La civile inciviltà…

Quando il termine “civiltà” viene adottato come unità di misura per quantificare il tasso di umanizzazione dei popoli, si effettua un tuffo nei rovi del libero arbitrio, la collettività si amalgama fino a divenire unità vittima/carnefice di risoluzioni soggettive. Il Brasile neocomunista feconda il concetto di civilizzazione proteggendo, coccolando, addirittura idolatrando, il criminale Cesare Battisti…

 Se la strafottente scoria bipede fosse stata condannata per terrorismo da un tribunale ebreo, il Mossad lo avrebbe già estradato e/o “terminato” in proprio bypassando burocrazie e cervellotiche elucubrazioni Luliane, questo gli Israeliani lo avrebbero considerato un atto di “civiltà”. La politica nostrana mappa il concetto di “civiltà” sulla pergamena degli interessi economici e dell’ancora troppo potente e attivo fronte rosso, lo stesso che ha barattato i morti del Cenis con la liberazione della terrorista Baraldini. Battisti non è Curcio né Moretti, è un delinquente comune convertitosi alla lotta armata nelle patrie galere per bieco opportunismo, come ha potuto un teppista di periferia godere della complicità di governi come quello francese e carioca??? Quale “civile” pastetta c’è dietro tutto questo??? Ad ogni sorger del sole facciamo colazione udendo le malefatte degli indultati da Mastella, ciò nonostante, attraverso il voto di fiducia si è approdati alla chiusura dei manicomi criminali nonchè all’assurdo sfratto di frotte di malavitosi attualmente ospiti dello Stato, in nome della “civiltà”. Il modo più ovvio e “civile” per rendere dignitosa la detenzione, sarebbe stato quello di realizzare nuove strutture e riattare quelle fatiscenti in uso, strategia impensabile per una “muta” di tecnici obnubilati da bilanci, grafici e tabulati. Per questo governo esiste un solo reato, la frode fiscale, tutto l’universo delinquenziale rimanente non porta acqua al mulino e quindi non desta interesse. L’esecutivo non ha nessuna percezione del territorio né possiede l’abc della comunicazione, l’ultima dichiarazione da abbelinati tossita in ordine cronologico è la seguente: “non ridaremo la libertà a delinquenti pericolosi”. Mi auguro che la ministra non vada in carpione se mi permetto di fare una deduzione logica, dal suo dire parrebbe che a tornar uccel di bosco tocchi solo ai delinquenti NON pericolosi, Amletica questione: “se non sono pericolosi che cazzo ci fanno in galera a spese nostre???”

Il decreto “svuota carceri” di “civile” non ha altro che la dabbenaggine interpretativa, è stato concepito solo per bulimia di cassa, un taglio consistente alle spese, piuttosto che toccare i privilegi si è optato per la rimessa in libertà di banditi al gabbio. I radicali sbraitano perché avrebbero voluto una amnistia più larga di manica, sempre in nome del valore in questione, a quale presa di coscienza “civile” si appelleranno di fronte ai futuri derubati, picchiati, uccisi, stuprati, taglieggiati e via andando??? Il primo “comandamento” di un Paese “civile” non è forse quello di garantire sicurezza e tranquillità ai cittadini??? La legalità di uno Stato “civile” non si fonda forse sulla espiazione delle condanne inflitte??? Cosa c’è di “civile” in questo angosciante provvedimento??? Lo ripeterò all’infinito, quanta “civiltà” c’è in un Stato che affida l’amministrazione della giustizia ad una casta intoccabile, impunibile e totalmente deresponsabilizzata ??? Oltre l’80% degli Italiani nel 1987 ha votato a favore della responsabilità civile dei giudici, in questi giorni alla camera è stata, inavvertitamente, approvata una proposta in merito, dopo l’immediata reazione isterica di ANM il Conte Monti ha garantito che, molto “civilmente”, al senato farà in modo di ovviare alla “svista”, piaccia o meno siamo sotto dittatura.

La “civile” giustizia Italiana ha dichiarato impunibili un Ucraino ed un Marocchino che in preda ad una funesta ira hanno ucciso, con violenza inaudita, due donne pescate a caso nel mazzo della loro follia. Cinque anni di clinica psichiatrica e poi di nuovo in pista a far danni. Nell’ultimo anno la più “incivile”, sporca e provinciale capitale Europea, Roma, si è trasformata in una Chicago anni ’30, i morti ammazzati si susseguono con cadenza regolare, eclatante il duplice omicidio compiuto da due Marocchini nella comunità Cinese. Qualora fosse veritiera la tesi che a far giustizia sia stata la triade… con due funerali, un morto appeso ed un bastardo sparito nel nulla, si è lanciato un messaggio forte e chiaro, andare a rompere i coglioni nelle Chinatown fa male alla salute, tutte le altre etnie sono avvertite. Fossero stati arrestati… tra indulti, sconti e giudici “civili”, i due balordi sarebbero tornati liberi nel giro di una decina d’anni.

E’ veramente difficile piroettare sul sottile filo che divide la sete di vendetta dalla fame di giustizia, ancor di più quando questa non sia garantita in nessun modo. Il senso di “civiltà” che si manifesta attraverso il perdono e l’indulgenza scriteriata nei confronti della barbarie annichilisce il diritto ad una vita “civile” degli onesti. L’atavica vexata quaestio sulla pena capitale riemerge prepotentemente, impossibile non pensarci quando ci si trova a dover convivere con una escalation di delitti sempre più efferati e frequenti. Che diritto hanno di vivere gli individui che uccidono deliberatamente come l’Ucraino e il Marocchino??? Che diritto ha di vivere colui che getta nel fiume il proprio figlio per far dispetto alla moglie??? Il romano Brigida ha massacrato e sotterrato i suoi tre figli per colpire l’ex consorte, che diritto ha di vivere Donato Bilancia che di vite umane ne ha interrotte ben 17??? Questi sono solo alcuni esempi ai quali bisognerebbe aggiungere gli stragisti, i killer delle mafie con dozzine di morti all’attivo e tutto il tetro, corposo archivio giudiziario. Rifiuto aprioristicamente l’insulsa tesi secondo la quale: “dio dona la vita e solo lui ha il diritto di toglierla”, così fosse, analizzando i fatti, si evincerebbe che dio e satana siano la stessa cosa. Molto più realisticamente noi nasciamo da un ovulo fecondato, esattamente come ogni specie animale, “eliminare” i dispensatori di morte sarebbe, per logica applicata, un doveroso atto di “civiltà” finalizzato alla salvaguardia della comunità. Nessuno tocchi caino, si… ma solo se caino non tocca nessuno.

La libertà di un individuo finisce dove inizia quella di un altro, i diritti cessano di essere tali quando ledono o prevaricano quelli degli altri… se la vita dei tuoi simili non vale niente, niente valga la tua. Nei “giorni della memoria” l’asfissiante presenzialista Napolitano ha dichiarato che è segno di “civiltà” non dimenticare i morti dell’olocausto, 6.000.000 di vittime, magari sarebbe “civile” anche ricordare i 30.000.000 di Russi sterminati dal suo ex idolo Stalin. Che ne dice Presidente???

“Comandante, i passeggeri scendono da soli”, risposta: “vabbuò”. 17 morti, 15 dispersi, una nave da 500.000.000,00 di Euro affondata per una smargiassata, la spada di Damocle di un disastro ecologico sulla testa… schettino a casa a scambiare mails con l’amante Moldava. Usciamo dalla affettazione, è scontato che un potenziale imputato tenti di aggiustare, alleggerire, inquinare le prove che potrebbero inchiodarlo, è il giudice che gli concede di farlo a dover essere biasimato. Evviva la “civiltà”.

Tullio Antimo da Scruovolo

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5 thoughts on “La civile inciviltà…

  1. Purtroppo, mio caro amico, un detenuto (in Italia) tenerlo in carcere costa tantissimo, e liberandone circa quattromila si avrebbe un risparmio di milioni di euro al giorno. Dici bene quando elenchi le carceri, ma c’è ne sono ben trentotto costruite nuove di pacca dagli anni novanta al duemila, sono pronte e già corredate di tutto,(che adesso devi buttare ogni cosa perchè obsoleta), ma se le mettessero in opera dovrebbero assumere centinaia di persone e costerebbe tantissimo, e che cosa porterebbe a “casa”?? Nulla, solo spese. Quindi meglio pagare sottosegretari dei sotto-sotto segretari con macchine blu e scorta, con annesse case extra lusso e con, ancora, file di consulenti che danno da mangiare con bustarelle pesanti.
    Meglio avere per strada delinquenti che agiscono giorno e notte per far si che la giustizia abbia le sue spese, ma soprattutto i suoi loschi introiti.

    TADS’ ANSWERS:
    ciao carissimo,
    basterebbe studiare la storia per capire, quando si intraprendono strade come questa si arriva sempre ad un punto di rottura. Uno Stato incapace di mettere ordine nella giustizia ed una “giustizia” che tenta, impropriamente, di mettere il “proprio” ordine nello Stato generano il “padrinato”, la giustizia fai da te, le mafie.
    E’ sufficiente leggere i giornali per rendersi conto che certi reati non vengono commessi in zone controllate dal potere mafioso, non mi risulta ci siano mai stati assalti in ville nella Locride oppure stupri in strada a Corleone, tanto per esemplificare, lì succede altro ma è tutto frutto di una presa di possesso e controllo, regole non scritte ma ben conosciute pure dai delinquenti stranieri appena sbarcati.
    Poliziotti e carabinieri rischiano la vita per una manciata di Euro, per ringraziarli i giudici rimettono in libertà i delinquenti arrestati, quando non lo fanno loro lo fanno i governi, a volte per risparmiare, a volte per voti di scambio, a volte per “foraggiare” organizzazioni e associazioni mangiasoldi. L’impunità ai tossici è stata “spacciata” per conquista “civile”, in vero trattasi di una manfrina partorita per mantenere i SERT, ovviamente politicizzati, ovviamente pieni di “parcheggiati” tesserati.
    Sai bene che lo scrivo da tempo, in questo Paese i problemi non si risolvono volutamente, rende molto di più gestirli, eliminarli significherebbe chiudere rubinetti.

  2. Le pulizie di primavera della Severino non servono a nulla, tra qualche mese le carceri italiane saranno di nuovo piene. Occhio Sdat, si preannuncia una nuova pappatoia: per quanto riguarda l’adeguamento e il potenziamento delle carceri, è stata autorizzata la spesa di 57,2 milioni di euro.

    TADS’ ANSWERS:
    grandioso, prima liberano i delinquenti e poi costruiscono nuove carceri, considerato il come si operi in Italia, con 52 milioni di Euro riusciranno, forse, a tirare su un muro di cinta

  3. Spero che questo provvedimento non renda inutile il lavoro delle forze dell’ordine! Me lo auguro veramente. Secondo me è anche frustrante per chi ogni giorno ci assicura tranquillità sapere libero un deliquente pochi giorni dopo averlo arrestato, diventa una lotta con i continui aggiornamenti del codice penale per non vanificare il proprio lavoro. E il lavoro a monte non è poco.

    TADS’ ANSWERS:
    Due carabinieri fermano un’automobile per un controllo, i ragazzi a bordo scendono ed aggrediscono i militari, uno è in coma irreversibile, l’altro ha perso un occhio oltre a menomazioni permanenti di vario tipo, degli aggressori in carcere c’è solo il maggiorenne ma è prossimo ad uscire. Negli USA di fronte ad una simile aggressione gli agenti avrebbero ammazzati tutti e poi sarebbero pure stati medagliati. In Italia devi farti massacrare e basta, magari fino a morire, guai a reagire con le armi. Qui la legittima difesa è solo teorica.

  4. buonasera, ho letto con buona attenzione e, negli effetti anche se da “parte” avversa, trovo il ragionamento in buona parte condivisibile ci vuole più “civiltà” quella vera che appunto non è certamente liberare i criminale per problemi di spazio e/o economici, ma il rispetto delle “regole” da parte di tutti. La condanna di qualsiasi “azione” incivile comprese quelle di quelli che vengono reputati “amici”, anche se mi ritengo comunista non posso che condividere quanto affermi su Stalin.
    PS: ho modificato il link nel mio blog che porta al tuo, c’è già chi pensa di farlo al suo interno.

    TADS’ ANSWERS:
    bentornato Tito,
    quando si vuole vedere la realtà, quella vera, la si vede nello stesso modo anche da punti di vista opposti. Vengo a vedere le modifiche

  5. ciao sdat,
    Il pestaggio dei due poliziotti mi sembra sia avvenuto nella mia regione. Efferato, vigliacco , gratuito e futile! Concordo sul fatto che in Italia vi è troppa indulgenza nei confronti di chi si macchia di violenze verso le forze dell’ordine
    Dice il Toni che a suo cugino, agente della polizia locale di Los Angeles, al termine dell’addestramento le autorità raccomadarono che in fase operativa l’obiettivo primario era di portare a casa la pelle e poi anche il mezzo affidatogli . Ad ogni costo! Ma il Toni non condivide molto, da comunista non pentito qual’è si sa che vede la polizia unicamento come una forza repressiva!
    Negli States, per la verità la polizia non va tanto per il sottile, porta appunto la propria pelle a casa ad ogni costo! Talvolta macchiandosi anche di atti repressivi.
    In Italia si esagera, invece, non senso opposto.

    TADS’ ANSWERS:
    ciao Sannita,
    conosco molto bene gli States, lì esistono questioni diverse comunque non è che ogni volta che giri un angolo ti imbatti in una sparatoria come nei film, esistono, in ogni grande città, quartieri dove non è consigliato andarci ma questo succede anche qui da noi.
    Loro hanno un concetto della proprietà e delle istituzioni diverso dal nostro, se ammazzi un ladro in casa non vai sotto processo e se riduci in coma un agente NESSUN giudice ti manda a casa, neanche se sei minorenne (diciamo che in un caso come quello citato i poliziotti avrebbero sparato agli aggressori senza nessuna conseguenza). Ci sono molte cose degli Americani che non mi piacciono ma queste due le condivido.

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