Il “maschicidio” è un reato minore…

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Zapping notturno, su “La7d” va in onda la replica di: “DONNE, vittime e carnefici”, trasmissione che in ogni puntata tratta un evento di “nera” che ha come protagonista una donna. Descrivo brevemente ma fedelmente il caso esaminato… Adele Mongelli è una donna di 50anni, sposata e madre di quattro figli in quel di Gioia del Colle (BA), per fisicità e look è molto appariscente, al punto da far invaghire un ragazzo di 28anni che la corteggia ostinato. Dopo alcuni mesi lei capitola e nasce una relazione clandestina che la porta ad innamorarsi perdutamente, al punto da prendere l’insana decisione di sfasciare la famiglia. Dopo soli due anni arriva l’ultima cena, il ragazzo va a casa di lei, mangiano una pizza e poi consumano un rapporto sessuale (non ho capito il perché ma la conduttrice ha sentito il bisogno di particolareggiare definendolo “molto carnale”), nei successivi momenti di rilassamento lui le confessa di essersi fidanzato con una coetanea, lei lo uccide, anzi, lo massacra letteralmente con ben TRENTOTTO coltellate, passa la notte a contemplare il suo operato e il mattino dopo scoppia il bubbone. La corte d’assise è clemente, concede le attenuanti generiche e NON tiene conto delle aggravanti (il movente passionale, il non aver chiamato subito i soccorsi e l’aver infierito sul cadavere in momenti diversi), 15 anni di carcere, la corte d’appello conferma la condanna. Per stessa ammissione dell’avvocato difensore, è praticamente certo che la donna venga presto mandata ai domiciliari, l’efferata uccisione di Giuseppe De Marinis, un giovane 30enne, vale pochissima galera.

Aspetti che lasciano sgomenti.

1)      Durante tutta la trasmissione la conduttrice, l’immancabile psicologa ospite in studio e due giornalisti (M/F) che hanno seguito il caso, non hanno fatto altro che arrampicarsi sugli specchi per tentare di sminuire al massimo, giustificare, l’omicidio perpetrato dalla Mongelli. Addirittura si è arrivati a dire che la donna, essendosi sposata a soli 17anni dopo la classica fuitina, nella sua vita non avesse mai conosciuto l’amore, il messaggio subliminale è questo: “in nome dell’amore un donna può comprensibilmente uccidere”

2)      La figura del giovane morto è passata in quarto/quinto piano, il giornalista, l’unico ad aver speso qualche parola, lo ha definito: “un bravo ragazzo, serio, senza macchia che lavorava sodo nell’azienda agricola di famiglia, purtroppo era rimasto attratto da una donna matura”, neanche la cosa fosse una colpa

3)      Come avrebbero trattato il caso se fosse stato un uomo sposato di 52anni a uccidere la giovane amante di 30? La risposta è semplice, standardizzata, si sarebbe parlato di: “un lurido porco che non voleva restituire la GIUSTA libertà a una povera giovincella che si era FINALMENTE destata dal torpore dei sensi”

4)      Nessuno si è calato nei panni del Signore e della Signora De Marinis, genitori che si sono ritrovati il figlio fatto a pezzi da una donna che avrebbe potuto essere sua madre, una donna incapace di controllare pulsioni e gelosia che mai pagherà in modo adeguato per ciò che ha commesso.

Giuseppe De Marinis NON era un violento, NON era uno stalker, NON era un “cacciafiche” incallito, era un normalissimo ragazzo turbato dal fascino e dalla avvenenza di una donna in età. Un ragazzo che è morto ammazzato solo perché rinsavito dal pressante bisogno di tornare alla normalità. Ma quale futuro si aspetta una 50enne che si relaziona con un 28enne???

Non mi interessa dare vita a squallidi conteggi, da questo fattaccio emerge prepotente, ancora una volta, quella stortura sociale interpretativa che certo non aiuta a contrastare in modo adeguato pericolose tendenze, siano esse di natura femminile o maschile. E’ sbagliato definire “amore estremizzato” le nefandezze femminili e “maschilismo bastardo” quelle maschili, non è partendo da questa classificazione che si giunge alla riduzione/eliminazione dei reati connessi ai rapporti di coppia. Trasmissioni come quella sopracitata hanno uno scopo ben preciso, mirato, pianificato, far passare per vittime le donne, anche quando si trasformano in carnefici, pericolosissimo insegnamento. Sarebbe allucinante constatare la volontà di rispondere al “femminicidio” incentivando il “maschicidio”.

Anche uscendo dai fatti di sangue… basti pensare all’incesto, quello padre/figlia è SEMPRE vissuto come espressione di violenza, quello madre/figlio è SEMPRE vissuto come una forma esasperata di amore, i danni permanenti subiti da un ragazzo concupito dalla madre non sono più blandi di quelli inflitti da un padre laido alla figlia. La sensazione è che si voglia ibridare il maschilismo alla galanteria retrò strumentalizzandone l’effetto, la donna ha sempre il paracadute della fragilità e dei sentimenti, l’uomo NO. Anche in situazioni che non creano disastri irreversibili, se un uomo confessa pubblicamente di aver sfregiato l’automobile della sua compagna perché tradito, viene sommerso da fischi e insulti, se invece è una donna ad ammettere di aver fatto la stessa cosa, scrosciano liberatori applausi femminili, una donna che colpisce gli uomini è una sorta di vendicatrice/giustiziera, a prescindere.

I comandamenti base del neofemminismo (espressi più volte anche da autorevoli opinioniste) sono i seguenti: 1) anche le “povere” escort che incassano 30mila ero al mese (esentasse e senza sfruttatore) si prostituiscono per colpa degli uomini, 2) se una moglie tradisce la colpa è sempre del marito, invece i mariti tradiscono solo perché sono dei maiali, 3) una donna ha il diritto di vestirsi come gli pare e andare dove gli pare all’ora che gli pare, nessuno parli di “provocazione” (quando mia figlia era adolescente le ho insegnato la differenza che corre tra ciò che è opportuno e ciò che è inopportuno, forse sarò stato un padre all’antica ma ancora oggi vivo nella convinzione che prevenire sia meglio che curare), 4) non esistono donne porche, troie o roba simile, NO, esistono donne deboli che per amore si lasciano trascinare in luridi vortici da uomini depravati, 5) un uomo che cerca di trombarsi la moglie di un amico è un “pezzo di merda”, una donna che seduce il marito di un’amica “risponde a inequivocabili appelli lanciati da un cuore incompreso/ferito”, 6) una donna che in un locale mostra a tutti di non indossare le mutande “gioca col proprio corpo”, un uomo che entra in un pub con l’uccello di fuori è considerato, direi giustamente, un manico sessuale, 7) è cosa giusta, doverosa, civile organizzare manifestazioni contro il bunga-bunga ma è altrettanto giusto, doveroso, civile (secondo loro) tacere di fronte alla Cassazione che toglie il carcere preventivo agli stupratori di gruppo, 8) “DONNE vittime e carnefici”, ci ha detto (il plot è questo): “se c’è di mezzo l’amore, uccidere un uomo non è reato grave”.

Sarebbero queste le armi con le quali si vuole combattere il femminicidio e la violenza sulle donne??? Sarebbero questi i valori da insegnare alle nuove generazioni??? Sarebbero questi i nuovi dettami del rispetto nei confronti della vita propria e di quella altrui???

Tullio Antimo da Scruovolo

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85 thoughts on “Il “maschicidio” è un reato minore…

  1. Hai assolutamente ragione, non vedo differenza tra i due sessi…..sono efferati omicidi in entrambi i casi, e che meritano la giusta punizione. Aggiungo inoltre che….in entrambi i casi, quando ci si mette con l’altro sesso che ha la metà dei propri anni, o comunque è molto più giovane(di più di 20 anni)……può essere solo con la consapevolezza che è un’avventura…..non potrò mai essere nulla di più.

  2. Post molto interessante..
    In quanto ai comportamenti e l’ambiguità che si espande
    sempre di più….
    uomo o donna che siano, dal mio punto di vista
    resta una questione di stile, di buon senso e di educazione..
    In quanto a Tutto il resto, non ci sono giustificazioni,
    purtroppo ci sono troppi casi davvero strazianti…

    Ti sorrido, buon fine settimana
    Michelle

  3. Ma…e’ la signora dietro alla presentatrice la…passionale 50enne? Ora capisco perché, nonostante tutto, mi conservo abbastanza bene. 🙂
    Scherzo a parte, quella donna e’ stata folle. Lasciare il marito, ma soprattutto i figli, per una passione e’ davvero vergognoso. In questi casi ciò che emerge è sempre il malsano egoismo.
    Tuttavia e’ un egoismo più maschile che femminile. Lo dicono le statistiche.

      • Tads, mi pare che è dalla notte dei tempi che il sesso debole (quello femminile) ha subito di più. Le donne uccise, picchiate e stuprate nel mondo sono molto, ma molto di più! Se l’ uomo fosse stato più…”altruista” tante violenze non sarebbero mai accadute!
        Buona notte.

        • Ops, ho letto solo ora il tuo commento a Max . Che vuoi che ti dica? Allora facciamo alla… tedesca: 10 donne per un uomo!
          Maggiore cultura sociale?? Spesso, e soprattutto ultimamente è la troppa “cultura sociale” che supera i limiti.

          • secondo te cosa intendevo quando ho scritto che non mi interessano squallidi conteggi???

            il succo di questo post è il seguente:
            c’è una palese volontà di criminalizzare l’universo maschile e vittimizzare quello femminile, anche a fronte di omicidi. Le motivazioni sono prevalentemente politiche/economiche , si strumentalizza tutto e tutti. Il neofemminismo ha mire precise.

            detto questo, di cazzate tipo sesso debole o forte… me ne frego, ok?

  4. Ciao Tads, sono d’accordo con te, non c’e’ differenza tra uomo e donna davanti a un atto del genere, quella donna ha commesso un omicidio e va punita per quello che ha fatto. Ti auguro una buona serata, Laura.

  5. Cosa devo dire? Hai scritto tutto tu e, sinceramente, non posso che darti ragione!
    Femminicidio o maschicidio, sono la stessa cosa, non c’è nessuna differenza!!!
    Ciao
    Marta

  6. Questo è un argomento pericoloso. La definizione “femminicidio” mi fa venire l’orticaria, ma è indiscutibile la violenza continua subita dalle donne. Non ho visto la trasmissine ma è evidente che una simile trattazione di un omicidio è allucinante. Tratterei con attenzione il discorso legato alla “provocazione” da parte delle donne per uso di abbigliamento o orari di uscita. Credo che un’analisi dei numeri indichi che la maggior quantità di violenza subita cada sulle donne, cosi come la quantità di pregiudizi.

  7. Alcune prese di posizione mi sembrano francamente eccessive, ma c’è da dire che, dati alla mano, la cosiddetta “emergenza sociale” che va sotto il nome di femminicidio è ampiamente sovrastimata. Il dato del numero di uccisioni di donne è costante, anzi in lieve calo, negli anni. Personalmente, essendo una brutta persona e avendo un modo di ragionare andreottiano (a pensar male si fa peccato ma spesso ci si piglia) credo che tutto questo battage pubblicitario serva solo ad alimentare una controinformazione mirata a nascondere quel che di brutto sta realmente accadendo, cioè che abbiamo una classe politica che ci sta portando al baratro, preoccupata solo di far fruttare la rendita di posizione e conservare lo status quo.
    Detto tutto ciò, vivendo con tre donne da un quarto di secolo credo sinceramente che ci siano oggettivamente più pericoli per le donne che per gli uomini, soprattutto in forza di quella che io chiamo la “sindrome della crocerossina”, quella che fa pensare a tante ragazze e tante donne di essere in grado di tirare fuori la parte buona di persone marce, di poter cambiare tratti caratteriali brutti e pericolosi in qualcosa di buono e innocuo. Questa, dovrebbe essere la cultura da abbattere. Per tutto il resto, c’è il codice penale.

    • questo battage pubblicitario serve ad alimentare e nutrire associazioni, fondazioni, enti e via andando che mungono soldi, l’allarmismo sociale, in questo Paese, è sempre stato un investimento redditizio

      l’ho scritto nel post che non mi interessano i conteggi, che si uccida un uomo ogni venti donne non è certo motivo di giubilo e nemmeno di menefreghismo, mi si faccia capire… quale è il concetto base: “hanno ucciso un maschio? e allora… ammazzano tante femmine…”. Discorsi di questo tipo li rifiuto

      esistono pericoli che dovrebbero essere combattuti/contenuti con maggiore cultura sociale, educativa, formativa, le percentuali lasciano il tempo che trovano, è il numero di morti che conta, non la suddivisione per sesso degli stessi. Scusa se mi infervoro ma quella trasmissione mi ha proprio fatto girare i coglioni (w i francesismi)

      • Anche tu hai studiato dalle Orsoline vedo, abbiamo la stessa padronanza del francese… 😉

        Sono con te, rifiuto anche io le percentuali, diciamo solo che per cultura e per vissuto mi schiero dalla parte del più debole, di norma. Ed è ben chiaro ed evidente chi sia il più debole nella storia che hai raccontato.

        • anche io da ragazzo al cinema facevo sempre il tifo per gli indiani 😉

          credimi Max,
          in questa storia acida è veramente difficile capire chi sia il più debole

  8. Ho sempre avuto in mente l’idea femminista che se la donna uccide, tradisce, massacra, ecc ecc è una vendicatrice dei sopprusi subiti dalle femmine nel corso dei millenni. però. odio le donne che divorziano e sfruttano i mariti, facendosi mantenere, fregandosi casa coniugale e figli, convivendo senza mai sposarsi. fossi la legge le manderei a battere la strada pur di guadagnare.odio le donne che fanno della maternità uno strumento per avvicinarsi e sfruttare l’assistenzialismo statale. odio le donne che si prostituiscono perchè, se esistono loro, esistono gli uomini che l andranno dietro. tolte quelle l’uomo non va più a puttane. o sbaglio? odio infine le donne che fanno del proprio corpo una merce di guadagno. è uno sputo in faccia a chi, per dignità e riservatezza, non si mette a nudo in cambio di soldi.
    poi. il caso delle baby squillo. minorenni e quindi incapaci. non faranno alcun carcere. è incapace colei che sa che, prostituendosi alla sua età, guadagna più i un impiegato e che può permettersi un lusso sfrenato alla portata dei figli di berlusconi?

  9. 😀 il Tads è come un coltellino Svizzero: ha ritagliato perfettamente i punti focali della questione.. non posso che essere d’accordo con te. Non v’è differenza da un omicidio compiuto da un uomo o da una donna: l’output è sempre un morto! Se la Signora non era stata in grado di capire che il rischio prima o poi di perdere il ragazzo era altissimo, chissene! Ciò che resta è che l’ha ucciso e questa è l’unica cosa che conta e che dovrebbe valerle l’ergastolo. (… che poi non ho ben capito perchè gli assassini li dobbiamo pure mantenere…)
    Grazie Tads per lo spunto di riflessione 🙂

  10. Non provo nessun senso di solidarietà per questa pazza che ha macellato
    un ragazzo di 30 anni !
    Un omicidio resta sempre omicidio ,non c’è nessuna differenza se la vittima è un uomo o una donna .
    Cosa sperava una di 52 anni che si mette con un ragazzo che poteva essere comodamente suo figlio ? Amore eterno? Povera stupida squilibrata.
    Buona serata Tads
    liù

    • è quello che mi domando pure io, che progettualità può esserci in coppie di questo tipo???
      è diverso nei casi in cui è lui ad essere maturo e lei giovane

      • Diverso ,ma solo un po’ perchè se non c’è vero amore appena lui invecchia ancor di più e avrà le prime “Defaillances”,lei lo mollerà per uno più giovane ,cosa che la babbiona 52 enne non avrebbe potuto permettersi!

        • mi riferivo all’accettazione sociale Liù, che un ultra 60enne sposi una ragazza (vedi Briatore/Gregoraci e tantissimi altri) è un evento “normale”, se invece è un ragazzo a sposare una 60enne, la morale pubblica opina e critica. Anche questo è un segnale che fa riflettere, la stessa cosa viene giudicata in modo diametralmente opposto, forse è solo una questione di “abitudine”.

          • Sai che non so cosa rispondere?
            Effettivamente la morale pubblica condanna questi tipi di rapporto ,lui anziano ,lei giovane .
            Al contrario si trova invece la cosa abbastanza normale salvo poi spettegolare che lei di sicuro non ci si è messa assieme per il grande fascino o amore.
            Ho sempre pensato di essere una persona con il pensiero molto libero ed evoluto,ma pure io se vedo una coppia in cui lei potrebbe essere la madre mi fa un tantino senso.
            Potrebbe anche essere dettata questa mia difficoltà di accettazione al fatto che ho avuto i miei figli che ero quasi una bambina ??! Per cui tutti i giovani che vedo e che per età mi potrebbero essermi figli sono sempre stati TABU’ .
            Non lo so ! So solo che non mi sono mai sentita attratta da un uomo molto più giovane di me.
            Non condanno la signora di 52 anni per essersi messa con un ragazzo ,ma per averlo ammazzato come una bestia solo perchè si voleva rifare una vita con una coetanea .Scusa se mi sono ripetuta un po’.

            • non c’è niente di cui scusarti Liù, stiamo dialogando cercando di approfondire alcuni concetti, questa diversa interpretazione delle coppie “anomale” è solo una delle tante “stranezze” che ci circondano.

  11. Credo che togliere la vita ad una persona o maschio o femmina che sia vada punita, oggi è di moda il femminicidio perchè i media proprinano ogni giorno una dosa massiccia tale da portare lo spettatore a guardare e pensare non più col proprio cervello.

    • ” oggi è di moda il femminicidio perchè i media proprinano ogni giorno una dosa massiccia tale da portare lo spettatore a guardare e pensare non più col proprio cervello.”

      ma come si possono scrivere certe CAZZATE?!

      I MEDIA propinano??? Quelle Donne son MORTE DAVVERO! o non ci credi? O non sai che dietro a 1 donna assassinata per femminicidio ce ne sono ALTRE 10 vessate, umiliate, annullate, mortificate dai loro maschi, ma ancora che respirano e che quindi non finiscono sul giornale??

      • ecco tu se una cosa non ti va ti risenti e sbotti ora non mi va di iniziare una diatriba però se a te non ti sta bene da donna cosa fai reagisci non te lo permettono pane e cipolle e vedi dove devi andare e cosa sia meglio per la tua vita i nostri genitori sono stati coglioni io sono vecchia e resto cogliona, se una persona mi tira uno schiaffo io non sto ad aspettare il secondo con la mano alzerò la sedia o altro corpo contundente .

  12. Sono incerta se commentare o meno questo tuo post. Meglio di no. Scatenerei qualche ira, la mia si è già scatenata leggendo certi commenti al limite del pazzesco.
    Pertanto mi limito a sostenere il concetto -base del post, sorpassando le sfumature: un assassino E’ un assassino e un’assassina E’ un’assassina. Senza alcuna differenza. PUNTO.
    Diverso discorso sarebbe il PUNTO E A CAPO perchè si entrerebbe nel vero discorso del femminicidio che, sai bene (ho letto la tua attenta analisi da koredititti), si differenzia alquanto dal generico assassinio.

    • cara Marirò,
      puoi scrivere quello che pensi tranquillamente, credo tu abbia capito perfettamente come gestisco questo spazio e che io non sia esattamente una mammoletta sprovveduta 😉

      il problema vero è un altro, quando tratto argomenti delicati vivo nella convinzione che giunga il messaggio REALE del post, non sempre è così ma piuttosto che cambiare modo di esprimermi preferisco precisare.

      le domande “struttura” sono queste.

      1) perché si fa così tanta fatica a capire che ci troviamo di fronte a una campagna mediatica che fomenta la trincea dei sessi???

      2) è così difficile rendersi conto che dietro questo allarmismo mediatico martellante si nascondano interessi politici ed economici???

      3) è così difficile rendersi conto della evidente strumentalizzazione di ogni stormir di fronda???

      4) è così difficile capire che c’è la precisa intenzione di alimentare ed esasperare il maschilismo fisiologico (a livello quantitativo non preoccupate) di questa società???

      5) la vittimizzazione forzata, imposta, anche a fronte di casi come quello citato nel post, dove vuole approdare???

      queste sono solo alcune…
      (non aver paura di andare fuori tema) 😉

        • prima di scatenare guerre prova a rispondere alle domande che ho scritto,
          se ne hai voglia, vedrai che arriveremo alle dolenti note in men che non si dica 😆

          • caro Tads,
            faccio un respiro per calmarmi…
            il messaggio reale del tuo post mi è chiaro. E personalmente ritengo che non erano necessarie 1000 parole per dire che ci sono donne folli ed esagitate quanto gli uomini, capaci di efferati delitti come gli uomini, assassine quanto gli uomini.
            Quel “maschicidio” è una nota che hai voluto inserite ma sai quanto me che è una forzatura, permettimi, un’arrampicata sugli specchi perchè per fortuna non siamo al maschicidio. E mi auguro non lo saremo mai. ne andrebbe della dignità dell’essere Donna!
            Ma al femminicidio ci siamo dentro fino al collo e leggere che è una esagerata emergenza sociale, una strumentalizzazione politica o a fini economici, che è allarmismo mediatico, mi fa andare in bestia!
            Mai pensato che tu possa essere un mammoletto sprovveduto, ma ti prego di non sottovalutare troppo me.
            Passo e chiudo, ciao.

            • il “maschicidio” esiste, è numericamente inferiore ma esiste, semplicemente non fa cronaca ed è vissuto, tendenzialmente, come un atto di giustizia, non c’è nessuna forzatura in questo post, anzi, ci sono andato morbido.

              non hai risposto alle mie domande ma non importa, in questo post si parla di strategia mediatica che nasconde interessi subdoli. Il femminicidio non c’entra ma possiamo pure infilarcelo, in ogni caso a livello numerico e statistico l’Italia è sotto la media dei Paesi occidentali, questo puoi tranquillamente verificarlo andando a cercare i dati in rete,. forse la cosa ti deluderà ma questo NON è un Paese maschilista, anche se qualcuno fa di tutto per farlo passar per tale.

              Stai rispondendo di pancia, questo posso capirlo ma la cosa ti induce in errore 😉

  13. Non ti nascondo che se una donna ammazza il proprio marito/partner perchè oggetto di violenza e vessazione tifo x lei, anzi ne ammiro il coraggio. Il caso citato è tutta un’altra storia. La Mongelli è una bieca assassina e pertanto andrebbe punita adeguatamente.
    Questa differente interpretazione di nefandezze in base al sesso della vittima o carnefice, non me la so spiegare, non è giusta, non è accettabile. Questa crociata a far sembrare l’uomo comunque porco non è condivisibile anche se femministe sfegatate e massmedia, questi ultimi solo per interesse, vogliono annichilirci la capacità di esprimere opinioni. È una vita che dico che il vero problema della nostra società è l’ottusaggine, la capacità di vedere solo uno spicchio di 15° invece che a 360°

    • sono in tanti a non spiegarselo, cara Valeria, è difficile vedere oltre il bosco e forse lo è ancor di più accettare e/o cercare biasimevoli realtà.

  14. condivido cio che hai scritto e aggiungo una mia riflessione telegrafica: finchè certa magistratura continuerà a catalogare la gelosia come vizio di mente e ad annoverare questo tipo di crimini nellacategoria dei delitti emotivi o passionali,riconoscoscendo di conseguenza ogni tipo di attenuanti, le pene saranno comunque e sempre lievi rispetto alla gravità dell’atto,e questo vale sia per gli uomini che per le donne.

  15. ” in questo post si parla di strategia mediatica che nasconde interessi subdoli. Il femminicidio non c’entra ma possiamo pure infilarcelo”.
    No, Tads, non possiamo infilarcelo, non il femminicidio. Mi spiace, non concordiamo su questo punto perchè duemiladuecento donne (2.200) assassinate in ambito familiare dal 2000 al 2012 in Italia non sono un fatto modaiolo o mediatico per distrarre o per creare associazionismo a scopo di lucro o politico. Sono una realtà, tremenda realtà. E a queste donne morte devi aggiungere quelle che si sono salvate dall’inferno e quelle che ancora vivono nell’inferno. Sono tante. Sono troppe.
    Ne conosco alcune di queste ultime.
    Che se ne prenda consapevolezza in questa nostra società allo sfascio su troppi versanti è determinante per tentare di sviluppare nelle famiglie atti educativi che evidentemente sono mancati da tempo e interventi sociali a vari livelli.
    Che poi beceri individui tentino di strumentalizzare questa tremenda realtà è un altro discorso, ma non si può negare che il problema femminicidio esista.
    Desidero precisare che non sono femminista e che non ho mai pensato che gli uomini siano tutti delle bestie feroci. Tutt’altro.E la guerra tra i sessi non mi ha mai coinvolta più di tanto.
    Marirò

    • cosa penso del femminicidio lo hai letto più volte e, se memoria non mi difetta, pure condiviso. Tale piaga in questo post non c’entra niente, possiamo “infilarcela” sul fronte della strumentalizzazione.

      è innegabile che sia in corso una campagna di allarmismo sociale che fa il gioco della causa femminista, un femminismo ideologico e politicizzato, come hanno detto in molti e come confermano i dati, l’uccisione delle donne in Italia è al di sotto della media occidentale, da un punto di vista sociologico questo è un dato IMPORTANTISSIMO, infervoramento tuo a parte

      a me preme evidenziare le storture interpretative, come ho più volte ribadito, quando scriverò un post sul femminicidio potrai esprimere tutte le tue considerazioni, mi farebbe piacere leggere commenti inerenti a quello che ho postato, è vero, sono mille parole, mille parole che hanno un senso, non le ho scritte perché non avevo di meglio da fare.

      ribadisco, esiste una precisa strategia mediatica e politica che mira ad alimentare tensioni e contrapposizioni tra uomini e donne, una strategia che ha raggiunto livelli (vedi il caso Mongelli) da paranoia, ho scritto pure un capoverso che la dice lunga sull’indottrinamento corrente, non è questa la strada Marirò. I mali sociali si curano in modo diverso, non con la terapia d’urto, la generalizzazione, la strumentalizzazione e la criminalizzazione a tappeto.

      il “maschicidio” c’è da tempo, dall’alba della vita, HO SCRITTO che non volevo fare conteggi squallidi e non li farò, sappi che esiste una vastissima letteratura sugli omicidi commessi o commissionati da donne, mogli, fidanzate, amanti o innamorate respinte, vessate, picchiate, schiavizzate, per non parlare di arpie affamate di eredità e polizze sulla vita, è sbagliato sminuire questo lato oscuro della nostra storia.

      • 1 capoverso: vero, concordo, ho approvato i tuoi commenti sul femminicidio e mi hanno sorpresa certe tue risposte ad altri commentatori in questo post.

        2 capoverso: Ribadisco che non ho mai sposato cause femministe, l’allarmismo sociale c’è e se questo può portare a far riflettere meglio uomini e donne e a dare coraggio a certe donne di uscire dal silenzio, che ben venga. Femministe o meno.

        3 capoverso: sai che sono una tipa che va facilmente “fuori tema”. Ancora ti sorprendi? Sei sempre autorizzato a cancellare eventuali mie derive.

        4 capoverso: ho già scritto che non criminalizzo niente e nulla a tappeto. Le strumentalizzazioni esistono e i dati di fatto pure.

        5 capoverso:il mio primo commento era chiaro. Assassino o assassina è la stessa cosa.

        6 capoverso: (non c’è, fa nulla, me lo invento) E’ un piacere colloquiare e confrontarmi con te anche se mi fai infervorare e salire la pressione a 200!

  16. Ciao TADS, molto interessante il tuo articolo che personalmente condivido nelle argomentazioni. Sembra sempre ragionare per compartimenti chiusi, uomo vs donna, secondo usi e consuetudini che trovano il tempo che trovano. Bisogna saper guardare al di là della persona, prescindendo sesso e altre differenze, senza fare due pesi e una misura per l’appunto. E soprattutto rispetto, sia in un senso sia nell’altro! Un saluto 🙂
    Andrea

  17. Non si discute sull’omicidio, che non ha scuse e giustificazioni di alcun tipo, ma di come questo viene strumentalizzato o semplicemente percepito da una società (o una classe dirigente?) che fa largo uso del termine “femminicidio” per creare vittime, mostri, paure, coscienze, prese di posizione, manifestazioni, associazioni, programmi tv, approfondimenti, spot per il sociale e cosi via. Lontano da quello che è il punto focale (e iniziale): è un omicidio, punto.

  18. Personalmente, odio la definizione “femminicidio”.
    Lo trovo degradante nella maniera più assoluta, non solo della lingua italiana, ma anche per le donne. Un po’ come le quote rosa. Mi aspetto di aprire il giornale, domani, e leggere “diversamente uomo” al posto di “donna”.

  19. Hai assolutamente ragione, niente da dire sul fatto che le donne possono e sono criminali tanto quanto un uomo. Il caso specifico che hai citato non l’ho seguito perchè dormivo e soprattutto perchè fuggo da certe trasmissioni, non mi piacciono, le vivo come essere indotta a pensare quello che mi vogliono far pensare, in quanto non mi pongono il fatto nudo e crudo.
    In quanto al fatto in se, trovo deprecabiole che il ragazzo abbia fatto l’amore ( in qualsiasi modo più o meno passionale o la classica sveltina) con una persona che nei suoi pensieri era solo un sfogo SENZA AVVERTIRLA prima. Trovo questo atteggiamento la classica vigliaccata, comune ad entrambi i generi comunque deprecabile.

    PS off topic: non capisco perchè i tuoi articoli non mi vengono segnalati sulle mail eppure è spuntato lo “stai seguendo”. Comunque poco male , io passo di qui. solo per spiegarti i miei commenti ” in ritardo”.

    • il problema non è commentare in ritardo, mi spiace non funzioni l’opzione da te citata, magari al prossimo commento prova a riattivarla poi mi dirai 😉

  20. Vittime di serie-A e di serie-B?

    Si soffre e si muore allo stesso modo. Sia uomo o donna. Dovremmo trasmettere amore, civilta’, equilibrio, stessa pena per stesso reato.

  21. Mi sembra doveroso non fare distinzione di sesso negli omicidi, o nei crimini, ma va di moda il termine “femminicidio”, e si sa che i media tengono a ‘ste cose…poi passerà di moda e si focalizzeranno su altro.
    Comunque è un dato di fatto caro TADS che le donne nel corso della storia fino ad oggi, abbiano subito più degli uomini, e può essere considerato il sesso fisicamente debole tra i due.
    Nel caso che prendi in questione, come in tanti altri, la vera debolezza è nella mancanza di prevenzione che può essere del sistema o dell’individuo. Manca una consapevolezza di sé e degli altri, una partecipazione, un’osservazione, un sostegno, e spesso quando si sente dire che l’assassino/a stava attraversando un momento di depressione, manca totalmente un sistema che aiuti a controllare e ad aiutare per evitare che accadano certe cose.
    Arrivare ad uccidere per gelosia, significa avere una serie di problemi non affrontati…..in questo caso poi la donna ha visto crollare tutto ciò che aveva scelto a seguito di decisioni importanti che ne hanno segnato la vita.
    In molti casi la prevenzione potrebbe essere attuata, ma è un’utopia.

    Un bacio TADS
    Auguri 🙂

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