una “spremuta” tutta Italiana…

turista

“Le Metropole Shopping Center” è un piccolo centro commerciale adiacente al casinò di Montecarlo, poche decine di negozi in una cornice lussuosa che inganna, i prezzi sono accessibili, anche nei bar/ristorantini che offrono menù tutt’altro che esosi. Ovviamente ci sono i servizi igienici, “le toilette”, pulitissime, profumate, con tanto di musichetta, carta igienica, sapone e tutto “le nécessaire”, sono cessi pubblici disponibili a tutti senza alcun obbligo di spesa, soprattutto non c’è il “contapisciate ” al quale elargire l’obolo.

In Italia il “contapisciate” è una figura professionale riconosciuta, storica, presente in ogni dove. Il “contapisciate” è “monomansione”, il suo compito consiste esclusivamente nell’incassare e custodire il malloppo, non pulisce, quella è incombenza che tocca agli addetti della cooperativa che però latitano perché il comune non salda le fatture.  Infatti spesso capita di pagare e ritrovarsi in putride latrine senza “accessori”, nel caso in cui le scorie da eliminare fossero di natura solida… sopraggiungono le crisi mistiche, anche l’ateo più convinto prega il Signore di avere ancora nel portafogli quella fotocopia del codice fiscale fatta per sbaglio due anni prima.

Il tintinnare dell’euro sul piattino del “contapisciate” è la fase terminale, l’ultimo atto, l’ultimo passaggio di una filiera composta da furbi, furbetti, furbacchioni e mariuoli di varia natura e livello. Week end tipico in quel meraviglioso posto chiamato ITALIA… Il turista “fai da te” approda in città, l’acchito non è dei migliori, il tassista “faina” lo alleggerisce di 50 euro per una corsa che ne vale la metà,  l’albergo è bello, uguale alle foto viste in rete, bene, cioè… alla reception il concierge sfodera un sorriso “blanx white shock” e gli comunica che quelli sono i giorni clou di un evento straordinario e quindi, in via del tutto eccezionale, il prezzo della stanza è lievitato da 250 a 1.000 euro per notte, andare altrove sarebbe inutile, c’è il “tutto esaurito”, come suol dirsi: “chi ben comincia è a metà dell’opera”. Mattina successiva sveglia alle otto, sole e cielo sereno mettono di buon umore, colazione abbondante (fortunatamente compresa nel prezzo), scarpe comode, zainetto in spalla e via con la passeggiata turistica, foto col gladiatore 50 euro, souvenir tarocco cinese acquistato da un ambulante abusivo 30 euro. Passo dopo passo il turista si ritrova a Venezia, è ora di pranzo, l’ideale sarebbe mangiarsi un panino veloce per strada ma un cartello parla chiaro: “divieto di bivacco”, l’opzione più economica (pizza e birretta) ha gli stessi costi della cucina molecolare. Break successivo in piazza S. Marco, caffè e digestivo 26 euro, il viaggiatore inizia ad avere la sindrome di Fantozzi ma continua, stoicamente, il suo tour. Positano… “vide ‘o mare quant’è bello”, fa caldo, molto caldo, l’arsura diventa insopportabile, bottiglia d’acqua 9 euro, per reazione nervosa se la scola tutta in pochi minuti. L’effetto diuretico non tarda a manifestarsi, urge evacuare la vescica, l’occhio individua il logo dei gabinetti pubblici, ivi giunto lo vede… lui è lì, quasi immobile, ha la verve di un’ameba e lo sguardo da triglia, appollaiato sullo sgabello come un avvoltoio il “contapisciate” indica, con un movimento quasi impercettibile, il piattino contenente una monetina che implora compagnia come la particella di sodio nell’acqua lete. Finalmente si desta, è sudato ma nel letto di casa sua, è stato un sogno, anzi, un incubo fedele alla realtà.

Da noi i turisti sono considerati come le mandrie di gnu che scorazzano nella savana, hanno una sola funzione, sfamare i “predatori”. Quella che dovrebbe essere una immensa e duratura risorsa collettiva viene trasformata in “bottino” privato da indegni ladroni, nel terzo millennio inoltrato continuiamo ad accrescere il divario negativo nei confronti di Paesi che hanno da offrire meno ma sanno sfruttarlo meglio. Grazie anche alle disposizioni comunitarie abbiamo fatto qualche passetto avanti (fino a qualche anno fa i musei chiudevano nei festivi e durante i periodi estivi), tuttavia siamo ancora ben radicati in quel provincialismo atavico, miope che vive nel credo: “meglio un uovo oggi che una gallina domani”.

Il “belpaese” è un concentrato di ricchezze… clima, mari, monti, laghi, arte, cultura, storia, eccellenza enogastronomica, Il turismo potrebbe, dovrebbe, costituire il grosso del nostro PIL facendoci vivere tutti nel benessere. La classe dirigente ha commesso un gravissimo errore storico, non ha sfruttato a dovere questa immensa risorsa sostituendola all’apparato industriale in declino, un avvicendamento ovvio, logico, naturale, anche in considerazione del celere e inarrestabile sviluppo del turismo nei decenni recenti, sia di massa che elitario. Non abbiamo strutture adeguate in grado di offrire a milioni di viaggiatori soggiorni a basso costo, impossibile realizzarle causa veti di ogni sorta. Gli Americani, non soddisfatti delle loro bellezze naturali, hanno costruito nel deserto del Nevada la città del divertimento, una cassa continua attiva h24 rimpinguata con soldi provenienti da tutto il mondo. Potremmo farlo anche noi nelle zone depresse, “potremmo” ma non lo faremo mai, un simile insediamento finirebbe in mani poco inclini a spartire gli introiti con l’erario. Qualora (utopia) si superasse questo problema rimarrebbero scogli come la lungaggine burocratica, il veto dei finti ecologisti e quello dei moralisti di facciata (è fresca la notizia di quei parlamentari del PD che, non avendo un cazzo da fare, hanno vergato e sottoscritto una formale protesta contro la nuova versione del Monopoli, da loro considerata “immorale”).

In molte zone di villeggiatura commercianti ed esercenti applicano ancora la doppia tariffa, una per gli stanziali e l’altra per i “forestieri”, le autorità locali non si limitano a tollerare questo malcostume, magari facessero solo quello, NO, si arzigogolano, si spremono le meningi fino allo spasmo per trovare il modo di fottere anche loro soldi ai vacanzieri. Tassa d’ingresso, parcheggi a prezzi stratosferici, multe a pioggia e poi… la bastardata di inventarsi divieti paranoici per far cassa con contravvenzioni sparate a mitraglia. Quale logica razionale potrà mai giustificare comportamenti e atteggiamenti autolesionisti??? Perché anziché coccolare e vezzeggiare i turisti come un bene prezioso si tende a scoraggiarli, rapinarli legalmente e render loro problematico il soggiorno fino all’irritazione??? Quale disegno occulto si cela dietro tali iniziative demenziali??? Con quale faccia da culo fingiamo di indignarci se i giornali stranieri pubblicano consigli per mettere in guardia i loro connazionali dalle furbate made in Italy???

Nell’era di internet, dei voli low cost, dei viaggi last minute, dei pacchetti all inclusive… nell’era in cui tutte le nazioni cercano di accaparrarsi i turisti offrendo loro ottimi servizi a prezzi modici, nella Italietta arraffona  e pezzente nell’anima si continuano a vendere le bottiglie d’acqua a nove euro, nove euro che diventano dieci col “contapisciate”, “pure isso tiene famiglia, pure isso adda campà”. Nel mentre a Montecarlo, meta planetaria dei ricchi, i turisti giornalieri squattrinati orinano gratis, nel pulito e pure con la musichetta.

Viva l’Italia (si fa per dire).

Tullio Antimo da Scruovolo

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16 thoughts on “una “spremuta” tutta Italiana…

  1. Hai raccontato bene la realtà. Quando non c’è furto c’è un’estrema approssimazione, o meglio incuria, in ciò che riguarda il turismo. Mancanza di indicazioni in inglese in musei e siti. Locali “eleganti” con parcheggiatori in cannottiera all’esterno. Domina la filosofia del “chi se ne frega”, non ovunque ma in molti, troppi posti.

  2. Trovo molto sconcertante questa spremitura di commercianti ed esercenti nei confronti dei turisti….. Ma ho visto di peggio in Messico dove addirittura la polizia locale fa da “garante” per poi dividersi il maltolto con il truffatore…. Bha? Sarà il sangue neolatino?
    Il post è molto interessante e le tue riflessioni sono più che giuste, però permettimi….. Il turista che ha pagato un caffè 6 euro per potersi sedere in Piazza San Marco godendosi il panorama allietato dalla musichetta dal vivo…… Invece poi di lamentarsi (i prezzi erano esposti) te ne vai a berti un caffè a 1 euro in un bar qualsiasi e poi ti godi la piazza seduto su un gradino….. Stessa cosa per la tipa che ha pagato 9 euro una bottiglia di acqua minerale, è andata a comprarla in un piano bar con tanto di spettacolo in corso …. Ma cosa ti aspettavi?
    Forse se ci fossero un po’ meno babbioni, anche certi atteggiamenti cambierebbero….. 😉
    Bentornato, smak

    ps: quella del “contapisciate” è da oscar :mrgreen:

    • ciao Valeria,
      diciamo che pagare sei euro per un caffè, se viviamo la cosa come un minimo di spesa per riposare le terga in certi posti, ci sta anche. Sono i venti euro per un amaro e i nove per l’acqua che sconfinano nella rapina. Non mi risulta che a intrattenere musicalmente gli avventori ci fossero Madonna o Lady Gaga :mrgreen:

  3. il ministero del turismo dovrebbe essere uno dei più importanti in un paese come il nostro e invece è sempre una poltrona di comodo per accontare qualche incapace. Ci fosse qualcuno con grano salis li dentro sai quanto potremmo incrementare il nostro pil?

  4. Qui in Italia c’è la “BELLA” abitudine di spennare i turisti ed è per questo che in tanti decidono che con la stessa somma invece di una settimana alle Eolie possono fare una settimana a Praga!
    Lo so per certo perchè lo ha fatto mia figlia e il suo compagno.
    L’anno prima si erano voluti togliere lo sfizio di vedere Roma ,non immagini i prezzi che mi ha riferito.
    Come hai ben detto tu la nostra nazione e le nostre isole sono così belle che di turismo potremmo camparci,ma fintanto che ci saranno i furbetti del quartierino saremo additati sempre come quelli che si approfittano di chi viene da “FUORI”
    Buon pomeriggio Tads
    Ps: Quella del contapisciate a pagamento è ,appunto per restare in tema da scompisciarsi dalle risate! 😆 😉 😀

    • voci di corridoio dicono che in alcuni cessi “strategici” vi siano “contapisciate” col Porsche parcheggiato fuori, soprattutto quelli nelle vicinanze di terme particolarmente diuretiche :mrgreen:

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