma ripeto io sono solo una sognatrice. la razionalità mi è stata regalata ed imposta dai miei 47 anni….bha…..almeno ci hanno provato 🙂

                • credo sia giusto vivere per ciò che si sente dentro,
                  io ne ho 56 e credo di non essere mai stato un sognatore, comunque non giudico, ripeto, l’importante è seguire/assecondare le proprie pulsioni.

  16. Caro Tads pochissimi single sono così ben organizzati…la maggior parte e’ un vero disastro mangia schifezza si veste malissimo ed ha una casa che grida aiuto! 🙂 e poi cercano quasi tutti una mamma una governante infermiera puttana amica cuoca ecc…mah lo sai come la penso meglio i cani! 😀

  17. Penso che i single siano persone che hanno passioni che per loro natura non includono o addirittura escludono la presenza di un altro bipede o altri bipedi. Se sei pazzo per la lettura, per il fuoristrada in moto, per il calcio in diretta su sky, non puoi che essre single. Se sei pazzo per il bondage o per lo scambismo, paradossalmente, essere single non aiuta, anzi.

  18. ahahah esilarante! 😛 Ne ho conosciuti, sai, di tipi simili! 😀 E chissà… se non mi fossi felicemente sposato forse lo sarei diventato anche io. Quando vedo tipi così, apprentemente sempre in tiro e pieni di avventura… mi rendo conto di quanto sono stato fortunato ad incontrare mia moglie!! E pensare che credono di essere invidiati 😉

    http://www.wolfghost.com

  19. Articolo veramente spassoso :D, e ben intitolato dato che è riferito esclusivamente al genere maschile.
    Oltrepassati i 60 anni in alcuni maschi single osservo dei cedimenti verso la ricerca dell’assistenza femminile.
    Mi hai fatto pensare anche Mario Monicelli e alla sua scelta… chapeau ..!!

  20. Tads mi hai fatto morire dal ridere, e’ davvero geniale un uomo cosi’, e te lo dice una donna che ha tre uomini a casa da “accudire”! Baci e buon weekend!!!

  21. Ho riletto lo stesso pezzo della settimana scorsa visto che la singletudine contempla anche parsimonia letteraria.
    Toglimi una curiosità.
    La chiusura è per l’uomo single geniale. Ma l’uomo single un po’ tonno che è il mio caso…che collocazione ha in questa giungla ?

  22. Da uomo single a 34 anni l’unica cosa che posso dire è che è una gran rottura di coglioni e una noia senza limite e senza fine. Detto questo sempre in accordo sul discorso cura del proprio look e del proprio fisico .. assolutamente 10 piu per la selezione sociale. No assoluto alla cazzata dell’harem in quanto le stronzate non vanno mai lontano anzi non partono neanche. Una cosa che non capisco è come un uomo sugli anta possa essere tanto preda quando già se hai la fottuta disgrazia di essere single oltre i 25 puoi già dire al tuo frattellino di andare tranquillamente in pensione senza aver finito l’apprendistato. In parole povere la vita da single è la più merdosa e distruttiva che si possa vivere a qualsiasi età .. purtroppo!!!

    • penso sia una questione di approccio e organizzazione, sempre non si sia “coppia dipendente”, a 25 anni il “fratellino” ha ancora tanto da imparare e lunghe strade da percorrere.
      Io penso che la vita da single sia una sorta di eden, un paradiso terrestre, una vera fortuna.

        • guardiamo la cosa da due punti di vista diversi, intanto i segaioli da pc e i frequentatori di puttane sono, statistiche alla mano, prevalentemente mariti o conviventi. L’umo single capace di costruirsi amicizie, frequentazioni e relazioni non impegnative, vive felice, senza stress e nella assoluta libertà. Esistono due categorie di single, gli sfigati e i fortunati, ti garantisco che i secondi non cambierebbero vita per niente al mondo. Gli sfigati genetici rimangono tali sia da single che da accoppiati.

          • effettivamente guardiamo le cose da due punti di vista diversi, peccato che la realtà sia diversa. Punto 1 non conosco uomini di coppia che vadano a puttane visto che la vita sessuale gli viene garantita gratis , qualitativamente e quantitativamente di gran lunga superiore
            Punto 2 personalmente non vedo alcun motivo, per chi ha l’enorme privilegio di essere in coppia, di andare a sbattere nel cesso tempo e denaro a puttane
            Punto 3 la leggenda metropolitana del single che scopa a destra e a manca è roba anni 80 ossia superata da tempo

            • Inoltre aggiungo .. lo ammetto sono un single sfigato.. l’unica sfiga che ho è che la vita non mi concesso il privilegio di piacere alle donne .. del resto mi ritengo più fortunato di quegli uomini che fanno vita di coppia ricorrendo al meretricio e più fortunato di coloro che sono convinti che la vita da single meglio della vita di coppia… almeno io ho aperto gli occhi.

              • Dunque…

                1) mi spiace apprendere tu sia un 35enne single sfigato che non batte chiodo con le donne, tuttavia non penso proprio tu possa incarnare la sintesi di una categoria di uomini, milioni di uomini, che per SCELTA PROPRIA decidono di non condividere in pianta stabile la propria esistenza con una sola donna.

                2) che la maggioranza dei pippaioli da web e frequentatori di prostitute siano uomini sposati o accoppiati non lo dico io, lo dicono gli psicologi, i sessuologi, i sociologi, una infinità di affidabili inchieste giornalistiche e addirittura le mignotte stesse. Avere una donna non significa aver risolto il “problema”, infatti oltre il 60% degli uomini sposati/conviventi ammette di tradire

                3) ribadisco un concetto chiave, la vita da single è certamente un eden se frutto di una scelta, quando si è single “involontari” la questione si incasina. Sono sempre più numerosi gli uomini e le donne che optano per la totale indipendenza e libertà relegando il sesso ad avventure oppure a brevi relazioni non impegnative. Da anni si parla e si scrive di una sempre più diffusa figura sociale: “il trombamico”, ne ho parlato anche io: https://angolodelpensierosparso.wordpress.com/2013/01/21/lutilita-sociale-del-trombamico/

                4) scusa ma personalmente penso sia da coglioni sposarsi solo per trombare, questo si lo si faceva nei tempi andati. Non mi pongo il problema se un single scopi di più o di meno di uno sposato, nemmeno penso sia un luogo comune degli anni ’80. Chi ha i mezzi chiava quello che vuole, chi non li ha prende gli avanzi, questo avviene da sempre e per sempre avverrà. Un single può andare dove vuole quando vuole, può frequentare posti e compagnie senza limitazioni di sorta, per logica applicata questo significa incrementare notevolmente la possibilità di socializzare e quindi scopare

                • è vero non posso incarnare milioni di single contenti, ma quanti ce ne sono che effettivamente lo sono? perchè contanto i fatti e non le chiacchiere… avere una donna non significa aver risolto il problema, verissimo significa aver risolto tutti i problemi …. figura sociale tromabico/a .. mah francamente di donne single che si prestano a questa lodevole azione devo ancora incontrarne.. da coglioni sposarsi per scopare? perchè pensi che se io avessi il privilegio di sposarmi direi alla mia lei “tranquilla chiuditi in bagno con donna moderna che io mi faccio un pippone su youporn” ma daiii!!!

                  • caro Alessandro,
                    non so più come spiegartela, in questo post si analizza una figura sociale, non il tuo caso personale, di single contenti ce ne sono milioni, ce ne saranno anche molti che non vorrebbero esserlo ma questo non cambia l’assetto di una tendenza.

                    Guarda che sono tantissimi i mariti che si masturbano davanti al monitor con la moglie a letto che non ne vuol sapere di scopare 😀 😀 😀

                    il/la trombamico/a è una figura che appaga uomini e donne ed è molto diffusa, quando si fa una analisi sociale non bisogna mai prendersi come esempio o modello di riferimento. Il mondo è pieno di uomini e donne che vogliono spassarsela senza zavorra

                    Ci si sposa, di regola, per realizzare e condividere un progetto di vita e mettere su famiglia, chi si sposa solo per trombare farebbe meglio ad andare a puttane, una moglie non è una concubina schiavizzata con le cosce sempre aperte, la passione è temporanea, non dura in eterno, quando finisce, anche solo da una parte, se non c’è qualcosa di solido il matrimonio va in vacca.

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