Il sesso estremo… parliamone

Nel suo capolavoro “’’A livella” (citazione non nuova in questo blog) il Principe De Curtis, alias Totò, ha individuato l’unico aspetto positivo della morte, il suo render gli uomini tutti uguali. Interpretando liberamente questo pensiero verrebbe da dire che la fine terrena non porta in paradiso né all’inferno, non ci sono verdi praterie sorvegliate da Manitù e nemmeno l’agognato Valhalla da raggiungere con la propria spada, niente di tutto questo, nell’aldilà c’è il socialismo applicato, un’unica grande comune che, appunto, livella senza distinzioni. Se il grande artista Napoletano fosse un contemporaneo riscriverebbe, quasi sicuramente, i versi menzionati approdando a conclusioni diametralmente opposte…

 

Nell’era maldestramente gestita dalla potente e diabolica macchina della comunicazione spesso è proprio lei, la morte, a differenziare le vite trascorse distribuendo gloria o fango assecondando le dispotiche esigenze di spot, inserti pubblicitari, televendite. Parrà strano ma è proprio così.

La prematura scomparsa di quella povera sciagurata avvezza a pratiche erotiche estreme ha scatenato gli sgherri del pruriginoso mondo della notizia di sesso ad effetto, servizi raccenciati alla meno peggio, informazioni reperite in rete a casaccio, testimonianze discutibili ed ovviamente, i vari psicosessuologi di turno che elargiscono considerazioni populiste appesantite da un’aria contrita. Come sempre e come in tutte le cose quando si parla di ciò che non si conosce si finisce inevitabilmente nei cunicoli delle stupidaggini e del pressappochismo. L’argomento “sesso estremo”, arrapa l’audience, sarà ripreso dai vari talk che saturano il nuovo palinsesto autunnale… anche lì ospiti, reportage, confessioni, approfondimenti, suggerimenti e riflessioni, il tutto impastato con una palata di ambiguità ed una secchiata di morbosità. La verità non l’ha detta nessuno, evidentemente poco commerciale nella sua elementarità, tre deficienti ubriachi e strafatti si sono improvvisati “esperti di lungo corso” in pratiche sessuali a rischio ed una ragazza ci ha lasciato la pelle, lo pseudo-master non teneva in tasca neanche un coltello per intervenire in caso di “imprevisti”, l’aveva dimenticato in macchina. Lo ripeterò fino alla nausea, se non ci sono di mezzo minori e violenza IMPOSTA ognuno ha il diritto di esprimere come meglio crede la propria sessualità, magari nel momento in cui ci si avventura in ambiti “strani” sarebbe opportuno scegliersi partners esperti, affidabili, LUCIDI e sempre in grado di avere la situazione sotto controllo, ad occhio direi che il concetto non sia così complicato da assimilare.

Quando Romolo e Remo ancora ciucciavano il latte dalla lupa, in ampie zone del lontano ed evoluto oriente già erano diffuse pratiche sessuali non convenzionali, mi riferisco all’orgasmo da soffocamento, alla asfissia autoerotica, all’incaprettamento e tutte quelle tecniche di immobilizzazione con funi, comunemente e forse impropriamente definite “bondage”, Gli antichi Greci e Romani erano dediti a piaceri orgiastici, alla sodomia, alla pederastia e, tanto per non farsi mancare niente, si sollazzavano facendo montare giovani schiave vergini da tori e asini (le poverine venivano costrette a tale morte ma la pulsione di accoppiarsi con bestie per soddisfare appetiti ripugnanti è sempre stata, lo è tutt’oggi, niente affatto rara). Le stesse teorizzazioni del Marchese De Sade e gli “esperimenti” del Barone Von Masoch non sono certo un prodotto dei giorni nostri, così come, seppur più vicine nel tempo, le “piogge dorate” amate dal Grande D’Annunzio. E’ sufficiente questa considerazione per smontare il terrorismo sessuale messo in campo dai mass media che colpevolizzano la rete, la società, la famiglia e pure, ormai è un must, la politica.

Non me ne vogliano gli psicologi da tv e da web ma anche loro in simil materia si muovono a tentoni, per non dire che brancolano nel buio più impenetrabile. L’universo del sesso è una immensa macedonia, un’antologia di sapori contrastanti, dal dolce all’amaro, dall’aspro al piccante, dal forte al delicato, dal saporito all’insipido, dal gustoso al vomitevole, nessuno, dico NESSUNO, ne conosce la ricetta né la lista completa degli ingredienti. Eventuali coinvolgimenti emotivi aiutano molto e rendono più accessibile la scoperta di nuovi piaceri, possono anche arrivare a creare intimità cementate ma non sveleranno nessun mistero oltre una più approfondita conoscenza di se stessi. Statistiche e raggruppamenti suddivisi per “reazione” lasciano il tempo che trovano. Su sesso, coraggio e intelligenza molti millantano ma di fronte al trapezio da impugnare non possono assolutamente mentire, i contractors della scopata sono pregati di guadagnare l’uscita. Partendo da questa indiscutibile certezza si approda a conclusioni che riducono, smentiscono, numeri e teoremi sugli adepti del “famolo strano”. In una società che ha annichilito il desiderio esasperato da un alto coefficiente di difficoltà nell’accoppiarsi, si corre sicuramente il rischio di una saturazione che sconfini nella noia ma nelle paludi della depravazione si giunge spinti da pulsioni, bisogni, inclinazioni, devianze quasi sempre innate e per lungo tempo represse da un codice moralista e religioso altrettanto perverso.

E’ comunque doveroso chiarire, nella tracimante ignoranza, cosa si intenda per “sesso estremo”, soprattutto fare un netto distinguo tra la trasgressione comportamentale e quella psico-fisica. Contestualizzare una “normalità” in luoghi anomali è trasgressivo ma non estremo, una fellatio fatta in chiesa sarà pur blasfema ma non etichettabile come tale. Il sesso estremo, nella sua concezione reale, non ha niente da spartire neanche con quelle pantomime soft fatte di costumi e ruoli da interpretare in habitat allestiti per far giocare pseudo-viziosi spendaccioni col vezzo della distinzione. L’extrem, cercato nel sesso o nello sport (le due cose hanno più punti in comune), ha una funzione ben definita, soddisfare esigenze interiori, misurarsi oltre i canoni consentiti, dissetarsi di adrenalina, estraniarsi dal mondo, godere nello spostare progressivamente il proprio limite. Potenti magneti che catturano le menti più recettive, tutto questo nel sesso acquisisce un valore aggiunto, quello che passa attraverso l’esorcizzazione di una schiavitù sociale riducendola alla quinta essenza del piacere devastante. Tanti anni fa mi iscrissi, per pura curiosità, in un affollato forum “BDSM”, capii subito che erano veramente pochi coloro in grado di parlare a ragion veduta, cedetti alla tentazione di creare scompiglio e scrissi testualmente: “in un rapporto sado-maso il vero padrone è lo schiavo”, si scatenò un putiferio, gli utenti si diviserò equamente tra quelli che mi davano dell’incompetente e quelli che leggevano nella mia frase una rivelazione illuminata ed illuminante. L’aforisma voleva essere solo una interpretazione sofista ma questo a loro non l’ho mai detto.

Tullio Antimo da Scruovolo 

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7 thoughts on “Il sesso estremo… parliamone

  1. Sì, ci vuole soprattutto coraggio! Un grande coraggio nel raccontare ciò che “umanamente” si vorrebbe capire.
    Una vera e propria “perversione sessuale” o sentimentale? che trasporta una”coppia” (donne o uomini) potrebbe davvero proiettare mentalmente, e non solo, quello che si è sempre desiderato: l’impossibile!….
    Spesso si riconosce piacevolmente un’ immagine di sè mooolto alterata….. onnipotente, che accompagna una forte propensione al masochismo sessuale, oltre a quello morale; una vera “merda” davvero e stavolta senza perle…da ingoiare (per chi vuole), e non seminare …..ovvio!!
    Potrei giustificare? senza comprendere?
    Una “mente lucida”? sa bene dove e come fermarsi!
    In realtà credo che nessuno è vittima…. più o meno consapevole…
    di certo queste persone soffrono, anche se molto meno di quello che si potrebbe pensare!
    Ma sono sicuramente gli artefici della loro stessa eterna infelicità!
    Ps bella l’immagine, ma togli il “bavaglio” per cortesia ! come porebbe urlare altrimenti!
    Ciao sdat

    TADS’ ANSWERS:

    io affronto tematiche sociali e comportamentali senza quella zavorra chiamata “pensiero politically correct”, se il re è nudo non ho problemi a dirlo, ancor meno mi faccio abbindolare o intorpidire dal canto delle sirene che proviene dalla coscienza collettiva manipolata e gestita come un pupo. Se una donna accetta di vivere il bisogno di essere sessualmente appagata attraverso forme di dominazione, è certamente più realizzata rispetto a quelle che fingono di avere le palle in pubblico salvo poi affogare nella melma dell’insoddisfazione in privato. Esistono persone che hanno la reale esigenza di avere un partner dotato di carattere forte e personalità granitica, magari una guida, non vedo dove stia il problema.

  2. Sdat, se usciamo dalla logica nazionalpopolare del ” famolo strano ” alla Verdone, sono dell’opinione che assecondare i propri istinti sessuali senza saperli guidare porta a un vicolo cieco, è una strada senza ritorno di autodistruzione. Oggi la parola d’ordine è liberare i propri istinti repressi, senza tener conto che i nostri istinti repressi sono paragonabili a una macchina di formula uno che pensiamo di saper pilotare alla perfezione. Ti assicuro, per molti, moltissimi, non è così, soprattutto quando entrano in gioco delle variabili indipendenti che spostano l’ago della bilancia, mi riferisco ai sentimenti. Senza contare le manipolazioni da parte di individui spregevoli sul bisogno di appartenenza tipico dell’animo femminile. Sul web pullulano schiere di schiave pronte a lasciarsi sedurre da sedicenti maestri, lasciando fuori le prezzolate, fino a che punto tutto questo è un gioco? L’amore a volte è un alibi che nasconde fragilità emotive spaventose, il sesso estremo è un modo per esorcizzarle, ma ti assicuro che non può bastare e la presa di coscienza a volte è tardiva.

    TADS’ ANSWERS:

    ho fatto anche io un giretto sul web, tanto per trovare conferme superflue a ciò che già sapevo, master e dominatori impazzano bestemmiando DAF riuscendo, addirittura, ad inciampare nella terminologia, quel gergo che nasconde grandi verità, bagaglio solo dei veri conoscitori di questo credo. Un Padrone che chiama “orgasmo” l’apice del piacere di una schiava non ha letto bene il “manuale del giovane sadico”, si lo so, fa ridere ma è cosi.

    Le schiave in “saldo” sul web sono un’altra buffonata di quel mondo virtuale che impianta stimoli trasgressivi fittizi per arrivare a farsi una scopata operaia, poichè il presentarsi come un pincopallo qualsiasi non rende è d’uopo darsi un tono perverso e misterioso, dominatori che non fanno certe cose e “slave” che non escono dai limiti ristretti del look, una farsa pietosa.

    La liberazione degli istinti, mi riferisco alle donne, non è mai autonoma nè proposta. Il bisogno di raggiungere stati di godimento attraverso percorsi di sottomissione si manifesta, diventa pressante, solo grazie a stimoli provocati dalla apparente normalità di un rapporto che evidenzia, in modo subliminale, il dislivello caratteriale e di personalità. Un carattere dominante tende a prevaricare ma garantisce scudi protettivi, una donna bisognosa di una guida non si sentirebbe mai al sicuro di fianco ad uomo con una personalità più debole della sua. Passare dall’essere affascinata all’innamorarsi è un balzo niente affatto difficile nè improbabile, è altresì vero che un vero Padrone è monogamo e strettamente vincolato su più versanti alla propria “allieva”. Nella sostanza trattasi di una unione di esigenze e stati emotivi che si incastrano fino a fondersi totalmente.

    L’altro aspetto grottesco del BDSM “fai da te” è l’assoluto ignorare le fondamentali peculiarità educative, è assurdo pensare che due sconosciuti possano “fondersi” senza aver prima compiuto un lungo iter di personalizzazione dei ruoli, non esistono codici comportamentali prestampati, nemmeno regole ever green omologanti.

    la sostanziale differenza tra il sesso “normale” e quello “extrem” (termine odioso) la si coglie analizzando il raggiungimento del massimo piacere femminile. Nel sesso normale viene definito “orgasmo”, tecnicamente consiste nell’accentrare e custodire il godimento, diciamo nel raccoglierlo e tenerlo dentro si se il più a lungo possibile. Nel sesso estremo l’esplosione viene definita “scarico”, la stimolazione psico-fisica raggiunge livelli esasperanti e devastanti al punto da provocare una reazione di difesa naturale che espelle violentemente dal corpo e dalla mente lo stato di alienazione. Possiamo tranquillamente affermare che quando una donna anzichè orgasmare scarica, stia facendo sesso estremo, anche limitandosi alla posizione del missionario a luce spenta. Non mi dilungo su dettagli pruriginosi.

    per ogni ulteriore chiarimento… a disposizione.

  3. Ma… tu posti e gli sviluppi sull’argomento si leggono su altri blog?
    E’ difficile commentare un post dettagliato come il tuo, è studio o esercitazione? Sia mai che si scopra che Sdat per raggiungere il massimo piacere si scordi di tagliare la corda.
    Un saluto

    TADS’ ANSWERS:

    ahahahahahah…
    ciao LUX,
    ho letto qualcosa in giro, con questo post pensavo di smuovere un pò le acque ma non provocare reazioni isteriche ed infantili capaci di far ondeggiare quella melma che sommerge la pochezza umana e la nullatenenza a tutto tondo.

    mi chiedi: “studio o esercitazione”… repetita juvant, non amo usare il blog per parlare del mio privato, i miei pezzi, l’ho già scritto più volte, non sono “autobiografici” nell’accezione più letterale del termine, spesso affrontano tematiche sociali “delicate” ma questo è un vezzo. Aggiungici che, a differenza di alcuni, non ho scadente bigiotteria letteraria da vendere nè mi interessa questuare occupazione. Chi vuole può leggere il mio pensiero, non credo che il giudizio in merito da parte di persone intelligenti possa essere condizionato dal mio curriculum o da qualsivoglia qualifica

    non intendo neanche autoincensarmi, non sono io ad essere un Guru della sessualità femminile, sono quelli che si stupiscono delle mie conoscenze “di settore” ad essere sprovveduti sfigati. Tutto combacia, compatiamo quegli ometti di mezza età vissuti parassitando senza pretender da loro l’ardire degli “esploratori”.

  4. Sdat fascista nazista sado-maso, e chi più ne ha più ne metta!!!! Mi sto sganasciando dalle risate, anche se ho perso lo scooop e mi sorge una domanda: il sado-maso è più di destra o più di sinistra? Come immaginavo, il tuo post ha scatenato le ire dei soliti ottusangoli e il codazzo di portinaie già ti immagina con la cinghia in mano pronto a menare scudisciate sul sederino della malcapitata di turno. Mi riferisco a tutti quei sorci che continuano imperterriti a scavare nella vita privata di blogger che non amano “socializzare” con loro. Il blog dovrebbe essere un terreno di confronto, invece si predilige il pettegolezzo, la becera dietrologia, roba da querela.

    TADS’ ANSWERS:

    carissima Aurora,
    gli insulti sono un ottimo parametro per “tarare” chi li partorisce, l’insulto è un arte raffinata, aristocratica, l’insulto è figlio della nobile perfidia, ovviamente in questo caso dobbiamo parlare di spuntata popolana cattiveria, dare a me del “fascista nazista sado-maso” significa palesare lo stato di stress dell’unico neurone che errabonda nella scatola cranica di questo umanoide che, suo malgrado, testimonia il sadismo biologico

    Se il sado-maso sia di destra o sinistra non sono in grado dirlo ma una deduzione logica può tornare utile, nel BDSM le pratiche anali hanno una importanza rilevante, rapportando questo alla “finocchieria” che impazza da quelle parti… tu che dici???

    Sono prossimo a pubblicare un “comunicato ufficiale”, uno di quei testi che sporcano di colpo molte mutande e mutandine (assolutamente NON di piacere), visto che passo per sadico… tanto vale farlo, perchè non far vivere nell’ansia un pò di persone con la coscienza satura di percolato, che fretta c’è???

  5. COMUNICATO:

    E’ veramente esilarante assistere al pedante frignare di un blogger che schiatta di invidia, come un bambino capriccioso, perché non gli viene concesso di giocare nella saletta dei primi della classe. Quando un “nessuno” attacca un “qualcuno” di cui non sa niente mentre il “qualcuno”, del “nessuno”, conosce vita morte e miracoli (mi riferisco, e non solo, a quelle persone che hanno ripetutamente tentato di dissuaderlo dalle sue velleità di scrittore e giornalista scartandolo senza la benché minima esitazione)… il “nessuno” finisce inevitabilmente per fare la figura del fessacchiotto isterico, quella isteria assimilabile ad una sindrome pre-mestruale cronica al maschile, tipica di chi ha passato la vita a farsi sbattere le porte in faccia. Se la vanità si alimenta solo di illusioni e speranze mal riposte… lo scribacchino triste trasloca nelle mansarde dei geni incompresi, molto incompresi, talmente incompresi da non essere considerati. Ciò che scrive è elementare, concetti adolescenziali vergati attingendo ad un lessico da scuola media inferiore, elaborare una riflessione analitica è per lui impresa titanica, niente di cui meravigliarsi, il mondo pullula di eterni ed inconcludenti adolescenti. Fa specie, piuttosto, che siano proprio questi soggetti ad avere l’incoscienza di comiziare e pontificare, spesso travolti dal livore si contraddicono in poche righe, inventano, ingiuriano, assaltano la diligenza in sella ad un gambero e si domandano, stupidamente, perché il potenziale “bottino” anziché avvicinarsi si allontani. Le nebbie dell’inconsistenza deformano l’habitat circostante, distorcono la realtà, solo un disturbato di mente può arrivare a considerare “vigliacche” le persone che navigano in rete con un nick e non sentono il bisogno di mettere in piazza il loro vissuto, quel vissuto che, in quanto tale, dovrebbe essere custodito come un tesoro e condiviso solo con un ristretto, ristrettissimo, numero di conoscenze fidate. E’ Lapalissiano che i “piazzisti” da web considerino “casa” e “case” la rete, androni dove sparpagliare su un vecchio lenzuolo la chincaglieria, il reale a loro concede poco e quel poco spesso è frutto di un lavorio di portineria, nel senso becero del termine, magari perpetrato da connivenze drogate di inciuci impegnate in “talpate” poco ortodosse, non di rado sconfinanti in ambiti da codice penale (solo chi ha la “caniglia” al posto del cervello passa ore ed ore appiccicata al pc tentando di violare la privacy di persone con le quali non ha niente da spartire, unicamente per soddisfare appetiti da serve, l’aria di mare non è salubre per tutti). La blogsfera è piccola, affollata da sfaccendati/e senza né arte né parte che mormorano… mormorano… mormorano… e quando non hanno niente da mormorare sugli altri mormorano sulle proprie pene, sul proprio poco edificante sopravvivere creando vulnerabilità e situazioni imbarazzanti, paradossalmente masochistiche. Ai viandanti vorrei dire. “tenetevi ben stretti i cazzi vostri, è l’unico modo per potersi sentire liberi di dire, sempre e a chiunque, ciò che pensate senza essere condizionati da vincoli confidenziali né rischiare di essere travolti da un “qualcuno” provocato gratuitamente con iniziative dementi. I/le poveri/e scemi/e in odore di sputtanamento globale farebbero bene a stare al loro posto. Chi di dovere consideri questo messaggio un paterno consiglio da seguire, al prossimo attacco darò vita ad una sistematica, inesorabile, inarrestabile, devastante, opera di “demolizione”, margini d’errore ZERO, quando avrò terminato vedremo chi continuerà sereno per la propria strada e chi, invece, dovrà andare a nascondersi sommerso dalla vergogna. L’individuo in questione si arroga il potere di definire anche “spregevoli” tutti quei bloggers che a vario titolo mietono consensi, apprezzamenti ed elogi a lui negati per manifesta incapacità. L’invidia lo tarla al punto da minarne l’equilibrio psichico inducendolo a prodursi in meschini tentativi di spargere letame e odio sulle linde vesti di coloro che lo sovrastano palesemente. Il suo blog tracima livore ed ha in archivio numerose “vittime”, persone infastidite, vessate, offese senza nessuna razionale motivazione se non per dare sfogo ad un complesso di inferiorità di ciclopiche dimensioni. Lascia sgomenti questo suo modus operandi alternato ad una deprimente questua di interventi accondiscendenti. Nel suo paranoico delirio si concede addirittura di “consigliare”, se non “ordinare”, alle oche della sua misera aia quali blog frequentare e quali ignorare.
    TADS

  6. ciao sdat,
    il Toni una volta ci raccontò che da giovane, primancora di diventare operaio, al tempo in cui viveva in campagna e si occupava di bestiame, gli capitò una giovane bracciante che si fece “caricare” ( ha un vocabolario molto retrò, il Toni) mentre portava un pesante giogo sulle spalle.
    Io tentai di spiegargli che la contadinella forse godeva nell’essere soggiogata. Lui mi disse, e nel farlo trasparì un leggero velo di nostalgia nei sui occhi e nelle sue parole, quella lì era una gran “vacca” e basta!!
    Eehehe

    TADS’ ANSWERS:

    interpretazione bucolica pre-metalmeccanica

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