Nuovi ricchi e nuovi maestri…

L’arte e la cultura, leccornie spesso servite sulla stessa tavola, fanno venire l’acquolina a molti ma sfamano, saziano, ingrassano pochi eletti. A ben guardare il mondo stesso, nel suo essere incantevole, ha attinto dallo stesso ricettario… un numero ristretto di privilegiati e masse di peones che si perdono a vista d’occhio ma, questo è l’aspetto più affascinante, quando parte della plebe riesce ad innalzarsi di qualche tacca cucina un minestrone gustosissimo, piatto unico, come usanza impone…

 Vedere una Signora con indosso un capo costosissimo è preziosi gioielli autentici che fa la scarpetta in un ristorante di lusso, si vive la sensazione di trovarsi di fronte ad una installazione neo-realista. Alcuni definiscono queste persone, nell’accezione spregiativa del termine, “arricchiti”. Gianni Agnelli li chiamava “pacchiani”, io mi limito a considerarli semplicemente “portatori di spontaneità creativa”.

Traslocando da un quartiere popolare in una residenza signorile, tra le prime cose che mettono in agenda i nuovi inquilini è proprio il tuffarsi nella piscina degli status symbol; automobili, vestiti, gioielli e poi, ovviamente, arte e cultura, magari dietro consiglio del solito ex ricco che dopo essersi sgarrupato nel burrone della fame dignitosa si scapicolla per sbarcare il lunario parassitando tra i neofiti del benessere. Quando ero studente avevo un amico figlio di operai Fiat che faceva andare i neuroni alla grande, oltre allo studiare con grande profitto aveva trovato il modo di mantenersi vendendo l’enciclopedia Treccani. Galeotta fu una sua relazione con una tarda che, pur di esibirlo, non esitò ad introdurlo nel giro dei novelli emuli di Onassis. Per lui la cosa si trasformò in un 13 al totocalcio, piazzò l’opera dappertutto. Sentirlo raccontare che vendeva la Treccani a “metri” era uno spasso più unico che raro, sì, a metri, i suoi guadagni erano vincolati agli spazi da riempire nei salotti, in bellavista, magari vicino al camino oppure nel mobilazzo antico, non ricordo bene ma credo che alcuni la comprassero addirittura doppia: “sa, ho due figli che studiano, una a testa altrimenti bisticciano”.

Altra espressione di evoluzione socio-economica privata in auge da tempo, sono i quadri d’autore, qui si entra, appunto, nel “pittoresco”, costosissimi dipinti scelti in base al layout della stanza dove ubicarli. “Assuntina, guarda che bello questo quadro”, “no Peppino, non va bene, non si accoppia con la tappezzeria né con il colore del divano”. Non sarà che il successo commerciale dell’astrattismo opportunistico sia dovuto, in percentuali significative, al tourbillon di colori che imbrattano le tele??? Come certi capi o accessori della moda che “stanno bene su tutto”. Parlando con una persona che mi confidò di avere una figlia appassionata di pittura, alla mia domanda su che tipo di quadri realizzasse rispose: “fa i quadri che si capiscono”. A volte in una frase si svelano infinità di misteri, “quadri che si capiscono”, fantastico, meraviglioso, potrebbe essere il titolo di un film impegnato oppure di un libro avvincente.

Altra storica usanza, tradizione, ambizione, sogno nel cassetto, simbolo dell’agiatezza raggiunta… era il riuscire a farsi una villetta sul ciglio della strada con tanto di giardino affollato da nanetti. Prima che i nuovi e “raffinati” maestri dell’altrui vivere imponessero una gestione trendy degli spazi, percorrendo statali provinciali e comunali, se ne contavano a bizzeffe. Una popolazione di nanetti da giardino oggi sfrattati da snob praticelli all’inglese, belli da vedere ma intoccabili e bisognosi di costanti cure, l’estetica moderna ha prevalso sulla praticità, con i nanetti ci giocavano bambini, cani e gatti, il green rasato si può solo guardare. Se fossi un “face book man” lancerei una petizione per il ripristino dei nanetti nei giardini delle casette.

Il nuovo millennio accompagna le nuove generazioni verso orizzonti mutevoli come il tempo, i veri simboli della cultura, dell’arte e dello snobismo genetico hanno compiuto il loro ultimo viaggio senza ritorno lasciando le redini in mani pressappochiste, approssimative, improvvisatrici e capaci solo di modellare l’effimero. Fortunatamente, solo in alcuni casi, gli Italiani sfoderano un trasformismo degno di nota, disquisiscono sul simposio di Platone e sui messaggi subliminali di Kandinsky ma sotto l’ombrellone leggono tutto sport e novella 2000 e, nelle passeggiate serali sul lungomare, comprano quadri raffiguranti i pellerossa realizzati sul momento. Forse anche questo è arte, cultura e malcelata nostalgia dei nanetti. L’amico Baud (io lo chiamo così da sempre) maledisse quell’uomo che per primo mischiò le cose dell’amore con le cose dell’onore, io mi auguro ardano sui roghi coloro che hanno ucciso la spontaneità con una stratificazione comportamentale classista.

Tullio Antimo da Scruovolo

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8 thoughts on “Nuovi ricchi e nuovi maestri…

  1. il tuo discorso ha del buon senso solo se non estremizzato e filtrato dall’arroganza che di solito chi si intalla all’attico acquisisce facendo su e giù in acsensore.
    ti do inoltre due notizie. la prima è che sono in molti quelli che davanti ad un quadro chiedono: ma che significa?
    la seconda che utet sta fallendo e treccani ha grosse difficoltà. oggi come oggi il tuo amico ti farebbe piangere.
    per il resto i nuovi privileggiati, i nuovi ricchi mi fanno paura: non ci provano neppure a grattare la superfice, a dare l’impressione di avere un po’ di cultura, a darsi un contegno da prato verde e ben rasato: la spontaneità prevarica su tutto, anche sul medio buon senso ed è una spontaneità che punta molto in alto.
    l’altra classe invece, quella dei peones cerca di imparare dai privileggiati, anche velocemente, ed ha capito che quello che non può ottenere per un verso può averlo per altre strade, magari in piccolo, ma si sa, chi si accontenta gode. Così, del pari: imbroglia, truffa, mente in modo spudorato anche davanti ai tribunali della repubblica per i propri vantaggi, si sottrae ad ogni tipo di imperativo etico.
    risultato: viviamo tempi senza amore nè onore.
    che mi sembra piuttosto grave.
    ole/.)

    TADS’ ANSWERS:

    sally,
    leggendo i tuoi commenti ho avuto la netta sensazione che tu abbia completamente sbagliato l’approccio con questo blog, molto spesso, come nella fattispecie, esprimo concetti attraverso metafore sofiste, per cogliere il plot del post è d’uopo leggere tra le righe, magari pure impegnandosi un pochino. Limitarsi ad una lettura superficiale è riduttivo e fuorviante, tanto per capirci ti paleso UNO dei quesiti riportati: “chi e perchè ha interessi a diffondere il pensiero che sia giusto mortificare l’essere per privileGiare l’apparire???”, ripeto, questo è solo UNO dei punti salienti. Da questo angolo di osservazione la sagoma del pensiero cambia, dovrebbe cambiare. Non è una questione di arricchiti che rubano o fanno casino per le scale, nemmeno di bilanci editoriali. La tua “notizia” su quelli che si chiedono, davanti ad un quadro: “che significa?” mi stupisce, secondo te cosa intendo nel passaggio in cui parlo di “quadri che si capiscono”???
    Buona giornata

  2. Nessun grande “artista” vede mai le cose come realmente sono!?
    Ad altri vanno le interpretazioni..sempre soggettive!
    Per entrare-essere nelle…migliori società oggi bisognerebbe solo servire-mangiare un’ ottima colazione , e anche una buona cena… sono quasi sufficienti!
    Divertire-rsi, scioccare, insomma suscitare SEMPRE emozioni… e nulla più!
    Ciò che avanza è confusione, noia, e ancora il resto annoia!
    Tutto è o sembrerebbe nostalgico…e i nanetti non “cresceranno”
    Buona notte Sdat.
    P.s snobismo genetico? cioè… signori si nasce? Agnelli avrebbe anche detto sull’amore: è roba da camerieri!

    TADS’ ANSWERS:

    ottimo commento Sara,
    pure il PS.

  3. è evidente che noi non ci capiamo, (parallele che non s’incontrano mai?): io scrivo sulle righe, tu scrivi tra le righe, a me sta talmente sulle palle il termine( e non solo) privilegiato, che lo scrivo con due “g”. Non mi pongo neanche il problema di cosa intendi tu quando parli di quadri che si capiscono: so che esiste il problema e non mi va di sottovalutarlo.
    ole/.)

    TADS’ ANSWERS:

    se non ti poni il problema di cosa intenda io con quello che scrivo nel mio blog…
    hai solo da andare altrove, nessuno ti costringe a leggermi e commentare.
    io ti capisco benissimo, forse sei tu ad avere qualche difficoltà con i miei scritti,
    non è la prima volta che me lo fai pensare.
    perdonami ma con te non vedo nessun parallelismo.
    quando si va in casa d’altri è opportuno capire in che ambiente ci si trovi
    ed è cosa intelligente muoversi di conseguenza.
    stammi bene

  4. Ciao SDAT,
    la storia della Treccani da vendere “a metri” mi ricorda un episodio: da ragazzo, quando internet non era ancora entrato nelle case di tutti, ero abbonato ad alcune case editrici di vendita libri per corrispondenza, tipo “Il Circolo”, “Il Club degli editori”, ecc.. Poiché vi erano le promozioni per le quali ti relegavano dei libri se tu proponevi altri soci, ecco che ero solito propinare i cataloghi a parenti e conoscenti. Oggi divento rosso a pensarci ma all’epoca mi sembrava un modo furbetto per ottenere tanti libri a costo irrisorio. Ricordo benissimo che la scelta dei volumi da acquistare da parte di coloro che riuscivo ad “incastrare” era spesso legata alla presentazione esteriore del libro piuttosto che al contenuto. Ricordo che andava tantissimo una collana con la copertina in finta pelle perché, a dire di tanti, “faceva un figurone sulla libreria”! Ecco, credo che somigli un po’ alla storia della Treccani “a metri” o ai quadri di “Assuntina e Peppino” scelti in base alla stanza dove ubicarli!
    Passano gli anni, cambiano le mode e gli status symbol, ma gratta gratta, sotto trovi il pressapochismo di sempre, la voglia di ostentare e, mi pare, la confusione totale. E poiché ad ogni azione corrisponde una reazione, la naturale reazione a ciò è la cafonaggine che impera, sempre più irruenta, che si appropria del DNA dei “pidocchi risuscitati”, dagli atteggiamenti vari e prevedibili che, nel migliore dei casi, sfociano in una scarpetta al ristorante…
    Si, “pidocchi risuscitati” o “pidocchi arricchiti”! Dalle mie parti vengono così definiti, con una accezione dialettale che io ho opportunamente tradotto, coloro che Agnelli chiamava gentilmente “pacchiani” e che tu ironicamente consideri “portatori di spontaneità creativa”. Ma che vuoi, da noi la gente è caratterizzata da un mix di ironia ed atavica insofferenza…
    Modellare l’effimero, si hai proprio ragione! Siamo arrivati alla frutta…, dopo la scarpetta, ovviamente…
    Un saluto.
    Giorgio

    TADS’ ANSWERS:

    ciao Ingegnere, bentornato.
    L’aneddotica di supporto è sempre utile e spesso pure capace di strappare sorrisi. In vero mi piacerebbe mettere a nudo i nuovi parametri di valutazione che hanno impastato i colori della distinzione. Agnelli viaggiava con l’orologio sul polsino, vezzo considerato una raffinatezza snob, avesso fatto lo stesso Giacometto Spaccacocomeri al “cin-cin bar” del paese, lo avrebbero preso per il culo tutta la vita, magari pure affibbiandogli un indelebile soprannome. Decenni addietro esistevano gli impresari col Porsche Targa color lillà con tanto di catenazza d’oro massiccio al collo e l’unghia del mignolo minimo tre centimetri, per non parlare degli Arabi “sboroni” che impazzavano in Costa Azzurra con i loro eccessi. Erano numerosi anche quelli che compravano la Treccani a metri e quadri di pittori con nomi impronunciabili, ecc. ecc. In questa epoca che vede imperare cocktails fatti di elementi contrastanti che potremmo chiamare “vintage futuristici” chi sono i nuovi “zarri”? Forse le Signore bene che hanno abbracciato la causa ecologista sostituendo le pellicce con costosi SUV che percorrono circa 2.500 km ogni anno, ovviamente tutti in centro??? Forse i nobili in bolletta che per campare trasformano i propri saloni in location per matrimoni del popolo tamarro??? Che dire dei principi che cantano a Sanremo??? Dei vampiri succhiatori di gossip che considerano il Ferrari Testarossa “cip” (obsoleto, roba da zingari)??? Sai bene che potremmo proseguire a lungo. Chi sono i nuovi maestri della raffinatezza??? Visto che ultimamente i ricchi cromosomici hanno preso a nascondersi… come potrebbero sopravvivere i “centri di accoglienza” per miliardari se non ci fossero gli smargiassi Russi che girano con milioni di Euro nella valigia??? Non è che magari ci sia la volontà di creare nuove tendenze elitarie per sopperire ad un incombente decadimento economico e sociale??? Quanto incide in tutto questo la facilità di arricchirsi e quindi invadere “aree esclusive”??? Oggi un calciatore di serie B guadagna più di un affermato scrittore, più di un manager, più di un medio imprenditore, il vincitore di un reality, nel suo effimero momento di gloria, tra premio finale, ospitate televisive e serate varie incassa circa due milioni di Euro, un personaggio televisivo di media statura ha ingaggi da nababbo. Concludo con una ultima manciata di sale, negli States l’unico elemento di valutazione è dato dai soldi, una combinazione che, in quel Paese, apre ogni porta, nella nostra vecchia Europa un ricchissimo Signore come Al-Fayed padre non è mai riuscito ad entrare nel Rotary Club di Londra. Mi fermo qui.
    Salutoni

  5. In questo mondo è importante non aver l’aria di ciò che si è…
    Un caro saluto e buone vacanze.

    TADS’ ANSWERS:

    grazie Sabry,
    buone vacanze anche a te

  6. Sei mai entrato in una casa dove è arrivato all’improvviso il benessere, l’eccessiva ricchezza?
    E’ uno spettacolo; prima cosa, i nani e cenerentola che tu dicevi fanno da sponda ad un viale lastricato di marmi che poco poco pioviggina lo devi percorrere a quattro mani! Prima di entrare nella “reggia” dell’arricchito, alla tua sinistra intravedi una piscina a forma di ostrica, di un kitsch pauroso. Dentro è un trionfo di mobili di vario stile accozzati con grande “gusto”! Al soffitto spots che danno luci fortissime dal colore cangiante. Arazzi e quadri (chiamiamoli così) che coprono tutta la superficie muraria. Librerie enormi con testi costosissimi, comprati a caso e lasciati lì intonsi! Schermi al plasma di ottantotto pollici dappertutto, anche nei cessi; ah, nei cessi poi trovate vasche e docce enormi, rubinetteria rigorosamente d’oro, qua e là accappatoi di seta, che poco servono ad asciugarsi! Non parliamo poi della rimessa e del garage vi trovate automobili enormi e dai colori improbabili: sono uno spettacolo le auto che comprano i nuovi ricchi! Nella vettura del parvenu gli optional sono installati tutti, a prescindere dalla loro utilità!
    Insomma un trionfo del pacchiano e dell’esagerazione. E proprio l’esagerazione è il filo conduttore di ogni parvenu ; si deve abbondare in tutto, le ristrettezze in cui si è vissuto vanno esorcizzate con la quantità, l’enorme quantità di ogni cosa , solo così si rende partecipe l’altro che in quella casa, in quella famiglia è entrata la ricchezza!
    Chi ha visitato la Russia post comunista si può rendere conto come si possa passare da una situazione di carenza del minimo vitale all’esibizione oltre misura del superfluo! I Russi, oggi sono un popolo di parvenu, e come tale realizzano “kitcherie” indicibili!
    Però è inevitabile che questo succeda: chi si affranca dalla miseria e sale in alto nella scala sociale deve accumulare alla rinfusa per poi mostrare e ostentare, sennò che gusto c’è ad essere diventati ricchi!!?
    Ciao sdat

    TADS’ ANSWERS:

    ciao Sannita,
    forse anche questo è un segno dei tempi, una volta chi acchiappava una grossa vincita lo urlava a tutto il mondo, oggi si nasconde nell’anonimato. Non c’è latitudine che tenga, i nuovi russi fanno ciò che facevano 30 anni fa gli sceicchi e 50/60 anni addietro i texani, in fondo la villa truzza di “Giannino il ganassa” è ancora accettabile, nell’elenco ti sei dimenticato di inserire il pianoforte a gran coda, nel salone ci sta che è una bellezza, guai a toccarlo e lasciare ditate, suonarlo??? non se ne parla proprio, zia Filomena non vuole.

  7. sdat, dove sei finito? Stai scirvendo “i fratelli Karamazov” oppure “Guerra e pace”?
    No ho capito! forse sei finito in qualche landa delosata lontano dall’Europa!
    Torna chè il Toni è preoccupato, in fondo ti vuole bene!!

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