L’eterofobia

L’ipocrisia Italiana è un tavolo verde dove si gioca a tressette con il morto, a contendersi la posta in palio, l’idiozia collettiva nata dalle ceneri del buon senso, ci sono la politica, la chiesa e l’ala integralista gay. Il 4 marzo scorso si sono tenuti i funerali di Lucio Dalla, una celebrazione funebre che si è trasformata in una “resa dei conti”, “il giorno dei lunghi coltelli”, ripicche, vendette e strumentalizzazioni hanno tenuto banco senza ritegno né rispetto per un cadavere ancora caldo…

Gli omosessuali militanti hanno di fatto snobbato la dipartita dell’artista Bolognese, reo, secondo loro, di non aver platealizzato, ostentato, dichiarato pubblicamente la proprie tendenze, poiché attaccarlo direttamente sarebbe stato impopolare si è optato per il “tiro di sponda”, accusando la chiesa di ipocrisia si sono affissi i manifesti propagandando l’omosessualità del cantautore, uno stratagemma laido oltre misura. La chiesa reagisce fingendosi sdegnata e appellandosi al dettame: “si punisce il peccato, non il peccatore”, nel mezzo della diatriba già infame di suo ci si infila la “compagna” Lucia Annunziata che, in un codazzo televisivo da cestinare senza appello, interpreta, insinua, deduce e cassa. I rappresentanti dei tre mondi evidenziano un carenza comune, nessuno di loro assume fosforo a sufficienza, nessuno di loro ricorda, oppure finge di non ricordare, un episodio grottesco nel suo squallore. Anni fa la curia Pugliese negò all’onorevole Vladimiro Guadagno (quello chi si veste da donna e si fa chiamare Luxuria) il permesso di fare il testimone di nozze in chiesa, nacque un bailamme mediatico che costrinse la “preteria” dei piani alti ad un clamoroso dietro front, benestare concesso, foto di gruppo e bicchierozzo di vino con tanto di taralli al finocchio, specialità regionale. In quel frangente i gay parlarono di “vittoria”, la chiesa di “comprensione cristiana” ed i compagni “apprezzarono”. Nessuno ci vide ipocrisia, nessuno di loro, gli altri la videro eccome. La risposta al perché di questo “doppiopesismo” sta tutta nei modi diametralmente opposti di vivere l’estro da alcova, Dalla ha fatto carriera grazie al suo talento artistico, Luxuria è emerso dai vicoli bassi grazie alla sua “diversità” ostentata cavalcando l’onda della provocazione, per meglio dire, il primo lasciava la sua intimità tra le mura domestiche, il secondo non perde occasione per metterla in piazza. Tra i due è Vladimiro a portare acqua al mulino del “gay world”, non solo, ne è un agguerrito attivista, l’obiettivo è notorio, i gay non si accontentano della parità dei diritti, no, mirano a diventare casta privilegiata. E’in atto un tentativo di scalare il palazzo aggrappandosi alla grondaia della colpevolizzazione di massa.

Per giungere ad essere riconosciuta come “minoranza elitaria” è d’uopo partire dal martirio, poiché gli Italiani non sono affatto omofobi bisogna far sì che lo diventino, qui la situazione si arzigogola, cosa e come fare per trasformare un Paese  civile in un TEORICO inferno omofobo? Semplice, basta provocare, strumentalizzare, urlare “mamma li turchi”, inventare, enfatizzare, creare casi umani, discriminazioni e persecuzioni. Come se tutti noi, da mane a sera, non facessimo altro che imbatterci in squadracce di bruti “gay hunter”, allarmante allarmismo totalmente immotivato. Potrei citare una valanga di “iniziative” in merito ma credo ci si possa saziare con quello che ritengo essere il bluff più eclatante. La parlamentare Paola Concia propone, nel 2011, una legge contro l’omofobia, il testo è PALESEMENTE anti costituzionale, domanda: “perché lo ha proposto ugualmente?”, risposta:”per poter accusare, a fronte di un ovvio respingimento, la politica Italiana di essere omofoba”. Azione e reazione, causa ed effetto, istigazione e accusa, il vittimismo fatto rivolta. Prende a diffondersi la convinzione che il fronte gay, in pieno fermento, intenda copiare l’operato di una certa parte politica che ha fatto e fa di tutto per etichettare questo popolo come razzista e intollerante. Provocare scientemente per strumentalizzare reazioni, se due “omaccioni” si mettono a limonare duro in pieno giorno ai giardinetti affollati da bambini e nonni esercitano un diritto, se qualcuno tenta di allontanarli è un OMOFOBO, questa è la loro assurda logica. L’inopportuno mutato in arma di risposta, la rivisitazione del contropiede all’italiana. Non sono omofobo ma neanche cellula assorbita dal blob delle anomale congetture politicamente corrette, ritengo inaccettabile paragonare una tendenza sessuale a credo religiosi e/o etnie, è concettualmente aberrante il tentativo di trasformare pulsioni intime in strumento per dar vita ad una lobbie, possibilmente potente e temuta.  Le tappe sono evidenti, un effetto domino inverso: 1) leggi ad personam, 2) quote gay nel pubblico e privato, 3) plancia di comando, 4) matrimoni, 5) adozioni. Naturalmente il tutto nel parco giochi delle associazioni e delle sovvenzioni a pioggia motivate da una posticcia sovrastruttura culturale, la sessualità usata come merce di scambio per impossessarsi di oasi esclusive è socialmente destabilizzante. Nel mentre il cittadino “normale” allocato nella silente maggioranza deve pagare e tacere, subire in silenzio prevaricazioni e portare sulle spalle, oltre al peso di una Nazione da foraggiare, ingiuste accuse, l’ultima angheria in ordine di tempo è quella di dover sopportare la strisciante ETEROFOBIA. Dalla ha lasciato una eredità sostanziosa che comprende anche la grassa miniera dei diritti SIAE, non ci sono parenti stretti ma c’è un progetto, quello di creare una fondazione, un piatto veramente ricco lasciato dal “morto” che fa gola ai tre giocatori di tressette: chiesa, politica e gay world, tutti hanno già iniziato a barare.

Tullio Antimo da Scruovolo

Annunci

2 thoughts on “L’eterofobia

  1. Sdat, hai letto che Gherush 92, organizzazione ebraica di cui non ho mai sentito parlare, per farsi un po’ di pubblicità, ha sparato sulla Divina Commedia sostenendo che va tolta dai programmi scolastici perché Dante è omofobo, antisemita e islamofobo?
    Cosa dire poi del Comune di Bologna che con i soldi dei contribuenti finanzia un circolo gay ovvero una discoteca?
    Inoltre, l’Unione europea apre ai matrimoni gay, esulta la sinistra e la Concia, meno l’INPS dove aumenteranno le pensioni di reversibilità….
    Non conosco altre realtà locali ma ti posso dire che da noi l’omosessualità nelle scuole sta diventando una moda. Personalmente rispetto solo coloro che non si vantano dell’orientamento sessuale e lo vivono in riservatezza, tutti gli altri mi fanno non poco schifo, te lo scrivo chiaro.

    TADS’ ANSWERS:
    ciao LUX,
    non è la prima volta che la Divina Commedia viene attaccata in modo strumentale, Dante ha di che ridere.
    L’ho scritto più volte che il matrimonio tra omosessuali produrrebbe un effetto “amore anti-anagrafe”, sarebbero innumerevoli i giovani marchettari “impalmati” da vecchie checche moribonde ansiose di lasciare in eredità “anche” laute pensioni reversibili, il potersi ritrovare “vedovi” da giovanissimi con un vitalizio assicurato è un ottimo motivo per “innamorarsi” perdutamente.
    Nell’era dell’outing e del coming out mettersi a fare “lingua in bocca” in pubblico tra gay è quasi un dovere, magari nella speranza che qualcuno reagisca in modo da creare un “caso” di omofobia da enfatizzare su tutti i media.
    Anche io considero il “relativismo etico” una emerita cazzata.

  2. Ciao carissimo, condivido la tua analisi, però permettimi di evidenziare che nel nostro Bel Paese c’è qualcosa che non quadra: l’Europa sollecita, il vaticano frena, nel mezzo un Parlamento che SI RIFIUTA di decidere, tenendo nel cassetto ormai da un decennio ben 5 disegni di legge e lasciando così ampia manovra al pragmatismo giuridico, l’ultimo è quello della Cassazione. A chi giova questo stato di immobilismo?

    TADS’ ANSWERS:
    illustre AURORA,
    la risposta alla tua domanda credo si possa leggere tra le righe della “sentenza creativa” (così l’hanno definita i lacchè di bagnasco) della cassazione, direttive Europee e toghe avanguardiste nulla possono contro la Costituzione Italiana. Come ho scritto nel post, tutta questa caciara è solo aria fritta, prima di legiferare sull’universo gay bisogna modificare la Carta tricolore, se non si interviene in questo senso la Consulta sarà OBBLIGATA a respingere tutto ciò che si presenta in merito. Con buona pace di chi si ritiene discriminato.
    Sinceramente tutta questa frenesia di “sposarsi” in un Paese che vede da decenni l’istituzione del matrimonio in netto e progressivo calo non mi convince, la questione è meramente economica, questo posso anche condividerlo. A livello di eredità hanno molti problemi anche le coppie di conviventi etero, credo sia giusto creare tutele in questo senso. Il matrimonio gay vissuto come una vittoria ideologica o escamotage per impiantare un business di pensioni reversibili non mi piace. Il Grande Lucio Dalla ha commesso un errore imperdonabile, quello di non fare testamento, cosa che dovrebbero fare tutti i conviventi, anche se giovani, è sufficiente quello olografo per evitare squallide dispute e serie problematiche a chi resta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...