L’altra faccia del naufragio…

Intelligenza, sessualità e coraggio sono componenti dell’essere che non tutti possiedono nella giusta misura ma sui quali molti mentono, millantano, bluffano. L’inesorabile e niente affatto indulgente itinerario comunemente definito “vita” si arroga il diritto di testare presenza e portata di tali elementi, lo fa in modo perfido, mirato, più è grande il bersaglio mendace più è facile  far centro. L’incessante e vasta eco che da venerdì sera si propaga dall’isola del giglio sull’intero pianeta reca seco il pesante fardello della vigliaccheria, codardia, pusillanimità, viltà, paura ed altri sinonimi tradotti in ogni lingua o idioma esistente, esportando disonore ed infangando quel popolo che dell’ardir per mari ne ha fatto storia…

 L’incredibile naufragio del luna park galleggiante, concepito per mercificare piccoli segmenti di fasto e lusso ad esistenze monotone, ha prodotto e diffuso decibel mediatici capaci di sfondare porte di stalle e liberare il raglio delle teste d’uovo marcite nella improbabile cova dell’autocompiacimento. Agli atavici duelli interpretativi dei preposti si sono aggiunte le urla dei pensatori contro corrente che popolano la rete. L’ignoranza imperversa e disseta la paranoica velleità di giustificare l’ingiustificabile, perdonare l’imperdonabile e comprendere l’incomprensibile, molti non sanno che l’istinto di sopravvivenza tende a rendere tigri i conigli e non viceversa, altri hanno dimostrato di non capire la potenza responsabilizzante di certi ruoli tentando di umanizzare una reazione, a chi è responsabile della vita altrui non viene concessa l’opzione “reazione umana”. Il livello più basso lo si è raggiunto nel tentare di sminuire l’operato di un Ufficiale, il quale, nello svolgimento del suo dovere ha prodotto la prova regina che smaschera, inconfutabilmente, l’infamante fuga di un comandante spaccone e vanesio.

Altro fronte che tracima squallore è quello sul quale si sono recati gli sciacalli della comunicazione, divoratori di carogne che non hanno esitato a creare paralleli e paragoni tra il topo in fuga ed il loro bancomat politico. In particolare mi ha lasciato perplesso, in vero neanche più di tanto, l’editoriale dell’emaciato e spocchioso sorcio (sono ovunque) d’archivio che, come sempre, non vede o finge di non vedere chi gli sta un passo avanti, cioè il suo mentore, anche lui campano, anche lui spaccone, anche lui ricciolino e con la pancetta “pummarola e basilico”, anche lui in fuga da una nave ammiraglia all’accumularsi di cirri e nembi all’orizzonte.

Ho letto accuse e parole di biasimo nei confronti della consorte del fuggitivo rea di averlo difeso appellandosi alla dignità, probabilmente la Signora ha perso il treno del saggio ed opportuno tacere ma la sua accorata esternazione di pancia è molto più accettabile ed umana, questa sì, del blob idiota in piena espansione. Non ho sentito nessuno spendere due parole sul devastante macigno che è piombato addosso alla figlia adolescente, un trauma che lascerà tracce indelebili nella sua esistenza, il marchio di un cognome scomodo, soprattutto l’allucinante metamorfosi di un padre che in poche ore si è trasformato da uomo mito in vile individuo alla gogna.

Non è impresa intellettualmente titanica cogliere le differenze che distinguono un mestiere scelto, voluto, perseguito, da una occupazione intrapresa per sopravvivere e/o garantirsi una esistenza serena alleggerita da codici comportamentali e regolamenti estremi. Il fio da pagare per una carriera brillante, prestigiosa e ben remunerata come il diventare comandante di una nave, consiste proprio nel progressivo aumento delle responsabilità e nell’assottigliarsi delle alternative in caso di problematiche. Indipendentemente dall’onore, per molti un termine che dice poco, il protocollo impone ad un comandante procedure e comportamenti ai quali attenersi scrupolosamente, è questo che rende assolutamente inaccettabile, imperdonabile, gravissimo l’abbandono in questione.

Ho sempre condannato le sentenze aprioristiche, i processi mediatici e lo sbattere il mostro in prima pagina, per quanto mi riguarda, per la mia forma mentis, per la mia esperienza di vita, in questo caso non ho bisogno di giudici, chi vìola un codice d’onore non merita clemenza.

Tullio Antimo da Scruovolo

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14 thoughts on “L’altra faccia del naufragio…

  1. Condivido…..eccome se condivido…tutto il tuo pensiero, dalla prima all’ultima riga.
    Buon fine settimana,
    Angy

    TADS’ ANSWERS:
    grazie

  2. grande bel post…profondo e arguto.
    Bisogna rassegnarci al fatto che per certi “ruoli” non è proprio ammissibile l’errore umano nè la fuga dal pericolo. Mi vengono in mente anche i piloti d’aereo….. sono posti di comando che hanno la responsabilità di molte vite umane e non possono certo permettersi il lusso di fare errori e men che meno “bravate”. Non riesco nè a giustificare nè a comprendere l’operato del comandante in questione.

    TADS’ ANSWERS:
    ciao Caravaggio,
    pare che siano in molti a “comprendere” e “giustificare” l’operato di schettino, non solo, si tende pure a muovere accuse al Capitano De Falco, l’editoriale vocale apparso sul sito di un famoso quotidiano è veramente irritante.
    se portassimo 60milioni di Italiani su un molo e li costringessimo ad imbarcarsi ponendo loro di scegliere tra due alternative, una nave comandata da schettino ed una da De Falco… credo che tutti i sani di mente non avrebbero esitazione alcuna, credo anche che i primi ad accalcarsi e sgomitare per salire su quella di De Falco sarebbero proprio quelli che oggi biasimano lui e giustificano schettino.
    colgo l’occasione per ricordare all’editorialista sopra menzionato che nelle logiche militari, in tutto il mondo, l’autorità viene prima dell’autorevolezza, il comportamento di De Falco è stato ineccepibile, accusarlo di essere stato autoritario è ridicolo, così come è ridicolo affermare che un ufficiale in situazione di pericolo e violazione delle regole dovrebbe adottare metodi di persuasione e convincimento modello “maestrina d’asilo carezze e caramelle”
    purtroppo da tempo fa trendy e cassa ragionare al contrario, sostituire il palese, l’evidenza, con cervellotiche elucubrazioni finalizzate solo al recupero di cliccate e all’incremento di share e copie vendute.
    L’ipocrisia regna sovrana.

  3. Sono d’accordo Sdat, di tutti gli errori che Schettino poteva fare, abbandonare la nave è stato il peggiore in assoluto. In merito alla telefonata tra il comandante e De Falco, all’inizio ho pensato che il primo avesse avuto un attacco di panico, poi ho avuto la netta sensazione che stesse facendo il paraculo, ancora oggi continua a ripetere verità senza uno straccio di prova. Comunque, il gioco delle tre carte non giova a nessuno, l’inchiesta della magistratura procede nel verso giusto, anche se non capisco la decisione del gip di concedere a Schettino gli arresti domiciliari, considerato il reale pericolo di inquinamento delle prove.

    TADS’ ANSWERS:
    bentornata Aurora,
    condivido in toto, credo che poche volte ci siano state situazioni con un così alto rischio di inquinamento delle prove, siamo in Italia, c’è sempre un GIP “estroso” dietro l’angolo. I giornalisti stranieri ci stanno andando a nozze, solo in questo Paese si manda a casa un “colpevole” prima ancora di aver finito di contare i morti. Io alle coincidenze non credo, la Moldava, COMBINAZIONE, è saltata fuori con la sua arringa difensiva (schettino è un eroe. Manca una “d”) dopo il ritorno a casina dell’ex comandante, nei giorni precedenti dov’era???

  4. Lancio un sasso tanto per animare le già animose disquisizioni. E se tutto questo fosse avvenuto su “ordinazione”? Quale miglior paravento di una così sontuosa disgrazia per far passare inosservati altri magheggi? Mi sembra tutto troppo complicato e nebuloso oltre che indegnamente cretino. Una bella truffa alle assicurazioni per sbarazzarsi di un mezzo (nato male e con già altri incidenti alle spalle) che cominciava ad essere ingombrante e dispendioso , darebbe una risposta immediata e molto più comprensibile all’accaduto. O altro di simile. Ma non una forzosa indegna casualità . Che ne pen–

    TADS’ ANSWERS:
    non mi stupisco più di niente da tempo ma credo che la tesi della “pastetta” sia inverosimile, ovviamente per la demenza dei protagonisti e l’operato maldestro ma soprattutto per un particolare rilevante, il grosso delle polizze è stato scaricato dalle Generali ai Lloyd’s di Londra, una compagnia che ha un servizio investigativo da far invidia al Mossad, pare che fino ad oggi nessuno sia riuscito a gabbarli con naufragi truffa. Vedremo.

  5. Il comportamento del comandante Schettino è, secondo me, inammissibile, non doveva abbandonare la nave, punto! Ho letto nel web che più di qualcuno si è chiesto se il tono del comandante della capitaneria di Porto abbia in qualche modo influito psicologicamente su Schettino…. (?) Con un “Vada a bordo, cazzo!”? Un tanto per non perdere l’occasione di trarre profitto hanno già fatto le magliette!
    De Falco è andato anche fin troppo leggero.
    Complimenti per la meritatissima HP!

    TADS’ ANSWERS:
    ciao LUX,
    influenzato o meno quando c’è stata la telefonata schettino si era già dato… ho visto il sito che vende le magliette, questo “vada a bordo, cazzo” diventerà un tormentone immortale.
    Grazie per i complimenti, finito di traslocare??? Ho aperto anche io un “angolo del pensiero sparso” su WP ma solo per tutelare il dominio, non ho ancora deciso se e quando trasferirmi, sono qui da otto anni, se questa piattaforma esce dal coma rimango, viceversa “scaso”.

  6. In grecia le navi crocera passano talmente tanto vicino che riesci a vedere cosa da la tv dentro le case. Questa è la prassi dove c’è qualcosa d’ammirare, e più passi vicino e più sei un divo, sono TUTTI a conoscenza, le capitanerie di porto, gli armatori, i cittadini del posto da guardare e l’intero equipaggio di comando e non. Finchè dura l’avventura stiamo tutti zitti, quando succede la catastrofe allora chiudiamo la stalla, ma i buoi già sono scappati e non serve recriminare.
    Adesso questa cosa è solo la fortuna dei mass media, dove si fanno trasmissioni su trasmissioni, quintali d’inchiostro sui giornali e tutti che si ergono a piloti di navi.
    Il comandante ha sbagliato è dovrà pagare in modo più che esemplare, ma anche i suoi sottoposti di plancia, chi doveva vigilare sulle rotte, e tutte quelle capitanerie di porto competenti per territorio dove una qualsiasi nave da crociera ha effettuato un’accostamento tale da mettere in pericolo l’intera nave.
    Un pensiero va a chi desiderava evadere dalla routine e c’è rimasto secco e anche a chi, in questa occasione, si è distinto per salvere il salvabile.
    Granbelpost… come sempre!!!


    TADS’ ANSWERS:
    per far si che in questo Paese si emanassero leggi sulla sicurezza nei locali pubblici ci sono voluti i morti del cinema Statuto di Torino, sicuramente questa tragedia del giglio porrà fine alle ganassate di navi, barche, motoscafi, ecc. ecc. Almeno rimane la magra consolazione di non contare cadaveri invano e, come giustamente scrivi, di constatare che a far da contrappeso ad un comandante merda ci siano stati tanti “Nessuno” eroi.

  7. anche io tendo a non giudicare prima di conoscere bene i fatti… sai cosa ho pensato quando ho ascoltato la famosa telefonata con la capitaneria di porto? Che il capitano appariva sotto shock, un uomo traumatizzato che non sapeva cosa fare… al di là delle responsabilità e degli errori pare che tutti avrebbero saputo perfettamente cosa fare e come reagire ad una situazione simile…

    TADS’ ANSWERS:
    benvenuta Les Pois,
    in Italia esistono 60milioni di allenatori di calcio, 60milioni di presidenti del consiglio, ecc. ecc. Adesso abbiamo scoperto che esistono anche 60milioni di comandanti… di sicuro non manca lo spirito di partecipazione. Avrai notato che mi sono attenuto, nel post, all’unica certezza assoluta che questa tragedia ha fin qui prodotto, l’abbandono della nave ad evacuazione in corso da parte di schettino. Il suo ruolo, le sue responsabilità, il suo dovere ed il suo lauto stipendio non consentono giustificazioni. Prova ad immaginare cosa succederebbe se tutte quelle persone che, per mestiere, si ritrovano spesso ad avere la responsabilità della vita degli altri (pompieri, carabinieri, militari e via andando, tra l’altro stipendiati da fame) scappassero di fronte al pericolo.
    Non commettiamo l’errore di creare un precedente fatto di perdono e umana accettazione, sarebbe gravissimo.
    Buona domenica

  8. buonasera, prima di tutto voglio scusarmi per “l’incidente” avvenuto nel mio blog ho provveduto, oggi, ad approvarli entrambi anche se uguali inspiegabilmente erano, tanto per stare in tema, naufragati nel mare della spam……..
    detto ciò, condivido il pensiero sul comportamento del comandante della nave, Schettino, non c’è giustificazione alcuna per il suo comportamento, il comandante per il ruolo di responsabilità che ricopre, anche se nel passato abbia compiuto azioni di alto valore, non può, come si dice in gergo, abbandonare la nave!!!
    saluti, alla prossima

    TADS’ ANSWERS:
    due commenti uguali non vanno bene, uno cancellalo pure, non riuscivo a capire cosa stesse succedendo sul tuo blog, comunque nessun problema, anche la tecnologia a volte va in vacanza.
    vedo che ogni tanto concordiamo, bene, mi fa piacere.

  9. Ciao Sdat,oltre che la mamma di una Cenerentola (in riferimento al mio ultimo articolo scritto ormai mesi fa e che ha avuto l’onore di essere da te commentato),sono la moglie di un comandante, Certo,mio marito non ha la fortuna di viaggiare su navi da crociera,svolge la sua attività su navi cisterna,un pò meno “brillanti” di quella ahimè affondata,ma il codice della navigazione che deve seguire al momento dell’imbarco che lo investe di grandi responsabilità e sia per il carico che porta e sia per l’equipaggio che è a bordo è lo stesso per tutti coloro che fanno quel mestiere. Il suo lavoro non gli rende vita facile,attracchi carichi,discariche,disormeggi,in qualsiasi ora del giorno e della notte,ispezioni delle autorità portuali,navigazione non sempre delle migliori,pressioni armatoriali che spesso rasentano l’ impossibile. Ma il Codice di Navigazione,la legislatura del mare,o il protocollo come tu lo chiami lo aiuta a seguire correttamente il da farsi in qualsiasi momento. E il non seguire quel codice vuol dire al minimo errore pagarne tutte le conseguenze.
    Nel caso della Concordia peggio non poteva avvenire,una tragedia che si conta in vite umane,dove un disastro ambientale pare imminente,dove la marineria italiana che gia non navigava in buone acque affonda insieme alla scelleratezza di un uomo che proprio uomo aldila del ruolo che ricopriva,proprio non si è dimostrato. Non ci sono giustificazioni,e tutto ciò che hai scritto è condivisibile fino all’ultima parola.

    TADS’ ANSWERS:
    benvenuta Elle,
    vedo che sei di Genova, credo che lì di mogli di comandanti ce ne siano diverse e la pensino tutte come te in merito a questa tragedia umana e disonorevole per gli Italiani, la stampa estera ci deride generalizzando, come sempre. Sinceramente il mio commento da te non lo ricordo, non hai linkato il tuo blog e quindi non posso neanche rinfrescarmi la memoria, comunque grazie per l’intervento.

  10. SDAT, scusami il fuori tema, mi sono permessa di aggiungere i feed del tuo gemello sul mio blog. Se non gradisci lo rimuoverò non appena mi collegherò nuovamente e leggerò la tua risposta. Ok? Grazie 1000!

    TADS’ ANSWERS:
    sicuramente il mio gemello ne sarà lusingato,
    ti ringrazio in sua vece.

  11. Per rinfrescarti la memoria,se vorrai, il mio link lo puoi cliccare dal nome,non capisco perchè l’avatar su tiscali non abbia la stessa funzione.
    La stampa estera ci deride ,ma il naufragio che ha provocato Schettino è davvero di dimensioni enormi e senza scomodarsi troppo sotto gli occhi di tutti,anche se il suo vile comportamento nella marineria più recente non è l’unico purtroppo.Una ventina d’anni fa,sempre una nave da crociera (Mts Oceanos) venne abbandonata dall’equipaggio e dal comandante duranrte il naufragio,e solo per miracolo e la determinazione di un animatore di bordo tutti i passeggeri vennero tratti in salvo. Ci sono pure video su questa storia ….

    Ciao e buona giornata,
    elle

    TADS’ ANSWERS:
    ciao Elle,
    sinceramente il naufragio della Oceanos non lo ricordavo, in compenso mi è rimasto in mente quel comandante Greco di un mercantile che dopo salpato da un porto Africano ha scoperto di avere a bordo un drappello di clandestini neri, appena giunto in acque internazionali li ha dati in pasto agli squali buttandoli giù dalla nave. Putroppo la competizione in negativo è un qualcosa di intrinseco in molti soggetti. Tornando in tema, trovo irritante il diffondersi di un messaggio di comprensione e giustificazione nei confronti di schettino, la logica del “nessuno tocchi caino” non mi appartiene, così come non mi appartiene l’ipocrisia buonista. Su questa piattaforma, dopo il bliz degli USA e la successiva esecuzione di bin laden, sono apparsi scritti di “difesa” nei confronti dello sceicco del terrore. Vivo nella convinzione ferrea che se questi personaggi avessero avuto a bordo del concordia o nelle torri gemelle un parente vittima… il loro buonismo sarebbe andato a lumache. Fare i clementi sulla pelle degli altri è facile, lì a Genova avete un proverbio in merito molto esplicativo. Qualora schettino dovesse uscire indenne o quasi da questa tragedia, si creerebbe un precedente veramente preoccupante.
    Buona giornata anche a te

  12. Capisco esattamente ciò che vuoi dire,ho ben in mente il proverbio genovese al quale ti riferisci,e che tu hai tradotto in modo perfetto ed elegante,ma intanto Schettino è a casa sua agli arresti domiciliari e non vorrei dire,ma un preoccupante precedente mi sembra stia gia prendendo forma ahimè!

    TADS’ ANSWERS:
    presto capiremo se i domiciliari concessi debbano essere considerati figli di un GIP “creativo” oppure di una regia occulta che mira ad intorpidire le acque, io una idea me la sono fatta.
    Intanto schettino ha cambiato avvocato ed ha iniziato a negare di aver abbandonato la nave, nonostante la famosa telefonata e decine di testimoni oculari, il gallo cedrone rialza la cresta.

  13. Buongiorno a tutti, sento diverse voci che gridano allo scandalo riguardo gli arresti domiciliari del sig. schettino. Io non credo che il giudice comminando tale forma di reclusione al personaggio sia stato generoso o indulgente, affatto. Vi prego di seguirmi. Si noti dapprima che il sig. schettino dovrà rimanere all’interno del suo appartamento senza neanche poter varcare la soglia per annafiare un vaso nel pianerottolo, quindi riceverà la gradita visita di funzionari delle Forze dell’Ordine a qualunque ora del giorno e/o della notte senza preavviso al fine di certificarne lo stato di arresto domicilare e questo a cadenza assolutamente casuale. Potrà ricevere visite in numero ridottissimo, in orari per motivi e da persone esclusivamente autorizzate la Giudice. Ma questo sarebbe niente. Il sig. schettino, è stato ricordato da tutti, era a bordo in compagnia di una misteriosa signorina moldava, sulla cui onorabilità non intendo manifestare dubbi, mentre a casa, ovvero in stato di arresto, senza poter uscire pena l’imputazone di evasione, sarà rinfrancato dalla presenza consolatrice della MOGLIE!!! Vedete voi. Non credete che a questo punto pena ben più lieve sarebbe stato condividere la cella con dei conclamati tagliagole?

    TADS’ ANSWERS:
    bella battuta, non conosco la moglie e quindi non sono in grado di dire se sarebbe stato meglio con un compagno di cella formato macho village people.
    di sicuro ai domiciliari c’è lui e non la moglie, la quale, volendo fare i precisi, ha piena libertà di movimento e contatti con chi meglio le aggrada, se due più due fa ancora quattro…!!!

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