Il “regalo utile”, l’ultima frontiera degli psico-allineati…

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Strade illuminate, centri storici e isole pedonali in fibrillazione, zampognari e Santa Klaus, spruzzate di neve e vetrine addobbate, siamo prossimi al Natale, l’ultima ricorrenza dell’anno, apoteosi di quel rito un po’ pagano, un po’ mistico, un pò trash e un po’ kitsch chiamato “scambio di regali”. Tradizione che fa, faceva, cassa e cassette. Il “regalo”, vero e proprio stress fisico, psicologico ed economico, un lasco, una pratica capace di attivare meccanismi creativi e perversi, un duello, una scommessa ma anche un’occasione per vendicarsi di qualche “regalo utile” ricevuto l’anno prima. La genesi di tale costume è un ambiguo prodomo, Gesù nasce in una mangiatoia, stando alle ultime rivelazioni senza neanche il bue e l’asinello, partorito da una madre vergine che lo consegna al mondo per predicare povertà e umiltà ma riceve in dono oro, incenso e mirra. “Regali utilissimi”.

Tornando ai giorni nostri… negli ultimi anni è esplosa una deprimente corrente di pensiero: il “regalo utile”, idea che fa rabbrividire, in che consiste un “regalo utile”? Una maglia? Una diavoleria elettronica? Un paio di scarpe? Tre chili di pane? Un tomo di 400 pagine che nessuno leggerà mai? Un ombrello? Una saponetta? Una pentola? Uno spazzolino da denti? Una confezione magnum di aspirine per chi soffre di emicrania? Un mocio Vileda nuovo per la colf? La new generation del “regalo utile” è il voucher, massaggi, sedute in palestra, saune e servizi di varia natura in ambito beauty farm (fossi una donna che si vede donare una dozzina di sedute dall’estetista… mi monterebbe un’ira da far impallidire Achille). “ammazza quanto fai schifo, vatti a dare una sistematina in qualche centro, un po’ di trattamenti te li regalo io”.

la-caffettiera-del-masochista2-1Il “regalo utile” non è un concetto estendibile a tutte le occasioni, assolutamente no, infatti San Valentino, festa della donna, ufficializzazione di un fidanzamento e anniversari amorosi, sono circostanze in cui  è d’obbligo il “regalo simbolo”, un “presente” totalmente privo di utilità, spesso anche molto costoso. I regali sono come le bare, chi le paga non le usa, tanto vale liberare l’estro e scatenare la perfidia. Esistono regali subdoli, aspiranti scrittori/poeti donano libri autoprodotti, aspiranti pittori quadri gheldi, casalinghe che frequentano corsi di ceramica…! Il fondo lo si tocca con il riciclaggio, una vera carognata. I regali alimentari meriterebbero un post a parte, ok per panettoni, spumanti e dolci tipici da consumare insieme, giusto per suonare il campanello con il gomito… Maaaaaa… i cestini? Vogliamo parlarne? I più fortunati ci trovano datteri, confetture della nonna, vasetti di caviale, funghi porcini e torrone, se il mittente è un membro della “associazione viaggi strani low cost”… i cestini homemade contengono percorsi gastro-geografici di indubbio fascino: carne in scatola di cammello Mongolo sotto sale dell’Himalaya, lonza di maiale Vietnamita macerata nel Mekong,  fegatini di capra Sudanese cotti sulla brace di sterco, anaconda in gelatina, patè di fegato di condor, sanguinaccio di cobra e distillato di erbetta Andina. Vere prelibatezze alle quali nessuno rinuncerebbe mai.

Il regalo, in quanto tale, dovrebbe essere la sublimazione del superfluo, ridurlo a logiche di utilità vuol dire annichilirne l’essenza, snaturarlo, banalizzarlo. Il “regalo utile” l’hanno inventato i taccagni, una necessità impacchettata e spacciata per strenna è top-squallor, peggio delle vacanze intelligenti di Fantozziana concezione. Il regalo inutile è più longevo, segna la storia, lo si imbosca da qualche parte per riprenderlo in mano dopo anni, magari decenni, come le bomboniere e quegli oggetti “nonsense” acquistati sul lungomare di chissà quale località, in chissà quale anno, durante una passeggiata serale. Il “regalo utile” lo si usa, lo si consuma e lo si getta via cancellando ogni traccia del suo passaggio.

I bambini moderni sono iperattivi, stressati da una miriade di impegni… cari genitori, nonni, zii e parentame vario, almeno a Natale, regalate loro giochi semplici, rilassanti, stupendamente inutili e possibilmente rumorosi. I giochi “stupidi” hanno una importante funzione formativa, chi non li fa da bambino tende a farli da adulto. Meditation please!

Tullio Antimo da Scruovolo

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47 thoughts on “Il “regalo utile”, l’ultima frontiera degli psico-allineati…

  1. ” fegatini di capra Sudanese cotti sulla brace di sterco”
    Questi devono essere qualcosa di veramente “SPECIALE” cioè abominevoli! 😉

  2. Se mi dai il tuo indirizzo ti spedisco delle ottime tarantole fritte del Messico……. Sei sempre grande 😀 😀 spero sempre che i miei amici si limitino nell’utilità del regalo…. Soprattutto x quanto riguarda le dimensioni, il regalo più “utile” che ho ricevuto è stato un orologio da tavolo del peso di circa 18 kg ( mai scoperto quale fosse il materiale) lungo circa 1 metro con due semi putti che tenevano un pataccone con l’orologio che marcava l’ora di non so quale paese…… Come minimo avrebbero dovuto regalarmi anche un tavolo che lo reggesse 😀 Lo tenevo in veranda e lo tiravo fuori all’occorrenza….. Un regalo così non puoi neanche riciclarlo…ACC…… 😦 😦

    • ahahahahahah 😀 😀 😀
      dai che per natale ti regalo una controsoffittatura con ghirigori liberty tutta tempestata di Swarovski, è un “regalo utile”, per non disperdere il calore :mrgreen:

  3. Ogni festa muove il mercato, un mercato saturo di ogni cosa. Io ho ridotto anche la parentela e la soffitta l’ho svuotata anche da quelle orride cose regalate il secolo scorso al mio matrimonio. Il regalo di Natale lo faccio solo ai nipoti e alle mie figlie, cose che hai scritto anche tu, semplici, rilassanti, stupendamente inutili, ma fatti veramente con il cuore. Io, invece, accetto solo soldi e tanti.
    😀

  4. il distillato di erbetta andina lo assaggerei volentieri. Anni ormai che non faccio e non ricevo regali, a parte per i bambini s’intende. Ma a quelli ci pensa Babbo Natale, ovviamente.

  5. Ho una collezione di utilissime sciarpe da far invidia ad un eschimese. Tutte ancora imbustate ed etichettate.
    E comunque i regali più graditi, hai davvero ragione, sono un’ode allo spreco, un inno al superfluo, una ballata all’inutilità.

  6. “Il regalo, in quanto tale, dovrebbe essere la sublimazione del superfluo, ridurlo a logiche di utilità vuol dire annichilirne l’essenza, snaturarlo, banalizzarlo.”.

    Credo che tu abbia centrato in pieno la logica, ma oserei dire addirittura “l’estetica” del fare un regalo.

    Quanto meno, un regalo dovrebbe (anzi deve!) essere prima di tutto qualcosa di emozionale ed emozionante, preferibilmente dovrebbe essere una metafora che esprime qualcosa del rapporto fra chi dona e chi riceve. Dovrebbe far sorridere, magari anche ridere di cuore (ricordiamo il gustoso garrulo campionario dei regali ironici/autoironici).

    La società di questo malefico terzo millennio, di questo Duemila che quando eravamo ragazzini si favoleggiava tempio di libertà, progresso e felicità e invece meglio proprio non affrontare la questione, ha quasi completamente perso di vista le gioiose e costruttive dimensioni dell’inutile e del superfluo, che sono le uniche cose che danno gusto e sapore alla contradditoria vita dell’Homo Sapiens.

    Quindi condivido e sottoscrivo la frase di cui sopra, e l’intero post di cui la stessa costituisce il pregevole fulcro concettuale.

  7. io regalo cio’ che mi piace e la persona mi ispira.Se so che desidera tanto qualcosa e posso comprarlo lo faccio utile o inutile se no compro quando un oggetto un evento un posto me la ricordano…immodestamente di solito vado alla grande….percio’ condivido ..quando fai un regalo devi essere l’altro …in meglio.

  8. Mia mogli mi assilla con la storia dei regali utili. Io invece sono portato, mi gratifica sia riceverli che farli, per i regali inutili, per le stronza<te, come le chiama la mia consorte!
    Sarà perchè da bambino ho ricevuto tanti regali utili e pochi inutili?

  9. Con la crisi in corso anche i regali utili prenderanno il largo, credo che quest’anno vi saranno sotto l’albero solo giochi per i bambini. E meno male: con quei regali non ne potevamo più! Abbiamo la casa piena di cianfrusaglie, per non parlare dei regali personali che il più delle volte non rientrano nei propri gusti. Lo stress che precede la corsa all’acquisto, la ricerca, il doversi ricordare i regali dell’anno prima per non commettere l’errore della ripetizione, ecco tutto questo credo che quest’anno non sarà possibile: l’IMU assorbirà le nostre finanze, anzi ci prosciugherà. Natale non significa consumismo, ma condivisione e unione familiare, vuoi vedere che la crisi riporta i vecchi valori? A parte tutto, auguriamoci che la ruota riprenda a girare e che non cresca sempre più la povertà: ora i tanti hanno compreso che lo sperpero non va bene .
    un saluto
    annamaria

    • …”vuoi vedere che la crisi riporta i vecchi valori?”…
      sarebbe buona cosa, qualche regalino ai bambini, una bella mangiata in famiglia e una bevuta di serenità, il vero natale.

    • concordo. al caldo del focolare a sgranocchiare mostaccioli e roccoco’, mentre tutti osservano il capolavoro di presepe ( usando ovviamente i pastori degli anni precedenti) che ha fatto il nonno piuttosto che il babbo.
      Perchè a me ” me piace o presepe”. L’albero di Natale lo lascio fare agli svedesi!

  10. In un algido pomeriggio polesano, con un freddo da battidenti – ci volevano proprio considerazioni così ironiche e spiritose, seppur piene di verità,- come tu sai pensare e condividere con noi.
    grazie da grazia

  11. sul regalo utile sono d’accordo…ma non mi piace neanche quello comprato in serie o a caso.
    il regalo dà piacere se pensato o, se un oggetto casualmente incontrato, fa pensare proprio a quella persona..
    i regali di natale sono sempre uno stress, a cui cerco, ogni anno di più di svincolarmi ma la possibilità di fare regali la trovo gratificante

  12. Ma perché fare differenza tra regali utili e inutili? Non ti nascondo che mi viene da sorridere. Invece mi arrabbio per gli sprechi e la pubblicità inneggiante ad una goduria epicurea da “diman morremo”. Ma chi ci impedisce di mangiare bene insieme, ognuno secondo le proprie possibilità, di ridere e goderci quel giorno, di andare a messa se siamo cattolici e le gambe ci reggono o sennò no, e di scambiare i nostri regali semplici, utili o inutili che conta? Senza taccagneggiare, ma anche senza comprarci le persone a base di regali, tanto non funziona mai così e forse chissà, alla nostra ragazza o moglie o quello che è piacerebbe un bel fascio di fiori accanto al quale farsi un’orgogliosa fotografia, vengono tutte così belle con le macchinette elettroniche, invece di un altro pullover. Ma se il pullover è dato con amore ed è elegante, caldo, morbido, che ben venga, alle signore piacciono le cose morbide e andrebbe bene anche un gattino raccolto per strada, portato dal veterinario, curato, ripulito e confezionato in un canestrino col fiocco, ma solo se ama gli animali. Comunque il tuo elenco di regali è saporitissimo, possiamo prendere ispirazione. Che tu possa vivere sereno e con gioia.

    • carissima Mimma,
      la tua nobiltà d’animo è disarmante,
      evidenzio, con ironico disincanto, l’ennesimo tentativo di manipolare usanze e tradizioni per biechi interessi di bottega. Non condivido assolutamente il laido fine di provocare sensi di colpa a fronte di una spesa “inutile”. Questo post è un urlo di protesta contro una strategia che punta a farci diventare “soldatini allineati” al pensiero “politically correct”. Se spendi 10/100/1.000 Euro per comprare una stupidaggine, c’è sempre qualcuno che ti processa accusandoti di insensibilità sociale e colpe varie. la frivolezza, una giusta dose di frivolezza, è una dovuta compensazione ai doveri.

      massima serenità anche a te 🙂

  13. Con tutta la buona e anche la cattiva volontà è difficile dissentire dai tuoi giudizi, scritti con la consueta piacevole leggerezza e ironia.
    Il rito dei regali è sicuramente un frutto perverso del pernicioso consumismo, e beato chi come me ha la possibilità di limitare a pochissime unità gli acquisti natalizi.
    Eppure, ad essere onesti, bisogna riconoscere che il magico momento che si viveva da bambini quando arrivava Babbo Natale (quel grande affabulatore che era mio padre sanciva tale momento andando di nascosto a spegnere per un paio di secondi l’interruttore generale della corrente) era felicità allo stato puro.
    E tutto sommato, se partecipassi a feste familiari o meno, l’idea di ricevere qualche pensiero personalizzato ancora mi darebbe gioia.
    Probabilmente quello che si tende sempre più a perdere è la semplicità, forse anche la gratuità, del dono.
    Beh, già che ci siamo, …buon Natale!

    • caro Franz,
      ti confesso che non è sempre facile rendere leggeri e ironici certi argomenti, se avessi trattato il “regalo utile” da un punto di vista squisitamente psico/sociologico, mi sarei ritrovato a postare un sermone/mappazza tremendamente noioso.
      Buone feste anche a te.

  14. Solitamente regalo quello che piace a me, però mi applico molto nella confezione e nel biglietto 🙂
    Se può interessare ho una borsa del’acqua calda ricoperta con pelliccetta acricilica leopardata (!!!!). La annoveriamo tra i regali inutili?? O no?
    Un saluto.

  15. Con la scusa del regalo unico fin da bambina mi hanno sempre regalo cose per me inutili , compio gli anni dopo Capodanno, e quindi ora faccio regali quando mi pare, a chi mi pare e per Natale dipende. Quest’anno un vasetto di marmellata spezzata per tutti. Non mi aspetto molto in realtà! Non apporto la ritualità, se dovessi vivere fra chi ci tiene sarei alienata! Ciao Riri52

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