Trame private e pubbliche virtù…

L’immortale ed inesorabile “Terminator”, assoldato dai vincitori che vergano a proprio uso e consumo incomplete pagine di storia, è tornato a colpire, il dittatore Libico è stato giustiziato con un colpo alla testa nonostante fosse già stato  ferito e catturato. Gheddafi è solo l’ultimo cadavere “eccellente” di una lunga serie, un corpo che va ad ingrossare l’area VIP di quel cimitero virtuale che ospita ex depositari di verità scomode. Mussolini, Ceausescu, Hussein, lo stesso Bin Laden, Milosevic, il colonnello e tanti altri, sono in molti a dubitare addirittura del suicidio di Hitler, hanno in comune una morte frettolosa e ambigua (l’ex dittatore Serbo è deceduto nel civilissimo carcere dell’Aia, fatalità, prima che iniziasse a parlare)…

Se tutti questi personaggi si fossero trovati di fronte ad un tribunale internazionale GARANTISTA dal forte impatto mediatico, adeguato ai tempi lo fu Norimberga, probabilmente, direi sicuramente, oggi studieremmo una storia recente diversa, molto diversa.

 Dagli inizi del ‘900 ad oggi nessun dittatore “rovesciato” ha mai avuto la concreta possibilità di comunicare al mondo inciuci, intrallazzi, connivenze, accordi segreti e pastette varie perpetrate con Stati democratici sempre in prima linea nel condannare ed esecrare il loro comportamento. E’ tecnicamente impossibile pensare che in tale epoca, già gestita dalla macchina degli interessi allargati, si potesse dare vita e reggere in totale autonomia, per lunghi periodi, un regime autoritario senza “supporti” esterni, siano essi sul fronte politico, bellico, economico, ancor meno in aree ricche come ad esempio l’Iraq e la Libia ma non solo. Se la “pista” armamenti è di facile individuazione, per non dire evidente, quella dei forzieri carichi è molto più complessa ed articolata, spesso questi personaggi sono stati “usati” da democrazie leader per svolgere “lavori sporchi”, destabilizzare solidità ma anche fortificare fragili contesti. Sono ancora molte, troppe e ampie le zone “gestite” e “influenzate” dalle democratiche Francia, Inghilterra e USA.

 Il corpo di Gheddafi ancora sanguinava e già in rete apparivano vignette, foto e didascalie sul suo rapporto con Berlusconi, “amici”, “alleati”, “soci” e tutta la solita ribollita. Credo sia intellettualmente onesto precisare che le basi per dare vita ad un “idillio” Italia/Libia siano state gettate da Prodi, è altresì importante ricordare che gli interessi economici privati del defunto dittatore non hanno mai avuto niente a che fare con l’universo Berlusconiano. Per coloro che non lo sapessero… i “soci spaghetti” del colonnello sono stati Unicredit, Finmeccanica, De Benedetti e la famiglia Agnelli, dico “sono stati” e lo dirò fin quando non si avranno notizie ufficiali sul destino di questi cospicui investimenti.

 Sulla sponda prettamente analitica la rapida capitolazione e successiva dipartita del “tiranno” non è da accogliere con euforia. Lo scenario che si prospetta è poco allettante, la miriade di fazioni contrapposte alleatesi solo per abbattere il nemico comune hanno già iniziato a rivendicare pezzi di territorio e dominio. Fronti ben armati e agguerriti determinati a non smuoversi dalle loro posizioni né rinunciare a malsani obiettivi, non credo sia assurdo ipotizzare lotte intestine capaci di trasformare la Libia in una nuova Jugoslavia. Un altro  inferno che produrrà, lutti, fame, profughi e devastazioni con l’ovvio, finale, direi dovuto, intervento “umanitario” armato.

 Probabilmente non sapremo mai, comunque non in tempi stretti, il perché F, UK e USA abbiano agito con una inspiegabile fretta armata quando l’opzione più razionale sarebbe stata quella di incentivare un percorso di media, breve durata, verso  quella democrazia che per attuarsi nel suo essere necessita di progressivi traguardi facili da metabolizzare e infondere quella voglia di adeguamento e crescita civile totalmente priva di traumatizzanti eventi cruenti.

 Non so se sia giusto parlare di “cupole” e “sotto-cupole”, di fatto ci ritroviamo sempre a constatare che coloro i quali, a livello politico ed economico, escono dalle grazie dei poteri forti mondiali o, più realisticamente, si trasformano in pericolosi depositari di verità cecchine, vengono sistematicamente “terminati”. Possiamo certamente considerare veritiera, senza tema di smentita, la finzione cinematografica che narra la caduta degli “dei” causata da mani e menti “amiche”.

 Tullio Antimo da Scruovolo

 PS: questo testo, titolo e firma compresi ma senza ps, è composto da “666” parole.

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4 thoughts on “Trame private e pubbliche virtù…

  1. Inutile dire che di Gheddafi non mi è mai piaciuto nulla; solo il suo sgardo mi irritava!
    Queste persone che hanno generato dal nulla tanto male e sofferenze meritavano di finire i loro giorni in galera!
    Un colpo in testa non ha quasi dolore…lui ne ha seminato tanto senza, credo, mai pentirsi! SE è vero che prima di morire ha detto “non sparate” è stato pure un vile senza coraggio!
    In prigione, nelle loro prigioni, avrebbe sofferto di più!
    Scusate la “durezza” del commento!

    TADS’ ANSWERS:

    Sara,
    in questo post le malefatte dei dittatori et similia sono, per quanto condannabili, fuori tema, io esprimo una mia convinzione. Questi soggetti vengono sempre uccisi in modo sommario impedendo cosi loro di raccontare al mondo complicità e trame, spesso intessute proprio con quei paesi che poi ne reclamano e/o decretano la morte rapida.

  2. buonanotte, ma come hai usato l’alfabeto italiano! quello inglese aveva più lettere………..
    a quest’ora tarda sono roppnco per leggere l’articolo accuratamente, ma ho letto la risposta a Sara: “…Questi soggetti vengono sempre uccisi in modo sommario impedendo cosi loro di raccontare al mondo complicità e trame, spesso intessute proprio con quei paesi che poi ne reclamano e/o decretano la morte rapida….” poche parole, ma sintetizzano anche la mia convinzione.
    Saluti, alla prossima.
    PS. mi riservo di leggere l’articolo più avanti con maggiore calma.

    TADS’ ANSWERS:

    bentornato Sior Tito,
    mi fa piacere tu condivida la mia riflessione.
    saluti anche a te

  3. Mi sono sempre chiesto come mai queste persone, sentendo “puzza di bruciato ” e avendo al seguito un tesoro, non abbiamo mai pianificato una fuga in un paradiso cambiando totalmente identità. Gatta ci cova. Sicuramente sanno già che se destabilizzati la loro fine è morire con tutti i segreti nell’animo. Forse questo è il dazio da pagare per essere stato quello che si è stati. Quello che mi chiedo, inoltre, è che, “i tira fili” , forse pensano che i popoli circostanti l’evento siano ancora all’età della pietra, ignoranti e cafoni da non farsi mille domande. Comunque è la legge del più forte che come sempre da il risultato voluto.

    TADS’ ANSWERS:

    a dire il vero qualcuno si è pure salvato, vedi Baby Doc di Haiti, comunque trattasi di personaggio minore, gente del calibro di Gheddafi sarebbe “terminata” in qualsiasi buco di culo del mondo. Non credo al martirio nè a dazi consapevoli, se il colonnello si fosse imbarcato per il Venezuela… avrebbero abbattuto l’aereo, comunque non penso sia facile svignarsela.

  4. Mi ha colpito prima la vicenda umana della morte di Gheddafi e poi ho fatto altre considerazioni sull’opportunità della sua dipartita da questo mondo.
    Umanamente parlando, quindi tenendo fuori ogni contesto e riferimento politico, ho sempre creduto che anche questi “signori del male” abbiano diritto ad un processo e ad una condanna. I processi sommari con condanne già scritte non fanno assolutamente bene alla democrazia. Per quel che mi riguarda, mi lasciano piuttosto perplessa anche sulle conseguenze dei proclami sull’esportazione di una forma di governo che non conserva esattamente tutte le caratteristiche che aveva quando è nata.
    Per quel che riguarda l’opportunità politica che Gheddafi sia morto piuttosto che vivo, penso di non aver molto da aggiungere. Mi è parsa un’esecuzione sommaria, una fine repentina, senza la teatralità che, sovente, accompagna la scomparsa di un “nemico pubblico numero uno”. Cui prodest? Aspetto di vedere gli eventi…
    A presto!

    TADS’ ANSWERS:

    benvenuta,
    direi che siamo d’accordo

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