Piccione per un giorno…

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Il sarcastico e opulento interprete di “Obelix”, Gérard Depardieu, alla domanda: “quale animale vorresti essere?”, ha candidamente risposto (cito testualmente): “vorrei essere un piccione per cacare in testa a chi mi sta antipatico”. Nella sua irriverenza fricchettona l’attore ha esternato un sogno condiviso da tanti, scaricare le tensioni quotidiane facendo sclerare (come un millepiedi con i calli) la tigna di turno senza creargli né lesioni né traumi fisici. “Evacuare” lo stress, vendicare piccole angherie e soprusi, trasformarsi in giustizieri librati in volo che “battezzano” il/la collega stronzo/a, il condomino “bastian contrario”, rivali in amore, cuori insensibili, il vigile che ci ha fatto la multa, il medico fiscale, lo sportellista svogliato e tutti gli abitanti di quel piccolo mondo che, ad ogni albeggiare, paiono destarsi con il solo scopo di shakerare le altrui sacche scrotali.

L’opzione “toccata e fuga (colpisci e scappa)” è certamente una strategia pavida che nasce da meschinità recondite, su questo non vi è gancio cui attaccarsi per sollevare dubbi, tuttavia poter mutarsi in “piccione per un giorno”, credo sia un’efficace chance per applicare quella giustizia spicciola e terricola che sazia momentaneamente. Anche deboli e succubi per obbligo dovrebbero avere il loro canale di “spurgo”. Tra il serio e il faceto, con un pizzico di ironia e una sbrinciatina di perfidia, stabilite un giorno “campione” e provate a stilare l’elenco delle “teste da centrare” durante un ipotetico “volo lassativo/compensativo/vendicativo”. Provare per credere, ripassare la lista a fine giornata immaginandovi all’opera, vi allenterà la tensione fino al sorprendervi con un sorriso. Piccoli escamotage rilassanti che livellano i target, un piccione può “liberarsi” sulla testa di chiunque, Re e Regine compresi.

L’attapirante picchetto di sbarramento costituito da “spaccamaroni fulltime”, trasforma le giornate in un succedersi di piccoli e grandi duelli all’Ok Corral, la saga Fantozziana rappresenta egregiamente, nella sua esasperazione, il concetto di “vita-trincea”. Fare i “piccioni” significa pianificare blitz da commando evitando scontri diretti su territori favorevoli alle forze ostili. Sul lavoro (emulare Spartacus col capoccia laido è assolutamente sconsigliato)… La guerra psicologica è la più difficile ma anche la più orgasmante, il presupposto base consiste principalmente nel rendersi silenziosi e invisibili come ninja, ripudiando atteggiamenti palesi tipo “per non darti soddisfazione rido anche quando soffro” (stimola esercizio di potere e sadismo impiegatizio). Il “guano” più corrosivo sta nel riuscire a far incazzare, senza soluzione di continuità, la “testa/barsaglio” negandogli la possibilità di sfogare la propria ira. Individuazione dei punti sensibili negativi e stimolazione dei medesimi attraverso pratiche non imputabili. Come dico spesso: “se non puoi ingrandire una cosa adoperati per rimpicciolire ciò che le sta intorno”.

La risposta/compensazione che colma vuoti/disagi immeritati è un atto liberatorio dovuto, snobbare una provocazione assumendo atteggiamenti di superiorità per sottrarsi alla pugna, è “politically correct (la bibbia degli ipocriti)” ma non lenisce l’opera del tarlo. Non c’è niente di più malvagio e perfido del cristiano “porgere l’atra guancia (farlo non significa ammansire bensì annichilire)”, per non parlare del martirio vissuto come valore assoluto. Un accumulo di pillole amare non “evacuate” produce effetti devastanti, per se stessi e gli altri, depressione e/o esplosioni di aggressività sono la prova provata di quanto sia importante, fondamentale, riuscire ad essere “piccioni alla Depardieu”.

Tra l’annientarsi, cedere totalmente le armi senza onore e il giungere a una extrema ratio… esiste un SANO equilibrio, lo si trova nello “sherwood” delle piccole “giustizie” perpetrate in proprio (alla Robin Hood), senza distruggere, senza provocare danni eccessivi ma interagendo nel “botta e risposta” dell’esistenza quotidiana. E’ bello perdonare… sì però quelli che perdonano voi e/o che vi fanno del male senza volerlo, gli altri sono solo “teste da centrare”. Non si diventa autisti quando si consegue la patente, no, autisti lo si diventa quando, almeno una volta nella vita, si attraversa un semaforo rosso interminabile e inutile piazzato in un incrocio deserto… a buon intenditor…!!! Mi corre l’obbligo ricordare che eccedere in “voli” si rischia di diventare “testa/bersaglio”, delle due l’una… elmetto o moderazione.

Tullio Antimo da Scruovolo

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67 thoughts on “Piccione per un giorno…

  1. Bellissimo post…..il botta e risposta è la mia specialità 😉 ma lo attuo solo quando so che si sta scehrzando e che non c’è cattiveria…..nel caso contrario, mi sono resa conto, che “ignorare” è la cosa che da più fastidio in assoluto…..(anche se a volte mi devo mordere la lingua)….e quando mi si dice “Ma hai sentito cosa ha detto?”…..io rispondo “Perchè? Ha parlato qualcuno?”……e vedi i volti assumere un colore verdastro…..hihihihi

  2. Secondo me abbiamo un concetto troppo buonista di “pace”, ovvero l’assenza totale di conflitti. Tutti buoni, tutti d’accordo, tutti accomodanti. Il mondo risultante è fatto su misura per i menefreghisti o per chi una posizione di dominio gia ce l’ha. Secondo me una certa aliquota di scontro – che non sia cruenta, ovviamente, ne totalizzante – è indispensabile, direi per la salute mentale.

    Un saluto.

  3. Io, invece di “cacare” come dice Obelix, scrivo.
    Scrivo i miei risentimenti, intendo quelli improvvisi, le incavolature dell’ultimo momento, non i motivi importanti.
    Li scrivo e li lascio sedimentare. Dopo un po’ li rileggo e ne sfrondo già una buona parte. E così via fino ad arrivare al foglio vuoto e all’arrabbiatura scomparsa.
    Ehm….in auto però, sia chiaro, urlo 😉

    ciao
    Chiara

  4. Eccomi Tads. Che belle verità che scrivi.
    Scusami se esco un attimo dal coro delle delle brave persone che si sfogano scrivendo o urlando in macchina (pure io lo faccio…) e ti scrivo che invece proprio oggi avrei tanto voluto essere uno “struzzo volante cagatore”, non mi sarei accontentata dell’esser picciona. Avrei saputo dove andare ad evacuare.
    Mediamente non son volgare, ma il tuo post ha aperto pertugi nella mia mente, dove per civiltà, son solita non avventurarmi.
    Un abbraccio
    Stefania

    • non vedo di cosa dovresti scusarti,
      credo sia una questione di livelli, a volte basta scrivere, altre urlare altre ancora si sente il bisogno di “decollare”

      non c’è volgarità in questo post, almeno io non ce la vedo, sarà goliardico ma tocca aspetti psicologici seri… non credi???

      ricambio l’abbraccio 😉

  5. Brillante e “colorito” 🙂 Io, con il lavoro che faccio, avrei bisogno di un’ombrellone stile dehor…. altro che caschetto! Ho seguito il tuo consiglio, ho preso un rotolone Regina, quello su cui nella pubblicità Dante riesce a scrivere l’intera Divina Commedia, ma non mi è bastato sigh 😦 Al momento vorrei addestrare una traskforce pennuta che appollaiata sui tetti di Montecitorio evacui abbondantemente sulle teste “coronate” che ci stanno distruggendo la vita.
    Si dice che l’indifferenza sia la maggior vendetta, personalmente penso che ANCHE UNA CAGATINA in testa non ci starebbe poi così male :mrgreen:

    • la cacatina in testa ai politici Italiani???
      penso sia il sogno più ricorrente,
      soprattutto quando assumono quell’espressione contrita da salvatori della Patria
      :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  6. Bisognerebbe imparare a mollare “bombette a singhiozzo”, il rischio e che un tiro unico se lo beccherebbe in pieno totalmente il primo della giornata, e quelli dopo? C’è una lista da chiudere a fine giornata!
    Ah TADS, quante soddisfazioni mi toglierei, anche perchè, si sa, somatizzare non fa bene alla salute e noi, esseri umani così simili ma così diversi, potremmo somatizzare…come dire… con attacchi di colite, e finchè c’è dolor vuol dir che tieniam tutto dentro, ma prima o poi si rischia che “lo sfiato scleri”. Quindi, sebbene apparentemente appagante e liberatorio, credo sia meno soddisfacente sfogare da soli in sedi riservate, meglio dei sani solidi, concreti, tangibili, palpabili (dagli altri) sfoghi liberatori a volo di piccione sulle meritevoli TDC. 😀 😉
    La natura insegna, lo dico sempre. E noi voliamo.
    Bye 

      • A volte per salvarsi ci vuole strategia :mrgreen:
        Scherzi a parte, questo è un post che mi fa riflettere, proprio per il “subire” dettate da regole (?) di educazione, di ruolo, societarie, vaticane etc. etc. Non si può colpire de visu? Che l’azione di disturbo parta dall’alto, con NOI in alto. Ecchediamine. 😉 Mefistofelica soddisfazione che non ammazza, appunto, nessuno. 🙂

  7. Io di solito riesco a controllarmi, le contrarietà le esterno con me stessa a voce alta, oppure le rielaboro cambiando di volta in volta le considerazioni. Questo vale per quegli accadimenti in cui occorre mantenere un self-control, ma nell’intimità con la propria famiglia è diverso: è difficile contenersi e forse è meglio dire quello che si pensa, ovviamente restando nel civile.
    “Piccioni per un giorno”, mi unisco a coloro che vorrebbero attendere i nostri governanti, ma non solo: io penserei a una discesa in picchiata a suon di beccate su quelle facce ipocrite.

    Esilarante post, complimenti.
    un abbraccio
    annamaria

    • credo tu abbia evidenziato un punto molto importante,
      statisticamente… quelli che fanno le iene in giro, soprattutto sul lavoro, spesso in famiglia subiscono senza proferire verbo, è vero anche il contrario, purtroppo, come ho scritto a Lux è bene evitare di trasformarsi in una Santa Barbara somatizzando e poi esplodendo senza alcun controllo.

      buon week end

  8. Ottimo post, come sempre 🙂 Ho dovuto rinunciare all’automobile, oltre che per i costi insostenibili, soprattutto per le colossali incazzature che la guida del suddetto veicolo mi procurava.. avendo scoperto in me una insospettabile tendenza “Dottor Jekyll / Mister Hyde” ed essendomi prodotto in almeno in un paio di occasioni in inseguimenti con tanto di pugno agitato fuori dal finestrino, ho capito che era meglio lasciar perdere… e così sono felicemente appiedato da tre anni e mezzo. Quanto al sognare di essere un piccione… lo vorrei essere in un’occasione ben precisa, all’uscita dei cosiddetti onorevoli dal Parlamento. Che soddisfazione sarebbe !!!

    • hai ragione,
      un giretto, anzi, un volo davanti ai palazzi del potere lo faremmo tutti ma non solo lì

      ti confesso che in macchina mi incazzo molto poco, sarà perché mentre guido penso sempre a un mare di cose e non ho mai fretta, se mi capita di arrivare in ritardo chiedo scusa e basta… chissenefrega 😉

  9. beh, direi di sì, però…meglio un albatros che un piccione: dovrebbe farla più grossetta… e se poi bevesse qualche goccino della fatidica bottiglietta di Ariel…ecco, lo sfogo sarebbe perfetto! 🙂

    Mai tenersi troppa rabbia dentro, sfogarla sempre, nei modi consentiti, ma buttarla fuori e te lo dice una donna che dalle amiche è chiamata donna spugna.

    Marirò

  10. potrei essere daccordo solo che per questo: “…sì però quelli che perdonano voi e/o che vi fanno del male senza volerlo, gli altri sono solo “teste da centrare”.” ma tanto, se ci penso più di un secondo (e ci penso più di un secondo) non lo farei. mi sono divertita leggendo questo post, avevo anche sentito ‘non mi rompere le gonadi’, ma ‘shakerare le altrui sacche scrotali proprio no’! Ludmilla

  11. Mi hai fatto sorridere e, anche se io a volte cerco di non badare a chi mi fa girare, devo dire che essere piccione per un giorno mi farebbe tanto piacere, vedrei di non sbagliare il bersaglio e mi impegnerei a conservare una certa precisione. Ciao Tads, a presto!

  12. bellissimo post e condivido ciò che hai scritto,io sono una persona con un buon autocontrollo,ma quando devo scrivere la getto così come mi passa per la testa….importante è esternare i nostri pensieri……Sara

  13. Gli americani nella loro saggezza dicono “accept that sometimes you’re the pigeon and sometimes you’re the statue”. Cioè, va bene cagare sulla testa delle persone per togliersi un sassolino più o meno doloroso, ma attenzione che capiterà anche il viceversa, quindi non vi arrabbiate se qualcuno vi caga in testa!
    Mi piace molto quel che hai scritto, voglio solo aggiungere una riflessione: a volte, spesso senza rendercene conto, combiniamo delle cose che fanno venir voglia a qualcuno di cagarci in testa. Teniamolo presente, quando ci viene voglia di farlo noi. 😉

  14. Mi sono perso il passaggio sulla meschinità.
    Insomma sostieni che cagare in testa alla gente e’ sano ma ammetti che è’ di una meschinità infinita (recondita)

    Anche l’altro passaggio forte (per me) dove dici (ed e’ vero) che bloccare l ira nell altro e’ devastante credo sia molto aggressivo.

    Io ai miei demoni non voglio cacare in testa. Voglio ucciderli. Con le mie stesse mani. Poi mi faccio una sega e passa tutto.
    Sono un pusillanime

    • mattiniero pure tu… 🙂

      il piccione non ti affronta orgogliosamente come farebbe un’aquila reale, no, ti caca in testa “a tradimento” e poi scappa, si comporta esattamente come la maggior parte degli esseri umani. Atteggiamento esecrabile che diventa “sano”, secondo me, se vissuto come giusta ritorsione nei confronti di quelle persone che per motivi “seri” non puoi sfanculare liberamente.

  15. Forse lo collego, in qualche modo, al post precedente. Come se diventare piccione, (animale che odio al pari della zanzara 🙂 fosse una piccola difesa al soppruso, una risposta ad una cattiveria, una rivincita.

    🙂

  16. Gaber ha fatto di meglio: ha mandato in volo una mandria di mucche e quello che è sceso dopo te lo faccio immaginare… Ci sono vendette piccole e vendette grosse, il tutto inversamente proporzionale alle nostre incazzature.
    Bel post !

      • può darsi… ma anche i francesi pensarono di difendersi con la Linea Maginot, così come le nostra difese personali, mai sicure. In fondo però hai ragione, basta un piccolo piccione per lasciare un “segno” sulla nostra quotidianità

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