Baby prostitute e psicoperacottari…

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1955, esce “Lolita”, da allora a oggi non si contano film e libri che narrano rapporti tra uomini maturi e giovincelle intonse. 1991/1995, sulla rete di Stato va in onda l’opera omnia di Gianni Boncompagni: “non è la Rai”, un format “geniale”, 200 ragazzine adolescenti che starnazzano e sculettano davanti alle telecamere con minigonne inguinali, trucco e pose da femmine consumate, NESSUNO si scandalizza, tutt’altro, si parla di “consapevolezza dei tempi moderni”. L’apoteosi del becerume lo si raggiunge ai casting, frotte di mamme disposte a TUTTO pur di far scritturare le figliolette, resse e risse davanti agli studi sono all’ordine del giorno. 2003, Fazi Editore pubblica “cento colpi di spazzola prima di andare a dormire”, un libercolo/diario biografico che narra le performance sessuali (anche estreme) di una ragazzina. Viene montato ad arte un caso letterario, nonostante sia ancora minorenne l’autrice (Melissa Panarello) impazza su tutte le reti televisive, i talk show (Maurizio Costanzo in testa) se la contendono come fosse un premio Nobel, NESSUNO si scandalizza. Psicologi, sessuologi e sociologi partecipano al pruriginoso banchetto mediatico, milioni di copie vendute e l’ovvia realizzazione del film fetecchia a rimorchio, si parla di “sessualità adolescenziale figlia dei tempi moderni (anche qui)”. 2013, scoppia lo scandalo Pariolino della prostituzione minorile, naturalmente è la punta di un iceberg straconosciuto. TUTTI si scandalizzano e parte, molla naturale, la demonizzazione degli “uomini porci”, cosa che mette addirittura in secondo piano il fatto che proprio la madre di una bay-squillo fosse l’esigente “pappone”.

Ad ogni esplodere di un finto scandalo i finti scandalizzati si appecorano alle finte verità vomitate dai finti esperti che fingono di aver capito l’origine del male. Invero tutto questo elucubrare è dato da una esigenza perniciosa, essendo loro, gli “esperti”, i fautori, i guru, gli ispiratori di forme educative di fatto diseducative, non possono incolpare se stessi e quindi puntano l’indice contro responsabili non materialmente punibili (la società, i mass media, la scuola, i nuovi modelli e, neanche a parlarne, quel diavolo di internet che “sfugge al controllo della famiglia”). Capisco il bisogno di giustificare esosi “gettoni di presenza” ma non gli irritanti parkour analitici omertosamente deresponsabilizzanti, il faro educativo/formativo costituito  dall’accoppiata famiglia/scuola è stato demolito. Nei “tempi moderni” la scuola si è vista privare di ogni potere in merito. E’ ora di tirare fuori le palle e dire la verità, nella stragrande maggioranza dei casi gli adolescenti teste di cazzo sono figli di genitori teste di cazzo. L’unica cosa SERIA che ho sentito a latere di questo bailamme , è uscita dalla bocca di una attempata sessuologa: “una ragazzina di 14/15 anni non dovrebbe andare in giro seminuda a far bisboccia con amici e amiche fino all’alba”. 

Gli uomini maturi che pagano per fare sesso con le ragazzine meriterebbero la castrazione chimica (io suggerirei quella fisica), una punizione esemplare che avrebbe potere deterrente ma non eliminerebbe la ventata di fetore giovanile, a quello dovrebbero, DEVONO provvedere i genitori. Anche tanti anni addietro esistevano giovanissime studentesse sfrontate che si divertivano a scosciarsi e provocare il professore timido/impacciato, quando si presentavano in classe con le cinque dita stampate sulla guancia e le gonne allungate… intuivamo che le famiglie fossero venute a conoscenza dei loro atteggiamenti deprecabili. Se oggi un prof si permettesse di fare un appunto simile si ritroverebbe in un mare di guai e rischierebbe pure di essere pestato da genitori “moderni”. La difesa e le giustificazioni astruse sparate a oltranza non “addrizzano” le “schiene storte”, non può essere autorevole e nemmeno autoritario (alla bisogna) un genitore ricattabile che annaspa nei sensi di colpa a 360°.

Non ho ancora sentito nessuno proclamare la “verità base”, gli adolescenti, maschi o femmine, non dovrebbero mai trovarsi nella merda concettuale del “bisogno di soldi” (motivazione bastardissima che spinge verso le cazzate), nemmeno è terapeutico procedere ad elargizioni pecuniarie oltre misura per evitare stressanti incombenze genitoriali. Padri e madri DEVONO essere tali, non amici, compagni di merende o, peggio ancora, “complici”. Le aziende creano bisogni per fare business, sta alle famiglie dosare e gestire queste nuove esigenze, non si può e non si deve incolpare le ditte produttrici di cellulari se gli adolescenti concedono favori sessuali in cambio di ricariche, idem per gli indumenti griffati. Non si può e non si deve incolpare la “rete” (marmellata del nuovo millennio ove infilare le dita) se questa diventa territorio di trasgressione e opportunità negative. Mode e tendenze tentano, amalgamo, ammaliano, creano aggregazione, gruppi identificativi, logiche di appartenenza e, inevitabilmente, utenti da spremere agitando lo spauracchio della emarginazione, una società composta da famiglie che cedono a pressioni psicologiche/commerciali di questa natura è una società infetta, vulnerabile, schiavizzata, decadente. Ciò che oggi omologa i ragazzini domani si trasformerà in enormi steccati divisori, questo i sociologi dovrebbero urlarlo a gran voce e ripetutamente.

Per generazioni, secoli, siamo cresciuti educati da mamme che, quando occorreva, sintetizzavano la psicopedagogia in un manrovescio ben assestato seguito dal famigerato: “a letto senza cena”. E’ sufficiente guardarsi intorno per capire quanto sia fallimentare la moderna gestione dei rapporti genitori/figli. Certo, le nostre mamme ci guardavano negli occhi e ci entravano nel cervello con la forza della purezza, come è possibile punire o negare malsane richieste a un/una figlio/a che ha sgamato intimità inconfessabili???

Tullio Antimo da Scruovolo

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104 thoughts on “Baby prostitute e psicoperacottari…

  1. Tutto giusto! Finto moralismo a coprire la caccia al successo a tutti i costi, successo che si misura in Euro, ovviamente. E finto moralismo a coprire la latitanza dalle responsabilità: la colpa, è noto, è sempre di qualcun’altro: chi non è colto con le mani nel sacco non sapeva nulla e non si era mai accorto di niente. Come le ragazzine che partoriscono ma madri, padri, zie, nonne, sorelle e fratelli non avevano mai notato che fossero incinte! E’ chiaro che il caso delle baby-prositute occupa spazio sui media perché fa audience.

  2. Condivido ogni parole, e aggiungo un dettaglio che forse è sfuggito ai vari opinionisti di questo caso ormai mediatico: manca in tutti e due i casi la figura paterna.
    Si parla solo di mamma-figlia, e credo sia palese la mancanza di autorevolezza, che in genere (e non me ne vogliano le teorie moderne adattate alla nostra società) dovrebbe essere identificata col ruolo di padre.

  3. Io continuo a pensare che valga di più insegnare la giusta consapevolezza ai ragazzi che controllarli o vietar loro qualcosa. E penso che valga anche più del ceffone normalmente tirato in epoche più lontane.
    Forse è sbagliato considerarla una regola comune per tutti, ma con mio figlio è quello che voglio e che sto facendo.
    Comunque aspetto di vedere lo speciale porta a porta col plastico dell’appartamento…

    • ciao Syl,
      forse sarebbe il caso di trovare un equilibrio tra le sberle e il lassismo. Dialogare è fondamentale per cogliere eventuali disagi e/o problematiche, però credo sia giusto non uscire totalmente dagli assetti gerarchici, un adolescente deve avere aree di confromto ma anche “autorità guida”.

      • assolutamente d’accordo. Non credere che con mio figlio non ci siano punizioni qualora se ne scordasse. E’ che ora ha 10 anni ed è facile vedere e controllare, ma fra poco la fuori ci sarà senza i genitori e la loro autorità guida e dovrà essere in grado lui di capire ciò che è bene e ciò che non lo è.

  4. Ma…quanta ipocrisia!!! Chissà se qualche figlio con la stessa ingenua purezza e candore, scruta i genitori e, forse, agisce di…conseguenza?
    Sono sempre più convinta che con la generazione di oggi non sono sufficienti le parole.
    Posso dire che mio padre e mia madre sono stati degli esempi. Ringrazio mio padre di qualche schiaffone in più che i meno.
    E’ chiaro che fa più notizia un minorenne che…

  5. Della stessa scrittrice del libro che hai messo in immagine ho letto “Facciamolo a skuola” , un libro che mi sconvolse e ne feci anche un post nel novembre 2011. Il libro mi sconvolse anche perchè tirava fortemente in ballo la scuola e gli insegnanti (che vengono definiti “spenti”) e naturalmente i genitori: Nina, la protagonista, chiamava il padre “IL MUTO” e la madre SCOTTEX. Ecco, basta questo per definire un certo tipo di famiglia molto diffuso oggi. Così anche i genitori di Melissa P. Chissà come sono i genitori delle “ragazze doccia”… Nel caso delle baby prostitute di Roma il ruolo delle mamme è oltremodo inquietante e davvero non bastano le parole.
    La famiglia è sotto accusa, la scuola pure, i media peggio di peggio. Tu dici che mi stanno antipatiche le veline, io dico che non sopporto il messaggio che fanno arrivare nelle nostre case. Le veline &co. E non credere che non sia peggiore il messaggio che il mondo del calcio lancia nella testa dei ragazzini con tutti quei soldi guadagnati dando calci ad un pallone.Chiedi ai miei alunni, 8 anni, cosa vogliono fare da grandi: veline, cubiste (ma dove li vedono le cubiste?), ballerine e i maschi tutti calciatori.
    Ma se una maestra scrive nel diario che a scuola è vietato lo smalto nelle unghie delle bambine, scattano i sorrisini delle mamme perchè la poverina è piuttosto antiquata.

    • Noto che ho commesso qualche errore nello scrivere di fretta, mi scuso.
      Ho anche dimenticato di scrivere che concordo in pieno con quanto da te espresso nel post. Buona serata, ciao.

      • nessun problema Marirò,
        mi permetto solo un distinguo,
        i modelli sportivi sono diversi dai modelli mondani.
        In queste circostanze, per quanto mi riguarda, c’è solo un colpevole: “la famiglia”, il resto sono solo capriole/alibi.

  6. il “mestiere” di genitore è arduo e ogni cerca di farlo come meglio può. Senza contare che a loro volta i genitori sono stati figli e questa cosa non è implicazione marginale. Tutt’altro. Quasi tutti tendono a ricreare le situazioni da grandi situazioni (e sensazioni) provate da bambini,
    In altre parole credo che occorra tolleranza. E anche benevolenza nei confronti di coloro che ci provano a farlo, il genitore. Anche se nessuno lo è mai come nei telefilm americani. Per mia natura tendo all’autoritarismo con le mie figlie ma nei limiti del possibile cerco di non colpevolizzare chi la pensa in maniera diversa da me. Sono un padre moderno in fondo, che significa che a 45 anni le mie bimbe potranno fare tutto ciò che vorranno

  7. caro TADS, queste tue parole testimoniano decenni di sbagli accumulati l’uno sull’altro ed il passare da un estremo all’altro (come in genere accade quando ci si sente oppressi e stanchi di una certa cosa). dalla censura in pochi anni si è passati alla ‘scopertura’ eccessiva, dall’educazione rigida che si serviva delle bacchettate, alle carezze anche quando sbagli; dagli insegnanti più che mai rispettati e mai contrariati (pur magari avendo anche talvolta torto) agli insegnanti che, come dici tu, devono stare attenti a quello che dicono ai genitori e l’elenco potrebbe continuare… siamo allo sbando e, come in altri campi, anche qui bisognerebbe fare al più presto qualcosa (magari a partire dai mezzi massmediatici che potrebbero proporre programmi intelligenti ed istruttivi soprattutto nelle fasce orarie che per l’appunto dovrebbero essere protette; magari tutelando seriamente i minori su internet; magari incrementando, anzichè tagliare, fondi alla scuola che potrebbe attivarsi con utili iniziative per studenti e genitori, mentre invece continua a fare quello che può e che ancora le lasciano fare, ecc., ecc., ecc.)

    • cara Ludmilla…
      magari anche dando qualche sberla a fronte di cazzate gravi, magari anche ripristinando il rispetto e quel minimo di timore fondamentale per dividere il giusto dallo sbagliato.
      Perdonami ma da padre io non me la sento di condividere colpe, quando la famiglia c’è il margine d’errore si riduce alla radice quadrata, quando la famiglia non c’è si aprono le praterie in cui imperversano il gatto e la volpe.
      Non intendo assolvere i mass media, sia chiaro… ma quando si correggono le prospettive ciò che si vede è meglio gestibile.

      • io credo invece che le sberle inducano all’obbedienza ed al ‘rispetto’ per timore/paura, ma che il vero rispetto e la vera educazione sia qualcosa di più profondo e radicato: in poche parole non faccio qualcosa che non si deve fare non perché ho paura, ma perché credo profondamente che non vada fatta (ho cioè raggiunto lo stadio di sviluppo morale massimo). forse mi sono spiegata male o forse non ho capito, ma non mi sembra di aver parlato di condividere colpe, semplicemente di intervenire affinché non vengano ripetuti gli stessi sbagli redarguendo, dando punizioni quando necessario, parlando di quanto accaduto. quando la famiglia “non c’è”, è sicuramente molto peggio (per questo la scuola, dalla quale dovrebbero anche partire delle segnalazioni, ha un ruolo importantissimo seppur non sostitutivo a quello della famiglia assente).
        ciao, buona serata

        • la sberla vissuta come soluzione estrema può essere anche non condivisibile ma a volte serve. Quello di insegnare, col dialogo, ai figli i valori che differenziano il bene dal male è il sogno di ogni genitore, purtroppo non sempre i sogni si realizzano. A me, sinceramente parlando, non tocca il compito di colmare le altrui lacune, viviamo in società che ha aspetti biasimevoli, spesso per incapacità genitoriale. La scuola non ha più nessun potere educativo, segnala eventuali anomalie ma anche i servizi sociali grondano letame. Sul piano delle tematiche sociali, quello che mi compete, non posso esimermi dal rilevare una fallimentare gestione della adolescenza, quando una ragazzina di 14 anni fa vita notturna c’è qualcosa che non funziona in famiglia. Spesso i genitori si trovano in situazioni di ricattabilità, MOLTO SPESSO, diventa dura imporre la propria autorità quando si ha la coscienza sporca e i figli lo sanno. Il timore, ripeto, “timore” non terrore, è una ottima sveglia. Non credi?

          • certo che lo credo TADS. ho voluto differenziare apposta la parola ‘timore’ da ‘paura’. sicuramente è meglio la sberla del menefreghismo o dell’assenza,la sberla comunque lascia un segno di interesse. nel primo commento ti ho scritto ‘siamo allo sbando’ perché più niente funziona come dovrebbe o come funzionava seppur con imperfezioni. quello che mi addolora profondamente è che queste ragazzine sono delle vittime e magari chi sa e potrebbe fare qualcosa non fa nulla. il livello di etica sociale è molto molto basso

            • vedo che la pensiamo allo stesso modo 😉

              tecnicamente la famiglia dovrebbe porsi tra i modelli discutibili e l’assorbimento degli stessi da parte degli adolescenti, un filtro capace di “depurare” e trattenere le scorie. Non sono ottimista, per niente, credo sia anche un problema di valori stravolti che livellano verso il basso

              • sì TADS, l’ho capito fin dall’inizio che la pensavamo più o meno allo stesso modo.senza un’inversione di rotta condivisa il nostro essere umani sarà sempre più lontano da ogni qualità-caratteristica di bellezza umana ed i valori saranno sempre più stravolti

  8. Credo che tutto quello che volevo dire sia stato detto e mi trovo d’accordo con tutti i commenti in modo particolare con quello di Marirò.
    Ho una figlia quarantenne e anche se il desiderio di essere madre si fa sentire,
    vivendo in questo periodo abbastanza confuso e libertino mi dice sempre “Meno male che non ho avuto figli”.
    Penso che questa frase faccia intuire quanto siano liberali certi genitori nostrani.
    Buona serata Tads
    liù

  9. 1) avevo in mente di fare un post simile. mi hai tolto le parole di bocca e per copyright ci rinuncio.
    2) il tuo pensiero è espresso così alla perfezione che non ci sono parole per commentarlo
    3) esistono ancora genitori all’antica. Sono pochi, ma tra questi ci sono i miei che, all’eta di 25 anni, ancora mi dettano orari di ritorno a casa e mi vietano di andare in vacanza con il fidanzato storico.
    4) hai dimenticato i best seller di moccia: tre metri sopra il cielo (la ragazzetta che doveva farlo a tutti i costi e poi ci riesce in un fantastico retroscena che nessuna ragazza nella realtà mai si sognerebbe – retro della macchina? casa di un amico? bagno?), scusa ma ti chiamo amore (lei, appena 18 enne che sta con uno di quasi 20 anni più grande, e nel sequel ci si sposa pure) e per finire amore 14 (dove la giovincella in questione si pone la fatidica domanda che ai tempi di mia madre si ponevano la sera prima del matrimonio: come sarà? quando sarà? ma sarà bello? ma sarà lungo?ma farà male? a 14 anni? ma dai!!!!!!!!). Per non parlare di programmi (rigorosamente trasmessi in seconda serata – ergo dalle 10 e mezza in poi che una va a dormire minimo a mezzanotte) come loveline (mtv) o la mala educazzzzzion (la 7d) o sex terapy (cielo – che mettevano telecamere nascoste nella camera della coppia e lì via a curiosare sull’intimità dei due). altro da aggiungere?

  10. Tieni presente che già nel 1951 Luchino Visconti girò un film interessante intitolato “Bellissima” dove una mamma (interpretata dalla grande Amma Magnani) faceva di tutto (e sottolineo di tutto) per far scritturare la figlioletta minore per una parte da atticetta. Ripeto, eravamo nel 1951, quando il resto d’Italia stava ancora per uscire da una realtà contadina. Evidentemente l’ambiente (si parla dei retroscena di Cinecittà) influisce moltissimo sulle derive della società, soprattutto quelle sessuali. Dico questo perché il genitore, a torto o a ragione, è sempre colui che, con la sua presenza o la sua assenza, deciderà per la crescita del/della figlio/figlia anche se, per terminare con cuna battuta, dicono che il “mestiere” di genitore è come quello del cuoco: ci si fa un mazzo così, e poi il proprio lavoro se lo godono gli altri. Io aggiungerei: non importa, basta farlo bene!
    Un saluto…

  11. condivido ciò che hai scritto….cmq ci sono mamme che sono più zoccole delle figlie…..adesso ti confido una cosa: quando mia figlia aveva 16 anni aveva preso la fissazione per le hogan che costano tantissimo ma alcune sue amiche le avevano…..un giorno mi disse:voi 260 euro non me li potete dare e allora mi vado a mettere sulla nazionale, che una ragazza vergine la pagano di più……..di scatto mi giro e gli dato uno schiaffo….ero fuori di me….lei mi fa :stavo scherzando…..e pensa che è sempre stata una ragazzina riservata e seria anche con i ragazzi….eppure si è lasciata trasportare da un modello di generazione che se non hai le hogan non sei nessuno……..lei ha 21 anni le hogan non le ha mai avute e lavarando saltuariamente in un pab si compra piccole cose……scusa per lo sfogo

  12. mi sembra che fare i genitori diventi sempre più difficile. la mia esperienza è stata tutto sommato positiva con i primi due, adesso con la terza, molto più piccola dei fratelli, mi accorgo che mi muovo in un ambiente totalmente diverso, più aggressivo e competitivo. tenderei ad essere dunque iperprotettiva cosa che non ho fatto con gli altri figli, e resto ogni giorno combattuta di fronte alle mille nuove difficoltà nelle quali mi imbatto come se fossi una primipara, attempata.

    • in effetti l’ultimo figlio lo si vive in modo diverso, soprattutto se arriva dopo svariati anni dagli altri, credo sia normale.

      “primipara attempata” è già un bella definizione 😉

  13. Io penso che il marcio è un po dovunque, sia nella domanda che nell’offerta, le minorenni andrebbero sculacciate sonoramente, i vecchi sporcaccioni andrebbero….lasciamo perdere. Ma in questi casi il marcio è nelle famiglie, le madri sono peggio delle figlie, non sono in grado di dare esempi né regole, anzi ci mangiano sopra. Che vogliamo da questa società marcia? C’è di buono che ogni tanto scoppia il caso e qualcuno paga, ma è sempre troppo poco, ci vogliono leggi più severe e la consapevolezza del reato, cosa che a mio avviso non c’è, o viene offuscata dal miraggio di facili guadagni e dalla potenza del denaro. Buona giornata! Grazie per aver sottoscritto il mio blog. Maria

  14. Che dirti? Sottoscrivo la tua analisi. I figli cazzoni discendono da genitori cazzoni. Certo ci possono essere figli degeneri di buoni genitori, ma queste sono eccezioni che confermano la regola. La società crea ogni giorno novità che tutti vorremmo comprare, però una solida educazione in famiglia, prima che a scuola, deve far capire a questi ragazzi/ragazze fin dove è possibile arrivare. Scandalizzarsi è sciocco e non risolve il problema, semmai lo acuisce.
    Nicola

  15. 🙂 non credo nelle sberle, non credo nel lassismo, non credo nelle “prediche” … credo nel gruppo familiare, credo nell’esempio e credo fortissimamente che si trasmette ai figli ciò che siamo dentro, non ciò che insegniamo a parole.
    Quando parlo di gruppo famigliare mi riferisco non ad essere marito e moglie, ma padri e madri, insieme , se possibile, ai nonni. La famiglia come comunità accogliente e capace di contenere la / le trasgressioni, perchè si cresce anche trasgredendo.
    L’argomento delle baby squillo è talmente eclatante che si va ben oltre la trasgressione, e non è un segnale, è un traguardo…purtroppo. E non mi piace dove siamo arrivati. Ma ci siamo…

    • non ci conosciamo e credo questa sia una buona occasione…
      io ho tre figli adulti, non ho mai tirato una sberla perché non ne ho mai avuto motivo, avessero fatto qualche cazzata grave non gliela avrei di certo negata.
      Sono anni ed anni che mi impegno per dare il mio contributo al ripristino di quel concetto di famiglia che si è perso strada facendo

      condivido quello che hai scritto, lo scrivo da sempre, le baby squillo sono la minima parte di ciò che realmente accade, hai ragione, siamo ben oltre la trasgressione, siamo alla “normalizzazione” del becerume

      • Anche io ho tre figli grandi, 30, 27, 24 anni. Ho avuto modo di prenderli a sculaccioni quando le parole erano diventate inutili e il comportamento una mera sfida. Le diversità di intenti fra me e il padre di loro ha fatto sì che tutto fosse estremamente difficile da realizzare. Ad un certo punto mi sono accorta che la nostra educazione era comunque anacronistica, l’evoluzione o involuzione della specie umana fuori dal nostro controllo. Il divario fra noi e loro veramente tanto… Tutto sempre assolutamente difficile. Troppo da dire per un commento. Ne riparliamo?

        • possiamo riparlarne quando vuoi, mi farebbe piacere, non farti problemi per il troppo da dire, puoi postare anche un commento lungo, nessuno lo impedisce. Ciò che dici sulla diversità di intenti apre universi, parliamone pure, solo una richiesta, scrivi un nuovo commento perché se usi il “rispondi” si stringe la “finestra” e diventa fastidioso per chi legge.

  16. Intanto ti ho fregato il post per piazzarlo da me, visto che si borbotta sempre che sono frivola perchè posto solo canzoni. Invece così faccio la mia porca figura, perchè con te si va sul sicuro. Poi comincio col dire che concordo in pieno con tutto quallo che è stato detto, commenti compresi e aggiungo che sono molto preoccupata per il futuro perchè visto l’andazzo, mi chiedo che cosa c’è dietro l’angolo per i miei figli che sono tre, due maschi e una femmina nata nel febbraio di quest’anno. Sì, perchè devi sapere che io sono una terzipara attempata…. lo so che suona male ma d’altra parte l’ho avuta a 43 anni e avendone altri due non posso che definirmi così.
    Dicevo che sono preoccupata per lo sfacelo che ci circonda, il lassismo, il menefreghismo. Tutto sta decomponendosi. Sono nata nel 1970, dopo Cristo ovviamente, quindi c’era già una certa libertà, un certo stile di vita. Eppure i miei genitori avevano cura della mia educazione. Che poi io fossi ribelle e bastian contrario ci può stare, però quello che mi hanno insegnato l’ho conservato da qualche parte e al momento opportuno l’ho tirato fuori. E’ volato anche qualche ceffone che è servito a sottolineare i concetti. Perchè quando mio padre diceva no era proprio NO. Ho cercato e cerco di fare lo stesso con i miei figli anche se prediligo il dialogo alle sberle. Però mi guardo attorno e penso “basteranno gli insegnamenti miei e di mio marito a preservarli da tutte queste bruttture? Il mestiere di genitore è difficilissimo ma purtroppo vedo che già da troppo tempo si tende a rinunciare a questo ruolo, lasciando che subentrino la tv e l’esercito di pc, tablet, Ipod, notebook, x-box a occuparsi dei nostri figli. Altro non voglio aggiungere, solo che mii sento smarrita.

    • ovviamente sono d’accordissimo,

      ti dirò che inizio a considerare in modo negativo il concetto di “mestiere di genitore”, io comincerei a parlare di “vocazione”, non credi?

      • È verissimo. Tanto per cominciare è meglio sfatare subito un pregiudizio diffuso che è quello dell’ istinto materno. Cioè la convinzione matematica che ogni donna, in quanto tale, possieda nel DNA l’ istinto materno. Moltissimi sono convinti che, poiché una donna può restare incinta e partorire, automaticamente possieda l’ istinto materno. È una balla spaziale! Rimanere incinte e partorire sono funzioni legate, come posso dire, al fisico cioè interessano la sfera fisica. L’ istinto materno è una sensazione, una predisposizione particolare, una dote, un’ inclinazione, chiamala come vuoi. C ‘ è chi ce l’ ha e chi non ce l’ ha. Tutte o quasi possono diventare madri, non tutte possono essere buone madri. Figuriamoci poi se allarghiamo il discorso ai padri e quindi al ruolo di genitori. Il discorso comunque è molto ampio.

  17. Sono d’accordo su tutto, mi piace molto la semplicità con cui hai spiegato quello che di fatto è lo stato delle cose, dei pensieri e soprattutto del rapporto genitori/figli. Solo un appunto (in effetti, hai parlato di “cosa SERIA”, quindi condivisibile e non): il parere dell’attempata sessuologa non mi convince. Forse non è sbagliato ma andrebbe discusso e approfondito meglio. Si rischia di cadere nella trappola che porta a pensare che la vittima se la sia cercata.

    • possiamo approfondire e discutere tranquillamente,
      anche se faccio fatica ad immaginare argomenti sostenibili, che ci fa in giro di notte una ragazzina di 14 anni truccata e vestita come una sexystar???

      non credo sia un problema di “cercarsela” o meno, parlerei piuttosto di cosa sia opportuno e di cosa inopportuno.

      • Se ci limitiamo alle esatte parole della sessuologa, non c’è da discutere. Se però ampliamo leggermente il concetto, con i 14 anni che diventano un po’ di più e sorvoliamo sull’abbigliamento da sexy star (una ragazza – non dico maggiorenne ma solo non più bambina – si può vestire come le pare) o sul concetto notte/giorno (fare l’alba non è necessariamente sinonimo di cattive abitudini), ecco che gli spunti di discussione ci sarebbero. Capisco comunque che tu ti limitavi precisamente a quel concetto e lì siamo d’accordo. Forse mi sono espresso male. Riguardasse mia figlia (non ho figli) avrei un serio problema.

  18. Buongiorno Tads e considerata l’ora anche buon pranzo
    Hai analizzato in modo perfetto il “problema” e concordo in pieno
    Però lasciami anche dire che certi uomini che vanno con ragazzine dell’ età delle proprie figlie di certo non sono delle personcine a modo
    Lieta giornata
    Gina

    • buongiorno Gina,
      come avrai letto nel post…
      per quelle personcine a modo ho proposto la castrazione, non mi pare mi si possa accusare di eccessiva indulgenza 😉

      benvenuta nel mio blog

  19. Forse questo che sto per dire non è del tutto inerente all’argomento:le baby squillo sono inclassificabili e forse oltre l’ immaginazione , di chi ,come me, è benpensante.
    Vivo da anni la sensazione di inadeguatezza ai tempi. I miei punti di riferimento non sono i valori dei miei figli o almeno dei loro coetanei. Come se il mondo girasse da una velocità diversa superiore, eppure i valori dei miei genitori sono stati anche i miei…Ora è tutto diverso , cambiato, non peggiore ma assolutamente diverso…
    Non so se è “colpa” di non è la rai, oppure se quel programma ha interpretato uno spicchio di nuova socialità, e il resto del declino è venuto di conseguenza.

    • Penso che il problema sia una concausa di cose, “non è la Rai” è un punto base, una pietra miliare del nuovo corso, della nuova società, di un modo di vivere che “libera” gli adolescenti verso derive negative. E’ anche vero che oggi la famiglia non può più contare su “aiuti” esterni come la scuola di una volta. Il dubbio assillante scaturisce da una constatazione che non esito a definire inconfutabile, la “liberalizzazione”vissuta come effetto di ritorno, per meglio capirci, è simile al concetto della droga legalizzata, la moderna psicopedagogia ritiene che eliminando il bisogno di trasgredire si elimini la trasgressione stessa. Un adolescente libero da eccessivi vincoli educativi dovrebbe sbagliare meno in quanto privato di una forte spinta. Questo metodo, alla luce delle cose, si è rivelato fallimentare, tuttavia anche tremendamente comodo per molti “genitori moderni”, C’è un passaggio del post che è stato ignorato da tutti, quello in cui dico che un/una ragazzino/a non dovrebbe MAI trovarsi in uno stato di bisogno di soldi, questa è una chiave di lettura molto importante in quanto quasi sempre causa diretta di comportamenti sbagliati. E’ qui che la famiglia dovrebbe trovare il modo, come ho già scritto, di frapporsi tra le lusinghe delle mode e il soddisfacimento delle richieste, dovrebbe farlo attingendo a valori consolidati e alla responsabilizzazione dei ragazzi, se tutti i genitori negassero nike da 200 euro e smart connessi, nessuno si sentirebbe emarginato dal gruppo. Altra domanda… non è che comprando nike e smart ci si alleggerisce il portafoglio ma anche pesanti incombenze a livello di educazione??? Perché cedere a ricatti commerciali che fanno tendenza??? Non è forse, questo, sintomo di debolezza??? Quanto pesano i sensi di colpa??? Quanto ci marciano i figli di separati benestanti??? Quanto fa comodo illudersi di tenerli fuori dai guai esaudendo richieste e contribuendo alla omologazione??? Tanto per usare una frase fatta… siamo giunti al punto di non ritorno, siamo alla globalizzazione dei minori, della adolescenza, un cappio dal quale è quasi impossibile liberarsi. Tornando alla trasmissione “non è la Rai”, una ragazzina ha il diritto di sognare un futuro da star così come i ragazzini un futuro da sportivi, il cattivo esempio nasce da madri disposte a prostituirsi per far scritturate la figlia, oppure ad accoppiarsi con l’allenatore pur di vedere il figlioletto in campo, purtroppo siamo a questi livelli e qui, forse, mode e tendenze c’entrano poco.

  20. Hai centrato il problema: mancano le famiglie con sani valori. Sinché è il pedofilo di turno ad avvicinare la ragazzina, si potrebbe parlare di patologia, ma quando ci vanno persone per così dire normali allora è un problema che lascia perplessi, perché se non ci fosse la richiesta non ci sarebbero neanche le baby squillo. E’ una società corrotta in ogni ambito e la depravazione sessuale viene appoggiata da genitori da mettere al muro.
    Ora ti voglio raccontare ciò che è accaduto in un supermercato della mia città, una madre istiga la figlia di dieci anni a rubare l’ultimo Iphone dimenticato sullo scaffale del negozio dal proprietario, la telecamera immortala l’accaduto e il derubato si reca a casa dell’istigatrice-cliente per recuperare la refurtiva. Quella madre meriterebbe che l’ex marito, all’oscuro del fatto, le togliesse l’affidamento, i gestori del negozio tacciono per evitare lo scandalo. Che mondo!

    Come sempre i tuoi articoli sono estremamente interessanti, complimenti.
    Un caro saluto
    annamaria

    • ecco… è proprio su questo tipo di comprensione immeritata, tolleranza pietista che si regge il malaffare spicciolo, il negoziante avrebbe dovuto denunciare tutto e farlo sapere al padre, una simile madre non merita l’affidamento. La bambina crescerà con convinzioni insane, quelle di non incappare in punizioni. Tacere la cosa significa farle del male.

      un abbraccio 😉

  21. Genitori cercasi… Dove sono? …
    Oggi non si chiamiamo più padre e madre ma Mario, Maria, la mia più cara amica etc…
    Oggi i genitori vogliono fare i figli e i figli restano figli senza genitori
    Oggi avrei paura a mettere al mondo un figlio, lo dico davvero
    Ciao, Tads
    Ti leggo con piacere
    Mistral

  22. Pingback: Educazione, famiglia, sesso e dintorni | TuTT'InSIEmE AppAssIoNaTaMeNtE

  23. Cara koredititti, i genitori contano sempre meno, e se provano a dare un ceffone ai figli finiscono denunciati (evitare di comportarsi da italiani retrogradi e incivili soprattutto in Scandinavia!). Su quanto contino i professori poi, meglio non parlarne! Conta molto l’esempio, in casa e fuori, e il proporre modelli alternativi e validi. Sappiamo tutti però che non c’è paragone tra la vita di integerrimi e poveri genitori e quella di personaggi immorali e ricchissimi. Per quale motivo le ragazzine dovrebbero scegliere la virtù e la conseguente probabile miseria a una vita piacevole e ben dotata di quattrini? Non essendovi remore di natura morale, né più il senso del pudore o del peccato, per quale motivo una ragazzina non dovrebbe vendersi? L’adolescente è attraente e ricercata e tanti uomini ci farebbero varie porcate, se non fossero trattenuti dai divieti della legge. Quando avrà un po’ d’esperienza sulle spalle, potrà sempre farsi scrivere un libro da un ghost writer e diventare una scrittrice di successo. Se io scrivo un libro, me lo compra solo mia zia, se lo scrive (o se lo fa scrivere) una baby squillo, lo comprano milioni di adulti con la bava alla bocca. Non c’è proprio gara. D’altra parte, l’attrazione per ragazzine e ragazzini non è un portato dei tempi moderni. In epoca classica, avere un puer (cioè fare sesso con un ragazzino) era proprio della migliore società romana, e nella Grecia classica e negli stati ellenistici l’uso aveva un’enorme diffusione. Nel medioevo e oltre tanti vecchi ricchi sposavano ragazzine giovanissime. Dovunque, nel rapporto mastro discepolo, era contemplato, come elemento costitutivo, anche il possesso fisico. Se poi, per parlare sempre di maschi, prima i ragazzini si lasciavano accarezzare gratis dai preti in qualche oratorio o sagrestia, adesso perché non dovrebbero farlo a pagamento con maschi gay di giìusti pasoliniani o approfittare della nuova moda che consente di fare un bel po’ di soldi cedendo alle lusinghe delle donne cougars o pantera che dir si voglia?

          • Altre concause sociali, il benessere a qualunque prezzo e soprattutto SUBITO con fatica relativa,pensando che il peggio, forse, arriverà dopo, ma nemmeno siamo certi se arriverà.Si impara da adulti /tardi/ che la Grande Puttana ( la vita) presenta sempre il conto.
            il fatto che l’attrazione verso gli /le adolescenti sia una antichissima “usanza” non giustifica , si vive l’oggi e il futuro è al condizionale e dipende abbastanza da come si vive il presente. Non so, ma l’essere attratti dal vuoto non implica che mi debba buttare nel vuoto, Essere attratti dalla giovinezza dall’aspetto adolescenziale non implica che si debba per forza fare sesso con certe modalità.
            grazie dello spazio e della opportunità 🙂

  24. Condivido in pieno. Quando mi trovo davanti i genitori dei miei alunni capisco tutto…
    E mi innervosisco molto quando sento dire che questi adolescenti non si sa da dove siano usciti, perchè nel regno animale, di cui noi facciamo parte a pieno titolo, il comportamento si impara per emulazione.

  25. Cosa dire di più, era meglio quandi si stava peggio, quando un padre si comportava da genitore, quando un professore esigeva e dava rispetto, quando un colpevole non la faceva franca e, soprattutto, quando nella “comitiva” c’erano tanti figli di vere mamme.

    🙂

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