io bivacco, tu bivacchi, egli bivacca…

Alcuni sostengono che a differenziarci dagli animali sia l’anima, io credo che loro, gli animali, siano consapevoli del fatto che l’esistenza sia un bivaccare continuo, noi no, ci illudiamo di essere radicati in strati sovrapposti ma in realtà siamo inconsapevoli “zingari stanziali”, più che radicati direi appoggiati. Volendo filosofeggiare… se il verbo intransitivo “bivaccare” non regge l’ausiliare “essere”, lo si deve anche a motivi ben oltre le ferree regole della nostra amata e bistrattata lingua. L’umanità bivacca perché priva di quell’essenza che è sostanza inamovibile, la motivazione di base, viviamo come apolidi virtualmente aggrappati alle effimere chiome di Zefiro. Se siamo venuti al mondo come componenti di un ecosistema stiamo distruggendo noi stessi, se siamo venuti al mondo per illuminarlo di civiltà stiamo sbagliando tutto, se siamo venuti al mondo per guadagnarci un inesistente posto in paradiso… dissipiamo la vita perseguendo una meta astrusa.

E’ sostenibile maritare il bivaccare alla precarietà, una variante del sillogismo Aristotelico, tutti gli uomini bivaccano, il bivacco è precario, l’umanità bivacca nella precarietà. Si bivacca in ogni ambito, sociale, famigliare, professionale e sentimentale, la causa non è imputabile alla certezza della morte che non dà appuntamenti certi, il bivacco esistenziale è l’unità di misura che definisce la stupidità degli umani. Non è stupido il bivaccare in quanto tale, lo è il viverlo come punto di riferimento, come linea guida. Lo smarrimento generale generato da una generica incapacità di arrendersi alla dispensabilità, genera, in genere, un bivaccare doverosamente generalizzato.

Tra i popoli ossessionati dalla massa grassa serpeggia il bivaccar in attesa del benessere da smaltire, emblematico ossimoro monitorato, fatta salva l’assistenzialità elargita ai piani bassi, la “bivacco zone” che vanta l’assembramento più consistente, perennemente illuminata a giorno, è la riserva di caccia in cui Cupido scocca dardi con occhi bendati e orecchie tappate, ciò nonostante, tutti i bivaccatori ivi giunti svolazzano starnazzando e litigandosi il ruolo di bersaglio. Stolto dispendio d’energia rigenerata ad libitum, impietosamente, dalla illusione figlia illegittima di una speranza ingravidata dai sogni.

Turgidi membri infiocchettati che si propongono a nidi altezzosi e calde nicchie che si offrono languide a membri distratti, nell’attesa che le ragioni del cuore prevalgano sulla ragione… si bivacca nutrendosi di copule estemporanee, sì ma al sol fine di affermare: “non c’è sesso senza amore”. Si bivacca in attesa dell’amore ma non nel vortice della passione, è quest’ultima a donar immensa forza e ardimentoso periglio. Menti avvedute colsero già in illo tempore la devastante potenza della passione nonchè l’innocuità del sentimento aulico. Aspettando l’amore si bivacca, vivendo una frenetica smania si agisce e trasgredisce, anche e soprattutto fuori dall’alcova, è la passione che ha scritto la storia. Quando l’amore non è alibi diviene un oppio idealizzato capace di obnubilare menti, immobilismo nomade. Come dicevo, rende le masse colonie di “zingari stanziali”. Sprovveduti e gestibili nel loro perpetuo, attendista bivaccare.

Tullio Antimo da Scruovolo

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15 thoughts on “io bivacco, tu bivacchi, egli bivacca…

  1. Siamo indubbiamente spacciati. Senza aver capito il motivo e gli obbiettivi per cui siamo al mondo, senza accettare quell’idea che ci siamo fatti di vita, non possiamo far altro, come tu dici, di bloccare. Che poi si possono trascendere gli istinti ed i bisogni, infiocchettarli con sentimenti e sensazioni, e raccontare che la necessità di preservare la specie sia altro.

    TADS’ ANSWERS:

    proprio così Rocco

  2. io bivacco .Quando mi fermo e’ per ripartire .la chiamo inquitudine ma forse e’ solo immaturita’.Sono superficiale non perche’ non rifletta sui grandi punti interrogativi della vita ma perche’ sto gia’ pensando o facendo altro insieme.cmq adoro bivaccare in compagnia possibilmente con un bicchiere di vino pane e salame.ecco vedi ..non ho speranza di acquisire spessore! 🙂

    TADS’ ANSWERS:

    la “pausa bivacco”, chiamiamola tappa, è fisiologica,
    occhio che a bivaccare con pane, salame e vino…
    non si acquisisce spessore ma si acquisiscono chili 😀

  3. Ciao TADS,
    Per me la passione è energia, è forza, è sfida intesa come spinta ad agire per scoprire, per aprire la mente. Anche se può sembrare un pensiero fisso, la passione è mobile, è uno stimolo continuo, ti accompagna sempre e non ti abbandona mai, è un fuoco sempre vivo. E’ colei che ti spinge a combattere, ad impegnarti per raggiungere un obiettivo dove si proverà una soddisfazione momentanea che nuovamente accenderà un forte desiderio per raggiungere mete più alte e faticose. Mi viene da dire che la fatica si trasforma in piacere.
    Il “bivaccare” non lo leggo come un termine negativo, ma positivo, inteso come una pausa per conoscere realtà diverse, passioni diverse dalle mie.
    Credo anche che se dovessimo incontrare l’Amore le passioni si trasformerebbero in “interessi”. Ecco, dove sta il bivacco? O non ho capito niente?
    Anche se non commento ti leggo sempre.
    A presto Prof! 🙂

    TADS’ ANSWERS:

    ma guarda chi c’è… la LUX… quale buon vento??? tutto ok???

    il concetto sulla passione lo hai capito benissimo,
    quello sul vivere il bivacco come status perenne un pò meno,
    come ho detto ad Ariel, il bivacco temporaneo è fisiologico,
    trascorrere l’esistenza bivaccando è una scelta mooooolto discutibile
    ma alquanto diffusa.
    a presto 😀

  4. Condivido in toto! Tuttavia il mio bivaccare è stato per forza maggiore…forse perchè non l’avevo mai apprezzato …a priori! 😦
    Noi donne, anche se molto attente, a volte siamo troppo …impulsive. come “scusante” optiamo , esagerando, per , o con i sentimenti…giusto per evitare poi di pagarla (davvero) cara! : (
    Non sempre la “sceneggiata” corrisponde a verità, ma spesso funziona!
    Non mi rimprovero nulla..per ora!

    TADS’ ANSWERS:

    su quel “molto attente” avrei qualcosina da dire 😀
    le donne sincere qui sono sempre gradite

  5. Come sempre offri spunti molto interessanti ed ognuno ha il suo pensiero, un po’ come per i filosofi, adoro l’amore per il sapere. Bivaccare… già noi esseri umani ci concediamo delle pause che potrebbero essere proficue e benefiche, ma non sempre è così, ecco che nascono tutte le stranezze che stravolgono il nostro mondo. Esiste un bivacco politico, un accamparsi permanente per scopi propri, per calcoli personali che portano svantaggio al prossimo, “loro” ne sono famosi e i danni saltano agli occhi, occhi purtroppo in lacrime in questo momento. Esistono bivacchi da superficialità che danneggiano l’ecosistema, la società in genere. E poi vi sono bivacchi da opportunismo. L’uomo non ha ancora compreso che tutto torna e se mal si semina…
    Buon weekend, e grazie per questo interessante post.
    un saluto
    annamaria

    TADS’ ANSWERS:
    “L’uomo non ha ancora compreso che tutto torna e se mal si semina…”
    ecco… cara Annamaria, un mio vecchio Maestro diceva sempre che si fanno più danni per decisioni NON prese che per decisioni sbagliate, in fondo bivaccare è un NON decidere.
    grazie a te per il commento e ricambio l’augurio per un week end sereno

  6. Inorgoglita dai tuoi lusinghieri commenti, mi prendo il lusso di “bivaccare” un po’ qui da te, non troppo a lungo, per non arrecarti noia.
    grazie da grazia

    TADS’ ANSWERS:

    accomodati e “bivacca” tranquilla,
    gli ospiti graditi non annoiano mai

  7. Accettare l’immagine di “zingari stanziali”, appoggiati e mai radicati, significa affrontare la fragilità e aleatorietà della nostra esistenza, esercizio che si direbbe troppo arduo, a giudicare dal successo delle religioni in tutta la storia dell’uomo.
    Quanto alla passione, ho avuto qualche perplessità, soprattutto là dove la definisci il motore della storia, ma solo in considerazione dell’accezione positiva che dai al termine: sono più probabilmente le ‘passionacce’, quelle che hanno fatto la storia e che sembrano minacciarne sempre più seriamente la fine.
    E in fondo anche le nostre singole vite sono solitamente artefici e vittime di sane passioni quanto di passionacce.

    TADS’ ANSWERS:

    caro Franz,
    non è una questione di vezzeggiativi o dispregiativi, è stata la passione di molti uomini a scrivere la storia, quella positiva e quella negativa, credo, in tutta franchezza, che questo sia un concetto inopinabile, che lo si voglia leggere da un punto di vista filosofico o della logica applicata il sunto è sempre il medesimo

    questo è un post che affronta di petto la fragilità e l’aleatorietà della nostra esistenza, niente è più aleatorio della religione, finte ancore e finti sogni creati da uomini per gestire altri uomini. Se ti estranei un attimo dai meccanismi che ti tritano e osservi le cose con distacco, ti accorgi che non è affatto arduo il mio dire.

    Forse hai letto un pò di corsa ciò che ho scritto, ho la sensazione che ti sia sfuggito il messaggio portante, no problem, la tua presenza è sempre gradita.

  8. Il perenne bivaccare è indolenza…..e anche un’po vagabondìte 😀
    A me mi garba bivaccà cór cervello :mrgreen:

    TADS’ ANSWERS:

    sì… ma senza fretta :mrgreen:

  9. Haahhaahhahahahahahahahahahahaa

    Appunto 😀

    Te devi fà l’autore da noi…….pena le quotidiane mie incursioni 😆

    TADS’ ANSWERS:

    😀

  10. Allora…..si diceva…….ma quello lassù cór cappello alla Jigen sei te? (mi permetto di passare ad un registro piu colloquiale……a noi toscani le riverenze ci stanno sur cazzo :mrgreen: )

    TADS’ ANSWERS:

    sì, sono io ma sappi che non sono gay :mrgreen:

  11. @tads
    Beh tranquillo…….anche dar mì culo la roba ci sòrte e basta 😆

    Trasportare quest’angolino da noi? 😀

    TADS’ ANSWERS:

    ho ricevuto la mail di invito ma non ho capito come funziona,
    riportare i post potrebbe interessarmi,
    scriverne di nuovi solo per il blog collettivo diventerebbe impegnativo,
    questi giorni ho più tempo per gironzolare in rete ma è un caso

  12. Il protoromantico Vittorio Alfieri scrisse: È solo dalle bollenti passioni che nasce la grande poesia.
    E con questo, infine, siamo passati dal razionalismo illuministico al sentimento romantico, facilmente scaduto in sentimentalismo dolciastro.
    Insomma, i poeti bivaccano nella poesia, io vorrei diventare una poetessa, nel dubbio bivacco anch’io. Sempre meglio che bivaccare nelle banche.
    Si sa che è un bivacco precario, ma intanto conservo i miei prodotti come cose preziose. Meglio questo vizio, non è così pericoloso, forse.
    Sempre interessanti i tuoi post.

    TADS’ ANSWERS:

    decisamente no, non è assolutamente pericoloso bivaccare nella poesia

  13. Siamo nati e il bivaccar era solo l’ozio di alcuni, poi crescendo il mondo cambiava con la velocità della lumaca, e noi assaporavamo la tranquillità della mente che non era straziata dallo stress, poi l’avvento della tecnologia esasperante, ed a tutti i costi, ha distorto le nostre menti dalle passeggiate cerebrali nelle oasi della passione, e ora siamo troppo stanchi per dedicarci a qualcosa di stimolante. La rete, poi, ci ha rovinato del tutto, togliendoci le braghe e facendoci fare, tra le altre cose, anche l’amore (sesso) al p.c.

    🙂

    TADS’ ANSWERS:

    ciao Re, hai ragione
    il problema è che più bivacchiamo più qualcuno ci manipola mente e vita

  14. Il momento topico della giornata lavorativa è la pausa caffè. L’arte del rimando prevale su quella del portarsi avanti (noi italiani poi…) L’attesa del domani è il motivo per non darsi da fare oggi. Il provvisorio si insinua nei meandri del presente e lo sfalda. D’altra parte perché si cercano ricchezza e successo? Per poter stare a bivaccare tranquillamente, a proprio piacimento, senza altri pensieri per la testa, immagine comune (quantunque falsa) della felicità: il tedio (leopardiano e non) alfine assale.

    Un saluto

    TADS’ ANSWERS:

    credo che l’ozio, apoteosi del bivaccare, sia più una impostazione mentale che non una conseguenza del benessere conquistato. Chi lavora sodo tutta la vita per raggiungere certi livelli difficilmente cede alla tentazione di sedersi sugli allori, è più facile che bivacchino cortigiani, eredi, parassiti e scrocconi. Lo stesso dicasi per i ricchi da fortuna, intendo quelli che vincono somme considerevoli, più che a bivaccare pensano a spassarsela e mangiarsi i soldi, sempre accompagnati da drappelli di approfittatori. Il bivaccatore “professionista” è sostanzialmente attendista a prescindere.

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