L’arrampicata esistenziale…

Standosene serenamente seduto in mezzo ad auto sfreccianti, il flemmatico Ernesto Calindri suggeriva ad una Italia in bianco e nero assetata di progresso un bicchierino di amaro Cynar, a suo dire un toccasana contro “il logorio della vita moderna”, anni dopo nel tubo catodico è apparso un colorato, sorridente Gigi Proietti per annunciare che il “gusto pieno della vita” lo si assaporava sorseggiando l’amaro Averna. Sempre rimanendo in zona “spremuta di erbe” è doveroso citare: Petrus, “l’amarissimo che fa benissimo”, l’amaro Lucano, “cosa vuoi di più dalla vita?”, l’amaro medicinale Giuliani che “aiuta a digerire”, il monacale Don Bairo “l’uvamaro” e, ovviamente, “sopra tutto” un Fernet Branca altrimenti detto “stura budella”. La conclusione che se ne trae non lascia scampo, per fare l’uomo forte che non vuole niente di più dalla vita e che combatte il logorio guadando il gusto pieno tra un convento e un pugno di ferro… bisogna andare in cirrosi da digestivo.

Gli  intellettualmente onesti non possono esimersi dal riconoscere alla tanto odiata, assillante, invadente pubblicità, il merito di aver divulgato i concetti base della filosofia simbolica, meglio conosciuta con il termine “metafora”,  centrata in pieno quella che associa gli amari allo snodarsi dell’esistenza. Facendo free climbing sulla perpendicolare parete delle interpretazioni ci si ritrova aggrappati a graffianti spuntoni. L’amaro mistico, purificatore, l’espiazione di colpe ereditate: “lavorerai col sudore della fronte e partorirai con dolore…”, ma perché??? L’amaro cinico che evidenzia la pochezza umana scavando nella latrina dell’anima, l’amaro etico, regole concepite da uomini deboli per gestire e sottomettere uomini forti. L’amaro dell’effimero, della competizione, del materialismo, del successo vissuto come parametro valutativo del passaggio terreno. L’amaro dell’amore, il vero e unico oppio dei popoli, la più diffusa assuefazione, uno stato d’animo che spesso destabilizza equilibri e provoca devastazioni. L’amaro dell’ipocrita logica politically correct, miliardi di esistenze condizionate da storture. Altra similitudine tra l’amaro metaforico e quello in bottiglia è il contrasto tra “forma e sostanza”, stranamente gli amari sono i liquori con più zuccheri ed è proprio l’alto tasso di questi a renderli dannosi qualora se ne facesse abuso. Anche gli “zuccheri” della nostra esistenza sono temibili nemici, in uno dei suoi più celebri aforismi:”  le cose più belle della vita o sono immorali, o sono illegali, oppure fanno ingrassare”, George Bernard Shaw mette a fuoco una contraddizione di fondo e punta l’indice sulle limitazioni imposte da linee comportamentali stilate ad hoc.

Nella illuminata deduzione citata si coglie una vera e propria requisitoria contro la morale pubblica, infatti le “cose immorali” (quelle non penalmente perseguibile) non sono affatto “illegali” ma appartengono all’area della gogna, del pubblico ludibrio, del disonore. Ricordiamo anche Baudelaire col suo: “maledetto sia quell’uomo che per primo ha mischiato le cose dell’amore con le cose dell’onore”. Chi ha intorpidito le pure acque del darsi??? Le due menti eccelse più che agli uomini in quanto tali si riferivano alle loro paure, alle loro angosce, alle loro insicurezze, al loro seme che ha fecondato l’ovulo del maschilismo preventivo/repressivo. Paure, angosce e insicurezze sociali non nascono dal nulla, ancor meno quando si manifestano autonomamente in ogni angolo del mondo, non sapremo mai se le ansie madri di civiltà al maschile siano un sottoprodotto del mercimonio o viceversa, di fatto sappiamo solo che migliaia di anni fa qualcuno/a ha trasformato il sesso, una naturale gratificazione psicofisica che non conosce target,  nella più longeva e preziosa moneta.

L’ometto in foto che si arrampica con impegno per raggiungere i cirri dell’estasi è emblematico, fatica e piacere, amaro e zucchero, né più né meno come la passata di verdura alcolica reclamizzata sotto varie etichette. La differenza tra la riga della calza e la treccia di Giulietta è solo morale. Vogliono farci credere che la vita sia veramente un bicchierino, un bicchierino pieno di un liquido amarognolo color letame ma con tanto zucchero nascosto chissà dove.

Tullio Antimo da Scruovolo

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5 thoughts on “L’arrampicata esistenziale…

  1. Credo che il consumatore di ognuno degli amari da te citati difficilmente leggerà la pubblicità in chiave critica, filosofica e una volta ingerito le cose non potranno cambiare.

    TADS’ ANSWERS:

    potrebbe sempre leggere questo post…!!!
    penso tu abbia ragione, cioè, ne sono certo.

  2. Sei riuscito, con questo articolo, a distrarmi dai tristi pensieri che ultimamente mi perseguitano guardando tutto il male in azione su questo mondo. Eppure non è un articolo esente da un sarcasmo di fondo anch’esso amaro, ma procede con tanta intelligenza e abilità nello scrivere ed insieme con tanta umanità di fondo da incantare.

    TADS’ ANSWERS:

    Tonino Guerra diceva che l’ottimismo è il profumo della vita,
    io dico che il sarcasmo ne è l’antibiotico

  3. Caro Tads hai colpito in pieno!!! Il succo amaro che devono bere i derisi, gli emarginati, i deprivati dell’onore e dell’orgoglio… quello che si beve dopo una delusione, un tradimento, un’accusa infondata…… eppure continuiamo a cercare di scalare vette impossibili: tutto ciò è insito nel DNA umano, per fortuna!

    TADS’ ANSWERS:

    c’è solo da augurarsi che la fortificazione Nietzscheana diventi norma

  4. scusa Tads, ma l’amaro non serve a mandar giù la matriciana, piuttosto che la coda alla vaccinara?
    Prima lo zucchero e poi l’amaro: prima ti ingozzi e poi ti devi ripulire! Ti pare?
    Tu invece posponi le cose. Per te prima l’amaro e poi lo zucchero.
    L’omino si arrampica, fatica e nel momento in cui lo fa prende la sua dose di amaro, con la voglia e la speranza di arrivare allo zucchero.
    Il mio amico Toni , che alla casa del popolo beve l’amaro dopo un piatto di ribollita che non vuole decidersi a transitare nel duodeno, non ha capito.
    Lui , quando scopava more uxorio prendeva tanto , tanto zucchero, ma poi era costretto ad assumere l’amaro tornando a casa. E l’amaro per lui erano i sensi di colpa, il moralismo ipocrita, la vigliaccheria di non riconoscere che scopare fuori dalle mura domestiche era molto più gratificante.
    Il Toni prendeva tutti i giorni otto ore di amaro alla pressa (e ne ha preso a iosa nella sua vita), e poi correva subito dalla sua ” maiala” (fine toscanismo) per “succhiare” tanto zucchero. Ma subito dopo tanto amaro di nuovo.
    Lui spesso sosteneva ,durante le partite a scopone alla c.d.p. , ergendosi a filosofo peripatetico, che ” la vita è una sequenza di fasti e nefasti” (in sostanza amari e zuccheri ), e subito dopo aggiungeva ” a me sono toccati solo nefasti”.
    Il Toni ha detto, concludendo alla sua manierà : “saranno cazzi per quell’omino quando scenderà lungo quel filo!” Avrà ragione lui?
    Io penso invece al tuo gemello e non so immaginare quando ingozzi la sua dose giornaliera di amaro, se prima o dopo lo zucchero; di certo non è dotato di sarcasmo ed ironia come te che sei il suo gemello.

    TADS’ ANSWERS:

    ciao Lino, sei in trasferta???

    invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambia,
    di “filosofi peripatetici” il Toni se ne intende, all’ombra della sua bandiera ce ne sono talmente tanti che hanno inziato da tempo a mangiarsi tra loro.

    per quanto riguarda il mio gemello… sarcasmo e ironia sono una cosa, scrivere battute da taverna che prendono di mira gli utenti è tutt’altro. Ormai mi conosci da lungo tempo e conosci anche le regole, scusa ma… della ipotetica dose di amaro che ingurgita il mio gemello… a te che te ne frega???

  5. Il titolo è la sintesi di tutto il post: l’uomo per quell’arrampicata le ha pensate tutte. Allora mercifica il sesso, l’alcol, le auto, non importa come, stimolare vuol dire guadagnare. La pubblicità ammiccante, convincente, subdolamente insinuante, raggiunge lo scopo, poco importa se il tal amaro produce effetti zuccherini che fanno salire la glicemia, il gioco è fatto: “denaro, denaro, ancora denaro. E il mondo segue la scia, con il cervello intorbidito ma contento di aver appagato il desiderio inconscio.
    Chapeau al tuo raffinato sarcasmo.
    annamaria

    TADS’ ANSWERS:

    l’uomo per quella arrampicata le ha pensate tutte ma poi la donna ha calato la corda per aiutarlo… non credi???
    ti ringrazio per gli apprezzamenti, il sarcasmo affiora in superficie Annamaria, il post contiene qualcosa di molto più profondo

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