SanScemo…

Il 61° festival della canzone Italiana chiude i battenti proclamando vincitore il “compagno” Vecchioni, c’è da scommettere che la sua canzone presto diventerà il nuovo inno antiBerlusconiano, ci aveva già provato anni addietro quella “macchietta” incolore, insapore ed inodore che risponde al nome di Sabina Guzzanti con “troppo sole”, il Prof ha rielaborato la cosa partorendo il “troppo buio” ed ha portato a casa la posta in palio, Sabina cara… cerca di imparare. Ci sarebbe da scrivere un libro, no, per carità, mi limiterò a fare alcuni rilievi su questa “ricorrenza paesana” vestita a festa che cerca di mettere insieme polenta e soppressata, dopo svariati anni ho cercato di seguire, sempre compatibilmente con le cose che ho da fare, questo evento televisivo, non ho visto tutto ma credo di essere stato fortunato nel coglierne i momenti salienti…

MORANDI, è un vecchietto di 66 anni che, dopo una lunga carriera altalenante, ha fatto benissimo ad accettare un marchettone da 600.000 euro, lo ritengo assolutamente ignaro e al di fuori da quei meccanismi che da sempre si adottano nella stanza dei bottoni Sanremese, presentandosi sul palco per precisare che la RAI non ha i mezzi tecnici per arginare le “milizie” dei call center si è fatto una doccia pubblica, non solo, ha praticamente vanificato il televoto, il rapporto spettatori-televotanti è di una sproporzione incredibile. A parte certe gaffe e certe ingenuità assolvo in pieno il ragazzo che amava i Beatles ed i Rolling Stones, lo ritengo un uomo PULITO e questo per me è SEMPRE un merito, a prescindere. Certo nella sua culla al posto delle lenzuoline c’era la bandiera rossa con tanto di falce e martello, magari a quattro anni cantava “bella ciao” ma queste non sono colpe sue, di fatto si è sempre tenuto lontano dalla politica attiva, non ha mai inventato “girotondi” né alimentato moti di piazza

LUCA e PAOLO, per la prima volta, nei tempi moderni, abbiamo scoperto che è possibile fare satira contro l’opposizione di sinistra, una satira sottile, intelligente, senza insulti né ingiurie, senza volgarità né offese, una satira neorealista subito ricoperta di letame da parte di certi “critici criticoni” che si sono sentiti toccati nel vivo, gli arzigogoli interpretativi denigranti del pensiero nemico, spacciati per critica, delineano una asocialità patologica che si prefigura in quel prototipo archetipo dell’antropomorfismo universale di concezione Schopenhaueriana, caro “……”, se vuoi te la spiego ma io costo caro, con tanto di ricevuta fiscale, sia chiaro, ammucchia i soldi, non credo tu possa togliertela con poche lezioni, visto il livello in cui annaspi.

BENIGNI, di lui ne ho già parlato in giro e, sinceramente, provo un certo fastidio nel ripetermi, mettiamola giù così, riassumendo a braccio… Se Fiorello è terribilmente simpatico nel suo interpretare il finto giovane 50enne, Benigni è stomachevolmente patetico nel suo interpretare da convinto il bambino monello 60enne, intervengano gli assistenti sociali, ho seguito in diretta il suo “osannato” intervento, si è intortato 3/4 volte, ha fatto errorini storici ed ha pure sbagliato qualche congiuntivo… e pensare che questo personaggio rappresenta, per la sinistra, un “intellettuale depositario della cultura”, quando legge Dante… Carmelo Bene e Vittorio Gassman si ribaltano nella tomba, voto: “zero spaccato”. Il Risorgimento è una cosa seria piena di ombre, lacune e vicende ancora tutte da chiarire, lo sgorbietto zompettante la storia non la conosce minimamente. Il “vecchio-bambino-tricotinto” è un emerito NESSUNO, ha usurpato un oscar, molto probabilmente gli è stato dato perché rientrava in una certa trattativa subdola con gli Americani, dopo ha dato vita al più grande fallimento cinematografico d’Europa, Pinocchio, 40milioni di euro buttati nel cesso, fortuna per noi, questa nefasta esperienza lo ha di fatto tagliato fuori dal circuito cinematografico, non esiste al mondo un produttore disposto ad investire su di lui un solo centesimo, è l’unico premio oscar disoccupato. Ad onor del vero non mi risulta neanche che vari network televisivi stranieri se lo contendano, non lo cacano neanche dopo aver bevuto un bottiglione di olio di ricino (questa è significativa), solo la RAI lo chiama, forse perché lo considera un viagra capace di “alzare” lo share. Benigni si è presentato sul palco di Sanremo impreparato, sputacchiando in testa agli Italiani non ritenuti degni di una performance professionale, la battuta su Silvio Pellico e “le mie prigioni” è roba da avvinazzati da osteria, così come quella di Marchionne e Detroit, nel suo noioso monologo alcuni aggettivi li ha ripetuti fino alla nausea, padronanza della lingua a livello elementare, avrei voluto scrivere “eloquio” ma preferisco non eccellere. Il significato dell’inno di Mameli lo conoscono tutti quelli che hanno un diploma oppure una laurea, forse si rivolgeva agli extracomunitari invasori. Quando “striscia” gli ha consegnato il tapiro perché il suo film è stato superato, negli incassi, da Checco Zalone ha detto, involontariamente, una cosa intelligente, è un problema di costo del biglietto. Caro Benigni, se anziché gli incassi si conteggiassero i biglietti venduti… il tuo film, nella classifica dei più visti dal dopo guerra ad oggi, non entrerebbe neanche tra i primi 50. Un suggerimento tecnico ai lettori di questo blog, fate una prova, mettete il DVD del film “la vita è bella” nel lettore, oscurate il video in modo da eliminare il condizionamento visivo, ascoltate ad occhi chiusi i dialoghi, non credo esista al mondo una sceneggiatura più ripetitiva e noiosa, provateci e poi ditemi. La pochezza, la nullità artistica di Benigni la si evince dalla sua totale incapacità di uscire da un “personaggio” obsoleto, stantio, un giullare con una sporta che equivale ad un coacervo di amari frutti schizofrenici che da tempo hanno perso il fascino dell’esser bruschi di gusto. Fare l’idolo degli omologati equivale al brillar di luce propria. “FattO non fostI per viver come brutO ma per seguir virtute e canoscenza”, ci siamo capiti??? Stattene a casa e studia con impegno che è meglio, tanto non hai niente da fare.

ELISABETTA CANALIS e BELEN RODRIGUEZ, Andy Warhol diceva che la bellezza è già intelligenza, avrei da dire in merito ma soprassiedo, anche la TV di Stato ha capito, da sempre, che le scenografie senza pezzi di fica sono monche, c’è da augurarsi che la “Signora” di Milano non abbia guardato il festival, Morandi potrebbe essere indagato per “strumentalizzazione scenografica del corpo femminile esibito in fascia protetta”.

Finisco con tre riflessioni. 1) Raphael Gualazzi, il vincitore tra i giovani, ha dimostrato al mondo che quando si ha conoscenza e consapevolezza dei propri mezzi non è il caso di farsi prendere dall’euforia, 2) la canzone di Al Bano è sicuramente la migliore, 3) Roberto Vecchioni poteva tranquillamente evitare di stravolgersi prima di entrare sul palco in veste di vincitore, se ne sono accorti tutti, tra l’altro sapeva benissimo da tempo che il partito avrebbe fatto vincere lui. In fondo… molto in fondo, Sanremo è Sanscemo…!!!

Tullio Antimo da Scruovolo  

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6 thoughts on “SanScemo…

  1. ma è possibile che vedete comunisti dappertutto?
    Ora anche sul Festival di Sanremo dove ha vinto un brano che è poesia!!!

    TADS’ ANSWERS:

    essere romantici e poetici è una bella cosa,
    essere “documentati” a volte è meglio

    Conferenza Stampa, Roberto Vecchioni dichiara:
    “la mia E’ una canzone POLITICA…”

  2. …l’ho visto a spizzichi anch’io.
    Il Festival,dico.
    Tranne la serata dedicata all’unità d’Italia.
    C’erano vecchie anzoni,anche vecchissime e mi incuriosiva
    riascoltarle in una interpretazione moderna.
    Che nella quasi totalità non mi è piaciuta.
    Sorrido.

    Ho letto con il consueto piacere il tuo pezzo,Tullio.
    C’è in esso una critica molto ben argomentata cui mi unisco
    quasi in toto.
    Quasi,appunto.
    Perchè,vedi,pur non avendo mai amato Benigni,QUELLA sera
    mi ha convinta.
    Di più:ha rispolverato il mio orgoglio
    di essere Italiana.
    Ho percepito passione vera nell’esaltazione della
    nostra storia senza scadere in noiosa,ridondante retorica.
    E,quando alla fine canta a cappella il nostro Inno in quel modo
    pacato…mi sono commossa.
    Punti di vista diversi:niente più.
    I nostri,intendo.

    Certamente le pecche che tu vi hai trovato dal punto
    di vista linguistico e storico,ci saranno.
    Francamente io,non le ho analizzate e, come avviene
    per una appassionante interpretazione mi sono trovata
    inconsapevolmente coinvolta.
    Con stupore,ma coinvolta.
    Non me l’aspettavo,non da lui.
    Qindici milioni di Italiani erano sintonizzati in quel momento.
    Beh,se Benigni a una buona parte di essi ha fatto lo stesso effetto
    che ha prodotto in me ,è una bellissima cosa.
    Penso.
    Credo.

    Per il resto sull’attore,ho la tua stessa opinione.
    “La vita è bella”,ad esempio, mi sono imposta di guardarlo,
    e …non mi ha dato nulla.
    Forse colpa della sceneggiatura,o forse perchè istintivamente
    per assonanza dei titoli e sostanzialmente del messaggio,
    l’ho accostato a “La vita meravigliosa”di Capra :un abisso incolmabile
    fra i due film.
    A mio parere,ovviamente.
    E…anche Al Bano mi ha conquistata.
    Vero!

    Un sorriso.

    marilù

    TADS’ ANSWERS:

    segue risposta

  3. Carissima Marilù, ancora una volta ti rispondo a parte

    Mi conosci da anni e quindi sai bene che non mi permetterei mai di giudicare o criticare le altrui sensazioni e/o emozioni di fronte ad un evento, le mie analisi puntano alla sorgente, non alla foce. Non ho la spocchia né la malafede di considerare coglioni coloro che hanno apprezzato Benigni, spocchia e malafede che ho colto in certi critici, compreso quello che bazzica su questo portale, nel loro denigrare la satira di Luca e Paolo rei di aver ironizzato sulla sinistra. Alla fine del 2004, dopo una lunga militanza su vari forum, ho aperto questo blog con il chiaro intento di osservare le cose ed il mondo da un punto di vista freddamente realistico. Il mio romanzare, la mia ironia, spesso traggono in inganno gli sprovveduti, questo non è un blog di opinione, è uno spazio in cui si scoperchiano pentole dove si fanno bollire topi e immondizie celate sotto costosi tappeti. Detto questo…
    Roberto Benigni appartiene, nonostante il suo essersi arricchito, a quello zoccolo duro politico che fino a ieri sul tricolore e sull’inno Nazionale ci pisciava, quello zoccolo duro che durante le partite di calcio con l’URSS tifava contro gli Azzurri, quello zoccolo duro che considera i militari in missione dei mercenari e brinda alla loro morte, quello zoccolo duro che per meschini interessi di bottega sta cercando di diffondere nel mondo l’immagine di una Italia piena di merda, quello zoccolo duro pronto a calpestare la Costituzione per dissetare e sfamare un assetato ed affamato odio. Perdonami Marilù ma vedere un’icona di questo zoccolo duro con il tricolore in mano oppure mentre canta l’Inno… mi si intrecciano le budella.
    Lo smilzo guitto Toscano è alla frutta, intendo professionalmente, alla soglia dei 60anni, non avrà un’altra grande occasione cinematografica perché si è bruciato, all’estero non lo considerano, l’unico approdo è mamma RAI. Come fare per sperare in qualcosa tipo una programmazione con tanto di cachet diamantati??? Semplice, basta prostituirsi ai vertici dell’Azienda modificando la rotta, qualcuno mi spieghi perché Benigni è stato mandato in onda giovedì sera in piena contrapposizione con Santoro che infatti si è messo subito a piagnucolare, negli anni passati il pezzo da 90 lo tiravano fuori sempre contro Zelig. Il conduttore di Annozero comincia, come si dice da queste parti, a stringere il culo, pensare di trattare il Direttore Generale della Rai in diretta come una pezza da piedi e farla franca significa essere ingenui, infatti il pinocchietto a cavallo è semplicemente stato il primo colpo di alabarda. Questa è la motivazione, più o meno segreta, per la quale anche i giornali di destra lo hanno elogiato, ingoiando le sue battute iniziali da bettola.
    Il mio riferimento ai suoi svarioni o inciampi non nasce dal voler fare il maestrino, semplicemente ritengo che il prendere 500.000 euro di soldi pubblici (cominciano ad uscire le verità sui compensi) per una esibizione, dovrebbe avere come punto fermo il rispetto nei confronti di chi guarda e ascolta, quindi prepararsi in modo professionale, mi sembra il minimo sindacale, improvvisare sulla storia è ridicolo e nemmeno giustifica il dimenticarsi l’Italiano. Per salire sull’Olimpo degli intellettuali ed avere la combinazione capace di aprire la cassaforte della cultura ci vogliono presupposti diversi, forse non è neanche colpa sua, è la sinistra che lo ha eletto a tale rango
    Mi vedo costretto, mio malgrado, a dover ringraziare Benigni, infatti in questi giorni ho verificato che molti bloggers, parlo soprattutto di quelli che si spacciano per scrittori, poeti, acculturati, e bla bla bla… hanno scoperto solo grazie a lui il significato dell’Inno di Mameli, io l’esegesi del testo l’ho studiata in terza media prima ed al liceo dopo, questa gente che ci è andata a fare a scuola??? Addirittura c’è chi non sapeva che Mameli fosse morto poco dopo averlo scritto. Prima o poi leggeremo che Marco Polo è quello che ha inventato le caramelle col buco, Picasso è stato un pittore rinascimentale, Mozart arrangia i pezzi di Vasco Rossi e Alessandro Manzoni (detto Ale) è uno dei nominati nell’ultima puntata del Grande Fratello.
    Ti abbraccio con affetto

    TADS

  4. Che dire Sdat, sono ancora INCAZZATA.. ma incazzata assai! eeee non mi passa! (scherzo)
    Meritava di vincere Albano , perchè ritengo che un festival della canzone debba premiare innanzitutto LA VOCE, e personalmente meglio di lui al festival non ho sentito nessuno!
    E’ un’ottimo professionista, grande artista e ritengo anche grande uomo, in più il testo ero davvero bello!
    Vabbè è il destino dei “grandi” e perchè no? anche dei” piccoli”
    Chissà se è vero che la vita prima o poi PREMIA!
    Albano ha dato tanto, ma anche tanto gli è stato tolto! (se riesci a comprendere.)
    Comunque tanto di cappello a… Vecchioni! (mi pare che è un insegnante-laureato o mi sbaglio)? BRAVO comunque.

    TADS’ ANSWERS:

    Albano “artisticamente” dalla vita è già stato premiato, è uno dei POCHISSIMI cantanti nostrani conosciuti in tutto il mondo, anche in realtà come Mosca e Tokyo che di certo non sono affollate da comunità di origine Italiana.

  5. Dici bene, sdat, più che il festival dedicato all’Unità d’Italia sembrava la “Festa dell’Unità”. Come se non bastassero tutti i comici a far satira su Berlusconi, ogni giorno a reti unificate, l’hanno fatto anche a Sanremo, in eurovisione. O era in mondovisione? Ho seguito la serata, a tratti. Cosa c’entra la “Ballata di Sacco e Vanzetti” con l’Unità d’Italia? Ma soprattutto, cosa c’entra quel brano di Gramsci? Cosa c’entra Gramsci con l’Unità d’Italia? Eppure tutti a lodare la serata. Nessuno si rende conto che anche l’Unità d’Italia sta diventando ad uso e consumo della sinistra? Di quei reduci del PCI che per fregarci meglio si travestono da liberal. Quei comunisti che l’unica Unità che conoscevano era il loro quotidiano. Quelli che l’unico inno non era quello di Mameli, ma L’Internazionale e Bandiera rossa. Quelli che “proletari di tutto il mondo unitevi…”. Quelli che se ne fregavano altamente della Nazione e della patria, sostituita con un grande impero proletario sotto la guida di Mosca. Quelli che oggi parlano di Unità, ma da quasi un secolo hanno diviso l’Italia e continuano a dividerla fra buoni (loro, i sinistri) e cattivi (tutti gli altri). Ed oggi esaltano l’Inno di Mameli? Ma mi faccia il piacere…direbbe Totò. Questa proprio non l’avrei mai immaginata: Gramsci a Sanremo. Sì, credo che sia davvero vicina la fine del mondo.

    TADS’ ANSWERS:

    carissimo Giano,
    ti riporto uno stralcio della mia risposta al commento dell’Amica Marilù:
    …”Roberto Benigni appartiene, nonostante il suo essersi arricchito, a quello zoccolo duro politico che fino a ieri sul tricolore e sull’inno Nazionale ci pisciava, quello zoccolo duro che durante le partite di calcio con l’URSS tifava contro gli Azzurri, quello zoccolo duro che considera i militari in missione dei mercenari e brinda alla loro morte, quello zoccolo duro che per meschini interessi di bottega sta cercando di diffondere nel mondo l’immagine di una Italia piena di merda, quello zoccolo duro pronto a calpestare la Costituzione per dissetare e sfamare un assetato ed affamato odio”…

  6. L’ultima volta che vidi “San Remo” cantava Zucchero con “Donne” e arrivò ultimo, poi alla faccia di quei poveri mentecatti della giuria ebbe un successo mondiale. Effettivamente questo Sanremo è stato l’inno sfacciato alla sinistra, mancavano falce e martello, le bandiere rosse e la sigla di “avanti popolo bandiera “rosa” trionferà”. Non so chi ha vinto, mi hanno detto un amico del presentatore, quindi anche quest’anno non è cambiato nulla… vince sempre l’amico – amica di qualcuno.

    Faccio bene allora a vedere Piero Angela.

    TADS’ ANSWERS:

    anche Vasco Rossi arrivò ultimo a SanScemo,
    poi ci sono quelli che vincono e spariscono dalla circolazione,
    che fine hanno fatto i Jalisse???

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