Killer on the road…

morte

Il quotidiano “bollettino di guerra urbana”, diffuso dai media, ci aggiorna sul progressivo e inarrestabile degenerare di una società prossima a implodere su se stessa, tra i tanti recenti eventi di “nera” cito i seguenti: 1) un Ghanese prende a picconate, uccidendone due, cinque inermi e ignari passanti. 2) Un uomo sperona la ex convivente davanti alla caserma dei carabinieri e poi la rincorre per ucciderla, fortunatamente il tempestivo intervento dei militari scrive un finale positivo.

Esistono individui, chiamiamoli “umanoidi”, ai quali mancano alcuni anelli della catena evolutiva Darwiniana, bestie feroci assetate di sangue che in preda a istinti primordiali, scappano dalle “gabbie” grazie all’imperizia e alla dabbenaggine di uno “Stato guardiano” ubriaco di finta civiltà. Il Ghanese e l’aspirante femminicida non avrebbero dovuto essere dove si trovavano, il primo ha sulla testa un decreto di espulsione e il secondo numerose diffide emesse a seguito di svariate denunce, la pericolosità dei due “soggetti” è stata arginata solo con la burocrazia. Viviamo in un Paese assolutamente NON in grado di garantire sicurezza ai cittadini, cittadini considerati semplicemente “contribuenti da spremere senza ritegno”.

Se la società fosse, come dovrebbe essere, un complesso e perfetto meccanismo progettato per elargire serenità, benessere e un’apprezzabile qualità della vita…  i due tizi sopraccitati, unitamente a tanti altri, sarebbero considerati “pezzi di scarto”. E’ pacifico, fisiologico che in una popolazione composta da 60milioni di persone si creino sacche di follia, magari “anche” partorite dall’indigenza e dal disagio ma questa non può essere una giustificazione. Non mi interessa attaccar pezza sull’efficacia della pena di morte (chi va in giro ad ammazzare la gente a picconate non dovrebbe avere il diritto di vivere), se proprio non si vuole gettare in fonderia i “pezzi di scarto”, almeno si abbia il granum salis di metterli in condizioni di non nuocere. La vita è il bene più prezioso, è angosciante pensare che una qualsiasi testa di cazzo vagante possa togliertelo indisturbato seguendo criteri “random”. Inutile menare il torrone, se il Ghanese fosse stato espulso, intendo realmente, oggi avremmo due vivi in più.

Il fatto che gli Italiani non siano tutti bravi, tranquilli, onesti e discendenti diretti di San Domenico Savio, non autorizza la feccia del mondo a venire qui a farne di ogni… l’alto tasso delinquenziale extracomunitario (vedi popolazione carceraria), è dovuto a un lassismo legislativo assurdo, tortuoso, allucinante, politicizzato. Il dilagare dei femminicidi, quasi sempre preceduti da denunce, è causato da una incredibile interpretazione della logica “libertà/garantismo”. Cosa c’è di civile in tutto questo?

Il tipo che ha sparato ai carabinieri davanti a Montecitorio, tanto per gettare benzina sul fuoco, in qualsiasi altro Paese “civile” sarebbe stato “abbattuto”, in Italia questo è impensabile, qualora fosse successo, i componenti delle forze dell’ordine invece di essere premiati si sarebbero ritrovati alla gogna. Come ho detto più volte, il concetto di libertà/democrazia/civiltà è aleatorio, lo “spazio” di un cittadino finisce dove inizia quello degli altri, la linea di demarcazione è invisibile, teorica, non delineata, grottescamente e, spesso, beceramente interpretata.

Il livello di civiltà di uno Stato è dato dalla qualità dei servizi garantiti ai cittadini, nel nostro amato stivale non funziona niente, la sanità fa acqua, i trasporti provocano travasi di bile, l’istruzione è da terzo mondo, non esiste certezza della pena, non esistono leggi serie sulla immigrazione, i diritti dei cittadini sono sistematicamente calpestati dalle istituzioni, i politici mangiano a quattro ganasce, non ci è garantita nessuna sicurezza. Ognuno di noi potrebbe morire sotto i colpi di piccone di un clandestino “tollerato”. Siamo tutti Alessandro Carolè, siamo tutti Daniele Carella.

Tullio Antimo da Scruovolo

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35 thoughts on “Killer on the road…

  1. Questa notizia mi ha lasciata letteralmente basita, sicuramente il ghanese è malato mica da ridere…. Ma quello che veramente mi turba è il quotidiano imperversare di ex fidanzati o ex mariti, regolarmente denunciati, che si accaniscono indisturbati e tranquillamente sulle loro vittime con intenzioni omicide……… Insomma le donne oramai sono solo più carne da macello…. ? Speravo che la legge sullo stalking avesse il suo peso invece è l’ennesima buffonata. Eppoi permettimi…. tutta questa “informazione” secondo me “ispira” anche coloro che forse risolverebbero le questioni in modo diverso
    Complimentissimi come sempre 🙂

    • indubbiamente lo spirito di emulazione ha un peso notevole, magari a fronte di un deterrente poco appetibile… che dici? Un conto è farsi qualche annetto di galera, un altro è andare a rompere i coglioni all’inferno, lì ci sono abitanti che sanno difendersi.

  2. ciao tads,
    condivido l’analisi non i rimedi che tu proporresti. la pena di morte non è un deterrente, lo dimostrano gli omicidi crudeli che frequentemente avvengono negli States. Il nordafricano che gira con il piccone d’ora in poi sarà l’incubo che popolerà i sonni agitati degli operai e impiegati stipati nei quartieri dormitori delle grandi città. La paura del diverso, dello straniero del”negro” non ha mai turbato, ne mai turberà la tranquilla vita dei garantiti.
    Non blateriamo solo contro i clandestini in quanto tali; ma cominciamo a pretendere di colpire (sul serio e non solo con norme inapplicate ed inapplicabili) anche chi da lavoro ai clandestini lucrandoci sopra! Di fatti di cronaca orrendi , nella tua Torino e nella metropoli Milanese negli anni 50 e 60, si macchiavano i meridionali che erano i “negri” di allora.
    Ottomila chilometri di mura ciclopiche lungo le coste, aeroporti chiusi e fuoco a vista, solo così solo così potresti tentare di arginare chi si sposta! Non credo che questo sia possibile, non solo umanamente e moralmente: allora la strada è un’altra, non ti pare?
    voglio postare qui sotto una 2cosuccia2 che scrissi quando sbarcarono i primi clandestini a Bari ( ricordi la nave carica di carne umana?).

    —-
    Enea 2000

    L’Acheo invasore ti ha scacciato,
    non per amore di Elena,ma per sete
    di potere.
    Hai la tua storia per fardello,
    porti per mano la tua speranza,
    conduci le tue genti ad altri lidi.
    Navighi i mari perigliosi,
    a Cartagine hai amato Didone,
    il fato ti ha voluto tra la progenie
    della Città eterna .
    Oggi novello Enea fuggi ancora,
    insegui la libertà, allontani la miseria.
    Sei stato affamato dalle Sette Sorelle ,
    ti hanno armato, alimentando contrasti
    tribali, hanno depredato le tue
    ricchezze, seminando morte e povertà.
    Sogni terre migliori,arrivi navigando
    su gabbie di morte, ti fanno immaginare
    mondi dorati, i ghetti delle metropoli
    ti accoglieranno, passerai le tue ore
    chino sull’oro rosso, le tue fanciulle
    occuperanno viali e cavalcavie.
    Negli occhi conservi la speranza,
    si è spenta la paura, hai sete
    di giustizia e chiedi dignità.

    • caro linonoli, non ci sono spunti per creare sterili polemiche, il clandestino che ha picconato non doveva essere lì, sicuramente in queste Paese ci sono clandestini che non delinquono e sono sfruttati… concordo… però quello NON doveva essere lì. Ultime notizie, i morti sono TRE

  3. Questa sera, invece, mi permetto di fare un approfondimento che riguarda solo un aspetto di ciò di cui parli nel tuo articolo, perchè la frase ‘la vita è il bene più prezioso e pensare che una testa di cazzo qualsiasi te la tolga…random…’. Ecco, questo turba anche me.
    Faccio un passo indietro rispetto allo Stato che dovrebbe Salvaguardare…etc e Tutelare…etc. E arrivo con il mio passettino all’interno della famiglia, di cui vivo dinamiche e relazioni quotidianamente da anni, per il lavoro che faccio.
    E vedo persone che fanno bambini senza avere davvero la voglia e la passione di allevarli per farli crescere quanto meno adulti centrati.
    Allevare figli è fatica, tremenda, quasi premorte. Chi ha voglia di farla?
    Non rispettano i tempi del normale sviluppo psicofisico; in una società carente di una reale attenzione all’infanzia, è ancora più difficile il lavoro di genitore, ma la propulsione deve necessariamente venire da noi. Ma chi ne ha voglia?
    Comprano loro di tutto, si vantano con meraviglia delle capacità tecnologiche di bambini che poi non riescono a prendere al volo una palla.
    Non insegnano loro a sopportare la frustrazione minima, non parlano ai maschi di sentimenti, non sviluppano l’empatia, il rispetto per gli altri, per le cose comuni.
    L’aspirazione generalizzata è una buona dose di aggressività ‘che nella vita serve sempre, se no gli altri ti fregano’.
    Io, personalmente, non mi stupisco. Apprendo (le cose, in generale) con tristezza, ma non con stupore. Neppure del metodo ‘acido in faccia’ importato tosto tosto dal medio oriente per regolare faccende sentimentali nostrane.
    … va beh, tralascio il profilo della famiglia ghanese, che non l’ho ancora studiata bene! Sono già piuttosto affranta dalle nostre. Saluti.

    • sottoscrivo in pieno il tuo commento, l’ho più volte ribadito, tante problematiche sociali nascono proprio da un distorto concetto di “educazione”.

  4. L’impossibilità, e spesse volte l’incapacità, di limitare queste mine vaganti anche dopo averle riconosciute, dopo che qualcuno le ha segnalate, è un spot alla paura. E’ pubblicità progresso a favore dell’intolleranza. E’ propaganda verso la reazione violenta.

  5. L immagine del tristo mietitore mi pare appropriata .condivido in pieno Rocco ed interno…purtroppo mi rendo conto che è’ sempre più’ difficile mantenere L equilibrio mentale.tutto sembra fare a gara per minarlo.aggiungiamoci il resto , mancanza di giustizia pena certa educazione corretta e solida prospettive di migliorameno sociale ecc…ecco la paura di uscire di casa di incontrare un estraneo di fidarsi di un altra persona…che mondo triste abitiamo.

  6. Però se la poliziotta frustrata ti sorprende a buttare fuori orario un sacchetto mignon di spazzatura ti chiede nome, cognome e dove abiti com’è capitato a me. E paga le tasse “vere” soltanto il medio ceto. I ricchi mangiano, i finti poveri mangiano, gli assistiti non hanno i mezzi, restiamo noi, che siamo tanti. Abbiamo studiato o ci siamo preparati dignitosamente a una professione noi cretini, invece di proclamarci indigenti, anzi a noi hanno chiesto l’offerta sul telefonino o nel piatto della parrocchia perché i ricchi non gliene danno e i poveri veri non ne hanno. A noi, che la sera abbiamo un pezzo di televisione mentre i piedi bruciano, ammanniscono immagini dei poveri derelitti ai quali arrivano le briciole, se arrivano. I nostri “sgovernanti” non si vergognano al mattino, quando si guardano allo specchio per sbarbarsi i maschi e per truccarsi le femmine. Sono pietosi coi delinquenti (civili o deboli e accomodanti?) e spietati con gli intelligenti che gli danno ombra.

  7. Troverai sempre tante persone che giustificheranno tali uomini e tali episodi, daranno sempre colpe alla società che li ha costretti a subire, ai luoghi dove sono nati non consoni al loro status, alle amicizie sbagliate che hanno frequentato, all’incapacità di reagire a determinati eventi. Daranno colpe allo smog, all’alcool, alla droga, al caffè, alle vittime provocatorie, giammai al soggetto criminale.
    Il commento da bar è questo: povero a chi ci capita, l’importante è stare sempre lontano dal luogo del misfatto. Ma non sempre è cosi.

    🙂

  8. Mi viene da dire solo una cosa….che schifo!
    Ed ora sarà anche peggio con il ministro all’Integrazione Cècile Kyenge, che non considera un reato la clandestinità…

  9. Sono stato molto contento di aver trovato questo sito. Voglio dire grazie per il vostro tempo per questa lettura meravigliosa! Io sicuramente mi sto godendo ogni post e ho gia’ salvato il sito tra i segnalibri per non perdermi nulla!

  10. Grazie per il vostro articolo, mi sembra molto utile, provero’ senzaltro a sperimentare quanto avete indicato c’e’ solo una cosa di cui vorrei parlare piu’ approfonditamente, ho scritto una mail al vostro indirizzo al riguardo.

  11. Avete un gran bel blog qui! Sareste disponibili per uno scambio di post? parlo di guest blogging… ho un blog che tratta di argomenti simili, vi ho inviato una mail per scambiarci i dati. Grazie ancora!

  12. Sono d’accordo con quello che scrivi e non solo riguardo questo post. Credo, tanto per dirne una, che la pena di morte sarebbe un modo equo per ripagare molta gentaglia delle sue azioni. Del tipo che chi violenta e uccide una donna o entra in una casa per rubare e picchia a sangue chi trova dentro, be’, secondo me dovrebbe non poter essere in grado di avere una seconda possibilita

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