Signor Lele Mora,

Con questa missiva intendo esprimerle stima e ammirazione, nobili stati d’animo che non ho mai provato nei suoi confronti prima che le vicissitudini della vita la portassero dietro le sbarre. La mia natura di uomo riservato mi impedisce di apprezzare quel mondo fatto di ostentazione, lustrini, ricchezza di facciata e gloria passeggera che lei da sempre rappresenta e interpreta, forse dovrei dire “interpretava”. Lo status di detenuto ha fatto emergere il suo essere Uomo con la “U” maiuscola, “Uomo” nell’accezione più nobile del termine, quella che distingue dai meschini, dagli opportunisti, dai quaquaraquà di Sciasciana memoria e dalle larve pronte a barattare qualunque cosa per il proprio tornaconto…

Negli stessi giorni in cui la “giustizia” di questo Paese scarcera pendagli da forca e teste da ghigliottina a lei vengono negati gli arresti domiciliari, nonostante abbia già patteggiato oltre quattro anni di pena, le motivazioni addotte lasciano sgomenti. E’ chiaro come il sole agostano che la “tortura” psicologica e fisica alla quale lei è sottoposto abbia una sola, unica finalità, indurla a sottoscrivere dichiarazioni compromettenti su “quella” persona, una strada in discesa verso la libertà già percorsa più volte da altri soggetti rimasti imbrigliati nella rete di una istituzione zelante e giustizialista solo su alcuni versanti. Lei è l’ennesima vittima di un apparato che anziché investire in tecnologia e formazione investigativa, preferisce prezzolare la delazione ed utilizzare le anguste celle delle galere come strumento di persuasione o massi per catapulte politiche. Le mie parole di elogio nascono proprio dal suo esimersi dal prendere “scorciatoie infami e infamanti”, cosa che acquisisce un valore aggiunto se contestualizzata al suo preoccupante deperimento fisico e psicologico, non solo, un suo eventuale suicidio non sarebbe addebitabile a nessun operatore della giustizia in quanto questi “lavorano” in regime di totale impunità, una deresponsabilizzazione che mal si concilia con quel termine che dovrebbe essere il loro faro guida, ossia: “giustizia”. Il suo modus vivendi l’ha resa carne di porco per gli affamati di moralismo new age e agnello sacrificale per quell’ara pagana, populista e demagoga, eretta da una corrente di pensiero paragonabile ad una cancrena sociale. E’ pacifico che lei debba saldare il debito espiando le condanne emesse a suo carico “in nome del popolo Italiano”, ci mancherebbe altro, non lo è affatto il come, considerando la natura dei suoi reati, ancor meno lo è la detenzione preventiva successiva ad una sentenza inappellabile. Sicuramente questa esperienza, qualora dovesse uscirne vivo, sarà stata foriera di mutamenti interiori ed avrà tolto l’otturatore dall’obiettivo grandangolare dandole la possibilità di vedere, in campo ampio, dove siano finiti tutti quei lacchè e personaggi, più o meno VIP, sempre pronti ad essere ospitati nelle sue regge, sgomitare per partecipare alle sue feste e accomodarsi alle sue gustose mense, per non dire attingere alle sue risorse economiche. Le auguro di tornare a casa quanto prima e di rimettersi rapidamente in salute, sia forte e non ceda a malsane tentazioni, rimanga vivo, non fosse altro per non dare immeritate opportunità di salvezza a coloro che dalla sua morte ne trarrebbero vantaggio, individui che non esiterebbero a scaricare sulla sua bara nefandezze di ogni sorta. A volte campare per far dispetto a qualcuno è un ottimo motivo, azzarderei dire un elisir di lunga vita. Saluti sinceri Tullio Antimo da Scruovolo

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3 thoughts on “Signor Lele Mora,

  1. Buona sera TADS,
    non ho molto da dire sul caso specifico del signor Mora.
    Pur tuttavia, non posso non esprimere la mia solidarietà ad una persona che subisce la tragedia del carcere. D’altro canto, nelle sue condizioni avrebbero potuto concedergli i domiciliari.
    Ambrata

    TADS’ ANSWERS:
    bentornata Ambrata,
    è triste assistere a certe “giustizie”

  2. Pesi diversi, misure diverse. La nostra è una giustizia antica, la migliore al mondo, sulla carta.
    I romani già avevano tribunali in grande stile, ma già allora vi erano distinzioni sociali, la religione in primis, poi il resto. Oggi è la stessa cosa, forse vince anche la Regione d’appartenenza, in Val D’Aosta c’è un metro di giudizio che per lo stesso reato in sicilia nemmeno ti guardano. Poi c’è il circo mediatico, l’interesse dei mass media e la risposta del pubblico. Lele, a mio avviso, è un “delinquente” che ha avuto a che fare con soldi sporchi, ma l’Italia pullula di queste persone, solo che lui è rimasto fedele alle sue prime dichiarazioni senza vendere (come tu sai) chi che sia. Da quello che si legge in giro, però, ha denari sparsi nei paradisi fiscali e quindi una volta ai domiciliari potrebbe prendere una bicicletta qualunque e sparire per sempre.


    TADS’ ANSWERS:
    carissimo Re,
    non vorrei essere male interpretato, sono da sempre favorevole alla pena di morte e contrario a quella colpevolizzazione della società che mira ad alleggerire pesi individuali. Lele Mora non mi sta neanche simpatico ma in questo periodo è la testimonianza vivente, suo malgrado, della lacunosa, imparziale, allucinante gestione della giustizia Italiana. Il ventilato pericolo di fuga è una fesseria buttata lì tanto per dare una giustificazione alla sua reclusione, potrebbero dargli i domiciliari e piantonarlo, è un problema di costi e di agenti??? lo facessero sorvegliare dalla scorta di Saviano, uno “scrittore”, un cittadino privato senza nessuna carica istituzionale che guadagna milioni di Euro e vive tranquillo a spese nostre.
    Sui soldi imboscati all’estero… magari sarà anche vero, in ogni caso qualcuno mi dica perchè non si è creata una task force tributaria quando la figlia di Agnelli ha dichiarato che il defunto padre aveva DUE MILIARDI (2.000.000.000,00) di Euro nascosti chissà dove
    Amico Re, mi conosci e sai che potrei continuare per giga, la realtà è, come ho scritto, che Mora viene tenuto in galera solo per indurlo a mettere nella merda “lui”

  3. Ah si , gli basterebbe fare un “nome” e sarebbe subito fuori…
    Un saluto.

    TADS’ ANSWERS:
    ne sono più che convinto,
    un saluto anche anche a te

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