Chi ha paura delle donne???

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Tra i chiassosi baracconi delle giostre spopola una nuova attrazione, fantasioso restyling del “castello fantasma”, all’interno non ci sono più mostri, zombi, streghe orripilanti e vampiri assetati di sangue,  babau esodati per essere rimpiazzati da donne bellissime che ammiccano lascivamente in abiti succinti e lingerie da bordello. Proprio così, pare che niente terrorizzi gli uomini più delle donne “liberate”. Dopo la grande illusione della fase “A”: “è sempre la donna che sceglie”, si è passati al finto “vittimismo aggressivo” della fase “B”: “gli uomini hanno paura delle donne”. Mi sono sempre chiesto a quale mulino porti acqua un fiume che scorre in senso inverso, è sufficiente osservare con attenzione la questione per rendersi conto del caos cronologico che impera.

Innegabilmente per millenni gli uomini hanno guardato con circospezione alla sessualità femminile,  vissuta sempre come elemento potenzialmente destabilizzante da tenere sotto controllo, gestire, reprimere. Regole, codici e soluzioni anche estreme (basti pensare alla infibulazione e alla clausura coatta) hanno espresso un maschilismo puerilmente preventivo, voluto soprattutto dalle tre grandi religioni monoteiste. La verginità considerata dote primaria per maritarsi serviva, in teoria, a costringere una donna ad accoppiarsi con un solo uomo per tutta la vita, eliminando così deprimenti valutazioni comparative e alimentando il machismo da taverna. C’è poi la questione dell’onore, l’onorabilità di una famiglia era minata sia nel senso orizzontale che verticale, il fatto che l’utero estroverso di casa fosse mamma, sorella, moglie o figlia non faceva differenza alcuna, in questo si coglie una profonda contraddizione, se l’onore aveva tutta questa importanza perché lo si è convogliato in scrigni così fragili??? Padri, fratelli, mariti e figli erano responsabilizzati in egual misura, l’onore comportava l’onere di sorvegliare la “virtù”. Lo diceva anche Baudelaire: “maledetto sia quell’uomo che per primo ha mischiato le cose dell’amore con le cose dell’onore”. Non scordiamoci gli aspetti folcloristici vincolati ai costumi del territorio, ad alcune neospose madri e zie suggerivano di simulare l’orgasmo (una moglie “freddina” induceva il marito a cercare altrove gratificazioni alla propria virilità), ad altre consigliavano di reprimere l’orgasmo (una moglie eccessivamente “calda e vogliosa” creava gelosie e ossessioni). Le donne moderne hanno da tempo risolto questo rompicapo, con alcuni fingono, con altri si controllano e con altri ancora si liberano.

Ciò che ho scritto sono dati diffusi da sondaggi dichiarati attendibili, senza generalizzare, pare che moltissime donzelle tendano a contestualizzare il sesso alla relazione, viverlo in modi diversi.  Gli uomini, molti, soprattutto nei primi incontri, seguono stereotipi comportamentali mirando a una buona valutazione, le donne sono più attendiste e comunque ancorate a giustificazioni che vanno oltre i luoghi comuni. Una prestazione mediocre rende l’uomo mediocre, la prestazione mediocre di una donna è imputabile all’uomo in quanto incapace di trascinarla nel vortice dei sensi. Sì, certo, esistono donne “cougar” che amano prendere le redini in mano ma queste sono ancora numericamente insignificanti a livello statistico, comunque non spaventano affatto. Nella sostanza il sondaggio dice che una donna particolarmente attiva sul fronte scopereccio (marito, amante fisso e frequenti carpe diem), tenda a darsi in modi diversi, cosa che ritengo comprensibilissima. Elemento determinante è anche l’età ma qui entriamo nel territorio della chimica e delle rivalse personali e sociali.

Contrariamente a quando urlato dalle attiviste “fase B”… Non credo che i giovani leoni abbiano paura delle leonesse, fossero queste anche in carriera, realizzate, vincenti ed economicamente indipendenti, nemmeno penso che l’effetto domino, sessualmente parlando, prodotto da tali condizioni sia un problema, al contrario, per la maggior parte degli aspiranti mariti neofiti l’incubo più ricorrente è proprio quello di sposarsi una donna da mantenere. Quella di temere il gentil sesso è una diceria che nasce dal disagio di una generazione, forse due, comunque siamo alla terza se partiamo dalla genesi della “liberazione”. Oggi è venuta meno la necessità di continuare a investire su quella morale di comodo che ha caratterizzato le unioni del passato. Evoluzione che ha decretato il crollo del maschilismo di vecchia concezione, siamo in una fase certamente ancora un po’ confusa ma all’orizzonte si intravedono nuovi dettami. Oltre il molo ci attende la  rivalutazione della fiducia e quindi il conseguente crollo delle maschere e dei ruoli precostituiti, intendo quella fiducia liberatoria fondamentale per vivere appieno anche i piaceri complici delle pulsioni più intime, inconfessabili. Quando tutti vivranno la fedeltà come scelta e non come obbligo, quando uomini e donne capiranno che scoparsi tutto quello che passa davanti non è sinonimo di libertà né di appagamento, quando tutti vivranno il rispetto come chiave di lettura della vita e, me lo si lasci dire, quando le donne smetteranno di copiare gli aspetti più beceri degli uomini… Cesseranno diatribe, contrapposizioni, ostilità. “Un uomo che scopa tante donne è un vincente, una donna che la dà a tanti uomini è una puttana”, irritante codificazione dura a morire, non la si elimina trasformando le puttane in “vincenti” e nemmeno i vincenti in “puttani”.

Poco solida la teoria che vede nella determinazione sessuale delle donne la causa del proliferare dei gay, l’omosessualità è sempre esistita, esattamente come il piacere femminile, la “liberazione” dai due ghetti è stata quasi contemporanea. Tendenze omo e bollori del sesso “debole”, hanno convissuto per secoli reclusi nel braccio della vergogna. Gli Uomini non hanno paura delle donne, non più, ce l’avevano un tempo. Attendiamo con curiosità l’imminente arrivo della fase “C”,  probabilmente il prossimo slogan sarà: “per le donne la cosa più importante è l’amore”. Le leggende, metropolitane o bucoliche che si voglia, sono percorsi circolari, non portano da nessuna parte e il paesaggio è sempre lo stesso.

Tullio Antimo da Scruovolo

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47 thoughts on “Chi ha paura delle donne???

  1. Credo che il cuore, ovvero la parte essenziale del tuo discorso, abiti dentro queste righe. ” Oltre il molo ci attende la rivalutazione della fiducia e quindi il conseguente crollo delle maschere e dei ruoli precostituiti, intendo quella fiducia liberatoria fondamentale per vivere appieno anche i piaceri complici delle pulsioni più intime, inconfessabili. Quando tutti vivranno la fedeltà come scelta e non come obbligo, quando uomini e donne capiranno che scoparsi tutto quello che passa davanti non è sinonimo di libertà né di appagamento, quando tutti vivranno il rispetto come chiave di lettura della vita e, me lo si lasci dire, quando le donne smetteranno di copiare gli aspetti più beceri degli uomini… Cesseranno diatribe, contrapposizioni, ostilità. “Un uomo che scopa tante donne è un vincente, una donna che la dà a tanti uomini è una puttana”, irritante codificazione dura a morire, non la si elimina trasformando le puttane in “vincenti” e nemmeno i vincenti in “puttani”. RISPETTO COME CHIAVE E LETTURA DELLA VITA farebbe sparire incomprensioni, prevaricazioni e il contrapposto timore della donna da parte di uomini immaturi.
    Appartenendo ad una generazione in cui i problemi erano ben altri, non ho mai incontrato uomini che mi temessero. Navigando fra i tuoi “inquietanti” rilievi, spesso mi sento un’ “aliena”. Però, mi piace e mi fa sorridere . . .
    grazia

    • cara Grazia,
      il plot del post è proprio quello da te riportato,
      ci sono state generazioni più fortunate di altre ma la “gestione” della sessualità femminile è iniziata millenni addietro.

  2. Che bello questo post.
    Forse ci ho creduto un tempo, ma ora non credo più alla storia degli uomini che hanno paura delle donne, e soprattutto delle donne in carriera (credo che un po’ abbiano ingannato le donne con questa storia della carriera, ma qui si entra in un altro discorso).

    Mi piace molto cosa ci aspetta oltre il molo:
    “Oltre il molo ci attende la rivalutazione della fiducia e quindi il conseguente crollo delle maschere e dei ruoli precostituiti, intendo quella fiducia liberatoria fondamentale per vivere appieno anche i piaceri complici delle pulsioni più intime, inconfessabili”.

    • ciao Maria Emma,
      grazie per l’apprezzamento,
      hai individuato uno dei passaggi cardini, anche se considero ancora più incisivo il vero punto di partenza: “Oggi è venuta meno la necessità di continuare a investire su quella morale di comodo che ha caratterizzato le unioni del passato.”

  3. Lo stereotipo fa male come la carie (che paragone di scarso valore letterario), così come rinchiudere in una parola il comportamento di una persona, che sia puttana o sciupafemmine, inpoverisce terribilmente chi usa il termine così come chi ne è oggetto. Comunque sono d’accordo. Il problema dei tuoi post è che sono così esaurienti che se uno si trova d’accordo non ha niente altro d’aggiungere. Mettici pure le mie scarse capacità mentali.

    • benvenuto carissimo Andreapac,
      è vero, gli uomini uccidono le donne, le hanno uccise in passato e continueranno ad ucciderle in futuro finchè non si giungerà a quella cultura del rispetto da me menzionata nel post.

      non per fare la punta al belino ma l’articolo affronta tematiche diverse, te lo dico per dissuaderti da eventuali, ulteriori, spinte populiste.

      • “spinte populiste” …sì, abbiamo pensato la stessa cosa! Che strano!
        Forse sono una “donna a metà”… mi vedo sempre fuori luogo, o sei tu che esageri ogni tanto?? 🙂
        Ps hai visto “gli uomini che odiano le donne” ? bellissimo film!

  4. il Toni ha detto: spinte populiste un par di coglioni. Gli uomini paura delle donne? quando mai? casomai psicologicamente più fragili da arrivare ad accopparle questo si.
    Alla casa del popolo si ragiona diversamente; Le elugubrazioni ( dicamole anche seghe mentali) li non attecchiscono, le cose le chiamano col proprio nome.
    Avete mai visto – ha proseguito il Toni -una donna che strangola un uomo? No, perchè è più debole fisicamente, e finquando una bestia è più forte di un’altra , se non c’è la ragione, la forza fisica prevale e prevarica! Tutte le altre belle ” seghe” sulla perdita di ruolo, sono pannicelli caldi.
    Lo so Tads che ora dirai la Toni che tu hai vloato più alto e che lui non riesce a caprie il tuo messaggio.
    Io ho cercato di farlo riflettere il Toni, ma lui non sente ragioni.
    Ah! dimenticato :come la penso io? caro tads sei portatore di una bella utopia!
    ciao

  5. caro Tads, se mi si chiede di ragionare nell’ambito dell’uguaglianza dei diritti e dei doveri tra i sessi, la porta è sempre aperta, ma ragionare su clichè, su quelle che io ritengo proiezioni psicologiche dell’universo femminile….per me è impresa ardua. Oggi prevale la tesi di una presunta paura degli uomini nei confronti delle donne, non sarà l’ennesimo alibi delle donzelle per meglio digerire un rifiuto? L’autostima spinta all’estremo produce narcisismo, il “non mi merita” si trasforma in “ha paura di me”. Nella sconfitta ci aggrappiamo a giustificazioni di comodo che ci portano a compiere sempre gli stessi errori pur di non guardarci allo specchio.Ecco che la dimensione sociologica si confonde con quella psicologica, creando un sistema di sabbie mobili da cui è difficile emergere. Questa nuova attrazione chiamata “donna che fa paura” è stata creata dagli uomini??? Secondo me, no.

    • bentornata Aurora,
      credo tu abbia centrato il problema, “la donna che fa paura”, “è la donna che sceglie”… sono concetti partoriti da quelle donne incapaci di vivere il nuovo corso. Un piede nell’antico e uno nel moderno, un passo avanti e un passo indietro.

      Credo sia un problema di accettazione della realtà, viviamo nell’era del sesso facile, l’offerta ha superato la richiesta e questo ha modificato la scala delle priorità maschili. Più che “non mi merita” io direi: “non mi vuole, quindi ha paura di me”.

      Esiste anche un altro aspetto, le donne che vivono a scrocco, sfaccendate mogli di facoltosi oppure ex mogli sanguisughe, hanno superato, numericamente, le mogli schiavizzate economicamente. Ormai le associazioni di ex mariti mandati sul lastrico ai quali vengono negati rapporti con i figli, sono una realtà pesante. Su questo fronte gli uomini hanno certamente paura.

      TADS

  6. Io ho molta paura delle donne, specialmente quando ho prospettato una separazione dolce. La risposta? “Ti tolgo tutto, anche le mutande” … Yes, ho subito percepito una guerra persa in partenza, vedasi l’esempio di mio cognato che mangia alla caritas. Casi a parte, bisognerebbe rivalutare il rapporto uomo donna con molta intelligenza, essere uguali in toto, senza eccezioni. Pari, ma vere, opportunità e punire chi sgarra. Forse, poi, non ci sarebbero tante rivalse. Utopia? No, basterebbe spogliarsi della superiorità immaginaria che abbiamo e far parlare il cuore.

    🙂

  7. caro re di saturno, quando, poniamo il caso, una coppia si sposa, compra una casa, casomai facendo un mutuo alto, poi fa due figli e poi pretende di separarsi, è chiaro che in queste condizioni uno dei due finirà inevitabilmente alla caritas.
    Il mio amico Toni va dicendo che la separazione è roba per ricchi, per Veronica e Silvio tanto per fare un esempio.
    saluti

  8. Molti uomini ora soffrono a causa di separazioni ingiuste, conosco un paio di uomini così che si son visti portare via i figli e a distanza di anni ancora non hanno risolto il grave problema: le donne in questione sono state capaci di ritorcere contro i figli. Questo nasce anche da un carattere fragile e le donne se ne approfittano e non va bene, io sono per il rispetto reciproco e non per la prevaricazione. Gli eccessi fanno parte del genere umano, c’è chi subisce, chi prende il ruolo di aguzzino. La donna che si pone sul piedistallo e vuole dimostrare a tutti i costi, anche a discapito della sua moralità, che ha conquistato tutti i diritti, spesso infanga se stessa: non serve passare da un uomo ad un altro. Le conquiste di questo genere fanno regredire la donna.
    un caro saluto
    annamaria

  9. Per me, principalmente, due sono i limiti che stridono fra i due sessi: l’uomo è maldestro e talora indelicato perché troppo preso dal lato fisico mentre la donna ha bisogno di dolcezze e attenzioni per arrivare poi all’abbandono e al piacere senza bisogno di fingere un bel niente. Comunque non fanno una bella figura le donne aggressive, maleducate, smaniose di sesso, ma non piacciono nemmeno ai maschi, non perché le temano (caso raro, mi pare) ma perché ne restano disturbati. E senza sincerità vicendevole non resiste un’amicizia, figuriamoci un amore. Ma io, forse, parlo da zia attempatella…

  10. Certi uomini, forti, hanno paura delle donne, ma non di tutte le donne, no, solo di alcune donne a cui possono cedere la loro forza senza nemmeno accorgersene 😛

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