quel dolce veleno chiamato “amore”…

AMORE_E_PSICHE

L’amore… il vero oppio dei popoli, stato d’animo che genera un solvente capace di fondere, corrodere, impastare i colori dell’esistenza, ingannare e illudere. Un numero circense di alta acrobazia eseguito con la benda e senza rete, un bonifico mentale che lenisce i morsi della fame di vivere ma desertifica l’habitat. Un “trip”, un allucinogeno, una scossa che rende audaci e coraggiosi timidi e felloni, generosi i taccagni, inietta verve agli accidiosi, concede di razziare qualità e doti, trasforma carattere e personalità. L’amore estrae dall’inconscio istinti primordiali, animaleschi, insegna a mentire e tradire, si trasforma in zanzara guasta sonno, ammorba la razionalità, modifica valori e priorità. Quasi dimenticavo… sporadicamente rende felice una esigua minoranza.

Perché gli esseri umani sentono il bisogno di amare ed essere amati???

A tale quesito non diedero risposta certa nemmeno le menti più illuminate che la storia ricordi, figuriamoci quanto possano valere le considerazioni/volantinaggio lanciate dal furgoncino della pochezza contemporanea. Accantoniamo il concetto allargato di “amore attaccapanni”, robusta piantana che regge di tutto, limitandoci a quello di coppia. Se scendiamo dal tappeto volante che attraversa le bianche e profumate nubi ricolme di rugiada melense, fiabesca, poetica, alla Kahlil Gibran, tanto per intenderci, se preferite alla “baci perugina”, scopriamo aspetti di matrice masochista.

Cleopatra, Elena, Giulietta e Romeo, Amleto, Anna Karenina e tantissime altre opere, ci insegnano che l’amore non è tale se non associato a sofferenza, morte e tragedia. Il dolore è l’unità di misura, la pietra di paragone che stabilisce il valore dell’amore. Più è grande il dolore che si subisce più è grande l’amore che si prova e viceversa. Nella nostra quotidianità possiamo verificare in continuazione quanto sia accattivante l’accoppiata “amore/dolore”. Scendiamo ai piani bassi, se aprite un blog in cui narrate una esperienza d’amore idilliaca… vi si filano in pochi, se postate una storia struggente, strappacuore e strappalacrime, sarete sommersi da commenti solidali, integrativi, consolatori e pieni di saggi consigli. L’amore devastante arrapa l’audience, lo constatiamo anche nei film, nelle fiction, nei libri, nelle pièces teatrali e sulla blogsfera.

Non si può morire di vecchiaia sereni e tranquilli se nella vita non si è vissuto un amore emotivamente distruttivo, drammatico, traumatizzante. Anche nei momenti di convivialità, quando si parla di storie sentimentali, a tener banco sono i “reduci”, chi ascolta con attenzione maschera invidia e speranza. Gli innamorati cronici, gli innamorati dell’amore e gli assuefatti all’amore, sono assimilabili ai ludopatici incalliti, il loro vanto consiste nell’enfatizzare le “perdite” non le rare “vittorie”, coloro che si dichiarano felicemente innamorati passano per poveri sfigati immeritevoli di essere sentimentalmente torturati. A questo punto la domanda precedente potrebbe essere sostituita con:

Perché gli esseri umani, soprattutto in amore, sentono il bisogno di soffrire e far soffrire???

In questo caso è più semplice ipotizzare risposte. Sotto un’ottica “cristiana” potrebbe essere la vera espiazione del peccato originale, una espiazione “switch”. Sul versante filosofico potremmo scomodare Schopenhauer adottando e adattando la sua teoria: ” il dolore è congenito alla volontà, la vera beatitudine consiste nell’assenza assoluta di bisogni”. Ci metto qualcosa di mio, se la vita è una recita… l’amore è certamente il camerino in cui ci si tolgono costumi, maschere, parrucche e corazze per vedere riflesse nello specchio tutte le proprie debolezze, vulnerabilità e dipendenze. L’atavica necessità di arrendersi, delegare, cedere lo scettro, abdicare, trovare l’alibi esistenziale.

L’amore è la più efficace e duratura applicazione del socialismo reale, colpisce “quasi” tutti, è molto probabile che abbia ispirato quell’articolo che compare in tutte le carte costituzionali del mondo democratico, non fa distinzione di sesso, religione, razza, ceto sociale e livello culturale. Non per fare sempre il TADS della situazione ma… l’amore potrebbe essere considerato anche un’ameba strisciante che mette a rischio la stabilità di ogni individuo, senza distinzioni di sesso, religione, razza, ecc. ecc.

Non è l’amore a dare forza per scalare montagne, guadare fiumi, attraversare deserti e solcare oceani, è la ricerca dello stesso ad infondere energie. L’amore è una meta ambita, difficile da raggiungere, il più delle volte si giunge al traguardo esausti e si capitola. Frequente è l’errore di considerare amore l’innamoramento, uno status definibile “il sabato del villaggio”, la vigilia di natale, il countdown di capodanno, un appetitoso menù quando si ha fame, un bellissimo vestito in vetrina, l’innamoramento è il piacere del desiderio, vitamina che impenna autostima, grinta e voglia di valorizzarsi. Poi, inesorabilmente, ci si accorge che nel villaggio è domenica, la vigilia di natale è passata, i botti di capodanno si sono ammutoliti, il cibo del ristorante è stato digerito e a guardar bene… quel vestito non è che sia così favoloso. Altro giro altra corsa, l’araba fenice rinasce: “prego Signore e Signori, affrettatevi ad acquistare il biglietto, il trenino dell’amore sta per partire verso nuove avventure”.

Poiché ogni volta che parlo d’amore in questi termini, spunta sempre fuori qualcuno che mi accusa di ragionare col cuore ferito da chissà quale esperienza negativa, mi corre l’obbligo fare una precisazione. Per motivi che non sto a spiegare, nella mia vita ho incontrato molte persone annientate dall’amore, esseri umani piombati in baratri di varia natura e gravità, purtroppo per alcuni la luce in fondo al tunnel non si avvicinerà mai. Anche le violenze e addirittura il femminicidio sono l’estrema degenerazione di un sentimento malato, una ferita sociale aperta suturabile solo con un gran lavoro pedagogico. Se non insegniamo ai bambini l’assoluto rispetto per la vita… questa società non metabolizzerà mai i veleni, dolci o amari che siano.

Tullio Antimo da Scruovolo

Annunci

91 thoughts on “quel dolce veleno chiamato “amore”…

  1. Bell’articolo, profondo e soprattutto vero. In un mondo malato di violenza abbiamo il dovere di mantenere alto il livello dei nostri sentimenti, se non per gli altri almeno per noi stessi. Una dignità calpestata non può generare amore, dal rispetto di sé nasce il rispetto per gli altri e la possibilità di un amore sincero.. o, almeno un’onesta, aperta, simpatetica solitudine.

      • Povere noi! E’ certo che, finché durante questa ingrata vita ci vediamo, solo in parte, come in uno specchio, talvolta deluse o incoraggiate… vacilliamo sempre un attimino. (Non siamo nei petali di una margherita! 🙂
        Forse sarebbe meglio.. dirigere gli affetti-effetti alle possibili sensazioni e basta!
        E’ importante che i sentimenti rimangano, con dignità, comunque sempre integri e saldi nelle.. virtù. 😦

  2. E’ un tema di cui non troverai traccia nel mio blog.per me L amore importante ‘ sempre stato quello per i miei familiari i miei animali gli amici mia figlia in assoluto.questo non significa che non sappia cosa significa essere innamorata o amata o peggio quali follie e dolori porta la passione del basso ventre o del cuore.eppure….ti confesso che L amore per un uomo non è’ mai stato il baricentro della mia esistenza.il rispetto della mia dignità autostima equilibrio e’ sempre stato più’ forte…in definitiva.io cercò di spiegare a mia figlia che non potrà’ mai amare niente e nessuno con equilibrio se non ama e i spetta innanzitutto se stessa.cosa vuoi Tads sarà’ autoconser vazione…boh…comunque molto ampia la tua analisi bravo.

    • ti ringrazio Ariel,
      non a caso ho piazzato un “quasi” tutti

      questo post vuole essere anche una risposta a tutto quell’amore dichiarato che tu, io e altri, incontriamo girovagando sulla piattaforma, la sensazione è che molte persone, maschi e femmine, non sappiano bene cosa sia l’amore.

      • E che sai Tads ci sono giorni in cui mi chiedo se non sono io L anormale…ti aggiungo che se mi fa tenerezza leggere lo sclero di una ragazza mi fa un po’ sorridere quando L età avanza…capisco che L amore non ha età ma il buon gusto dovrebbe! ….se oggi avessi una storia clandestina o mi diverto follemente o chi me lo fa fare? Lo mollo subito! Altro che dolore tormenti e sclero! Meglio fare shopping con un amica !

  3. Tutta colpa degli ormoni. Soprattutto quando mettono in corto circuito l’intelletto e ne contorcono i meccanismi. L’amore è la dimostrazione palese che non siamo solo intelletto, ma ci sono anche gli istinti e probabilmente altro ancora.

  4. Mi piace così tanto, riflette perfettamente tutto quello che da tempo vado dicendo che non posso far altro che condividerlo in toto…e nel mio blog.
    Grazie TADS, esaustivo e coerente. Amore-dolore, una disperata e vana ricerca di non morire di tedio.
    L’amore è bellezza e serenità.

  5. Posso farti una domanda? Ma tu che persone frequenti? Se vuoi puoi non rispondere.
    Io di notte sono quasi sempre sveglia e mi godo certi film vecchi e stravecchi, a colori o in bianco nero, ma sempre interessanti. Due settimane fa ne ho visto uno in b/n, non ricordo il regista, però gli attori erano Monica Vitti e Giorgio Albertazzi. Titolo che è tutto un programma, Ti ho sposata per allegria. Trama leggerina che non ti racconto neppure. In sostanza i due erano marito e moglie e vivevano all’insegna dell’allegria, in qualunque momento della giornata ed in qualsiasi situazione si trovassero non facevano altro che lasciarsi andare a giocherellare, dire battute, farsi scherzi e scherzetti, insomma dopo un po’ chi era in loro compagnia finiva per seguire la loro scia. Non davano affatto l’impressione di vivere un amore straziante. C’è anche chi vive l’amore in modo allegro.
    Con tutto questo trovo giusto quello che hai scritto, per molti se non si soffre in amore, che ci si innamora a fare?

    • …”Posso farti una domanda? Ma tu che persone frequenti? Se vuoi puoi non rispondere.”…

      se avessi messo una faccina ironica avrei ignorato questa domanda, se la poni seriamente… ti rispondo che forse sarebbe stato più logico chiedermi che lavoro faccio, non ti avrei risposto comunque ma…!!!

      • Uso raramente le faccine, sì, era una domanda ironica, mi sembrava chiaro. Se non vado errata, ad un certo punto scrivi che pare che più l’ amore è sofferto più è bello. Non so se sono le tue parole esatte. Il significato però mi sembra quello. Ecco che allora mi viene spontaneo chiedere che persone frequenti. Ci sono anche persone che vivono l’ amore serenamente. Il film che ho citato era solo un pretesto.
        Cmq puoi ignorare la mia domanda.

        • non ho MAI scritto che l’amore sofferto sia più bello,
          ho parlato di accoppiata amore/dolore supportando il concetto in modo significativo

          non ho nemmeno mai parlato di persone che “frequento”, ho parlato di persone che ho “incontrato”, ci aggiungo… in contesti diversi da bar, pub, palestre, villaggi turistici, ecc. ecc.

          perdonami ma la domanda è fuori luogo in ogni caso, sia posta in modo ironico o serio, comunque non è un problema, qui sei la benvenuta. L’importante è capirsi

          • Appunto, l’importante è capirsi. Cerchiamo allora di fare chiarezza, senza però spaccare il capello in quattro.
            Scrivo: ” Se non vado errata, ad un certo punto scrivi che pare che più l’ amore è sofferto più è bello. NON SO SE SONO LE PAROLE ESATTE. Il significato però mi sembra quello.” Praticamente io stessa ho ammesso che forse le parole non erano quelle giuste.

            ….”ci insegnano che l’amore non è tale se non associato a sofferenza, morte e tragedia. ”
            “L’amore devastante arrapa l’audience, lo constatiamo anche nei film, nelle fiction, nei libri, nelle pièces teatrali e sulla blogsfe. Perché? Perché, fermo restando che le tue argomentazioni sono tutte valide, evidentemente soffrire per amore viene considerato esaltante, bello. Ma non tutti la pensano così, c’è anche chi preferisce vivere l’amore in modo allegro.

            Incontrate, frequentate….. va bene, non essere pignolo. Se le hai incontrate al bar o dal parrucchiere o dal medico, c he differenza fa?

            • molto brevemente.

              1) L’amore ha, spesso, risvolti che molti ignorano o fingono di ignorare, per qualcuno potrà anche essere meraviglioso, allegro, ilare o noioso ma per altri è devastante. Storia, letteratura, cinema e televisione ci dicono che sono gli amori problematici, impossibili, tormentati, magari tragici quelli più appassionanti e/o sognati, è una realtà che ti suona così estranea??? Il problema non è come la pensi tu o come la penso io, il problema è che su tutto il pianeta esistono miliardi di persone che sentono il bisogno di vivere rapporti complessi, chiedersi il perché è sbagliato???

              2) “frequentare” una persona al bar o dal barbiere ha una logica, “incontrare” persone in contesti di “recupero”, magari coatto, ne ha un’altra. Se per te è la stessa cosa… non so che dirti.

              se mi rispondi, mi farebbe piacere, scrivi un commento nuovo, sta cosa che si stringe è odiosa, Grazie

              • Prima domanda.
                Perchè l’uomo sente il bisogno di amare e di essere amato.

                L’uomo è in continuo mutamento nell’arco della sua vita e quando è pronto a cambiare tende ad innamorarsi. Perchè dentro è diverso, perchè è cambiato il mondo intorno a lui, perchè non riesce più a realizzare i suoi desideri. Ecco dunque che va alla ricerca di qualcuno che gli faccia scoprire un nuovo modo di essere, un modo che possa venire incontro ai suoi sogni. In pratica qualcuno che ci faccia scoprire un nuovo accordo col mondo che ci circonda.
                Io la vedo così, anche se a te può sembrare un volantino lanciato dal furgoncino ecc….

                Veniamo alla seconda domanda.
                Perché gli esseri umani, soprattutto in amore, sentono il bisogno di soffrire e far soffrire???

                Noi, abbiamo bisogno di appartenere a qualcuno,di essere di qualcuno, io sono tua, tu sei mio. Se questo non succede ci sentiamo sperduti, quasi senza identità. Così capita che, quando ci innamoriamo, passata la passione folle, ci cada la fetta di prosciutto dagli occhi e ci accorgiamo che in fondo quello/a non era proprio il nostro ideale. La cosa saggia da fare sarebbe andare ognuno per la propria strada. Ma molte volte si resta insieme, pur di non rimanere soli. Logicamente questo diventerà un rapporto ammalato dove si soffre perchè si vive una situazione anomala e si fa soffrire perchè anche il partner non è felice.La situazione poi diventa insostenibile e si finisce per credere che l’amore è sofferenza comunque. Inoltre complichiamo le cose perchè pretendiamo di trovare nel partner la soluzione ai nostri problemi. Questo è un comportamento egoista perchè non fa altro che succhiare la vita agli altri, generando altra sofferenza.

                Per quel che riguarda la domanda sul perchè preferiamo le storie d’amore intrise di sofferenza ho una mia teoria personale. Io penso che sia un pò come un esorcismo. Mi spiego: Quando viviamo un bel rapporto d’amore in fondo temiamo sempre che qualcosa o qualcuno venga a rovinare l’idillio. Guardando un film o leggendo un libro che tratta di un amore difficile è come se proiettassimo le nostre paure sui protagonisti che soffrono al posto nostro. E a noi passa la paura. Un pò come i film dell’orrore e catastrofici o i libri pieni di cadaveri. Anche qui si esorcizza la paura della morte. Spero di aver reso l’idea.

  6. Sono d’accordo su tutto quello che hai scritto!
    Ho sofferto per amore ,ma oggi come dice Ariel preferisco altro piuttosto che stare come
    facevo una volta a piangere per ore su qualcuno che non lo meritava per niente il mio pianto!
    Molte delle volte essere giovani equivale a impulsività e stupidità ( vale per me naturalmente).
    Credo che l’amore sia troppo sopravvalutato e in suo nome si fanno le cose più stupide e anche le più efferate.
    Ciaoo
    liù

  7. Gianni agnelli soleva dire che l’amore e’ per le cameriere…
    Ti sento cinico come mai e forse permettimi di dirlo anche un pochino eccessivo ma sai anche questo. Mi chiedo se hai davvero mai amato qualcuno. Sono certo di si. Forse ancora oggi lo ami anche se sembra faticoso ammetterlo.
    Le degenerazioni di cui parli sono per l’appunto degenerazioni. Ogni cosa positiva ne ha lo sai benissimo. Anche l’amore. Tu parli di amori malati che esistono e ci sono ma non sono la normalità.
    Per me l’amore ha cambiato molte facce nelle decadi. Da ragazzo era più facile lasciarsi andare da vecchio assai più complicato. La testa vuole essere appagata tanto quanto se non di più però mi sforzò di tenere aperto il canale drenando rena che ostruisce l entrata del porto con la consapevolezza che se chiudessi la mia vita sarebbe assai più arida e meno degna di essere vissuta
    Con l’amicizia e l’effetto che provo per te ti invito a fare lo stesso
    È’ difficile per chi ama razionalizzare ogni cosa ma so che anche tu ogni tanto sei capace di mettere in stand by il cervello .

    • mattiniero pure tu… 😀

      carissimo amico virtuale, il modo più rapido per “rimbalzare” qui dentro è proprio quello di avventurarsi nella cosa più improbabile, tentare di analizzarmi.

      di cosa abbia vissuto io nella mia vita sentimentale credo non freghi niente a nessuno, sono dieci anni che ribadisco un concetto fondamentale, in questo blog di autobiografico c’è poco niente. C’è invece molto di ciò che ho imparato girando il mondo, quando si ha la passione, l’irrefrenabile voglia di studiare l’umanità, si vedono le cose in modo diverso, io appartengo al pensiero sofista, tendo a leggere dentro.

      nemmeno mi ritengo seriamente cinico, per quanto il “cinismo” sia una corrente filosofica che apprezzo, è il femminicidio ad essere una piaga sociale, non tutte quelle migliaia di donne che ricevono fiori e cioccolatini ogni giorno, anche se molte di loro farebbero meglio a pensarci bene prima di accettarli

      non alcun dubbio che per moltissime persone, compreso te, l’amore sia una componente importante della vita, niente da biasimare. l’amore è un po’ come il vino, un bicchiere a pasto è tutta salute, un pintone manda in cirrosi

      mi fa piacere che ti sei ricordato della mia citazione sulle considerazioni di Agnelli, è passato tanto tempo

      buona giornata

      • non intendevo nè farti arrabbiare nè tanto meno analizzarti, se ti ho dato questa sensazione ti chiedo scusa. Non ho nemmeno detto che sei cinico ho detto che per come vedo il mondo io in QUESTO POST hai un atteggiamento cinico, che è cosa ben diversa.
        Sono anche io un sofista convinto. il che vuol dire come ben sai che alla fine è vero tutto e il contrario di tutto e che ogni cosa si può difendere o attaccare con buone argomentazioni.

        Detto questo non mi rimbalzare dai…

        • hai un concetto un po’ generalizzato del sofismo ma comunque il “titolo” è quello

          è tutto ok, non sono arrabbiato, ci mancherebbe, perché dovrei esserlo??? Sto solo cercando dirti, l’ho fatto anche sull’altro post tra le righe, che quando non abbiamo punti in comuni non ha senso cercarli a tutti i costi. La differenza di vedute arricchisce, dovrebbe arricchire ma perché ciò accada è necessario non perderla di vista.

  8. Buon mattino, Tads, se non soffriamo anche un po’ per amore non vale la pena amare
    Non ho mai incontrato un amore liscio, bello, spianato col sorriso perenne sul cuore
    Ho penato e fatto penare, ho tanto amato e anche ingannata e, ancora oggi, l’amore che non mi ha mai deluso è quello che cerco di provare ogni giorno per me
    Kisses
    Mistral

  9. Tema interessante e da sempre argomento di punta. Secondo me l’amore è un sentimento che nasce con noi: siamo proiettati per esso. Da piccoli sentiamo un’attrazione naturale per i nostri genitori, poi il sentimento si allarga a tutte le persone che gravitano intorno a noi. Questo è un sentimento puro, poi diviene Amore per una sola persona, è istintivo e fa parte di noi. Senza amore avremmo una vita arida, la differenza sta nella persona: chi ha strane frustrazioni perderà di vista il nobile sentimento e cresceranno tutti quegli altri sentimenti devastanti e a volte nefasti. Il rapporto di coppia sarebbe splendido se non fosse infestato da quelle sensazioni patologiche che lo disturbano. Poi entrano in gioco i problemi esistenziali e tante altre difficoltà, chi sa affrontare le battaglie, se la causa è giusta, saprà superarle. Ne vale la pena: senza amore la vita perde di smalto. E poi il detto non sono tutte rose e fiori ci sta, l’importante è che alla base vi sia il rispetto reciproco, rispetto che i bambini imparano in una famiglia sana, purtroppo ora vi è una specie di gara al più forte.
    Ormai lo sai che apprezzo tantissimo la tua scrittura, ma voglio ribadirlo nuovamente: complimenti!

    un abbraccio mattutino
    annamaria

    • l’amore di cui parli è quello più giusto, logico, direi ovvio nella sua naturalezza, purtroppo credo che a livello pratico non sia quello più vissuto, sicuramente il più sognato ma solo in teoria. Spesso scattano meccanismi strani, molto complessi da capire e spiegare. Sei una donna di cultura che divora letteratura, sai bene che il travaglio sentimentale è narrato come un “valore”, sai altrettanto bene che la letteratura attinge dalla vita reale basi da elaborare, esistono anche molteplici riferimenti storici. Il bisogno di soffrire per amore credo sia ormai un punto fermo della sessuologia.

      L’educazione al rispetto, impartito fin dalla nascita, è l’unica strada da percorrere per salvare la società da una pericolosa deriva. Non è un compito, un dovere, da caricare solo sulle spalle della famiglia, è un onere da distribuire a tutti coloro che a vario titolo partecipano alla formazione dei pargoli, adolescenti, ragazzi. Mi leggi da tempo e quindi conosci le mie riflessioni negative sul lassismo interpretato come metodo formativo non condizionante. Siamo passati dalle bacchettate sulla dita alla tolleranza totale, esiste una contraddizione che molti ignorano. Quando un adolescente commette una bravata grave si tenta di scaricare la colpa sulla società, se accettiamo questo dobbiamo rivedere i ruoli attivi di coloro che la società la costruiscono, spero di essermi spiegato.

      grazie per il tuo intervento

  10. Qualsiasi dolore non fisico è sempre e comunque dovuto al non saper essere onesti nelle proprie aspettative. D’altra parte, si sa che l’uomo è sempre troppo indulgente con se stesso, finendo, con matematica certezza, per convincersi sempre di meritare quello che desidera.
    L’amore consuma e basta, quando è felice e quando non lo è.

    • condivido e aggiungo:

      1) l’essere umano, ipocrita vittimismo di facciata a parte, vive nella intima convinzione di meritare i tormenti che lo affliggono

      2) le persone che hanno paura, terrore della felicità, sono più numerose di quanto si creda

      3) la felicità logora più dell’amore stesso

  11. l’ho sempre detto che l’amore esiste se c’è sofferenza, se uno dei due nella coppia soffre e rinuncia. sarebbe troppo perfetto che entrambi stiano bene, tanto perfetto da indurre a far soffrire l’altro.

  12. Grande Tads questa volta mi hai proprio lasciata basita……non solo per quello che dici, che condivido in pieno, ma anche per come lo esprimi……. Una punta di invidia mi rosica……ACC 😦
    Un pezzo da premio nobel ….. Mi inchino di fronte al tuo talento!

  13. Amore….
    Amore fisico, amore intellettuale o amore affettivo?
    Tutti e tre, naturalmente.
    Ma, secondo me, c’è un’altra importante componente, la stima. Se finisce la stima finisce l’amore.
    Un saluto Tads.

  14. Un’altra cosa che odio di WP è che piazza i commenti dove pare a lei. Anche gli altri due volevo metterli qui ma non me li sono ritrovati lassù. Hai ragione, sembra un cappio al collo, una cravatta lunga….

    Prima domanda.
    Perchè l’uomo sente il bisogno di amare e di essere amato.

    L’uomo è in continuo mutamento nell’arco della sua vita e quando è pronto a cambiare tende ad innamorarsi. Perchè dentro è diverso, perchè è cambiato il mondo intorno a lui, perchè non riesce più a realizzare i suoi desideri. Ecco dunque che va alla ricerca di qualcuno che gli faccia scoprire un nuovo modo di essere, un modo che possa venire incontro ai suoi sogni. In pratica qualcuno che ci faccia scoprire un nuovo accordo col mondo che ci circonda.
    Io la vedo così, anche se a te può sembrare un volantino lanciato dal furgoncino ecc….

    Veniamo alla seconda domanda.
    Perché gli esseri umani, soprattutto in amore, sentono il bisogno di soffrire e far soffrire???

    Noi, abbiamo bisogno di appartenere a qualcuno,di essere di qualcuno, io sono tua, tu sei mio. Se questo non succede ci sentiamo sperduti, quasi senza identità. Così capita che, quando ci innamoriamo, passata la passione folle, ci cada la fetta di prosciutto dagli occhi e ci accorgiamo che in fondo quello/a non era proprio il nostro ideale. La cosa saggia da fare sarebbe andare ognuno per la propria strada. Ma molte volte si resta insieme, pur di non rimanere soli. Logicamente questo diventerà un rapporto ammalato dove si soffre perchè si vive una situazione anomala e si fa soffrire perchè anche il partner non è felice.La situazione poi diventa insostenibile e si finisce per credere che l’amore è sofferenza comunque. Inoltre complichiamo le cose perchè pretendiamo di trovare nel partner la soluzione ai nostri problemi. Questo è un comportamento egoista perchè non fa altro che succhiare la vita agli altri, generando altra sofferenza.

    Per quel che riguarda la domanda sul perchè preferiamo le storie d’amore intrise di sofferenza ho una mia teoria personale. Io penso che sia un pò come un esorcismo. Mi spiego: Quando viviamo un bel rapporto d’amore in fondo temiamo sempre che qualcosa o qualcuno venga a rovinare l’idillio. Guardando un film o leggendo un libro che tratta di un amore difficile è come se proiettassimo le nostre paure sui protagonisti che soffrono al posto nostro. E a noi passa la paura. Un pò come i film dell’orrore e catastrofici o i libri pieni di cadaveri. Anche qui si esorcizza la paura della morte. Spero di aver reso l’idea.

    • ho provveduto io a spostare il tuo pensiero dalla morsa della “cravatta”, nessun problema

      in questo commento cogli l’essenza del post, le due domande sono le colonne che lo reggono

      le tue risposte sono sicuramente interessanti, punti di vista condivisibili, vorrei fossero in tanti a rispondere in modo personalizzato.

      io credo che il bisogno di amare ed essere amati nasca da una esigenza molto particolare, “umanizzare” la conservazione della specie, renderla meno bestiale, meno animalesca, evolverla a nobile motivazione. Un alibi con doppia lettura

      il bisogno di soffrire e far soffrire è un “residuo” genetico, una recrudescenza che riporta gli umani alle loro origini, esercizio del potere e bisogno di essere “puniti”, è la logica del “capo” eletto dal popolo applicata al rapporto. Cerco di spiegarmi meglio. Chi ha bisogno di sentirsi “protetto/a” non può far altro che mettersi in mano a un/a partner dotato/a di carattere/personalità superiore, chi è dotato di carattere/personalità superiore tende a esercitare il potere. Non è possibile riconoscere autorità a colui/lei incapaci di imporsi, la sofferenza è l’ufficializzazione delle proprie tendenze. Adesso sono io che spero di essere stato chiaro. Avrai notato che non attribuisco il potere solo agli uomini, sono tantissimi i rapporti in cui le donne hanno lo scettro del comando.

      sull’ultimo passaggio… direi che le storie lacrimevoli, tragiche, sofferte, siano la moderna arena di Nerone, da sempre esiste il bisogno di condividere il dolore, di osservarlo, qui sì esorcizzarlo, spesso godendo degli effetti, è un transfert sintetizzabile nel celeberrimo: “mal comune mezzo gaudio”. Direi che su questo concordiamo

      ovviamente questi sono i miei opinabilissimi punti di vista

      • Tads, non so se sia WP che ha un’indole giocherellona e si trastulla con i miei commenti o se è il tuo blog che ha una certa insofferenza verso di me. Sta di fatto che è la terza volta che rispondo al tuo commento ma poi, quando clicco sparisce nel nulla virtuale. Ci provo ancora, magari va a finire che poi me li ritrovo tutt’e tre.
        Sì, direi proprio che sei stato chiaro. Ti chiedo scusa per i commenti precedenti, decisamente un po’ sconclusionati, ma il tempo è tiranno. Ne ho talmente così poco che a volte, per accontentare tutti, cerco di riassumere un discorso e così mi escono certi papocchi. Purtroppo non ho il dono della sintesi.
        A presto. 🙂

        • non ci sono insofferenze, né da parte mia né da parte del mio blog, anche io ultimamente ho avuto qualche problema a commentare in giro

          come amo dire… tra persone intelligenti ci si capisce sempre

          alla prox 🙂

  15. Il dolore è l’unità di misura, la pietra di paragone che stabilisce il valore dell’amore. Più è grande il dolore che si subisce più è grande l’amore che si prova e viceversa

    bhè io non potrei darti addosso, ne dirti che parli da cuore scattato, come diciamo al sud.
    Io la penso esattamente come te ( amo il paragone con camerino!!! ) e mio malgrado faccio parte di quelle anime devastate da una storia d’amore…sono una reduce, come ci definisci tu…
    Del resto fuori piove e il mare ,lo sento da qua è incazzato nero!

  16. Una leggenda cinese narra che ognuno di noi nasce con un filo rosso legato al nostro io, e questo filo è legato, a sua volta, all’io di un’altra persona. Possono passare anni, ma alla fine ci s’incontra. Questo filo rosso ti fa incontrare, innamorare, amare, procreare, poi sta a te consolidarlo con il partner. Cito questa leggenda perchè, a mio avviso, ogni umano ha un sentimento che gestisce a proprio modo, vuoi per l’educazione ricevuta, vuoi per la propria religiosità, vuoi per gli usi e costumi, vuoi anche e soprattutto, per rispondere a quello che gli può essere accaduto, e via dicendo. Chiaramente, quando c’è l’esagerazione, la morbosità, l’ossesione, ci sono anche delle vittime, quelle vere, ma qui parliamo di casi patologici, che possono lasciare anche, nel migliore dei casi, depressioni varie. Tutto questo non è da confondere con il vittimismo, cioè coloro che scivono, parlano, di questo argomento con falsa naturalezza per avere un riscontro di comprensione, di commiserazione, di benevolenza e soprattutto, parlando di blog come hai fatto tu, di preferenza. in questo caso sta al lettore soffermarsi, leggere, commentare o passare avanti.
    Comunque, nella cornice dell’etere, chi scrive dell’esperienza vissuta, con sincerità e tranquillità, raccontando episodi racchiusi nell’animo e nel cuore, facendone partecipi i lettori, non ha nulla da temere o dimostrare, racconta solo un pò della sua vita vissuta. Del resto si sta parlando dell’amore, di una cosa astratta, dolce e amara nello stesso tempo, che purtroppo non si vive mai come si vorrebbe vivere, ma sempre condizionato a qualcosa o a qualcuno, e questo mi fa porre delle domande, tra le quali una in modo particolare, ma l’amore, nella sua immensità, esiste?? Io dico che ne viviamo solo una piccola parte.

    🙂

  17. ciao Re,

    conosco bene le teorie orientali, credimi che quasi mai ci azzeccano, gli esseri umani hanno bisogno di aggrapparsi alla fatalità, cosa comprensibile ma non necessariamente condivisibile

    nessuno è in grado di dire cosa sia esattamente l’amore, al mondo ci sono 7miliardi di individui, di conseguenza, 7miliardi di modi diversi d’amare, messa così non sarebbe blasfemo affermare che l’amore non esista.

  18. Tempo fa scrissi un post su cosa sia, come si origini l’amore… una prospettiva molto meccanicistica, a pensarci ora.. sicuramente è qualcosa d’innato, di naturale, una sorta d’imprinting emotivo…

  19. “Ma io vi dico: Continuate ad amare i vostri nemici”… disse millenni fa un Grande Uomo.
    Mi sono sempre chiesto: Ma che tipo di “amore” aveva in mente questo Grande Uomo?
    O l’amore ha significati diversi?
    I greci avevano termini diversi sull’amore ad esempio: agàpè; filìa; storgè; èros.
    Quando si parla di “Amore”, mi confondo.
    Aiutami a capire Amico TADS.
    Un abbraccio, Edo

    • esimio Edoardoprimo,

      ad agàpe, filìa, storgè ed eros aggiungerei phileo e thelo

      direi che l’amore ideale potrebbe essere “phileo + eros”

      il Grande Uomo di cui parli credo avesse un concetto meno “fiction” dell’amore

      ricambio l’abbraccio, è sempre un piacere averti qui

  20. Se volessi commentare questo interessante post con una citazione ad effetto, tra le tante sceglierei questa:
    Perdona alla bellezza della rosa le sue spine.

    Ma il discorso è più profondo e mi occorrerebbero fiumi di parole per tentare di esprimere un concetto esaustivo sull’amore.
    L’amore non si definisce. Arriva quando sei predisposto ad accoglierlo, ad abbassare le difese, a donarti. Arriva quando lo cerchi e lo cerchi perchè senti l’esigenza d’amare e d’essere amato, perchè desideri completarti e costruire. Non confondiamolo con l’innamoramento, dici bene. L’amore è dopo, nella quotidianità, nelle problematiche della vita, nella buona e nella cattiva sorte, nella salute e nella malattia (frasi sentite già…). Il binomio amore–sofferenza…mi lascia perplessa come assioma iniziale. Non è una questione di disincanto piuttosto di concettualità difficile da accettare perchè l’amore è o dovrebbe essere l’esatto contrario della sofferenza e del dolore. Ed è l’esattissimo contrario del femminicidio.
    L’amore è affetto, è rispetto, è dignità, è amicizia, allegria, passione, lealtà, sostegno, partecipazione, condivisione, alleanza, costruzione, perdono. L’amore è anche rinuncia, tormento, gelosia sana, condizionamento, pazienza, attesa.
    L’amore NON E’ possesso e predominio, non è gelosia malata, non è dolore, non è sangue, non è morte. Il femminicidio non c’entra nulla con l’amore. Il femminicidio, lo stupro e le violenze sono forme degenerative dell’intelletto umano che così risponde a varie patologie e frustrazioni ed hanno una sicura veste sociale ed educativa. Concordo pienamente quando dici che è sull’educazione e sulla pedagogia che bisogna puntare, sin dall’infanzia,educando al rispetto di sè e dell’altro. Sempre. A scuola, nella società ed in famiglia. Soprattutto in famiglia con fermezza e chiari e concreti esempi quotidiani.

    • concordo con te, diciamo che non credo sia giusto ignorare gli effetti collaterali, spesso devastanti, dell’amore, cioè, della degenerazione dell’amore. Ho parlato di amore malato, una deriva che certamente è possibile arginare con un gran lavoro educativo che DEVE diventare norma

      l’amore parte da presupposti nobili, altruismo, rispetto, ecc. ecc. tutto ciò che hai detto, purtroppo a volte inverte la rotta e si trasforma nella massima espressione di possesso, di egoismo, direi “proprietà”, qui cessa il rispetto.

      bel commento, grazie Marirò

      • No, non cessa il rispetto. Cessa l’amore.
        Non c’è più amore, anche se ci ostiniamo a nominarlo, ma siamo completamente fuori dall’amore. Siamo in un campo di battaglia dove uno deve vincere sull’altro e ad ogni costo. Con odio, con violenza, con ostinazione, con cattiveria.
        Il sentimento malato esiste, purtroppo, e i suoi effetti sono sì devastanti. Ma non parliamo più d’amore. E’ altro e inesorabilmente diventa anche la fine del rispetto di se stessi.

        • diciamo le stesse cose con termini diversi,

          la gelosia e tutto il resto, sono alterazioni dell’amore, distorsioni, reazioni chimiche fuori controllo, elemento aggravante i ricordi positivi che si auto enfatizzano. La psicologia parla chiaro, lo stupro occasionale è un discorso diverso. Nei casi di femminicio che chiudono nel peggiore dei modi una relazione, esiste un denominatore comune, la fase paradisiaca, è la cessazione di questa che “devia” le menti e le ammala. gli stati d’animo negativi non nascono dal niente, sono la strada sbagliata a livello di reazione, la NON accettazione della fine. L’amore può portare a conclusioni tragiche, l’amore come percorso non come status. spero di essere riuscito a spiegarmi.

          • certo, chiarissimo il tuo dire. E’ il fenomeno che ha tante e troppe sfaccettature che obbligano a varie considerazioni e distinguo. Sicuramente in molti casi di femminicidio esiste la non accettazione della fine, la paura dell’abbandono, la paura della perdita della supremazia, dello status sociale, ecc… ma in altri casi si tratta solo ed esclusivamente di assassini allo stato puro dove l’amore non c’entra nulla e forse non ha mai c’entrato nulla. Prendi ad es il caso di Palermo o di quell’altro assassino che aveva una scuola di volo. Entrambi hanno ucciso una donna incinta del proprio figlio per garantirsi il primo l’amante, la casa e i soldi e l’altro il suo matrimonio e lo status sociale. Che c’entra l’amore in questi casi? Solo odio e nulla più.

            L’amore, quello vero, quello nobile può, ad esempio, annientare intere vite nello struggimento quando finisce o non è corrisposto, questo sicuramente. E allora che si fa? lo si evita come la peste? Educhiamo e ci autoeduchiamo al non amore per paura della sofferenza? Mica facile rispondere dopo certe affermazioni ( “Più è grande il dolore che si subisce più è grande l’amore che si prova e viceversa”)
            La prospettiva di una vita tranquilla ma alquanto arida non è tanto bella. … e allora propongo di incrociare le dita, fare dovuti scongiuri e, con un bel po’ di impegno, continuare per la via maestra dell’amore, quella che si dice che fa girare il mondo.
            Buona notte, Tads. Che ragionamenti mi fai fare a quest’ora…
            🙂

  21. Questo post è stato così stracommentato che ho fatto fatica a trovare lo spazio per lasciare un commento e quando ci sono arrivata mi sono resa conto che non avevo nulla da dire che non avesse già detto qualcun altro.
    Comunque bel post, molto affilato

  22. E’ proprio l’amore che mi ha mossa nello scrivere il mio post. L’ho capito leggendo il tuo. L’amore, da solo, non basta. Ma è’ tutto ciò in cui credo e spero ogni giorno. Ne ho bisogno. Mi rende felice anche solo l’idea.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...