La migliore offerta… c’è di meglio!

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Giuseppe Tornatore se la cava nelle vesti di regista ma fa acqua in quelle di soggettista e sceneggiatore, la trama di questo film, una ribollita composta dalla solita congrega di compari che escogitano un piano machiavellico per depredare l’allocco di turno, pare essere un pretesto per lanciare opinabili e noiosi messaggi subliminali, spesso pure immersi nella muffa come certe sequenze.  L’intero movie è strutturato sul personaggio interpretato da Geoffrey Rush (grande performance), presente quasi in tutte le scene, al punto da avvilire anche un mostro sacro come Donald Sutherland relegato a un ruolo “tecnico”, è lui la mente “amica-Giuda” che organizza il colpo. La critica osannante sparge elogi interpretando due frasi dello scarno copione come fossero chiavi di lettura psicologica: “ in ogni falso si nasconde sempre qualcosa di autentico”, “vivere con una donna è come partecipare ad un’asta. Non sai mai se la tua “è” l’offerta migliore”. Basta farsi un giretto sulla blogsfera per imbattersi in aforismi casalinghi molto più interessanti e originali, la metafora del film la si trova seguendo percorsi meno cervellotici.

Il deus ex machina della storia è un 60enne leader nel suo settore (arte e antiquariato), asessuato, vanitoso, tricotinto, potente, superbo, con qualche fobia nel cervello e un piede nella disonestà, un uomo granitico che si sgretola di fronte ad un amore improbabile (quando lui accetta il terzo appuntamento dopo due bidoni, si esce dal credibile e si entra nell’inverosimile), anche qui siamo nel solaio del déjà vu. Lo stereotipo del maschio vincente e maturo che capitola al cospetto di una bella e giovane ragazza capace di stimolarlo nei punti sensibili, segreti, ha un po’ stufato, si sente il sapore aspro di una schizzata di aceto politico. Il cineasta siciliano ha realizzato un minestrone i cui ingredienti sono stati scelti e dosati per puntare a nomination eclatanti, una buona dose di femminismo, debolezze maschili e la forza dell’amore capace di travolgere e distruggere tutto ma anche fortificare e generare speranza, evviva Nietzsche. Tornatore piazza nel film anche una bella lappata al deretano del defunto regista de “la dolce vita”, la nana disabile fuori di testa che accompagna gli spettatori con brevi ma costanti apparizioni, è un personaggio smaccatamente, spudoratamente Felliniano.

Nelle oltre due ore di proiezione, lo dico per onestà intellettuale, si coglie un parallelismo degno di nota,  le certezze, le sicurezze e la spocchia di Mister Virgil Oldman (il protagonista) si smontano, pezzo dopo pezzo,  nello stesso lasso di tempo in cui un automa meccanico viene ricostruito, anche lui, pezzo dopo pezzo. Non ho problemi a complimentarmi con il regista per questa intuizione, forse il vero plot del film, nella scena madre il robot si trasforma in alter ego per comunicare al raggirato quanto sia stato vittima di se stesso. Il tutto finisce in uno stranissimo ristorante arredato con giganteschi meccanismi da orologio, perfettamente funzionanti, che scandiscono il tempo dello sconforto ma anche della illusione. Finale “americano”, interpretabile soggettivamente, infatti non si capisce se Virgil sia lì per recuperare l’amore o il bottino, magari entrambi… magari niente, eventualità molto più realistica.

Non è la prima volta che Tornatore porta sullo schermo il concetto: “tira più un pelo di fica che un carro di buoi”, già in “Malena” aveva dato alla stupenda Monica Bellucci il potere di destabilizzare i potenti del paesello, messi addirittura sullo stesso piano dei ragazzini dediti a continue pratiche onanistiche turbati dalla sua avvenenza. Cito questo detto da taverna perché in una scena dell’ultimo film il regista il “pelo” ce lo mette, ce lo mette eccome, non solo, gli dà pure la forza di sconvolgere l’uomo. Sinceramente non capisco perché si continui a perseverare su luoghi comuni stantii, obsoleti.  “La migliore offerta” è un filmetto “aperitivo” poco convincente nel suo evolversi, non sazia, debole sotto l’aspetto narrativo e anemico sotto quello cerebrale, un uomo attempato intreccia paranoie vere con quelle finte di una ragazza, novella “Robin Hood”,  che riesce ad abbindolarlo per rubargli ciò che lui ha accumulato con l’inganno. Coinvolgimento sentimentale scontato, epilogo scontato, metonimie scontate. Andate a vederlo nei giorni in cui al cinema applicano prezzi scontati, che diamine, anche questo diamolo per scontato.

Tullio Antimo da Scruovolo

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20 thoughts on “La migliore offerta… c’è di meglio!

  1. Quel film con un pò di fortuna andrà lontano.
    uhm …esiste un film non scontato? difficile. e cosa era meglio vedere… nel frattempo???
    vado spessissimo al cinema, di meglio non c’era propRio nulla.

  2. Non vado al cinema da 10 anni e non vedo tv da sempre per cui
    dovrò fare a meno di vedere stò capolavoro! 😉
    Quanto mi dispiace! :mrgreen:
    Un caro saluto TADS
    liù

  3. ne avevo parlato anche io, sebbene con una tecnica descrittiva decisamente più semplicistica (http://ire100n.wordpress.com/2013/01/14/la-miglior-offerta/), ma trovandomi d’accordo con te. Ho faticato a non addormentarmi, ovunque le recensioni lo osannavano e questo mi ha convinta ad andare (per quanto, sinceramente, tutti i film di Tornatore mi abbiano sempre annoiata – purtroppo), però una volta davanti allo schermo la magia si è spenta per non tornare più. Un piattume colossale!

  4. Ciao Tads, apprezzo sicuramente il post, scritto sempre in modo superbo ma….. questa volta non mi trovi d’accordo sul contenuto. Ho trovato questo film terribilmente affascinante. Il tempo è volato e neanche me ne sono accorta. Sono d’accordo con te che la storia è trita e ritrita, ma questa rivisitazione mi è piaciuta. Sono appassionata di arte… ingrediente molto importante per poter apprezzare il film. Temo che la tua recensione sia fortemente influenzata dal vedere l’ennesimo uomo fregato per mezzo del “pelo” come dici tu, a me invece queste situazioni, che trovo terribilmente realistiche, fanno godere da morire. Il tipo attempato che sbiella davanti a un po’ di pelo giovane è normale routine, chiamalo un atteggiamento femminista…. Ma è proprio la ,triste se vuoi, realtá. Il film mi è piaciuto veramente tanto 🙂 🙂 🙂

    • carissima Valeria,
      temo ti sia piaciuto il film per il suo contesto, visto che sei una pittrice, diresti lo stesso se il protagonista fosse stato un collezionista di gioielli o altro? 😀

      Se Tornatore e tutta la sua plettora di “critici” asserviti non avessero la pretesa di allocarlo sull’olimpo della cinematografia mondiale, avrei ignorato questo film. Volendo proprio dare un taglio internazionale… a livello di sceneggiatore e regista, il siculo, a personaggi come Quentin Tarantino può solo lucidare le scarpe e lavare l’automobile.

      Non vorrei demolirti alcune convinzioni, gli uomini attempati ricchi e potenti, il “pelo” giovane tendono a “noleggiarlo” temporaneamente. I casi che sfociano in “sistemazioni” durature sono percentualmente al minimo. Comunque che i ricchi siano tutti pronti a rincoglionire davanti a una fica è leggenda metropolitana.

      Il lato femminista del film, non ho citato a caso Robin Hood, è ipocrita al cubo, brava, furba, giustiziera lei, citrullo e sbarellato lui, favoletta soporifera.

      un abbraccio

  5. Non so che dirti, dormirei.
    Io amo il cinema poliziesco brutale, dove muoiono i cattivi di morte violentissima, e vince la giustizia. Se ci sono 200-300 sparatorie con relativi morti è meglio. Sposo anche i film di fantascienza o comici ad alto livello.

    😀

  6. Dopo questa disamina accurata e sarcastica credo proprio che non ci andrò, forse quando lo daranno su Sky sarà diverso. Il film non merita: è scontato. E’ il solito plot erotico vecchio filone, ma perlomeno è valsa la pena leggere questa accattivante recensione, ecco se non lo avessero proiettato questa piacevolissima lettura non ci sarebbe stata.
    Buon proseguimento domenicale e grazie dell’avvertimento.
    un saluto
    annamaria

    • Cara Annamaria,
      il film di erotico ha poco niente, eccezion fatta per qualche scena brevissima, è noioso e prevedibile nel suo diluirsi

      Buona settimana anche a te

  7. adoro il cinema e ci vado molto spesso.ho visto il film ed il giorno dopo Django. Si’ concordo nella sostanza..anche se alcune scene l’atmosfera della villa cadente(mi piacciono tantissimo) gli oggetti antichi e la quadreria mi hanno affascinato e fatto sopportare i tempi lunghi ..credo che la mente umana sia complessa e contorta perciò’ molto del descritto e’ possibile gli uomini amano e desiderano ciò’ che non hanno più’ del tesoro che c’è’ a portata di mano .comunque anche tarantino va preso a piccole dosi! 😀

  8. Nei film non mi piacciono gli eccessi, le scopiazzature lampanti (nemmeno in poesia, in musica, in pittura, non mi piacciono mai), le parolacce continuate e le volgarità. Amo il ritegno, il lasciato immaginare, il sentimento inespresso. Insomma, faccio la zia…Non sopporto la vacuità, e ce n’è tanta, né quando si abusa del proprio stile per il botteghino.

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