Quando l’alba sorge al tramonto…

Il grande, mitico Vittorio Gassman, alcuni anni prima di renderci orfani della sua aulica arte, in una circostanza ufficiale ebbe a dire: “ho un rapporto con la vita diverso, migliore, da quando non mi interessano più le tette”. Luciano De Crescenzo, festeggiando il proprio divenir ottuagenario, con la sua raffinata e squisita ironia proclamò: “sto bene e continuano a piacermi le donne anche se da tempo non ricordo più il perché”. Il mattatore e l’ingegnere Partenopeo convertitosi alla filosofia non hanno sicuramente amministrato in modo oculato e “sparagnino” la loro sessualità, misteriosa ed accattivante galassia in cui la taccagneria e la speculazione a lungo termine non pagano…

Nel suo libro-diario la compianta Moana Pozzi stilò una classifica, con tanto di “pagelle”, sulle capacità amatorie di tantissimi personaggi famosi collocando al primo posto assoluto proprio l’eclettico Napoletano. Credo sia un ottimo acchito, una giusta chiave di lettura, considerare il darsi fisicamente senza remore un “viaggio” ottimale per giungere in piena serenità al tramonto dei sensi, magari vivendolo niente meno come un traguardo, il meritato pensionamento dopo una lunga, intensa, articolata ed appagante attività.

Astenendoci dall’accendere il lumino delle ovvietà possiamo asserire, senza tema di smentita, che nella miriade di affascinanti, stupende ed innegabili diversità che distinguono gli uomini dalle donne, quella della cessazione di ogni vigore o stimolo sessuale deve, innegabilmente, essere letta al maschile. L’obiettivo è riflettere ed analizzare le diversificate reazioni in età veneranda, non me ne vogliano gli affetti da patologie e/o problematiche anticipate originate da cause e concause partorite in contesti artificiosi. La resa, la consegna delle armi, la fine delle “piacevoli” ostilità fisiche con l’altra metà del cielo è un passaggio storico, un rito celebrato in sordina procrastinandone l’ufficializzazione, chiamiamolo “evento”, un evento che può essere vissuto in modi diversi, contrastanti, in totale antitesi tra loro. Per alcuni è un lutto, l’inizio della fine, per altri quasi una conquista, ed è proprio in riferimento a questi “winners back to freedom” che intendo significare il mio angolo di ripresa.

Come si accennava nella ouverture sembra, per quanto possa apparire contraddittorio, siano proprio i gaudenti  quelli meglio predisposti ad accettare la metamorfosi che li trasforma in ex tali. Ritengo stupido, riduttivo e mortificante l’attaccare il cappello al chiodo delle “cartucce esaurite”, leggenda popolare auto prodottasi nei vicoli della fatalità consolatoria. Prediligo di gran lunga la teoria che considera il defungere della mascolinità come l’ovvio completamento di un percorso gratificante vissuto appieno fino a saziarsene in modo risolutivo. Nel suo lungo esistere l’uomo si stacca da due cordoni ombelicali, quello della madre che lo espelle e quello delle donne che per una mezza dozzina di decenni pongono in essere l’azione contraria. Freudianamente parlando non c’è motivo di sgomento nell’apprendere che molti vivano entrambi i distacchi come una liberazione. In fondo il sesso inteso come virile dovere sociale può essere considerato il padre delle varianti personalizzate e, per logica conseguenza, della assuefazione altrimenti detta schiavitù.

Quella grande pietra di paragone e maestra di vita colma di importanti riferimenti che chiamiamo storia ci dice molte cose, tra le quali anche il gran numero di uomini appartenenti al mondo dell’arte e della cultura che hanno dato il meglio di loro stessi proprio dopo essersi “congedati” dai sensi. Evidentemente l’esternazione di Gassman ha un fondamento solido ed attendibile. Ancora oggi nel mondo esistono civiltà antiche divise per villaggi, piccole comunità che hanno come supervisore e consigliere un vecchio saggio, il saggio non è eletto a simile ruolo grazie al suo aver girato il mondo bensì perché depositario di una esperienza di vita ovviamente più lunga e, molto probabilmente, per quella anzianità che lo ha reso scevro da stimoli condizionanti in grado di offuscarne l’obiettività. Le fredde ed asettiche statistiche piazzano gli Italiani tra i popoli più longevi, i rappresentanti della terza… della quarta età pare godano di un discreto stato di salute, questo ci rende ottimisti e speranzosi che siano sempre più numerosi i “vecchi saggi” capaci di mutare in positività l’inesorabile debacle facendo, come suol dirsi, di necessità virtù.

Intelligenza vuole che per meglio intendere alcune vocazioni interpretative corra l’obbligo di scrutare il fronte alternativo, quello degli irriducibili, testimonials di una inarrendevolezza prodotta da una condizione mentale consequenziale. Se l’interrogativo è chiedersi cosa spinga molti soggetti ad adottare artifici chimici, non di rado rischiando di minare la propria salute, per ripristinare una virilità perduta… le molteplici risposte possono essere raggruppate e suddivise su tre livelli analitici paralleli. Procedendo in ordine sparso senza podio né graduatorie credo sia giusto parlare di “forti pulsioni ancora esistenti non supportate da consone reattività corporali”, di “esigenze strettamente vincolate ad un rapporto”, di “una mendace convivenza con se stessi (sicuramente i più fragili)”. Ferve in me la convinzione che il confrontare i trascorsi di vita sessuale tra questi due mondi opposti (i felicemente rassegnati e gli ostinati incaponiti) farebbe emergere, sotto il profilo psicologico e sociale, Dedalici labirinti con percorsi differenziati molto meno influenzati da aspetti caratteriali di quanto si possa, si voglia o si tenda a credere.

La letteratura e la cinematografia ci ripropongono con una certa frequenza spaccati di vita vintage, quelli in cui i vecchi giungevano al capolinea dell’esistenza in quella famiglia che loro stessi avevano generato, nonnetti simpaticamente e fintamente burberi che palpavano le terga della cameriera più per burla che non maniacali attitudini, gli stessi che, in segretezza massonica, davano lezioni di svezzamento teorico al nipotino prediletto approdato all’onanismo narrando dubbie performances memorabili, pure questo era un modo per sentirsi ancora maschi, seppur attraverso una sorta di “lascito ereditario”. Per contro non mancavano i patriarca despoti, acidi, cattivi, dispettosi, irascibili ma anche loro, in fondo, davano lezioni di vita grazie a quella componente sessuale che rende credibile il celeberrimo “comandare è meglio che fottere” vissuto come un alibi riabilitante. Razze in estinzione, oggi questi rugosi ed incanutiti Signori vivono la loro serenità o inquietudine in quel microcosmo laconico che è la solitudine, uno “status guida” che al cospetto di un bivio non sempre imbocca la strada opportuna.

…”Ubi peccat aetas maior, male discit minor (Publilio Siro)”…

Tullio Antimo da Scruovolo   

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11 thoughts on “Quando l’alba sorge al tramonto…

  1. Un post che fa riflettere, ma come si pone nei confronti di chi come xxxxxxxxx “bara” assumendo iniezioni (dicono) sul “pene” per tenere un immutato vigore giovanile e virginee pulzelle che farebbero “resuscitare” anche i sopiti spiriti. Soldi, mezzi, Viagra , Cialis stanno cammuffando tutto.

    TADS’ ANSWERS:

    è la prima volta che vedo il tuo nick sul mio blog e quindi ti pubblico il commento, sappi però che in questo post si affronta un tema che riguarda un target ben preciso, molto affollato, approfittarne per muovere critiche o fare becere considerazioni su di un unico personaggio (tra l’altro basandosi sul sentito dire) è molto scorretto.

  2. Due miei amici ( più in là negli anni di me), arrivati entrambi oltre la settantina, vivono la questione della “verticalità della vita” affrontandola da due punti estremi e contrapposti; l’uno, appagato per aver molto “esercitato” ( a suo dire ha cominciato a tradire la moglie già dal viaggio di nozze!), nelle serate di scopone e poker racconta con grande serenità, ironizzando molto, le sue ultime disastrose performaces; l’altro, che fino alla soglia dei sessantanni non ha conosciuto altro che la moglie , è terrorizzato dalle defaillance, tant’è che assume sostanze, è alla continua ricerca sempre di nuove partners, passando da una brutta figura all’altra, non prende atto ( non dico rassegnazione), non sa uscire da questa che per lui è diventata ossessione, ripeto solo intorno ai sessanta, quando ha smesso di fare sesso con la moglie!
    E’ vero, se il tuo rapporto con l’altro sesso è stato appagante e denso quando l’anagrafe lo permetteva, nel momento in cui il motore comincia a perdere colpi sei meglio predisposto al passaggio, viceversa se arrivi agli ultimi fuochi ancora arrapato ( consentitemi il termine), le inevitabili cilecche sono un dramma che ti possono far precipitare nella depressione.

    TADS’ ANSWERS:

    ciao Sannita,
    grazie per la testimonianza “indiretta”,
    vedrai che il tuo amico “sereno” camperà meglio e magari pure più a lungo.
    Certamente il “depresso” se potesse tornare indietro se la spasserebbe alla grande.

  3. Professò, ma quando i sensi maschili se ne vanno in pensione al giorno d’oggi l’universo femminile come reagisce? Secondo me la normalità sta nell’accettare la trasformazione dettata dall’età, che si tratti di sessualità o di rughe.
    Un inchino a te che sai trasmettere il sapere e suscitare curiosità e domande non è da tutti, trattasi di constatazione.

    TADS’ ANSWERS:

    cara LUX,
    non so come possa reagire l’universo femminile nei tempi moderni di fronte a situazioni di questo tipo,
    spero di verificarlo il più tardi possibile
    E’ proprio il concetto di “normalità” quello più difficile da assimilare e far proprio.

  4. Caro sdat, questo pezzo è stupendo e mi associo ai complimenti che un blogger ti ha fatto sul forum di Tiscali. Può succedere che una persona anziana riaffermi a sorpresa profonde esigenze sessuali soffocate, per una serie di circostanze, lungo tutta la vita precedente.La vecchiaia non è di per se sinonimo di aridità sessuale e non si è mai troppo vecchi per una relazione sentimentale, tuttavia ritengo che la pretesa di recuperare “il tempo perduto” sul piano sessuale porti inevitabilmente a situazioni al limite del grottesco. Sdat, con tutto sto viagra in giro, la saggezza va a farsi benedire, aggiungo pure che le case farmaceutiche dovrebbero informare il mandrillone senior sui rischi che corre….un bacio

    TADS’ ANSWERS:

    colgo l’occasione per ringraziare il nick che mi ha elogiato sul forum,
    l’ho fatto anche lì ma ci sono stati dei problemini “tecnici”, spero legga questo messaggio.

    è vero ciò che affermi, anche se i sentimenti non li ho volutamente menzionati,
    il perchè lo si evince dalle ultime righe del post.
    gli “irriducibili”, con le loro tentate imprese, offrono spunti più pruriginosi,
    giornalisticamente parlando “tirano”.
    i virtuosi “silver” fanno meno notizia ma sono la vera enciclopedia della vita.
    un bacione anche a te.

  5. Complimenti per il pezzo, ben documentato e ben scritto.
    La maturità, la vecchiaia per me significano anche questo.. saper deporre le armi con classe, senza vivere la fine della ‘mascolinità’ come una sconfitta.. ma sapendo guardare indietro e dicendosi che il proprio tempo da don giovanni é ormai finito.

    TADS’ ANSWERS:

    benvenuta,
    condivido il tuo pensiero

  6. La vita ha le sue fasi, ed il loro modo di viverle influenza molto la qualità della vita stessa.

    La paura d’invecchiare non sempre è collegata al concetto di morte; ci sono individui che non temono la morte, ma sono terrorizzati dall’idea di diventare vecchi. Sono cioè privi di una ricetta chiara che distrugga questa paura, assicurando loro che si può vivere “da giovani” l’età avanzata.

    Buona serata.

    TADS’ ANSWERS:

    ciao Sabry,
    il primo che trova la “ricetta” da te menzionata
    diventa più ricco di Bill Gates,
    credo sia la panacea che vorrebbero tutti.

  7. Ciao sdat, avevo già letto il tuo post, senza commentare, e come al solito condivido in pieno le tue riflessioni. Ora però ho visto che finalmente ti è stata concessa un po’ di visibilità in più. Mi fa piacere, te lo meriti davvero. Complimenti, buona serata

    Però un pensierino sul post lo lascio. So che non ti piacciono le citazioni, ma quando ce vo’ ce vo’. Dice l’Ecclesiaste “C’è un tempo per ogni cosa…”. In questo caso…c’è un tempo per scopare e c’è un tempo per giocare a scopa.
    Ciao

    TADS’ ANSWERS:

    mai citazione fu più ben accetta

  8. Salve Tads finalmente trovo il tempo per risponderle.. stavo curiosando nel suo blog.. ha un modo molto piacevole di scrivere. Non mi trova molto d’accordo quando dice “proprio i gaudenti (sarebbero) quelli meglio predisposti ad accettare la metamorfosi che li trasforma in ex tali”. Non so, credo invece che lo stato di ex gaudenti possa rendere loro difficilmente accettabile il cambiamento!
    Comunque, a parte queste sottigliezze, le faccio i complimenti anche per il titolo di blog del giorno a presto Fabrizio

    TADS’ ANSWERS:

    benvenuto Dottore,
    infatti quel “sembra” non l’ho messo lì a caso,
    non ho statistiche attendibili in merito però credo
    questa convinzione sia supportata anche da personaggi
    meno famosi di quelli citati. Indagherò in merito.
    Grazie per gli apprezzamenti, ci si legge

  9. Leggo, penso, sospiro. La mia travagliate esistenza sessuale, con flop alternati ad incredibili prestazioni, paure avvicendate a potenze disumane, blocchi, ripartenze, psicologi, ecc. ecc… Non fanno altro che farmi pensare a quel giorno in cui guarderò una bella donna e il mio pensiero non sarà più quello di spogliarla e farci sesso sul posto stesso, ma sorridere e guardare oltre.

    p.s. il tuo commento sul mio post mi ha “sganasciato”.

    TADS’ ANSWERS:

    quando ci passerà la voglia di spogliarle,
    le vestiremo… da cuoche
    hai presente quei donnoni paciosi
    che sanno “tirare” bene la sfoglia???

  10. Complimenti.Tullio,per il pezzo e per il riconoscimento
    ad esso dato.
    Fai sicuramente riflettere.
    Come sempre del resto:sai cogliere angolazioni e sfaccettature
    da altri quasi sempre ignorate.
    Sei davvero speciale!
    Un abbraccio

    marilù

    TADS’ ANSWERS:

    sai, mi applico

  11. E’ la prima volta che scrivo qui e giungo un po’ per caso…

    Mi viene in mente quando adolescente mi si diceva che il rapporto fra uomo e Donna alla lunga cambia, inizia con una forte passione e poi si trasforma in un Amore Diverso..
    Da notare che usando le parole “Amore Diverso” le espressioni facciali erano sintomatiche di una certa mentalita’…
    ….chi lo diceva con rassegnazione, chi con fervore ideale, chi con semplicita’….
    oggi mi rendo conto che la Bellezza della Vita sta proprio in questo: Nulla possiamo possedere perche’ tutto sfugge, tutto passa e si trasforma…
    Con l’eta’ e liberi da vizi e schiavitu’ possiamo assaporare un brivido di felicita’ e vedere il mondo con occhi diversi…o forse con gli occhi che avevamo quando eravamo piccini…

    bel blog, complimenti comunque..:)

    TADS’ ANSWERS:

    benvenuto e grazie per il commento,
    quello di vivere l’impotenza senile
    come una liberazione da vizi e schiavitù è uno dei passaggi fondamentali del post.

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