Allodola o faina???

In una torrida estate caratterizzata da anticicloni assurdamente battezzati con nomi epico/storici, le aride anime sentenzianti dei “barfly” hanno avuto di che nutrirsi, mi riferisco al piagnucolante mea culpa di Alex Schwazer, lacrime capaci di produrre disagi collettivi a metà strada tra un coitus interruptus ed un orgasmo simulato. Sdegno, mortificazione dei valori, stupore, abominio… trip emotivi estranei al mondo del calcio, una “silver zone” in cui vengono idolatrati, mitizzati, venerati e financo beatificati ubriaconi come George Best, pervertiti come Ronaldo e cocainomani come Maradona, nel football ciò che provoca l’orchite ai tifosi è l’infamità di prender soldi per perdere, altro che doping, pippate, orge, partite rubate, arbitri corrotti, figli non riconosciuti, prebende pretese per giocare partite benefiche e… giù per la rupe dell’immondezzaio comportamentale. Di tutt’altra pasta “dovrebbe” essere il Decoubertiano spirito olimpico, dico dovrebbe perché in vero anche sotto i cinque cerchi accadono ignobili malefatte (vedi gli onnipresenti giudici asserviti alle federazioni potenti).

Prima di evirare come sportivo e come uomo Alex Schwazer sarebbe opportuno, senza ipocrita indulgenza, tentare di capire, almeno in parte, i labirinti psichici che percorrono quegli atleti costretti a finalizzare e capitalizzare una vita di sacrifici e rinunce in una unica performance. Coloro che praticano sport individuali a livello agonistico, dedicano la loro esistenza solo ed esclusivamente alla vittoria olimpica, non esistono competizioni alternative di pari valore, neanche i più frequenti campionati mondiali. Ore ed ore di massacranti allenamenti quotidiani, niente svacchi, niente scorribande, nessuna trasgressione, niente movida né mangiate, niente cazzate, goliardate, bevute, sesso sfrenato o qualsiasi altra cosa che potrebbe mettere a repentaglio l’obiettivo. Diciamolo senza peli sulla lingua, quella degli aspiranti vincitori è una vera e propria vita di merda che priva loro del profumo dell’adolescenza, a volte anche dell’infanzia (l’età media delle ginnaste è bassissima). Tutto questo deve (l’imperativo è d’obbligo) trasformarsi in medaglia d’oro… un pendaglio spesso vissuto come ossessione, paranoia, tormento, angoscia, unica ragione di vita.

Esiste anche un aspetto prettamente economico niente affatto secondario, da qualche anno a venire coloro che salgono sullo scalino più alto del podio sotto il braciere, hanno la possibilità di indossare i panni del testimonial commerciale profumatamente pagato, lo stesso Schwazer reclamizzava i kinder Pinguì, un introito che aiuta il futuro, quando non lo garantisce, soldi e popolarità accresciuta a saldo di un lungo e duro lavoro. La tentazione di sciorinare l’elenco dei medagliati leali è forte, tuttavia ritengo doveroso considerare a 360 gradi l’ingenuo (forse) scivolone del marciatore Altoatesino. Oggi è praticamente impossibile doparsi e farla franca, è proprio da questo assunto che nascono le mie perplessità, in veste di uomo serenamente cinico quale ritengo essere, non me la sento di scartare aprioristicamente l’ipotesi di un Machiavellico disegno. Potrebbe anche darsi che l’olimpionico, preso atto dell’impossibilità di ripetere l’impresa Cinese, abbia trovato il modo di assurgere alla ribalta passando dalla finestra del cesso, così fosse dimostrerebbe al mondo tutta la sua Italianità, nonostante sia di lingua madre crucca.

Biasimiamo con paterna moderazione l’atleta obnubilato dalla smania di vittoria ma condanniamo, con severa fermezza, eventuali planning operativi (squallide manfrine) elaborati a tavolino in vista di possibili “isole dei famosi”, “grandi fratelli” e “danzanti serate televisive”, i rotocalchi hanno già iniziato a pubblicare, probabilmente dietro lauto bonifico, reportage con lui in posa. Tanto per fare “filotto”… facciamo tesoro dell’esternazione di quell’allenatore Italiano che in un collegamento da Londra ha testualmente dichiarato: “la medaglia doro è per sempre, quella d’argento dopo qualche settimana passa”. Ottima premessa per trasformare un traguardo sportivo in meta da raggiungere a tutti i costi e con ogni mezzo. Alcune “verità” in bocca alle persone sbagliate diventano cicuta per i benpensanti. Giù la maschera, si partecipa per VINCERE, il popolo vuole gladiatori VINCENTI, i capoccioni del CONI vogliono atleti VINCENTI. I giornalisti, in alternativa alla vittoria, accettano solo lo scoop-scandalo. Se considerassimo sincera l’andata a Canossa di Schwazer…  sarebbero in tanti quelli da allocare moralmente sul patibolo al suo fianco, magari piantiamola anche di marcare il suo status di carabiniere, in questo Paese chi non ha alle spalle una famiglia agiata e intende praticare sport ad alto livello si ritrova, direi obbligatoriamente, a doversi arruolare in qualche “fiamma”.

Tullio Antimo da Scruovolo

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6 thoughts on “Allodola o faina???

  1. Scritto benissimo, come al tuo solito. L’altro ieri pensavo che abbiamo quanto ci siamo meritati: la suddivisione tra i lavoratori che pagano le tasse (più o meno, ma le pagano) ed una super società di attori, cantanti, calciatori, politici e gente superpagata di qualsiasi colore si tratti.

    TADS’ ANSWERS:

    pensa che i calciatori volevano scioperare contro una detrazione aggiuntiva (fondo di solidarietà) ventilata dal governo Monti

  2. Ciao Tads, ben tornato! 🙂
    Di fronte ad una situazione del genere ti aspetteresti le due ovvie fazioni una del “perdono” e l’altra della “condanna”… tu sei riuscito a trovarne una terza… a cui non avrei mai pensato! Complimentissimi come sempre 🙂
    p.s. il dubbio che mi hai insinuato mi rode….

    TADS’ ANSWERS:

    ciao carissima,
    sai che qui si guardano le cose sempre sotto riflettori diversi 😉

  3. Ho vissuto nell’ambiente sportivo per moltissimi anni ad alti livelli. Sono stata in nazionale per 6 anni con grandi risultati. Ed è vero, oggi i grandi dello sport viaggiano al limite dell’irregolarità per poter raggiungere i loro obbiettivi..
    Lo sport super agonistici ti portano ad essere costantemente messo alla prova prima di tutto con se stessi ed è qui che la mente viaggia e la voglia di rischiare anche solo per un bronzo è forte, troppo forte!
    Tante volte sono arrivatra seconda x millesimi di secondi e fa male… un argento del genere ti carica talmente tanto che sacrifichi tutto, anche con un patto con il diavolo, per poter riavere quell’oro la prossima volta.
    Per tornare ad essere puliti bisognerebbe fare dei passi indietro… alla semplicità dell’essere e al concetto che l’importante è partecipare. Ma oggi tutto è esibizionismo, tutti vogliono vincere altrimenti non sei nessuno. Io ho un mio 5 ai mondiali e ne vado fiera anche se sono passati 20 anni!!!
    Ah … ho smesso a 22 perchè studavo mi allenavo e allenavo per mantenermi agli studi. Avevo uno sppondor che mi dava 500 mila lire ogni tanto… troppo poco per continuare ad allenarmi a così alti livelli! SE ai miei tempi le donne avessero potuto entrare nelle fiamme o nei caramba sarei sicuramente entrata a far parte di uno di loro e la mia vita sarebbe stata diversa… probabilmente… chissà!

    TADS’ ANSWERS:

    ciao Pippi,
    grazie per l’interessante testimonianza

  4. Concordo alla grande. Essendo io, a differenza tua, un sentimentale inguaribile, posso perfino ipotizzare che Schwazer volesse farsi scoprire non avendo il coraggio di ritirarsi da solo. Ma questo buonismo fa parte delle mie perversioni personali.

    Concordo anche sull’uniforme: in Italia troviamo sempre sotterfugi per fare (o non fare) le cose e mettere un berretto agli atleti è l’unica maniera che conosciamo per sostentarli, quando non appartengono ad un mondo ricco di suo, come il calcio. Tra l’altro anche Alberto Tomba era un carabiniere (se non ricordo male), ma ce lo vedi a fare un blocco stradale?

    Però secondo me sbagli ad affiancare questo caso con esempi calcistici, alla Best o Maradona: li c’è il tifo che vale come una religione. L’idolo di casa non si critica mai, nemmeno se fosse un omicida seriale. Guarda il caso Juve: le sentenze valgono solo quando sono a favore.

    TADS’ ANSWERS:

    ciao carissimo,
    le righe sul calcio che ho infilato nel primo capoverso sono una provocazione dovuta.

  5. quando il mondo viene contaminato dal businnes diviene merce da scambiare e non importa a quale sacrifici, mezzi, non importa la pelle di chi e come viene manipolata, usata e gettata via quando non serve più. Ho visto giocatori di vent’anni rovinati da uno scorretto potenziamento muscolare, manipolati psicologicamente e fisicamente da medici sportivi senza scrupoli , a loro volta manipolati dalle società. Atleti obbligati a superare costantemente i propri limiti e ad essere all’altezza degli sponsor. Questo non giustifica nulla, naturalmente, però quando penso al mondo dello sport e a quegli atleti che vivono per un attimo o pochi anni di gloria, non posso far meno di pensare a quanti milioni e milioni di euro, dollari, quali interessi stanno dietro ad ogni avvenimento sportivo e mi si stringe assurdamente e romanticamente il cuore…

    TADS’ ANSWERS:

    bentornata Ciprea,
    gloria e ricchezza sono paragonabili ad una bellissima donna, conquistarla, possederla… per alcuni significa raggiungere una orgogliosa felicità, per altri significa andar fuori di testa, ovviamente ci sono anche i tantissimi corteggiatori ignorati che fanno di tutto, anche con mezzi subdoli, per mettersi in luce.

    se penso ad atleti come Faenza, gli Abbagnale e tanti altri che dopo una vita di sacrifici e successi sportivi sono tornati alle loro modeste attività, guardo con favore all’impennata della gratificazione economica degli sponsor e delle agenzie di pubblicità.

    quella degli sportivi “rovinati” da allenatori e medici senza scrupoli è una nuova piaga che si estende a macchia d’olio, tantissimi ragazzi ansiosi di gonfiarsi i muscoli si sono ingozzati di porcherie fino a diventare impotenti prima dei 30anni. E’ il rovescio della medaglia, la palestra dovrebbe essere il santuario della salute e della lealtà sportiva, spesso si trasforma in luogo di perdizione. I loschi figuri che bazzicano intorno ai centri sportivi (ma anche i medici compiacenti) dovrebbero essere considerati e puniti alla stregua degli spacciatori di droga

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