La generazione “X”…

Il genere umano si differenzia dalle altre specie animali principalmente per via di quella strana cosa comunemente chiamata “intelligenza”, capacità di “leggere dentro” e quindi elaborare, quando questo meraviglioso dono diventa precipuo interesse per soddisfare l’avidità, si trasforma in iattura tramandata per generazioni,  una perpetua condanna all’oblio del presente. Se per “medioevo” si intende anche uno stallo sociale stratificato, i meno abbienti hanno vissuto il loro rinascimento con la caduta del fascismo e l’avvento di quell’altra cosa strana chiamata “democrazia”, concetto aleatorio, aulico, tecnicamente inapplicabile nella sua interezza (la libertà di un individuo finisce dove inizia quella di un altro ma non si capisce chi sia preposto a tracciarne la linea divisoria).

L’oblio del presente, la condanna perpetua, consistono nell’aver creato una società che considera ogni ricambio generazionale una “transizione” finalizzata al miglioramento della qualità della vita, sì, ma della generazione successiva non della propria. Genitori che si sacrificano per garantire ai figli una esistenza migliore i quali, una volta divenuti padri e madri, si sacrificheranno per i loro che… e avanti col perpetuo moto illusorio. Se tutto questo susseguirsi di sacrifici avesse un senso pratico, un obiettivo finale, una logica applicata, dovremmo aspettarci l’avvento della “GENERAZIONE X”, i fruitori finali di cotanto patire privazioni e rinunce. Poiché tale generazione sarebbe il giusto coronamento di scelte altruistiche perpetrate dalle masse (i ricchi nella GX ci vivono da sempre), c’è da starne certi che mai e poi mai verrà alla luce.

Il passaggio da “destinatario” a “mittente” del benessere è talmente repentino da non lasciare spazio ad aree di godimento (l’oblio del presente), tra laurea spesso conseguita fuori corso per svariati motivi e raggiungimento della autonomia economica, si arriva all’incirca sui 30/35 anni, età in cui ci si accasa e procrea, i single non alimentano il processo, tutt’altro, riducono il potenziale mercato ed è quindi giusto, secondo il pernicioso pensiero regnante, che paghino dazio in termini di penalizzazioni economiche, sociali e psicologiche. L’obbligo di continuare ad allargare gli orizzonti e spostare in avanti miraggi, nasce dal consumismo pilotato che ha trasformato il superfluo in bene primario, operazione finanziaria mirata ad inibire il piacere di apprezzare e godere per generazioni ciò che si ha, ciò che si è costruito, senza essere posseduti dalla smania di un miglioramento fittizio. Questo creerebbe cali di fatturato e quindi di potere.

Il paradosso che aliena la vita dei cittadini “evoluti” alberga in una strategia più semplice di quanto si immagini: “l’incessante creazione di nuove esigenze seguite dalle proposte per soddisfarle”, in questo virgolettato c’è la chiave di lettura, la negazione della “GENERAZIONE X”. Un perfido medico che infetta dolosamente i pazienti per poi curarli a pagamento. Il meccanismo è talmente ben oliato da rendere quasi impossibile una razionale divisione tra giusto benessere e superfluo, un meccanismo dotato di una leva psicologica collettiva in grado di creare rapidissime assuefazioni stravolgendo valori. Il giorno in cui i popoli prenderanno coscienza vedranno quel ciclone puparo, ammaliante come una baldracca da bordello, spazzare via quotidianamente anche la chimera della “GENERAZIONE X” … allora forse, chissà, magari reagiranno.

Nella sua caratterizzazione dell’industriale brianzolo, Antonio Albanese recita una metafora comica solo in apparenza: “mio nonno ha fatto un capannone, mio padre ha fatto un capannone più grande di quello di mio nonno, io ho fatto un capannone più grande di quello di mio padre, mio figlio si droga perché non riesce a fare un capannone più grande del mio e io sono disperato, non tanto per la droga…”.

Tullio Antimo da Scruovolo

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5 thoughts on “La generazione “X”…

  1. Ho letto in un articolo che alcune persone non bevono mai l’acqua naturale, ma soltanto bibite piene di gas, zuccheri e chissà che cosa per dare sapore e colore, non solo, ma non sono nemmeno dissetanti. Mah, a che punto ci siamo ridotti. Anche l’acqua è diventata finta. Questa cosa di sacrificarsi sempre per i figli e per un bene ipotetico remoto che forse non ci sarà nemmeno non mi ha mai convinta. Epicurea no, taccagna nemmeno: in equilibrio tale da vivere contenta. E basta con questi genitori immolati, che tutto danno fino a ottant’anni, prima hanno cresciuto i figli com’era giusto, poi i nipotini com’era, a mio avviso, assolutamente ingiusto, poi i nipotini sono cresciuti e i nonni sono vecchi, mettiamoli in un ospizio perché noi non possiamo accudirli, studiamo, noi, oppure cerchiamo lavoro, noi. Se avessero quattro figli in casa invece di un paio non potrebbero viziarli tanto. Viviamo con gioia e gratitudine quello che abbiamo e cerchiamo di educare i nostri figli anziché fargli tutto noi.

    TADS’ ANSWERS:

    non posso che sottoscrivere il tuo commento, il problema forse è un pò staccato dalle tradizioni e, purtroppo, dalle volontà familiari. Oggi un adolescente che non supporta con specifici beni materiali la sua presenza viene emarginato dal gruppo, in vero non solo gli adolescenti. Nella fase storica del dopoguerra era più che giusto sacrificarsi affinchè i figli campassero con in mano la penna e non la zappa, il messaggio subliminale del post è, come sempre (è un mio vezzo stimolare chi legge a farlo tra le righe), una compilation di domande, una su tutte: non è che magari una ipotetica GENERAZIONE “X” sia già passata e non l’abbiamo capito??? Qualcuno non ha voluto che lo capissimo???

  2. Credo di sì, che quella ipotetica generazione sia stata occultata a beneficio dell’emergente mondo consumistico. Le multinazionali e i sistemi bancari hanno creato un mondo-mostro, appoggiati, anzi sorretti, da altrettanti sistemi religiosi, che poi di re-ligio hanno soltanto il potere di soggiogare le menti, condizionarle a subire lo stato di pronazione senza che gli adepti se ne accorgano, efficace braccio sinistro di quello destro secolare.
    Se ne scrivono articoli sui poteri occulti, in fondo mica tanto occulti, solo ben camuffati, delle logge, dei summit bilderberg, dei giochi logistici procacciatori di guerre, delle rapine di risorse territoriali a danno dei paesi inermi, del ridurre in asservimento tramite debiti pubblici intere nazioni, ecc., ma chi li legge? Chi se ne rende conto?
    Abbiamo sotto gli occhi aberrazioni talmente evidenti, un bandito nella cripta di una chiesa, che da solo farebbe risalire a connivenze terrificanti, eppure il gregge continua a salmodiare senza chiedersi nulla.
    L’erba di cui si pasce è l’incessante rinnovarsi dei bisogni con relativa esigenza di soddisfarli, come hai benissimo scritto tu in questo articolo esemplare.
    Ai pastori il compito di rinverdire pascoli, di lucidare l’erba. E quello di promettere paradisi in cambio della donazione in vita della propria vita, polpa per i paguri. Conchiglie a perdere.

    TADS’ ANSWERS:

    Esimia Cristina hai colto un punto cardine, le multinazionali, il potentato economico dell’era moderna ha mutuato dalla religione la strategia per depredare, sottomettere e gestire le masse a proprio uso e consumo. Tra il promettere il paradiso e una vita migliore dei posteri in cambio di “sacrifici”, non corrono differenza sostanziali.

  3. Caro Tads,
    Nel 1997 per i tipi della Feltrinelli, Piero Scaruffi pubblicò “ Il terzo secolo –cronache americane”, un interessante saggio sulla società americana alla luce delle generazioni che si sono succedute: prima i ” baby boomers” e poi la “generazione x”. Questo è un passo significativo di tale opera: “Se la generazione dei baby boomers era cresciuta in pieno boom economico con il massimo delle aspettative, la generazione X sta crescendo in piena recessione con il minimo delle aspettative: il problema non e’ piu’ quello di diventare un altro Bill Gates, e’ quello semplicemente di trovare almeno un posto di lavoro come commesso al negozio sotto casa. Il loro mondo e’ un mondo afflitto dalla pestilenza dell’AIDS , dall’inquinamento, dal buco dell’ozono, dal debito pubblico , dalla droga, dagli omicidi, tutti problemi lasciati alle loro spalle dai baby boomers.”
    Scaruffi, matematico eclettico , esperto di informatica e finanche poeta ( vive e lavora in America: della serie fuga di cervelli!) in poche righe tratteggia i mali e le angosce esistenziali della “generazione x”, già nel lontano 1997. Il fenomeno di regressione , perché di questo si tratta, negli States era già avviato alla fine del secolo scorso, in Europa, ma soprattutto in Italia, all’epoca eravamo solo ai prodromi.
    La mancanza ( o la voglia di non averne) di stimoli e di prospettive che ha contraddistinto la generazione x rispetto a quella del boom economico, non è solo conseguenza di scelte economiche, di mercato o piuttosto della crisi della società capitalistica, ma appartiene ad un malessere più profondo e che trova il suo humus nello smarrimento di valori nei quali sono cresciuti i giovani nati dalla fine degli anni 1960 in poi. Smarrimento di valori che era direttamente proporzionale al crescere del benessere ed all’affermazione dell’individuo in quanto entità auto contenuta.
    La rassegnazione , che spesso sfocia anche nel nihilismo, dei GX, è oggi l’aspetto più preoccupante. Abbiamo una gran quantità di giovani che non hanno aspettative di futuro e si abbandonano ad un’inedia assoluta. Avanza, ingrossando le proprie fila, un’altra generazione: la “ni trabajo ni estudio”. Sono coloro che hanno perso le speranze e sono privi di volontà per lottare.
    La metafora di Albanese, che tu sapientemente hai citato, è amara ma ci fa riflettere sulla corsa dell’uomo al continuo arricchimento, alla continua espansione del proprio potere, che non si ferma a nessuno costo, travolge tutto, anche il figlio che non ha saputo ( ma io dico non ha potuto, spesso per che cause indipendenti dalle sue capacità e dalla sua volontà) fare un “capannone più grande”.
    Questi sono i tempi in cui bisogna, ogni tanto, soffermarsi per dare un senso all’esistenza, che non può essere solo una crescita all’infinto da perseguire sempre e ad ogni costo.

    TADS’ ANSWERS:

    caro Sannita,
    lungi da me opinare il pensiero di Scaruffi, ritengo tuttavia doveroso fare un distinguo, lui affronta la questione sul piano sociologico e giunge a definire la GX una becera deriva tangibile, in questo post io faccio una riflessione filosofica che considera la GX una meta idealizzata. Punti di vista diversi ma non in antitesi. La realtà Americana è molto diversa dalla nostra in termini di percorsi seguiti per generazioni, negli USA milioni di giovani al raggiungimento della maggiore età salutano i genitori e se ne vanno, spesso per sempre, gli Americani hanno un concetto di famiglia non radicato. Reggono le dinastie ricche per ovvi motivi, l’articolo “1” della loro costituzione dice che oggni cittadino ha il diritto di cercare la felicità, non di ereditarla. Un popolo che si avvicina al nostro modo di interpretare la vita in funzione dei figli, è quello ebraico, un detto Yiddish è simile alla citazione di Albanese, può anche darsi che l’attore lo conosca e lo abbia fatto suo: “io apro una panetteria, mio figlio aprirà tre panetterie, mio nipote aprirà nove panetterie, mio pronipote aprirà un panificio industriale…” Concezione accettabile per un popolo perseguitato da 2.000 anni che deve la propria sopravvivenza soprattutto al potere economico. Noi non abbiamo questa spinta motivazionale.

  4. GENERAZIONE X non sarà sicuramente quella a cui stiamo togliendo il pannolino o che stiamo svezzando, affinchè possa pesare di meno sul nostro già magro bilancio familiare. I frutti delle nostre rinunce, dei nostri sacrifici, li stiamo offrendo allo Stato perchè ci hanno fatto venire il senso di colpa accusandoci che i buchi nei conti pubblici li abbiamo creato noi cittadini, per le nostre facili propensioni ai consumi e per la nostra scarsa parsimonia.

    TADS’ ANSWERS:

    sicuramente per “GENERAZIONE X” possiamo intendere “anche” quella composta dalla nostra classe dirigente, incompetenti fancazzisti che ingrassano come maiali e scrofe grazie al sudore degli altri. Soggettivamente, siamo il popolo più risparmiatore del pianeta, gli Italiani qualche soldino da parte vorrebbero metterlo e qualche volta ci riescono pure… poi arrivano loro e prosciugano come sanguisughe

  5. è un discorso condivisibile.
    mio padre col suo onesto lavoro, ha comunque fatto stare meglio di lui i suoi tre figli, pur tra mille rinunce. io e mia moglie, coi nostri due redditi, probabilmente faremo crescere nostro figlio con sufficienti garanzie, pari alle nostre. Se ci va di culo. Il drastico ridursi delle risorse, il divaricarsi della forbice che ha trasformato la tanto ambita classe media in una moltitudine sociale poco oltre la linea di galleggiamento, hanno interrotto la catena. mi viene un sospetto. ma è un discorso troppo lungo…

    TADS’ ANSWERS:

    benvenuto,
    i discorsi intelligenti non sono mai troppo lunghi, esterna pure i tuoi dubbi, potrebbe essere interessante approfondire.

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