Tutti in carrozza, anche le mozzarelle…

Il bollitore dalla strana forma cede alle lusinghe dell’azzurra fiamma del gas ed inizia a sbuffare e fischiare come quelle vecchie locomotive che trasportavano la varia umanità nell’affascinante ed insidioso west. Giro a malincuore il pomello interrompendo l’acustico orgasmo della teiera che manifesta il suo disappunto esalando l’ultima nuvoletta di vapore, verso l’acqua bollente nella tazza e mentre intingo la bustina con un deciso e ritmico su e giù alcuni pensieri ingoiano la mia mente… ossì… il treno!!!

Il treno è certamente il mezzo di trasporto più erotico, ammaliante, maschio, irresistibile, lungo e rigido, potente, quasi lascivo nel suo infilarsi con insolenza nella galleria fino a sparirne dentro completamente risucchiato, non teme le insidie delle tenebre, ne è attratto, calamitato, lo si evince anche dal suo cambiar rumore, tonalità, una voce che si fa roca contagiando i passeggeri sensibili al canto di una eterea sirena. Scagli la prima pietra chi non ha mai sognato o avuto un coito mordi e fuggi in uno scompartimento, in una cuccetta, negli scomodi e angusti cessi di un vagone. I moderni designer devono essere asessuati oppure amanti delle gang bang, delle orge o del voyeurismo, le nuove vetture open space dotate di isolamento acustico e aria condizionata non hanno il fascino ispiratore delle vecchie carrozze che incolonnavano piccoli universi, anfratti maliziosi e tentatori nel loro provocare fortuiti contatti fisici. Il tutto accompagnato dall’evocativo ballonzolare che trovava una temporanea soluzione di continuità nel “tu-tum-tu-tum” degli scambi, una eiaculatio precox virtuale, in fondo la mobile garconniere è roba da sveltine mica da interminabili amplessi full optional, almeno questa pare essere la giustificazione degli “Speedy Gonzales”. 

Le chemin de fer è una peccaminosa zona franca della filosofia applicata, vissuta, “qui e non più qui”, “adesso o mai”, un “carpe diem” elevato all’ennesima potenza in grado di disinibire ammorbando i freni della timidezza mutandoli in spinte istintuali. Lunghe ore di convivenza coatta e promiscua capaci di enfatizzare ed erotizzare sguardi veloci e gestualità al limite della percezione, complici sorrisi scambiati a fronte di comportamenti pittoreschi e battute idiote di terzi (in ogni scompartimento c’è sempre il personaggio “macchietta”, il fato li distribuisce democraticamente con maniacale dovizia). Come in tutte le situazioni affollate anche lo stare in treno, per molte persone, diventata occasione ghiotta per esibirsi, l’innato bisogno di distinguersi, emergere dalla massa, catturare l’attenzione. Ripetendo un copione duro a morire gli uomini sfoderano il teorico essere e le donne l’artificioso apparire, nei contesti limitativi le valutazioni creano inaffidabili parametri, il meno peggio diventa il meglio.

Il campionario umano da carrozza ferroviaria è variegato, i maschi possono essere suddivisi in pochi noveri, c’è il ciarliero, l’invadente baccaglione, il silenzioso, il misterioso che non si toglie gli occhiali da sole neanche a notte fonda, magari il galante incanutito e poco altro, quello femminile è veramente degno di nota. Principiamo dalle mamme apprensive che perdono i figlioletti discoli e spaccano i santissimi a tutto il treno con i loro richiami e richieste d’aiuto (legarli no, vero?), lasciamo perdere le vecchiette che elencano alla occasionale vittima di turno la loro interminabile cartella clinica, fanno una tenerezza unica. Spostiamo piuttosto l’obiettivo sulla fascia anagrafica più “appetibile” sotto il profilo antropologico, le 25/40enni non accompagnate.

Il convoglio si ferma per qualche minuto nella stazione della “città delle donne”, osserviamo il “materiale” che sale a bordo. Ecco la studentessa fuori corso pallidina che indossa un golfino in misto cachemire, il kilt scozzese e le paperine con i calzini bianchi, dietro si intravede una punk con la chioma iridata ed un paio di chili di metallo inchiodati sulla faccia. Dall’altra porta appare la tipica donna manager in tailleur grigio topo, occhialini da vista e tacchetti sobri, una pesante cartella di pelle tenuta per il manico, la segue una tarda membro del club “zoccolamento feroce for ever”, trucco pesante, altissime zeppe, camicetta e gonna di tre taglie in meno del dovuto, l’apparato mammario ed il culo bestemmiano invocando “libertà” come William Wallace prima di morire. Dopo una buzzicona madida di sudore che mastica vistosamente e rumorosamente due etti di bubble-gum compare lei, il sogno di tutti i viaggiatori, pendolari compresi, la 40enne versione Monica Bellucci, bella, sensuale, burrosa, elegante, raffinata nei modi, sconvolgente nel suo incedere sicura, distratta, altera, fatale, semplicemente divina. L’invidia delle astanti si taglia con la katana. Per ultima, in ritardo sindacale, salta su la solita sfigata bruttina di sinistra, si muove a scatti, nevrastenica, giubbino, jeans e scarpe da ginnastica, ovviamente “La Repubblica” piegata sotto il braccio e l’espressione ingrugnita di chi è perennemente incazzata con la vita, icastica carenza da “scarico”.

Tu… stolto giovanotto spaparanzato scompostamente con gli occhi chiusi a rincoglionire ascoltando musica sparata nelle tue orecchie dagli auricolari… Non vedi che due file più avanti c’è una pesca succosa e matura che desidera esser da te colta??? Non vedi i suoi piedini nelle chanel col tacco a spillo??? Non vedi le sue levigate gambe fasciate dalle autoreggenti che sbordano dalla gonna “inavvertitamente” salita??? Non vedi il suo sguardo accattivante, libidinoso ed il suo malizioso leccarsi le labbra??? Non vedi il suo continuo agitarsi sulla poltroncina??? Ti brama, ti vuole, vorrebbe deliziare il tuo giovane corpo con il suo vasto sapere, accoglierti nella sua calda e umida tana portatile, assaporarti con la sua famelica bocca, accarezzare il tuo corpo con le sue unghie smaltate di rosso vermiglio, non vedi con che voluttà si passa la mano nei capelli immaginando di afferrare e stringere ben altra consistenza??? Le tue narici non inalano l’acre odore del frutto schiuso e pulsante??? Non c’è niente da fare, l’abbelinato sta ascoltando un cd di Roberto Vecchioni e nulla potrà mai distrarlo, ecco cosa si ottiene parlando male del “bunga-bunga”, dovrebbero insegnarlo nelle scuole. Tocca ammetterlo, seppur con amarezza, le donne hanno di che lamentarsi, non ci sono più i giovani sempre arrapati di una volta, neanche sui treni… tu-tum tu-tum… tu-tum tu-tum… ciuf-ciuuuuuf…!!! Prossima fermata: “gay city”, siete pregati di non formare resse davanti alle uscite accalcandovi arruffatamente.

Tullio Antimo da Scruovolo   

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8 thoughts on “Tutti in carrozza, anche le mozzarelle…

  1. Ahahahah! delizioso e impagabile! sotto certi aspetti mi ricorda l’inno a satana del Carducci ma con un pizzico di erotismo che certo male non fa!
    Complimenti:

    TADS’ ANSWERS:

    grazie per i complimenti e benvenuto

  2. …delizioso e impagabile!
    Lo ha detto Sergio,io lo ripeto:sono gli aggettivi
    che meglio esprimono il sapore del pezzo.

    Mentre leggevo ti immaginavo su un vecchio treno,quello
    con gli scompartimenti,dico.
    E ti vedevo gettare lo sguardo apparentemente indifferente
    verso il via vai dal finestrino,
    alternato a fugaci occhiate all’interno.
    Occhi che tutto sanno ghermire con avidità e sollazzo.
    Impagabile,Tullio!
    Ho sorriso garbatamente, dentro di me.

    Personalmente amo il treno più di qualsiasi altro
    mezzo.
    Non perchè lo senta…maschio,(ri-sorrido)ma mi tranquilizza.
    E di solito non parlo.
    Me ne sto quieta,ad ascoltare gli altri.

    E ad osservare con estrema…benevolenza.

    Uno dei tanti sogni della mia testolina era un viaggio….sull’Oriente Exrpess.
    Quello di un tempo.
    Quello dei vecchi film.
    Una magia.

    Senza Poirot.
    Rido!

    marilù

    TADS’ ANSWERS:

    dolce Marilù,
    se vedi la ferrovia come percorso di vita,
    il treno come scelte
    e la “compagnia” come parabola….

  3. ..parte da una stazione ed arriva in un altra…la stazione mi ricorda il venerdi’ sera…incomincia il weekend e fremi per godere del sabato; lo stesso lo stare li’ in piedi dietro la linea, ad aspettare quel treno, che intravedi da lontano…che brividi…o potrei dire, che ricordi…:(
    Viaggiare e’ una sensazione stupenda; viaggiare condividendo il viaggio insieme ad altre persone lo e’ di piu’…;)

    TADS’ ANSWERS:

    anche errabondar in solitudine non è poi cosi malaccio

  4. Si sdat, un viaggio in treno fisico, spirituale, metaforico, incontri di anime e corpi, il ragazzotto che si stordisce di musica ignorando la bella topolona che aspetta solo di essere fatta allo spiedo. Chi ha vinto? Chi ha perso? C’è qualcosa che non mi quadra sdat…troppi gay in giro, sarà l’aria? sarà il mangiare? Cosa diavolo stanno combinando le donne agli uomini per ridurli in questo stato? Ciò che mi preoccupa è il calo di autostima della fatalona a cui vorrei dedicare una citazione di Marcel Proust: il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi. Niente psicologo per carità, al massimo un cambio di posto!

    TADS’ ANSWERS:

    esimia Aurora,
    il progressivo e preoccupante aumentare dei gay è dovuto ad una serie di concause ormai trite e ritrite… sesso facile, l’aggressività femminile (ma quando?), l’aumento di porti garantisti, la depenalizzazione morale, fenomeno sociale trendy, l’elevazione a casta elitaria (almeno a livello di tentativo), ecc. ecc. ecc.
    Secondo me è ANCHE una reazione figlia della genitorialità (passamela) moderna molto discutibile, particolarmente quella materna, i ragazzi di oggi crescono con tanti malsani insegnamenti e piece teatrali casalinghe che evidenziano gli aspetti più beceri di una troiaggine chiamata libertà, peggio ancora “diritto”. Un adolescente che assiste quotidianamente al rito della “gestione dei propri spazi” da parte di una madre che una sera a settimana esce da sola fino a notte fonda, passa le ore a scrivere messaggini, parla al cell chiusa nel bagno, quando è al pc chiude tutte le pagine appena si apre la porta, spesso è isterica e intrattabile, affronta i problemi regolandoli sui propri cazzi da fare e… Potrei proseguire per ore, certamente matura la convinzione che l’universo femminile sia tutto cosi, concettualmente non possiamo neanche dargli torto, dal suo punto di vista intendo. Da qui all’isolarsi in ambiti prettamente maschili il passo e breve.

  5. Bel post!
    Grande capacità di “osservazione”… con occhi fisici e mentali!
    Ma c’è qualcosa che ti sfugge ogni tanto??
    Alcune donne (a differenza) sembrano a volte “s.vampite”….in verità sono solo i momenti che “sentono” di più!
    Buona serata!

    TADS’ ANSWERS:

    il mio spirito d’osservazione è una specie di deformazione professionale,
    buona serata anche a te.

  6. salve sdat,
    qualche lustro fa( molti anzi), sulla tratta Bologna-Milano, verso le 23,00, alla fermata di parma salivano due poppute “signorine” , che tutti le domeniche andavano ad allietare i frequentatori di un nigth milanese. Io e Massimo ( il mio commilitone) entrammo in confidenza con loro, al punto da diventare i loro accompagnatori ( a quell’ora i treni erano popolati di un’umanità variamente inaffidabile). Si fiondavano nel nostro scompartimento per sentirsi sicure! sabato dopo sabato la cosa cominciò a prendere una piacevole piega!
    Il lunedì mattina , all’alzabandiera, le gambe erano molli: sfido chiunque a non averle: in poco più di un’ora di viaggio , la bocca e le labbra delle signorine, nella penombra dello scompartimento, ci deliziavano più di una volta a testa ( l’arrapamento dei vent’anni è micidiale!).
    Trascorso qualche tempo, quando il ricordo delle fellatio parmensi cominciava a sbiadire, in u viaggio verso il sud , pensando ad una realzione finità, scrissi questa “poesia”:

    Il treno
    Fila veloce nel verde
    della campagna assolata,
    porta una moltitudine
    di cuori verso probabili
    e diversi amori.
    Sibila passando dal buio
    del tunnel alla luce,
    Macina la rotaia infuocata
    E spinge la sua corsa
    Fino all’estremo lembo
    Di terra abitata.
    Come il treno l’uomo
    Corre consumando,
    tra il disordinato alternarsi
    di luce e tenebre, passioni ed
    amori.

    grazie per avermi ricordato due momenti belli della mia vita.

    TADS’ ANSWERS:

    hai capito il Sannita…
    “boccolotti” tu-tum tu-tum,
    vena poetica e tutti i week end in licenza.
    Bravo, lo spirito protettivo del milite deve SEMPRE essere gratificato,
    meglio due poppute “parmigiane” estroverse
    che una racchia laida e rompicoglioni… lo dicevano pure Cecco Angiolieri e Catalano,
    mica cotica

  7. Hmmm, il viaggio ferroviario, attraverso la teiera, sarà pure carino, ma si rovina alla fine. Come una caramella Rossana che metti in bocca pregustando la crema alla nocciola e poi ti arriva, invece, qualcosa di immangiabile.
    I gay sono gay non perché decidono di esserlo a causa di comportamenti “familiari” e “femminili”; mi meraviglio di tali affermazioni e non mi dilungo sulla spiegazione. I gay sono gay perché lo erano, lo sono e lo saranno, punto e basta. Finché la gente non lo capirà, una volta per tutte, non ci sarà speranza per nessuno e i gay pride continueranno ad infastidire e ad esserci. Complimenti.

    TADS’ ANSWERS:

    la metafora sofista di questo pezzo è tutta racchiusa nella risposta che ho dato a Marilù.

    Sinceramente mi stupisco anche io del tuo meravigliarti sui gay, evidentemente ti sfuggono gli studi di psicologia analitica in merito e, soprattutto, il “five level” informativo dell’OMS, in tempi recenti tale organizzazione è approdata ad una conclusione eclatante, l’omosessualità è di fatto una devianza, cioè una malattia curabile. Prima o poi assisteremo ad un dietrofront clamoroso, ardua manovra che sarà procrastinata a tempi migliori, oggi gli omosessuali hanno un peso politico enorme nell’occidente, meglio tenerli buoni.

    PS: non mangio caramelle

  8. Solo 3 cose e poi il discorso, per me, si chiude qua:

    1: http://en.wikipedia.org/wiki/International_Lesbian,_Gay,_Bisexual, _Trans_and_Intersex_Association

    2: Nel caso non desiderassi informarti tramite il suddetto link, forse la seguente frase, in esso contenuta, ti potrà aiutare a capire meglio: “ILGA was also instrumental in getting the World Health Organisation to drop homosexuality from its list of illnesses.”

    3: fammi sapere se hai bisogno di una traduzione accurata

    TADS’ ANSWERS:

    e allora???

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