Che te lo dico a fare…

Siccome poter affermare: “mi gira tutto alla grande, viaggio a paranoie zero” è privilegio di pochi, i tanti restanti hanno pensato bene di remare controcorrente organizzando le Olimpiadi permanenti della sfiga, le discipline sono numerose e non esistono discriminazioni di sorta, c’è solo un problemino, diciamo di natura interpretativa, i giudici sono equamente divisi sul concetto base: “in una gara di sfiga è più sfigato quello che arriva prima oppure quello che si piazza secondo???”, annosa diatriba che fino ad oggi non ha prodotto punti di incontro tra le due scuole di pensiero. La “sventura da vanto” è distribuita in modo eterogeneo ma tende a diversificarsi per nicchie, pur mantenendo aree comuni, chiamiamole categorie identificative, campionature attendibili, tendenze monitorate…

Dopo un lungo inverno di neve e gelo è riapparso il sole, gli uccellini cinguettano annunciando il risveglio primaverile della natura, nei giardinetti si rivedono i PENSIONATI, finiti gli arresti domiciliari causa maltempo tornano a formare capannelli da panchina, piccole assemblee spontanee, ordine del giorno: “acciacchi e malanni”. Attacca il Bepi: “ostia, quest’anno ho fatto due bronchiti”, gli fa eco il Vanni: “ma dove vuoi andare tu con due bronchiti? Io ho avuto la polmonite”, ecco il Cecco: “mi fate ridere, io ho l’ulcera duodenale, il fegato in sciopero, l’artrite reumatoide, la sinusite cronica e questo inverno mi sono preso pure l’otite”. Il più delle volte trattasi di ipocondria, i vegliardi stanno benone, per molti è lo spirito Decoubertiano che li porta ad enfatizzare i naturali fastidi fisici del tramonto ma non per tutti, c’è chi vuole vincere ad ogni costo, si narra di duelli a colpi di cartelle cliniche scaturiti in risse da saloon sotto lo sguardo attonito di bimbetti, baby sitter, dog sitter, ausiliari e netturbino di zona.

Nelle aree fumatori ubicate in prossimità di casinò, bar, ricevitorie, sala corse e agenzie di scommesse, si assiste alle adunate dei GIOCATORI D’AZZARDO, altra sub-specie umana di sfigati incalliti. Gli spasimanti perennemente ignorati dalla dea bendata hanno una caratteristica singolare, il loro metro di giudizio per stabilire leadership e posizioni di vertice è dato dalle perdite, non dalle vincite. Qui troviamo la vera apoteosi della sfiga, quando non è reale la si inventa. Seduti all’osteria per dar fondo al fiasco, cacciatori, pescatori e fungaioli ad ogni bicchiere mutano il bottino del week end appena trascorso, un tordo diventa un cinghiale, una troterella si trasforma in un luccio di sei chili e un pinaiolo assume le sembianze di un porcino reale con la cappella grossa come il cerchione di un TIR. Anche i giocatori moltiplicano ma lo fanno al negativo, quelle 200.000 Lire perse a Saint Vincent nel 1995 diventano 20.000.000 e via di questo passo, proprio così, colui che ha perso di più nella sua sciagurata carriera di allocco è guardato con rispetto e una punta di invidia dai neofiti del gioco.

Molto affollato è il “GRUPPO MISTO”, gli sfigati da circostanza: “se non era che mi facevo male al ginocchio giocavo in serie A”,”ho lasciato Piero per sposare te, adesso lui è capo ufficio e tu sei l’unico idraulico pezzente che ci sia in Italia”, “ aveva ragione mia mamma, non imparerai mai a cucinare”, “ho perso il concorso perché c’erano tanti raccomandati”, “l’unica volta che sono passata col rosso ho demolito la macchina, era nuova ma senza polizza kasko”… liberi di aggiungere.

Ed eccoci alla competizione Regina di queste Olimpiadi, i cento metri piani della sfiga: l’AMORE. Se nella tua vita non hai riempito almeno una dozzina di taniche da 25 litri con lacrime da delusione sentimentale sei un nerd, un tagliato fuori, scartato di brutto dalla “sfiga contest”. Il gruppo dirigente della “coop cuori infranti” è prevalentemente costituito da donne, loro sì che la sanno lunga, infatti elargiscono consigli a dritta e a manca, sebbene incapaci di provvedere alle proprie si premurano di lenire le altrui pene, sarà per via di quel discutibile ma diffuso: “mal comune mezzo gaudio???”. Interessante non poco è la tendenza alla personalizzazione dell’evento negativo, ai distinguo, all’estrapolarsi dalla massa: “senti Ginotta, lui ti ha mollato perché si sarà stufato di te, capita”, “no, tu sei un uomo non puoi capire, la mia storia è diversa dalle altre”. Le femminucce hanno un feeling con le avversità amorose precluso ai maschietti, in questa specialità non temono confronti, la sfiga la sentono, la cercano, la vogliono, l’attirano, se la creano. Questo atavico bisogno ha ispirato il gotha della letteratura, del cinema e della televisione, basti pensare alla tipa di “uccelli di rovo” che ha atteso per tutta la vita uno che anziché spretarsi per correre da lei ha fatto carriera fino a diventare monsignore, eppure la meschina gli aveva dato la prova d’amore in riva allo sconfinato, simbolico oceano, la sfiga si galvanizza se immersa nella romanticheria da pizzicagnolo. La tecnologia ha portato internet nelle case, forum, blog e social network sono diventati, per le donne, veri e propri veicoli pubblicitari, casse di risonanza per diffondere personali travagli con l’altra metà del cielo. Dovessi scrivere quel che ho letto in tre lustri, una minima percentuale di ciò che si trova nel web, ci vorrebbero settimane, mi limito a citare il vero santuario del “martirio” femminile, il forum di ALF, milioni di interventi, avete letto bene, MILIONI di post, dalle ragazzine alle 90enni, target assortiti, equamente spalmati sul territorio nazionale, un vero e proprio “laboratorio” per studiare la psicologia in rosa, gli analisti dovrebbero consultarlo e consigliarlo alle depresse, in alcuni casi la terapia d’urto è una vera mano santa.

Alcune migliaia di “argomenti” addietro è apparsa, sempre su ALF (per i lumaconi da web è una vera miniera), la vicenda che mi appresto a riportare fedelmente. Un ragazzo ventenne  entra in contatto con una 50enne, messaggi privati, mails, incontro e una sequela di coiti consumati realmente, finito il “Master sessuale”, il baldanzoso giovanotto ringrazia e si accomiata, in un eccesso di generosità comunica alla tardona che le “tecniche” acquisite hanno reso paradisiaco il suo rapporto con la fidanzata pischella. La matura, affranta dall’esser stata sedotta e abbandonata, racconta tutto sul forum, in men che non si dica orde di “Unne” sono calate in difesa della “signora” caricando il ragazzo di miseria, ovviamente secondo loro lui avrebbe dovuto imbastire con la megera una relazione infinita dando vita ad una bellissima storia d’amore. Mi domando e dico… quanta caniglia deve avere in testa una 50enne per illudersi di condividere il futuro con uno che potrebbe essere quasi suo nipote??? Passi soddisfare i pruriti con un aitante puledro ma perché pretendere l’amore??? Praticamente il fronte in gonnella ha stabilito che la buglia sia da considerarsi vittima dell’insensibile maschilista in erba. Per curiosità, cosa avrebbero detto le paladine se fosse stato lui ad avere 50anni e lei 20??? Ve lo dico io, lo avrebbero linciato virtualmente… già, per le donne è SEMPRE diverso.

Altra chicca, recentemente ho scoperto un blog, cliccando casualmente su un nick “strano”, uno spazio in cui si leggono le delusioni di una donna, anche lei attempata. Stando a ciò che scrive parrebbe che solo gli ebeti della sua città la corteggino. Non ho mai detto che gli uomini siano tutti “very nice”, assolutamente, però forse la blogger dovrebbe cominciare a pensare che le problematiche  di una casistica così negativa nascano da lei e non da coloro che incontra. Quando si passa la vita a calamitare esclusivamente l’attenzione dei borderline… una spiegazione razionale ci dovrà pur essere, o no???

Sta circolando in rete, io l’ho trovata su “sito2012”, una notizia preoccupante: “…Lo smog danneggia le donne: Un grande studio prospettico del Rush University Medical Center (Usa) certifica che l’esposizione cronica al particolato atmosferico può accelerare il declino cognitivo delle donne avanti negli anni, con effetti più pesanti quanto maggiore è lo smog..” Traduzione: “lo smog rincoglionisce, ulteriormente, le donne mature”. Quando ci si mettono anche la natura e la scienza… a livello di sfiga con le donzelle non c’è competizione.

Che te lo dico a fare…

Tullio Antimo da Scruovolo

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4 thoughts on “Che te lo dico a fare…

  1. Tutto vero, sembra che tiri di più lo sfigato che la normal persona, e poi la donna, a mio avviso, è come l’uomo, l’importante è che se ne parli.
    Per l’ultima notizia che hai letto sul “sito2012”, azz, la mia quindi quando sparisce va a vivere a Città del Messico allora!!!!

    p.s. mi sa che ho fatto un casino, ho commentato diverse volte…….


    TADS’ ANSWERS:
    carissimo,
    hai scritto::”…sembra che tiri di più lo sfigato che la normal persona…”
    ecco il perchè dei tuoi post nell’ultimo periodo… sei un volpone

  2. Buondì, abbiamo quasi scoperto l’acqua calda, le donne la pensano diversamente da noi e specialmente in ambito sessuale e con il passare degli anni ci sui rin……trona un poco a vari livelli. Pensare che la donna senta, viva, ami come l’uomo è utopistico, l’esperienza di vita modesta mia, dice il contrario. Attenzione non parlo di meglio peggio rispetto all’uomo, solamente “differente” all’uomo.
    In merito ai pensionati invece, esiste una ristretta parte che tenta di evitare stereotipi. Non sosta sulle panchine, se non casualmente, si iscrive a corsi vari, università della 3 o 4 o 5 età che si voglia e perfino palestre. Rifiuta addirittura di crescere nipoti, preferendo magari viaggi. Certo quelli a pensione minima faticano un poco anche a tirar a fine mese, quindi dobbiamo cassare almeno 4 su 5 dei presupposti di intenti.

    TADS’ ANSWERS:
    ciao Henry,
    sinceramente non ho capito se il tuo commento sia una critica oppure una integrazione, probabilmente ti è sfuggito qualcosa, magari sono io ad aver omesso… cerco di spiegarmi meglio.
    1) il post ha una evidente vena ironica, seppur si fondi su elementi veritieri
    2) è importante, SEMPRE, distinguere le generalizzazioni dalle analisi di tendenza, se su 100 anziani 5 viaggiano, 5 vanno in palestra, 10 vanno all’università della terza età ed i rimanenti 80 passano le ore ai giardinetti… non è errato affermare che la tendenza comportamentale della età sia data dagli 80.
    3) quando si parla di tematiche sociali le esperienze personali, per quanto interessanti possano essere, hanno una valenza irrilevante, io non mai scritto che le donne amino come gli uomini, ho sempre sostenuto veementemente il contrario.
    4) non vedo cosa c’entri l’acqua calda, fredda o tiepida, non mi pare essermi vantato di aver svelato chissa quale mistero, lo scrivo da sempre, l’universo femminile è di una semplicità elementare, è questo che rende, di conseguenza, cervellotiche molte di loro.
    5) è una questione di “equilibri”, finchè continuerò a leggere concetti che tendono a denigrare, ridicolizzare, sminuire, ecc. ecc. il mondo degli uomini (qui veramente generalizzano), non smetterò di mettere in evidenza le contraddizioni ed i paradossi tipicamente femminili
    6) il fatto che lo smog rintroni le donne mature è una notizia che ho riportato, non è il sunto di una mia ricerca nè una opinione personale, goliardicamente posso anche concordare ma questo conta poco
    un caro saluto

  3. Racconto un pò di me e della vita secondo me caro sdat, “romanzatamente”, ironicamente, malinconicamente, e colpisco solo me sorridendo. Non ho bisogno di fare il cascamorto, lo sfigatino di turno o la lumaca, mi piace scrivere solo l’attimo che passa nella mia testa, come l’artista che mentre dorme si alza di scatto e dipinge un quadro dettato da quell’impulso improvviso.


    TADS’ ANSWERS:
    esimio Re,
    mi stranisce un pò questa tua precisazione in risposta alla mia battuta PALESEMENTE scherzosa, comunque a me non devi dare nessuna spiegazione. Ultimamente ho scritto da te il mio punto di vista su alcuni tuoi post, quando mi esprimo nel merito di un testo non mi pongo mai, diversamente da altri, il problema che possa essere o meno autobiografico, se tu lo poni come tale mi adeguo per ovvietà dialettica ma questo non significa che mi faccia opinioni.

  4. Come direbbe il mio amico Severo “sfigato è chi sfigato vuol essere”!

    TADS’ ANSWERS:
    mi pare una riflessione condivisibile ma non sempre,
    come sta l’amico Severo??? non si è più visto in giro

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