Il matrimonio e le “corna biodegradabili”…

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”Di oltraggio (il matrimonio) in oltraggio (l’adulterio) non sorse altro che oltraggio (la copulazione) eppure il violatore matrimoniale  della matrimonialmente violata non era stato oltraggiato dal violatore adultero della adulteramente violata.” James Joyce

Non è nel mio stile usare una citazione come ouverture di un post ma in questo caso, visto l’argomento, ho ritenuto opportuno fare una eccezione. Il matrimonio è uno strano itinerario che si inerpica per impervi sentieri pieni di rovi infestati da fastidiosi insetti, una via crucis che dà fondo a tutte le buone intenzioni portate in dote nel baule del corredo. Ciò che veramente è vissuta come l’unica, vera iattura, è quella tagliola chiamata “corna”, il tradimento, venir meno al giuramento di fedeltà, tuttavia anche qui è un crescendo Rossiniano, mi riferisco agli Stakanovisti del perdono: “maddai… una scappatella si può anche perdonare, l’importante e che non ci siano di mezzo sentimenti. Come? C’è dentro fino al collo? Avrà la mente temporaneamente obnubilata, con la mia comprensione tornerà in senno. Che dici? Vuole fare le valige e andarsene? Vedrai che tornerà, non può vivere senza di me…”. Basta crederci.

Ci corre l’obbligo fare alcuni distinguo tra maschietti e femminucce, l’uomo “farfalla” tradisce quando se ne presenta l’occasione, magari anche durante il viaggio di nozze, per lui è una sfida con se stesso, una bolla sessuale autonoma, totalmente staccata dal matrimonio, un maschio “dovere” lucidamente folle nella sua naturalezza, spontaneità. La donna che si reca all’altare con la giarrettiera della fedeltà ci mette mediamente 10/15 anni prima di passare all’autocertificazione di zoccola consequenziale (per una woman che tradisce è fondamentale avere una giustificazione/motivazione). Secondo le statistiche il cambio di rotta coincide con una serie di elementi: 1) figliolanza cresciuta, 2) bisogno di bilanciare l’attapirante sfiorire della bellezza attraverso conferme, 3) forti pulsioni sessuali non più reprimibili, 4) rivalsa, 5) fattore X (il “fattore X” varia da donna a donna e dipende da un ventaglio di situazioni che vanno dalle amicizie al lavoro, dalle frequentazioni hobbistiche a quelle in rete, dalla posizione sociale alla maturazione intellettuale, dal bisogno di rivitalizzarsi attraverso la trasgressione all’essere trendy, ecc. ecc.).

Le “corna” più interessanti, a livello analitico, sono quelle “biodegradabili”, inermi, tanto per capirci, quelle che non rovinano matrimoni, non devastano menti, non sputtanano e sono gestibili senza logorii, potremmo definirle “spurghi fisiologici compensativi”, non inficiano minimamente affetti e unioni, addirittura pare abbiano poteri terapeutici subliminali. A fare da contrappeso c’è l’inibizione di copule performanti da talamo, quando si pratica per venti anni “sesso normale (altrimenti detto vanilla)” col coniuge, proporre o sentirsi proporre numeri da circo potrebbe essere destabilizzante. Un marito poco fantasioso, così come una moglie freddina, qualora dovessero fare un improvviso “salto della quaglia” in materia di sesso, creerebbero una serie infinita di paranoie, dubbi, sospetti, convinzioni poco lusinghiere e angosce tremende. Scoprire di essersi coricati per lustri con una persona che non si conosce intimamente, manderebbe in malora tutti gli equilibri consolidati, i progetti, le certezze acquisite. Meglio lanciarsi in vortici esterni.

Quando non si ha nessuna intenzione di abbandonare il coniuge né demolire l’armonia famigliare ma si decide comunque, sono i casi più frequenti, di assaporare altrui mense, le “corna biodegradabili” vengono vissute (da chi le fa) come “test zone”, sperimentazioni, momentanee ubriacature facilmente smaltibili, innocue parentesi ludiche. Sempre non sopraggiungano il figaccione di turno oppure la femme fatale in grado di mandare “ai pazzi” chiunque. Ed eccoci in un altro territorio affascinante, le strategie adottate da mariti infedeli e mogli fedifraghe per evitare di farsi travolgere dalla grandine dei sensi e dall’amore sconvolgente. Quante volte abbiamo sentito dire: “no, no, no… per carità, se mi capita qualche occasione posso anche non tirarmi indietro ma… appena mi rendo conto che mi piace un pizzico più del dovuto… tronco subito, io ci tengo alla mia famiglia”. Teoria cinicamente razionale ma anche mortificante, quindi di difficile attuazione, soprattutto considerando il fatto che quando ci si interroga sul rischio di innamorarsi lo si è già, a tutto tondo.

Tempo fa mi capitò tra le mani un opuscolo, chiamiamolo “manuale”, il titolo era una roba tipo (più o meno): “come tradire senza essere sgamati e senza farsi coinvolgere”. Devo averlo perso in qualche trasloco e quindi mi tocca attingere dalla memoria, a parte le solite banalità come l’evitare tresche con colleghi, condomini, abitanti del circondario, negozianti frequentati abitualmente, amici/che di parenti e conoscenti, mariti o mogli della compagnia, avventori/trici dello stesso bar e via andando (praticamente bisognerebbe tradire con soggetti incontrati occasionalmente, fuori zona e possibilmente il giorno prima che partano definitivamente per l’Australia). Ricordo che c’erano anche capitoli sulle tecniche comportamentali e sulle metodologie da “sgancio”. Mi fece sorridere quella dell’assillo, il/la vostro/a amante temporaneo comincia ad essere invadente? Bene, non dovete glissarvi, tutt’altro, attivate la strategia dello “stress psicologico”, subissatelo/la di dichiarazioni d’amore prospettando un futuro in una baita isolata sui monti, una decina di bambini, capre da mungere e terra da zappare, completamente isolati dal mondo, senza elettrodomestici né canali di comunicazione, calli, fatica e stenti… in nome dell’amore puro. C’è da scommetterci che funzioni, sempre non siate così sfigati di beccare il/la aspirante eremita, ipotesi remota ma non impossibile, sarebbe proprio il massimo dei minimi. Il mondo dell’editoria è popolato anche da furbacchioni che mettono insieme pane e mortadella con simili genialate, humus per boccaloni sprovveduti.

Verrebbe da dire che se proprio si vuole raffreddare fuori casa qualche momentaneo bollore, sarebbe meglio rivolgersi a una escort oppure ingaggiare uno gigolò, prestazioni garantite, ottimo rapporto qualità/prezzo, paranoie zero, niente strascichi e poi la sera… in pizzeria con tutta la famiglia a progettare un week end sereno e felice dichiarandosi amore eterno.

Tullio Antimo da Scruovolo

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58 thoughts on “Il matrimonio e le “corna biodegradabili”…

  1. Sacrosante parole! Posso dirti che la sincerità’ e’ poco apprezzata dagli uomini ..quando dico che non sono fedele mi guardano con aria sconvolta e di malcelata riprovazione…che ridere…io non me la prendo mica se mi fanno le ‘ corna’ 😀 !

  2. Ho clickato in uscita e in entrata sul tuo post un po’ di volte perché volevo lasciare un commento, poi no, poi sì, poi forse 😀 perché le corna sono difficili da portare e da raccontare, avendo superato quelle che hanno minato il matrimonio dei miei
    http://mariaemmajr.wordpress.com/2013/02/12/forse-un-giorno-sara-bello-ricordare-tutto-questo/ Ti direi che l’opuscolo mi ha fatto sorridere tanto, ho sorriso pensando che esiste qualcuno che ha scritto una cosa del genere, anzi che ha trovato qualcuno che glielo abbia pubblicato 🙂
    Mi piace il modo in cui hai trattato l’argomento 🙂

    • certi libercoli “tirano”, gli editori lo sanno bene, è l’utenza che preoccupa :mrgreen:

      i tuoi apprezzamenti mi fanno piacere,
      verrò a leggere il post che hai linkato

  3. Corna biodegradabili ? Non ti facevo così ambientalista :mrgreen:
    Una delle spinte a cornificare è quello di potersene vantare con i propri amici/che forse ancor più di fare voli pindarici su talami altrui. Se non ci fosse il matrimonio le corna si svuoterebbero di ogni significato. Al giorno d’oggi, o forse da sempre, la fedeltà in quanto scelta e non costrizione, è un valore aggiunto. smack complimenti come sempre 🙂

    • appunto, se la fedeltà è un valore perchè bisogna giurarla e sottoscriverla ipotecando il resto della esistenza? Non potrebbe bastare una verbale promessa di intenti? :mrgreen:

  4. “praticamente bisognerebbe tradire con soggetti incontrati occasionalmente, fuori zona e possibilmente il giorno prima che partano definitivamente per l’Australia” era quello che stavo pensando quando ho iniziato a leggere il post.
    E io lo so che tu parli di corna per sondare il terreno!!! 😀
    TADS, ti stimo.

  5. Quante quante verità…
    Però di fronte a tutti queste modalità e/o motivazioni sul pucciare il savoiardo altrove ( o diventare improvvisamente una Darlàvia ) mi chiedo: ma è proprio inevitabile? Siamo stati mai stati realmente capaci di farci bastare colui/lei coi quali abbiamo deciso di dividere il trilocale o la villetta a schiera? O il vivere insieme inizia già col bug del tradimento acquattato, e non esiste antivirus?

    • domande giustissime che probabilmente non troveranno mai risposte concrete,
      in fondo… la fedeltà l’hanno inventata gli uomini, non la natura.
      Per millenni è stata imposta e quindi, come tutte le imposizioni, ha sviluppato il gene della trasgressione.
      Ciò che lascia sgomenti è proprio il fatto che moltissimi/e tradiscono abbassando il livello qualitativo, questo trasforma il tutto in un fattore interiore.

      benvenuta anche a te

  6. Diciamo che l’argomento non è molto facile da trattare in un blog pubblico.
    non credo che ci si sposi con il pensiero del tradimento già in testa ,almeno credo, dato che essendomi sposata a 15 anni tutto pensavo meno che a mettermi con altri uomini alla prima occasione propizia.
    Il tradimento è sempre esistito,solo che oggigiorno è diventato molto più facile e gestibile.
    liù

  7. Tutto sta nell’amore, per me, e anche con quello il matrimonio è duro. La sua prima asprezza è il quotidiano, il lavoro, i problemi assillanti e il fatto di vivere a incastro, occupando i minuti e correndo. Poi c’è anche il vuoto, il non capirsi tra maschio e femmina, quello è drammatico e quando non si sente più pare di non amarsi più. Il tradimento taglia sempre, tocca un’intimità che, una volta ferita, rimane dolente. Perciò dico che la fedeltà è dura, ma è ancora peggio tradire sperando di trovare il grande amore, dopo un po’ l’amante incomincia a diventare tipo moglie o marito: lagnosa (lei) e presuntuoso (lui).
    Perché le donne si lamentano e gli uomini si arrabbiano ogni volta che si vedono deboli davanti al partner e alla famiglia.
    Le avventure indolori consenzienti non esistono. E tanto meno le astuzie. Invece un amore può capitare per il collega che vedi tutti i giorni, ti parla, ti aiuta, tu ti appoggi perché a casa non trovi: questo l’ho visto avvenire ed è stato devastante lasciarsi, lei mi ha spaventata: sembrava impazzita.
    Nemmeno possiamo consentirci l’amore platonico profondo per un uomo o una donna sposati, anche questo interviene logorando il matrimonio e guarda cosa penso, tanto più quanto meno c’è un’unione fisica: tutto si consuma maggiormente nel desiderio. Il matrimonio si devitalizza e il pensiero dominante diviene l’amico o l’amica, faccio la gita e gli regalo il magnete per il frigorifero, vado in centro e gli compro un libro, gli preparo i biscotti…
    Coraggio: la fedeltà di pensiero è anche dura.
    L’importante è sposarsi per amore e non tanto perché si usa: altrimenti, prima o poi, bene o male, si tradisce.
    E voglio concludere con una confessione che quasi mi vergogno a dire: ho paura che non sarei capace di dimenticare mai che mio marito mi ha tradita, gli terrei sempre l’occhio addosso e non mi fiderei più.
    Come vedi, a mio marito non converrebbe affatto prendere in considerazione un’avventura innocua senza sentimento.

    • condivido ciò che dici, in linea di massima, l’amore dà forza ma spesso e volentieri non è poi così longevo come si vorrebbe o si finge di credere.

      Il contatto con i colleghi è un vero spauracchio, stare insieme da mane a sera crea sinapsi, sinergie, complicità, il “capo” è un nemico comune e quindi nascono sodalizi. Da qui al dar vita a un rapporto il passo e breve.

      A Torino, negli anni della grande migrazione interna pro Fiat, si sono verificati tantissimi casi di rapporti clandestini durati anni, stare otto ore al giorno fianco a fianco con una persona che “ti capisce” rende vulnerabili, molto.

      Personalmente credo che nei tempi moderni un eventuale tradimento sia da mettere in preventivo, il problema è come viene vissuto, una parentesi ludica (le corna biodegradabili) non lascia traccia, una relazione con tanto di cappello sentimentale diventa un tornado che sfascia tutto.

  8. Credo che i così detti cinici siano in realtà gli uomini più sentimentali di questa terra. Lo affermo timidamente, anzi lo sussurro, persuasa che non mi approverai. Ma, che ci posso fare?
    (fermo restando il fatto che cinici o sentimentali, le corna più o meno biodegradabili, non facciano piacere a nessuno . . .)

    • il cinismo è una corrente filosofica di un certo peso.

      Amare “razionalmente”, in piena coscienza, significa percepire al massimo ciò che si vive, è quando si impasta la realtà con i sogni e le proiezioni che nascono i problemi

      fermo restando che sarebbe interessante sapere cosa si intenda per “sentimentale”, la definizione “cinico sentimentale” è un ossimoro.

      Per quanto mi riguarda… mi considero realista, non cinico

      • So benissimo, il significato di cinismo, in quanto dottrina filosofica.
        Ho usato impropriamente questo vocabolo con eccessiva disinvoltura.
        Vedo che non sono dotata di abbastanza sense of humour per permettermi delle affermazioni di cui ora mi scuso, chiarendo meglio, se mi riesce (e comincio a dubitarne) che intendevo azzardare l’ipotesi del sentimento deluso che si fa disincanto. Esser REALISTA, è un pregio che t’invidio di tutto cuore. Da parte mia, un briciolo di illusione, un refolo di sogno, mi regala un po’ di felicità. Anche se mi dirai che il risveglio può essere dannoso.
        Scusami per il fraintendimento.
        grazia

        • perdindirindina Grazia,
          non mi aspettavo una reazione così accorata, permettimi di considerarla una attestazione di stima, nel mio disincanto localizzo il quadrifoglio nella prateria (questa ti obbligo a capirla), invero sono io che ho omesso di inserire qualche faccina nella mia risposta, lo avessi fatto avresti colto l’ironia nella ironia. Non hai niente di cui scusarti, il tuo sense of humor è raffinato ed elitario.

          Lungi da me il tener lezioni (le matite rosse concettuali le uso per accendere il camino del disincanto), tuttavia mi sento obbligato, un obbligo contestualizzato, ad adoperarmi per chiarire, far luce su alcuni anfratti filosofici, irrisori ma posti sulla bilancia del susseguirsi apparente degli eventi, divengono fondamentali per aprire scrigni interpretativi.

          Il realismo è estraneo a qualsivoglia ricetta, non macera, non si cuoce, non si arrostisce, non si condisce, non si ammorba, tiene la cottura ad libitum e, spesso, umilia le capsule, semplicemente perché il realismo è il nucleo, quel nucleo che non si lascia influenzare da niente e da nessuno, è inattaccabile, inopinabile, inconfutabile. Il realismo sta SOPRA.

          Affrontare tematiche sociali non è cosa semplice, ancor meno lo è farlo usando un linguaggio condiviso dai più, io ci provo, impresa ardua ma stimolante, considero la cultura un bene da condividere, non un trespolo o pulpito dal quale pontificare cazzate (passami il francesismo).

          un affettuoso abbraccio

  9. Beh, la fedeltà è merce rara. Molti matrimoni si sfasciano e altri si sorreggono su finzioni, difficile questo mondo pregno di sollecitazioni. Non è facile portare avanti un rapporto per lungo tempo: la quotidianità gioca un brutto scherzo. Ma quando esiste una famiglia, dei figli bisognerebbe farsi spegnere i bollori. Chi decide si sposarsi dovrebbe pensarci. In tutto questo marasma esistono anche i matrimoni che durano nel tempo e che guarda caso coltivano l’amore, la moralità. Forse dipende dagli esempi ricevuti e dall’impegno che uno ci mette affinché le cose funzionino. La società va sempre più a rotoli perché il senso della famiglia è dimenticato, dobbiamo recuperare gli antichi valori.
    Un sorriso
    annamaria

  10. Le corna sono una cosa e farsi una trombata è un’altra cosa. Lo sostiene il Toni.
    Sostiene anche: che quanti di noi sarebbero cresciuti in assenza di una famiglia se una sana trombate fuori dalle lenzuola domestiche non avesse “ammosciato l’affare”. Un amico del Toni invece per rimanere fedele si è “abboffato” di seghe! Un’altro amico ancora ha sostenuto che anche le seghe eseguite pensando non a tua moglie ma alle chiappe delle veline sono un tradimento.
    Chi avrà ragione colui che tromba ma poi sta dentro la famiglia, o quello che per essere fedele si fa le seghe?
    Questi interrogativi passano per la mente del Toni che in fabbrica qualche bottarella all’operaia indossisfatta pure gliela data! L’importante è darla anche alla moglie quando la chiede.
    Saggezza di un vecchio comunista? Boh?

  11. Ma io non vedo tutti questi problemi! Vivrò in un altro mondo,…forse! Se non provo più attrazione per un amico, lo lascio ,e mi dedico ad altro…perchè cornificare? Boh!

    • se si tratta di un amico la cosa è ovvia e semplice; i problemi cominciano quando ci sono rapporti di coniugio di mezzo , casomai con qualche figlio,e con 800 euro al mese di salario!
      In questi casi lasciare è più problematico, allora qualcuno( molti per la verità) si arrangia come può!
      Constato solo, non sto esprimendo condivisione.

      saluti

        • Sono fortunata, e sempre nella condizione di poter scegliere. Conoscendomi molto bene, ho scelto, e non sono pentita!
          Non sarei mai scesa a compromessi e, appunto, se mi fossi trovata in condizioni precarie (800 euro mensili) con prole poi, che avrei fatto??.. cerco l’amante?
          Tutto dipende da punti di vista: io avrei cercato un secondo lavoro! 🙂
          Prima il dovere e poi il piacere….mi sono guadagnata un “posto caldo (quasi) sicuro” : la mia casina, non pago l’affitto 😉 …altri non so…forse avranno solo le corna!

  12. Cinicamente parlando penso, ( e vuol dire che in alcuni momenti penso solo con la testa di sotto), che in fondo bisogna adattarsi alle circostanze, essere una specie di camaleonte cazzuto, giocare la carta quando si ritiene “necessario”, diciamo alla bisogna, perchè, forse, è anche giusto provare bei momenti goderecci diversi. Pensando, invece, con la testa di sopra, cercherei una storia coinvolgente sentimentalmente, che mi stimoli davvero, che mi faccia innamorare, stravolgere i miei pensieri, volare con i sogni, ma dato che non esiste, è meglio pensare, ed agire, con la testa di sotto.

    😀

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