Caliamo il sipario oppure stendiamo un velo pietoso???

La moneta gira su se stessa come una trottola disegnando immaginarie traiettorie sul lucido legno antico dello scrittoio appena restaurato, tecniche moderne per ringiovanire opere artigianali di vecchia fattura, una preziosissima metafora troppo faticosa da cogliere. Il soldo rallenta il suo vorticare, si ferma, non c’è testa né croce, tutto si ribalta, si inverte, adesso è la tempesta del carnevale a precedere l’austera quiete della quaresima, anche il legno secolare ha le frange svolazzanti della pazzia collettiva. E’ notte, le tenebre avvolgono come una coltre ma creano ombre, ombre lunghe tipiche dell’imbrunire, là oltre la siepe, è già giorno, un giorno plumbeo, grigio, funesto, satiri infernali saltellano, sbeffeggiano urlando, c’è  una macabra eco…

Molti tossiscono, l’aria è mefitica, il nauseabondo odore dell’incenso da sacrestia impastato con lo sputo si mescola al fetido puzzo del mestruo, una finta Maria Maddalena ruba la scena al messia mistificatore, i villici urlano, applaudono, fischiano, anche Pilato è finto, tutto è artefatto, ancora una volta è il destriero a tradire, ingannare, ancora una volta è Bacco a trasformarsi in rettile tentatore, l’intruglio malefico miete vittime, ancora una volta è il figlio del nemico a vincere i giochi del girone Dantesco. Un nano ubriaco incede barcollando, inciampa maldestro in un cavo staccando la spina, la moderna arena di Nerone si zittisce, adesso è buio ovunque, l’assurda festa è finita, becchini sdentati raccolgono i cadaveri, panciuti muratori in canottiera demoliscono tutto, plebei e patrizi si incamminano sulla via del ritorno immersi nella tristezza. La moneta riprende a girare, tante monete riprendono a girare e tintinnare, ormai è una sinfonia di monete che girano e tintinnano, là, nascosti da qualche parte, ci sono i mercanti del finto tempio che contano i soldi, tanti soldi. Tra un anno si ripeterà la trebbiatura, le messi Sanremesi sono sempre copiose; semel in anno licet insanire, purchè si riempiano i forzieri e si svuotino le teste del popolo bue.

Tullio Antimo da Scruovolo

ps: ringrazio gli amici: http://lacriccaarcobaleno.blog.tiscali.it/ per la foto in testa al post

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One thought on “Caliamo il sipario oppure stendiamo un velo pietoso???

  1. ringrazio te per la “citazione” del blog a cui appartengo, e sempre comunque un “piacere” leggere i tuoi scritti, i quali fondamentalmente non sempre condivido e alle volte mi provocano delle vere “arrabbiature”, ma credo che la vera “forza” è “l’ambientazione” dove vengono descritte anche le impressioni, le sensazioni al tema in soggetto.
    Si Tullio tutto sembra incentrato a raccogliere “moneta sonante” in barba al “popolo bue”, anche questa è, purtroppo una professione………..

    TADS’ ANSWERS:
    i tuoi apprezzamenti mi fanno piacere, tempo fa una blogger, tale “Serranus”, mi scrisse: “non condivido niente di ciò che scrivi però mi piace molto come lo scrivi”, comunista dichiarata anche lei, mi lusinga raccogliere consensi dall’altra sponda, almeno sulla forma, è già un passetto per un compromesso storico, non credi??? .
    In vero io punto più alla sostanza ma i complimenti per la “confezione” sono comunque graditi.

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