La solidarietà

La solidarietà è uno dei tesori più importanti che ogni essere umano dovrebbe possedere e condividere, di conseguenza ogni popolo, ogni Nazione. Sicuramente in questo noi Italiani eccelliamo, da sempre, non c’è disastro al mondo che non ci veda encomiabilmente partecipi. Purtroppo la solidarietà, non di rado, si rivela essere una nave che segue rotte sconosciute, un condotto pieno di falle, una locomotiva che parte con cinquanta vagoni agganciati ed arriva a destinazione dopo averne perso la maggior parte durante il tragitto. Eravamo solidali anche quando dare un contributo significava accodarsi pazientemente negli uffici postali per spedire un vaglia, adesso la tecnologia ha reso tutto più facile, più comodo. Continuiamo ad esserlo nonostante i frequenti scandali, le furberie e le mangiatoie varie. Abbiamo ancora in mente gli aiuti alimentari destinati agli Albanesi lasciati marcire nei porti Pugliesi così come i container arrivati a Valona depredati dalle gang locali. Ancora riecheggia la squallida manfrina di Edoardo Costa smascherato da Striscia, ricordiamo in tanti lo scandalo della chiesa sugli indumenti smessi (a beneficio di coloro che non sanno… i parroci esortavano i fedeli a consegnare gli indumenti in disuso promettendo loro di darli ai poveri bisognosi ed infreddoliti, in vero tutto ciò che raccoglievano veniva venduto ad una organizzazione in odore di camorra che provvedeva a smistare, gli abiti ancora buoni venivano immessi sui mercatini dell’usato e gli altri stoccati da alcune aziende di Prato, la cosa è emersa perché in diversi si sono ritrovati sulle bancarelle i propri vestiti donati. Un monsignore si giustificò dicendo che il ricavato, in moneta, veniva comunque destinato agli indigenti). Sappiamo bene tutti che nelle banche di De Mita ancora giacciono gli aiuti per i terremotati dell’Irpinia (sono passati oltre 30anni)… Nonostante questo ed altro continuiamo a contribuire…!!!

La beneficenza è di fatto la risposta a due stimoli paralleli, c’è chi la fa con convinzione e chi per darsi una smerigliata alla coscienza, provate a fare un piccolo sondaggio, soprattutto tra le argentate chiome, vi sentirete dire che conta il sentirsi a posto con se stessi e con Dio, poi… che fine facciano i soldi è relativo. In fondo non c’è nemmeno da sorprendersi più di tanto, il chiedere incondizionatamente ai credenti è da 2.000 anni una colonna portante del marketing cristiano. Rispetto tutte le opinioni e tutte le religioni ma personalmente non ho bisogno di questo per sentirmi sereno, se non sono in grado di verificare dove finiscano i miei soldi non do niente a nessuno. Piuttosto che spedire un sms al buio preferisco portare un barbone al ristorante e pagargli un pasto Luculliano, almeno so che ho saziato una persona affamata.

Il Giappone è un Paese ricchissimo, efficientissimo, civilissimo ed organizzatissimo. In sei giorni sono stati ripristinati 800 chilometri di autostrada (per noi è fantascienza pura), se non ci fosse il problema delle radiazioni le zone disastrate sarebbe già state ripulite e tirate a lucido. I bambini Giapponesi non hanno bisogno di un nostro asilo, non hanno bisogno dei nostri sms. Ad Haiti dopo oltre un anno gli orfanelli continuano ad essere vittime della pedofilia, delle adozioni clandestine, del mercato degli organi, dormono con i topi e molti hanno il colera… I bambini Giapponesi sarebbero i primi a dire: “aiutate loro, non noi”. La sensazione è che si stia cavalcando l’onda emotiva per fare cassa, questo io non lo condivido ASSOLUTAMENTE.

Alcuni anni fa ci chiedevano di inviare un messaggino da un Euro, poi sono diventati due, poi la tecnologia ha trovato la maniera di coinvolgere anche la telefonia fissa e gli Euro sono diventati cinque, evidentemente queste organizzazioni amano la musica classica perché siamo in un pieno “crescendo Rossiniano”, su Rai movie passano da giorni due spot umanitari a dir poco “particolari”, le immagini sono simili, forse trattasi dello stesso inserzionista, si vedono bambini malati, feriti, mutilati, scenari apocalittici ed alla fine si chiedono gli aiuti, in uno bisogna dare 8 Euro al MESE, nell’altro addirittura 25 Euro al MESE, impegno fisso e duraturo. Facciamo una considerazione semplice semplice, questo tipo di elargizione continuativa può avvenire solo attraverso una delega bancaria, ogni primo del mese l’agenzia preleva la cifra, magari pure con un paio di Euro di spese aggiuntive (lo spirito umanitario è una bella cosa ma le regole bancarie non hanno cuore). E’ ovvio che nel momento in cui la banca ha interessi in merito mette in moto quel meccanismo di “convincimento” e quindi non è assurdo ipotizzare grandi numeri, se all’opzione da 25 Euro dovessero aderire 300.000 correntisti ci ritroveremmo di fronte ad un introito annuo di 90.000.000 di Euro, fatturato da “Signora” Industria. Non so voi ma io in certe zone del mondo ci sono stato, vi posso garantire che con 90.000.000 di Euro si vaccina, si cura, si sfama, si istruisce e si veste la popolazione di una vastissima area, non solo, si può costruire una vera cittadina fatta con mattoni, allestire un attrezzatissimo presidio sanitario, si possono installare gruppi elettrogeni in grado di fornire energia  ad libitum, si può pure pagare tranquillamente una impresa capace di scavare fino a trovare l’acqua e portarla nelle case, ne avanzerebbero ancora… Tutto ciò non avverrà MAI finché lo Stato non promulgherà una legge che obblighi queste associazioni a presentare bilanci annui DETTAGLIATI al centesimo come quelli di una azienda. Voci come “spese varie”, “costi amministrativi”, “spese di logistica” ed altri astrusi ed aleatori giustificativi dovrebbero essere banditi e severamente puniti. Non si possono e non si devono lasciare milioni di Euro, donati in buona fede, in mano a persone immuni da seri ed approfonditi controlli. Il filo che divide la solidarietà dal business è più sottile di un capello.

Come ho scritto nel primo capoverso, “spesso” queste situazioni diventano condotti fallati mettendo in moto un meccanismo ingiustificatamente dispendioso. Le due facce della Italica generosità lasciano alquanto perplessi, poche ore dopo una catastrofe vengono diffusi numeri per gli sms, per il fisso, conti correnti e via dicendo, la risposta è immediata ed inizia la raccolta fondi, fin qui siamo nell’eden dell’umanità ma è la fase successiva che diventa ombrosa, nebbiosa, incomprensibile. Per costruire una struttura casa/scuola ad Haiti dal costo effettivo di 200.000 Euro ce ne vogliono circa 2.000.000, questo è ciò che emerso da alcune ricerche NON UFFICIALI ma confermate nella sostanza dai fatti, quando va bene il rapporto è uno a dieci, è pretendere troppo chiedere spiegazioni in merito??? Onestamente non dovremmo neanche stupirci, non riusciamo a capire dove vadano a finire i soldi destinati ai nostri connazionali figuriamoci quelli che “virtualmente” partono verso lontane Nazioni.

Non intendo assolutamente generalizzare, non è nel mio stile, nemmeno mi interessa dissuadere coloro che partecipano a questo tipo di iniziative, so bene che esistono organizzazioni SERIE (sarebbero le prime ad approvare una legge in merito). Il mio unico vero obiettivo è tentare di sensibilizzare i miei lettori nei confronti di un problema che purtroppo esiste, se cominciassimo in tanti a chiedere, anzi pretendere, inequivocabile “trasparenza”, faremmo un GRANDISSIMO regalo ai destinatari delle donazioni.

Quasi dimenticavo, con tutto quello che hanno combinato e continuano a combinare le banche… penso che mettere nelle loro casse i soldi destinati ai bisognosi sia un po’ come chiedere a Dracula di proteggere e prendersi cura di una cinquantina di verginelle dalla pelle lattea. Fate vobis.

Tullio Antimo da Scruovolo

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9 thoughts on “La solidarietà

  1. Bravo Tullio Antimo da Scruovolo finalmente qualcuno che ha il coraggio di dire come stanno realmente le cose, i soldini facili che si fanno “approfittando” della voglia di lavarsi la coscienza di tanti.

    TADS’ ANSWERS:

    benvenuta

  2. Ciao Tullio, non avevo mai visitato il tuo blog. L’ho scoperto oggi grazie alla visibilità che Tiscali ti ha concesso. Da oggi ti seguirò spesso.
    Intanto complimenti per il post! Ben scritto, di piacevole lettura, preciso nei dettagli, mai inutilmente polemico nè irrispettoso, dignitoso e, sopratutto, coraggioso. Assolutamente condivisibile!
    Continua così, ti leggeremo in tanti.
    Giorgio.

    TADS’ ANSWERS:

    grazie per gli apprezzamenti,
    presto verrò a trovarti

  3. buongiorno, anzi buonasera è più corretto data l’ora, condivido quello che ha ha scritto Giorgio, ma limitatamente a questo post, sugli altri non mi esprimo altrimenti verrei censurato.
    Debbo dire che in questo potrei sottoscrivere l’articolo, è vero spesso la gran parte delle offerte si “perdono” per strada e questo genera, ripensandoci, indubbiamene un certo risentimento. Si può, a mio avviso, anche non essendo un credente, adottare quel sentimento chiamato “carità cristiana” che spesso ci fa’ sentire un po’ più buoni……
    Personalmente valuto con approfondimento a chi destino le mie offerte, all’uopo ho trovato un’associazione con cui, purtroppo, ho potuto constatare di persona la validità del suo operare nel sociale, se posso dare un consiglio è quello di cercare di verificare sempre a cosa servono le nostre offerte, altrimenti si è meglio invitare a pranzo un’indigente.
    saluti alla prossima.

  4. La continua e estenuante richiesta di soldi tramite i massmedia, nei supermercati, per strada…… sta vanificando l’importanza dell’aiuto umanitario…. cerco di spiegarmi. Tanti anni fa a Torino trovavi ogni tanto ad un semaforo un poveraccio che ti lavava i vetri per pochi cent lo aiutavi senza pensarci sù, poi l’episodio sporadico ha iniziato a diventare una pandemia e per andare a lavorare ad ogni semaforo dovevi “sborsare” … risultato: più niente a nessuno. Vado al supermercato e c’è un carrello per ogni donazione: per i cagnolini affamati, per i bimbi denutriti, senzatetto, per la ricerca sul cancro, per gli alluvionati, … l’elenco è lungo… Non ho esitato a mandare un euro via sms in occasione del terremoto in Abruzzo, per “Doppia Difesa” e altri….. Adesso è diventato un chiedere continuo, bombardamento no stop su quotidiani, pubblicità e programmi televisivi, cartelloni stradali, email………. Allora cosa dobbiamo fare? a chi dare e con che criterio? Ovvio che i dubbi sulla bontà di certe iniziative non facilitano certo il compito…… Cosa significa “donare un euro per i bambini africani e giapponesi”? e gli altri? o “donare un euro per la ricerca dei tumori dei bambini”???? sono una biologa e ho fatto ricerca in oncologia, forse i bambini hanno dei tumori diversi dagli adulti?… mi da anche parecchio fastidio questa strumentalizzazione di foto di bambini dai grossi occhioni luccicanti, perchè di fronte a quegli occhioni ci commuoviamo di più e “sganciamo”, la sofferenza degli adulti non è degna di nota?
    bellissimo post Tullio, le corde del tuo violino non suonano mai a vuoto…

    TADS’ ANSWERS:

    ciao carissima,
    in effetti le richieste di donazioni ormai sono inflazionate,
    comunque dici bene, un bambino che soffre smuove la coscienza in modo più incisivo,
    grazie per i complimenti

  5. Ottimo articolo sdat, da prima pagina. Per far si che la solidarietà venga indirizzata nella giusta direzione occorre esigere dalle organizzazioni e dagli Enti che si attivano per la raccolta fondi un rendiconto COMPRENSIBILE delle voci di entrata e di uscita e un resoconto dettagliato del progetto portato a termine. Se tutti cominciassimo a muoverci in questa direzione e a segnalare i casi sospetti …ti assicuro che tante associazioni chiuderebbero i battenti! Io qualche soddisfazione me la sono tolta.

    TADS’ ANSWERS:

    bentornata Aurora,
    noi cominciamo a dirlo, magari qualcuno ci segue

  6. condivido queste argomentazioni, quando si specula sulla buona fede o sul buon cuore della gente bisogna denunciare.
    La solidarietà però non è solo l’offerta, è sentire il disagio e la sofferenza altrui come propria, è condividere le proprie cose e la propria vita con i nostri simili senza discriminazioni per la pelle, la lingua, la religione.
    Quando li incontro nei parcheggi dei supermercati, quando la loro pelle d’ebano risplende sotto il sole, o sotto la pioggia nel freddo dell’inverno e penso che hanno lasciato il loro paese per affrontare umiliazioni e solitudine, cerco di fare qualcosa nel mio piccolo, faccio collezione di teli da cucina oppure offro un caffè e un panino, senza lenire comunque il mio senso di colpa per vivere in un mondo privilegiato senza averne alcun merito.

    TADS’ ANSWERS:

    se vivi in un mondo privilegiato significa che te lo sei costruito oppure lo hanno costruito altri,
    se lo hanno fatto onestamente i tuoi sensi di colpa non trovano giustificazione.
    Grazie per il commento

  7. Mi hai fatto venir in mente che prossimamente ci saranno le dichiarazioni dei redditi e mi si riempirà la cassetta della posta. In questo caso non servirà digitare alcun numero o recarsi presso sportelli bancari e postali, basterà una firmetta, et voilà!
    Chissà se i servi del loro dio si dimenticheranno di documentare codesto buon gesto nella dichiarazione dei redditi.
    Sdat, sembra un circolo vizioso.
    Complimenti per l’HP, finalmente!

    TADS’ ANSWERS:

    ciao LUX, tutto bene???

  8. Splendido Tullio!
    Hai ragione:cominciamo noi,nel nostro piccolo,
    a dirlo.
    Ed a farlo.
    “se non sono in grado di verificare dove finiscano
    i miei soldi non do niente a nessuno. “dici.
    Proprio così.

    Io,in questo senso,mi sono svegliata da poco,stanca
    dell’ennesima telefonata che mi RINGRAZIAVa
    per il mio costante sostegno e mi annunciava il passaggio,COME IL SOLITO,
    di un “addetto”a raccogliere la mia “usuale offerta” per…..la tal
    associazione.
    Voci ,nel mio caso, sempre femminili .
    Voci…”normali” che sottilmente vellicavano la mia
    capacità “già nota”di essere buona e generosa.
    OK , basta mo dissi.
    E feci.
    Del resto ci sono molti modi per aiutare
    realmente e fattivamente il prossimo.
    Iniziando magari da quello …più prossimo.

    Leggo che anche i tuoi commentatori
    sostengono quanto espresso magistralmente nel tuo
    pezzo-denuncia.
    Ne ho davvero piacere.
    E’ una speranza per tutti…

    marilù

    TADS’ ANSWERS:

    dolce Marilù,
    per quanto io possa amare le sfide impossibili temo che mettersi a combattere contro queste “organizzazioni” sia soprattutto inutile. Se fossi un politico cinico ti direi che sarebbe il caso di fare l’avvoltoio appollaiato sul ramo in attesa di uno scandalo clamoroso, cosa che prima o poi avverrà sicuramente, per trasformare una merdata in arma micidiale. Come sai non sono un politico ed il mio sporadico cinismo è sempre contestualizzato. I consensi a questo post mi rendono ottimista, a fronte di una sostanziosa flessione delle donazioni queste associazioni si ritroveranno, obbligatoriamente, a giocarsela sulla trasparenza.
    Ti abbraccio con affetto

  9. Se le tante persone “progrediscono” con vero sentimento e donano più o meno nella stessa misura e in tutte le parti più fortunate,( non certo per merito) del mondo la responsabilità morale è solo nell’individuo, o dei tanti…?!! Dalla mafia-piovra eeee anche dalle cattive scelte… politiche! Purtroppo ho avuto modo di conoscere e segnalare questi disgraziati…ma è servito a qualcosa?? Ho rischiato pure una denuncia per diffamazione, ma allora erano altri tempi, ora è tutto cambiato IN PEGGIO!!…
    E dei “progetti assistenziali” a favore del terzo mondo del g 8 avete notizie? O anche loro si sono…smarriti strada facendo!
    E’ strano per me che a distanza di tempo queste notizie, sempre magistralmente interpretate da Sdat, mi lasciano solo amarezza e non più rabbia e impotenza!
    Purtroppo tutti questi soggetti sono i PIU’ POVERI DEI POVERI, E DI TUTTE LE POVERTA’ UNIVERSALI: sono bestie!
    Assicuriamoci veramente che tutto vada a destinazione, incaricando persone di coscienza che davvero controllino che tutto non vada perso…e ciò sembrerebbe semplice, e mi chiedo solo perché non lo è, effettivamente nella realtà!
    Inutile commentare che anche noi nel nostro “piccolo” possiamo, anche ogni giorno. “dare” qualcosa, e non necessariamente soldi, ma credo ancora molto nella collaborazione ,anche individuale!
    Un bacio!
    Khiara

    TADS’ ANSWERS:

    ciao Chiara,
    il G8 a molti Paesi poveri ha ridotto o addirittura abbuonato i debiti ma questo tipo di aiuto quasi mai si avverte tra le popolazioni. Sono in prima fila a chiedere i controlli, purtroppo dietro queste organizzazioni quasi sempre ci sono poteri forti.

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