I tetri meandri del potere…

Da sempre il genere umano cede alla fortissima pulsione di massificarsi, aggregarsi, accantonare velleità da solista per inserirsi in assordanti cori stonati, clementi nell’accoglienza ma impietosi nel loro diffondere stridenti grida emesse a “cappella” rincorrendo disuguali partizioni. La sub-rielaborazione dell’essere produce, nella circostanza, un ombroso spirito di competizione figlio illegittimo dell’egocentrismo primordiale che si espleta nell’effimero obiettivo di elevarsi a “primus inter pares”. La genesi della sportività comportamentale olimpica è sbocciata da un seme umanizzante propedeutico alla nobilitazione degli istinti animali attraverso un posticcio codice d’onore…

 Oltre questo recinto diventa bibbia il contro-codice, l’ignobile disonore cassato si muta in meta ambita. Una mappa psicologica perversa che si presta ad una metafora astrusa di matrice religiosa: “se non puoi spodestare dio punta al trono di lucifero”.

Nella aleatorietà concettuale della democrazia si inseriscono, come portentose leve, le logiche della prevaricazione, dell’imposizione e della violenza pianificata, modelle claudicanti che sfilano indossando i costumi teatrali della libertà inscenando una deprecabile piece, un rafting indoor che draga e devasta gli altrui diritti. Libere interpretazioni che sguazzano nella melma del giustificativismo e della strumentalizzazione politico/sociale. Planning operativi ossimoramente solidi nel loro reggersi sull’inconsistenza di quel pensiero politically correct che spaccia per evoluzione l’implodere pilotato dei valori. Trasferire e spalmare sulla società responsabilità circoscritte, significa delocalizzare e sfruttare assetti malati ma redditizi, come sempre. Il “cassamortaismo” è una tipologia d’impresa subdola ma fertile oltre misura, una aberrazione mutuata dallo strozzinaggio materiale e psicologico, creare un’esigenza collettiva per poi imporre il soddisfacimento della stessa con soluzioni pre-elaborate.

Non è indispensabile attivare tutti i neuroni per individuare quel filo, sottile ma resistente, che unisce universi distanti tra loro solo in apparenza. I grandi speculatori finanziari internazionali hanno il potere di manipolare i mercati passando anche, alla bisogna, attraverso la gestione dei moti di piazza, finanziamenti a partiti ufficiali e movimenti extraparlamentari. Abilissimi pupari che trasformano le masse in un ristretto numero di burattini facilmente manovrabili. E’ d’uopo far propria una considerazione niente affatto marginale, le guerre non si vincono mandando al fronte coattamente militari spaventati né prezzolando mercenari venali, le guerre si vincono inculcando nei combattenti inamovibili credo, un “soldato” convinto e motivato conquista più territorio di un battaglione poco votato alla causa. Nella destabilizzante piramide organizzata la spinta motivazionale, intesa come propulsore ideologico, alberga solo nella base esecutrice.

Nel sabato di metà ottobre destinato alle “pacifiche” manifestazioni mondiali degli “indignatos”, gli Attila incravattati dell’economia mondiale hanno ordinato alle loro barbariche orde di arroventare l’Italica capitale, scelta strategica, un cocktail di ingredienti favorevoli. Solo in questo Paese esiste una corrente antigovernativa a 360°, opposizioni, pezzi di istituzioni ed un esercito mediatico supportato dagli pseudo-intellettuali “anti” senza pari, ottimi alleati pronti ad ipocrite, troppo blande, condanne pubbliche ed euforiche approvazioni in privato. La macchina della strumentalizzazione politica e della comprensione sociale è già in moto. I black bloc non sono delinquenti né vandali, trattasi di “bravi ragazzi” esasperati da una società e, nella fattispecie, da un governo non più capace di garantire loro un futuro. Stenterete a crederci ma questi “bistrattati” giovani col passamontagna armati di spranghe, molotov, asce e bombe carta, in cuor loro sognano fare gli impiegati del catasto, gli operai metalmeccanici e magari i minatori, per non parlare degli innumerevoli aspiranti scienziati che interpretano i tagli allo spreco della scuola come la castrazione della loro virile genialità.

L’assuefazione secolare, millenaria, all’arena di Nerone, anziché mostrare segni di cedimento preme con crescente prepotenza, pur considerando inevitabili le periodiche combustioni provocate dalla compressione sociale, ritengo doveroso evidenziare storture e depistaggi ideologici, l’analisi della contemporaneità storica è avvilente nella sua algida realtà. L’era della comunicazione tecnologica impastata ad un acculturamento generalista e generalizzante, tendenzialmente fittizio, non può e non potrà mai partorire una nuova rivoluzione giovanile di 68iniana concezione. Il disagio che nasceva dalle privazioni e dalla voglia di elevare qualitativamente la propria vita, mi riferisco al ’68, puntava ad aspetti positivi, quello che oggi emerge dalla tolleranza, dal lassismo, dal superfluo e da una cultura del diritto che prescinde dal dovere sfocia, purtroppo, nella competizione sul territorio della trasgressione fine a se stessa, violenza compresa, “primus inter pares” tra gli idioti.

Tullio Antimo da Scruovolo  

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7 thoughts on “I tetri meandri del potere…

  1. E’ evidente che qualcosa non ha funzionato! Hai descritto molto bene nelle prime righe…concordo, anche se qualcosa mi sfugge. E’ bene avere sempre dei dubbi…le violenze ben organizzate di Roma non credo siano degenerate dal disagio che stiamo vivendo. I black block alzano “l’adrenalina” anche a chi forse non avrebbe voluto…. Sicuramente in futuro il modo più……….. per fermarli è sparargli alle gambe (scherzo) ….o incriminare i veri responsabili che hanno firmato per permettere questo massacro premeditato! Non dimentichiamo che i “blocchi-neri” non sono gli “indignados,”ma lo sappiamo (spero)
    Esprimo la mia delusione alla fiducia ancora concessa a berlusconi.. ma…riconfermo come purtroppo giustamente si dice: OGGI può governare solo LUI e mi chiedo quali stragegie abbia adottato per convincere Napolitano!
    E comunque basta a tutte queste opposizioni : non fanno altro che affondare l’ Italia quando invece urge la necessità di vera collaborazione. Disertare l’aula parlamentare ha vigliaccamente dimostrato, ancora una volta, (purtroppo) quanto sia… fragile l’opposizione, soprattutto nel “proporre!” Se ciò è stato fatto per attirare i “media” ci sono riusciti: un bel tacer non fu mai detto…lascio a voi l’interpretazione.

    TADS’ ANSWERS:

    ciao sara,
    mi limito ad esprimere le mie perplessità su questo movimento mondiale chiamato degli “indignatos”, se poi circoscriviamo il problema nel territorio Italiano la cosa diventa quasi grottesca. In un periodo di tagli e ristrettezze mettersi a sbattere i piedi accampando improbabili pretese è a dir poco singolare. In Spagna c’è una vera e propria tragedia sociale, anche negli States, qui da noi, rispetto a loro, viviamo nell’eden.
    Battere cassa con i conti da sistemare è come pretendere di redarguire una moglie infedele mandandola a lezioni di morale da Rocco Siffredi. La verità è che finchè ci sarà Berlusconi al governo ogni occasione per fare caciara verrà considerata utile alla causa dei destabilizzatori, nostrani e foresti.

  2. Se ci fosse scappato il morto si intestava un’altra piazza in memoria di un black bloc? Ci sarebbe stato un altro militare massacrato dalla magistratura e dai media? Roma come Genova? Quanti militari delle forze dell’ordine sono stati ripresi in fuga?
    Amo il mio Paese, ma non sopporto che si possa fare quel che si vuole in nome di una libertà che c’è e non esiste in altri Stati. Sono convinta che colpire apparentemente senza alcuna logica, i danni che si sono visti non sono stati solo verso automobili di lusso, banche e centri di potere ma anche negozi e utilitarie, altro non sia una forma per liberare uno stato d’animo senza regole che alberga assopito, scosso da abili manovratori sinistri che a distruggere beni altrui non vedremo mai.
    E’ la famiglia che passa i soldi per spostarsi a sta gente?

    TADS’ ANSWERS:

    LaLUX,
    hai sostanzialmente colto il plot del post, in vero poco mi cale far disamine simili a quelle cacate che in questi giorni impazzano su blog e network. Chi agisce devastando il territorio esegue ordini, diretti o indiretti, chiari o criptati che siano, trattasi comunque sempre di ordini. Eseguire ordini significa asservirsi ad interessi, concetto tanto chiaro quanto difficile da accettare. Le strategie adottate sono sempre le stesse, varia solo l’entità del danno arrecato, la sinistra ha nel proprio DNA il trasformare estranei alla diatriba in obiettivi da danneggiare e/o colpire. E’ innegabile che manifestazioni e/o scioperi puntino alla eco più vasta ma rompere il cazzo e beni altrui non è certo la strada più ortodossa. Gli operai che scioperano non vanno a creare problemi a Marchionne, no, bloccano ferrovie e strade scombinando programmi e doveri di chi non c’entra niente, marittimi e portuali scioperano solo quando possono lasciare al bivacco incolpevoli vacazienzieri, lo stesso dicasi per il resto. Colpire di “sponda” a biliardo raddoppia i punti, tecnica vile nella sostanza e biasimevole nella forma se applicata alla protesta urbana. Non faccio il carabiniere nè il poliziotto, vivo comunque nel credo: “meglio un brutto processo che un bel funerale”, non me lo auguro ma di questo passo non escludo che prima o poi qualche agente si sottragga ad un sicuro linciaggio svuotando il caricatore. I filmati parlano chiaro, sia a Genova che a Roma abbiamo assistito ad assalti che puntavano ad UCCIDERE unità delle forze dell’ordine. Negli USA sono stati arrestati centinaia di manifestanti solo perchè hanno osato mettere piede fuori dal percorso prestabilito, si sa, quando l’America non fa comodo la sinistra non la porta mai ad esempio.

  3. Io ho scoperto chi sono i franchi aizzatori e anche chi si nasconde dietro i black bloc. Ho scoperto anche chi trae il notevole guadagno da queste manifestazioni poco affettuose.

    Sono industriali e imprenditori edili, e a seguire vetrai, pavimentisti, idraulici, pittori edili, venditori di auto, moto, biciclette.
    Anche i comuni che ospitano queste bravissime persone ci azzuppano il pane perchè cosi hanno la scusa per appioppare nuove tasse per la nuova istallazione dei pali indicatori, semafori, tombini, transenne ecc. ecc.

    Soprattutto chi vende gli estintori (vanno di moda).

    Ma adesso anche i vivaisti sono sul piede di guerra e sono loro che stanno promuovendo una grande manifestazione “pacifica” in Val di Susa contro la Tav, sperando in fuoco e fiamme che devastino i boschi di mezza nord Italia.

    TADS’ ANSWERS:

    ciao Re,
    quando si dice la “new economy”

  4. Ciao sdat,
    la questione dei “bravi ragazzi” incappucciati che agitano le piazze, che devastano, che attaccano la polizia è storia vecchia: te lo dice uno come me che con i facinorosi di piazza ha avuto a che fare nel ’68. Al mio fianco insieme a tanti altri studenti e operai che lottavano per passione politica (a quel tempo gli ideali erano ancora vivi!) , spesso trovavo soggetti mossi da tutt’altre pulsioni: quelle per il dio denaro per intendersi!
    Oggi non è cambiato niente: ogni qualvolta una categoria di cittadini scende nelle piazze per rivendicare questo o quel diritto è inevitabile che vi siano le strumentalizzazionio
    Non demonizzerei ,quindi, il movimento degli “indignados”, ma terrei da conto che la situazione di grande difficoltà sociale che stiamo vivendo, non solo in Italia, da spazio non solo a giusti e sacrosanti movimenti di protesta , ma anche a gruppi che si pongono come unico obiettivo la distruzione e la tensione sociale.
    Per quanto detto, io personalmente mi rifiuto di mettere nello stesso mazzo chi telefona al proprio pusher raccontando dell’assalto al blindato e chi, molto civilmente, sfila rivendicando diritti e professando pacificamente le proprie idee, condivisibili o meno che siano!

  5. salve sdat,
    il mio amico Toni ha letto questo post, ma sopratutto il commento di LUX. Mi ha pregato di dire alla tua lettrice che le tensioni sociali non si creano assaltando le ville dei ricchi o bruciando maserati e ferrari ( ammesso che si trovino per la strada!), ma viceversa colpendo gli inermi, facendo danni a chi ha poco , esasperando non il ricco ( che non si fa ne esasperare ne trovare), ma il cittadino comune!
    Chi distrugge non sta li a capare: questa è un 1200 cc, può essere di un povero cristo non la incendio!! Non funziona così!
    Poi il Toni che è un marxisista leninista non pentito, è bene ricordarlo, ha visto anche un messaggio poco condivisibile nelle parole della LUX, laddove dice che “i danni che si sono visti non sono stati solo verso automobili di lusso, banche e centri di potere” , quasi a volere giustificare eventuali violenze nei confronti dei facoltosi e del potere.
    IL Toni ritiene che danni non se ne fanno e basta! Durante l’occupazione della Saint Gobain prese a calci in culo un operaiucolo che tentava di danneggiare una macchia operatrice! Come ce ne sono rimasti pochi ( per sfortuna!).

    TADS’ ANSWERS:

    ecco, danni non se ne devono fare e basta,
    di al Toni che ha una birra pagata

  6. ciao sdat,
    Non fare di tutta l’erba un fascio: il movimento degli indignados non si pone l’obiettivo della gueriglia e della devastazione sociale. Detto questo però, è utile ricordare che le manifestazioni di massa , da sempre, hanno attirato frange violente, il cui unico scopo è pervenire ad un clima sociale teso; spesso questi professionisti del terrore sociale sono prezzolati, già ai tempi delle manifestazoni e delle sfilate del 68 ho notato che al mio fianco non c’erano solo studenti, come me, ed operai pacifici, mossi solo dagli ideali e dalle istanze da sostenere, ma facinorosi estranei agli interssi dei manifestanti e quasi sempre prezzolati da chi perseguiva l’obiettivo del disordine tout-court!
    Non mettiamo nello stesso mazzo l’incappucciato che telefona al pusher vantandosi dell’assalto al blindato dei carabinieri e i giovani, tanti e pacifici, che erano lì per indignarsi dei soprusi che questa società perpreta ogni giorno ai danni dei più deboli!
    Sul carabiniere che sparò a genova, anche io mi indigno perchè sono convinto che nessuno giovane deve essere messo nelle condizioni di uccidere un altro giovane: in quel triste e tragico frangente il povero Giuliani non diede nessuna chanche al carabiniere che, spaventato o probabilmente anche impreparato per affrontare tali situazioni, esplose il fatale colpo ; a Roma per fortuna, le cose sono andate diversamente, il carabieniere ha potuto evitare che ci scappasse il morto!

    TADS’ ANSWERS:

    caro Sannita,
    dire che io faccia di tutt’erba un fascio è assolutissimamente improprio, nel post analizzo certi perchè e le loro origini, non accuso gli indignatos che manifestano civilmente nè opino sulle libertà di protesta, leggiti meglio ciò che ho scritto.
    Perdonami ma forse sei tu a fraintendere, chi scende in piazza per devastare spesso non sa neanche di fare gli interessi di alcuni poteri forti che lui stesso vorrebbe colpire.
    Mi parli del povero Giuliani, certo, i morti si rispettano, anche quando vengono colpiti in pieno tentativo di linciaggio, non facciamo gli ipocriti per favore, se a Genova il carabiniere non spara lui e il suo collega MUOIONO, è andata bene che ha avuto la freddezza di non scaricare il caricatore ad altezza uomo. Se a Roma il carabiniere non riesce a scappare dal blindato muore arso vivo, chiamiamo le cose col loro nome, se vai per uccidere e rimani ucciso… cazzi tuoi.
    Scusa ma certe cose mi infervorano.
    a presto, sei sempre il benvenuto

  7. sdat,
    forse non sono stato chiaro: quando dico paura mi riferisco a quella del carabiniere che ha visto la morte con gli occhi e, “mors tua vita mea”, è stato costretto ad uccidere! Io non condanno assolutamente il carabiniere, ma sono indignato perchè in definitiva due giovani vite sono state traviate, una addirittura irrimediabilmente. Saluti sdat. Il mio amico Noli portavoce del Toni tenta di contrastare quelle che ritiene idee di destra, rifacendosi a categorie ormai desuete, ; che vuoi farci, lui è discepolo del Toni e come tale un pò comunista, almeno nell’animo, è rimasto!
    ciao a presto sdat

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