The Bad Power…

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Erich Priebke è finalmente salito sulla piroga che lo traghetterà nelle viscere dell’inferno, ivi giunto onorerà il patto stipulato in giovinezza col maligno consegnandogli l’anima. E’ morto centenario, serenamente, in salute, lucido, beffardo, ben lontano da atroci sofferenze, angosce, malattie usuranti, demenza senile, sedia a rotelle e flebo. Il boia delle fosse Ardeatine non si è limitato alla negazione dell’olocausto, è andato oltre, fino al seminare dubbi sull’esistenza stessa della coscienza.

Un medico mi raccontò che agli inizi della sua carriera, quando ancora turnava al pronto soccorso, arrivò un detenuto moribondo, alcuni carcerati l’avevano aggredito per ucciderlo colpendolo ripetutamente con dei rudimentali coltelli, per ricucirlo ci vollero oltre quattrocento punti di sutura, dopo poco tempo era di nuovo in piedi. La fortuna gli salvò gli organi vitali ma non è dato sapere cosa lo abbia salvato dal dissanguamento, forse anche il non essere andato in tachicardia da panico. Chi non ha paura di morire intimorisce la morte.

Dopo il funerale di un amico rapito dal cancro, persona con una notevole nobiltà d’animo che non ha retto al “disonore” di un incolpevole fallimento aziendale, mi sono preso la briga di fare una specie di inchiesta/statistica, il risultato ha confermato i miei dubbi. I “pezzi di merda” riescono a rimanere attaccati alla vita più saldamente dei “buoni”, pare godano di una misteriosa immunità, seppur esista una blanda spiegazione scientifica, chimica, i cosiddetti “cattivi” hanno un istinto di sopravvivenza superiore alla media, applicano in modo naturale, spontaneo, animalesco, il concetto di “mors tua vita mea”, come ubriacassero la coscienza di endorfine.

Più volte ho espresso dubbi sull’esistenza della coscienza e dell’anima (l’ouverture di questo scritto è una metafora), accantono volutamente l’anima per meglio rovistare in quella che dovrebbe essere la “stanza”,  il “vano del pentimento”: la coscienza. Qualora esistesse veramente dannerebbe i “Caini”. Se i distributori di morte come mafiosi e killer non cadessero sotto il fuoco nemico o non fossero minati dal carcere duro, molto probabilmente morirebbero di vecchiaia, anche loro altrettanto serenamente. Miliziani feroci, terroristi e malavitosi di professione sono, per assurdo, blindati all’interno di fanatismi e scelte di matrice culturale/ambientale che inibiscono l’accesso all’effetto coscienza.  Che i rimorsi siano un fatto soggettivo lo si evince osservando Schettino (giusto per citarne uno), trentadue morti, un danno materiale valutato due miliardi di euro, una coltellata inferta alla Italianità, un marchio indelebile impresso nella vita della giovane figlia e una tragica pagina di storia scritta con l’inchiostro della “guappata” travestita da frenastenia. Eppure… eppure l’ex comandante si presenta davanti alle telecamere con tanto di permanente, capelli tinti, vestito della domenica e un’aria sardonica, strafottente, blasfema nel sue essere immersa nella convinzione di farla franca e/o pagare un prezzo ridicolmente formale.

Schettino ha abbandonato la nave in piena emergenza anteponendo l’incolumità del suo culo alle vite di centinaia di persone, esattamente come usano fare i vari “pentiti” caduti nelle paludi di un futuro poco roseo. Mi ripeto “mors tua vita mea”, il dubbio è che forse la coscienza sia una componente dell’onore, valore totalmente estraneo a molti individui.  E’ certamente anche un problema di sensibilità, c’è chi perde il sonno dopo aver involontariamente investito un animale e c’è chi se ne fotte di aver mandato al camposanto più persone dopo essersi “strafatto”.

Il testosteronico bisogno di prevaricare, dominare, abusare, esercitare il diritto di vita e di morte è intrinseco nella natura dell’uomo, sono le leggi ad imporre la gestione e il controllo di tale istinto, non la coscienza, non in assoluto. Infatti in regime di impunità questa latita, i preti pedofili non sono avvezzi a suicidarsi rosi dal pentimento, GENIALE l’alibi di considerare l’atto “anticonservativo” un gravissimo peccato. L’assenza di coscienza nella “casa” della coscienza lascia perplessi, in quel di Ferrara esiste un sacerdote pedofilo padre di un trentatreenne, ovviamente mai riconosciuto, figlio della sua bestiale violenza sfogata su una bambina (all’epoca 14enne), ha oltre 90anni e vive anche lui “sereno” ben lontano da patologie somatiche punitive. Ci sono voluti gli inviati delle Iene per sollevare un caso di coscienza, troppo scalpore per essere ignorato, la linea di difesa degli alti prelati ha irritato oltre misura, credenti e non. Certo la chiesa è fatta di uomini scelti da uomini… ma quando questi si rivelano essere “uomini di merda” è doveroso intervenire, non fosse altro per non rendersi complici, è una questione di coscienza istituzionale.

Non è poi così difficile estrapolare una morale, senza neanche spellarsi i polpastrelli per digitare sinonimi a volontà, i “cattivi”, i “bastardi dentro”, considerano la loro vita un nido da proteggere contro tutto e tutti, “antieroi” avvinghiati all’albero della sopravvivenza, una pianta che non dà frutti nobili ma garantisce longevità e salute grazie alla mancanza di alcuni anelli evolutivi della catena Darwiniana. O più semplicemente incrementa la capacità di mutarsi, alla bisogna, da agnelli in lupi e viceversa. Credo sia riduttivo e mortificante parlare di menefreghismo o smisurato ego, il tormento della colpa è una pallina da squash che martella il cervello col suo incessante rimbalzare, è sufficiente non averla per vivere nella melmosa serenità.

Tullio Antimo da Scruovolo

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54 thoughts on “The Bad Power…

  1. Mamma mia che post bellissimo. Complimenti Tads.
    La coscienza comunque esiste. Io ne possiedo in dosi anche superiori alla mia capacità di portata.
    A gg ne farei volentieri a meno, ma tutto nell’insieme, son contenta d’esser ciò che sono.
    Mi devo preparare allora! Certamente morirò giovane…
    Un abbraccio
    Stefania

  2. Questo è un post che avrei tanto voluto essere io a scrivere ,ma scritto da te è stupendo!
    Hai risposto praticamente alle domande che mi faccio da sempre. Perchè i pezzi di merda campano oltre i 90 anni e la brava gente se ne va invece a 60/65 anni??
    Penso che come la blogger che ha commentato prima di me non camperò poi tanto.
    Un abbraccio Tads,buona domenica
    liù

  3. Bravo Tads, cosa si può commentare ? Sicuramente la coscienza è un optional :mrgreen: Tanti se la lavano con la scusa che eseguono degli ordini (mafiosi, militari……) altri come il prete che hai citato (ha ammesso la sua colpa solo dopo la prova del DNA) ha detto chiaramente nell’intervista che ha chiesto perdono a Dio….. Bien …… cosa vogliamo ancora da lui?

    • da un punto di vista squallidamente “operativo” la dichiarazione del prete pedofilo può anche essere accettata, ciò che mi ha lasciato sbigottito è stata la reazione dell’arcivescovo di Ferrara, è arrivato a dire all’inviato una cosa tipo: “lei mi sta disturbando”, e poi la domenica successiva durante la predica (riferendosi alle Iene, non al prete merda): “sarà dio a distruggere quelli che vogliono distruggere la chiesa”. Per fortuna al secondo sputtanamento si è deciso a convocare il ragazzo figlio del peccato per promettergli aiuti morali e materiali. Senza il servizio Tv non sarebbe successo niente di niente. Coscienza mediatica.

  4. Bella riflessione, come spesso ti riesce. Scuoti le coscienze (per chi ce l’ha) o le intelligenze (per chi ce l’ha ed ha voglia di usarla). Personalmente resto credente – nell’anima ed in altro – per convinzione e bisogno, e mi scontrocome ogni altro, con le contraddizioni di vedere come va il mondo.

    A margine della vicenza Priebke, ed un po’ fuori tema con il tuo post, ho assurdamente letto in giro commenti del tipo “l’Italia perseguita Priebke [morto a 100 anni nel suo letto n.d.r,] ed accoglie gli immigrati. La capacità di deformare la realtà per questioni di ideologia è infinita!

    • mi leggi da un po’ e quindi sai bene che odio visceralmente le strumentalizzazioni politiche e le ideologie di comodo, da qualsivoglia parte provengano

      credere o meno è una intimità non opinabile che merita rispetto, comunque.

  5. Nulla da eccepire…..concordo con il tuo pensiero in ogni punto esaminato……infatti il discorso “siediti sulla riva e aspetta e vedrai passare il cadavere di chi ha fatto del male” non mi ha mai convinto…..quelli campano molto più di noi, ed anche meglio…..forse proprio per il fatto che non si preoccupano affatto e quindi non conoscono ne il rimorso ne il pentimento.
    Buona domenica.

  6. Interessante post, complimenti.
    -I “pezzi di merda” riescono a rimanere attaccati alla vita più saldamente dei “buoni”-. Non so, non dubito della bontà della tua ricerca e nemmeno del fatto che essere “buoni”, buoni nel senso di prendersi anche cura degli altri, stressa più che fregarsene, ma potrebbe anche darsi che la la vita e conseguentemente la morte di un cattivo salti più all’occhio e si evidenzi meglio rispetto a quella di un comune, anonimo buono. Riguardo la coscienza, la morale,sarà la mia deformazione professionale, ma ritengo che tanto, tantissimo dipenda dal contesto sociale,dall’educazione ricevuta e dagli esempi che l’individuo percepisce attorno a sè.
    Il discorso è lungo e rischio di beccare un altro tuo rimprovero, quindi accenno solamente: si è fatto tanto nell’attuale contesto culturale per allontanare quella pallina da squash. Abbiamo rifiutato i valori tradizionali, considerandoli antiquati, rigidi e soffocanti, interpretato la legalità a piacimento, allontanato la semplicità e la familiarità. Ci siamo chiusi nei nostri appartamenti esaltando l’autonomia personale e abbiamo cercato valori alternativi utili a soddisfare desideri e bisogni immediati, gratificazioni individuali e personale discernimento tra il bene e il
    male. Il ritorno a certi valori, primo tra tutti la legalità, l’educazione familiare, sociale e scolastica, intrisi di autorevolezza, l’ applicazione severa delle leggi,riusciranno a contrastare l’indifferenza, lo spontaneismo e il nichilismo e a far martellare in più cervelli quella pallina? Non crederci costa poco, il contrario diviene un forte impegno.
    Ciao.
    M.R:

    • io non mi permetto di rimproverare nessuno 😀

      riconosco che il mio modo di scrivere, a volte, stimoli chi legge ad interpretare dati come opinioni. Sondaggi/inchieste personali a parte, molteplici università, soprattutto negli States, hanno compiuti approfonditi e scientifici studi sulla maggiore capacità di sopravvivenza delle persone comunemente definite “cattive”. Pare proprio sia un fattore genetico.

      Concordo sul resto, la coscienza è probabilmente frutto di vari contesti e regole più o meno morali e legali, è giusto anche dire che la vita moderna premia i forti e quindi c’è sicuramente in atto un avvilimento della coscienza.

      Piuttosto mi sento di coinvolgerti in un quesito serio, considerando l’attuale modus vivendi, fino a che punto è giusto “indebolire” le difese dei ragazzini sensibilizzandoli troppo a livello di coscienza? Non è che si rischia di forgiare “vittime”??? ovviamente non a livello salute ma sociale

      • non so il perchè ma non ricevo le tue notifiche, forse perchè i nostri blog non sono collegati, followizzati, quindi leggo solo ora la tua domanda ed è tardi per una risposta esaustiva: son cotta (di influenza compresa). I ragazzini oggi indeboliscono e forgiano noi, altrochè…
        L’educare, come sicuramente ben sai, è un atto di estrema attenzione e di enorme responsabilità che investe soprattutto la famiglia e dopo la scuola. In queste settimane mi sto scontrando con un padre di un alunno che sta educando il figlio col motto :se ti danno una pedata rispondi con quattro pedate. Le conseguenze coi compagnetti le puoi immaginare. Discorsi su discorsi, sfinita, sono arrivata a dire al bambino che suo padre sbaglia (e il bimbo a rispondermi che il papà non sbaglia mai) e che in aula ci sono regole diverse, che se ricevi una pedata vai a dirlo alla maestra che ci pensa lei. Il padre alcuni giorni fa si è presentato in classe e mi ha detto: ma lei vuole che mio figlio cresca fesso?

        Ecco, credi che di questa “battaglia” tra me e il padre debba io farne una bandiera di vita, insistendo ad oltranza?

          • rileggendomi penso che ci sia poco da aggiungere, direi che l’esempio che ho fatto sia parecchio indicativo sullo scollamento che spesso esiste tra scuola e famiglia. Non mi stanco di ripeterlo: la prima e duratura agenzia educativa è la famiglia. Poi viene il resto.Un genitore che punta l’educazione sui valori, la tolleranza e il rispetto altrui non può essere in errore. Avrà fatto crescere un agnello che presto sarà mangiato dal lupo?Direi che avrà fatto crescere un essere giusto e capace di rapportarsi con serenità con gli altri. I lupi ci sono: insegnare ai figli a riconoscerli, ad evitarli, a fare attenzione e, semmai, a difendersi con strategie possibilmente non violente è un ulteriore difficile compito di un genitore. E se vuoi, e se è permesso, anche di un insegnante. Al solito, sarà l’autorevolezza degli adulti a fare la differenza. E farà la differenza anche l’esempio quotidiano che un genitore saprà dare di sè.

            Non ho scritto che dovevi “followizzarti”, cioè iscriverti al mio blog, ho pensato che forse non mi arrivano le tue notifiche per questo motivo. Sono i misteri di wp: li ho ricevuti in precedenza, ora qualcosa si è inceppato. Bohhh…

            • Quando parli della scuola… dal monitor esce il tuo cuore, la tua passione, fortunati i ragazzini che ti seguono, non è un complimento, lo penso veramente.

              Però… la mia è una domanda a cavallo tra il filosofico e l’esistenziale, in una società che non premia il merito ma la cattiveria degli arrivisti dotati di gomiti d’acciaio, a prescindere dal sogno di cambiare registro formativo/educativo per ciò che concerne personalità/carattere…
              è meglio forgiare “figli di puttana” oppure “coscienziosi”???

              Se mi spieghi come fare io mi “followizzo” volentieri :D

              • fossi stata un genitore non avrei mai desiderato avere come figlio “un figlio di puttana” e ho sempre sperato che nessuno dei miei alunni, nemmeno uno, lo diventasse.
                Forse sbaglio o forse no. Ma sono ormai avanti per cambiare e poi io sono cresciuta “coscienziosa”, in fondo me la sono cavata dignitosamente (accontentandomi, se vuoi, ma a me basta) e, tornando alle statistiche…facendo i dovuti scongiuri… il primo mezzo secolo l’ho superato alla grande. Ora andiamo a testa alta e fiera verso il secondo 😉

                  • ma la risposta personale che ho dato la spalmo per il sociale, ovviamente. No, nonostante tutto, meglio pecore (che poi così sceme non sono e inoltre sono utili) che lupi furbi a danno altrui,famelici e cattivi.
                    Ah, al padre del mio alunno che mi ha chiesto se pensavo che lui crescesse un figlio fesso, ho risposto che penso e mi auguro che lui cresca un figlio intelligente. Ora non sto a spiegarti cosa io intendessi dirgli altrimenti qui facciamo notte e mi bacchetti perchè uscirei dai binari e poi sono certa tu abbia capito. Il padre non lo so.
                    Grazie, ricambio, è un bel treno 🙂

  7. Ottimo post, analisi lucida anche se le conclusioni lanciano una luce sinistra sulla natura umana.. che sia necessario diventare tutti lupi per sopravvivere? O forse già lo siamo, come sosteneva Hobbes, solo che non abbiamo la coscienza di esserlo? Non ho parole per rispondere a questa domanda..

  8. Non credo che la poca coscienza e sensibilità possa renderci più forti, sani e longevi.
    In verità questi soggetti conservano solo ciò che possono. Fosse solo una questione del
    “controllo mentale”, ma è il…distaccamento totale dalla vita che fa pensare, e questi punti di …incertezza sono di folle pericolosità per se stessi e per tanti altri… Osservando da …lontano, forse, sono le certezze che rendono insicuro l’ uomo, non viceversa.
    E allora meglio una positiva sensibilità di… qualità che avere un’ arida quantità di deserto dentro.
    Bellissimo post, grande Tads !!

  9. Ante omnia, scusami TADS, per la mia prolungata assenza dalla lettura dei tuoi post che sarebbe lapalissiano definire i più intelligenti e coraggiosi, in assoluto. Le cause della mia mancata assiduità nel tuo blog e in quello di molti altri amici, sono molteplici (in parte legate alla salute) e non voglio tediarti elencandoteli.
    Detto questo, mi sono spesso chiesta – entrando nel merito dell’argomento qui trattato – fino a che punto il “mostro” in questione fosse stato libero d’agire o non piuttosto “ipnotizzato” da quel genio del male, quell’ Hitler, che riusciva a parlare nove ore consecutive ad un pubblico AMMALIATO, pronto a TUTTO per lui. Il fascino negativo di questo dittatore (non dissimile da quello di Stalin e di altri prevaricatori) non appare concepibile agli occhi nostri, anche perché non abbiamo vissuto quel momento storico e analizziamo i fatti col senno del POI.
    Chi di noi è potuto entrare nel cuore o nella coscienza del mostro, dato e non concesso che ne fosse fornito ? Come avrebbe potuto sottrarsi agli ordini ricevuti ? NON STO CERTO DIFENDENDO IL MOSTRO, MI PONGO SOLO E TI PONGO DOMANDE A CUI NON SO RISPONDERE, costernata dal fatto che un popolo capace di generare geni come BACH, BEETHOVEN, GOETHE e NIETZSCHE, solo per citartene pochi fra i tanti, possa poi offrirci l’essenza della PERFIDIA in misura così terrificante.

    “Chi non ha paura di morire intimorisce la morte” – affermi tu.
    Ed è una gran bella frase ad effetto.
    Le figure eroiche della Storia grande e di quella piccola di tutti i giorni, dovrebbero allora guadagnare la tomba prima ancora di aver vissuto, se fosse inconfutabile la tua affermazione.
    Sarebbe splendido incontrare, nella quotidianità della vita, persone col tuo cervello e col tuo sapere storico-politico.
    Avrei molto da imparare.
    Mi contento di rubare spiccioli del mio poco tempo per spenderli, gioiosamente, qui nel tuo spazio, sentendomi arricchita.

    Quanto a Schettino, il suo squallore mi rende muta.

    Il problema della COSCIENZA è talmente complesso che preferisco ascoltarti in silenzio.
    Grazie da grazia.

    • bentornata Grazia,
      non devi scusarti di niente, mi auguro solo tu stia bene e che abbia risolto i problemini di salute, quella è davanti a tutto.

      le tue belle parole mi lusingano, ancor di più sapendole sincere

      nel post ho inserito un passaggio “chiave”, te lo riporto per non costringerti a rileggerlo:
      “Miliziani feroci, terroristi e malavitosi di professione sono, per assurdo, blindati all’interno di fanatismi e scelte di matrice culturale/ambientale che inibiscono l’accesso all’effetto coscienza”…
      credo che in questa frase si possa trovare una risposta, seppur parziale, alla tua domanda. Penso comunque che un ordine militare non costituisca una sorta di lavaggio della coscienza, pur arrivando da Hitler in persona, in ogni caso non si sono visti segnali di pentimento, quindi oltre all’ubbidire ci piazzerei il fanatismo (come leggo tra le tue righe)

      sul mio “chi non ha paura di morire intimorisce la morte”, mi riferivo al carcerato sopravvissuto all’aggressione, quando il valore della vita è prossimo allo zero la morte perde efficacia, parrà un ossimoro ma credo sia così. I grandi personaggi storici… spesso trattasi di tagliatori di teste, macellai e invasori, si sa, la storia la scrivono i vincitori.

      mi ha fatto veramente piacere rivederti qui.

  10. La coscienza ….chi ne ha troppa e chi nulla.il motto mors tua vita mea e’ il mio driver di vita.nel senso che se sei una brutta persona posso anche tollerarti ignorandoti ma se provi a far del male a me o a chi amo ti stermino.un modo lo trovo.e ti confesso che non credo nella legge ma solo nella giustizia.che la pena sia proporzionata alla colpa.il fragile vecchietto nazista sarebbe stato sbranato dai miei cani appena condannato se era per me.percio’…io la coscienza c’è L ho ma si focalizza solo sugl indifesi le vittime magari a che di se stessi per i malvagi ….beh è’ morta…continuò il giro in bici caro Tads… 🙂

  11. Sei bravissimo, già altri qui ti hanno fatto elogi ai quali mi unisco anch’io. Il post chiede un nostro parere ed io ti dico che la coscienza è una condizione personale, ossia vive nella persona che ha una sua etica. Il buono, colui che vive secondo le regole ha una coscienza e la sentirà tutte le volte in cui sta per trasgredire, quella coscienza gli rimorderà. I malvagi, gli assassini non ascoltano quella voce e vivono anche bene sinché riescono a farla franca, li accompagna anche una buona salute, anche se non è sempre così. Comunque, e qui salta fuori la mia fede, quei malvagi post mortem sono attesi da un giudice superiore; lo so non ci credi, io invece si ed è quella convinzione che mi porta a pensare che tutto si paga prima o poi. In terra chi sbaglia deve essere punito, tipo i sacerdoti pedofili devono essere scomunicati e messi in galera e così tutti gli altri che delinquano.
    Complimenti vivissimi. per questo magnifico articolo
    un abbraccio
    annamaria

    • carissima,
      la coscienza, qualora esistesse, dovrebbe essere un “regolatore” intimo a prescindere da leggi e religioni, mi spiego meglio. Non peccare per paura dell’inferno, non delinquere per paura della galera e non tradire per timore di essere cacciati da casa… significa avere la coscienza pulita per obbligo e non per virtù. E’ proprio questo il punto debole della religione, il ricatto e il terrorismo psicologico: “se farai il cattivo brucerai nelle fiamme dell’inferno, se farai il bravo cristiano andrai in paradiso”. Quanto vale una coscienza linda per imposizione??? Non è forse meglio un ateo che non semina male per puro senso di giustizia e umanità applicata???

      Non vorrei scioccarti, a me poco mi cale pensare che il boia crucco sia all’inferno, io ce l’avrei mandato 70anni fa, chiamiamola “coscienza interventista”. Si dice che ci sia una sola cosa al mondo capace di rendere tutti uguali gli esseri umani, addirittura di unificare il pensiero, avere in bocca la canna di una “357 Magnum”, “coscienza perforante”. Sei d’accordo???

      un forte abbraccio Annamaria

      • Condivido la parte iniziale, a prescindere dal proprio credo ci si dovrebbe comportare bene, ma non per dovere aggiungo ma per scelta e perché si sente che è la cosa giusta, quella in linea con le proprie idee. Io non lo vedo come un ricatto, le cose sono cambiate, ti riferisci alla vecchia religione cristiana quella che ha causato danni. Ora sul fatto che sarebbe meglio un ateo che si comporta bene sono d’accordo, infatti chi semina del bene a prescindere dalle sue convinzioni religiose è una persona giusta ed è quello che conta. Il boia avrebbe dovuto essere giustiziato sulla terra, certamente, ma né io né tu avremmo voluto essere al suo posto e sai perché, perché chi si comporta secondo giustizia non ce la fa a comportarsi in quel modo e ad avere sulla coscienza tutti quei massacri.
        Ricambio di cuore
        annamaria

        • non so se si possa considerare vecchia, diciamo che ancora riecheggiano gli anatemi del polacco e del lugubre tedesco. Comunque è sicuramente in corso un cambiamento radicale della chiesa 😉

  12. …..diciamo che i “pezzi di merda” sono convinti di avere sempre agito nel giusto, di avere fatto bene. Da qui non hanno sensi di colpa, rimorsi, ansie e stress, quindi un organismo forte, con potenti difese immunitarie che li rendono quasi immortali. Io me lo spiego cosi’…..
    Un caro saluto.

  13. Giusto di Priebke ho parlato poco fa rientrando a casa col falegname che aspetta proprio me (mal me ne incolse dalla prima conversazione) per parlare di politica.
    Costui – verrebbe da dire – è morto proprio in ‘grazia di Dio’ tanto se l’è goduta e, aggiungiamolo a spese di noi tutti. Ma si sa noi italiani siamo un popolo dalla memoria corta e de core granne comme ‘na casa.
    La mia nonna sabauda diceva che l’erba grama non muore mai ma a me non è servito perchè anche alzare la voce mi mette a disagio.
    Però ho la forza di indignarmi di fronte ai soprusi della Storia.

    sherazade

  14. La mia opinione lascia cadere un granello di sabbia nel tuo ingranaggio, nel tuo pensiero. Citi casi eclatanti e forse hai ragione, ma quanti furfanti periscono tra tormenti e dolore senza che nessuno lo sappia? Forse il commento del sig. Nicola Losito desiderava dire proprio questo, che tra pochi noti bastardi a farla franca, molti ignoti “cani” periscono senza darlo a vedere.

    p.s. senza che ti sto qui a dire che come sempre hai scritto un post eccezionale.

    🙂

    • infatti ho chiesto a Nicola di esprimere meglio il suo pensiero per capire e condividere, evidentemente non ha ritenuto opportuno farlo, nessun problema. Io credo intendesse dire altro ma non sta a me fare l’esegesi del suo dire.

      Comunque non faccio distinzione tra casi mediatici e casi ignoti, cito quelli più eclatanti perché più facilmente assimilabili al pensiero esposto, anche se non credo siano centinaia gli individui come quelli sopra riportati.

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