CILLIT BANG FANS’ CLUB

Il CILLIT BANG (tappo arancione) è incontrovertibilmente, dopo la ruota, la salama da sugo, il rasoio Bic ed il clima bizona, la più straordinaria invenzione che il genio umano potesse estrarre dal cilindro della creatività. Nemico implacabile dello sporco impossibile e, come etichetta annuncia, di quello più ostinato che ama giocare a nasconderella depositandosi nelle pieghe e negli anfratti più difficili da raggiungere. In veste di uomo dotato di un grande spirito umanitario, non posso non augurarmi che tale efficace prodotto sia presto dato in dotazione alla neurochirurgia. Proprio così, ormai il sole non tramonta se prima non ci costringe ad assistere, nostro malgrado, ad un progressivo aumento di un certo disagio femminile sicuramente prodotto da residui sedimentosi infrattatisi nelle scissure  cerebrali. Urge una passatina di CILLIT BANG (tappo arancione) per ristabilire nitidezza di pensiero e pulizia concettuale, non voglio eccedere in pretese e quindi mi impongo di panchinare momentaneamente la razionalità.

Il neo-femminismo nasce per contrastare il teorico maschilismo di ritorno covato nelle vendicative ceneri del post-femminismo della prima ora, per intenderci quello dell’autogestione uterina, movimento storico degno e meritevole eroicizzato da conquiste ASSOLUTISSIMAMENTE condivisibili. Se le lotte degli anni 60/70 trovavano una valida ragion d’essere in un contesto sociale ancora accozzato alle concezioni dei “compari Turiddo”, quelle delle frange nostalgiche proiettate nella contemporaneità traballano su impalcature barzocche. Il “maschilismo” dei tempi andati era il frutto di un secolare modus operandi et vivendi responsabile di discriminazioni e squilibri, la donna era vista e vissuta come parziale supporto alla vita dell’uomo padrone. Con buona pace delle novelle Zapatiste le cose sono cambiate, MOLTISSIMO, definire “maschilismo” il becerume defecato da una ridotta minoranza di individui significa commettere un grave errore ideologico ed evidenziare una profonda ignoranza sociale. Non si può e non si deve sparare con gli occhi bendati sperando di colpire qualche reo che, forse, si nasconde nel mucchio, discutibile è anche il mutuare dai sindacati la tecnica del chiedere cento, enfatizzando, per ottenere dieci.

Se un extraterreste dovesse atterrare in Italia con l’intento di analizzare lo status dei diritti, constaterebbe che in molti amano aggrapparsi al parapendio che abbraccia le varie logiche stanzianti ad altitudini variabili. La realtà smentisce l’artificioso stato catatonico, in luogo di separazioni, divorzi, alimenti ed affidamenti si è legiferato al femminile, si abbia altresì il coraggio di riconoscere che in ambiti professionali NON ESISTONO contratti che a parità di mansioni e qualifiche discriminino le donne  sul piano economico/operativo/carrieristico, checché ne dica la Fornero madre di una trentenne già piazzata in pianta stabile nel duplice ruolo di docente e ricercatrice. Il lasco politico ha tracciato una linea di traguardo che capitalizza il detto: “fare di necessità virtù”, non è assurdo considerare le “quote rosa” una sorta di parafulmine, che un partito di sole donne votato da sole donne superi lo sbarramento è tutto da dimostrare. C’è qualcosa di errato nell’approccio, in una puntata di Matrix sul lavoro giovanile, una ragazza laureanda, agguerrita come Sandokan all’arrembaggio, nei suoi interventi è riuscita ad usare una ventina di volte il termine “diritti” senza MAI menzionare la parola “doveri”.

La vexata quaestio sulla maternità è spinosa e atavica, nessuno può arrogarsi il diritto di negare ad una donna la gravidanza, tuttavia sarebbe saggio affrontare la cosa con maggiore serenità. Nelle piccole realtà imprenditoriali l’ottimizzazione delle risorse umane e relativi costi è fondamentale per la sopravvivenza stessa dell’azienda, a mio avviso sarebbe opportuno che lo stato intervenisse a livello contributivo agevolando le sostituzioni senza l’incremento dei costi. Da non trascurare il fatto che alcune dipendenti si trasformano in deus ex machina dopo lunghi periodi di formazione divenendo più indispensabili che utili, non è giusto criticare coloro che antepongono la carriera alla famiglia, la vita è fatta anche di scelte. Lo scontro tra poveri non ha mai prodotto ricchezza, non dimentichiamoci che i maschi nati prima del 1987 hanno sempre vissuto, a livello di assunzione, discriminazioni dovute agli obblighi di leva, ricordate gli annunci: “cercasi giovane milite assolto/esente”??? Non ho mai assistito a barricate o levate di scudi in merito.

In veste di osservatore mi sgomentano alcune nuove tendenze, principalmente quella che mira alla differenziazione del rispetto. Ai pargoli si insegna a rispettare la natura e gli animali (magari da lontano) ma non gli esseri umani nella loro globalità, semiologia di una inquietudine, prodomo di un grigiore futuro. I nuovi dettami politically correct rivendicano forme di rispetto differenziate privilegiando quello nei confronti delle donne e non solo. Perché mai le donne dovrebbero essere più rispettate degli uomini??? Appartengono forse ad una specie eletta??? Non sono esseri umani come i maschi???  E’ poi così difficile assimilare il concetto che la scorciatoia per giungere allo scontro attraversa proprio le paludi che stratificano le appartenenze??? Cui prodest la guerra dei sessi???

L’unica soluzione in grado di contrastare con efficacia problematiche sociali come la violenza e la prevaricazione, per quanto allocabile a cavallo tra l’utopistico e il filosofico, sarebbe quella di cessare le ostilità, deporre le armi e dare vita ad una alleanza, direi una complicità di intenti, finalizzata all’estirpazione di quella gramigna erettasi a muro divisorio. Uomini e donne dovrebbero educare le nuove generazioni ad una parità capace di livellare verso l’alto, ovviamente questo comporterebbe rinunce ideologiche ed abbattimenti di impianti psicologici fortemente radicati. Materializzare una forma di eterodossia positiva . 

Volgo al termine con una nota di colore, chi è dotato di un minimo di spirito nel web trova veramente di che sorridere, ovviamente grazie ad alcune delizie elargite dal gentil sesso. Mi si perdoni la breve ed irriverente crestomazia che mi accingo a significare appellandomi alle leggi di Murphy, il mio  calo di cavalleria sia bilanciato dall’impennarsi dell’ironia in gonnella. Esegesi di alcuni concetti: “se un uomo non è un bastardo vuol dire che è un coglione, nel caso non fosse né bastardo né coglione è da monitorarsi nella categoria degli scontati, banali, prevedibili, noiosi…” . “Se il maschietto mira alla conoscenza biblica al primo appuntamento è un fissato maschilista che pensa solo a quella roba lì, se la mette giù sul sentimentale, magari nel giorno in cui il tasso intimo di umidità è altino, è uno scemo che non capisce niente”.  “Se fa regali è avvezzo al mercimonio, se non regala niente è un taccagno sicuramente arido anche sentimentalmente”. “Se tende a giocarsela sul territorio intellettuale è probabile che sia sessualmente imbranato”. Riporto fedelmente alcune chicche pescate nella blogsfera: “per noi donne fare le stronze è un diritto”, “noi donne siamo complicate, gli uomini non ci capiscono”, “il mio non è tradimento, è mio marito che mi trascura”, “l’ho fatto SOLO per amore”, “gli uomini sono tutti uguali”, “gli uomini sono tutti dei bambini”…!!! Tempo fa durante un vernissage un conoscente mi presentò una bellissima ragazza, neolaureata in ingegneria nucleare, impiegò una manciata di minuti (giusto il tempo di sbrigare i convenevoli) per pormi la più esistenziale delle domande: “Dottore perdoni la mia curiosità, lei di che segno è???” Ho notato che spesso quelle che si lanciano in accuse al vetriolo nei confronti dei maschi, sono le stesse che descrivono il proprio uomo come partner PERFETTO che dona loro una quantità industriale di felicità sotto ogni aspetto, ce l’avranno con eventuali ex oppure trattasi di solidarietà femminile??? Così fosse fino a che punto è credibile ed utile la comprensione teorica???

Decisamente, il CILLIT BANG (tappo arancione) può essere la panacea per molti malesseri, finito di tirare a lucido i diritti diamo una brillantata anche ai doveri e all’intelligenza applicata, nel pulito si vive meglio ed è più facile distinguere l’opportuno dall’inopportuno e le strumentalizzazioni dalle tematiche reali.

Tullio Antimo da Scruovolo

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5 thoughts on “CILLIT BANG FANS’ CLUB

  1. Veramente geniale l’ipotesi di utilizzare il cillit bang nella neurochirurgia, sicuramente molti cervelli ne uscirebbero migliorati (mi spiace contraddirti ma anche le meningi maschili ne trarrebbero vantaggi). Arguto e, oserei dire, “tagliente” come sempre il tuo post mi ha fatto ridere da morire sull’etichettatura che facciamo noi donne al “primo incontro”. Se “allude” è un maiale, se parla solo di calcio è uno sfigato, se si atteggia a intellettuale ce l’ha piccolo, se sta zitto è perchè è cerebroleso e non ha niente da dire…… , se ti scruta con occhio inquisitore è un frustrato che cerca qualcosa di sua madre in te, e se ha il naso piccolo? Ahi, ahi, ahi…. meglio tenerlo lontano 😀 😀 😀

    TADS’ ANSWERS:

    ahahahah…. ciao carissima,
    non mi contraddici affatto, lo penso anche io che il cillit bang sarebbe ideale per pulire il cervello di TANTI uomini, diciamo “maschi”, UOMINI mi sembra esagerato.

  2. Una ripulita sarebbe utilissima non v’è dubbio. Esercitare il dovere di educare all’uguaglianza non potrà avere luogo molto facilmente. I sodalizi instaurati si sono solidificati, e nonostante le cose vertano sempre più al cambiamentro, rimangono pur sempre duri a morire.
    Rimane comunque l’intenzionalità, e ancora molto lavoro per portare a livelli di uguaglianza persone che devono ancora imparare a saper convivere in mezzo ai cosiddetti diritti e doveri.
    Quello che serve è il totale equilibrio fatto di comprensione e rispetto, e mettiamo al bando pensieri denigratori contro i maschi e le femmine, perchè non portano a niente di costruttivo.

    P.S.: perdona la mia curiosità, ma come mai hai indirizzato la tua scelta a cambiare piattaforma?
    Mi piace la veste del tuo blog.

    Ciao

    Ambrata

    TADS’ ANSWERS:

    benvenuta Ambrata,
    è un piacere leggerti qui e lo è anche leggere il tuo concordare con il mio pensiero, lo so che è difficile, infatti ho scritto che la soluzione sta tra l’utopistico e il filosofico ma credo che prima o poi, inevitabilmente, questo indirizzo avrà la meglio su ogni sodalizio

    sul cambio di piattaforma… lasciami rispondere a questa domanda con una metafora, la blogsfera è come un luna park, quando una giostra non ti diverte più… cambi attrazione.

    grazie per l’apprezzamento sulla grafica, questo tema mi è piaciuto appena l’ho visto, anche se ci ho lavorato sopra un pochino

    a presto

  3. Il cillit bang funziona meglio del Vim liquido, quello che agisce senza pietà contro lo sporco più sporco, e raggiunge senza fatica gli anfratti dove il sudiciume più ostinato ama nascondersi. Lo uso anch’io e lo collocherei prima della vaporella ma dopo l’arancina e le olive “cunzate”. :mrgreen:

    TADS, nella nuova piattaforma non scrivere pezzi con questo tono, santo cielo! Le donzelle che ancora non ti conoscono potrebbero pensare che sei misogino, supponente, saccente etc… etc… 😀

    Scherzi a parte, nemmeno tanto, per quel che ho letto divertita da quando commento qui, chi meglio di te ha avuto modo di osservare l’universo femminile?

    Ossequi Professò, alla prossima!

    TADS’ ANSWERS:

    cara Lux,
    più che l’universo femminile osservo i lati nascosti dell’umanità, quelli che più necessitano di una passata di Cillit Bang, tappo arancione neh… sia chiaro 😀

  4. Il Cillit Bang mi è sempre parso un metodo di lotta eccessivo, come dicono i giudici? Un atto di autodifesa che eccede l’offesa arrecata (mi domando se i giudici abbiano bilance da orefice). Detto questo il cervello che non funziona è quello di molte persone: maschi, femmine, altro a piacere, al di là di suddivisioni da tifoseria calcistica. Non amo e non ho mai amato le generalizzazioni e gli slogan (eccezion fatta per: la morale è sempre quella, fai merenda con girella), ma di discriminazioni sulle donne ne vedo ancora. Non sto dicendo che non si sia fatto molto, solo che ancora qualcosa non sarebbe male. A questo punto poi, più che dal punto di vista giuridico, sono d’accordo con te che il cambiamento dovrebbe essere educativo. Stessi giocattoli per bambini e bambine, stessi doveri nell’aiutare in famiglia, nelle faccende domestiche. So di molti responsabili d’azienda che parlano con le loro impiegate fissandole nella scollatura, e so di scollature appositamente indossate per disorientare il nemico. Tristezza.

    TADS’ ANSWERS:

    benvenuta Ninatrema,
    mi fa piacere leggere che anche tu non ami le tifoserie da stadio nè le generalizzazioni con annessi slogan. Infatti il post evidenzia proprio il fittizio vittimismo delle neo-femministe, quelle che strumentalizzano ogni stormir di fronda per accusare e rivendicare non si capisce bene cosa. Comunque l’ho scritto chiaramente anche io che a tanti maschietti farebbe bene un trattamento Cillit Bang.

  5. cia sdat,
    Condivisibile il ragionamento dei diritti sempre e comunque gridati, pretesi (giustamente), anteposti a tutto,e dei doveri spesso dimenticati, talvolta addirittura disconosciuti, quasi mai ritenuti un valore da trasmettere. Impariamo anche a dire , ogni tanto , io ho il dovere di….
    In questo pezzo però, permettini di dirlo, continui la tua crociata “antifemminista” arricchendola di un altro cammeo. Può sembrare un paradosso, ma tu ravvisi nel femminismo portato alle estreme conseguenze il maschilismo più retrivo e deteriore. In sostanza, li metti sullo stesso piano, ritendoli entrambi “non valori”.
    Il Toni, lui condivide. Sapessi che apprezzamenti esprime nei tuoi confronti allorquando ” ci dai che ci dai” sulla menata del femminismo. Lui che ha vissuto il matriarcato del mondo contadino, non capisce cosa debbano più rivendicare le donne di oggi. Alla sua età , ormai le guarda solo con sospetto, ritenendole anche responsabili delo sfascio dela famiglia.
    Il Toni, lo ripeto per i lettori ( ma sopratutto per lettrici ), si sa è un comunista non pentito.
    ps: mi dici come si fa a passare da tiscali a questa piattafora. E’ possibile trasferire qui tutto il blog di tiscali?
    ciao
    sannitabiker

    TADS’ ANSWERS:

    amico Sannita,
    TADS, TADS non Sdat, Sdat l’ho lasciato sulla vecchia piattaforma

    le critiche espresse in modo civile le accolgo sempre con gioia, io non posso obbligarti ad interpretare ciò che scrivo come se fossi io a leggerlo, ci mancherebbe, però posso tentare di rendere più chiaro il concetto. Non conduco nessuna crociata contro il femminismo positivo, l’ho scritto CHIARAMENTE che lo apprezzo, diciamo che quando mi trovo di fronte a prese di posizione strumentali supportate da luoghi comuni, menzogne, generalizzazioni, criminalizzazioni a strascico dell’universo maschile e tutta la cloaca interpretativa di comodo… esprimo il mio disappunto puntando l’indice contro le anomalie di una lotta anacronistica, portata avanti con armi obsolete e finalizzata a scopi terricoli.

    sul cambio di piattaforma… è un casino, lo staff della vecchia non consente l’esportazione in blocco (sono gli unici a negare questa opzione), tocca traslocare con un alienante copiaincolla e correzione di date, per trasferire qui otto anni di blog impiegherò una vita, probabilmente molti articoli non li importerò. Esiste un sistema per farlo ma io non ho competenze tecniche in merito, se trovo qualcuno in grado di aiutarmi ti informo, se lo trovi tu magari fai altrettanto.

    un caro saluto

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