La gelosia…

gelosia

La gelosia è un sentimento che si nutre di fantasie malate”, aforisma condivisibile per sommi capi ma fuorviante nella sua generalizzazione, la “febbre del possesso” è un felino bulimico che divora variegate prede tendendo agguati nella selva delle vulnerabilità. Depurandola da contaminazioni sociali, culturali e ambientali, rimane ben poco, seppur rilevante. Tale sballo psicologico niente ha da spartire con l’amore in quanto frutto di uno squilibrio interiore, ripudiando il concetto di “donna/uomo oggetto”, la gelosia dovrebbe rimaner sopita ma questo non accade, il perché sta nel bandolo di una ingarbugliata matassa.

Dando vita a un rapporto “normale” si sottoscrive una clausola imprescindibile, la reciproca concessione in esclusiva di corpo e “mente”, l’accettazione di tale condizione dovrebbe essere la negazione del rovello, sul fronte della logica la gelosia in amore è una contraddizione in termini, azzarderei un ossimoro. Tuttavia nell’applicazione pratica del “contratto” emerge puntuale (con frequenza da grandi numeri) una anomalia, quello che dovrebbe essere uno stimolante positivo (l’ansia corroborante) per il sentimento nobile (l’amore), si trasforma in ingrediente negativo capace di alterare il rapporto stravolgendone gli assetti. La possessività è una reazione chimica esplosiva frutto di un mixaggio tra due paure: essere spodestati e immaginare che altri possano bearsi di un piacere che consideriamo dovuto solo a noi. Qualcuno aggrotterà la fronte ma qui le elucubrazioni sulla sicurezza in se stessi sono solo discutibili teorie, utili, al limite, nelle fasi di rinascita post-rapporto adottando il pensiero Nietzschiano. E’ possibile lasciare tracce indelebili nell’esistenza di un/a partner, non di rado profondi solchi (sentimenti immortali) ma solo un/a deficiente può crogiolarsi nelle certezze assolute che, tra l’altro, quando abbondano, diventano fucina di noia e anestesia emotiva.

La gelosia da insicurezza esiste, esiste eccome, si sviluppa prevalentemente nei rapporti frutto di approcci mendaci. Quando ci si propone per ciò che non si è, il terrore di essere sgamati nella propria essenza e quindi “licenziati”, mette in moto automatismi comportamentali limitativi e possessivi, arginanti. Il traballar dei punti fermi si palesa tangibilmente nelle due affermazioni stereotipate che caratterizzano i “socialgelosi”: (F) “mi fido di te ma non delle altre donne”, (M) “mi fido di te ma non delle tue amiche”. Traduzione prima frase: “sei un uomo, in quanto tale predisposto a soccombere stupidamente di fronte a qualsiasi zoccola”; traduzione seconda frase: “sei una donna, in quanto tale potenzialmente influenzabile/coercibile dalle tue amiche troie”, attestati di fiducia poco lusinghieri. Da non sottovalutare la gelosia fulminante provocata da “acquazzoni estemporanei”, in troppi si rendono conto di quanto sia apprezzabile il/la proprio/a partner solo nel momento in cui questi diventa oggetto di attenzioni e brame altrui.

E’ più aberrante rivendicare la “proprietà” di un corpo o di una mente? Il cuore è l’effige dell’amore ma trattasi di pubblicità ingannevole, invero è tutta “materia” che alberga nella poco romantica scatola cranica. Qualora fossimo costretti a condividere con terzi una parte del tormento dei nostri sensi, quale pulsione istintiva prevarrebbe, quella carnale oppure quella sentimentale? Meglio un/a partner che concede a noi il corpo pensando a un’altra persona, oppure un/a partner che si concede ad altri pensando a noi? Quesito che tarla milioni di cervelli, basti pensare ai triangoli forzati composti da marito, moglie e “amanteria” varia nascosta nel cofano del menage.

Stati d’animo come la gelosia divengono ingestibili quando tracimano nella paranoia, gli effetti possono essere di natura opposta fino ad allargare a dismisura il gap della estremizzazione, dalla segregazione al cuckoldismo, dal controllo ossessivo al finto menefreghismo, dallo sminuire volutamente gravi sintomi all’esasperazione delle ovvietà quotidiane. Alcuni spazzano via verecondia e dignità immergendosi nel pietismo, altri, fenomeno di tendenza, sfoderano stucchevole audacia trasformandosi in una sorta di “FBI fai da te”, loschi figuri che si mutano in cani molecolari e raffinati strateghi disseminatori di trappole e cimici. Non ci fossero le immancabili derive tragiche direi che la gelosia esulcerante, più di ogni altra cosa, sia ciò che maggiormente rende grottesco l’essere umano, grottesco e patetico.

Vade retro manuali e vademecum ma alcuni punti fermi è opportuno ricordarli: 1) iniziare un rapporto non significa andare dal notaio per redigere un rogito, 2) il modo più rapido ed efficace per occultare pregi ed evidenziare difetti è proprio quello di indossare i panni del rompicoglioni asfissiante, 3) la fedeltà è un valore se vissuta come scelta autonoma, quando viene imposta diventa una “gabbia” dalla quale evadere, assolutamente. Si sconsiglia con veemenza di improvvisarsi novelli Mosè scolpendo comandamenti personalizzati su lastre di marmo, diventano sempre, inevitabilmente, sarcastici epitaffi.

Il “geloso patologico”, maschio e/o femmina, rivendica peculiarità da sensitivo, si imbatte in alieni arrapi, psicanalizza fantasmi, verga sceneggiature, scinde l’atomo, emula Cassandra. Vive nell’angoscia che il resto del mondo abbia il solo intento di “brulicare” nel suo orticello, attua difese preventive, blinda il “tesoro” da custodire. Questi sono i peggiori in assoluto, i più devastanti, distruttivi, destabilizzati e destabilizzanti.

L’amore non è bello se non è litigarello”, “è bello litigare per poi fare pace”… come dire: “è bello comprarsi un paio di scarpe strette per provare il piacere di togliersele dopo una giornata di sofferenza”. Concetto immaturo, adolescenziale, sono ben altri i canali in grado di pepare e rinvigorire un rapporto adulto. La scopata nervosa che sigla una sceneggiata di gelosia è, di fatto, una silente geometria orgiastica virtuale, le persone incapaci di metabolizzare e contestualizzare questo “brivido” finiscono, senza tema di smentita, sulle più tremende montagne russe della gelosia.

Pessima abitudine è l’innamorarsi del potenziale individuato nel/nella nuovo/a compagno/a, ovviamente sincero/a e ignaro/a, il più delle volte le presunte “doti” sono solo proiezioni elaborate in proprio, quando ci si rende conto di aver clamorosamente toppato… alea iacta est. A quel punto scatta l’accanimento, “gelosia formativa”: “non sei quello/a che credevo ma ti ci faccio diventare io, nel mentre ti  tolgo dal “mercato”. Arduo cimento, certe strade sono percorribili solo quando vengono intraprese in totale e lucida consapevolezza ma questa è roba per evoluti…!!!

Tullio Antimo da Scruovolo

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114 thoughts on “La gelosia…

  1. Tutto giusto…..però bene o male, poco o molto, che sia palese oppure no, un po’ di gelosia l’abbiamo tutti e penso sia anche normale.
    Tanti auguri di Buon Anno!

  2. Oh, come ha ragione! Ho passato qualche anno della mia vita con la gelosia ad abitarmi ogni parte del corpo. Sono arrivata al punto di scambiarla per un sentimento amoroso. Anni di vita persi! Bleah!

  3. La gelosia e sempre e ovunque… siamo anche solo geloso del cellulare del’altro.. diamo molto valore ai oggetti e beni…
    la gelosia nella copia nasce solo se non c’è la fiducia, e la fiducia si pò solo ottenere con il vero amore quello amore libero non egoistico…

  4. La gelosia può diventare un’ossessione compulsiva, se domina al punto d’arrivare a smarrire il senso dell’amore. È un grande danno che ho vissuto, subito, gestito e superato…grazie all’amore che ho imparato a sentire per me stessa.
    Ciao amico mio, buon 2014.
    Ti abbraccio
    Stefania

  5. TADS! Ma uffaaaaa, lo stavo per partorire io un post sulla gelosia! Lei mi ha già spappardellato buona parte delle mie argomentazioni qui!
    Mi tocca solo puntualizzare ormai. Innanzitutto io proprio avrei eliminato la parola “amore” da tutto il post perché c’è il rischio che si confondano i concetti di “relazione sentimentale” con “amore”. Che spesso coincidono, ma altrettanto spesso non c’entrano na sega l’uno con l’altro.
    Son stata vittima di gelosi patologici e usare il termine “vittima” è assolutamente appropriato, perché alcuni comportamenti sono delle vere violenze. Forse per questo ora sono intollerante anche nei confronti di vaghi accenni di.
    Ciò nonostante, purchè si sia in un reale “gioco delle parti” (che forse è davvero difficile da spiegare in due parole), mi diverte una certa forma di gelosia, proprio strettamente legata al possesso fisico. Ma davvero come gioco di ruolo. Così come mi piace scardinarla nel suo opposto, lo “spossessamento” fisico come umiliazione nel gioco di ruolo. Ma lo accenno qui e basta che altrimenti sconfino troppo.
    Io tendenzialmente non sono gelosa. Sono una che preferisce due alternative: condivisione complice o totale beata ignoranza. A seconda dei casi e delle persone. L’animo umano è troppo sfaccettato per stabilirmi delle regole.

    • Illustre,
      la parola “amore” la uso per adeguamento concettuale ed espressivo, credo di aver scritto un post all’anno sull’amore, l’ultimo pochi mesi orsono, non sono molto romantici i miei pensieri in merito, direi che non lo sono proprio 😀

      condivido in pieno la logica del “gioco delle parti”, in quel caso trattasi di gelosia ludica, ironicamente ludica e magari, perché no, stuzzicante, provocatoria nel senso positivo

      ho deciso di iniziare l’anno con un argomento “leggero” :mrgreen:

            • chiedere: “cosa hai fatto prima?” per erotismo ludico (appunto) potrebbe avere un senso, sparare la domanda idiota: “ti faceva/facevano godere più di me?” significa incastrarsi da soli, risposta “sì” ci si attapira, risposta “no” si piomba nell’incredulità. Comunque la risposta più bastarda è: “sono situazioni, piaceri diversi”, qui per i gelosi diventa dura 😀

  6. Ohhhh!!! Mi mancava leggerti! Un paio di decenni fa non avrei concordato su molti punti, oggi-pagato pegno- lo sottoscrivo e ti aggiugo anche il mio bell’alibi dell’epoca cucito per benino poi nel corso degli anni: ma no, io non sono mica gelosa penso solo che se le altre ti guardassero con i miei occhi non pottebbero fare a meno di innamorarsi di te!
    Sarà per questo che sono diventata miope!
    Buon anno eh!

  7. Uffa, ma che fine avevi fatto???? Mi sei mancato tanto. Tu, il tuo blog e i tuoi post. (Segue scenata di gelosia) 🙂
    Bentrovato, l’anno non poteva iniziare meglio! 😉 Buon 2014 caro TADS

  8. Ciao Tads è sempre un piacere leggerti. Concordo su tutto. Le ultime frasi sono quelle che mi hanno colpito di più . Con quale presunzione o forse delirio di onnipotenza si vuole cambiare la personalità del proprio partner? La gelosia possessiva è la peggiore di tutte, peccato che si manifesta non dall’inizio ma dopo un po’ , che sia la manifestazione di una non-fiducia è una palla madornale e giustificativa, si tratta di una vera e propria deformazione mentale da annoverare tra le malattie psichiatriche. All’insegna di questa Non-fiducia c’è gente che uccide…. Non scordiamocelo 😉

  9. La mia gelosia è una roba piccola e nascosta, che tengo per me.
    Non mi piace farla vedere in giro. Ne sono gelosa.
    Se mi sento braccata dalla gelosia di qualcuno, scappo in fretta e vinco sullo scatto.
    Ho tonnellate di difetti, che tengo in bella vista sul terrazzo in contenitori colorati, ma la gelosia no, perché tendo a fidarmi.
    Non sempre con ragione, of course, ma se mi fido di qualcuno non riesco ad esserne gelosa.
    E son felice, se sento l’altro felice.
    O almeno mi par di ricordare che è così che faccio di solito.

    • direi che hai un’ottima impostazione nei confronti della gelosia, l’ho scritto, nei rapporti “seri” non dovrebbe esistere. Bella la tecnica di mettere in vetrina difetti scoraggianti.

          • Allora lascio molta responsabilità a chi mi sta di fronte.
            Che di atteggiamenti sbagliati ne ho molti, e questo di mettere in piazza i difetti non è il peggiore.
            Ovviamente chiunque rimane libero di non sbattersi a cercar di capirmi.
            La mia fiducia nei confronti degli altri rimane comunque un’investimento.

              • La felicità si nasconde nei cantucci più impensabili.
                È continua ricerca, bisogna metter via rancori e invidie e gelosie.
                Rosicare tanto e masticar nell’aglio e poi, forse, la fiducia troverà un posto comodo dove fermarsi a rimirare felicità negli occhi di altri.

                • la felicità è come la ricchezza, tutti la vorrebbero ma sono pochi quelli che si adoperano alacremente per raggiungerla. Forse è una chimera, forse un miraggio che dà la forza di continuare a camminare nel deserto, forse è una visione infantile, forse significa semplicemente mettere se stessi davanti a tutto e tutti.

  10. Verissimo… pensa che ho avuto una ragazza che mi diceva: “Io sono gelosa perchè chi ama veramente lo deve essere… sono così, prendere o lasciare”. Sta di fatto che non potevo fare NULLA senza di lei, nemmeno farmi un giro da solo dell’isolato. No, no… preferisco vivere 🙂

  11. Ciao Tads,
    hai scritto tanto e bene, ma anche tu, quando si parla di gelosia, ti fermi alle origini, alle motivazioni e non vai oltre, suggerendo una cura. Perchè la gelosia è una brutta bestia, brutta davvero, per chi la vive e per chi la subisce. Una malattia che vorresti guarire o far guarire. Ma forse cura non c’è.
    Io non sono mai stata gelosa, subisco, però e faccio mie queste parole di Coelho:
    “Sono tante le cose che perdiamo per paura di perderle”.
    E spesso in modo irrimediabile.
    Ciao. Bentornato.

  12. ciao Marirò,
    diciamo che io stilo diagnosi ma non prescrivo terapie, se non in alcuni casi,
    non tocca a me questo impegnativo compito.

    quello da te citato è l’unico pensiero di Coelho che condivido 😀

    passato bene le feste? mi auguro di sì 🙂

  13. non voleva essere un rimprovero, solo una constatazione.
    Concordo su Coelho: ho aggiudicato un po’ di stelline a “Veronika decide di morire”. Poi stop.
    Sì, passate discretamente bene le feste, grazie. Spero anche tu.
    Lieta, cmq, che stiano passando 😉

    • ma per carità, quale rimprovero? ho capito perfettamente lo spirito della tua affermazione 😉

      in effetti le feste natalizie finiscono spesso per diventare un interminabile stress, dai che ci siamo quasi 🙂

  14. Post interessantissimo come tutti i tuoi post , non credo di essere gelosa ,mi prude il naso forse avrò detto una bugia , tutti siamo un pò gelosi ,iniziamo l’anno nel modo migliore:- io posso e poco mi importa degli altri, dove arrivo è già un traguardo- . Buon Anno Tads!

  15. Gelosia è la paura che quello stato di estasi trovato venga rovinato da desideri altrui (del/della partner e non solo).
    E’ un veleno la gelosia, ma contrariamente a quello dei cobra, non funziona prenderne un goccio al giorno per diventarne immuni.
    Ne ho sofferto stupidamente anche io. Ogni tanto ci ricado…ma in forma lieve. Un’aspirina e passa via tutto.
    Bel post TADS

  16. Tads, io credo che la felicità non sia mettere se stessi davanti a tutto e tutti, credo che ci voglia molta empatia e condivisone per essere felici, perché la felicità non si trova da soli, ma solo con altri. In due, o forse nelle famiglie e negli amici.
    Credo di avere una visone quantomeno adolescenziale della felicità e della sua ricerca, ma resto convinta che sia molte cose, e no di certo il mettere se stessi davanti a tutto e tutti.
    Perché la felicità non splende da sola, si realizza meglio se circondata da altri occhi felici.

    • hai perfettamente ragione, era una mia riflessione, io non credo nella felicità, non in quella romantica e aulica. ho un concetto molto personalizzato in merito, i rapporti sono un do ut des, quindi uno scambio in qualche modo egoistico. Mettere se stessi davanti a tutto e tutti è un dovere nei confronti della vita che ci viene data senza averla richiesta. Gli altri meritano rispetto, a volte anche stima e fiducia ma MAI “pezzi” a perdere della nostra esistenza. Spero di non essere stato troppo sintetico, comunque disponibilissimo ad approfondire 😉

  17. Ti spieghi bene. E condivido il dare e avere nei rapporti umani, che se no diventano sudditanza. Ma tendo a dare.
    Lascio proprio quei pezzi a perdere di cui hai scritto.
    Che persi rimangono, non accolti e non ricambiati.
    Ma il loro valore rimane intatto, solo riposto nel posto sbagliato.
    Che non è un errore da poco, ne convengo, ma se dovessi scegliere solo i posti giusti, i momenti e i modi corretti, non uscirebbe più niente.
    Quindi lascio i miei brani dove trovo, che un po li perdo e un po vengono calpestati, ma sempre rimangono cose di me, sensazioni e sentimenti anche, e il mio modo non mi priva del sentimento stesso e dell’emozione provata che preferisco rimanga in circolo piuttosto che rinchiusa.
    Non provo meno amore se non ricambiata. Non provo meno affetto se non ricambiato.
    Voglio dire, non sarà più riversato proprio dove non può essere accolto, ma esiste e un giorno potrebbe anche sfociare nel posto giusto. No?
    La felicità, la sua ricerca, richiede anche predisposizione. Se amo, se sono amica e predisposta allo scambio, son già sulla buona strada. Credo.
    Il mio errore sta nel dare per scontato che sia così per tutti.
    Che esistono persone che l’affetto se lo prendono e se lo tengono per se.

    Che tutti proviamo affetto e allora perché non condividerlo?
    Esistono forse mostri assorbi sentimenti che si nutrono così, prendendo alla gente le loro belle sensazioni e digerendole?
    Son mostri tristi, allora.
    Che il mio sentimento è intatto.

    • dunque…
      mettiamola così (fermo restando che non intendo opinare il tuo pensiero ma chiarire il mio)

      noi veniamo al mondo senza chiederlo e ce ne andiamo senza volerlo, siamo tutti figli di uno spermatozoo fortunato (non so se hai letto il pezzo che ho scritto in merito ma non importa), nel nostro passaggio terreno abbiamo il dovere di valorizzare al massimo tale dono, tale fortuna. Dobbiamo custodire “gelosamente” questo inestimabile capitale. Il capitale, è notorio, se ben investito produci lauti interessi, ecco, sono questi interessi che dobbiamo condividere, non il capitale, se intacchiamo il punto fermo perdiamo le ancore e iniziamo a deambulare apolidi nell’illusorio luna park della vita.

      Il bisogno di dare sicuramente è peculiarità di molti, predisposizione ammirevole ma spesso sfruttata, spremuta, deprezzata, lo stare bene nel “dare” è una architettura mentale che deriva da tante cose. Il principio base è uno solo, se stai bene con te stessa, se ami te stessa più di tutto e tutti, se valorizzi la tua vita come punto imprescindibile, per effetto domino ciò che dai ha più valore. Mettere se stessi davanti a tutto non significa essere egoisti né chiudersi nella autocelebrazione (sono i deboli insicuri ad autocelebrarsi), significa interpretare l’esistenza e il mondo dal proprio punto di vista, che è poi quello più importante.

      • Chiaro, cristallino.
        Di capitali e interessi capisco poco, ma ho compreso che questo mio dare non è ben gestito, ecco perché me lo perdo un po per strada.
        Perché non distinguo ancora la differenza tra capitale e interesse.
        E ho incontrato broker spietati sulla piazza.
        Allora questo mio dare incessante e’ davvero comprato a buon mercato.
        Rifletto. Sia mai che possa meglio comprendermi.
        Molte grazie dello scambio!

        • grazie a te, mi ha fatto piacere dialogare 🙂

          ps: se custodisci il “capitale” avrai sempre un punto fermo e tanti interessi da “condividere”, se lo intacchi, se lo prosciughi, ti ritrovi a non avere più niente per te e nemmeno per gli altri

          buona giornata

  18. Tads, esiste una coppia in cui lei nome è gelosa e lui si? A me non importa che fa, ndo va la sera, chi ha mandato il messaggio e compagnia bella. Non vuole dire che lo amo. Sono solo sicura che non c’ha un’altra per il semplice fatto che mantenere me gli costa, e una seconda donna non può permettersela. Il silenzio costa e c’è crisi! Lui è geloso. Ma non nel senso che si mette a rovistare telefoni e computer, no! Nel senso che “tu non esci se non ci sono io perché sono in grado di proteggersi e te da sola non ci riesci’. Non so se sia gelosia morbosa. Non è gestione della vita mia. Quando lavoravo veniva a prendermi solo la domenica ad orario di chiusura del punto vendita. Non stava li imbambolato. Gli seccava. E quando andavo all’Università dovevo mandargli il messaggio appena arrivata in aula, durante la pausa e alla fine della lezione. Ma se stavo 10 minuti a parlare con un’amica non si faceva problemi. Non so che grado di gelosia sia la sua. Non vede fantasmi che bruilicano nel suo orto, ma vede in me una povera vittima da salvare da questo crudele mondo inaffidabile.
    Tads, era da tempo che non scrivevo. Allora ti lascio il mio buon anno!

    • ciao Aida,
      non è obbligatorio “classificare” la gelosia, credo che il tuo fidanzato sia molto protettivo, probabilmente ha qualche annetto più di te. E’ un pochino inquietante quello che hai scritto, mi riferisco al fatto che non ti tradisce per scarsità di fondi.

  19. Ho scritto male. Comunque il concett il è io non sono gelosa, ma comunque gli voglio bene e sono legata. Mi fido perché me ne ha dato i l motivo. Lui è geloso, ma non so quantificare il grado.

  20. Più che gelosa penso di essere stata possessiva,ne scrivo al passato perchè ormai alla mia “Veneranda” età credo di non provare possesso più per nessun essere umano,anche se una piccola scheggia deve essere rimasta sennò non proverei quella piccola fitta ,che per fortuna non dura ,quando una mia amica mi nomina qualcuna con cui si vede e si sente.
    Credo che la gelosia ,quella malata ,quella che non da al proprio compagno/a
    nessuna fiducia ,sia solo mancanza di fiducia verso se stesse o se stessi.
    Buon fine settimana Tullio Antimo.
    liù

    • condivido ma non parlare di “veneranda” età 😉
      la gelosia non invecchia, magari col tempo si impara a gestirla o scacciarla, a non diventarne vittima ossessionata.

      buon week end anche a te liù

  21. Non sono una persona gelosa ma mi sono ritrovata ad avere a che fare con compagni gelosi.ho delle responsabilità perché mi piace sedurre in tanti modi sopratutto mentalmente e questo ad alcuni non piaceva anche se di fatto non facevo nulla di negativo.per fortuna ora L età L ironia mia insieme alla sicurezza di chi mi sta accanto rende tutto più semplice.pero’sono un po’ possessiva in tutto …..ma lo sfumò con arte! 🙂

  22. Che brutta cosa la gelosia, condivido in pieno quello che hai scritto, quando si e’ gelosi si fanno cose incredibili, mi ricordo di una volta, mio marito ed io eravamo in crociera con dei nostri amici, lei e’ sempre stata gelosissima del suo consorte, una mattina sono andata a far colazione al bar con lei, i nostri mariti dormivano ancora e lei ad un certo punto mi ha detto, sai ho chiuso D. a chiave in cabina, perche’ non si sa mai, potrebbe entrare qualcuno e lui se si spaventa 🙂 in quel momento ho immaginato lui che cercava di uscire dall’oblo’, 🙂 baci Tads, stasera se vieni ho fatto un dolce buonissimo, poi scrivo la ricetta, non sbagliare parcheggio come l’altra volta, 🙂

  23. Ciao TADS
    Tutto Ok. Grazie.
    La gelosia può avere in qualche misura relazione con l’invidia?
    Ti faccio questa domanda perché pensavo alla vicenda di Caino e Abele.
    Penso anche, alla sindrome di Otello…
    Mi sono sempre posto questa domanda: E’ più geloso/a l’uomo o la donna?
    Comunque il concetto “gelosia”, per me è sempre stato difficile da capire, forse perché…
    Ti auguro un weekend sereno. Edo

    • ciao Edo,
      credo che si provi invidia per ciò che gli altri hanno e gelosia per ciò che si ha, questo vale per persone, cose, situazioni, luoghi, eventi, ecc. ecc.

      non penso ci sia maggior gelosia in uno dei due universi (M/F), è un “virus” che non discrimina né privilegia un sesso specifico.

      buon week end anche a te 🙂

  24. Bene, bene, un argomento che credo un po’ tutti conosciamo in prima persona. Io sono stata vittima di gelosia che si scatenò per un motivo banale e poi divenne un germe cattivo radicato, un germe che affiorava anche quando non era primavera. Il soggetto geloso, ossia chi soffre di una patologia assurda vede situazioni inesistenti, è colui che soffre al pensiero che possa essere abbandonato, di solito è una persona alla ricerca di una stabilità familiare proprio perché non ne aveva una precedentemente. Ogni patologia ha le sue origini e per ognuna di loro esiste la terapia, tanta pazienza, amore e comprensione; tutto è possibile se il soggetto affetto da patologia non ha maniere distruttive o violente. La gelosia nel tempo si ridimensiona: subentra la sicurezza, ossia la fiducia nell’altro/a.
    Complimenti per il post e tanti auguri di buon anno.
    un abbraccio
    annamaria

    • non sono tanto convinto che esistano terapie efficaci in grado di sconfiggere la gelosia patologica, per poter raggiungere risultati eccellenti bisognerebbe “destrutturare” e “ricostruire” dalle fondamenta, opera molto complessa anche perché raramente (per non dire mai) il paziente collabora. Certo il tempo aiuta, ovviamente se la strada che si compie insieme è in discesa e priva di ostacoli da superare.

      ricambio l’abbraccio 😉

  25. Ho scoperto, con mia sorpresa, la gelosia anche nelle amicizie e ti assicuro che non esiste metodo migliore per suscitare in me un fenomeno di rigetto. Nel rapporto coniugale un pizzichino magari ci sta come una punta di pepe rosso nei fagioli bianchi (ne ho fatto una mangiata recentemente), altrimenti scivoliamo verso la noncuranza, insomma, se io vedo mio marito fare il cretino o una che fa la cretina con lui non resto indifferente, ma via, origliare, fare le poliziotte, controllare il telefonino e le email sono atteggiamenti disgustosi e perdenti, per non parlare delle scenate. Quante signore per avere detto “Scegli fra me o lei” hanno visto il marito farsi la valigetta e andarsene immediatamente dalla cena in casa propria alla cena in casa dell’amante.

  26. Prima di tutto auguri etc etc…salute!
    Forse non faccio parte delle coppie ‘normali’ perchè la gelosia intesa come possesso o paura di perderlo nei confronti di un innamorato non è nelle mie corde.
    In amore – credo – perchè sopravviva deve essere assolutamente libero, libero di scegliere ogni volta.
    Sono gelosa delle mie cose, dei miei libri, di certi miei ninnoli a, tiè, anche della mia macchina. Animismo insconsio?

    sheralefesteoffuscanopensieritropposerimapprezzanoquellaltrui

  27. Ciao TADS, credo personalmente che un po’ di gelosia sia insita nel sentimento e che nella giusta misura sia a suo modo salutare, come stimolo per saldare il legame. Naturalmente, è il suo eccesso, o paradossalmente la sua totale assenza, a danneggiare in maniera irreparabile un rapporto nei modi da te descritti. Sempre interessante. Un saluto
    Andrea

  28. sono stata una persona molto gelosa. me ne è stato adito..in tutti i modi e in tutte le maniere.E il tempo mi ha dato conferme 🙂
    La mia gelosia è stata “sfruttata” sino all’inverosimile…. strumentalizzandola, manipolata e “demonizzata” sino alla completa distruzione di me stessa e della mia personalità.
    Ci sono persone che “ti portano” alla follia…facendo promesse…dichiarando futuri che non avverranno mai!
    Io ci sono passata attraverso la gelosia.
    sono stata anche oggetto di una gelosia inutile, inventata, basata sui film mentali e sulle insicurezze dell’altro…
    E’ un danno che ho subito…. e che ho superato grazie al mio aver compreso che in fondo….dovrei essere gelosa solo di me stessa…perché a volte “gli altri” ….tendono a distruggere te per salvare se stessi e lasciare la propria immagine pulita… ….e ora finalmente sono diventata gelosa di me stessa, del mio modo di amare..della mia PULIZIA d’animo nell’amare……

    • credo che questi “passaggi” riguardino un po’ tutti, maschi e femmine, giovani e meno giovani, la gelosia è una sorta di tunnel obbligatorio che insegna molte cose, ovviamente a chi vuole e/o ha mezzi per capire e voglia di imparare.

      • sarebbe una beffa unita al danno se non si imparasse dagli errori commessi e/o subiti! Una beffa dissacrante. Resto comunque anche della idea che la realtà va vista da diverse angolazioni ed a volte “imparare” resta ostico.

  29. ….bello, bello e appassionante: la fedeltà è un valore se vissuta come scelta autonoma, quando viene imposta diventa una “gabbia” dalla quale evadere.
    ho letto il tuo post e mi piace. mi ha davvero colpito l’idea della fedeltà come valore se vissuta come scelta. aggiungerei: ad ogni scelta corrisponde una rinuncia…………..

    • grazie per gli apprezzamenti,
      la fedeltà imposta dai costumi, dalla religione, dall’onore e via discorrendo, non è un valore intimo bensì una ipocrisia condivisa.

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