Amori anomali, la bella e la bestia…

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Quando il martelletto dell’umanità colpisce il ginocchio valutativo scatta il piede dell’accettazione passiva, effetto che produce una forzata normalizzazione della stranezza. La morsa a tenaglia dei luoghi comuni, delle frasi fatte e delle definizioni pretesto, imprigiona i giudizi istintivi nella Suburra interiore spianando la strada alla tirannia del relativismo estetico. Una scuola di pensiero germogliata negli orticelli ignorati dal sole, zone d’ombra che producono frutti alternativi battezzati: “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”, l’importante è quello che uno ha dentro”, la bellezza è l’ultima cosa”, “non mi piacciono le persone troppo belle”, “bellezza è sinonimo di stupidità”, “partner bello/a, grandi problemi”…!!! Il fondo di verità reale sedimentato in queste convinzioni dotate di dinamo rigeneranti, per quanto esistente, è realisticamente minimo, pur calando l’asso della nobilitazione e della comprensione a supporto delle necessità esistenziali.

Altri surrogati che ammorbano facoltà interpretative sono “fascino” e “mistero”, termini aulici, aleatori, onirici, tsunami romantici, mongolfiere silenti che offrono ottiche surreali, quasi metafisiche, concepite per rendere tridimensionale il piattume imperante. Non c’è niente di più soggettivo del fascino e del mistero (valori inestimabili laddove realmente esistano), la collettivizzazione, la volontà di rendere oggettive e dozzinali tali peculiarità, è la prova provata di quanto sia incisivo e condizionante il caos ideologico elaborato e diffuso.

La bellezza, come tutte le espressioni di genialità ottica, spaventa, crea ansie, insicurezze, sminuisce, annichilisce i portatori di valori diversamente concepiti, è in questa serra che nasce il finto gusto dell’orrido, una ottimizzazione delle proprie paure, metafora esplicativa: “in una comunità di ciechi chi ha un occhio solo diventa Re”. Una persona esteticamente bella che si relaziona con un/a compagno/a palesemente brutto/a si esonera, più o meno inconsciamente, da significative incombenze comportamentali, potente afrodisiaco disinibente, essere dispensati da obblighi performanti significa esprimere ciò che si è senza remore alcune, soprattutto sessualmente, gettare ogni maschera e cogliere il godimento, massimo, lasciandosi trasportare dalla consapevolezza di compensare e colmare eventuali lacune con la propria fisicità. Apoteosi della meschinità, divismo low cost.

E’altresì  innegabile l’esistenza di pulsioni narcisistiche che invocano, a gran voce, quel corroborante giustizialismo celebrativo che orgasma vanità e autostima, preoccupante ripiego contrapposto a valutazioni sociali tutt’altro che lusinghiere. Il/la bello/bella che si concede a partner esteticamente penalizzati si erige a figura dominante, tuttavia la sottomissione psicologica del/della sottomesso/a che ne deriva è più recitata che reale, il laidume prodotto da tale do ut des premia, di fatto, il/la brutto/brutta in quanto fruitore effettivo del valore messo sul piatto.

Doverosa è l’esclusione di ogni forma di attrazione estranea al proprio essere, potere e ricchezza (erroneamente considerati sinonimi di personalità) non sempre sono frutto di virtù e doti, così come non lo sono ruoli e posizioni nell’olimpo dell’arrivismo e della contestualizzazione dopata. La summa di tale riflessione è impietosa, implacabile, quando la bellezza si crogiola nella bruttezza emergono insicurezze e fragilità, incapacità di valorizzarsi e remore castranti. Il bello che ama il brutto persegue una gloria punitiva che sfocia nel masochismo.

La bellezza è armonia, una sinfonia, un insieme di elementi perfettamente fusi tra loro in modo naturale, non è MAI un assemblaggio progettato, un incastro posticcio, né fisicamente né psicologicamente, chi la possiede in totale consapevolezza non la usa per supplire a carenze. Il gusto dell’orrido è una leggenda metropolitana.

Cioè… alla fine… detta alla maniscalco… se in questi giorni di struscio natalizio vi imbattete in qualche strafica teneramente abbracciata a un mostrillo che farebbe diventare bello Carlo Delle Piane, oppure in qualche adone spudoratamente fico che tiene amorevolmente per mano una scorfana inguardabile… non sorridete pensando che l’amore sia cieco, vi trovate di fronte a due “casi umani”.

Tullio Antimo da Scruovolo

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64 thoughts on “Amori anomali, la bella e la bestia…

  1. Caro Tullio Antimo…
    Perché questa visione oggettiva del bello? Rispetto a quali parametri? Bello è chi “fa sangue” o chi crea armonia estetica? Sono i particolari a fare il bello, o l’aspetto generale? Quanto influisce il magnetismo? Quanto contribuisce l’atteggiamento?
    Ti chiedo questo perché io non mi sento molto caso umano, eppure mi perderei più volentieri negli occhi di Nanni Moretti che di Raul Bova.
    So che a questo punto sentenzierai “Eh, ma tu mica sei una strafiga!!!”…lo so benissimo ma posso essere una “bellezza soggettiva” 🙂

  2. Un bel (aggettivo non causale) saggio fino all’ultimo periodo. Forse però non aiuta a capire cosa è, la bellezza. E’ facile trovare la strafica e il Delle Piane di turno (poveraccio, è però un bravo attore. O era?) ma nel mezzo è facile perdersi e prendere un abbaglio. L’importante è avere cognizione dei limiti.

  3. Caro TADS, il tuo post l’ho letto due volte perché so’ parecchio dura e perché dall’incipit pensavo fosse una supercazzola con scappellamento a destra! Alla seconda lettura invece ho capito . Dentro c’è tutto: filosofia, sociologia, psicologia, antropologia….e diciamo anche un po’ di Antani! 😛

  4. Ma hai detto tutto tu!
    Forse esiste anche la paura di invecchiare. Spesso l’uomo , anche se invecchia, non perde il fascino, la donna sì, a parte qualche eccezione……
    Forse, ma, non lo so!
    Mi è venuto il mal di testa. Buona notte!

  5. Fermo restando il presupposto che il concetto di bellezza ha varie e personali sfumature, che inoltre possono fare accoppiata e/o compensazione con il fascino, la signorilità o altre doti estetiche (tralasciamo soldi e carriera), ritengo che un po’ tutti siamo alla ricerca del bello, del nostro bello, cioè di ciò che per ognuno di noi più si avvicina al bello. Tre possono essere le motivazioni di base: una naturale, istintiva (stare accanto al bello e goderlo, piace), una sociale (una bella moglie la presenti agli amici con orgoglio), una di specie (sposi un bell’uomo pensando a futuri bei figli). Nonostante questo assistiamo a coppie molto male assortite e, se ho compreso bene, tu affermi che chi si accoppia male, con l’orrido (addirittura) lo fa per non avere pensieri (la bellezza costa in termini di gelosia, ad es, un proverbio siciliano che al momento non ricordo dice che è più tranquillizzante avere una brutta moglie), per dominare sul partner con la propria bellezza, per farsi male. Beh, mi vien da dire “contenti loro…”. Possiamo farci poco, giusto?
    Quando scegliesti la tua donna quale sentimento predominante ti guidò? la bellezza o la bellezza e altro?Per me fu la bellezza , ma anche altro. La sola bellezza spesso non riesce a reggere da sola e definirei altrettanto masochista e “caso umano” chi si lascia guidare solo da signora bellezza.

    Bel post:piaciuto 🙂

  6. “quando scegliesti la tua donna…”
    questa domanda esprime una purezza d’animo di rara portata 😉
    tendo a relazionarmi con donne che hanno una serie di presupposti, quelli estetici pesano a livello di approccio ma devono rispondere a ciò che IO intendo per “bellezza” fisica, superato questo primo scoglio diventa importante la loro impostazione mentale, campo in cui sono uso disseminare mine 😆

    hai centrato il post, è proprio il/la bello/bella pieno/a di insicurezze che tende a relazionarsi con soggetti meno dotati fisicamente, come ho scritto, è un pedissequo bisogno di conferme, adulazione, idolatria, evidenziazione della differenza, un dominio concettuale ma qui dovrei produrmi in noiosi approfondimenti.

    • Thanks,
      riferendomi alla domanda posta…sempre per la par condicio…ho aggiunto subito dopo “Per me, cioè quando scelsi io il mio uomo, fu per bellezza ed altro.” Ricordi quel discorso da Masticone? Ci si sceglie per un progetto che si decide di portare avanti. Tu dicevi che il progetto viene dopo la scelta, trovi la donna giusta e inizi a pensare al progetto. Io dicevo che pensi al progetto, decidi di portarlo avanti e cominci a scegliere la persona giusta (bello+ altro) per quel progetto già in mente.
      Questa cosa l’abbiamo lasciata sospesa. Succede.
      Ma perchè sto scrivendo questo?
      Ah, sì,per non smentire “i fuori tema di Ili6” 😉

  7. ” i belli a volte si relazionano con i brutti per carenze psicologiche” (o altre carenze..) beh il brutto/a che ha un bello vicino ha avuto il suo colpo di kiulo? NON lo so. Ho sempre valutato quel che c’è oltre la maschera fisica.Direi , mio malgrado, l’assonanza fra cuore-cervello-fatti. i miscuglio doveva piacermi. Spero che questo valga per molti che si accoppiano… spero per loro.
    “il/la bello/bella pieno/a di insicurezze che tende a relazionarsi con soggetti meno dotati …. è un pedissequo bisogno di conferme, adulazione, idolatria,” quello che io chiamo il complesso dell’eroe mancato. Ce ne sono tanti in circolazione, più di quanto immaginassi.
    Comunque non avevo mai pensato alla bellezza nei termini che hai proposto. L’ ammiravo e basta. Qualche volta l’ho invidiata, ma francamente mi sembrava tempo perso invidiare qualcuno.
    Mai pensata come situazione che può essere usata per necessità di compensazione.. ( mi sono espressa in modo contorto.. vabbè.. 🙂
    ciao..
    PS penso agli intelligentoni ansiogeni con manie di affermare il potere
    penso a tutti coloro che si sentono superman
    penso .. c’è qualcuno tranquillo nella sua situazione, che non sia già deceduto…

  8. Aggiornamento tecnico :dunque , mi sono disiscritta dal tuo blog..manco gli aggiornamenti sui commenti per mail… mi arrivano invece sul cellulare.
    Fra un po’mi iscrivo di nuovo e spero che la prossima iscrizione sia ” comprensiva di mail”…mo’ vediamo. accià.

  9. Tullio hai una sottile ironia ma colpisci di brutto. Sarei ipocrita nel dire che la bellezza non conta ma nel mio caso, quando ho cercato l’amore vero ho visto anche tutto quello che era oltre..Col senno di poi posso dire che forse quando si sta insieme ad un uomo (o ad una donna) bisognerebbe guardare più punti di vista. La bellezza fisica o emotiva a volte svanisce se non c’è dell’altro. Non mi ritengo un “caso umano” mi reputo solo una cozzetta dop (denominazione ad origine protetta) 😉
    Un saluto! Lila

    • intanto benvenuta 😉

      ti ringrazio per il tuo volermi insegnare che bisogna guardare oltre l’aspetto fisico, però… gli occhi nella testata di questo blog sono i miei, come puoi constatare non sono esattamente un ragazzo ingenuo che si affaccia alla vita 😉

      io non opino le bellezze interiori, mi limito a fare una analisi psicologica che va oltre eventuali coinvolgimenti emotivi/sentimentali. In ogni rapporto si tende a cercare pezzi di se stessi negli altri, ho evidenziato ciò che i belli cercano nel relazionarsi con i brutti.

      la definizione di “cozzetta DOP” mi ha fatto sorridere, sento odore di eccessiva modestia 😆

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