Disquisendo di sesso…

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Da qualche tempo sulle principali rete televisive passano due spot pubblicitari “pro- coito”, uno contro l’impotenza e l’altro contro l’eiaculazione precoce, è bello vedere che certi tabù vengano trattati come fossero gengive infiammate, capelli che si spezzano o unghie che si sgretolano.  Che dire… certo i “pipini” “pigri” o “frettolosi” devono essere veramente tanti se si è giunti al punto da creare campagne mediatiche martellanti. La virilità e il machismo dei “mangia spaghetti” sono in disarmo (un uomo su cinque apre l’idrante prima che si accenda il fuoco, così dice la voce fuori campo), nell’era del “recupero” forzato spacciato per vintage non poteva certo rimanere fuori l’orgoglio fallico. Ovviamente chi vive disagi di questo tipo farebbe bene a seguire i consigli elargiti, piuttosto che avvilirsi anzitempo. Ricordo un tipo non più giovane che amava ripetere (con tanta autoironia): “il problema non è convincere le donne a darmela bensì convincere il Giuda qua sotto ad alzarsi”.

Come ho sempre detto e scritto, intelligenza, coraggio e sessualità, sono i tre fronti sui quali un uomo non può bluffare, cioè, può millantare ad libitum ma quando arriva il momento della verità vien fuori l’essenza del suo essere. Fa specie che queste prove del fuoco riguardino solo i maschi, già, ad una donna bella è concesso anche essere stupida , Andy Warhol diceva: “la bellezza è già intelligenza”, è altresì pacifico che al gentil sesso sia perdonato il non avere coraggio, la paura è una prerogativa femminile che incoraggia l’ardire dei cavalieri. La matassa si ingarbuglia quando ci si tuffa nello stagno del sesso, qui è sempre colpa degli uomini, imbranati, incapaci o egoisti secondo le circostanze, per non parlare del fatto che l’orgasmo simulato è solo in rosa. Mi piacerebbe vedere uno spot in cui un figaccione sicuro e sorridente, con tanto di valida dotazione “Black & Decker”, è seduto a cena con una depressa frigida mentre la voce fuori campo recita: “non deluderlo, non fingere,  lui vuole il tuo piacere vero, rivolgiti ad uno dei nostri centri”.

La sessualità femminile è molto semplice, elementare, appare complicata agli occhi degli sprovveduti perché immersa in un cocktail di paranoie, complessi, frustrazioni e paure, diciamo anche che quello di autodefinirsi “complesse” è un alibi, una scappatoia che da tempo cammina con una scarpa e uno zoccolo. In realtà la maggior parte di loro ignora o reprime le proprie pulsioni, sì, tantissime donne NON conoscono la propria sessualità, nel migliore dei casi la ingabbiano in attesa che arrivi il principe azzurro a liberarla, questo è un aspetto positivo, ammirevole, apprezzabile, purtroppo i principi azzurri latitano e quindi tutto si diluisce in quella standardizzazione che magari non sarà sempre ipocrita ma nemmeno appagante.

La logica femminile è pressappoco questa: “devi essere tenero ma anche rigido, comprensivo ma anche autoritario, possessivo ma anche tollerante, devi concedermi spazi ma anche restringermeli, devi plasmarti ai miei stati umorali, amarmi perdutamente ma anche farmi soffrire, si tromba solo quando ho voglia io e in quel momento tu devi esserci, non devi lasciarmi mai sola ma anche rispettare i miei momentanei  bisogni di isolarmi, sii sempre fantasioso, creativo, mai banale né noioso né ripetitivo, ecc. ecc.”. Ad occhio nudo questi concetti appaiono espressione di insicurezza, indecisione, in realtà sono quanto di più ovvio, elementare, lapalissiano possa esistere. E’ altrettanto ovvio e lapalissiano che tra il desiderio/bisogno di vivere sull’altalena delle emozioni e il rompere i coglioni con capricci cervellotici e bizze da diva del condominio, ci corra un mare di differenze.

Gli Italiani sono notoriamente “cazzari”, “ganassa”, in materia di sesso e poco propensi ad affiggere manifesti sulle proprie capacità ridotte, da ciò si evince che certi dati statistici nascano da una minima base medica e da un gran parlare delle donne. Il confidarsi delle donzelle produce due livelli di diffusione, la “controinformazione” e la “informazione manipolata”. Una donna innamorata tende a valorizzare, quando non lo è più a sminuire… eppure il “bigodino” è sempre lo stesso. Chi è avvezzo a relazionarsi con donne in apparenza felicemente maritate, conosce a memoria la poesiola giustificativa: “mio marito ce l’ha piccolo, è più veloce di Speedy Gonzales, mi trascura, non è capace, non sa far questo né quello, ogni tanto ci prova ma io non mi concedo… e avanti così sulla tangenziale della denigrazione”. Onestamente dobbiamo riconoscere che nel caso fossero balle sarebbero balle dovute, dovessero dire: “mio marito ce l’ha il doppio del tuo, scopa per ore, mi fa impazzire…”, l’autostima dell’amante di turno crollerebbe perpendicolarmente, perpendicolarmente crollerebbe anche altro…!!!

Molto teatrale, copionizzato,  il discorso “degli ex”, se l’uomo in auge è geloso e possessivo, la donna tende a sciorinare un passato annacquato, insignificante, deludente, senza picchi. A fronte di un certo disinteresse, chiamiamolo menefreghismo, come per incanto… i trascorsi sessuali si trasformano, mutano, diventano provocatoriamente “quasi” inenarrabili, sia chiaro sempre sul fronte passivo. Anche qui c’è poco da condannare e tanto da capire, in una società che non ha ancora cestinato il vizietto di “etichettare e giudicare”, rischiare di perdere un uomo amato per eccesso di sincerità è poco intelligente. Da quando è divenuta obsoleta la regola del: “santarellina in pubblico e assatanata in privato”, ci si è immersi in un caos comportamentale.

Chiudo questo post con un capoverso che per molti/e insoddisfatti/e potrebbe suonare come un invito a riflettere, i soggetti in grado di darsi totalmente e nel migliore dei modi sono quelli che albergano nella “terra di mezzo”, altrimenti detti “normali”, particolarmente a livello di testa, non solo fisico. Si urli a gran voce che le persone convinte di esser “poca roba” e quelle illuse di esser “tanta roba”,  hanno lo stesso carico di problematiche, seppur su fronti opposti, una aridità interiore che se non è alimentata da complessi di inferiorità lo è da quelli di superiorità, due storture che producono lo stesso effetto, un forte squilibrio tra forma e sostanza. Coloro che popolano la “terra di mezzo” non eccedono in vanità né sono inibiti da ansie anomale, sanno e possono valorizzarsi, se la giocano alla pari, non hanno bisogno di corollari mendaci, non si fanno condizionare da stereotipi e vivono in modo ottimale e spontaneo le proprie emozioni.

Tullio Antimo da Scruovolo

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35 thoughts on “Disquisendo di sesso…

  1. La nostra epoca e’ vittima di un assioma di vita ,L efficientismo.in ogni campo dobbiamo essere il meglio e dare sempre e solo il meglio.altrimenti sei una perdente .un fallito ,un incapace.hai ragione quando dici che molte donne hanno tanti problemi nella sfera sessuale ma spesso si scarica la colpa sul partner e se ne parla poco.credo che L essere umano intelligente debba a se stesso un po’ di felicità ed anche di piacere.hai un problema? Affrontano! Magari lo risolvi anche senza buttare all aria tutta la tua vita affettiva.non bisogna accontentar si ne aver vergogna a volere di più’.Ma s sei felice e goduta anche senza gli orgasmi multipli che te frega! Invece di durare un ora arranchi sui 20 minuti? Usa la fantasia il resto del corpo c’è L hai no? insomma do ve e’ finto il nostro senso Dell umorismo!

    • direi che hai centrato il plot del post, troppe para e troppo stress condizionante, l’efficientismo lavorativo e sociale mortifica quello intimo, spesso è così.

      un pensiero non ufficiale ma con un fondo di realismo, sostiene che la donna simpatica non esista in natura, quelle che cercano di esserlo a tutti i costi diventano patetiche, il senso dell’umorismo femminile si tramuta in raffinata ironia

      invece di un’ora arrancare sui venti minuti?
      ecco, questa sì che è ironia :mrgreen:
      la media nazionale è sotto i dieci

      è sempre un piacere averti qui 🙂

  2. Ciao Tads. Bel pezzo….anche se costellato di perle di misoginia…
    Sono sempre stata una fervida sostenitrice della teoria che la “qualità ” sia più importante della “quantità “, la “durata” mi fa solo ridere. Sono altresì convinta che la vera frigidità riguardi pochissimi casi patologici, in tutti gli altri casi è COLPA del partner che non è all’altezza della situazione. Mi sono sempre chiesta: ma uno con l’eiaculazipne precoce lo sa? Nel senso….. Non mi sembra che esistano “tabelle di marcia”. Un uomo così ti fa solo incazzare perché nel suo egoismo, tipicamente maschile, dopo aver eiaculato si volta dall’altra parte e si addormenta, senza nessun tipo di turbamento o frustrazione. Ben diversa invece la mancanza di erezione……
    Penso anche che andare in giro a dire che il tuo ex c’è l’ha piccolo, dopo che ti ha mollata, sia proprio il minimo :mrgreen:

    • ciao Valeria,

      in tutta sincerità ti dico che questo post non ha niente di misogino, tutt’altro, giustifico certi comportamenti femminili e cerco di individuare quella logica che sfugge ai più

      io credo che gli uomini, come le donne, abbiano iniziato a concedersi in modo contestualizzato, grandi prestazioni con chi interessa e “sega viva” con le “riempitive” monouso

      ciò non toglie che il problema della eiaculazione precoce esista e sia pure diffuso, mi stranisce il tenerselo, già gli antichi romani adottavano provvedimenti ritardanti, gli orientali hanno elaborato, migliaia di anni fa, tecniche per procrastinare l’orgasmo, subire passivamente questa lacuna nel 2013 è da stupidi.

      Grazie per i complimenti

  3. Da ragazzo le varie dicerie degli UOMINI maturi si potevano raccogliere nei vari punti che riporto di seguito. La prima linea importantissima era la “dimensione”. Sentivo dai venticinque in su. Ascoltando altre campane dovevo aggiungere, al precedente aggettivo, la “durata”. Dalle cinque alle dieci ore. Successivamente, ascoltando altri amatori di razza, serviva assolutamente, anche il numero delle prestazioni ogni coito. Dalle tre alle cinque “botte” tutti i giorni. Dopo poco tempo, per essere alla pari con gli altri super scopatori, bisognava unire, assolutamente, l’altissimo numero delle femmine conquistate. Un migliaio l’anno, altrimenti eri un perdente. Ad oggi, leggendo il tuo, come sempre bel post, posso solo dire che, come saprai, la donna, se desidera fare l’amore con un uomo, non ha bisogno minimamente di quello che ho elencato. Basta una carezza, una parola dolce e il resto viene da se.

    🙂

    • un vecchietto 90enne si reca dal dottore:
      “Dottore mi dia qualche vitamina che mi sento un po’ stanco”

      “prima mi spieghi che vita conduce”

      “dunque Dottore, mi sveglio al mattino e mi faccio una chiavatina con mia moglie, poi dopo colazione esco e vado a trovare una mia vecchia amica, anche lì mi faccio una chiavatina, poi rientro, pranzo, pisolino e quando mi sveglio mi faccio una chiavatina, di nuovo con mia moglie, successivamente vado alla bocciofila, lì c’è una socia che la dà a tutti e spesso mi faccio una chiavatina anche con lei, torno a casa, cena, un po’ di tv e prima di dormire mi faccio l’ultima chiavatina del giorno”

      “ma Signore, ecco perché si sente stanco, lei fa troppe chiavatine al giorno”

      “è per quello Dottore che mi sento spompato? io credevo fossero le seghe”
      :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

      te la ricordi quella vecchia canzone di Lucio Battisti che recitava:
      “io non posso parlare solo di calcio di donne e di membri lunghi tre spanne…” Anche io da adolescente ne ho sentite di ogni, per fortuna adesso quelle vanterie da alieni si sono perse, però… all’epoca forse ci stavano pure.

  4. sai quanti arresti cardiaci avvengono …durante? meglio non rischiare dopo una certa età! 😉
    Chi si accontenta gode di più! 😀 Davvero sai!

  5. Ai bei tempi mi sarei accontentata anche di soli 10 minuti! Ed ho detto tutto.
    Ascolta bene questa canzone è attinente all’argomento del post e anche alla barzelletta.

    • non so se chi ha inventato la barza si sia ispirato a Califano o viceversa, probabilmente è il cantautore che ha copiato, la storiella che ho pubblicato credo abbia una 50ina d’anni

  6. ciao Tads,
    un amico del Toni ha il problema inverso : dura ma non concretizza.
    Toni sull’argomento ha detto alla casa del popolo ” Le donne del mio amico raggiungono più volte l’orgasmo ma lui niente. eppure queste donne hanno di che lamentarsi, perchè lui non eiacula. ”
    La Serena, una mia amica manager che ogni tanto si fa strapazzare da un gigolò, mi ha detto che questi non “vengono” mai, ma a lei non gliene frega niente!
    Saranno le donne innamorate che si preoccupano dell’orgasmo maschile?
    Boh!

  7. Tu pensa dietro 10 minuti (Coelho in realtà parlava di 11 ma probabilmente con la crisi….) di trombata quante seghe mentali ci sono…quasi quasi conviene farsi anche quelle non mentali 😉
    Bel post…divertente.

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