Rapsodia delle dentiere a “goga-mi-goga city”

Mentre passeggio con il cane un ometto sulla settantina cattura la mia attenzione, è seduto su una panchina, i residui incanutiti di una chioma raccolti a coda di cavallo, look sportivo, al suo fianco un Tavernello, sulle ginocchia cartine e tabacco, le mani impegnate a scaldare con l’accendino una caccola di “fumo”. Lentamente mi allontano sorridendo e ripescando una cogitazione che da tempo mi frulla nella mente. Le persone dovrebbe modificare radicalmente l’ordine cronologico dei passaggi esistenziali piazzando per ultima la stagione della trasgressione.

Mi chiedessero di sceneggiare la parabola di una generazione che popola una immaginaria cittadina ideale del futuro, non esiterei a ridisegnare la mappa della vita. Una infanzia e una adolescenza a stretto contatto con la natura, una alimentazione genuina e mirata, passioni sportive da coltivare fino alla pensione, studi finalizzati alla ottimizzazione delle personali predisposizioni, una serena e soddisfacente carriera lavorativa senza paranoie né cianuri, famiglia “squadra”… il tutto per arrivare alla terza età in piena salute e perfetta forma, status ideale per una vecchiaia all’insegna dello: “sfogamose”. Forse nemmeno il sorriso di un bambino sazia emotivamente come il vedere una coppia di vecchietti lanciati nel vortice del gozzoviglio compensativo. Per potersela spassare al tramonto è d’uopo strutturarsi fin dall’alba, chi non vorrebbe spendere la pensione in vizi e sollazzi anziché in medicine?

Ciò che ipotizzo non è un grigiore goliardico alla “amici miei ultimo atto”, nemmeno la spettacolarizzazione della inarrendevolezza trasmessa da “uomini e donne demenza senile show”. L’intento è scrivere una diversa concezione della vita che allochi il “fuori regole” in quel periodo scevro da schemi, investimenti sociali, impegni morali. Un mondo gioioso pronto ad accettare, premiare, valorizzare, incentivare lo sbatter di quelle folli ali tarpate durante il viaggio dei doveri. Una lunga anticamera della morte vissuta da gaudenti “no limits”, come ho detto sopra, un passaggio compensativo in cui vengono mollati gli ormeggi della parsimonia, del controllo formale e della ponderazione comportamentale.

Non mi sono mai nutrito di mappazze moraliste e non ho certo intenzione di iniziare a farlo adesso, semplicemente mi preoccupano i dati diffusi dalla OMS sui danni irreversibili, fisici e psichici, provocati da droga, alcol e sesso negli adolescenti, fascia di età erroneamente considerata trasgressiva, prematuro e inconscio cupio dissolvi. Una impalcatura sociale razionalmente elaborata in modo da riordinare le fasi perfezionerebbe ed eleverebbe la qualità della vita. E’ concettualmente stupido minare il proprio percorso all’inizio ed è altrettanto concettualmente stupido giungere al congedo della operatività in dolose condizioni limitative. Indebolirsi quando bisognerebbe fortificarsi significa rovinarsi la vacanza più lunga e bella, le menti illuminate si adoperino per porre fine a questo trend auto-distruttivo.

La saggezza da rassegnazione dei nonni si muti in energia vitale, siano i genitori ad esser maestri e guide insegnando ai figli il valore della vita e dando loro gli strumenti per custodirlo. Nella mia città del futuro scioglierei le catene ai pensionati liberandoli da incarichi schiavizzanti e incombenze imposte. Sogno una chiassosa movida over 65, fiumi di Brunello di Montalcino, montagne di maccheroni straconditi e carni di ogni specie, tresche amorose, assembramenti davanti agli hotel “ciularini”, le ore notturne scandite da fuochi d’artificio e caciara fino al mattino, momento in cui gli avvezzi alla sregolatezza vanno a dormire per ritornare pieni di forze all’imbrunire e ricominciare a riscuotere i frutti di un lungo investimento.

Tullio Antimo da Scruovolo

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12 thoughts on “Rapsodia delle dentiere a “goga-mi-goga city”

  1. Tads, hai ragione mandiamo fuori i vecchietti e le badanti; notti sfrenate, lapdance, fiumi di alcol, sesso ( qualche sega?), raid notturni in sella a moto di grossa cilindrante “per vedere se poi è così difficile morire”.
    Diamo un aiuto all’INPS, riequilibriamo il rapporto attivi pensionati!
    Hai ragione: non dico sempre, ma almeno tre mesi l’anno, l’esercito del pannolone dovrebbe essere obbligato per legge a sfrenarsi, così si muove il mercato ( pompe funebri etc.) e diamo una sfoltitina alle pensioni.
    Tads, secondo me hai dato un’idea a Monti! Eheheh.
    Il Toni, sempre lui, mentre tentava, tra mille scricchiolii di schiene e di ginocchia, di raccogliere la pipa che gli era caduta ha detto: “ meno male che qualche trombatina me la sono fatta da giovane!”.
    A questo punto è arrivato il sannita biker, che come suo solito, ha tentato di farci riflettere sul post. Ha biasimato sia me che il Toni, dicendoci che siamo sempre grevi. Ci ha detto che tu hai voluto , senza moralismi, quasi invertire l’ordine naturale delle cose, cioè risparmiare risorse quando ne hai a sufficienza per poi trovartele nell’ultimo pezzo della vita.
    Lui ,il sannita biker, ci ha colto anche una sublimazione dell’età che tu ha chiamato “senza doveri”. Ci ha detto che non sappiamo cogliere il senso del discorso, le metafore, siamo sempre e comunque limitati: interpretiamo tutto alla lettera!
    Sentite, -ha concluso il Toni-, vi dico solo che il mio amico d’infanzia, non si era mai fatte troppe seghe, quasi niente alcol, a dormire con le galline, anche poco lavoro perché era uno “sbuccione”, poco cibo, sport all’aria aperta e cosa ha ottenuto: ora da qualche anno gira in carrozzina, spinto da una badante peruviana brutta come la morte!
    Come volevasi dimostrare, il Toni è di un materialismo disarmante!

    TADS’ ANSWERS:

    mi sa che tu è il Toni fareste bene a dar retta al Sannita,
    il saggio del trittico 😀

    congratulazioni per in nuovo blog, verrò a trovarti spesso,
    mettici un avatar, rende la cosa più personalizzata

  2. quello che ipotizzi e immagini in parte già c’è. ma non lo vedi nelle grandi città, e purtroppo, per quel che ne so io, non lo vedi in Italia. I nostri “vecchi” sono stanchi, il loro migliore amico è un bastone e la loro massima aspirazione è andare, dopo una stancante giornata al bar a bere, al parco a dar da mangiare ai piccioni o, nel caso dei più intraprendenti, fare una crociera. Qui dalle mie parti passano moltissimi turisti tedeschi, olandesi, austriaci, britannici, francesi. Molti appartengono alla terza età. Molti di loro sono in vacanza con il loro cane (di taglia GRANDE!), hanno il berretto anticolpodisole, calzetti bianchi e sandali. Estate e inverno. On the road. Di recente sono stata in Olanda, e ho visitato un coffee shop. Sono rimasta shockata nel vedere quanti turisti non-italiani di mezza età vi fossero che provavano quella trasgressione. Sono troppo giovane per capire quale fenomeno socio-culturale vi sia alla base della tipica pigrizia italiana, ma mi piacerebbe discuterne 🙂

    TADS’ ANSWERS:

    benvenuta Ghost,
    hai detto bene, non si vede una terza età “brillante” in Italia, cosa molto comune in gran parte del mondo. Le motivazioni possono essere, sono, molteplici, credo soprattutto sia una questione culturale e di costume. In molti Paesi si vive in funzione della pensione vista come fase ludica e trasgressiva. Noi non premiamo la vecchiaia, tendenzialmente la sfruttiamo oppure l’abbandoniamo, certo i nonni costretti a fare i baby sitter non possono avventurarsi in lunghi viaggi nè dormire fino a beata ora. Esiste anche un problema di tipo etico, ipocrisia applicata, un anziano in una fumeria sarebbe additato come “demente”, per contro tolleriamo l’alcolismo senile.

  3. “Una lunga anticamera della morte vissuta da gaudenti “no limits” … un passaggio compensativo in cui vengono mollati gli ormeggi della parsimonia, del controllo formale e della ponderazione comportamentale.”

    Ma non li ghettizziamo, eh?
    i vecchi con i vecchi, i giovani coi giovani…
    Suvvia, persone di ogni età in allegria e armonia tra loro, sarebbe più auspicabile, no?
    Comunque interessante il ribaltamento responsabilità, disgressione.
    Ancora meglio se invece d’invecchiare si ringiovanisse, fisicamente, ma con tutta l’esperienza del vissuto.

    TADS’ ANSWERS:

    E’ il contrario Cristina, i vecchietti ghettizzati lo sono oggi.
    ringiovanire anzichè invecchiare???
    eh eh eh, quanti Benjamin Button diventerebbero Brad Pitt??? 😀

  4. Ad ascoltare un invito del genere vivremmo sicuramente meglio. Purtroppo dovremmo anche fare i conti con cure ormonali per riuscire a seguire appieno le linee guide della tua città futuristica. 🙂

    TADS’ ANSWERS:

    giuro, non ho interessi nel settore farmaceutico 😀 😀 😀

  5. E invece… anche se il buonsenso per una vita in salute mi è stato trasmesso dai genitori, anche se ho passato un’infanzia a contatto con la natura, anche se cerco di alimentarmi in modo genuino, anche se riuscissi a frequentare una palestra, anche se ho studiato e svolgo un lavoro con soddisfazione, anche se ho una famiglia unita, mi devo sentire privilegiata perchè:
    1) ho un lavoro
    2) ho una casa
    3) m’incazzo quando non trovo parcheggio perchè vuol dire possiedo una macchina
    4) riesco oltre a pagare le tasse anche soddisfare i miei vizi
    5) forse riuscirò ad andare in pensione con oltre 40 anni di contributi.
    Ma, non da ultimo, se io madre, con tutta la buona volontà, cerco di trasmettere a mia figlia dei buoni principi, viviamo in una società intollerante per chi si diverte in età avanzata che preferisce chi sta eliminando il sogno di una futura vecchiaia in serenità, con non poca preoccupazione per me stessa e per mia figlia. Quest’ultima energia vitale per la nonna. Come dire la semplicità di una ragazza che sta crescendo e la saggezza e l’esperienza che mia mamma che con orgoglio contribuisce a trasmettere a Giulia.
    Con tutta la buona volontà e l’ottimismo per non intossicarmi le giornate d’ansia e perchè un sogno come il tuo si possa avverare dovrei far spegnere la tv ad amici, amici degli amici, parenti e vicinato e faticare non poco per far sì che si ragioni nel modo giusto e non alla rovescia come adesso.

    TADS’ ANSWERS:

    ciao Deborah,
    temo di doverti dare una risposta negativa, una città, una società come quella che io immagino, è l’unica strada per invertire quella rotta bastarda che punta veloce verso lo sfascio globale, l’annientamento delle individualità e il libero pensiero. Dopo il ’68 e la stagione di piombo, i “gestori” delle masse hanno allargato le maglie e rincoglionito una intera generazione di giovani con alcol, droga e decibel per tenerli lontano dalle piazze e dalle ideologie. Operazione madre scellerata di un assurdo modus vivendi che porta sulla propria dorsale una marea di merda, effetto collaterale che tenta di criminalizzare il vecchio concetto di normalità. Le multinazionali omologano creando gruppi di consumo battezzati “tendenze”, la politica quando non reprime intossica (crisi o non crisi è PALESE che NON ci sia la volontà di creare un futuro solido), il disagio giovanile è di fatto una sub-industria redditizia. In un simile contesto non è peccato ipotizzare un diabolico disegno che miri ad una breve e malata vecchiaia del popolo, una laida spartizione del bottino tra holding farmaceutiche e istituti previdenziali (compagnie assicurative che hanno piazzato milioni di polizze integrative comprese).

  6. Interessanti considerazioni sulle quali com’è divertente ammiccante sarcastico rabbioso esilarante dire anche la mia, che è codesta:
    di tanto in tanto fanno apparire in televisione quei vegliardi centenari rugosi sdentati col mento aguzzo e un grande naso che esce, anche le orecchie dice che incanutendo aumentino di dimensione, nel frattempo tutto si affloscia, pende e cadono denti capelli e affini. Ammirando tali beltà, normalmente una voce fuori campo gli fa l’intervista, che incomincia sempre con questa domanda: Ma come ha fatto a raggiungere questa età così in forma? La risposta è sempre la stessa: mangiare poco, lavorare molto, alzarsi presto la mattina, andare in campagna o nell’orto a zappare, comunque faticare, dulcis in fundo avere qualcuno che ti voglia bene e che tu ami, non si esclude un po’ di sesso, una volta sistemati sui comodini parrucchini, dentiere e appoggiato il bastone non sulla propria strada per non inciamparci dentro all’alzata. Non si scappa. Per diventare in quel modo.
    Cerchiamo solo di vivere con attenzione ed equilibrio, senza eccedere in un senso o nell’altro. È inutile fare i giovincelli da vecchi: non funziona così.

    TADS’ ANSWERS:

    cara Domenica Luise,
    mi permetto di chiarire una cosa che mi sta particolarmente a cuore, per capire meglio il senso di questo post forse dovresti leggere la risposta che ho scritto a Deborah. Io sono nuovo su questa piattaforma ma “angolo del pensiero sparso” esiste dal 2004. Uso il blog per esprimere, appunto, “voli pindarici sulla caleidoscopica umanità”, voli che compio a bordo di metafore spesso complicate, i miei pezzi lanciano messaggi tra le righe non sempre facili da cogliere. Questo te lo dico per meglio conoscerci, non penserai mica che abbia scritto questo articolo per osannare i vecchi che fanno i giovincelli???

  7. Sicuramente Tads oggi si guarda alla vecchiaia con occhi diversi, soprattutto perchè l’età anagrafica non corrisponde appieno all’età che ci si sente e l’aspettativa di vita è molto più lunga che nel passato. Vedo intorno a me “vecchi “splendidi che mantenendo costantemente in esercizio il corpo e la mente arrivano a mettere in difficoltà tante “giovani” menti, compresa la mia. Li ammiro, per me sono maestri di vita e fonte inesauribile di spunti di riflessione.Piuttosto mi preoccupo per quesi trentenni col cervello spappolato da alcol e droghe eppur convinti di aver capito tutto della vita. Come ci arriveranno questi alla vecchiaia, se ci arriveranno?

    TADS’ ANSWERS:

    illustre Aurora,
    la tua domanda è la stessa che mi pongo io, oltre a chiedermi il perchè. Pochi anni fa l’OMS ha diffuso un documento a dir poco impressionante, il 40% degli uomini occidentali under35 ha problemi di erezione, una percentuale simile delle donne under40 combatte contro la depressione e l’ansia. Certo la colpa non è solo della droga e dell’alcol, per quanto questi incidano significativamente, è tutto il “sistema” ad esser farlocco.

  8. La società utopistica che descrivi purtroppo non potrà mai esistere per lo meno nel nostro paese. Per il datore di lavoro sei un limone da spremere il più lungo possibile, come fai ad arrivare alla vecchiaia ancora arzillo e pieno di vita? Macerati dallo stress arriviamo alla pensione (ancora per poco) con problemi d’ulcera, cardiovascolari, ipertensione… un pacchetto di malattie psicosomatiche che maturiamo dietro le scrivanie o in fabbrica. La politica contribuisce a massacrarti togliendoti disponibilità economiche e a farti sentire un peso morto per la società (una pesante valigia senza ruote come la chiamo io) perché non sei più “produttivo”, ciò porta ad una profonda depressione che non giova né al fisico né all’anima.
    La vecchiaia viene anche definita la “seconda giovinezza” ma è una presa per il culo? La società, e soprattutto la famiglia ti impongono come vestirti, come pensare… cosa fare…. Se sei arzillo ti posso concedere qualche partitina a carte … ma guarda che devi portare i nipoti a scuola, ai giardinetti…ecc. Mia nonna a 84 anni è caduta da un cammello (viaggio organizzato in Giordania, ci è andata di nascosto)…. Quando l’hanno operata di cataratta lei insieme ad altri vecchietti hanno fatto impazzire le infermiere perché giocavano a carte fino alle tre di notte… tutti con un occhio bendato!!!! E’ mancata a 96 anni, non mi ha mai portata ai giardinetti ma io l’ho sempre ammirata, finchè la testa ha retto si è tenuta a debita distanza da medici e farmacie… io da “grande” voglio essere così 

    TADS’ ANSWERS:

    complimenti alla nonna Valeria,
    ne avessi avuta una così avrei dato vita ad una raccolta firme per farle erigere un monumento nella piazza del paese, la sue mentalità è molto vicina al mio concetto di vecchiaia. Goga-mi-goga city è la metafora della NON rassegnazione.

  9. Mah che la vecchiaia portasse automaticamente saggezza non ci ho mai creduto, e nemmeno che “certe cose” piacciano solo ai giovani. Per me sarebbe un’ottima idea: lasciamo le noiose poltrone ed i rischiosi incarichi istituzionali ai giovani. I vecchi tutti a divertirsi e cazzeggiare!

    TADS’ ANSWERS:

    proprio così, in Florida si incontrano tantissimi 70/80enni(uomini e donne) con indosso bermuda, camicie a fiori e berrettino in testa che se la spassano alla grande, mettono allegria solo a guardarli. Da quelle parti hanno una visione diversa della pensione, stagione importantissima della vita non vissuta come un declino.

  10. Caro Tads, sono tornata a trovarti e ho letto la tua risposta e anche quanto hai scritto a Deborah, ma non avevo mai creduto che tu volessi osannare i vecchi che fanno i giovincelli, è fuori discussione, erano soltanto mie considerazioni dopo avere anche osservato la situazione reale tutt’intorno. È poi orribilmente vero quanto tu dici sui ragazzi rovinati dalla droga e dai vizi, nella scuola sono rimasti pochi insegnanti isolati a lottare per una cultura non dico autentica, ma almeno un po’ meno all’acqua di rose. Lo studio, la lettura, l’arte, la politica, la conoscenza: non possiamo essere bravi in tutto, ma almeno in qualche cosa, e invece no, più i giovani restano ignoranti più sono gregge in mano ai furbi che li conducono dove vogliono. Parlo perché ho lavorato nella scuola per istruirli e svegliarli dalla narcosi generale.

    TADS’ ANSWERS:

    illustre Prof Mimma 🙂
    hai tutta la mia solidarità, gli insegnanti Italiani sono sottopagati, sottostimati e costretti a lavorare in una istituzione che ha 500.000 esuberi, un esercito “imbucato” da quella politica che considera la scuola un salvadanaio di voti da imbottire fino a farlo esplodere. Sicuramente questo ha contribuito non poco ad ammorbare i giovani. Mi ha fatto piacere leggere questa tua precisazione.

  11. Sarebbe molto bello, possedere una sana follia che ti permetta di fare tutte quelle cose strane che adesso non ti è concesso, ma si sa con l’età, il cervello può anche partire per altri lidi….
    Un saluto.

    TADS’ ANSWERS:

    ciao Sabry, bentornata

  12. Ho disperatamente cercato su Youtube questa poesia di Ennio Flaiano letta da Vittorio Gassman, non l’ho trovata e finchè non inventeranno la macchina per estrarre i ricordi dal cervello (sulla falsariga di quella genialmente immaginata da Wim Wenders in “Fino alla fine del mondo”) quella performance resterà una mia privatissima soddisfazione.

    Accontentiamoci del testo, che penso faccia da letterario corollario alla tua estemporanea eppur coerentissima idea.

    Lamento del tabaccaio

    Stammi a sentire, da bambino ero un paggio.
    Tu non mi credi? Ero buono e cortese.
    Schiudi le orecchie, da bambino ero saggio,
    credevo in Dio, amavo il mio Paese.
    Guardami in faccia: ero serio e gentile.
    Rispettavo le piante, i gatti. Ero vile.

    Da vecchio, sarò l’onta del quartiere.
    Da vecchio, tutte le voglio vedere.
    Da vecchio, solo le puttane e il bere.

    Perché mi guardi? Da bambino ero bravo.
    Mi devi credere, ero savio e ubbidiente.
    Da bambino, perdio, mi ti mangiavo
    nello studio. Da bambino ero prudente.
    Tu ridi, stronzo? Ero ben pettinato,
    rispettavo le aiuole, i cani. Ero ordinato.

    Da vecchio, sarò l’onta del quartiere.
    Da vecchio, solo le puttane e il bere.
    Da vecchio, darò via pure il sedere.
    Ennio Flaiano

    TADS’ ANSWERS:

    ne ricordavo qualche passaggio, adoro Ennio Flaiano,
    lo considero il Cecco Angiolieri dell’era moderna.
    Mi piace avere questi versi in calce al post.
    GRAZIE

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