Signorina… “abballa” con me…???

Nei giorni scorsi, in quella piccola Varsailles che è la Reggia della Venaria alle porte di Torino, si è ripetuto l’anacronistico rito del “ballo delle debuttanti”.  Neodiciottenni con un look ibrido tra il vestito della prima comunione e l’abito da sposa, hanno fatto il loro ingresso nella società danzando con un gruppo scelto di allievi ufficiali dell’accademia Modenese infagottati nella uniforme della domenica. Immagini retrò che ripropongono, sceneggiano e disegnano, le linee guida dei tempi fintamente maschilisti, uno storyboard abusivamente imbucato nella biblioteca delle leggende. Leggiadre fanciulle ingraziosite da consistenti doti in pecunia e immobili, volteggiavano sinuose a stretto contatto fisico con militari di famiglia agiata, vanesiamente coraggiosi  e avvezzi al pericolo, pronti alla pugna ma anche a capitolare al cospetto di una verginella in età da marito, intimamente inumidita e accaldata dal suo esser divenuta ufficialmente donna. Galeotto fu il ballo, già, il ballo.

Da migliaia di anni gli umani sentono il bisogno di compiere movimenti da delirio con il corpo seguendo una ritmica prodotta con ogni mezzo, a volte solo da uno sbatter di mani o semplici urla. Come sempre si è fatto di necessità virtù, ovviamente la strada migliore e più redditizia è stata, anche in questo caso, trasformare in arte un comportamento ridicolo. E’ notorio, l’arte ha il potere di innalzare, elevare al massimo la sensibilità e creare usanze, esigenze, dipendenze, mestieri e “maestri”. Ecco che suoni e piroette fanno la loro comparsa in ogni dove. Dobbiamo riconoscere che in molte circostanze musica, canti e balli, hanno assunto una valenza allocabile ben oltre la siepe del ludico, dell’effimero e del business. Quando i neri erano ancora “negri”, attraverso questa forma di espressione comunicavano a dio e al mondo la loro sofferenza, il loro “orgoglioso lamento”, il loro attaccamento alla vita. Prima che Katrina e Bush spazzassero via il french quarter, a New Orleans  ci si imbatteva in funerali “black” con tanto di cavalli, carrozza e bande di pittoreschi musicisti che accompagnavano il feretro suonando le note di  “When The Saints Go Marching In”,  non sono in grado di stabilire il livello artistico di un corteo funebre, di certo non dimenticherò mai un simile momento di aggregazione, condivisione ed esorcizzazione del dolore.

Spendo un plauso per due figure di lingua ispanica. Il Tango Argentino, un ballo nato nei sobborghi malfamati, “tànghero” e “tanghèro”, movenze che mimano un coito cadenzato, completo di preliminari e casque’ finale, un intreccio di passione e morte, una danza che probabilmente nasce dai duelli rusticani alla lama di coltello (la spada dei poveri) scaturiti dalla gelosia, dal tradimento, dall’onore ferito, dall’amore devastante. Anche il Tango è figlio del disagio, dell’esigenza di identificarsi in un codice corporeo, un bravo “tanghèro” non aveva bisogno di ostentare ricchezze materiali per assurgere a ruolo di leader, la sua “arte” (questa sì definibile tale) lo rendeva capo del vicolo. Dall’altra parte dell’oceano, ad accaparrarsi la scena già nel fine ‘700, c’erano le trasgressive ballerine di Flamenco, più che evocative le movenze di tale scuola  sono definibili di “rottura”, “rottura” degli schemi e dell’allora “pubblica morale”, una danza che trasforma la donna in “preda dominante”, particolarmente azzeccate le riflessioni in merito di Henry Miller nella sua opera più celebre: “Opus Pistorum”. Dieci anni di duri apprendimenti per realizzare una esibizione di dieci minuti. Personalmente considero le ballerine di Flamenco “geishe psicologiche”.

Dalle ragazze “yè yè” degli anni ’60 (quelle che con minigonne e stivaloni si producevano in efficaci “spottoni” a favore dei neonati collant) alle attuali cubiste che reclamizzano le mutandine brasiliane, di strada se n’è fatta poca, i balli dei giovani hanno sostanzialmente vissuto mezzo secolo di medioevo. Uno stallo disturbato dagli effetti positivi della immigrazione, infatti abbiamo importato, diffondendoli capillarmente,  danze caraibiche, danze afro e vari “balli di San Vito” provenienti da ogni angolo del pianeta. E’ tutto un proliferare di scuole di danza, avranno mica ragione quelli che sostengono:” miiiiiii… se sai ballare inzuppi il biscottino alla grande”??? Per fortuna gli Italiani hanno l’ardire e l’ardore di mutare l’arte in tradizione, oasi dure a morire, a Torino il ballo delle debuttanti, alla Romagna il liscio, ai Pugliesi la pizzica, ai Napoletani la tarantella e ai Sardi i mamuthones . L’importante è ballare, ballare, ballare, sempre e comunque. Meglio tenersi in allenamento, quando finiranno i musicanti ci penseranno le partizioni del governo a farci ballare, magari pure scalzi e denudati, così ci scaldiamo.

Considerevole è anche il numero di “danze viagra” che imperversano in affollati locali e studi televisivi, tre su tutte: danza del ventre, lap dance e burlesque. Se si assiste a performances professionali qualcosa di gradevole lo si coglie, il grottesco sta nel “casalingare” tali espressioni “artistiche”. Pare che le pedanotte con il pertichino per fare la lap in tavernetta si vendano come il pane. Avvertenze per mariti ingrifati, ocio, se la vostra mogliettina in size XL fisica e anagrafica, staccandosi dal palo rimane immobile piegata in avanti… non è detto che stia comunicando la sua irrefrenabile voglia di essere selvaggiamente presa da dietro, più realisticamente è possibile che il colpo della strega abbia fatto centro. Magari evitate anche di presentarvi in camera da letto con gli slippini marchiati “Superman” sovrastati da una adiposa ciambella da birra e porchetta, una fascia nera in testa, e l’insana intenzione di precedere la copula con una improbabile Haka Haka dei Maori. Se non si ha il fisico e la grinta degli All Blacks si finisce col fare la parte dello sciroccato da TSO, peggio ancora se la vostra consorte ha la bastardissima abitudine di confidarsi con le colleghe, dalla pettinatrice e, top-sfiga, su facebook.

“Signorina abballa con me sta mazzurchia?”, “no no, vattenne che sto già occupata”, “ma vaffanculo cessa”.

Tullio Antimo da Scruovolo

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15 thoughts on “Signorina… “abballa” con me…???

  1. Attraverso questo eterodosso, ma proprio per questo incisivo, excursus sull’evoluzione storico-geografica del ballo hai in qualche modo parlato degli sforzi che le civiltà fanno in direzione della sublimazione.

    Secondo il padre fondatore della psicoanalisi, Sigmund Freud (se fosse stato italiano si sarebbe chiamato Sigismondo e non so quanti lo avrebbero preso sul serio) la virtuale totalità delle attività umane parte da (e se appena può arriva a) bisogni elementari del tutto carnali, in primis quello dell’accoppiamento.

    Il potere quando può cerca di reprimere codesti triviali impulsi e relegarli nel segreto della vita privata e intima; ma spessissimo deve inventare modalità contenitive per così dire di compromesso, consistenti nel garantire uno sfogo di queste passioni talmente travestito e sublimato da essere una punizione ancora più perfida e sottile della proibizione pura e semplice.

    Bene hai fatto a ricordare il tango, il flamenco (“vedere ballare il flamenco era un’esperienza sensualissima”, cantava Battiato una ventina d’anni fa) , aggiungerei anche salsa e merengue sontuosi balli di corteggiamento pieni di sottintesi.

    E il registro ironico rende ancora più degno di riflessione il parallelo fra la Reggia savoiarda degli inventori dell’Italia e una sala da ballo del Mezzogiorno (dove l’Italia l’hanno nel migliore dei casi guardata con sospetto, nel peggiore subita come un’invasione degli ultracorpi) dove di fatto si assolve a funzioni biologicamente omologhe ma con modalità relazionali e livello di stilizzazione decisamente diversi.

    TADS’ ANSWERS:

    Esimio Luca,
    qui a Torino è nata ogni cosa, non solo l’Italia, anche tutto ciò che l’ha in qualche modo evoluta, resa nazione “civile”, credo sia la giusta sede per il “ballo delle debuttanti”. Anche i cromosomi della demenza possono essere nutriti con cibi raffinati, le altre danze in voga nella nostra ex “colonia” a forma di stivale sono, come direbbe Giovanni Agnelli, “pacchiane”. :mrgreen:

    Condivido gran parte del tuo commento, sulla gestione degli impulsi triviali da parte del potere, politico e religioso, ho scritto in abbondanza. Su un punto dissento, non riconoscerò mai al vecchio Sigmund la paternità della psicanalisi, non tanto per il mio essere di formazione Junghiana, quanto per la palese assenza di concezioni Freudiane catalogabili come “ elaborazioni analitiche”. E’ comunque vero che per gli umani l’accoppiamento sia la priorità assoluta, l’unica specie animale in calore tutto l’anno, la percentuale di copule finalizzate alla procreazione è dello 0,000….!!! Pratica sesso contro natura e spesso lo condisce con devianze, niente male come deriva carnale di una “ballata”.

    Probabilmente la danza nasce, all’alba della vita, da un cocktail i cui ingredienti sono: il comportamento degli animali, gli eventi atmosferici e la paura che si impossessa del corpo. Infatti penso che i riti danzanti propiziatori e di sottomissione a qualche divinità abbiano anticipato di gran lunga quelli ludici. Un aspetto mistico che ancora aleggia nei luoghi preposti, fino a ieri nelle sale da ballo si accedeva vestiti a festa (in alcune ancora oggi), come nei luoghi di culto, non solo per un fattore estetico

  2. Il ballo, consequenziale alla musica, è stato inventato da chi non sapeva socializzare con il sesso opposto, risolvendo cosi il priimo approccio.

    😀

    TADS’ ANSWERS:

    intendi dire prima che inventassero i soldi??? :mrgreen:

  3. …non so’ mi ha sempre fatto ridere questo “ballo delle debuttanti”…debuttanti di che? Ma poi perché sono tutte così cesse? 😀
    Bello il discorso sui balli…

    ahahahah… vero, sono tutte bruttine
    e pensa che per l’occasione le truccano i professionisti del make up,
    immaginale al mattino appena sveglie :mrgreen:

  4. Penso anche io che l’origine delle danze “umane” si fondi sull’osservazione dei rituali d’accoppiamento tra gli animali…. In fondo siamo anche noi animali 😀 e… di “pavoni” che allargano la coda per mettersi in mostra ne abbiamo a iosa…… 😀 😀 😀

    TADS’ ANSWERS:

    pavoni, lumaconi e galline :mrgreen:

  5. Ironia, sarcasmo e intelligenza: un post superalcolico che potrebbe rianimare i morti.

    TADS’ ANSWERS:

    noooooooooooooo….. 😀
    avessi il potere di rianimare i morti creerei dei casini tali…. 😀 😀 😀

  6. (Evidentemente, sbaglio in qualcosa, perché i miei ripetuti commenti non escono)
    Ancora un excursus – intelligente passeggiata piena di dinamite, dentro il mondo della danza in senso lato – per far piroettare anche noi a fianco di quelle “debuttanti” pseudoverginelle e dei loro cavalieri, incerti se provar divertimento o compianto nei confronti di un mondo ormai morto e , forzatamente tenuto in vita. Come sempre, mi diverti inducendomi a riflettere. Scrittura graffiante, la tua, di raro impatto sulla mia fantasia.
    grazia

    TADS’ ANSWERS:

    cara Grazia,
    non capisco il perchè di questo problemino tecnico, comunque non c’è problema,
    come ti ho detto la casella spam la controllo quando apro il pannello.

    La chiamano “tradizione”, un tempo il ballo delle debuttanti era un passaggio obbligato per le pulzelle dei piani alti, oggi forse è solo un ingrediente di quell’immenso minestrone che personalmente definisco “la fabbrica dei sogni”, Regine per una notte, sai, alla fine tutto fa palmarès

    I tuoi apprezzamenti sono sempre molto graditi.

  7. Il funerale black è la mia aspirazione massima in quanto a corteo funebre. Semmai mi toccherà qualcosa di simile ad una sfilata in abito nero e vestito di mogano sarebbe un gran bel modo per salutare chi mi sopravvive.

    Per il resto, sono del tutto refrattario alla danza. O quantomeno faccio il possibile per dimostrarmi tale. Sono già decine i motivi per cui posso venire considerato ridicolo.

    TADS’ ANSWERS:

    ti dirò che da quando l’ho visto dal “vivo”, mi riferisco al funerale di New Olrleans menzionato nel post, l’idea di farmi portare al camposanto in carrozza e con una band di musicisti neri al seguito mi stimola molto.

    sono anche io refrattario alla danza, cioè, più che refrattario direi incompatibile, non credo di avere la personiltà adatta per sgambettare e zompettare in mezzo a una pista come un tarantolato e nemmeno come un pupazzetto da carillon, hai presente quei bambolotti che vengono fuori dalle pagodine tamarre??? :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  8. Certo che ce li ho presenti. E non hanno nemmeno bisogno di venir fuori dalle fantomatiche pagode, girano in strada col vestiario adatto alle più sconclusionate nottate di Ibiza anche il mercoledì mattina. E fosse solo il vestiario, anche la faccia è tutto un dire.

    TASDS’ ANSWERS:

    quindi… come dire… somatizzano 😀

  9. Il ballo fa bene, lo consigliano sempre per il movimento, la salute, la compagnia, solo che gli uomini vanno in balera alla ricerca delle straniere e le donne ballano i balli di gruppo, tipo marionette destra/sinistra/salto/opps e di nuovo! Perciò il tango rimane un sogno per appassionati e la discoteca il luogo dei giovani! Il ballo delle debuttanti fa sorridere, è molto old fashion, ma al giorno d’oggi ci sono mille altri nodi per incontrarsi! Ma le mamme? Ciao Riri52

    TADS’ ANSWERS:

    benvenuta nel mio blog,
    …”destra/sinistra/salto/opps”…
    più che un ballo sembra la linea politica di Casini 😀
    le balere esistono ancora???

  10. ho ricordato quando da ragazzine si andava a ballare’ al palchetto’ nel paese di turno parlando per giorni del vestito il trucco( pocooo) i ragazzi e tanta voglia di sfinirsi nelle giravolte senza fine indotte da un orchestra festosa.Mia zia mi porto’ a scuola di mazurca valzer polca e tango (i famosi standard) per anni!! santa donna che il Signore l’abbia in gloria… :- ) solo l’amore per noi nipoti poteva indurla a sbattersi tanto…. mi piace ballare e vi sono portata come si dice, il tango argentino non lo ballo perche’… io non cedo il controllo a nessuno e percio’ in questo caso si sa e’ dovuto! 😀 ! la discoteca mi piace nostalgica estiva e disimpegnata solo svago niente cucco o fighismo ….vai con la bandiera gialla!!!!

    TADS’ ANSWERS:

    …”io non cedo il controllo a nessuno”…
    grintosa e cautelativa premessa 😀
    Zanni… vai mò con la fisa…!!!

  11. Dopo aver letto questo post convengo con te in alcuni punti, dopo essermi divertita per la tua graffiante ironia convengo e dissento: del resto ognuno ha le sue opinioni.
    Il ballo delle debuttanti è retro, stantio, un tempo facevano l’ingresso in società ora ne hanno vista di acqua sotto i ponti, se poi vogliono conservare quell’atmosfera nostalgica in una rappresentazione vista come passatempo raffinato, va benissimo.
    I balli afro, cubani e provocatori che scadono nel volgare sono scelti per stupire o come corteggiamento che di romantico non ha nulla, tutt’altro. Ma se il ballo è inteso come divertimento che libera la mente ed esercita il corpo, tutto nei limiti della decenza, allora devo affermare che il ballo è bello, mi piace ed è un’evasione stimolante sotto molti punti di vista.
    Buon fine settimana
    un saluto serale
    annamaria

    TADS’ ANSWERS:

    rispetto la tua opinione, a me il ballo non piace ma non ho nessuna intenzione di mobilitarmi per chiederne l’abolizione, gli appassionati stiano pure tranquilli.
    Un caro saluto anche a te.

  12. Eh? gli appassionati devono stare tranquilli?? 😀
    Ma quando… MAI !!??
    buona notte! 🙂

    TADS’ ANSWERS:

    per quanto mi riguarda sì,
    osservo alcuni aspetti della umanità,
    non è compito mio modificarli nè mi interessa farlo

  13. Che son tutte quelle situazioni che vediamo noi ospedalieri bastardi vediamo nei nostri reparti e tramandiamo alle future generazioni di colleghi….

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