E’ uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo…

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Mi si è incarnita un’unghia, dopo aver fatto un giro di telefonate prendo appuntamento con una podologa consigliatami dal “parentame”, arrivo puntuale come uno Svizzero, mi apre lei, un donnone giunonico che molto probabilmente al suo paesello avrebbero soprannominato “mobilia”. E’ over60, faccia formato anguria Brindisina, look total white con tanto di camice, calze e zoccoli da corsia, simpaticamente arcigna sotto occhiali fondo di damigiana. Mi “ordina” di fare un attimo di anticamera in quella che lei chiama “sala d’attesa”, arredamento kitsch, ci sono una dozzina di sedie da osteria, tutte diverse per modelli e epoche. Sul tavolino la rivista più aggiornata è una copia di “novella 2000” risalente a qualche anno prima, mi impongo di pensare che sobrietà è sintomo di efficienza. In effetti “mobilia” il mestiere ce l’ha eccome, è veramente brava, esperta, mentre si prende cura dei miei piedi instauriamo un dialogo sulla sua professione, taglia unghie “basse” da 40anni e rimpiange i calli di una volta, con orgoglio tira fuori una scatola e mi mostra i sui trofei, “fossili” che ripercorrono la sua carriera. Mentre pago ringraziando e complimentandomi dice: “questo mestiere mi piace, lo amo, non potrei mai fare la pettinatrice e nemmeno avere una lavanderia, mi farebbe schifo”.

Salgo in macchina e ripenso alle ultime parole di “mobilia”… Sono svariati i mestieri in cui si ha a che fare con le altrui “scorie corporali”, mi riferisco a quelli per SCELTA, VOLUTI al punto tale da investirci fior di soldini… “stercorari” per professione. Tre su tutti:

ESTETISTA… “dimmi Gertrude, cosa vuoi fare da grande?”, “voglio schiacciare tanti puntini neri a tante persone”. Stando alle insegne e alle pubblicità si parla sempre o quasi di “estetista/massaggiatrice”, una operatrice che estirpa peli, combatte inestetismi, pulisce la pelle grassa che secerna materia tipo strutto, idrata quella secca, arida, tumula cellule morte, ingaggia feroci duelli con brufoli da trippa e cotiche. Quando ha finito, si passa allo smeriglio manuale del corpo, pietre, sostanze oleose, viscide e addirittura fango (magari spalmato con sadico godimento), recentemente ho visto un servizio su un agriturismo in cui è stata allestita una SPA alternativa, specialità della casa: “bagno nella paglia da stalla”, effetti benefici inimmaginabili. Difficile stabilire se il mestiere della estetista/massaggiatrice sia più vicino all’asservimento concettuale oppure alla dominazione istintiva, probabilmente una figura “switch”.

PARRUCCHIERI… ex barbieri ed ex raccoglitrici di scalpi oggi si chiamano: “hair stylist”, designer, scultori, architetti della chioma, poeti della “trico art”. Certo i tempi sono cambiati, non si procede più al quotidiano sterminio di pidocchi, alla eliminazione di croste col raschietto e alla raccolta della forfora con paletta e scopettino. Tuttavia trattasi pur sempre di nettatura di cuoio capelluto e relativa chioma, c’è poi il taglio, la tinteggiatura, l’asciugatura, la stiratura. Che dire di quella pozione miracolosa chiamata “frizione”, quanti ultrasessantenni devono la loro calvizie a troppe “frizioni” fatte in gioventù??? Cosa spinge una persona a passare la vita con le mani tra i capelli sporchi degli sconosciuti???

LAVANDERIE… altra attività inquietante, maneggiare indumenti luridi, sudati, macchiati di liquidi biologici, schizzi alimentari, pasti che si “ripropongono”, evacuazioni di piccioni, flatulenze “vestite”, sangue e incontinenze varie, anche in questo caso ci si immerge tra le “scorie corporali” di estranei.

Giusto per spezzare una lancia in favore di queste categorie… Estetiste, parrucchieri e belle lavanderine hanno due cose in comune:

1)       sono dei “restauratori”, rigenerano, trasformano l’orrido in bello, puliscono, eliminano tracce sgradevoli e imbarazzanti, la similitudine con gli “stercorari” non è assolutamente offensiva, fanno per gli umani ciò che questi nobili animali fanno per la natura

2)      Sia per rapporti confidenziali diretti che per elementi probatori toccati con mano, conoscono tutte le intimità della clientela, piccoli e grandi segreti, peccatucci e peccatoni, anche questo è un elemento interessante. A differenza di medici e paramedici, con questi artigiani si instaura un rapporto svincolato da codici deontologici/etici, un rapporto in cui discrezione e fiducia fanno la differenza.

Sperando si colga il senso del post… ogni lavoro onesto merita massimo rispetto, SIA CHIARO, la domanda è limpidamente prosaica, la scelta di intraprendere attività con caratteristiche come quelle esposte, ripeto, investendo anche denaro, nasce semplicemente da esperienze maturate come dipendenti, quindi un vincolante apprendimento del mestiere, oppure anche da altre motivazioni???

Dovesse mai capitarmi di tornare da “mobilia”… glielo faccio presente.

Tullio Antimo da Scruovolo

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88 thoughts on “E’ uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo…

  1. Quando ero piccola la mia massima ambizione professionale era stare attaccata dietro al camion dei rifiuti e raccogliere i sacchi. Il che mi fa pensare che non avrei nessun problema a fare la parrucchiera o la lavandaia. Ma l’estetista credo che, con tutta la crisi di questo mondo, non potrei mai farla. Soprattutto dopo aver letto il tuo post…

  2. Di questi l’unico che farei è la parrucchiera…..per il resto penso che siano mestieri che devono piacere……per qualche motivo. Non penso sia solo una questione di soldi….tutt’altro. Per fortuna non siamo tutti uguali 🙂

  3. Acute osservazioni!
    Non so darti risposta. Però ti posso dire che per un motivo a me sconosciuto da bambina volevo fare la parrucchiera. Mi sembrava il lavoro dei miei sogni, poi l’infatuazione è passata… il dubbio rimane…..

  4. Interessante ragionamento. Mi viene Peppino De Filippo, spalla di Totò in “La banda del torchio” in cui impersona l’anonimo barbiere amico dello sfaccendato con la moglie ricca-racchia (Titina De Filippo), a cui cercano di estorcere denaro, e ad un certo punto apostrofa l’amico con un “la nostra è una missione di civiltà, di igiene”.

  5. Mettiamo da parte il “vincolante apprendistato”, che coi tempi d’oggi può tornare utile…, (ma può anche significare mancanza di fantasia, coraggio, creatività volontà?) e cerchiamo di capire altre motivazioni. Banalmente mi vien da dire soldi perchè son mestieri che tirano, vuoi per assecondare velleità e narcisismi sempre più diffusi in donne e uomini (parrucchieri ed estetiste) o esigenze sociali, vedi i single e le donne in carriera e il rapporto che hanno (penso) con le lavanderie. Ma qull’ -amo tanto questo mestiere- della podologa forse apre ad altre motivazioni che possono accomunare i tre mestieri da te selezionati: passione per lo sporco. Non sto pensando al feticismo bensì all’ EVENTUALE piacere che si possa provare a trasformare uno sporco in pulito. Come quando una donna fa le pulizie in casa propria, dirai. Scordalo: nessun piacere in quest’ultimo caso, ti assicuro, solo dovere e sopravvivenza!
    Quindi attendo la risposta della tua podologa.
    😉

  6. Non sono mai stata attratta da nessuno di questi lavori,anzi mi son sempre chiesta come fanno i parrucchieri o le sciampiste a non schifarsi toccando tutto il giorno capelli altrui!
    Vuoi vedere che ho un filino di snobismo e non lo sapevo ?? 😉
    Ciao Tads ,buona serata
    liù

  7. Non so perché, ma dopo averr letto il tuo post mi è venuta voglia di mangiarmi le unghie.
    E anche le pellicine. Non so se farei mai uno di questi lavori, quindi meno male che c’e qualcuno che lo fa al posto mio. So però per certo quello che non mi piacerebbe MAI fare nè in questa nè nella prossima vita: il casellante in autostrada. Ecco, il casellante lo trovo il lavoro più alienante del mondo… piuttosto olgettina o igienista dentale! 🙂

  8. Non avevo mai pensato al fatto che quei mestieri toccassero la sporcizia altrui..GIURO!! ho sempre e solo pensato che quegli artigiani fossero artisti dell’aspetto sapendo regalare attimi di bellezza e di pulizia: ho sempre guardato solo il risultato!!!

  9. Una volta erano le centraliniste – quelle che infilavano gli spinotti nei buchi, per intenderci – le depositarie delle umane miserie e delle rare gioie di cui è costellata la vita… Edgar Lee Masters ne fece un ritrattino a tutto tondo, in uno del suoi epitaffi di Spoon River… concordo sul rispetto per queste professioni “minori” che tali non sono se si pensa a quanti rifiuti produciamo.. E’ di pochi giorni fa la notizia dello sciopero dei netturbini in una capitale europea (Parigi? non ricordo). Sappiamo tutti cosa può provocare l’assenza di un tale servizio alla comunità. E vogliamo parlare di quelle signore che, a uffici vuoti, raccolgono le cartacce dai cestini? Quanti segreti – se volessero – potrebbero raccogliere.. I podologi sono dei benefattori dell’umanità, sin dai tempi delle favole di Fedro ( il leone con la spina nel piede…) Dunque… uno sguardo benevolo su queste categorie neglette e poco glamour bisogna pur darlo, e per concludere farò mia la massima immortale di Montaigne, quando diceva che “anche sul più alto trono del mondo non siamo seduti che sul nostro culo”.. Pardonnez mon français !

    • buonasera Esimio,
      concordo con quanto dici, ho ritenuto opportuno estrapolare questi mestieri perché credo abbiano particolarità uniche.

      la massima di Montaigne ci sta tutta 😉

  10. La tua riflessione di oggi mi colpisce in modo particolare, forse perchè in famiglia ho chi esercita qualcuna delle professioni sopra citate. Credo che tutti i mestieri siano indispensabili e nessuno sia meglio o peggio degli altri. Vogliamo parlare dei chirurghi plastici? Non vedo molta differenza tra un estetista e loro. L’estetista leva peli e pellicine, loro spostano chili di pelle e risucchiano ettroliti di cellule adipose. Ad ognuno il proprio godimento.
    Stefania
    -quanto mi piace come scrivi!-

    • forse mi sono espresso male, non mi pongo un problema di graduatoria qualitativa, mi domando cosa possa spingere verso scelte lavorative di questo tipo. Il chirurgo plastico cambia i connotati, l’estetista toglie le impurità… se non sono male informato… sai… non frequento 😉

      • Non so cosa ci induca verso una professione rispetto ad un altra. Certamente il gusto personale, molto più spesso la necessità di guadagno, raramente il sogno.
        Le attitudini sono soggettive e rispecchiano l’indole del singolo.
        Io per esempio non sono mai riuscita a comprendere la scelta di coloro che occupandosi di medicina legale sezionano i corpi umani.
        Per i patologi forensi le impurità sono cioccolatini visto che giornalmente scavano nei corpi umani alla ricerca della verità.
        E qui potrei disquisirne per ore, ma ti risparmio il pensiero-collegamento che la mia testa ha partorito.
        Tu che lavoro fai amico blogger?

        • c’è una piccola incomprensione di fondo cara Stefania, nel post prendo in esame tre mestieri artigianali, credo siano cosa diversa dalle specializzazioni mediche, per quanto anche queste nascondano, secondo me, tendenze e/o devianze. Comunque l’operato dei medici ha sempre finalità scientifiche, cioè, dovrebbe averle, quello di una lavandaia, di una pettinatrice o di una estetista no.

          che mestiere faccio?

          osservo l’umanità, anche nei suoi anfratti poco puliti 😉

          • Oh, ma io amo divagare Tads.
            Ecco perché scrivendo strabordo in considerazioni anche parallele.
            Ho compreso il tuo dire e so che argomenti su professioni artigiane, volevo solo invitarti ad allargare il concetto di “eliminazione delle impurità” spostandomi dal fisico, allo scientifico, per poi, se vogliamo, scivolare nel religioso.
            Pare che noi umani produciamo impurità da ogni anfratto psicofisico.
            In ogni caso sto giocando, la verità è che parlerei con te per ore.
            Dunque di professione fai “l’osservatore”.
            Mi piace.

  11. se ti dicessi che detesto andare dalla parrucchiera (perciò non mi vede per parecchio), non vado dall’estetista (mi infastidiscono anche quegli ambienti frequentati tempo fa per un regalo ricevuto) e quasi mai porto panni in lavanderia mi crederesti?

      • lui dice di esserci abituato. il contatto con i clienti non lo spaventa. ha perso il senso di vomito alla vista di una capigliatura insudiciata da chissà quanti mesi già all’età di 15 anni. ama il suo lavoro e lo fa bene. lo spinge il fatto che a sera ha il pane per mangiare.
        cmq ci sono altri lavori davvero particolari. c’è il pulitore delle scene del delitto, il dermatologo, il fisioterapista. quest’ultimo sta a contatto con gente che spesso dimentica di lavarsi ascelle e piedi e va alle visite con la broncopolmonite e ti starnutisce pure….

        • lo immaginavo, infatti nel post, anche se velatamente, sostengo una forte componente “passione”.
          Aida, esistono tantissimi mestieri che hanno a che fare con lo schifo, io ho volutamente trascurato quelli socialmente indispensabili e annessi a problematiche sanitarie. Esistono anche medici che curano le emorroidi… 😦

          grazie per la testimonianza 😉

          • a volte non c’è una spiegazione logica nell’innata passione verso un lavoro. quando si è piccini e si dice: voglio fare la parrucchiera – pur non sapendo un ciufolo di cosa sia davvero fare la parrucchiera, inizia ad addentrarsi una’aspirazione verso qualcosa che agli occhi del terzo farebbe ribrezzo. eppure piace. perchè non si sa.

  12. Mi dispiace ma il mestiere più’ sporco lo faccio io.ma sarebbe filosofia 🙂 e dunque ti posso dire che avendo la mania Dell igene adoro fare massaggi cerette pulizie dl viso e shampi e pieghe ( non so tagliare sigh..) ad amiche figlia e me stessa.credo veramente che ciò’ che ti spinge sia L amore per il bello esteticamente il pulito L ordinato ….io adoro andare da tutte le persone citate pedicure compresa!

  13. Ciao, come la pubblicità ti ha ben insegnato hai accostato immagini di donne procaci e con pose sexy ad argomenti legati al quotidiano. Mi spieghi cosa centrano quelle modelle ammiccanti con i tuoi calli??? Quale è il nesso???

  14. Mi son posta le stesse domande pensando al ginecologo, all’urologo, al chirurgo estetico … al proctologo …
    Mi piace moltissimo il tuo stile di scrittura, è davvero stimolante leggerti, grazie!

  15. Pingback: Blogga-copia-incola | Volevo fare la principessa

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