Meglio avere rimorsi oppure rimpianti???

bikini3

L’anno scolastico è giunto al termine, eccezion fatta per coloro che devono sostenere esami, le località turistiche, quelle balneari soprattutto, sono prossime ad essere invase da mammine con tanto di prole al seguito. Bagnini, animatori e vitelloni new age stanno affilando e oliando lo spadone, sanno che possono contare solo su cinque giorni alla settimana, infatti maritini e paparini rimasti in città per continuare a produrre reddito, arrivano con il “week end express”, un treno da anni ribattezzato “la freccia dei cornuti”. E’ notorio, la gestione dei bollori vacanzieri è ondivaga, in ogni caso è opportuno capitalizzare le quotidiane ed estenuanti sedute in palestra effettuate nel periodo marzo/aprile/maggio, culo, cosce, addome e mammelleria varia hanno subito un duro processo di rassodamento e sono pronte per il “collaudo”, oltre i quaranta si parla di “revisione”. Il sole caldo, l’acqua marina, l’ozio, il coniuge assente, un pizzico di vanità, una spolverata di esibizionismo e poi… tutti quei ragazzoni aitanti con tanto di tartaruga e ammennicolo voluminoso… il diavolo è tentatore, ci sono pure un paio di trolley maxi pieni di vestitini e scarpine che implorano a gran voce di essere indossati, non fosse altro per prendere un po’ d’aria salmastra.

Giugno e luglio sono i mesi delle avventure fedifraghe allo iodio, la goduria finisce ad agosto con le ferie del consorte che, in genere, passa con la famiglia le ultime due/tre settimane e poi tutti di nuovo a casa. I tradimenti a cui mi riferisco sono realtà censite, non leggende popolari. Facciamo gli evoluti tollerando questi sbandamenti, non sono certo un moralista, trovo più interessante approfondire il “dopo”, le conseguenze inevitabili, parlo di quelle interiori, segrete, intime. Ci sono sicuramente donne in grado di spassarsela e poi lasciare tutto sotto l’ombrellone come un mozzicone di sigaretta, le chiamano “cougar women”, avvezze alla gestione dei “rate” mordi e fuggi. Di queste credo di averne già parlato tempo addietro, sotto un’ottica antropologica è più affascinante il modus operandi delle neofite, le novizie della cornificazione marina, quelle che cedono per la prima volta alle pulsioni extra talamo. Il contesto è favorevole, l’habitat è complice, lontano da casa, dai vicini, dai parenti impiccioni, ecc. ecc. Pare, secondo le statistiche, che al primo tradimento la donna giunga attraverso un iter mentale più o meno lungo che matura nel tempo la cosiddetta “predisposizione”. Raramente piovono fulmini a ciel sereno, è una questione di situazioni, magari non cercate ma a livello più o meno inconscio attese, diciamo sperate.

Una volta fatta e mangiata la “frittata”, resta da vedere come la si digerisce, per chi non gode di una fortificazione costruita, strutturata dalle esperienze precedenti, il rischio di farsi trascinare nel vortice del coinvolgimento sentimentale è veramente forte, dopo anni di monotonia ed equilibri stabilizzati ma tremendamente noiosi, prendersi una cotta over size è molto facile. Per contro una esperienza deludente tende a generare bastardissimi sensi di colpa difficili da mascherare e metabolizzare, esiste anche il tradimento “potenziale”, quello evitato all’ultimo minuto grazie a rigurgiti e insicurezze ma anche questo lascia tarli nel cervello, il “non consumare” ma sognare di farlo è un peccatuccio veniale solo in teoria.

Quindi:

la donna che tradisce e si innamora passa da un mare azzurro a un mare di merda

la donna che tradisce con un incapace si ritrova immersa in un mare di rimorsi

la donna che trova la forza di resistere alle tentazioni piomba in un mare di rimpianti

Trascurando la prima situazione ci troviamo di fronte ad un atavico enigma, è meglio avere rimorsi oppure rimpianti? Ovviamente la cosa è soggettiva ma non per questo meno interessante. Potrebbe il rimorso di un incontro sciapo far rientrare eventuali tentazioni future? Al contrario, potrebbe indurre a una più accurata scelta del partner occasionale nei tempi a venire? La virtù salvata ma aggredita dai rimpianti dove conduce? Forse ad altri rimpianti oppure al famigerato “salto della quaglia”? Quién sabe? Nel frattempo i locali delle città sono affollati da mariti temporaneamente single, non tutti in preda allo sconforto, in fondo la vita è un “do ut des”, nel vicolo dicono: “chi la fa l’aspetti”. La nota positiva è data dagli introiti delle baby sitter che assistono i pargoli durante le scappatelle delle mammine con l’utero “estroverso”, niente di nuovo, le corna da sempre producono gettito economico degno di nota, con queste lune poi…!!!

Tullio Antimo da Scruovolo

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39 thoughts on “Meglio avere rimorsi oppure rimpianti???

  1. Lasciando da parte lo scenario marino non so cosa sia il senso di colpa.Se decido di fare qualcosa con o a qualcuno lo faccio .punto e basta.in ogni aspetto della mia vita.non me ne vantò sia chiaro.pero’ sono fatta così’…in questo sono come un uomooo! 😀

  2. Non mi ritrovo nel post perchè non ho mai fatto vacanze!
    Per il tuo quesito penso sia meglio avere qualche rimorso che molti rimpianti .
    Buona domenica

  3. …Ma forse mi sono persa qualcosa? In verità non ci ho mai pensato. Perché tradire? Se una persona non mi prende più lo lascio! Perché complicarsi la vita? Boh!
    Che squallore, una donna sposata, e pure con figli, va al mare in cerca dell’amante?? Non credo ai colpi di fulmine! Si è già … geneticamente “predisposti” (ormoni ballerini)
    Anch’io sono… disincantata, giuro che mi viene da ridere! 😀
    Meglio rimorsi, tanto non ne ho!

    • sai… gli umani ce l’hanno nel DNA il bisogno di complicarsi la vita

      perché tradire?
      semplice

      perché sarebbe da idiota lasciare un marito benestante per mettersi con un bagnino spiantato… ma poi… quale bagnino spiantato che ama fare le tacche sulla cinghia si vincolerebbe ad una donna maritata che intende rompere gli argini?

  4. Quel DNA si chiama insoddisfazione cronica. E’ inguaribile e incurabile…purtroppo!
    Però a voi uomini piace tanto…quello stile,..tipo trendy…per dire!!
    Io ho sempre vissuto di mio e ancora oggi non mi faccio mancare (quasi) nulla.
    Perché dovrei appropriarmi o benestare di cose non mie? non capisco…
    Vabbò…

  5. Sara,
    in questo post parlo di un fenomeno di costume tipicamente Italiano, nato addirittura durante il boom economico degli anni ’60, alla fine pongo una domanda esistenziale, una volta finita la lunga vacanza, è meglio portarsi a casa dei rimorsi oppure dei rimpianti???

    il resto è semplice divagazione, va bene, sia chiaro ma se rimaniamo in tema è meglio

    hai scritto:
    “Però a voi uomini piace tanto…quello stile,..tipo trendy…per dire!!”
    ti riferisci alle zoccole? l’ho sempre detto che hanno un forte ascendente sulla maggioranza degli uomini, sulla maggioranza, NON sulla totalità

  6. Ma non c’era il detto “agosto moglie mia non ti conosco” …Sei bravo…..a ribaltare la frittata…. 🙂 rimorsi o rimpianti? Bho? La cosa migliore è non farsi beccare…. :mrgreen: non ti pare? ….ah ……sconsigliato raccontar lo alle amiche…… 😉

  7. In generale nella vita: Rimorsi, senza dubbio meglio i rimorsi.
    Oddio…senza dubbio..un po’ di dubbio c’è l’ho…che io ho sempre ragionato così, poi quando arrivano sul serio i rimorsi un po’ preferisco i rimpianti.
    Nel particolare io direi che da come lo hai descritto il fenomeno si circoscrive solo alla categoria donne che hanno sposato uomo ricco che si possono permettere di passare le vacanze al mare tutta l’estate perché loro non lavorano. In questo caso mi viene il rimpianto..lo avrei potuto fare pure io invece di credere all’ammmore!
    😀
    A quest’ora invece che arrivare in ufficio starei poltrendo in un mega lettone con accanto il bagnino palestrato!
    Ahhahahahaah

  8. Hai ragione è un fenomeno nato negli anni sessanta, con l’inizio del benessere alla chiusura delle scuole moglie e figli partivano per le vacanze. Io non ho mai condiviso questa scelta, si è tutti insieme in città e tutti insieme in vacanza, che senso ha lasciare un marito nei guai alle prese con la casa, la preparazione dei pasti e poi solo soletto al rientro dal lavoro? Sono retrograda, non so, quel che so è che i miei genitori mi hanno inculcato questi valori ed ora anche i miei figli si comportano allo stesso modo. Per il tradimento sotto l’ombrellone, non è per me, vivrei talmente male con i sensi di colpa che primo si capirebbe il mio malessere e secondo correrei il rischio di perdere la bella famiglia che ho: marito e figli mi condannerebbero alla solitudine eterna. E poi quando si è soddisfatti e soprattutto si ha il senso della famiglia non si cercano divagazioni. A quelle donne leggere che accadrà in vecchiaia, boh? Per i figli si possono tenere a freno i bollori.

    Come sempre è un immenso piacere leggerti.
    un caro saluto
    annamaria

    • a dirla tutta io non credo sia poi così negativo mandare al mare moglie e figli, anzi, per i piccoli è tutta salute, Il problema è come vengono vissuti. Indubbiamente è una situazione ad alto rischio, per entrambi, nei tempi moderni il “senso della famiglia” è diventato un concetto “interpretabile”, non è più un valore assoluto.

      è sempre un piacere averti qui

  9. ciao TADS,
    non è una storiella ma vita vissuta.
    Alessandra, bella quarantenne per la prima vota ( forse) lontana da casa, lontana da Genova, dove ha lasciato il marito e una figlia per partecipare ad un corso di aggiornamento nella capitale.
    Un collega la spunta su tutti, la frequenta assiduamente, per tutta la durata del corso, circa 45 giorni; amoreggiano alla luce del sole, senza remore; solo la domenica durante la “visita parenti”, la signora ritorna ad essere moglie e madre ricomponendo il nucleo familiare intorno ad un tavolo nella sala pranzo gremita di colleghi a loro volta “ricompattati” con la famiglia.
    Solo Mario è solo, pranza con quei pochi scapoli, e mentre “arravoglia” le linguine alla forchetta non riesce a non pensare ad Alessandra che qualche tavolo più là ride , bacia ed abbraccia marito e figlia. Lui, Mario si rode dentro, Alessandra invece sembra felice.
    Mario, trascorre quei 45 giorni ammaliato e “disturbato” da quella donna della quale lui dice di essersi innamorato ( io pensai più ad una terribile cotta postadolescenziale che quando prende gli adulti è devastante!).
    Noi colleghi di Mario ( anche un poco invidiosi), visto lo stato comatosi in cui versava il “poverino”, ipotizzammo Alessandra gli avesse giurato amore eterno e vita insieme.
    Così non era: lo capimmo la mattina dell’ultimo giorno di corso, quando Mario si precipitò verso le scale della Hall per agevolare Alessandra a salire sul taxi .
    La “signora”, al cospetto del maitre , dei facchini e degli autisti e di un nutrito numero di colleghi corsisti ebbe forse un rimorso , e così apostrofò Mario “ chi è lei scusi, ci conosciamo?”.
    Quando la raccontai al Toni, mi disse: “ma quale rimorso quella era una troia dentro più che fuori”.

    • corna “corsare” :mrgreen:
      come dire… passata la festa gabbato lu santo

      non so se la “Signora” sia stata troia dentro o fuori, di sicuro si è comportata da stronza

  10. Io sono stato uno di quelli che per tanti anni è rimasto in città a sudare. Ed è stato bellissimo. Senza orari, senza giustificazioni, senza scuse e tanta libertà. Chiaramente, come hai scritto tu, …. chi la fa, l’aspetti.
    E comunque, alla fine, nessun rimpianto e nessun rimorso.

    🙂

  11. Ma qua non è una questione di rimpianti o rimorsi qua è una semplice questione di INSODDISFAZIONE … la VITA va presa a MORSI ma sembra quasi che in tanti, forse troppi, la vogiano succhiare senza, però, neanche assaporarla … e questo (rimorso o rimpianto all’apparenza) modo di agire e sentire sarà inevitabilmente un RIMPIANTO … ma di quelli difficili da DIGERIRE …Ciao, By Gg

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